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Anno Giudiziario, il procuratore generale di Napoli: Fare affari con la camorra non conviene’

“Fare gli affari con la camorra non è conveniente perché o si viene arrestati o si finisce in bancarotta, prima o poi si viene scoperti”. Lo ha detto Luigi Riello, procuratore generale della Corte dei Conti di Napoli, durante la conferenza stampa di presentazione dell’anno giudiziario che si terrà sabato. “È fondamentale i fili invisibili che esistono tra una società apparentemente per bene e la camorra” , ha spiegato. E poi ha aggiunto: “La camorra, quando viene colpita, reagisce in maniera scomposta, ma il messaggio deve essere chiaro: questi fili vanno recisi. C’è maggiore fluidità nella camorra e gli assetti strutturati di una volta sono cambiati. Napoli, dunque, resta una città difficile da analizzare e difficile da schematizzare, ma il lavoro della magistratura e il controllo territorio sortiscono effetti importanti. Tuttavia, neanche il tempo di rallegrarci che sono avvenuti fatti difficilmente leggibili”, sottolinea Riello. Forte resta la “commistione sotterranea tra criminalita’ e persone insospettabili, e cioe’ notabili, politici imprenditori e liberi professionisti – spiega – ci sono fili non visibili nelle statistiche e che dobbiamo recidere. Questi fili sono stati recisi perché le indagini della Dda di Napoli hanno ottenuto risultati importanti, ma persiste la volontà e la vocazione imprenditrice da parte camorra che trasforma la violenza in forza economica. Non cerchiamo eroi tra i cittadini, ma le due città apparentemente separate si incontrano: merci contraffatti, uso di stupefacenti, prostituzione, credito illegale, parcheggi abusivi e contrabbando”.

Aumento pendenza procedimenti penali

Pendenza dei procedimenti penali in aumento mentre diminuiscono quelli civili. È quanto emerge dalla relazione presentata, questa mattina a Napoli, dal procuratore generale Luigi Riello e dal presidente della Corte d’appello Giuseppe de Carolis di Prossedi’. La carenza di organico è l’elemento che ha portato all’aumento nel settore penale, dove per le sezioni ordinarie c’è stato un aumento del 9,2%.”ci sono 15 magistrati in meno e quindi immaginate quanto questo possa pesare”, ha spiegato De Carolis di Prossedi’.

“Allarme prescrizione” 

Circa 3mila processi ogni anno nel Distretto di Corte d’Appello di Napoli vengono estinti per prescrizione. Il 33 per cento dei reati si perdono in secondo grado. “Mancano 15 magistrati e se pensiamo che c’e’ un solo un ausiliario idoneo a spingere i carrelli con i fascicoli che viaggiano da una parte all’altra del tribunale. Questo rende chiara l’emergenza”, ha spiegato Giuseppe de Carolis, presidente della Corte d’Appello di Napoli incontrando la stampa a pochi giorni dall’inaugurazione del nuovo anno giudiziario. Per il procuratore generale, Luigi Riello, neanche la “sospensione della prescrizione potrebbe servire, dato che corre il rischio di aumentare processi lumaca. Vanno modificate tante cose, come ad esempio le letture di atti processuali, sanzioni alternative al carcere effettive e dissuasive e stanziamenti straordinari per il settore Giustizia”. La Corte d’Appello del Distretto di Napoli resta al secondo posto in Italia per numero di processi definiti, subito dopo Roma. E’ record con 11.187 procedimenti penali definiti, mentre ne sono arrivati 15mila che sono “difficili da gestire con organico non adeguato”, spiega de Carolis. Sono stati definiti 95 processi in Corte d’Assise, “che e’ il nostro codice rosso”. Nel settore civile, si e’ passati da 49 mila processi a 45mila pendenti. I tribunali civili del Distretto hanno in totale 208mila pendenze. A Napoli Nord la “situazione e’ drammatica”, con 25mila processi definiti e “una sopravvenienza enorme con risorse inferiori e inadeguate”, dice ancora De Carolis. Sono diminuite le pendenze per i processi di protezione internazionale, ma sono ancora a quota 3.300. Nel settore penale, aumenta la pendenza in Corte d’appello nonostante mole di sopravvenienza di 15mila nuovi processi. Aumentano le pendenze per i minorenni, i cui processi sono passati da 104 a 145. Oltre alla definizione dei processi per omicidio, l’altra priorita’, per De Carolis, e’ l’esecuzione: “Tra il 2017 e il 2018 sono stati emessi piu di 8mila estratti esecutivi. Nel primo semestre sono stati 2.999”. Infine, sull’andamento dei reati si evidenzia un calo nell’anno solare 2018, passando da 131mila a 128mila. Gli omicidi sono scesi da 35 a 21 e solo 8 sono legati alla camorra rispetto ai 22 dell’anno precendente. Diminuiti in modo massiccio gli incendi boschivi, passati da 53 a 8. Vi sono ancora 4700 rapine, 660 casi di usura, 46 le associazioni. Ancora alti i numeri dei reati legati allo spaccio con 2mila reati commessi. Aumentati i furti con 68mila casi nel solo 2018 e i delitti informatici passati da 303 a 521.

