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Castellammare, partorisce un bimbo e lo abbandona in ospedale: scatta la gara di solidarietà

Castellammare. Una donna di origini straniere ha abbandonato il figlio appena nato nell’ospedale di Castellammare affidandolo ai medici. Il bimbo che pesa tre chili sta bene. La donna subito dopo il parto si è alzata dal letto, si è rivestita ed è scomparsa. I medici del reparto, guidati dal primario Roberto Cinelli, hanno avvertito le forze dell’ordine. Nel reparto di neonatologia è scattata subito la gara di solidarietà tra le mamme per fornire al piccolo vestiti e i generi di prima necessità. Ora si aspetta di conoscere il destino del piccolo che andrà in affidamento su disposizione dei servizi sociali del comune.

Estorsioni a commercianti e imprenditori di Casalnuovo: presi 5 del clan Rea-Veneruso

All’alba di oggi a Casalnuovo di Napoli i militari del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 5 indagati ritenuti affiliati e contigui al clan “Rea-Veneruso” (attivo a Casalnuovo e Volla), responsabili a vario titolo di estorsione e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e coordinate dalla D.D.A. di Napoli nelle persone del Procuratore Aggiunto dottor Luigi Frunzio e dal Sostituto Procuratore dottoressa Ivana Fulco, sono state avviate dopo le denunce di estorsioni presentate dalle vittime. Ciò ha dato il via ad un’importante attività investigativa realizzata mediante molteplici servizi di osservazione, controllo e pedinamento, individuazioni fotografiche e l’escussione di persone informate sui fatti.
Nel corso delle investigazioni è stato possibile documentare che gli arrestati nel porre in essere le condotte criminose sistematicamente palesavano la loro appartenenza al citato clan ed, inoltre, per affermare il controllo del territorio volevano imporre la tangente anche sulle attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

‘Ci tieni a tuo figlio? Allora devi dirci dove hai i soldi e i gioielli’, così i finti carabinieri minacciavano le vittime

“Ci tieni a tuo figlio o no? Allora se ci tieni devi dirci dove hai i soldi e i gioielli”. Con la pistola puntata alla tempia, ha avuto paura quella notte del 20 settembre scorso, quando nel suo appartamento irruppero i finti carabinieri arrestati questa mattina da veri militari dell’Arma. Un racconto drammatico quello del proprietario di una abitazione a Napoli svegliato nel cuore della “per una perquisizione” che in realta’ era una trappola di rapinatori. “Portarono via soldi, Rolex, oro e giurarono che mi avrebbero ucciso”, dice. Sei indagati sono stati incastrati grazie alle intercettazioni ambientali di una ‘cimice’ lasciata dai carabinieri veri in una delle auto individuate dal sistema di videosorveglianza dell’abitazione presa d’assalto. Il 9 ottobre, intercettati, in due dicono di voler fare un nuovo colpo. Antonio Castaldo, tra i sei arrestati, insiste: “Ma tu lo vuoi fare o no questo assalto? “. A rispondergli e’ Maurizio Abbagnaro, altro destinatario di misura cautelare: “Questo possiamo farlo sia come carabinieri che prima che entra”. A dimostrazione, scrive il gip, che i colpi erano programmati fin nei minimi dettagli. Il 18 ottobre il secondo colpo contestato alla banda di specialisti. “Bussarono qualificandosi come carabinieri e poi entrarono in casa in quattro, con un passamontagna e vestiti di scuro – dice nella denuncia la nuova vittima – il soggetto in divisa mi chiamava per nome, mi prendeva in disparte e diceva di dover fare una perquisizione alla ricerca di armi e droga. Non trovarono nulla, chiesero scusa per il disturbo e andarono via. Mi accorsi solo dopo della rapina”. Portarono via anche questa volta Rolex, gioielli, collane, diamanti per circa 10mila euro di bottino. “Spregiudicate e allarmanti condotte con un concretissimo e attuale pericolo di commissione di delitti dello stesso genere”, scrive il gip Luca Della Ragione nelle motivazioni che l’hanno indotta a emettere il provvedimento.

