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Napoli, nascondeva 11 chili di droga e documenti in bianco: arrestato 58enne a Chiaiano

Napoli. Un incensurato 58enne di Chiaiano è stato sorpreso dai carabinieri della stazione ‘Quartiere 167’ a nascondere in casa droga e documenti in bianco. I militari hanno trovato 10,4 chili di hashish divisi in 10 panetti e 970 grammi di cocaina nascosti in un armadietto sul terrazzo dell’appartamento. Sequestrate anche 152 carte di circolazione e 265 certificati di proprietà in bianco, risultati rubati. L’uomo è stato arrestato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e denunciato anche per ricettazione, ed è stato portato in carcere.

Inchieste manipolate, la Procura di Salerno indaga sui colleghi di Cosenza, Castrovillari e Catanzaro

Inchieste manipolate per favorire personaggi eccellenti: almeno 15 magistrati del distretto di Catanzaro sono finiti nel mirino della Procura di Salerno. Sono due i magistrati salernitani che stanno indagando sui colleghi calabresi, indagati per vicende e reati diversi, tra cui favoreggiamento mafioso, corruzione in atti giudiziari e corruzione. Gli atti dell’inchiesta, nata all’ufficio inquirente di Catanzaro, guidato da Nicola Gratteri sono stati trasmessi nell’estate dello scorso anno ai magistrati salernitani, competenti per le indagini sul distretto del capoluogo calabrese. Tra gli indagati, secondo quanto riferisce “Il Fatto quotidiano”, ci sono il procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo, l’aggiunto di Catanzaro, Vincenzo Luberto, il procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla. Spagnuolo, nel 2016, avrebbe favorito un indagato, l’ex presidente dell’Asl di Cosenza, Giuseppe Tursi Prato, per una vicenda che coinvolge suo fratello, lo psichiatra Ippolito Spagnuolo; l’aggiunto di Catanzaro, Luberto, sarebbe indagato per rivelazione di segreto d’ufficio, per avere riferito notizie riguardanti un’operazione all’ex vicepresidente della Regione Calabria, Nicola Adamo, e di abuso d’ufficio, per una questione connessa a un arresto per mafia nel marzo di tre anni fa. Per Facciolla, riporta sempre “Il Fatto quotidiano”, il fascicolo sarebbe stato aperto per un’ipotesi di abuso d’ufficio dopo essere stato chiamato in causa da un maresciallo della Forestale secondo il quale il magistrato avrebbe manipolato atti di indagine, ma il legale del procuratore ha spiegato che i rilievi a Facciolla si limiterebbero esclusivamente a “temi organizzativi e amministrativi”. Al momento, non c’è alcuna richiesta di misura preventiva o richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati. Sul sito web di informazione, iacchite.com, c’è la testimonianza del direttore responsabile del portale, Gabriele Carchidi, che sostiene di essere stato ascoltato dai carabinieri del Ros di Salerno giunti a Cosenza per raccogliere informazioni. “La fonte che ho è diretta, che più diretta non si può: sono stato interrogato dai carabinieri del Ros di Salerno, giunti qui a Cosenza per raccogliere informazioni legate al procedimento penale registrato con il numero 10404/17”, scrive Carchidi spiegando che “di norma, non potrei rendere pubblici i contenuti di questo interrogatorio perché violerei il segreto istruttorio e di questo mi hanno anche gentilmente avvertito i carabinieri che mi hanno rivolto le loro domande. Ma questo ‘divieto’, come prescrive la legge, scade dopo due mesi e pertanto, anche se non posso scendere nei particolari dell’interrogatorio, trascorsi (proprio ieri!) i fatidici due mesi, ho la facoltà di scrivere”.

Francesco Di Chiara: un aversano nel video di promozione del film internazionale Glass

C’è anche un aversano nel video promozionale realizzato per l’uscita in Italia del film internazionale “Glass”, diretto da M. Night Shyamalan, al cinema da oggi, distribuito da The Walt Disney Company Italia e prodotto da Buena Vista International con Universal Pictures. Francesco Di Chiara, 32 anni di Frignano, atleta professionista e istruttore di arti marziali miste (Mma), è stato scelto, insieme ad altri due eroi “normali” della nostra nazione, come testimonial d’eccezione per lanciare l’ultima creazione cinematografica che chiude la trilogia dei supereroi di M. Night Shyamalan. Un parallelismo suggestivo tra realtà e fantasy dove gente comune viene messa a confronto con gli eroi della celluloide. Di Chiara è salito alla ribalta della cronaca quando, due anni fa, si è reso protagonista di un esemplare gesto di civismo, intervenendo in difesa di una donna incinta che era stata aggredita da due balordi extracomunitari in via Diaz ad Aversa. In quell’occasione Di Chiara non esitò a scendere dalla propria auto e ad accorrere in soccorso della donna, incinta all’ottavo mese, che era stata aggredita mentre passeggiava con il proprio bambino, sventando il tentativo di aggressione e favorendo l’arresto dei due criminali.
Nel video, promosso dalla società Way To Blue, Di Chiara racconta l’episodio che lo ha visto protagonista, un filmato proiettato all’anteprima di Roma del film “Glass”, tenutasi martedì 15 gennaio, e che spinge fortemente l’attenzione sui supereroi, quelli dei fumetti, maggiormente aderenti alla realtà. “Glass” mette insieme tre “supereroi” cercando ancora più di prima di tenersi ancorato al mondo reale, trovando pretesti su base scientifica che dimostrino le abilità dei personaggi, nessuno dei quali ha poteri soprannaturali.
“Per me è stata un’esperienza straordinaria – ha detto Francesco Di Chiara – partecipare alle riprese del video promozionale del film Glass. Non mi sento un eroe, ma semplicemente una persona che ama il prossimo e odia i soprusi e le ingiustizie. Faccio una vita normale, sono istruttore di arti marziali e gareggio da professionista. Per un giorno ho calcato i palcoscenici del mondo del cinema, ma sono contento di averlo fatto riuscendo a raccontare la mia filosofia di vita. Il coraggio e il senso civico che mi contraddistinguono provengono dalla mia profonda fede in Dio, che mi ha reso un uomo migliore.”