Grave carenza dei servizi sociali

Sul fronte della lotta alla criminalità minorile “abbiamo denunciato la carenza di servizi sociali, di operatori sociali. Su questo profilo non sono stati fatti passi da gigante e questo è molto grave”. Ha detto ancora  il procuratore generale di Napoli, Luigi Riello. E poi ha aggiunto: “La giustizia lenta è uno dei cancri della giustizia italiana, ma la risposta del Tribunale per i minorenni sugli episodi sconvolgenti dello scorso anno è stata molto rapida. Sono stati accesi i riflettori su questa realtà, è venuto a Napoli il Csm che ha svolto un plenum qui. Noi abbiamo denunciato soprattutto la carenza di servizi sociali e su questo profilo non sono stati fatti passi da gigante e questo molto grave”. Riello ha ribadito che “la risposta repressiva dello Stato c’è stata, anche con norme più dissuasive, ma senza una bonifica sociale vera con forze e fondi straordinari non andiamo da nessuna parte”.

Camorra: meno omicidi ma la situazione resta grave

Resta “grave” la situazione con riguardo alla criminalità organizzata a Napoli e provincia “nonostante la rilevante riduzione degli omicidi di camorra”. Ha invece spiegato il presidente della Corte d’Appello di Napoli, Giuseppe De Carolis di Prossedi, nel corso di un incontro con la stampa in vista della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario che si terrà sabato mattina al Maschio Angioino. La criminalità organizzata, ha spiegato De Carolis citando la Questura di Napoli, “ha assunto in città e provincia negli ultimi tempi delle caratteristiche di maggiore fluidità, con sodalizi criminali composti anche da elementi molto giovani che mutano assetto, consistenza e obiettivi nel volgere di pochi mesi e si scontrano tra loro con metodi violenti e colpi di ‘stese’ per il controllo delle piazze di spaccio e talvolta anche per contendersi minime estensioni di territorio, senza la capacità di misurare il rapporto tra benefici e costi delle proprie azioni criminali, come dimostrano anche i preoccupanti episodi verificatisi di recente di esplosioni di ordigni nel centro storico di Napoli e soprattutto di Afragola, che hanno creato un notevole allarme sociale”.

Roma. Al cinema Trevi una rassegna dedicata al regista Enzo De Camillis

Si terrà venerdì 1 febbraio alle ore 17.00 presso il Cinema Trevi – Cineteca Nazionale, la rassegna dedicata al regista Enzo De Camillis dal titolo “Cinema e Società: Ieri e oggi” in cui saranno proiettati quattro lavori da lui diretti. Il primo, alle ore 17:00, intitolato “Uno studente di nome Alessandro”, Nastro d’Argento 2012 e, a seguire, il cortometraggio dal titolo “19 giorni di Massima Sicurezza” con Luisa Ranieri; alle ore 18:00 inizierà “Un intellettuale in borgata” interpretato da Leo Gullotta, mentre alle 19:30 inizierà l’incontro moderato da Graziano Marraffa con De Camillis e alcuni attori e tecnici dei films. L’ultima proiezione, invece, si terrà alle 20.30 con l’ultimo lavoro da lui realizzato “Le Periferie di Roma e il Movimento Democratico”. Alla serata saranno presenti: Roberto Girometti, Blasco Giurato, Pupi Avati, Cristina Fioretti, Carmen Di Marzo, Franco Mariotti, Gianni Quaranta, Giovanna Ventura.
Enzo De Camillis debutta nel 1977 come aiuto scenografo di Dante Ferretti ne “Il Mostro” di Luigi Zampa. Come scenografo ha collaborato con registi come Steno, Pasquale Squitieri, Giuseppe Tornatore, Francesco Rosi. Con “Il Coraggio di parlare” di Leandro Castellani riceve dal Mibac e Istituto Luce il “Premio Qualità per la scenografia”. Dal 2011 ad oggi è direttore artistico del premio de “La Pellicola d’oro”, riconoscimento ai mestieri e agli artigiani del cinema italiano. Debutta alla regia nel 2009 con “19 giorni di massima sicurezza”. Il suo sguardo registico è periferico sia a livello geografico che antropologico, ovvero “pasolianamente” verso gli ultimi, accompagnato da una sana rabbia etica contro le ingiustizie, focalizzando nei suoi lavori i problemi e le violenze sociali che oggi caratterizzano la vita quotidiana.

