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Napoli, c’è l’identikit del giovane bombarolo della pizzeria Sorbillo

Napoli. Gli investigatori sono concentrati nell’individuare il ragazzo agile, veloce, giovane, forse addirittura giovanissimo, inquadrato dalle telecamere del sistema di video sorveglianza che l’altra notte ha piazzato la bomba davanti alla pizzeria di Gino Sorbillo in via dei Tribunali. Aveva il passamontagna quando ha messo l’ordigno sul gradino della pizzeria e nessuna andatura particolare che indirizzi le ricerche. Una persona insospettabile, non esperta e lo si capisce dal modo in cui ha sistemato l’ordigno. Ci sono almeno 12 video che mostrano la scena da piu’ prospettive cosi’ da riuscire a fare l’identikit, quantomeno somatico. Secondo gli investigatori, chi ha piazzato l’ordigno potrebbe arrivare da un rione vicino ai Decumani, ovvero Forcella, dove al momento comanda il clan Mazzarella, che dal quartiere di Poggioreale e’ arrivato nel cuore del centro storico. La guerra e’ contro i Contini, che usano i Sibillo per controllare la parte alta del centro storico, quella piu’ vicina al Conservatorio di musica di San Pietro a Majella e a Port’Alba. Il movente e’ legato agli affari estorsivi. Non tanto a una richiesta di “pizzo” a Sorbillo ma a un atto intimidatorio verso tutti i ristoratori e i commercianti che hanno a che fare con i turisti e che guadagnano migliaia di euro dall’indotto.

Un flash mob questo pomeriggio davanti alla pizzeria Sorbillo in via Tribunali a Napoli, dove due notti fa e’ esploso un ordigno che ha distrutto in parte l’ingresso del locale molto noto. E intanto gli investigatori lavorano anche all’esame dei video registrati dalle telecamere di zona per cercare di risalire all’autore materiale dell’attentato. Il titolare Gino Sorbillo dal suo profilo Facebook lancia un appello ai commercianti della zona invitandoli a non mollare e a non piegarsi: “Credetemi, per la mia personale esperienza, lo Stato c’e’, bisogna solo essere fiduciosi nelle indagini. La voglia e la forza di rialzarci non ci deve mai mancare. Un consiglio: denunciate subito. Restiamo uniti, forza”.  Nel vicolo dove c’e’ stato l’attentato non c’e’ pero’ tanta gente in occasione del flash mob. Ci sono comunque i rappresentati delle associazioni, ci sono alcuni pizzaioli, rappresentati della politica regionale e comunale e i presidenti delle Municipalita’. “Il problema degli operatori, pero’, e’ la sicurezza di chi denuncia. Non so fino a che punto alle denunce carabinieri e polizia possano rispondere con una protezione adeguata. Denunciate e’ una canzoncina che ripetono spesso le istituzioni ma la seconda parte non la cantano e quindi ci sentiamo molto soli”, sottolinea Antonio Pace, presidente dell’Associazione verace pizza napoletana. “Dobbiamo chiedere a Salvini che Napoli sia presidiata per dare coraggio alle imprese, sia militarizzata vicolo dopo vicolo”, aggiunge. Per Francesco Chirico, presidente della IV Municipalita’, la bomba carta fatta esplodere contro Sorbillo e’ un atto intimidatorio a tutti i commercianti della zona: “Nella nostra municipalita’ ci 500 tra pizzerie, ristoranti e bar e piccoli commercianti che non sono alla ribalta come Sorbillo e difficilmente hanno la forza di denunciare. Per questo dobbiamo essere vicini a tutte le attivita’ della citta'”.

Napoli, la scuola piange Sara, l’insegnante morta a 32 anni per un’influenza

Sara Seminara, trentadue anni, insegnava Spagnolo preso la Poerio di corso Emanuele e in una delle sedi del Comprensivo Michelangelo Augusto di Fuorigrotta. E’ stata colpita da quella che sembrava una banale influenza e purtroppo non ce l’ha fatta.
La comunità scolastca è sconvolta per la prematura perdita della giovanisima insegnante. Si è ammalata pochi giorni fa. “Durante il consiglio dei docenti – racconta la preside Paparella della Poerio – mi chiese di andare via, non si sentiva bene. Un giramento di testa, qualche linea di febbre, ma proprio non riusciva a rimanere a scuola. È tornata a casa. E in classe non ha mai più messo piede. Una settimana, qualche giorno in più senza vedere Sara. E ieri il dramma. Il telefono dei dirigenti scolastici è squillato di buon ora, prima dell’inizio delle lezioni. Poche parole, l’annuncio della tragica notizia: “Sara non ce l’ha fatta”. Alla Poerio ha chiamato la mamma della giovane. Alla Michelangelo il marito rimasto vedovo dopo appena sei mesi di matrimonio. “Era una persona solare – continua Paparella – molto amata, da noi è entrata quest’anno e se insegnava anche solo per poche ore si è fatta subito benvolere dai suoi alunni della sezione L”. Amareggiata anche la dirigente della Michelangelo Augusto, Chiara Esposito: “Tutta la nostra comunità scolastica – spiega Esposito – è affranta dalla inaspettata dipartita di una persona così bella e solare”.
Sara Seminara sarebbe deceduta in seguito alle conseguenze di una influenza. Le sue condizioni si sono aggravate due sere prima e il marito e i familiari hanno deciso di chiamare l’ambulanza. Forse una crisi respiratoria, ma al Cardarelli è arrivata quando non c’era più nulla da fare. Si è spenta così tra lo sconcerto della famiglia, dei genitori, del marito, degli amici. La salma è stata trasferita al Secondo Policlinico dove verrà effettuato l’esame autoptico.