https://www.youtube.com/watch?v=0iLjugeaQYI

Bomba a Sorbillo, il cartello ‘chi tocca la pizza tocca napoli’ fuori alla porta. Le immagini dell’attentatore in un video

Napoli. ‘Chi tocca la pizza tocca Napoli’ questo il cartello esposto dinanzi alla pizzeria Sorbillo a via dei Tribunali dove l’altra notte è stato piazzato un ordigno esplosivo. Nella strada davanti allo storico locale, che di solito verso mezzogiorno comincia ad affollarsi di turisti in attesa di assaggiare la pizza, ci sono poche persone, per lo più curiosi, ma anche turisti che hanno saputo dell’esplosione e passano a fotografare la pizzeria chiusa. “Sono a Napoli e volevo mangiare qui la pizza oggi – dice un turista – ma ieri sera ho sentito la notizia al tg e ho deciso di passare ugualmente qui davanti, è molto grave quello che è successo”. In mattinata due agenti della polizia di stato sono stati messi a presidiare il locale. Intanto, si lavora sul fronte delle indagini per scoprire gli autori dell’attentato. Il video delle telecamere di sorveglianza è stato postato dal consigliere dei Verdi Francesco Emilio Borrelli sul suo profilo Fb, il giorno dopo la bomba piazzata dinanzi alla pizzeria. Nelle immagini si intravede una figura scura che si allontana velocemente dopo avere piazzato l’ordigno che esplode poco dopo. “Dal video delle telecamere si capisce chiaramente l’intento criminale di chi ha posizionato l’ordigno fuori la pizzeria di Sorbillo ai Tribunali. Nessun errore, nessuna scusa come alcuni soggetti cercavano di far circolare come notizia dopo il tragico evento. Adesso è tempo di trovare i responsabili di questa azione criminale e assicurarli alle patrie galere. Chiediamo – scrive Borrelli – la collaborazione di tutta la cittadinanza perchè bisogna subito respingere questo attacco che appare come una vera sfida allo Stato e alla Napoli migliore, produttiva e impegnata”. Intanto è in corso una manifestazione di solidarietà dinanzi al locale organizzata dai pizzaioli napoletani.

Al PalaSele di Eboli grandi nomi per la prima parte del calendario musicale 2019

Manca un mese alla ripresa dei concerti al PalaSele di Eboli. Nove live già programmati in quattro mesi. Il calendario 2019, a cura di Anni 60 produzioni, vede il ritorno a Eboli di Emma, Negramaro, Alessandra Amoroso, Marco Mengoni. In programma poi, Thegiornalisti, Ultimo, Fedez, Raf e Tozzi. Già registrato da tempo il primo sold out – quello della prima tappa di Alessandra Amoroso – la caccia al biglietto per gli altri appuntamenti è ancora aperta. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.00.
Per informazioni sulle prevendite ufficiali autorizzate, sul costo dei biglietti e sulle prenotazioni per i diversamente abili, basterà contattare lo 089 4688156 o consultare il sito www.anni60produzioni.com. Primo appuntamento lunedì 18 febbraio con Emma e il suo “Essere qui tour – exit edition 2019”. Si prosegue lunedì 11 marzo con i Negramaro e “Amore che torni tour indoor”. La band tornerà a suonare dal vivo nella sua formazione al completo dopo lo stop per le condizioni di salute del chitarrista Lele Spedicato. Sabato 23 marzo – prima data sold out – per Alessandra Amoroso che con il nuovo album “10” ha già conquistato il Disco di Platino. Prosegue senza sosta anche il successo dei THEGIORNALISTI, la band capitanata da Tommaso Paradiso. Giovedi’ 28 marzo sara’ la prima volta che si esibiranno al PalaSele di Eboli. C’è grande attesa per il ritorno discografico e live da solista di Fedez, a Eboli per la prima volta sabato 30 marzo. Partirà sabato 27 aprile proprio dal PalaSele di Eboli “Colpa delle favole Tour” di Ultimo, il giovane cantautore romano consacrato dal trionfo tra le Nuove Proposte al Festival di Sanremo 2018. Due grandi artisti, Raf e Umberto Tozzi tornano a cantare insieme e saranno protagonisti di un imperdibile tour e per la prima volta insieme. La tappa al PalaSele di Eboli del tour “RAF TOZZI” è in programma per martedì 7 maggio. A chiudere questa prima parte del calendario di musica dal vivo al PalaSele di Eboli, Marco Mengoni.

Vandali appiccano il fuoco alla legna per la festa di Sant’Antonio: incendiata anche la chiesa nel Casertano

Biano. Nella notte dei vandali hanno appiccato il fuoco alla legna che i cittadini avevano accumulato per la festa di Sant’Antonio: distrutta anche la chiesa. Stanotte alcuni vandali hanno fatto irruzione all’interno della Parrocchia di San Vincenzo Martire di Briano a Caserta, bruciando anzitempo la legna, raccolta dai fedeli, per la tradizionale “lampa” dedicata a Sant’Antonio Abate. Ciò ha creato paura e panico in quanti abitano sulla piazza. Nonostante ciò la “lampa” si farà alle 19:45 presso l’oratorio G B Grassi.