Casertana, altra vittoria, la rimonta continua

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Casertana vicina al vantaggio già al 2’ con gran botta appena in area di Zito, deviazione con i piedi a salvare il gol del portiere Vassallo, palla in angolo. Azione ripresa velocemente con palla in mezzo con gran girata di Padovan di sinistro sfera di poco alta sulla traversa. Rossoblù che macinano gioco, azione avvolgente al 9’ con palla al centro dell’area, arriva Romano con gran botta a colpo sicuro, deviazione di un difensore in angolo.Sfortuna pura al 17’, Zito mette al centro da sinistra, arriva Castaldo che impatta con sicurezza, ma la palla è centrale e Vassallo respinge ancora in area, è lesto Romano ma la conclusione è ancora rimpallata. I ragazzi di mister Esposito trovano meritatamente in vantaggio al 21’, angolo di Zito e incornata vincente di capitan Rainone che salta più alto di tutti e batte Vassallo. Al 34’ azione da destra, palla al centro bassa per il destro di Castaldo che viene anticipato poco prima dell’impatto da Zingrossi che salva sul bomber. La Casertana è irresistibile, ancora Zito da sinistra, palla lunga per Padovan che addomestica la sfera in area, fa secco il diretto avversario e serve sulla linea di porta Castaldo che deve solo spingerla in rete. La prima conclusione della ripresa è per Padovan che da destra si accentra e batte di sinistro, palla lontana un metro dall’angolino alto alla destra di Vassallo. Ottavo minuto e arriva il tris: discesa di Padovan scambio con Castaldo appena in area, riceve palla all’altezza del dischetto e insacca con Vassallo in uscita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Processo Aliberti, giornalista in aula: “Minacce e locandine divelte per mettere a tacere la stampa”

Scafati. Giornaliste minacciate dal fratello dell’ex sindaco di Scafati Angelo Pasqualino Aliberti e dal pregiudicato Gennaro Ridosso: è il tema sul quale stamane si è concentrata l’attenzione del pm della Dda Vincenzo Montemurro, degli avvocati degli imputati e dei giudici del Tribunale di Nocera Inferiore – presidente Raffaele Donnarumma – nel processo ad Aliberti+altri. In aula un unico testimone: Rosaria Federico, ex caposervizio del quotidiano Metropolis nel 2013, alla quale nel giugno di quell’anno la collega Valeria Cozzolino riferì delle minacce subite dinanzi ad un’edicola di via Alcide De Gasperi da Nello Maurizio Aliberti e da altre persone tra le quali Gennaro Ridosso. La difesa dell’ex sindaco Aliberti ha chiesto di acquisire i verbali della testimone dell’accusa redatti nel 2017, dinanzi agli investigatori della Dia di Salerno, e nel 2015 relativo alle minacce subite da Nello Maurizio Aliberti in un noto bar di Scafati.
La giornalista ha confermato l’episodio e le minacce subite dalla collega, rispondendo ad alcune domande del pm, raccontando che quel giorno sia lei che la collega Cozzolino ricevettero numerosi attestati di solidarietà dal Cdr del giornale e dall’ordine dei giornalisti della Campania, ed ha specificato alcune circostanze relative agli attacchi fatti a lei e ai giornalisti della testata per la quale lavorava anche attraverso comunicati stampa dell’amministrazione comunale. L’episodio al centro dell’attenzione nel processo è relativo alle minacce subito in occasione della pubblicazione di un articolo relativo ai presunti abusi edilizi nell’abitazione dell’allora sindaco, articolo che aveva provocato la violenta reazione di Nello Maurizio Aliberti e di un gruppo di supporter che in quell’occasione lo accompagnava, nei confronti della corrispondente del quotidiano Valeria Cozzolino, incontrata dinanzi ad un’edicola dove poco prima erano state strappate le locandine. Rosaria Federico ha raccontato che Nello Maurizio Aliberti minacciò pesantemente la collega e le intimò di non occuparsi più di vicende che riguardavano la famiglia Aliberti, allo stesso tempo ingiuriò pesantemente le due giornaliste. Il clima di tensione per tacitare la stampa nel periodo in cui l’allora sindaco era impegnato nella campagna elettorale per le amministrative è tra gli episodi contestati ai fratelli Aliberti e a Gennaro Ridosso che rispondono anche di scambio di voto politico-mafioso (Gennaro Ridosso è stato condannato a sei anni di reclusione con rito abbreviato per corruzione elettorale e le minacce alla giornalista Valeria Cozzolino) insieme a Monica Paolino, moglie di Aliberti e consigliere regionale di Forza Italia, Giovanni Cozzolino, ex staffista di Aliberti, Roberto Barchiesi, ex consigliere comunale, Andrea Ridosso, cugino di Gennaro Ridosso e fratello di Luigi jr, Ciro Petrucci, ex vicepresidente dell’Acse, la cui nomina sarebbe stata sponsorizzata da esponenti del clan Ridosso – in particolare Luigi – in cambio dell’appoggio elettorale fornito da esponenti del clan sia ad Aliberti che alla moglie Monica Paolino, durante le Regionali del 2015. La prossima udienza è prevista per il 20 febbraio prossimo: sul banco dei testimoni il giornalista Domenico Gramazio, Filippo Sansone ex Ad di Scafati Sviluppo, e l’ex presidente del consiglio comunale di Scafati Pasquale Coppola.
Renato Pagano