Ivan e Cristiano al teatro Ridotto di Salerno, sabato 26 e domenica 27 gennaio

Un duo esilarante che fonda la propria comicità ed il sodalizio artistico nell’amicizia che li lega sin da piccoli. Ivan Fedele e Cristiano Di Maio saranno i prossimi ospiti di Che Comico, la stagione ideata dalla Gv Eventi con la direzione artistica di Gianluca Tortora.
L’appuntamento con il tamarro ed il gentleman protagonisti di “Sala d’attesa” è doppio: sabato 26 e domenica 27 al Teatro Ridotto di via Grimaldi.
Vincitori di numerosi premi e riconoscimenti (Premio della Critica nonché il riconoscimento speciale di Liliana De Curtis al “Cabaret Festival Premio Totò alla comicità 2007), fanno coppia fissa dal 2002, portando in scena da allora i due opposti che fanno il verso ad una serie di luoghi comuni, tra dialoghi e gag surreali.
Questa volta in una veste nuova, il duo sarà protagonista di uno spettacolo ironico, scritto da Ivan e Cristiano e diretto da Pino L’Abbate, su una generazione d’artisti che insegue il proprio sogno. La vicenda si svolge nella sala d’attesa di un’importante azienda che produce giovani artisti. Qui s’incontrano Giulio (Cristiano Di Maio) e Camillo (Ivan Fedele), rispettivamente un poeta e uno sceneggiatore, due anime solitarie, due caratteri differenti, quasi agli antipodi, ma accomunati da un grande senso di solitudine. I due protagonisti attendono in una sorta di “acquario”, sospesi nel tempo e nello spazio, il fantomatico dottor Raggi, un produttore che potrebbe cambiare loro la vita.
“Come in Aspettando Godot di Beckett (testo cui i due autori si ispirano) – spiega il regista Pino L’Abbate – l’attesa diventa un pretesto per mettere a nudo le anime dei protagonisti, per scavare in quella umanità che ha bisogno di essere riportata a galla. La sala d’attesa diventa, dunque, un non luogo sospeso”.
I due malcapitati, da una primigenia timidezza e diffidenza, con evidenti, pur anche sfumate, tracce di schizofrenia, passano a una confidenza sempre maggiore, scoprendosi a parlare di sogni, incertezze, illusioni, delusioni, fino a confessarsi manie e preoccupanti linee d’ombra della propria lacerata personalità. Camillo e Giulio, prima dell’incontro finale con il produttore, si ritrovano a dar vita a conversazioni dai temi sempre più ruvidi, in maniera lieve, con battute e sprazzi di stralunata comicità. Due personaggi strampalati, nati dalla scrittura e dalla presenza scenica di Ivan e Cristiano, che mantengono il tema degli opposti, il modello di comicità che trae origine dal gioco degli specchi ispirato al Signor G di Gaber e che consiste in sketch sempre diversi con due persone totalmente opposte. L’allestimento scenico, presentato da Best Live, è a cura degli studenti di Extralab dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, la voce off è di Ilaria Scarano, le musiche originali di Gianpaolo Ferrigno e Antonio Ottaviano, i costumi di Mattia Sartoria.
A febbraio Che Comico prosegue con una chicca: il nuovo show dei Villaperbene prodotto dalla Gv Eventi con la regia di Gigi & Ross.
Lo spettacolo andrà in scena sabato alle 21.15 e domenica alle 18.30; 12 euro il costo del biglietto. Per informazioni e prenotazioni: 089 233998 oppure 3274934684 – www.teatroridotto.com.

Adesca minorenne su internet e le manda video hot: denunciato 20enne

Mondragone. Un 20enne straniero residente nel comune di Mondragone è stato rintracciato dalla polizia Postale. Il giovane è stato denunciato perché ha adescato su internet una ragazzina minorenne, inviandole anche video e messaggi hot.I familiari della giovane di Gaeta, una volta scoperto quello che era accaduto, hanno sporto denuncia al commissariato di polizia. L’uomo usava Instagram e WhatsApp per inviare i messaggi osceni. B.I., 20 anni è stato rintracciato attraverso il numero di cellulare e poi denunciato.
Gustavo Gentile

Aggredisce la madre per i soldi della droga: 32enne finisce in carcere

Capodrise. La Polizia di Stato ha arrestato nella flagranza di reato, per tentata estorsione e maltrattamenti, Antonio Zaccariello, nato a Caserta il 05.05.1986. In particolare, un equipaggio della Squadra Volanti del Commissariato di Pubblica sicurezza di Marcianise si portava presso l’abitazione del giovane a seguito di una chiamata pervenuta dalla madre del giovane la quale, terrorizzata e temendo per la propria vita, riferiva di essere stata vittima della ennesima violenta aggressione da parte del figlio. Giunti sul posto i poliziotti bloccavano immediatamente lo Zaccariello sull’uscio di casa, poiché la richiedente era riuscita a spingerlo fuori dell’abitazione, barricandosi al suo interno.