Gustavo Gentile

Banda dei furti, arrestati in 12 tra il rione Traiano e Pianura: “Mio marito è un bravissimo ladro ha guadagnato 280 mila euro in tre mesi”

Napoli. Una banda di ladri a gestione familiare, con le mogli a fare da supporto a mariti bravissimi nella ‘professione’ tanto da guadagnare decine di migliaia di euro al mese ‘lavorando notte e giorno’. E’ quanto emerso nell’inchiesta che ha portato, stamane, all’arresto di 12 persone (sei in carcere e sei ai domiciliari con braccialetto elettronico). “Lavorando notte e giorno, mio marito è un ladro bravissimo, in soli tre mesi e riuscito a guadagnare 280mila euro” così diceva a telefono la moglie di uno dei componenti della banda del Rione Traiano e del quartiere di Pianura, banda accusa di aver messo a segno 17 furti e rapine tra Caserta, Napoli e Salerno. Al vertice del gruppo criminale smantellato oggi c’era Salvatore Salvati, secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere.
Un’associazione a delinquere con base tra i quartieri napoletani di Pianura e del rione Traiano, ma che operava praticamente in tutta la Regione. Al vertice, c’era Salvati: il 44enne finì in manette il 7 novembre scorso dopo il colpo al parco ‘La selva’, tra Caserta e San Nicola la Strada. Nella serata del giorno precedente, nel tentativo di rincorrere il quarto componente della banda, il vice brigadiere dei carabinieri Emanuele Reali venne investito da un treno nei pressi della stazione ferroviaria di Caserta. Salvati secondo l’indagine era il delegato a gestire proventi illeciti dell’associazione ed a e suddividerli fra gli affiliati, oltre a dare direttive su ruoli e compiti agli altri membri.
I Carabinieri della Compagnia di Caserta hanno eseguito stamane l’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta di questa Procura. Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata a furti in appartamento e rapine; nonché in ordine a 17 furti in abitazione, consumati o tentati, e rapine, nelle città di Caserta, Napoli e Salerno, tra il 13 luglio ed il 06 novembre 2018. L’attività investigativa è stata avviata il 13 luglio 2018, a seguito di un tentativo di furto in appartamento in Caserta, dove un gruppo di 6 persone aveva tentato di forzare la porta d’ingresso di un appartamento in via Lincoln. Il rientro improvviso dei proprietari dell’abitazione mise in fuga i ladri a bordo di 3 vetture. Nella circostanza, arrivarono i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Caserta che inseguirono le auto, in quell’occasione fu arrestato Pasquale Iorio per resistenza a pubblico ufficiale, mentre gli altri, dopo aver abbandonato le auto utilizzate per la fuga, fecero perdere le proprie tracce allontanandosi a piedi per le vie cittadine. L’attenzione investigativa si concentrò sui vari grimaldelli ed arnesi atti allo scasso sequestrati all’interno delle autovetture abbandonate dai malviventi, da cui emergeva l’esistenza e l’operatività di uno stabile gruppo di persone dedite, in modo professionale ed organizzato, alla commissione di furti in appartamento. Nella circostanza, per l’utile prosecuzione delle indagini, emergeva un dato fondamentale: per una delle autovetture abbandonate dai ladri, risultava che la proprietaria, una parente di Anna Artuso (stabilmente inserita nell’associazione criminale), aveva sporto denuncia di furto poco dopo il rinvenimento ed il sequestro del medesimo veicolo a Caserta da parte dei Carabinieri. L’autovettura venne, quindi, restituita alla proprietaria al ritiro dell’auto provvide Pasquale Reale – anch’egli stabilmente inserito nella organizzazione criminale, marito di Anna Artuso. Il coinvolgimento di Pasquale Reale è stato poi riscontrati dai successivi accertamenti su altri veicoli sequestrati, poiché utilizzati per mettere a segno i furti, uno dei quali risultava essere stato noleggiato proprio dallo stesso Reale presso un autonoleggio di Napoli. Nel corso delle approfondite attività investigative, è stato appurata la particolare tenacia del gruppo criminale che non si fermava nemmeno davanti a provvedimenti di sequestro degli autoveicoli impiegati per i furti. Infatti, nella notte del 26 luglio 2018, Reale insieme ad altri due compiici si si era introdotto nel deposito giudiziario dove erano stati custoditi i veicoli sequestrati, per recuperare gli arnesi atti allo scasso ed un sacchetto di cellophane occultato sotto il sedile posteriore di un’auto loro sequestrata e contenente alcuni monili in oro, provento di furto. Il piano criminoso di recupero della refurtiva non andava a buon fine, in quanto i veicoli sequestrati erano stati precedentemente spostati dai Carabinieri in altro deposito giudiziario, proprio al fine di evitare che venisse portata a compimento l’azione criminosa. Le successive indagini, partendo da Pasquale Reale hanno consentito di ricostruire l’organigramma dell’organizzazione ed i ruoli ricoperti da ciascuno degli associati: Salvatore Salvati, capo ed organizzatore dell’associazione, in considerazione del ruolo di coordinamento svolto dal medesimo e della posizione di preminenza che gli atri associati gli riconoscono. E’ infatti Salvati a gestire i proventi illeciti dell’associazione ed a e suddividerli fra gli affiliati, così come è emerso che, anche in occasione dei furti, egli impartiva le direttive ai sodali sui ruoli ed i compiti che ognuno doveva svolgere (autista, palo, materiale esecutore), gli attrezzi da utilizzare e via di seguito. Pasquale Reale, con il ruolo di organizzatore, stretto collaboratore di Salvati, si occupava di coordinare le attività degli altri sodali per assicurare