La Juve Stabia esce indenne dalla trappola Potenza

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La Juve Stabia frena leggermente la sua corsa verso la Serie B pareggiando 0-0 sul difficile campo del Potenza. Giocare ogni tre giorni non è mai facile e anche un punto è fondamentale per raggiungere l’obiettivo di fine stagione. Striscia di imbattibilità intatta e altra partita senza subire gol per gli uomini di Caserta. Ora testa subito al derby di domenica contro la Paganese al Menti.
Primo tempo ricco di emozioni giocato a ritmi altissimi dalle due compagini. La prima chance è per gli ospiti a pochissimi instanti dal via con una girata di Paponi sul buonissimo cross del neoacquisto Germoni, è bravo Ioime a respingere. Dal calcio d’angolo susseguente un difensore del Potenza devia la sfera e per centimetri la stessa non stava per insaccarsi in rete. La reazione dei padroni di casa non tarda ad arrivare e Ricci impegna non poco Branduani che deve compiere uno dei suoi classici interventi salva risultato. È sul destro di Canotto, però, che arriva la vera grande occasione ma la conclusione precisa dell’esterno viene deviata sul palo. Tutto questo è successo in soli 8 minuti di gioco, segno di una grande voglia di vincere da parte di entrambe. Dopo una piccola sosta per i ritmi elevatissimi e un piccolo parapiglia a centrocampo, ecco che arriva la risposta del Potenza al palo di Canotto: Coccia raccoglie la sfera al limite dell’area e fa esplodere il destro che si infrange all’incrocio dei pali a Branduani battuto. Anche il conto dei legni, quindi, è pareggiato. Nessun’altra conclusione da qui fino al termine della frazione ma il gioco è stato comunque piacevole per tutti e 45 i minuti.
La ripresa, al contrario del primo tempo, è caratterizzata da ritmi decisamente più bassi e con un leitmotiv chiaro: possesso palla della Juve Stabia alla ricerca dello spiraglio giusto, Potenza arroccato in difesa alla ricerca della ripartenza perfetta. Ma le occasioni da gol rispetto alla prima frazione sono praticamente inesistenti con i due portieri spettatori aggiunti. Neanche la girandola di cambi dei due allenatori ha modificato l’andamento del secondo tempo, lento e noioso rispetto ad un primo tempo pirotecnico.

Incendio in carcere: tre agenti al pronto soccorso

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Incendio in una sezione del carcere piacentino delle Novate. Un detenuto ha appiccato le fiamme nella propria cella e il fumo ha invaso tutta la sezione, obbligando a una evacuazione di emergenza. Gli agenti di polizia penitenziaria in servizio nel reparto sono riusciti a gestire l’uscita dalle celle dei detenuti e a tenere il rogo sotto controllo, con gli estintori, in attesa dei Vigili del fuoco, che l’hanno poi spento nel giro di breve. Tre agenti sono pero’ finiti al pronto soccorso per l’intossicazione e alcune escoriazioni. “Le condizioni di lavoro presso le Novate – afferma il segretario regionale del sindacato Uspp di polizia penitenziaria, Gennaro Narducci – sono ormai divenute insostenibili. Troppi i casi di violenza e aggressione che si stanno registrando in quest’ultimo periodo. Attendiamo adeguati e urgenti provvedimenti, per garantire sicurezza e incolumita’ agli uomini e donne in servizio”.