Scontri Inter-Napoli, il gip: ‘Agguato preparato a Natale’

Si sarebbe svolto a Natale un vertice tra ultrà a casa di Daniele Belardinelli, il tifoso morto durante gli scontri di Santo Stefano vicino lo stadio San Siro a Milano. Interisti e varesini avrebbero così preparato in anticipo l’agguato ai supporter partenopei. E’ quanto emerge dall’ordinanza a firma del gip Guido Salvini che oggi ha portato in carcere, accusati di rissa e altri reati, il capo curva dei Viking neroazzurri Nino Ciccarelli, 49 anni, e il supporter bianco rosso di un anno più giovane, Alessandro Martinoli, esponente del gruppo di estrema destra Blood and Honor con precedenti per droga, lesioni e scommesse clandestine. Anche Ciccarelli, difeso dall’avvocato Mirko Perlino, non è nuovo alla giustizia. La sua fedina penale è tutt’altro che immacolata: spiccano il tentato omicidio, la rissa con uso di armi e più Daspo, provvedimento a cui è ancora sottoposto e che ha violato il 26 dicembre. E’ stata la collaborazione del 21enne interista Luca Da Ros, interrogato dal procuratore aggiunto Letizia Mannella, a incastrare Ciccarelli. “Il suo racconto appare assolutamente sincero e credibile”, scrive il giudice delle indagini preliminari, sottolineando. Si tratta di “un ragazzo molto giovane, non coinvolto probabilmente in precedenza in fatti del genere”, spiega Salvini, e che al momento dell’arresto “ha fatto una scelta dissonante da quella imposta dalle regole del gruppo”: parlare invece di restare in silenzio. Sulla presenza di Nino in via Novara tra i fumogeni, spranghe e coltelli, gli investigatori non hanno alcun dubbio: le immagini acquisite dalla Digos delle telecamere di sorveglianza di uno stabile all’angolo con via Fratelli Zoia lo riprendono alle 20.36 “claudicante e nell’atto di toccarsi il corpo, in particolare la gamba destra, come per tamponare o alleviare il dolore di alcune ferite”, si legge nell’ordinanza. In sede di interrogatorio ha ammesso di aver preso parte alla rissa, ma sostenendo di essersi trovato lì “per caso” e di essersi ferito cadendo a terra su “dei cocci”. Negli atti dell’inchiesta figura anche la vedova di Belardinelli: ha fatto mettere a verbale che il 25 dicembre a casa col marito, oltre a Martinoli e altri supporter, c’era Marco Piovella detto ‘Il Rosso’, finito in carcere il 31 dicembre scorso. Quest’ultimo “nei momenti successivi” ai trafferugli “ha avuto due lunghe conversazioni con un’utenza francese che è ampiamente ipotizzabile fosse in uso a un esponente della tifoseria ultras del Nizza”. Non ci sono novità, invece, sull’investimento di Belardinelli: la dinamica deve ancora essere chiarita.

Ok del Cdm al reddito e quota 100. ‘Ecco il nuovo Welfare State’ Di Maio: norme anti-divano

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Via libera del Cdm al reddito e quota 100. Questa è “una tappa fondamentale per questa esperienza di governo, sono due misure che non rispondono a estemporanee promesse elettorale ma costituiscono un progetto di politica economica sociale di cui questo governo va fiero”: afferma il premier Giuseppe Conte. “Prima si facevano vertici sui rimpasti, noi abbiamo fatto tutti i vertici necessari per entrare nella casa degli italiani, per incidere nella vita vera degli italiani. Luigi e Giuseppe, vi dico grazie, sono stati 7 mesi entusiasmanti e i prossimi dieci anni lo saranno altrettanto”, ha detto Matteo Salvini. “E’ un progetto – ha detto il premier – che riguarda cinque milioni di persone che si trovano in povertà e un milione di persone che potranno andare nel triennio in anticipo in pensione”.

PENSIONI – “Soldi veri: 22 miliardi di euro”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini parlando del valore del decretone. Salvini ha inoltre sottolieneato: “Sono felice. Tanto impegno ma ci siamo: dalle parole ai fatti. Ci dicevano che non si poteva: diritto alla pensione per un milione di italiani contiamo possa trasformarsi in diritto al lavoro per un altro milione di italiani che non deve scappare all’estero”. Ci sarà “subito la liquidazione per il settore pubblico, 30 mila euro cash”, ha aggiunto Salvini. Con quota 100, ha ribadito, “non c’è nessuna penalizzazione e nessun taglio, sarà una libertà di scelta”. “62 anni e 38 anni versamenti senza penalizzazione ed è solo il punto di partenza, l’obiettivo è quota 41. La Fornero si prepari a piangere ancora”, ha detto ancora Salvini. “Dedico questa decina di paginette – ha evidenziato alla signora Fornero, la signora piangente, e al signor Monti, non se ne fanno ancora una ragione…io conto di fare il ministro ancora a lungo”.

REDDITO – “Un’impresa che assume chi prende il reddito di cittadinanza arriva fino a 18 mesi di sgravi fiscali. Se chi prende il reddito decide di aprire un’azienda riconosciamo fino a 16 mesi di assegno per avviarla. Perché questa misura serve anche a stimolare l’autoimpiego e ad abbassare il costo del lavoro, su cui c’è tanto da fare”. “In sette mesi abbiamo realizzato le misure centrali del contratto di governo: reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni. Adesso abbiamo la dimostrazione con i fatti che tutti gli altri punti del contratto si possano realizzare. A chi diceva fosse fantascientifico dico che la migliore risposta è questa”, ha detto Luigi Di Maio. Nel reddito di cittadinanza ci “sono norme anti-divano, che sono le norme su cui si fonda tutto il programma e che non consente a nessuno di poter abusare del reddito”. “Non converrà rifiutare la prima domanda, perché dalla seconda l’offerta è più lontana, e la terza è in tutta Italia”. Oltre al patto per il lavoro e al patto per l’inclusione sociale ci sarà anche “un patto per la formazione”, siglato con “enti di formazione bilaterale, enti interprofessionali o aziende”, per chi non è “adeguatamente formato” per entrare subito nel mondo del lavoro. “Per febbraio saremo pronti a pubblicare il sito internet che dirà quali documenti sono da preparare e poi il sito da marzo sarà attivo per recepire la documentazione. Non c’è bisogno di andare a nessuno sportello se non si vuole. Possibile fare tutto con il portale” ma in alternativa si potrà usare “un normale sportello postale” o ancora i Caf. “Dopodiché l’Inps verifica e il reddito sarà erogato con una normalissima carta elettronica di Poste italiane. Dopo l’accesso al programma, entro 30 giorni, si sarà contattati dai soggetti attuatori”. “Ci sono le pensioni di cittadinanza che stanno aspettando tanti pensionati che vanno alla mensa dei poveri. Ci saranno 780 euro se il pensionato vive da solo e per un nucleo fino a 1032 euro di pensione di cittadinanza”, ha detto ancora Di Maio. La platea di chi percepirà il reddito di cittadinanza – ha spiegato – sarà “per il 50% al Sud e per il 50% al centro-Nord”.