l’efficienza dell’apparato organizzativo dell’associazione. E’ infatti lui ad occuparsi del reperimento dei telefoni (con utenze fittiziamente intestate), degli arnesi atti allo scasso, nonché di noleggiare o acquisire la disponibilità delle autovetture utilizzate per la commissione dei furti. Partecipa inoltre, come Salvati, all’esecuzione dei furti e gestisce direttamente i rapporti con il ricettatore cui vendere i gioielli provento dei reati. Salvatore Esposito, Salvatore Garofalo, Pasquale Attanasio e Cristian Pengue, partecipano all’associazione con compiti essenzialmente limitati alla materiale esecuzione dei furti, alternando il ruolo di materiale esecutore a quello di “palo”. Anna Artuso, moglie di Reale Pasquale e Tiziana Di Biasi, moglie di Esposito Salvatore, partecipano all’associazione, dimostrando di conoscere le dinamiche del gruppo ed evidenziando, in più circostanze, la disponibilità a sostenerne l’attività criminosa, anche esponendosi al rischio di essere scoperte. In particolare, entrambe le donne si sono recate in diverse circostanze a recuperare i sodali in occasione di furti non “riusciti”, come quelli del 13 luglio e del 6 novembre 2018 a Caserta ovvero hanno partecipato alla commissione di furti con il compito di “palo” per segnalare l’eventuale arrivo delle forze dell’Ordine. Tutti gli altri destinatari dei provvedimenti cautelari, ossia Patrizio Salvati, Pasquale Iorio, Marco Scamardi e Rocco Tomaselli, pur essendo estranei al contesto associativo, hanno partecipato alla materiale commissione di diversi furti in abitazione, evidenziando elevata professionalità, spregiudicatezza e propensione a delinquere. L’attività investigativa si è svolta con i tradizionali metodi di osservazione, pedinamento e con intercettazioni, consentendo, in tal modo di acquisire solidi elementi indiziari in ordine anche al modus operandi della associazione criminale, che ha operato senza conoscere confini territoriali (partendo dal Rione Traiano di Napoli, per andare a commettere furti oltre che a Napoli, nel Casertano ed in provincia di Salerno): gli obbiettivi venivano selezionati, mediante accurati sopralluoghi, tra i condomini con appartamenti dotati di portoncini con serrature a cilindro di tipo “europeo”. Localizzato l’obbiettivo, venivano parcheggiate le autovetture già pronte per la fuga e venivano posizionati i “pali”, dotati di radio ricetrasmittenti per le comunicazioni; gli altri componenti, invece, si recavano presso le abitazioni, dopo aver accuratamente accertato che i proprietari non vi fossero; dato di cui si accertavano citofonando ripetutamente e ad intervalli di tempo brevi; sicuri dell’assenza dei proprietari, i componenti della banda criminale entravano negli appartamenti, servendosi delle caditoie dell’acqua ed introducendosi dai balconi ovvero forzando le serrature mediante asportazione della protezione delle stesse; quest’ultima operazione avveniva con l’utilizzo di chiavistelli, cacciaviti, chiavi inglesi da meccanico modificate, chiavi bulgare, tanto da riuscire a rimuovere ogni forma di protezione. Gli attrezzi, che fino a quel momento erano custoditi nelle vetture parcheggiate nelle vicinanze, venivano, all’occorrenza e su richiesta telefonica o radio, portati materialmente a coloro che si trovavano davanti alla porta da scassinare; una volta razziato l’appartamento, i malviventi si dileguavano a bordo di almeno due autovetture, rigorosamente prese a noleggio, per poter eludere il successivo controllo delle forze di Polizia, potendo contare su strutture dell’associazione
stabilmente dedite al recupero degli esecutori materiali dei furti. La refurtiva asportava variava a seconda dell’obbiettivo avuto di mira: i gioielli ed i monili in oro erano il target preferito dai malviventi, in quanto facilmente monetizzabili attraverso i ricettatori, tuttavia gli stessi non disdegnavano elettrodomestici come aspirapolveri o robot da casa.
L’attività investigativa che, sovente, è riuscita ad impedire che i furti venissero portati a compimento, ha anche consentito di apprendere, dalle conversazioni intercettate degli indagati, come in soli tre mesi avessero guadagnato circa 280.000 euro, “lavorando notte e giorno”).
La progressione criminosa dell’associazione, tuttavia, era stata interrotta dai Carabinieri di Caserta subito dopo un furto in appartamento, consumato nel capoluogo di Provincia il 06 novembre 2018; si ricorda che in quella circostanza, nel corso dell’inseguimento dei malviventi trovò la morte il carabiniere Emanuele Reali del Nucleo Operativo dei CC di Caserta.
In particolare, nella circostanza., attraverso il consolidato modus operandi dell’associazione per delinquere, mentre uno degli affiliati, Pengue, attendeva in auto, con funzioni di “palo” e di recupero per la fuga, Salvati, Reale e Attanasio si introducevano, dopo aver forzato la porta d’ingresso, in un appartamento di Caserta in via Alfieri, dal quale asportavano degli elettrodomestici. Reale e Pengue furono fermati dai Carabinieri dopo un breve inseguimento, mentre gli altri due riuscivano a fuggire ed a nascondersi.
Dopo incessanti ricerche, Salvati ed Attanasio furono localizzati, mentre attendevano che Anna Artuso arrivasse a recuperali. Ne scaturì un nuovo inseguimento, durante il quale i Carabinieri riuscirono a bloccare solo Salvati, mentre Attanasio riusciva nuovamente a dileguarsi, inseguito dal vicebrigadiere Reali che perse la vita investito da un treno durante le ricerche del fuggitivo.
L’irreperibilità di Attanasio durò meno di 48 ore, in quanto, le pressanti ricerche dei Carabinieri, lo costrinsero a presentarsi al Comando Provinciale di Caserta per costituirsi, in esecuzione di un decreto di fermo emesso dal Pubblico Ministero di questa Procura.