Castellammare, sparatoria al Lungomare: confermate anche in Appello le condanne ai ‘Fasano’

Castellammare. La Corte di Appello di napoli ha confermato i ventotto anni di carcere complessivi per i cinque componenti della famiglia Fontana ‘I Fasano’  dell’Acqua della Madonna per la sparatoria sul lungomare di Castellammare del 10 dicembre del 2016. Nei dettagli sono stati condannati a 5 anni e mezzo di carcere il 52enne Catello Fontana, il 51enne Giovanni Fontana, e il 50enne Francesco Fontana. A 4 anni e mezzo di carcere invece è stato condannato il 19enne Alfonso Fontana mentre il 25enne Ciro Fontana a 4 anni. Infine il 19enne Vincenzo Lucarelli a 3 anni di reclusione. Saranno invece giudicati separatamente i due ragazzini, G. F. figlio di Catello Fontana e P. G. Lucarelli, minori all’epoca del ferimento, finiti in due comunità per ordine del giudice del Tribunale per i minori. G. è accusato di aver ferito a colpi di pistola la vittima, reo di aver partecipato ad un diverbio avvenuto nella villa Comunale di Castellammare un’ora prima del ferimento al Bar 82 di Corso Alcide De Gasperi.

La vendetta familiare, per l’oltraggio a G., era scattata pochi minuti la discussione nella quale il minore aveva avuto la peggio. Subito dopo aveva cercato e ottenuto l’appoggio dei suoi familiari per mettere in atto il raid. Per il ragazzo una sorta di iniziazione della quale sono consapevoli il padre, gli zii, le zie che hanno fornito le armi, cugini e cugine. Di fronte alle accuse e alle indagini – tutte le fasi preparatorie e successive all’agguato erano state riprese dalle telecamere di videosorveglianza della città.

Borrometi e il modo giusto per combattere la mafia

La Mafia “si combatte ogni giorno per strada, si combatte pero’ con una politica che voglia veramente combattere le mafie” e “bisogna ricominciare dal lavoro, perche’ il lavoro e’ un diritto e non e’ un favore. Ecco perche’ io penso che sia fondamentale un sindacato forte come la Cgil che e’ una delle istituzioni democratiche in un momento cosi’ complesso del nostro Paese”. Cosi’ a Bari il giornalista Paolo Borrometi, presentando il suo libro “Un morto ogni tanto” durante la seconda giornata dei lavori del congresso nazionale della Cgil. “Purtroppo – ha detto il giornalista sotto scorta – il tema delle mafie negli ultimi anni e’ scomparso dall’agenda politica. Qualcuno pensa che le mafie siano state sconfitte con gli arresti eccellenti, invece drammaticamente non e’ cosi’. Le mafie sono nella vita quotidiana di ognuno di noi e io in questo libro cerco di raccontarlo con nomi e cognomi, perche’ non basta piu’ dire che la Mafia fa schifo. Lo diceva il presidente della Regione Siciliana che poi e’ stato condannato per reati di Mafia, cioe’ Toto Cuffaro”. “Oggi – ha detto – bisogna fare i nomi e cognomi e bisogna fare delle politiche volte al lavoro, ad esempio che possano veramente liberare i cittadini dal giogo mafioso”.