“Siamo ai primi di gennaio, iniziamo a parlare di manovra correttiva? Facciamo avviare l’anno, consentiteci di mettere in campo le misure predisposte. Per molti eravamo spacciati ma il nostro non è un ottimismo irragionevole ma una determinazione ragionevole”.

San Giorgio a Cremano: incendio in un negozio di abbigliamento per bambini

San Giorgio a Cremano. In via De Lauzieres intorno alle 15:30 si è sviluppato un incendio in un negozio di abbigliamento per neonati. Il fumo intenso che usciva dalla vetrata del negozio impediva di poter vedere all’interno del negozio stesso. L’unica cosa che si poteva vedere erano i capi esposti in vetrina bruciati. Subito sul posto i vigili urbani per primi, seguiti dai carabinieri e pochi minuti dopo dal tempestivo intervento dei vigili del fuoco.
Sul luogo anche i titolari del negozio che disperati piangevano cercando di recarsi nei propri locali nel tentativo vano di salvare le loro merci sono però stati fermati dal personale delle forze dell’ordine che per salvaguardare la loro incolumità e quella dei passanti hanno provveduto a non far avvicinare nessuno.

 Giorgio Kontovas

Erano ladri che scappavano dopo il furto i quattro morti sulla Statale Telesina

Quattro morti e due feriti. C’è una donna. La raccapricciante dinamica Comincia ad emergere qualche particolare sul tragico incidente verificatosi al culmine di un inserimento condotto da una volante del commissariato di polizia di Telese Terme nei confronti di un auto, il cui equipaggio, probabilmente era composto da persone autrici di una serie di furti, in alcune abitazioni dei comuni della valle Telesina. La Skoda Fabia SW aveva cinque persone a bordo: 4 sono decedute e la quinta, estratta dalle lamiere dai vigili del fuoco di Piedimonte Matese si trova ricoverata in ospedale, dopo il soccorso del 118.
Quattro dei componenti della Skoda erano uomini, più una donna, che dovrebbe essere tra i deceduti. Tutti di nazionalità serba. Due cadaveri sono stati estratti dai vigili del fuoco insieme all’altro ferito.
Un altro componente è stato sbalzato fuori dall’auto per 8-10 metri, giù da un ponte.
Raccapricciante la fine del quinto componente dell’auto: anche lui sbalzato fuori, è finito nella corsia opposta, dove proprio in quel momento arrivava un tir che lo ha travolto.
Al momento, sono le 21:05, il corpo si trova ancora sotto alle ruote del camion in condizioni terribili, in pratica finito a brandelli. L’altra auto è una Fiat Panda, con una sola persona a bordo, a sua volta estratta dalla vettura e trasportata in ospedale.
Sul posto sono intervenute due squadre di vigili del fuoco: quella già citata di Piedimonte Matese e quella di Telese Terme. Altre auto della polizia, oltre a quella dell’inseguimento, si sono portate sul luogo dell’incidente. Per la precisione provenienti dalle caserme della Polizia Stradale di Benevento e di Caianello. E ancora, due pattuglie dei Carabinieri e tre Ambulanze del 118. L’incidente si è verificato, come abbiamo già scritto più volte, lungo la superstrada Telesina, statale 372, al km 25,750, nei pressi dell’uscita di Alvignano.
Impossibile, per il momento, stabilire l’identità dei deceduti, in quanto questi erano privi dei documenti. All’interno della Skoda è stata anche rinvenuta la refurtiva, provento dei furti compiti nelle abitazioni.

Gustavo Gentile

Napoli, paura per un incendio in vico Politi

Paura poco dopo le 20.30 in un appartamento di vico II Politi nella zona collinare di Napoli per un principio di incendio scoppiato in un’appartamento. A prendere fuoco, in condizioni ancora da accertare una trave in legno. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che sono riusciti a domare le fiamme e scongiurare ogni pericolo. Fortunatamente non risultano persone coinvolte, numerose le telefonate ai vigili del fuoco questa sera per eventi legati ai “fuochi di Sant’Antonio”, in alcune zone della città sono andati in fiamme cassonetti della spazzatura, campane in plastica per la raccolta dei rifiuti urbani con danni anche ad automobili e piccoli cumuli di rifiuti ammassati.

Protezione civile della Campania: allerta meteo per piogge e temporali dalle 8 di domani

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La Protezione civile della Regione Campania ha diramato un avviso di criticità idrogeologica di colore Giallo per i fenomeni di dissesto idrogeologico dovute alle precipitazioni attese a partire dalle 8 di domani mattina fino alle 23.59 della stessa giornata, con particolare riferimento alla fascia costiera. Sulle zone di allerta 1, 3, 5,6, 8 ossia Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Tusciano e Alto Sele; Piana Sele e Alto Cilento; Basso Cilento, si prevedono “Precipitazioni sparse, anche a locale carattere di rovescio o temporale”. Si segna anche la presenza di vento, con possibili raffiche nei temporali. Tra i fenomeni di dissesto connessi a tale scenario si evidenziano “Ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale; Allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno; Scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse; Innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, con inondazioni delle aree limitrofe, anche per effetto di criticità locali (tombature, restringimenti, ecc)”. Si raccomanda alle autorità competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni attesi sia in ordine al dissesto idrogeologico dovuto alle precipitazioni piovose sia alle sollecitazioni dei venti.