Passeggiata napoletana ‘sotto e ‘ncoppa pe’ palazzi’ del centro storico

L’associazione culturale “La Campania sotto e ‘ncoppa” è lieta di invitarvi domenica 27 gennaio alla sua “Passeggiata napoletana sotto e ‘ncoppa pe’ palazzi”.
Il centro storico di #Napoli, sito patrimonio #Unesco, è particolarmente noto per le innumerovoli chiese, i vicoli folkloristici e per alcune delle botteghe artigiane più famose d’#Italia. “La Campania sotto e ‘ncoppa” ha disegnato però un #tour che vi porti al di là dei classici siti, pensando di raccontare una parte della storia della città attraverso le luci, le ombre ed i suoni dei #palazzi nobiliari che costellano uno dei centri storici più belli del mondo.
Il tutto avrà inizio da piazza #Monteoliveto e, sotto e ‘ncoppa per vicoli e vicarielli, si giungerà a via #Duomo prestando particolare attenzione ai palazzi storici della #città che racchiudono storia e #mistero. 👀
Sarà un viaggio tra i #vicoli colorati di Napoli che in ogni loro angolo, tra un bancone ed una vetrina, sono impreziositi dai piatti della #tradizione… Tranquilli, abbiamo pensato anche a questo!
Concluderemo, infatti, il nostro viaggio in una delle botteghe più veraci per gustare i sapori della nostra #terra.
Cosa aspettate allora? Venite con noi sotto e ‘ncoppa, per scoprire Napoli ed i suoi palazzi! 🕵️‍
Contributo associativo (comprensivo di degustazione enogastronomica):
– Adulti € 10,00;
– Bambini (under 10) € 5,00.
Ritrovo: domenica 27 gennaio 2019, piazza del Gesù Nuovo ore 10:30
Per informazioni e prenotazioni :
Grazia 3926667357;
Libero 3337717054.

La PRENOTAZIONE E’ OBBLIGATORIA ed è possibile effettuarla anche tramite whatsapp.

Media italiani e crollo culturale: giornali e televisioni italiane pervase dal razzismo, dalla maleducazione e dall’inciviltà

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Il giornalismo deve prendere le distanze da ogni forma di violenza, anzi deve denunciarla ogniqualvolta essa viene espressa.

Il giornalismo, difatti, nasce prefiggendosi una missione di elevato valore etico , in quanto pone a fondamento del suo operare la finalità di trasmettere le notizie ed i fatti della vita quotidiana, della vita delle Istituzioni , della vita sociale, della storia umana, in modo neutrale ed indipendente, nel pieno rispetto delle leggi che salvaguardano la dignità umana.

Purtroppo, non si può non prendere atto del progressivo decadimento nella volgarità della modalità espressiva di alcuni giornali e di alcuni personaggi che guidano o partecipano a programmi televisivi, che testimonia un grave fenomeno , ormai sempre più dilagante , ossia l’impoverimento morale di alcuni ambiti della vita contemporanea , ritenuti depositari, da sempre, dello sviluppo culturale di una nazione.
Dispiace vedere coloro i quali sono considerati portatori di conoscenza e di cultura elevata fare proprio un linguaggio improntato alle offese e alle parole volgari.
Molto spesso, difatti, alcuni personaggi noti del giornalismo contemporaneo etichettano gli altri con l’epiteto di “terrone”, di “negro” o esprimono volgarità come “vaffa…”, che sostituiscono la parola dialogante e costruttiva che consente il confronto civile e non bellicoso con gli altri.
C’è da chiedersi, pertanto, quale messaggio giunge ai bambini, ai giovani , alle donne , agli uomini , alla società civile?
Nell’epoca attuale, pervasa da varie forme di violenza , si fa sempre più strada la violenza morale, trasmessa anche da alcuni esponenti della comunicazione mediante il turpiloquio, l’offesa, l’arroganza verbale, la definizione degli altri in modo offensivo . Dilaga il bullismo , nelle scuole, nella società civile e si diffonde anche nell’ambito dei professionisti della comunicazione, ossia i giornalisti.
Per fortuna sono pochi a testimoniare la decadenza di tale nobile attività .
Siamo nell’epoca del pensiero superficiale ed è difficile definire il concetto di “cultura”.
Certo non può definirsi cultura l’arroganza, l’offesa , il turpiloquio, gli scontri verbali da trivio, di coloro che si vantano di rappresentare la “cultura”.
Non sarà certo tale forma di giornalismo ad avere la meglio.
Anzi, è già stata sconfitta da una nuova forma di comunicazione che veicola la solidarietà, la necessità di intessere relazioni umane, improntate alla crescita reciproca e sociale, all’emancipazione morale , che vede nell’altro non un nemico da abbattere , ma un amico con cui condividere ogni spazio della vita umana, perché essa diventi una realtà ospitale che genera benessere e amore senza condizioni.