Intervento OK per il piccolo Alex, a breve lascerà l’ospedale. La soddisfazione dei medici

Roma. Il piccolo Alessandro Maria Montresor, conosciuto da tutti come Alex, sta bene e nelle prossime ore lascerà l’ospedale Bambino Gesù di Roma. A distanza di circa un mese i medici possono confermare che l’intervento è riuscito, le cellule hanno “perfettamente attecchito”. “Siamo soddisfatti del percorso trapiantologico del bambino, che al momento e’ stato perfetto” e “siamo felici per l’evoluzione di questa vicenda cosi’ complessa”. Lo afferma Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di Oncoematologia e Terapia Cellulare e Genica dell’ospedale Bambino Gesu’ di Roma in merito al caso del piccolo Alessandro Maria Montresor, Alex, che ad un mese di distanza dal trapianto di staminali emopoietoiche da genitore e’ in buone condizioni di salute e verra’ dimesso dall’Ospedale nelle prossime ore. Si apre ora, sottolinea il Bambino Gesu’, “una nuova fase, che come in tutti questi casi prevede visite di controllo in Day Hospital con frequenza inizialmente settimanale e poi, via, via, sempre piu’ distanziata”.
Il piccolo, trasferito a fine novembre al Bambino Gesù di Roma dall’ospedale Great Ormond Street di Londra, e sottoposto il 20 dicembre a trapianto di cellule staminali emopoietiche da genitore, è in dimissione in buone condizioni di salute. Le cellule del padre, manipolate e infuse nel bambino di 20 mesi, a distanza di un mese dal trapianto, hanno perfettamente attecchito, ripopolando adeguatamente il sistema emopoietico e immunitario del paziente. Nell’arco delle 4 settimane successive al trapianto non si sono registrate complicanze, né sul piano infettivo, né sul piano del rigetto, il problema principale per situazioni di questo tipo. Alla luce di queste evidenze, il percorso trapiantologico può dirsi concluso positivamente. La somministrazione del farmaco salva-vita (emapalumab), che teneva sotto controllo la malattia regolando le reazioni del sistema immunitario, è stata sospesa la scorsa settimana.

Droga shop in una casa nel casertano: coppia in manette

Orta di Atella. A distanza di 20 giorni dal sequestro di complessivi 27 kg circa di stupefacente del tipo hashish, cocaina e marijuana che ha portato in carcere una 28enne ucraina, i Carabinieri della Compagnia di Marcianise hanno tratto in arresto due fidanzati italiani, un uomo di 38 anni ed una donna di 34 anni, sorpresi a spacciare e trovati poi in possesso di complessivi 6 Kg circa di sostanza stupefacente per lo più “eroina”, meglio nota come “brown sugar” ma anche cocaina.
In particolare, nel corso della tarda serata di ieri, in Orta di Atella, i Carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Marcianise unitamente a personale del locale Comando Stazione, nell’ambito di un servizio finalizzato a contrastare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno tratto in arresto, per detenzione ai fini di spaccio, RECCIA Giuseppe, cl. 80, di Orta di Atella e DONATIELLO Francesca, cl. 84, di San Nicola La Strada.
Nello specifico i militari dell’Arma, nel transitare in via Roma, ad Orta di Atella, hanno sorpreso i due mentre cedevano una dose di sostanza stupefacente del tipo “cocaina” ad un acquirente occasionale.
Dopo averli bloccati e sottoposti a perquisizione personale, senza rinvenire ulteriore stupefacente, i carabinieri hanno deciso di eseguire una perquisizione domiciliare a seguito della quale, presso l’abitazione di Reccia, hanno rinvenuto e sequestrato:
– 16 palloni di sostanza stupefacente del tipo “eroina” o “brown sugar” per un peso complessivo di circa 5 chili e 570 grammi;
– una pietra di sostanza stupefacente del tipo “cocaina” per un peso complessivo di gr. 12;
– nr. 26 bustine di sostanza stupefacente del tipo “eroina” o “brown sugar” contenenti ognuna 50 dosi per un totale di 1300 dosi ed un peso complessivo di grammi 270 circa;
– nr. 21 bustine di sostanza stupefacente del tipo “cocaina” contenenti ognuna 50 dosi per un totale di 1050 dosi ed un peso complessivo di circa 200 grammi.
A seguito dell’arresto, il RECCIA è stato tradotto al carcere di Santa Maria Capua Vetere mentre la DONATIELLO, è stata accompagnata presso la propria abitazione dove è stata sottoposta agli arresti domiciliari.
Negli ultimi anni il consumo dell’eroina, almeno nella provincia di Caserta, si era ridotto moltissimo lasciando spazio ad altri tipi di droga. L’odierna operazione di P.G. sembra, invece, segnare un ritorno a tale tipo di sostanza stupefacente che provoca, negli assidui assuntori, dipendenza e assuefazione. Tra i suoi effetti si ricorda, infatti, il senso di euforia, detto rush, che induce gli eroinomani alla costante ricerca della sostanza. In caso di overdose, senza un immediato intervento medico, il rischio di morte è elevato.
Gustavo Gentile

Napoli, i familiari del vigilante ucciso: ‘Per gli assassini sconti di pena, per noi una condanna a vita’