Mafia: Di Matteo, calato silenzio su legami Andreotti e Berlusconi

In questi giorni si susseguono le cerimonie in ricordo di Giulio Andreotti (a cent’anni dalla nascita, ndr), che perlomeno dovrebbero avere l’onesta’ intellettuale di ricordare i passaggi di una sentenza definitiva che ha accertato i suoi rapporti personali e diretti con diversi capimafia poco prima e poco dopo l’omicidio di Piersanti Mattarella (presidente Dc della Regione Sicilia e fratello dell’attuale presidente della Repubblica, ndr)”, ucciso dalla Mafia nel 1980. Lo ha detto Nino Di Matteo, sostituto procuratore nazionale antimafia, a Palazzo Giustiniani al Senato alla presentazione del libro ‘In nome del figlio’ di Jole Garuti. “Un’altra sentenza definitiva – ancora Di Matteo – afferma che il senatore Dell’Utri, uno dei fondatori di Forza Italia, e’ stato mediatore di un accordo tra alcuni capimafia palermitani e l’allora imprenditore Silvio Berlusconi, rispettato da entrambe le parti tra il 1974 e il 1992. Di questo nessuno parla ne’ si fanno scattare responsabilita’ politiche e ancora oggi Berlusconi gioca un ruolo politico nazionale”. Nella Sala Zuccari per parlare del libro su Saveria Antiochia, madre del poliziotto Roberto Antiochia ucciso nel 1985 dalla Mafia, il vicepresidente dei senatori Pd Franco Mirabelli, il cui gruppo ha organizzato l’evento, il fondatore dell’associazione antimafia ‘Libera’ don Luigi Ciotti e Alessandro Antiochia, fratello dell’agente assassinato. In sala tra gli altri il presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra (M5S).

I ‘gioielli’ dei cittadini di Caserta venduti all’asta

Sono 10 gli immobili dell’agenzia del Demanio venduti a Caserta, tra cui i locali dell’ormai ex Circolo Nazionale di piazza Dante. I dieci immobili sono stati venduti con un rialzo sulla base d’asta quasi del 100%, 3 milioni 513mila euro a fronte del milione, 880mila e 708 euro di partenza. L’aggiudicazione, al momento, è provvisoria e sono in corso verifiche da parte dell’Agenzia del Demanio prima di procedere con l’assegnazione definitiva degli immobili agli acquirenti.
In particolare il Circolo Nazionale è stato venduto a 1 milione 731mila 999 euro (con una base d’asta di 1 milione 71mila 800 euro), mentre il padiglione “Demanio Piccolo”, sempre a piazza Dante, è stato venduto ad un prezzo di oltre 4 volte superiore rispetto alla base d’asta (371.999 euro a fronte degli 86.453 euro di partenza).
Gustavo Gentile

Belardinelli, i funerali ci saranno venerdì

Sono state fissate per venerdi’ 25 alle 14 e 30, nella chiesa di Sant’Ambrogio di Morazzone (Varese), le celebrazioni per il funerale di Daniele Belardinelli, 39 enne tifoso morto durante gli scontri prima di Inter-Napoli fuori da San Siro di Milano, la sera di Santo Stefano. Lo conferma la famiglia che, a partire da domani, allestira’ la camera ardente per amici e familiari di Daniele.