Biagio Maimone

M5S: “Non sarà soppressa la linea Fs Torre Annunziata-Castellammare”

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“La linea ferroviaria FS Torre Annunziata-Castellammare non sarà soppressa. Ne abbiamo avuto rassicurazioni da Rete Ferroviaria Italiana che, in risposta a una nostra richiesta che abbiamo inviato anche al ministero dei Trasporti e alla Regione Campania, ci ha informato che non solo al momento non è prevista alcuna soppressione, ma che l’offerta di trasporto è stata addirittura potenziata prevedendo, nei giorni feriali, con 86 treni, 11 corse in più rispetto al precedente orario in vigore fino al 9 dicembre scorso, con un cadenzamento medio di 30 minuti. Né subirà alcuna riduzione il servizio tra i terminal Torre Annunziata Centrale e Castellammare di Stabia, tratta coperta con 14 treni al giorno. Dunque, non avrà seguito la deliberazione del 27 luglio 2018 del Comune di Torre Annunziata, recepita anche dall’amministrazione di Castellammare, contenente la richiesta di soppressione rivolta alla Regione Campania della tratta ferroviaria in questione”. E’ quanto annunciano la deputata del Movimento 5 Stelle Teresa Manzo e il consigliere regionale M5S Tommaso Malerba.

“La richiesta dei Comuni di Torre Annunziata e Castellammare – spiegano Manzo e Malerba -, avallata da criticità relative alla presenza di passaggi a livello sul territorio cittadino all’origine di disagi per la circolazione veicolare, in vista anche della realizzazione della bretella di collegamento tra l’autostrada Napoli-Salerno e l’area portuale, oltre che la zona industriale, non tiene conto del significativo flusso di turisti e pendolari che fruiscono ogni giorno di questo servizio per raggiungere il capoluogo fino al terminal dei Campi Flegrei. Tale soluzione andrebbe contestualizzata con una strategia dettagliata e una precisa pianificazione di un servizio sostitutivo di navette su gomma o di linea tranviaria leggera su gomma, quest’ultima prevista anche dalle linee guida del Grande Progetto Pompei, di cui al momento non c’è alcuna traccia. Il nostro impegno sarà quello di chiedere l’attivazione, fin da subito, di un tavolo regionale finalizzato a pianificare il rilancio, soprattutto in termini di ricaduta turistica, di una tratta ferroviaria che a nostro avviso non solo non va soppressa, ma rilanciata e valorizzata”.

Arzano: vasca o allevamento di anguille ? Fontana in villa sporca e abbandonata

Arzano – Vasca o allevamento di anguille ? Fontana in villa sporca e abbandonata. “Altro che fiore all’occhiello” dell’amministrazione Esposito fanno sapere dal social Arzano News. Sta tenendo banco in queste ore la polemica sulla grande vasca presente nella villa comunale di Arzano in via Napoli diventata ricettacolo di rifiuti di ogni genere con l’acqua diventata ormai verde come un un acquitrino. Nonostante, infatti, sia stata pubblicizzata in questi mesi per le attività poste in essere, la stessa è diventata una cloaca verde e fetida con all’interno rifiuti di ogni genere. “ Vasca della villa comunale abbandonata al totale degrado. Ecco come si presenta oggi “il fiore all’occhiello” dell’Amministrazione comunale, motivo di vanto della propaganda di governo locale”. Una situazione che sta mettendo in risalto la cattiva gestione della cosa pubblica e l’abbandono totale del parco pubblico.

Luca Rossi

Napoli, 200 chili di ‘bionde’ nella zona Est: due arresti

I carabinieri di NAPOLI hanno sequestrato 200 chili di sigarette. I militari, nei pressi di un garage in via domenico fontana, hanno notato due uomini impegnati a caricare grossi scatoloni nel bagagliaio di una station wagon: li hanno bloccati e nel cofano hanno rinvenuto centinaia di stecche di sigarette di contrabbando. Controllando il box hanno scoperto altre stecche di sigarette sequestrandone in totale 1036, per un peso complessivo di 207 chili. I due sono stati arrestati per violazione delle norme sull’importazione e la vendita di tabacchi. Gli arrestati sono Antonio Marigliano, 52enne di San Giovanni a Teduccio e Raffaele Lago, 43enne di Barra. Per loro sono scattati i domiciliari. Stecche, garage ed autovettura sono stati sequestrati.

Una nuova strategia per il Parco archeologico dei Campi Flegrei

E’ stata presentata presso il Museo Archeologico di Napoli la convenzione stipulata tra il Parco archeologico dei Campi Flegrei e il dipartimento di Agraria dell’Universita’ Federico II. I due enti hanno avviato un percorso integrato per tenere insieme, in un racconto unitario, i valori unici dell’area flegrea, ecologici, vulcanologici, agrari, archeologici, dando vita ad una rete di itinerari tra natura, paesaggio e storia. Un sistema di realta’ suggestive per censire, catalogare, posizionare e inserire i tanti aspetti dei Campi Flegrei, in un’ottica di promozione innovativa, capace di abbracciare le molteplici facce del Parco, coniugando la particolare bellezza archeologica a quella naturale. “Nei colori del logo del Parco Archeologico dei Campi Flegrei – ha spiegato il direttore Paolo Giulierini – sono racchiusi gli elementi che lo costituiscono: il rosso per l’area vulcanica, il verde per la speciale flora e il blu del mare, tra le lettere del nome che rappresentano i monumenti archeologici. Parliamo di un’area senza paragoni, da esportare e promuovere con il contributo di tutte le forze sane che in qualche modo la vivono”. Dagli aspetti tecnici, come la valutazione dei siti attraverso il ruolo delle piante biodeteriogene, alla relazione esistente tra un paesaggio agricolo quasi intatto e i luoghi della cultura dei Campi Flegrei: una strategia che consentira’ di studiare e promuovere nei diversi aspetti l’ampio patrimonio storico, al fine di gestire in maniera unitaria un’area unica al mondo, per caratteristiche naturali e storiche-culturali. Fino alla realizzazione di un nuovo itinerario paesaggistico, che metta in rilievo le particolarita’ del territorio.