Napoli. E’ arrivata ieri la condanna agli aggressori del vigilantes 52enne Francesco Della Corte mentre era in servizio nella stazione della metropolitana di Piscinola. Una condanna a 16 anni e sei mesi di reclusione, è questa la decisione del Giudice del tribunale per i minorenni dopo la richiesta di 18 anni di reclusione avanzata dalla Procura. L’obiettivo dell’aggressione dei ragazzini era quello di rubargli la pistola che aveva in dotazione. Il 52enne morì dopo due settimane di agonia all’ospedale Cardarelli di Napoli. Negli occhi e nei volti dei familiari si legge l’amarezza per le decisioni del Tribunale, anche la massima pena servirà a ben poco perchè Franco non ritornerà più dalla moglie e dai figli. “Per loro solo sconti e benefici, per noi invece è una condanna a vita perchè Franco non ci sarà più – dice con voce tetra Giuseppe Della Corte che ha assistito insieme alla madre e alla zia Anna all’udienza. La loro condanna è freddo calcolo grazie al quale torneranno liberi sotto i quarant’anni. Ho apprezzato il lavoro fatto dal pm e dal giudice, che si sono opposti alla richiesta di messa alla prova e che hanno anche ottenuto la condanna per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà, ma resta tanta amarezza. Mi hanno detto che per le nostre leggi questa è una condanna alta, mi chiedo perchè garantirgli lo sconto di un terzo della pena solo perchè hanno scelto la formula del rito abbreviato. Perché tenere ancora in considerazione la loro incensuratezza? Eppure hanno risparmiato alcuna sofferenza a mio padre. Le leggi in Italia su questo punto debbano cambiare, perché la condanna deve essere davvero esemplare e il processo non può trasformarsi in una specie di discount giudiziario, in loro non ho visto alcun pentimento anzi la stessa superficialità con la quale hanno agito e solo un po’ di paura per la condanna”. “E’ sempre troppo poco perché mio fratello non me lo ridà nessuno, però è giusto così devono pagare” – dice Anna Della Corte sorella del vigilantes 52enne dopo la sentenza del tribunale.

Operazione di controllo nel vesuviano per il contrasto allo smaltimento illecito di rifiuti

Operazione di controllo straordinario del territorio di San Giuseppe Vesuviano e dei comuni di Carbonara di Nola, Frattaminore, Nola, Ottaviano, Pomigliano D’Arco, San Cipriano d’Aversa, Villaricca. In campo 31 equipaggi, per un totale di 72 unità appartenenti al Raggruppamento “Campania” dell’Esercito Italiano, al Commissariato della Polizia di Stato di San Giuseppe Vesuviano, ai Carabinieri della Stazione di San Giuseppe Vesuviano e della Stazione “Parco” di Ottaviano, al Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli, alle Polizie Locali dei Comuni interessati, nonché personale dell’ASL di Napoli 3 Sud – U.O.C. Igiene e Medicina del lavoro – di Pomigliano D’Arco e dell’ARPAC di Napoli. Sono state controllate 8 attività commerciali e imprenditoriali operanti nei settori meccanico, tessile manifatturiero, deposito, stoccaggio e smaltimento rifiuti; quattro sono state sequestrate. Controllate 45 persone (di cui 11 denunciate all’Autorità giudiziaria e 3 sanzionate amministrativamente) e 19 veicoli. Sono stati rinvenuti 5 nuovi siti di sversamento di rifiuti, anche pericolosi, e sono state contestate sanzioni amministrative per circa 43.000 euro. In particolare, a San Giuseppe Vesuviano è stato sequestrato un opificio per la produzione di abbigliamento per donna, in quanto al suo interno è stato rinvenuto un ingente quantitativo di rifiuti (scarti della lavorazione tessile) privo di qualsivoglia tracciabilità e che poteva essere illegalmente smaltito. Nel corso dell’attività di controllo sono state anche accertate numerose violazioni penali in materia di sicurezza sul lavoro. Anche un altro opificio è stato sanzionato per violazione della normativa in materia di smaltimento dei rifiuti. Inoltre, 2 garage, ognuno di circa 70 mq, sono stati sequestrati in quanto completamente occupati da rifiuti pericolosi e derivanti da lavorazioni tessile, mentre un’autocarrozzeria, sempre di San Giuseppe Vesuviano, è stata sequestrata per illecita gestione di materiali e rifiuti pericolosi. E’ stata, infine, denunciata una persona con precedenti penali perché sorpresa a sversare un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi su un’area privata (anch’essa sequestrata). I risultati sono il frutto delle modalità operative di contrasto, promosse dalla Cabina di Regia presieduta dall’Incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi nella regione Campania, Gerlando Iorio basate su azioni coordinate, alle quali concorrono l’Esercito, le Forze dell’Ordine e le Polizie locali.

Il complice morì posizionando la bomba a San Giovanni a Teduccio: arrestata ‘Monicuccia’ Veneruso

Posizionano una bomba come ‘messaggio’ del clan ‘Mazzarella’ rivolto ai ‘Rinaldi’ ma durante l’operazione il complice perde la vita. Per questo motivo Monica Veneruso, 43 anni detta ‘Monicuccia’  è stata arrestata dai carabinieri di Napoli. È ritenuta responsabile di detenzione e dell’esplosione dell’ordigno, risultato costruito artigianalmente, nonché dell’omicidio colposo aggravato da finalità e metodo mafiosi del suo complice. L’episodio risale alla sera del 22 dicembre 2017 in via Ferrante Imparato, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, a Napoli. I due in sella a uno scooter si stavano apprestando a piazzare una bomba vicino al cancello d’ingresso di un condominio. L’ordigno è però esploso nelle mani dell’uomo , Antonio Perna, che rimase ucciso. La compagna, che lo aspettava poco distante, invece si salvò. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Napoli su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia.