Il pizzaiolo di Terra Mia vittima di un attentato a Forcella: “Tutti vicini, poi la gente ha smesso di venire”

Napoli. La bomba a Gino Sorbillo lo ha riportato indietro nel tempo, poco tempo fa, ma quel che basta per capire che non è più come prima. Mario Granieri, il titolare di Terra Mia, la pizzeria a pochi passi dal Duomo di Napoli dove il 4 gennaio scorso furono esplosi 4 colpi di pistola contro la porta, racconta il post solidarietà. “Dopo l’intimidazione ci sono stati tutti vicini, ma poi la gente del quartiere ha smesso di venire da noi e gli affari cominciano a calare”. Un racconto amaro, un attentato simile a quello nei confronti di Gino Sorbillo, non una bomba ma colpi di pistola. “Il giorno dopo – racconta Granieri – si avvicinarono due motorini con quattro persone con i caschi integrali e mi dissero di non chiamare la polizia perchè la zona è loro. Poi venne un giovane del quartiere che mi disse che dovevo pagare per avere la tranquillità per me e mia moglie che lavora con me. Io ho fatto la denuncia, perchè i soldi che guadagno servono per i miei figli e per pagare il finanziamento che mi è stato dato dalla banche”. Granieri ieri non ha aperto la sua pizzeria “perchè – dice – ho grande stima di lui e volevo testimoniargli la mia vicinanza”. Granieri conosce bene il quartiere: “Sono cresciuto in strada – racconta – con tanti amici che poi si sono persi, hanno fatto scelte diverse e oggi sono morti o in prigione. Io ho scelto il lavoro, sono un piccolo commerciante. E’ chiaro che ho paura ma non lascerò il mio quartiere anche se in tanti che venivano qui a comprare la pizza da asporto non vengono più, forse perchè hanno paura”. Il pizzaiolo fotografa la situazione del centro storico: “Qui anche grazie al boom turistico – dice – in tanti lavoriamo e cresciamo. Ma resta una parte di napoletani che se ne frega, si svegliano di pomeriggio e vogliono guadagnare soldi facili, non gli importa del lavoro nuovo che può arrivare dal turismo. Sono un tumore in una città in cui c’è tanta brava gente”.

Scafati rischia di perdere il Centro per l’Impiego: il Pd va in Regione

Ancora poco chiara la questione dei locali che ospitano il Centro per l’impiego di Scafati e l’eventuale trasferimento nel comune di Sarno. Il circolo cittadino del Partito Democratico, nella figura del segretario Michele Grimaldi, questa mattina – come da una nota scritta – ha incontrato la segreteria dell’assessorato al lavoro della Regione Campania per fare un punto sulla situazione attuale e sulle prospettive di un importante strumento per la Città. “Perché la politica deve fare soprattutto questo: cercare con rigore e determinazione soluzioni, non limitarsi ad annunci e propaganda”, si legge nella nota diramata agli organi di stampa. “E dunque – continua – l’assessorato al lavoro sta predisponendo una riforma e una rimodulazione complessiva dei Centri per l’impiego in tutta la Regione, con l’obiettivo di assicurare a tutti i cittadini e gli utenti un servizio celere, accessibile, utile.

Stranieri nei campi come schiavi, 6 arresti a Latina

Almeno 500 stranieri caricati in pulmini sovraffollati e fatti lavorare in “condizioni disumane” nei campi dell’agro pontino 12 ore al giorno, per 4 euro all’ora. Era un impero costruito sul caporalato e l’illegalita’ quello messo in piedi da un’organizzazione criminale che dietro la copertura di una cooperativa di Sezze, in provincia di Latina, sfruttava soprattutto nordafricani con la complicita’ di un sindacalista e di un ispettore del lavoro, che ufficialmente facevano credere di vigilare e tutelare quei dipendenti. La polizia ha finora arrestato sei italiani per violazione sulla normativa del caporalato mentre altri 50 sono gli indagati coinvolti nell’inchiesta, la cui posizione e’ ancora da chiarire. A reclutare la manodopera erano due donne, entrambe finite in manette, che ingaggiavano come braccianti anche i migranti provenienti anche dai Cas, i centri di accoglienza straordinaria, e quindi in attesa del riconoscimento della protezione internazionale. La paga era la meta’ rispetto a quella prevista dal contratto collettivo nazionale. Bisognava ubbidire a regole disumane senza la garanzia dei piu’ elementari diritti e iscriversi al sindacato. Quest’ultimo obbligo, dietro la minaccia del licenziamento, veniva imposto affinche’ lo stesso sindacato “percepisse non solo le quote di iscrizione ma anche ulteriori introiti economici connessi alla trattazione delle pratiche finalizzate ad ottenere le indennita’ di disoccupazione”. In questo caso, la tariffa criminale era di 60 euro per ogni pratica. Un business redditizio e costante: non a caso il sindacalista della Cisl arrestato, in un sms inviato a un altro collega, aveva scritto: “A Babbo Natale ho chiesto…4.000 disoccupazioni e un gatto”. L’ispettore del lavoro infedele, invece, aveva ottenuto un appalto per la sicurezza sul lavoro a favore di una ditta a lui legata. E l’organizzazione riforniva di manodopera a basso costo centinaia di aziende della provincia di Latina, Roma, Frosinone e Viterbo. Tra i cinquanta indagati ci sono infatti imprenditori agricoli, commercialisti, funzionari ed esponenti del mondo sindacale. Gli inquirenti hanno disposto il sequestro di beni (terreni, case, depositi e auto) per 4 milioni e la somma di 500 mila euro. I migranti per essere trasportati nei campi venivano ammassati come animali: anche in 20 su furgoni con una capienza di otto posti. Al centro dell’indagine sono finite due societa’, una, la Lb, che si occupava di trasportare i lavoratori stranieri nelle aziende agricole delle campagne pontine, l’altra – la Agri Amici – che somministrava invece il lavoro occupandosi di reclutare i migranti.Uno dei testimoni chiave dell’inchiesta e’ stato proprio un dipendente della coop addetto alle buste paga che, davanti alla serie di illeciti, ha dato le dimissioni e riferito tutto alla polizia. Tra i primi a complimentarsi con la polizia per gli arresti e’ stato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per il quale “una immigrazione senza regole porta a sfruttamento”. E sul tema migranti, non sono mancate anche oggi le polemiche sulle politiche del governo. L’ex procuratore di Torino, Armando Spataro, ha lanciato un appello alla ‘resistenza civile’. “Diventiamo tutti sostenitori di Baglioni e guardiamo il festival di Sanremo! “Basta con la caccia al migrante, le parole pesano come pietre”, ha detto Spataro riferendosi alle dichiarazioni di qualche giorno fa del cantante, il quale aveva detto che “non si puo’ pensare di risolvere il problema evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo alla farsa”. Spataro, in pensione da poche settimane ha spiegato che il decreto sicurezza contiene dei passaggi che non sono compatibili con la normativa generale e con i principi internazionali”.