Salvini ‘salva’ Bossi e Trota, condannato Belsito per fondi Lega

Umberto Bossi e il figlio Renzo escono dal processo sui fondi della Lega. A deciderlo sono stati i giudici della quarta Corte d’Appello di Milano, che hanno pronunciato per padre e figlio una sentenza di “non doversi procedere”. Il Senatur e il Trota erano accusato di aver speso tra il 2008 e il 2010 rispettivamente 208mila euro e 145mila euro di fondi del Carroccio per coprire spese personali. Tutte le ricevute, incluse quelle della ristrutturazione della villetta di Gemonio, delle spese mediche, delle multe, di un’Audi A6 e della “laurea Albanese” del Trota, erano state catalogate da Belsito e erano custodite nella cartelletta ‘The Family’, trovata nella cassaforte dell’ufficio romano dell’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito. La riforma del codice di procedura penale voluta dal governo Gentiloni, però, ha recentemente trasformato il reato di appropriazione indebita, di cui erano accusati i Bossi in concorso con Belsito, in un reato procedibile solo su querela di parte. Matteo Salvini, in qualità di segretario della Lega, però ha deciso di procedere solo nei confronti di Belsito, che per l’accusa si sarebbe appropriato di 2,4 milioni di euro di rimborsi elettorali. Una scelta per la quale adesso Renzo Bossi lo ringrazia. “Salvini ha fatto una scelta basata sulla valutazione degli avvocati della Lega”, ha detto dopo la sentenza. “Sicuramente avrà valutato che tutti quei documenti che noi negli anni abbiamo portato, difendendoci in tutte queste udienze, dimostravano che quei soldi non li avevo mai presi e che quelle spese le avevo pagate io – ha aggiunto – . Alcune spese non erano proprio mie”. Di diverso avviso l’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore generale Maria Pia Gualtieri, che in aula aveva detto che la “querela ad personam” presentata dal Carroccio doveva essere “estesa anche a Umberto Bossi e suo figlio Renzo” perché c’era “un unico disegno criminale” che “si estendeva a tutti gli imputati al di là delle intenzioni del querelante” Salvini. Per tutti e tre gli imputati il sostituto procuratore generale ha chiesto la conferma delle condanne inflitte in primo grado. La corte, presieduta da Cornelia Martini, però, ha condannato solo Belsito, rideterminando la pena 1 anno e 8 mesi dalla condanna a 2 anni mezzo inflitta in primo grado. Il suo difensore, l’avvocato Silvio Romanelli, in un passaggio della sua arringa ha ricordato come “prima di andarsene ha lasciato nelle casse della Lega la bellezza di 49 milioni di euro. Perché non era solo impegnato a sottrarre fondi, come vorrebbero i giudici che lo hanno condannato in primo grado, ma ha fatto anche una buona gestione : non ha lasciato la cassa vuota e ha fatto una serie di investimenti proficui”. Amaro il suo commento: “Sono rimasto con il cerino in mano – ha detto l’ex tesoriere del Carroccio – . Pago lo scotto di essere stato il tesoriere che ha eseguito determinati ordini. In questo caso paga l’esecutore ma non il mandante. Speriamo che la Cassazione faccia chiarezza”.

Carceri, Bonafede: ‘Situazione drammatica, 61 suicidi nel 2018’

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E’ “drammatica” la situazione del pianeta carcere nel nostro Paese. Lo ha evidenziato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, tenendo la relazione al Senato sull’amministrazione della Giustizia. Dati alla mano, il guardasigilli ha evidenziato che i detenuti negli istituti di pena al 21 gennaio 2019 sono “59.947 a fronte di una capienza di 50.569. A questi numeri si aggiunge il numero di 61 suicidi nel 2018 e 4 suicidi di agenti di polizia penitenziaria. Ci sono stati 3808 eventi critici”. Tra questi, ha segnalato ferimenti, episodi di colluttazione e rivolte in carcere”. Bonafede ha ringraziato gli agenti di polizia penitenziaria: “Non portano avanti solo una funzione di sicurezza ma un’ opera fondamentale di prevenzione. In questo senso, l’ attività di polizia penitenziaria nel monitoraggio delle dinamiche che portano a incrementare le dinamiche di terrorismo è fondamentale”. Da qui, ha aggiunto Bonafede, “la norma che prevede possibilità per la Dna di disporre di pool di 20 agenti di penitenziaria”. Quanto alla situazione delle madri detenute, Bonafede ha detto che “il governo si sta impegnando per incrementare le strutture che a livello regionale possano accogliere situazione particolari. Ci siamo già attivati per segnalare automaticamente situazioni del genere”.

Corte d’Appello riduce a 6 punti penalizzazione Foggia

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La Corte Federale d’Appello a Sezioni Unite, all’esito del giudizio di rinvio del Collegio di Garanzia dello Sport in ordine al parziale accoglimento del ricorso del Foggia (Serie B), ha rideterminato la sanzione della penalizzazione a carico della società da 8 a 6 punti. Lo comunica la Figc in una nota. La Corte ha accolto il ricorso di Claudio Gavillucci, annullando il provvedimento con il quale l’AIA ha disposto la dismissione dell’arbitro.

Prostituzione: sfruttava cugina con riti vudu’

Faceva prostituire la cugina che aveva costretto anche a vivere in schiavitu’ e che sottoponeva a riti vudu’. Per questo una donna nigeriana di 46 anni e’ stata condannata a dieci anni di carcere dalla Corte d’Assise di Brescia. La pena inizialmente di 15 anni e’ stata ridotta in virtu’ del rito abbreviato che l’imputata aveva scelto. “Non ce la facevo piu’. Grazie all’aiuto di un cliente mi sono convinta a scappare – ha raccontato la vittima -. L’ho fatto quando lei se n’era andata in Africa. Anche se sapevo che era pericoloso”. “Lei aveva contattato uno stregone per farmi un rito voodoo”, aveva raccontato in aula la vittima, 35 anni, che per otto anni sarebbe stata costretta a vivere l’incubo. Il pm aveva chiesto una condanna a sei anni e otto mesi.