Minaccia la ex di sfregiarla con l’acido e darle fuoco: preso 36enne del Salernitano

Già condannato con sentenza definitiva a tre anni di reclusione per maltrattamenti ai danni della convivente, è finito in manette dopo aver violato la misura dell’allontanamento dalla casa familiare rischiando ora una nuova condanna a nove mesi di reclusione, dopo avere minacciato la donna di sfregiarla con l’acido, di tagliarle la faccia con un coltello e di dare fuoco all’appartamento dove vive con la sua bambina. Trentasei anni, residente a Pontecagnano, per anni avrebbe picchiato selvaggiamente la compagna costretta più volte a recarsi al pronto soccorso per lesioni.
Le violenze risalgono al periodo compreso tra il maggio 2017 e il gennaio dello scorso anno e si inserisce nell’ambito di una convivenza drammatica: l’uomo, alcolizzato e tossicodipendente, avrebbe per anni picchiato la donna, colpendola con calci e pugni e minacciandola di morte. Violenze che si sarebbero consumate sempre davanti alla bambina. L’arresto, come ricorda Il Mattino, era scattato in seguito alle denunce presentate ai carabinieri dalla donna che, a Natale scorso, fu costretta a barricarsi con la bambina in una stanza dell’appartamento poiché l’uomo, nonostante la misura dell’allontanamento dalla casa familiare, si era ripresentato nell’appartamento della convivente minacciando di dare fuoco alla casa con la donna dentro. L’imputato, infatti, essendo in possesso di un duplicato della chiave, più volte e fino a quando l’ex non ha cambiato la serratura, si era introdotto in casa arrivando persino a buttare in strada gli indumenti della donna per costringerla ad andare via. Ieri, davanti al giudice, l’uomo ha respinto ogni accusa affermando di non aver mai picchiato la compagna. Oggi è attesa la sentenza.

Maltempo: arriva la ‘sberla artica’ con gelate notturne

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Il freddo ciclone mediterraneo che ieri ha portato la neve fino in pianura al Nord, ora si sta spostando verso sud concentrando la sua azione sulle regioni centro meridionali. Al Nord il tempo tenderà a migliorare, ma si preannunciano notti di ghiaccio. Il freddo tuttavia, si farà sentire anche sul resto del Paese. Il sito IlMeteo.it segnala che da oggi le massime al Nord, faranno registrare un moderato aumento complici le schiarite già in atto in queste ore. Avremo 7°C a Torino, 5°C a Milano 4°C a Bologna e tra gli 8-10°C su Genova e Venezia. Freddo al centro sud con 6 gradi a Firenze, 7 gradi a Roma per poi scendere verso sud dove troveremo 7-8°C a Napoli e 10°C a Palermo. Nelle prossime 24-48 ore, è attesa una vera “sberla artica” al nord con picchi notturni di parecchi gradi sotto lo zero. Per fare qualche esempio si prevede a Cuneo -7, a Bolzano -8, a Milano e Bologna fra i -2/-3°C. Sotto lo zero comunque anche il resto del settentrione. Anche al Centro il graduale miglioramento delle condizioni meteo favorirà una diminuzione delle temperature minime che si avvicineranno molto allo zero, se non andare sotto come a Firenze (-3°C). Meno rigido il clima invece al Sud dove si avranno in media valori attorno ai 7-8°C. E si prevede tra domenica e lunedì l’arrivo di un nuovo vortice di bassa pressione sull’Italia che porterà ad una nuova diminuzione dei valori massimi su tutto il Paese.

‘Mamma mi diceva di assecondare i desideri di papà’, il racconto choc della bambina violentata in Costiera Amalfitana