Napoli, quattro chili di hashish e contanti: finisce in carcere Francesco Bianco

Napoli. Quattro chili di hashish e 1400 euro in contanti sono costati il carcere a Francesco Bianco, 33enne napoletano, arrestato dai poliziotti del commissariato San Carlo Arena di Napoli per spaccio. I poliziotti hanno eseguito un controllo presso l’abitazione dell’uomo in prolungamento Carlo de Marco. In cucina, nel mobile del lavello, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato trentasette tavolette di hascisc per un peso di poco inferiore ai quattro chilogrammi. La droga era all’interno di una borsa della spesa blu con un bilancino di precisione e il materiale per il confezionamento delle singole dosi. All’interno del comodino della stanza da letto sono stati ritrovati e sequestrati 1400euro in banconote di diverso taglio. L’uomo è stato condotto al carcere di Poggioreale.

Bomba a Sorbillo, pizzaioli in via dei Tribunali: ‘Non fermeranno la meglio Napoli’

Sit-in di solidarietà dei pizzaioli napoletani davanti al locale di Gino Sorbillo: “Non fermeranno la meglio Napoli” e “Io sto con Sorbillo” tra le frasi più ricorrenti. In tanti oggi pomeriggio si sono radunati in via dei Tribunali, mentre Gino Sorbillo tornava da Milano e via social sollecitava i suoi colleghi: “Credetemi, per la mia personale esperienza, lo Stato c’è, bisogna solo essere fiduciosi nelle indagini. La voglia e la forza di rialzarci non ci deve mai mancare. Un consiglio: denunciate subito. Restiamo uniti, forza”. Il giorno dopo l’esplosione di un ordigno davanti alla porta della sua pizzeria in via dei Tribunali, tutti si stringono intorno al pizzaiolo napoletano. Per Francesco Chirico, presidente della IV Municipalita’, “l’ordigno a Sorbillo è un segnale a tutti i piccoli imprenditori. Nella nostra municipalità ci sono 4-500 tra pizzerie, ristoranti e bar. La maggioranza è fatta da piccoli commercianti che non sono alla ribalta come Sorbillo e difficilmente hanno la forza di denunciare. Per questo dobbiamo essere vicini a tutte le attività della citta'”. E’ questo il senso che Chirico e i pizzaioli danno alla manifestazione che si è svolta oggi. Il problema degli operatori, però, è la sicurezza di chi denuncia, come spiega Antonio Pace, presidente dell’Associazione verace pizza napoletana: “Non so fino a che punto alle denunce carabinieri e polizia possano rispondere con una protezione adeguata. ‘Denunciate’ è una canzoncina che ripetono spesso le istituzioni ma la seconda parte non la cantano e quindi ci sentiamo molto soli”. E’ questo l’appello che parte oggi da Napoli a Matteo Salvini, il ministro dell’interno che domani sarà ad Afragola, vicino Napoli, città colpita da otto attacchi della camorra ai negozi in pochi giorni. “Dobbiamo chiedere a Salvini – spiega Pace – che Napoli sia presidiata per dare coraggio alle imprese. Oggi testimoniamo la nostra vicinanza a Sorbillo ma presto dovremo fare iniziative più concrete, da troppi anni il commercio napoletano subisce certe cose, è il momento di reagire anche dal punto di vista del Governo che non ci può lasciare in questo modo”. Davanti alla pizzeria di Sorbillo c’erano oggi anche rappresentanti del Comune di Napoli e della Regione Campania. Ad isolare chi ha piazzato l’ordigno stanno lavorando intanto gli investigatori della Squadra Mobile di Napoli che, coordinati dagli inquirenti della Procura della Repubblica, al vaglio i video delle telecamere di sorveglianza della zona. Secondo quanto si vede la bomba carta è stata piazzata da due persone, giunte su uno scooter: una ha agito posizionando il potente petardo mentre l’altra è rimasta in sella pronto per la fuga. Gli investigatori non escludono la pista del racket anche se le modalità sembrano essere piuttosto atipiche: la vittima ha infatti dichiarato di non avere ricevuto richieste di pizzo.

Quattro morti e due feriti dopo inseguimento tra polizia e fuggitivi sulla Telesina

Quattro morti, due feriti. Questo il bilancio di un rocambolesco inseguimento della polizia del commissariato di Telese che si è concluso con un incidente mortale lungo la Statale Telesina, all’altezza del Comune di Alvignano, nel Casertano. L’auto tallonata era una Skoda con targa sospetta: a bordo cinque persone, quattro decedute sul colpo al chilometro 24 della Statale che collega la provincia di Caserta a Benevento. Il quinto occupante della vettura è ricoverato all’ospedale Rummo di Benevento in condizioni gravi. I medici stanno cercando, diseratamente, di salvargli la vita.

La Skoda ha terminato la sua corsa contro un autoarticolato. I cadaveri di due vittime dell’incidente sono stati trovati fuori dalla vettura, probabilmente sbalzati via dall’abitacolo a causa dell’impatto violento con il Tir.