Mariglianella Continua Attività Banco Alimentare 2019

L’Amministrazione Comunale di Mariglianella, guidata dal Sindaco Felice Di Maiolo, garantisce la continuità del Banco Alimentare locale per le attività dell’Assessorato alle Politiche Sociali retto da Luisa Cucca. Con Delibera Giuntale n. 86 del 2017, avveniva l’adesione, su proposta del Responsabile del Servizio Affari Generali, dott. Francesco Principato, al Progetto “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita” per il triennio 2018/2020 mediante la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa con l’Associazione Banco Alimentare Campania Onlus.
Vengono quindi rinnovate le procedure per assicurare l’erogazione di un pacco mensile contenente prodotti alimentari, da gennaio a dicembre 2019, escluso il mese di agosto, a n. 170 nuclei familiari residenti a Mariglianella in comprovate condizioni di disagio economico.
Con manifesto cartaceo, a firma del Sindaco Di Maiolo, dell’Assessore Cucca e del responsabile del Serviziio AA. GG. Dott. Principato, e tramite il sito istituzionale del Comune di Mariglianella, la Cittadinanza viene esaustivamente informata con uno specifico Avviso Pubblico, emanato in esecuzione della Determina Dirigenziale del Servizio AA.GG. n. 17/2019, mentre il competente Ufficio dei Servizi Sociali sta raccogliendo le domande che vanno prodotte rispettando l’apposito modello scaricabile dal sito istituzionale www.comune.mariglianella.na.it oppure può essere ritirato presso l’Ufficio del Segretariato Sociale della Sede Comunale in via Parrocchia.
Alla data del citato Avviso i richiedenti dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti, pena l’esclusione dal beneficio: residenza nel Comune di Mariglianella; reddito ISEE inferiore o pari al valore economico delle fasce di accesso di seguito indicate; assenza di assistenza alimentare da parte di altri Organismi che forniscono aiuti alimentari sul territorio.
Le fasce reddituali di accesso sono definite in base al numero dei componenti il nucleo familiare e utilizzando come parametro di riferimento il Minimo Vitale (trattamento pensionistico minimo annuo riservato ai lavoratori dipendenti o autonomi pari, per il 2019, ad € 513,01 x 13 mensilità, per complessivi € 6.669,13 annui).
All’istanza, debitamente compilata in ogni sua parte e sottoscritta, va allegata la seguente documentazione
1. copia del documento di riconoscimento in corso di validità e del codice fiscale sia del richiedente che di tutti i componenti il nucleo familiare;
2. copia del documento di riconoscimento in corso di validità delle persone espressamente delegate dal richiedente al ritiro del pacco;
3. attestazione ISEE in corso di validità con scadenza 15.01.2020, priva di annotazioni di omissioni /difformità;
4. dichiarazione sostitutiva di certificazione relativa alle fonti di sostentamento della persona in caso di attestazione ISEE pari a zero/0,00 allegando documento di riconoscimento in corso di validità e codice fiscale del soggetto che presta aiuto economico;
5. copia permesso di soggiorno per i cittadini extracomunitari in corso di validità;
6. copia di eventuale provvedimento di sfratto dell’abitazione;
7. copia di eventuale provvedimento restrittivo della libertà emanato da parte dell’Autorità giudiziaria.
Le istanze, corredate della necessaria documentazione, dovranno essere presentate a mano, in busta chiusa, presso l’Ufficio Protocollo del Comune di Mariglianella, entro e non oltre le ore 12,00 del giorno 28.02.2019, a pena di esclusione.
Sulla busta, oltre alle indicazioni del mittente e del destinatario, dovrà essere riportata la dicitura: “Sostegno alimentare – Anno 2019”. Le domande non sottoscritte e non compilate correttamente in ogni sua parte e/o mancanti dei documenti obbligatori richiesti e/o corredate da attestazione ISEE recante annotazioni di omissioni/difformità saranno escluse.
A parità di requisiti, saranno applicati i seguenti criteri di priorità : presenza nel nucleo familiare del maggior numero di minori di età inferiore a sei anni ; nucleo familiare sottoposto a provvedimento di sfratto dell’abitazione; nucleo familiare in cui l’unico percettore di reddito è sottoposto a provvedimento restrittivo della libertà personale da parte dell’autorità giudiziaria.