Strappo dei sindacati sul rinnovo del contratto della vigilanza privata: stato di agitazione

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Strappo al tavolo per il rinnovo del contratto nazionale della vigilanza privata e dei servizi fiduciari scaduto nel 2015 e atteso da oltre 70mila addetti del settore. I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno risposto con la proclamazione dello stato di agitazione e di due giornate di sciopero per l’1 e il 2 febbraio con manifestazione a Milano e Napoli alla inattesa chiusura delle associazioni imprenditoriali di settore Univ, Anivip, Assiv e delle imprese cooperative Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Federlavoro e Servizi e Agci Servizi. E’ quanto si legge in una nota dei sindacati. La lunga trattativa avviata nei mesi scorsi, spiegano le organizzazioni sindacali, non ha sciolto i nodi in ordine all’aumento salariale e ai tecnicismi connessi al cambio di appalto come anche su bilateralità, contrattazione di secondo livello, classificazione del personale e salute e sicurezza, temi sui quali i sindacati hanno presentato nelle scorse settimane una concreta proposta di riforma. Le tre federazioni Cgil, Cisl e Uil stigmatizzano il “metodo irriguardoso verso le organizzazioni sindacali e i lavoratori, non considerabile come mero tatticismo dilatorio, la cui gravità sarebbe comunque forte considerato il tempo trascorso”, ma, sottolineano, “evidente sintomo di fragilità strutturale delle associazioni datoriali che, incuranti delle condizioni del settore e dei problemi dei lavoratori, insistono nel perseguire una politica deflagrante per tutti, in primis, i dipendenti”.
Inevitabile, dunque, la nuova mobilitazione dei lavoratori “conformemente alla decisione assunta dal coordinamento nazionale” delle strutture e dei delegati, evidenziano i sindacati pur confermando la disponibilità a proseguire il negoziato già programmato per fine gennaio. Per la segretaria nazionale della Fisascat Cisl, Aurora Blanca, “i lavoratori subiscono gli effetti distorsivi di un mercato, quello dei servizi di sicurezza, dove proliferano contratti in dumping con tutte le conseguenze del caso, dal peggioramento delle condizioni di lavoro a quelle salariali che la definizione di una contrattazione nazionale da parte delle associazioni maggiormente rappresentative riuscirebbe invece a regolamentare”. “Il negoziato si è dimostrato ancora una volta infruttuoso e ha evidenziato le problematiche insite nelle associazioni datoriali che non possono essere più accettate in un settore che piuttosto necessita in tempi rapidi di nuove regole condivise atte a salvaguardare il comparto rispondendo alle esigenze normative e reddituali di tutti gli addetti ivi inclusi gli operatori economici”, ha concluso la sindacalista.

Napoli e Latina le province con più incidenti stradali mortali

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Milano, Venezia, Padova e Trevi sono sono le province con piu’ incidenti, mentre Latina e Napoli quelle con il tasso di mortalita’ piu’ alto. Sono i dati che emergono da “Localizzazione degli incidenti stradali 2017 sulle strade provinciali”, lo studio, realizzato dall’ACI, che analizza il numero di incidenti, sia in valore assoluto che rispetto ai km di strada (densita’), e la gravita’ degli incidenti vale a dire i morti in valore assoluto e indici elevati (tasso di mortalita’ e indice di gravita’) sulla viabilita’ secondaria provinciale. Le province con l’incidentalita’ piu’ elevata – sia per numero che per densita’ di incidenti – sulle strade extraurbane secondarie sono: Milano (693 km di strade, 741 incidenti, 13 morti e 1.194 feriti), Venezia (860 km, 490 incidenti, 12 morti e 709 feriti), Padova (1.039 km, 542 incidenti, 14 morti e 745 feriti) e Treviso (1.136 km, 586 incidenti, 15 morti e 863 feriti). Le province con gravita’ elevata – per numero di morti, tasso di mortalita’ (morti ogni 1.000 incidenti stradali) e indice di gravita’ – sono, invece: Latina (938 km di strade, 249 incidenti, 21 morti e 443 feriti) e Napoli (520 km, 267 incidenti, 22 morti e 435 feriti). Tra le strade provinciali con un maggior numero di incidenti e morti in valore assoluto, ci sono: la Prenestina (Roma) con 112 incidenti, 4 morti e 173 feriti; la Jesolana, (Venezia) con 89 incidenti, 3 morti e 122 feriti; la Binasco-Melegnano (Milano) con 52 incidenti, 3 morti e 84 feriti e la Circunvallazione esterna (Napoli) con 62 incidenti, 6 morti e 93 feriti.