L’inseguimento è stato innescato dopo un appostamento di una delle volanti del commissariato di Telese, nell’ambito di un’indagine sui furti. Sul posto ci sono i carabinieri di Piedimonte Matese e gli agenti di polizia della questura di Caserta. Quando i medici del 118 sono giunti sul luogo dello schianto, non riuscivano a estrarre i corpi dalla vettura, completamente distrutta.
Gustavo Gentile

Berlusconi torna in campo, “mi candido per le Europee”

“Alla bella eta’ che ho (82 anni)ho deciso di candidarmi alle europee”, dice a Quartu, uno degli otto Comuni del collegio di Cagliari dove domenica 20 gennaio si votera’ per le suppletive della Camera. “Lo faccio per senso di responsabilita’ – spiega – verso la mia Italia e verso la stessa Europa dove manca il pensiero profondo del mondo”. Il cavaliere, che si appresta a celebrare 25 anni dalla sua discesa in campo (il 18 gennaio 1994 la nascita di Fi), non metteva piede nell’Isola per motivi elettorali dalle regionali del 2014. Allora sosteneva la corsa di Ugo Cappellacci e in Sardegna gli iscritti alla Lega si contavano sulle dita di una mano. Oggi arriva all’indomani dei bagni di folla a Quartu, Oristano e Alghero di Matteo Salvini, “l’amico-nemico” con il quale e’ alleato per le suppletive e le regionali, ma che per governare l’Italia gli ha preferito i cinquestelle. E che ieri lo ha bacchettato: “mi auguro che Fi costruisca e dia una mano a costruire, e non trascorra troppo tempo ad attaccare me e la Lega, perche’ non credo che questo sia utile”. Ma Berlusconi non fa passi indietro. “L’alleanza gialloverde e’ innaturale – attacca – e non credo che riuscira’ a reggere. Anche in Parlamento ci sono molti fermenti recenti che mi fanno pensare che questo governo non non avra’ vita tanto lunga. Siamo molto preoccupati perche’ nulla di buono arriva dalle decisioni dei gialloverdi”. Un governo che “deve cambiare”, incalza il leader di Fi, soprattutto perche’ “una parte e’ rappresentata dal Movimento 5 stelle, guidato da persone senza nessuna esperienza”. “Scappati di casa”, li definisce: “Sono come quei signori della sinistra comunista del ’94, solo piu’ incompetenti”. Per il cavaliere, quindi, “il futuro dell’Italia, dell’Europa e del mondo e’ il centrodestra unito: noi rappresentiamo un’idea liberale della politica che oggi bisogna difendere”. A partire dalle suppletive di domenica, dove Berlusconi e il leader del Carroccio sostengono la candidata Daniela Noli. “Spero che il 20 gennaio molte donne e uomini la votino, magari gli stessi che il 4 marzo avevano scelto il deputato M5s che si e’ dimesso perche’ ha preferito la barca a vela”. Sulla candidata non ha dubbi: “E’ una persona esperta, ha lavorato a lungo in Forza Italia e sapra’ portare in Parlamento le istanze della Sardegna e soprattutto delle donne”. A cui lancia un appello: “e’ l’unica donna in corsa: approfittate dell’occasione e votatela”. E la sfida continua con le regionali: “Si vota in regioni ad amministrazione rossa, credo che il centrodestra unito raccogliera’ risultati molto positivi”. Quanto alla Sardegna, dove la tornata e’ in programma il 24 febbraio, “il candidato Christian Solinas e’ l’uomo giusto, la giusta sintesi del centrodestra tra esperienza e rinnovamento”. Nessun riferimento al fatto che il senatore del Partito Sardo d’Azione sia stato indicato dal Carroccio, nonostante Fi rivendicasse il diritto di individuare un “suo” uomo. E forse poco importa: Berlusconi conosce bene la Sardegna e la considera la sua “seconda casa”. Lui che e’ anche cittadino onorario di Olbia e la sua villa Certosa in Costa Smeralda ha visto formarsi governi e decidere rimpasti, con un viavai di ospiti illustri, da Blair a Putin. Oggi il cavaliere riparte proprio dall’Isola, perche’ dopotutto, ricorda, “si e’ rivelata un vero e proprio laboratorio e ha anticipato situazioni che poi si sono verificate a Roma”.

Pompei Scavi: Ritrovamento eccezionale di carro e cavalli. Sì…ma chiamamolo ‘cavallo bardato’