Ha visto il papà e il fratellastro sdraiarsi nudi nel letto accanto alla sorellina più piccola e avevano iniziato a palpeggiarla così ha trovato il coraggio di confidarsi con una vicina di casa per evitare che facessero alla sorellina ciò che facevano a lei da tempo. La bimba di dieci anni ha iniziato ad aprirsi e a raccontare la terribile storia di abusi sessuali e di promiscuità. La vicina, considerate anche le condizioni precarie  di disagio in cui le bambine erano costrette a vivere, ha chiesto aiuto alle assistenti sociali. Il tribunale dei Minori ha deciso di allontanare le due piccole dai genitori e la procura di Salerno ad aprire una indagine per maltrattamenti. Indagine che ha poi portato gli inquirenti a far luce su una storia squallida fatta di soprusi e abusi sessuali. I quattro indagati – i suoi genitori, il fratellastro e la cognata – arrestati l’altro giorno compariranno oggi  davanti al gip Giovanna Pacifico del Tribunale di Salerno che ha firmato le ordinanze di arresto e al sostituto procuratore Elena Cosentino che ha coordinato il lavoro dei carabinieri della sezione operativa della compagnia Salerno, agli ordini dei tenenti Bartolo Taglietti e Fabrizio Garrisi. 
Aveva quattro anni la piccola di un paesino della Costiera quando per lei ha avuto inizio questo inferno. Per sei anni ha subito abusi e soprusi e quando è nata la sorellina ha dovuto anche prendersi cura di lei mentre la mamma – come da lei stessa raccontato nel corso di una audizione protetta – “stava con il suo nuovo fidanzato”. Una famiglia, come riporta Il Mattino, la sua, dove era la stessa madre a ordinarle di lasciarsi baciare sulla bocca dal padre e di assecondare tutti i suoi desideri: di guardarlo mentre si abbassava i pantaloni e di stare buona quando aveva voglia di lei. La piccola ha raccontato dettagli sconcertanti ai giudici minorili, entrando nei particolari. Ha raccontato di essersi svegliata nel cuore della notte e di aver trovato il padre e il fratellastro sdraiati nudi nel letto con lei e con la sorellina, di essersi trovava ad assistere a rapporti promiscui tra adulti, anche più di due persone. A lei erano affidati i servizi domestici e la cura della sorellina. 
Il padre, sessantadue anni, era stato già in carcere, per abusi su minorenni. Anche in quella circostanza aveva abusato delle figlie di una prima relazione. Ma, allora, la moglie trovò il coraggio di denunciarlo e di metterlo fuori casa. Dopo anni la storia si è ripetuta. Ma, questa volta, con la complicità della sua seconda moglie. Quindi un fratellastro che frequentava la sua casa e che si adeguava allo stile di vita del padre assieme alla moglie, complice nei giochini erotici che avevamo creato. Alle prime verifiche degli assistenti. le bambine sono state trovate denutrite in una casa in condizioni non adeguate ad ospitare due minorenni.

Consuma un rapporto sessuale con un anziano e poi lo ricatta: arrestato giovane pakistano

Un pakistano 25enne è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Camerota con l’accusa di estorsione. La vittima è un pensionato di poco più di 60 anni che avrebbe dovuto pagare più di mille euro per non far diffondere un video che mostrava lui e il pakistano consumare un rapporto sessuale. Secondo quanto poi accertato sembrerebbe che tra i due vi fosse una frequentazione e che i due avevano avuto numerosi incontri. Il 25enne, con l’intenzione di ricattare il pensionato, aveva filmato di nascosto gli incontri intimi. Era riuscito ad ottenere i primi mille euro dalla vittima per non pubblicare il video, alla seconda richiesta estorsiva di altri cinquecento euro l’uomo si è presentato ai carabinieri. Con la complicità della vittima i carabinieri sono intervenuti mentre l’uomo e il pakistano si scambiavano il danaro, il 25enne però è riuscito a fuggire. E’ stato arrestato solo dopo qualche ora. Intorno al centro di accoglienza si nasconderebbe un vasto giro di droga e prostituzione dove i richiedenti asilo sono pronti a soddisfare le richieste di numerosi clienti della zona.

Napoli, raid a colpi di pistola contro un centro di riabilitazione di Soccavo

Napoli. Un avvenimento dei signori del pizzo o un proiettile vagante? i carabinieri della compagnia di Bagnoli stanno cercando di decifrare il messaggio a colpi di piombo arrivato ai titolari del centro di riabilitazione “Partenopea” in via Canonico Giovanni Scherillo, nel quartiere di Soccavo. Ignoti la notte scorsa hanno esploso un solo colpo di pistola, contro il cancello d’ingresso provocando un grosso foro nel ferro. La responsabile legale, una 40enne del Vomero, sentita dai carabinieri a sommarie informazioni, ha dichiarato di non aver mai subito minacce ne richieste estorsive. i militari hanno prelevato i filmati delle telecamere private della zona per cercare frame utili a risalire agli autori. Anche se non si esclude che il proiettili che ha centrato il cancello d’ingresso sia partito dalla pistola di qualcuno che stava provando l’arma o che sia stato esploso all’indirizzo di qualcuno riuscito a fuggire. le frizioni in atto tra clan di Soccavo lasciano aperta anche questa ipotesi investigativa.

Bollini falsi sulle confezioni di medicinali: 11 arresti e perquisizioni in tutta Italia

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I carabinieri del Nas di Milano, nelle province di Milano, Brescia, Bologna, Napoli, Piacenza, Reggio Emilia, Roma, Firenze, Taranto e Novara, hanno dato esecuzione a undici misure cautelari detentive, trenta perquisizioni e al sequestro preventivo di una societa’ che gestisce un deposito farmaceutico ed una farmacia. Gli odierni provvedimenti sono stati emessi dal Tribunale di Milano nei confronti di soggetti responsabili dei reati di: associazione per delinquere finalizzata al furto di farmaci, alla truffa ai danni di privati e Enti pubblici, ricettazione, falsificazione, riciclaggio di specialita’ medicinali e autoriciclaggio. Il sodalizio, in particolare, avrebbe falsificato i farmaci apponendo bollini contraffatti sulle confezioni medicinali. I particolari dell’operazione saranno illustrati dagli inquirenti nella conferenza stampa che si terra’ alle ore 12.00 presso la sede del Comando provinciale Carabinieri di Milano.