Napoli,Koulibaly e De Laurentiis discuteranno ricorso

Sara’ discusso domani alle 13.30 alla corte d’appello della Figc il ricorso del Napoli contro la seconda giornata di squalifica inflitta a Kalidou Koulibaly, per l’espulsione contro l’Inter del 26 dicembre scorso. A discutere il ricorso ci saranno lo stesso giocatore senegalese e il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, lo si apprende da fonti qualificate del Napoli. Koulibaly era stato espulso per doppia ammonizione dopo aver applaudito a seguito della prima ammonizione per un fallo di gioco. Il senegalese ha gia’ scontato la prima giornata di squalifica. Ad assistere il Napoli ci sara’ il legale di fiducia del club, Mattia Grassani.

Napoli, in giro armato per Ponticelli: arrestato 21enne

Gli agenti del Commissariato Ponticelli hanno arrestato Michele Borrelli, di 21 anni, responsabile del reato di porto e detenzione abusivo di arma clandestina. Ieri pomeriggio in via Franciosa i poliziotti hanno bloccato il giovane che era in sella ad uno scooter. Nel corso di un controllo lo hanno trovato in possesso di una pistola armata: una Beretta completa di 4 proiettili. Il giovane è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale mentre l’arma è stata sequestrata.

Swing e Pop rock è il weekend al Common Ground di Napoli. Sabato 19 ‘A Toys Orchestra’

Doppio appuntamento con la musica, venerdì e sabato, al Common Ground di via Scarfoglio: il weekend inizia domani con lo swing di Piacenti & Dolcevita Orchestra, celebri per la loro capacità di coinvolgere il pubblico con un sound che fonde jazz, blues swing ed elettro-jazz. Sabato 19 parte invece il “Club Break”: DROP e Noisy Naples Fest uniscono nuovamente le forze e presentano il countdown verso l’edizione 2019 del Noisy con il live di A Toys Orchestra.
Venerdì 18 gennaio a salire sul palco sarà la formazione che risponde al nome di Piacenti & Dolcevita Orchestra che rivisita le atmosfere anni Cinquanta contaminando generi come il jazz, il blues e lo swing con l’elettro-jazz. Un viaggio musicale fresco e brioso con una band di musicisti professionisti che propone arrangiamenti inediti e originali e un repertorio che spazia tra pezzi storici e moderni, italiani, internazionali e anche classici della musica napoletana. Sabato 19 gennaio DROP e Noisy Naples Fest presentano “Club Break”: un appuntamento a cadenza mensile che accompagnerà il pubblico del Common Ground verso i grandi eventi dell’estate, una sorta di conto alla rovescia verso l’edizione 2019 del Noisy. Si comincia con “A Toys Orchestra”, gruppo che caratterizza la propria musica con un pop-rock intimista di scuola british e un ambito psichedelico unito a melodie forti e malinconiche. Con sette album all’attivo, la band, entrata di diritto nel panorama italiano dell’indie rock, è attualmente composta Enzo Moretto (voce, chitarra, tastiere, sintetizzatore), Ilaria D’Angelis (voce, basso, synth, tastiere, chitarra), Raffaele Benevento (basso, chitarra, voce), Andrea Perillo (batteria, percussioni, loop), Julian Barrett (piano, synth, chitarra, basso).

Venerdì 18 gennaio: Opening doors ore 20. Ingresso gratuito.

Sabato 19 gennaio: Opening doors ore 21, Start Live 22.30. Ingresso gratuito.

Anziana non rispondeva da giorni: trovata svenuta e disidratata

Una 76enne di Trecase, vedova, viveva sola in casa e ai vicini, che bussavano ogni tanto per accertarsi delle sue condizioni, non rispondeva da tre giorni. Proprio alcuni vicini hanno segnalato la situazione ai carabinieri della stazione di Trecase che si sono subito attivati raggiungendo l’abitazione. Dopo aver forzato la porta d’ingresso hanno trovato la donna a terra, in stato confusionale verosimilmente dopo una caduta accidentale: non era più riuscita a rialzarsi ed era disidratata. L’hanno soccorsa e hanno richiesto sul posto un’ambulanza. La signora è stata dunque trasportata in ospedale a Boscotrecase dove i medici l’hanno medicata e reidratata.

Perinetti: Piatek-Milan? Fatto nulla ma ci incontreremo

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“Non e’ stato ancora fatto nulla, leggiamo solo di un contatto col Milan che ci ha detto che voleva parlarne dopo la Supercoppa. Non c’e’ stato nessun incontro con Leonardo, ma e’ probabile che ci incontreremo se ci vogliono vedere”. Il direttore generale del Genoa Giorgio Perinetti ai microfoni di Radio Crc ha fatto il punto della situazione sulla possibile cessione di Piatek ai rossoneri. “Stiamo vivendo il tormentone Higuain che forse puo’ coinvolgere anche noi. Noi abbiamo detto che Piatek, Romero e Kouame non li andiamo ad offrire e non e’ nella nostra intenzione cederli, ma sono giocatori che destano interesse – ha ammesso – Noi facciamo fatica a liberarci del nostro centravanti, per cui dobbiamo ascoltare le proposte”. In queste ore si registra invece una frenata sulla trattativa con il Napoli per Kouamè. “C’è stato un discorso tra presidenti, che doveva essere portato avanti dagli operativi, ma la trattativa non e’ conclusa, ci hanno detto ‘ci risentiremo’, ma non abbiamo sentito ancora nessuno. Il ragazzo è molto seguito anche da altre squadre in Bundesliga, ma noi non vogliamo cederlo – ha sottolineato Perinetti – Everton? Un maggiore interessamento viene dalla Bundesliga, tra questi c’è anche il Lipsia. Non lo proponiamo, ma ascoltiamo chi e’ interessato. Kouame al Napoli già a gennaio? No non credo”.