Le notizie sul ritrovamento di una pariglia di cavalli, forse in compagnia di un terzo e addirittura di un quarto equide, sono apparse sulla Stampa, nazionale e internazionale, di ogni livello. I media ormai sono alla caccia costante di scoop, ritrovamenti e novità provenienti da Pompei Scavi. Anzi, dai cantieri in corso nell’area degli Scavi di Pompei o nel territorio ad essi immediatamente circostante. Il ritrovamento è infatti avvenuto nella campagna pompeiana della Civita Giuliana, a monte dell’area tra la villa dei Misteri e la zona di Porta Vesuvio. E l’attenzione non accenna a diminuire, nonostante la situazione di “vacatio”, generata dalla scadenza dell’incarico del Dir. generale Massimo Osanna. Egli, da parte sua, ha inoltrato domanda di riconferma, per concorso, stavolta.
Il fenomeno mediatico “Scavi di Pompei” però non conosce soste. Se ne è già resa conto la attuale reggente, l’archeologa Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo a Roma dal 2017, che è stata accolta ieri dallo stesso Osanna e dal generale Cipolletta per le operazioni per la “consegna” di lavori e di contratti, come previsto per Legge tra dirigenti. Intanto, la notizia dei cavalli ritrovati in una stalla appartenente a personaggi di spicco, stando al primo esame della qualità dei reperti, continua a rimbalzare ancora da un sito all’altro del WEB, grazie a Internet.
Fin dall’inizio si parlò di un cavallo “carrozziere” – in gergo equestre – in quanto emersero dallo scavo, oltre al primo cavallo, anche altri elementi, come finiture e borchie metalliche e particolari lignei carbonizzati, che fecero pensare a un carro oppure a una biga.
Del cavallo fu fatto il calco in sito, grazie al fatto che il suo corpo era rimasto immerso negli strati di cenere vulcanica eruttati dal Vesuvio. Poi sono emersi i resti di un secondo cavallo, di cui non è stato possibile fare il calco perché – come ci appare dalle foto – il suo corpo è rimasto immerso negli strati di lapillo. E il lapillo, per la sua consistenza si materiale “sciolto” non consente la conservazione di cavità, da riempire con gesso o simili.
Ora il “trilling” archeologico si va arricchendo di notizie di stampa riguardanti di un terzo cavallo e di un probabile quarto cavallo. I rumors si accavallano e raccontano anche di una mangiatoia e dei resti metallici di una “sella a quattro corni”, tipica dell’esercito romano.
Insomma, si profila un ricco bottino sottratto al mercato nazionale, forse internazionale, di oggetti d’arte trafugati. Lo scavo in corso infatti non appartiene al flusso dei fondi provenienti dal Grande Progetto Pompei, perché diverso è il fatto occasionale da cui esso si è originato. Il Commitente, promotore e destinatario speciale è la Procura della Repubblica del Tribunale di Torre Annunziata. Per volontà del Comando Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, infatti, gli Uffici giudiziari torresi chiesero espressamente al prof. Osanna di estendere le indagini nello scavo archeologico iniziato clandestinamente da privati. Gli organi giudiziari devono comunque ancora ben individuare responsabilità individuali o collettive di uno scavo clandestino iniziato in tempi passati, forse anche lontani. Tra l’altro quello scavo clandestino per anni è stato ripreso e interrotto più volte, anche in epoche remote.
I rumors – che qui riportiamo stavolta per mero scrupolo di cronaca – ad un certo punto raccontavano di precedenti ritrovamenti clandestini di una biga, completa di carro, ruote, decori e… cavalli. E che le difficoltà di portare alla luce il grande ritrovamento fosse stata la reale causa della lentezza dei “lavori” dello scavo clandestino. Ormai le tesi che sostengono un’antica frequentazione del sito pompeiano da parte di “tombaroli” e scavatori clandestini si confermano sempre più. E’ acclarato ormai che frequentazione è stata praticamente ininterrotta durante i secoli, da poco dopo la eruzione del 79 d.C. fino all’inizio della esplorazione degli attuali Scavi Pompeiani. Per oltre quindici secoli. I ritrovamenti odierni non fanno che confermare queste tesi ritenute “eretiche” sotto l’aspetto della ortodossia archeologica pompeiana, per buona parte dell’Ottocento, di tutto il Novecento e fino a oggi.
Ritornando ora al secondo cavallo – di cui si continua a parlare e scrivere – esso è stato descritto di grande taglia e anche, forse frettolosamente, come appartenente a un comandante militare. Tutto questo, in un fiorire di ulteriori ipotesi di eccezionalità, forse seducenti, ma anche fuorvianti. Da esperto di Storia e di Strutture equestri – mentre annoto con interesse il riferimento alla altezza del garrese che giustificherebbe la ipotesi della “grande taglia” del cavallo – io mi soffermo titubante sulla definizione di “Sauro bardato” affibbiata spesso al secondo cavallo, fin dalla fase di scavo. Già si è parlato della “Villa del sauro bardato”.
Insomma la fantasia corre avanti alla realtà. Calma e gesso, per favore.
Ebbene, se qualche pezzo della bardatura è emerso certamente durante lo scavo, è assolutamente improbabile che sia rimasta traccia del “mantello” sauro del cavallo, in quanto peli e pelle non sopravvivono alle altissime temperature eruttive.
Il mantello sauro del cavallo quindi una fake news? o una realtà aumentata? Oppure una ennesima eccezionalità esclusiva di Pompei? Attendiamo “l’ardua sentenza”.
Intanto per favore, chiamiamolo soltanto “cavallo bardato”. Poi si vedrà…

Federico L.I. Federico

Mercatissimo, tutte le trattative di giornata

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HIGUAIN al Chelsea, PIATEK al Milan, MORATA all’Atletico con KALINIC al Monaco e KEAN al Genoa: se fosse solo per le voci, il giro degli attaccanti in questa finestra di mercato sarebbe bell’e’ fatto. Il problema e’ che mancano ancora un po’ di dettagli al maxi-trasferimento (anche se il ‘Pipita’ e’ dato domani a Londra e BATSHUAYI potrebbe sostituirlo in rossonero se dovesse saltare il trasferimento del polacco), cosi’ da mettere a posto i club e i diretti interessati, e intanto nell’attesa del grande colpo, c’e’ un altro mercato che si muove, progetta, se non per gennaio magari per l’estate. Come e’ il caso del Napoli che segue sempre LOZANO (Psv), LOBOTKA (Celta) ma non perde d’occhio James RODRIGUEZ, vecchio pallino di Ancelotti, prima al Real e poi al Bayern. Il cartellino del colombiano costa caro (il riscatto dal club blancos e’ fissato a 42 milioni) ma De Laurentiis potrebbe essere tentato, anche perche’ non c’e’ in rosa un giocatore (tra l’altro monitorato anche dalla Juve) con quelle caratteristiche. Un possibile scenario, piu’ da fantamercato che reale, potrebbe anche vedere il colombiano sotto il Vesuvio e KOULIBALY, che piace tanto a Florentino Perez, al Bernabeu. Si vedra’. Chi e’ invece destinato a rimanere, almeno per il momento, e’ DIAWARA, per il quale c’era stata una avance del Wolverhampton. Chi e’ al centro di tante voci in questi giorni e’ invece MALCOM del Barcellona, malvisto da Valverde ma che ha comunque ancora tanti estimatori, non ultimo, riporta ‘calciomercato.it’, anche il Milan che con Piatek sistemerebbe il dopo-Higuain. Ma sul brasiliano sarebbe in vantaggio il Tottenham, che cerca un sostituto di Kane, out fino a marzo. I ricchi club di Premier, si sa, hanno disponibilita’ che spesso scardina anche la piu’ ostinata resistenza: e’ il caso anche di Cengiz UNDER sulle cui tracce, scrive la stampa d’Oltremanica, ci sono da tempo Arsenal, Tottenham e, da ultimo, anche il Manchester United pronti ad investire 60 milioni per convincere la Roma che sarebbe stata sondata dal West Ham per DZEKO (ma in chiave estiva). Monchi intanto e’ alle prese con i rebus DE ROSSI e JESUS. Dai tempi di recupero dei due dipenderanno le mosse le mosse ha in mente: se dare priorita’ al mediano (MENDES o SCHNEIDERLIN) o al difensore (che sicuramente non sara’ il turco KABAK, ufficializzato oggi dallo Stoccarda). Da sistemare anche DEFREL che dopo l’arrivo di GABBIADINI e’ destinato a tornare a Roma e magari essere girato all’Atalanta (come possibile contropartita di MANCINI in estate) o in Premier. BARELLA, sogno di mercato di tante big, e’ destinato a rimanere a Cagliari fino all’estate. Sull’altra sponda del Tevere, Tare e’ alle prese col capitolo cessioni: CACERES (ci sono Bologna e Flamengo), BASTA, DURMJSI, BADELJ.Il Bologna cerca SPINAZZOLA e studia lo scambio FALCINELLI-FARIAS col Cagliari che, a sua volta, non molla l’argentino NANDEZ del Boca, per il dopo-Barella. La Fiorentina provera’ il colpo last minuto col Napoli per ROG, il Genoa invece sta per chiudere per STURARO attualmente allo Sporting e avrebbe gia’ trovato il sostituto di PIATEK: si tratta del connazionale Karol SWIDERSKI che gioca nel club polacco del Jagiellonia ed arrivera’ in estate. Nel frattempo, ha chiesto il prestito di KEAN alla Vecchia Signora e sondato Mario BALOTELLI, in uscita dal Nizza.

