Napoli. E’ arrivata ieri la condanna agli aggressori del vigilantes 52enne Francesco Della Corte mentre era in servizio nella stazione della metropolitana di Piscinola. Una condanna a 16 anni e sei mesi di reclusione, è questa la decisione del Giudice del tribunale per i minorenni dopo la richiesta di 18 anni di reclusione avanzata dalla Procura. L’obiettivo dell’aggressione dei ragazzini era quello di rubargli la pistola che aveva in dotazione. Il 52enne morì dopo due settimane di agonia all’ospedale Cardarelli di Napoli. Negli occhi e nei volti dei familiari si legge l’amarezza per le decisioni del Tribunale, anche la massima pena servirà a ben poco perchè Franco non ritornerà più dalla moglie e dai figli. “Per loro solo sconti e benefici, per noi invece è una condanna a vita perchè Franco non ci sarà più – dice con voce tetra Giuseppe Della Corte che ha assistito insieme alla madre e alla zia Anna all’udienza. La loro condanna è freddo calcolo grazie al quale torneranno liberi sotto i quarant’anni. Ho apprezzato il lavoro fatto dal pm e dal giudice, che si sono opposti alla richiesta di messa alla prova e che hanno anche ottenuto la condanna per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà, ma resta tanta amarezza. Mi hanno detto che per le nostre leggi questa è una condanna alta, mi chiedo perchè garantirgli lo sconto di un terzo della pena solo perchè hanno scelto la formula del rito abbreviato. Perché tenere ancora in considerazione la loro incensuratezza? Eppure hanno risparmiato alcuna sofferenza a mio padre. Le leggi in Italia su questo punto debbano cambiare, perché la condanna deve essere davvero esemplare e il processo non può trasformarsi in una specie di discount giudiziario, in loro non ho visto alcun pentimento anzi la stessa superficialità con la quale hanno agito e solo un po’ di paura per la condanna”. “E’ sempre troppo poco perché mio fratello non me lo ridà nessuno, però è giusto così devono pagare” – dice Anna Della Corte sorella del vigilantes 52enne dopo la sentenza del tribunale.
Napoli, i familiari del vigilante ucciso: ‘Per gli assassini sconti di pena, per noi una condanna a vita’
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