Serra di marijuana nella Grotta dello Scalandrone nel sito archeologico di Bacoli: due arresti

Una serra per la coltivazione di marijuana all’interno della Grotta dello Scalandrone, sito archeologico di Bacoli. E’ quanto hanno scoperto i finanzieri della compagnia di Giugliano in Campania nel corso di indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord culminate nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip aversano nei confronti di due persone di 46 e 33 anni, entrambi residenti a Bacoli, per produzione e spaccio illegale di sostanza stupefacente. Le indagini sono iniziate ad agosto quando, a seguito del rinvenimento di una coltivazione di marijuana a Giugliano, fu arrestata una persona collegata agli indagati colpiti dall’attuale misura. Dalle indagini è emerso che questi ultimi hanno realizzato a Bacoli, all’interno del sito archeologico, una serra per la coltivazione di marijuana. Alla piantagione, sita in posizione defilata e sottostante al piano di campagna, dotata di tutte le più sofisticate apparecchiature, tra cui un sistema di irrigazione, necessarie per la coltivazione intensiva delle piante di canapa indiana e la produzione a ciclo continuo della sostanza stupefacente, si accede tramite un cunicolo posto a lato della strada provinciale che prende proprio il nome dell’antica galleria utilizzata in epoca romana come ramo secondario dell’acquedotto di Serino.

Scoperta la centrale della produzione di scarpe false: 5 arresti legati ai clan

Militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un’ordinanza applicativa degli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura, nei confronti di 5 soggetti appartenenti a un’associazione a delinquere (con complessivi 12 partecipanti) finalizzata alla produzione, allo stoccaggio e alla commercializzazione di calzature contraffatte.Il sodalizio criminale oggetto delle indagini seguite dai finanzieri del gruppo di Fiumicino era organizzato in forma imprenditoriale e la sua struttura permetteva di seguire tutte le fasi, dalla produzione fino alla vendita al dettaglio delle calzature recanti il marchio Hogan contraffatto. Le scarpe e il packaging erano prodotti secondo criteri similari a quelli della produzione ufficiale, mediante l’impiego di macchinari costosi e professionali, attrezzature industriali e operai qualificati (come ad esempio le ‘rivettatrici’, addette all’assemblaggio delle tomaie; ‘tagliatori’ addetti al taglio del pellame), in modo da realizzare prodotti talmente simili ai modelli originali da ingannare anche i consumatori dall’occhio più esperto. Nel corso delle indagini sono state sequestrati oltre 40 macchinari e attrezzature, circa 140mila calzature e oltre 120mila parti di scarpe ed etichette recanti il marchio Hogan illecitamente riprodotto, il tutto rinvenuto in 4 laboratori clandestini e 3 magazzini di stoccaggio, così di fatto azzerando le scorte del gruppo criminoso e impedendo che l’illecita merce potesse invadere il mercato parallelo nazionale e non solo quello napoletano. L’attività investigativa ha permesso di fare piena luce sui singoli ruoli dei soggetti impegnati nella filiera del falso, anche grazie ad attività di intercettazione, pedinamenti e attività di osservazione.

Castellammare, 14enne con meningite ricoverato in gravi condizioni al Cotugno

Un ragazzino di 14 anni è ricoverato da ieri in gravi condizioni all’ospedale Cotugno di napoli perché affetto da meningite. Il giovane arriva dall’ospedale San Leonardo di Castellammare dove era stato ricoverato nella mattinata di ieri. Aveva febbre altissima e forti dolori. Per i medici del pronto soccorso dell’ospedale stabiese si trattata di un probabile caso di meningite e così sono partite tutte le analisi del caso. Dopo alcune ore è arrivata la conferma e così è stato disposto il trasferimento presso l’ospedale Cotugno di napoli, specializzato in casi del genere. Nel frattempo è partita la profilassi per familiari e dipendenti del pronto soccorso e e degli altri reparti dell’ospedale stabiese che avevano avuto contatti con il ragazzo. Ora il 14enne è ricoverato in terapia intensiva al Cotugno e anche se continuamente monitorato le sue condizioni sono gravi.

 

Napoli, nuovo colpo al clan De Micco: presi in 8. IL VIDEO

Dalle prime luci del giorno la Squadra Mobile di Napoli sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 8 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione, porto in luogo pubblico di arma comune da sparo e violenza privata commessa da più di cinque persone con l’uso delle armi, delitti aggravati dal metodo mafioso.
Le indagini, coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, sono state avviate dopo l’esecuzione, il 28.11.2017, di una misura cautelare nei confronti di 23 persone, promotori e affiliati del clan De Micco, operante nel quartiere di Ponticelli.