Juve, CR7 sempre piu’ leader,”missione compiuta”

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Dopo il successo in Supercoppa con il Milan, decimo trofeo sulla panchina bianconera per Max Allegri, la Juventus recupera le energie spese in vista della ripresa del campionato in programma lunedi’ con il Chievo. Il tabu’ Supercoppa – ne aveva perse due delle ultime 3 – e’ stato dunque sfatato dalla Juventus grazie ad un gol di Cristiano Ronaldo, l’uomo della Provvidenza, il campione arrivato a Torino per compiere l’assalto alla Champions League. “Contento per il mio primo trofeo con la Juventus” ha esultato il portoghese dopo il fischio finale, regalando speranze ai tifosi bianconeri: con CR7 dalla propria parte, il trono europeo appare decisamente piu’ vicino. A rafforzare la tesi e’ arrivato il settimo gol di Cristiano nelle ultime otto finali giocate: “Missione compiuta” ha concluso il portoghese. La finale con il Milan era un test molto atteso da Allegri, una prova sulla maturita’ della sua squadra nelle partite secche, un esame in vista della seconda fase di Champions: “Una Coppa, che a volte ci era sfuggita, per preparare al meglio le sfide di questo 2019”. Strada da percorrere ne ha ancora molta la Juventus, apparsa meno brillante del solito anche per merito del Milan di Gattuso. E la vittoria di Gedda ha lasciato il segno nelle gambe di Douglas Costa, Pjanic e Bentancur. Mentre i compagni hanno osservato un giorno di riposo, con la ripresa fissata per domani alla Continassa visto l’atterraggio a Caselle all’alba, i tre bianconeri usciti malconci dal campo saudita hanno svolto terapie per superare piccoli acciacchi, fastidiosi ma che non preoccupano piu’ di tanto lo staff medico. Douglas Costa e’ uscito dal campo anzitempo per crampo ai polpacci, Pjanic ha rimediato una contusione al polpaccio sinistro mentre Bentancur ha accusato una contusione alla coscia sinistra. Problemi fisici che si sommano alle assenze di Mandzukic, fermo ancora per almeno due settimane, Barzagli e Benatia. Anche in caso di recupero in extremis, Pjanic non sara’ in campo nella sfida con i veronesi, squalificato dal giudice sportivo e sostituito con tutta probabilita’ da Emre Can nel ruolo di perno del centrocampo bianconero: “Questa finale per togliere il dubbio se fossero piu’ forti i Campioni d’Italia o i vincitori della Coppa Italia” il messaggio postato su Instagram dal regista bosniaco, una bella dose di sarcasmo ma anche di polemiche che si sono aggiunte a quelle arbitrali scatenate dal Milan.

Napoli-Lazio, fischierà Rocchi

Sarà Rocchi di Firenze a dirigere Napoli-Lazio, big match della 20/a giornata di Serie A. Chievo-Juventus, posticipo del lunedì sera, è stata invece assegnata a Piccinini, mentre Genoa-Milan verrà diretta da Orsato. Queste le designazioni arbitrali della 20/a giornata della massima serie, in programma domenica 20 gennaio alle ore 15: Cagliari-Empoli (h. 18, Pasqua), Fiorentina-Sampdoria (Di Bello), Frosinone-Atalanta (h. 12.30, Chiffi), Genoa-Milan (lunedì 21/01 h. 15, Orsato), Inter-Sassuolo (sabato 19/1 h. 20.30, Pairetto), Juventus-Chievo (lunedì 21/1 h. 20.30, Piccinini), Napoli-Lazio (h. 20.30, Rocchi), Roma-Torino (sabato 19/1 h. 15, Giacomelli), Spal-Bologna (Fabbri), Udinese-Parma (sabato 19/1 h. 18, Mazzoleni).

Napoli: Mertens lavoro specifico, differenziato per Hamsik

Il Napoli è al lavoro per preparare la sfida di domenica sera al San Paolo contro la Lazio nel posticipo della 20/a giornata di campionato. La squadra agli ordini di Carlo Ancelotti ha svolto scarico in avvio e successivamente torello, per poi dedicarsi a lavoro tecnico tattico. Chiusura con cross e tiri in porta. Per quanto riguarda gli acciaccati, Dries Mertens ha svolto allenamento specifico sulla sabbia, mentre Marek Hamsik si è limitato a un differenziato.