Vomero, non ancora rimosse le luminarie natalizie.

“ Prendiamo purtroppo atto che, a distanza quasi tre settimane dal termine del periodo natalizio e benché stia per finire il mese di gennaio, non si è ancora provveduto a rimuovere le luminarie installate in alcuni tratti di strade del Vomero – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Non vorremmo che da addobbi natalizi, perdurando tale stato di cose, si trasformassero in addobbi di Carnevale “.“In particolare – puntualizza Capodanno – le luminarie, benché da tempo spente, sono ancora presenti nei tratti interessati di via Scarlatti, di via Luca Giordano e di piazza Vanvitelli “.Capodanno chiede l’intervento immediato degli uffici competenti dell’amministrazione comunale partenopea perché si provveda a mettere in campo, in tempi rapidi, tutte le attività necessarie per la loro rimozione.

Casamarciano. Eletto il nuovo coordinatore del forum dei giovani

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È il diciottenne Clemente Primiano il nuovo coordinatore del forum dei giovani di Casamarciano. La nomina, votata all’unanimità, è arrivata nella serata di ieri nel corso della prima riunione del direttivo che ha eletto anche il vice coordinatore, Sabatino Ruotolo, e la segretaria Anna Maria Angelillo.

“Ringrazio per la fiducia i miei compagni – dichiara il neo eletto Clemente Primiano – Mi attende una grande responsabilità che porterò avanti con impegno, entusiasmo e dedizione per concretizzare quello che sin da subito è stato il nostro progetto di condivisione per disegnare insieme il presente ed il futuro delle politiche giovanili, con i giovani e per i giovani”.

Clemente Primiano è il coordinatore più giovane della storia del forum di Casamarciano e subentra a Mariangela Russo che, per quattro anni, ne è stata guida capace ed attiva raggiungendo ottimi risultati soprattutto in termini di partecipazione e coinvolgimento nel sociale e nei beni culturali.

“Faccio un grande in bocca al lupo al nuovo coordinatore e a tutti i ragazzi con l’auspicio che si rafforzi sempre più la collaborazione tra i giovani del territorio e l’amministrazione comunale – commenta il consigliere comunale delegato agli eventi e alle politiche giovanili, Angelo Piscitelli – Sono certo che Clemente interpreti al meglio la voce di tanti ragazzi suoi coetanei e saprà intercettarne le esigenze con idee nuove ed innovative nel solco di quanto avviato da chi l’ha preceduto in questa mission che è Mariangela Russo, che ringrazio per l’ottimo lavoro svolto, ed in prospettiva di quel rinnovamento radicale che ci vede sempre più coinvolti come amministratori e di cui il forum oggi è valida espressione”.

Belvedere San Leucio: Laurea honoris causa alla stilista Rosita Missoni

Mi ritengo una persona fortunata, sia per le mie radici che il lavoro che ho fatto in una vita. Con Ottavio non abbiamo mai rinunciato al nostro modo di intendere la moda, e di ciò vado fiera”. Così Rosita Missoni Jelmini ha parlato nel corso della cerimonia di consegna della laurea honoris causa conferitale al complesso borbonico del Belvedere di San Leucio dal rettore Giuseppe Paolisso dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. La Missoni ha tenuto una Lectio Magistralis su “La mia vita, i valori del made in Italy”. Una scelta non casuale quella dell’ateneo, presa per dare prestigio alla neonata Officina Vanvitelli, la nuova sede per la formazione post-laurea a disposizione degli studenti del Dipartimento di Architettura e Design Industriale di Aversa, inaugurata proprio con l’arrivo della Missoni e del ministro Marco Bussetti.

 Gustavo Gentile