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Arzano, dalla Shoah verso la pace: dialogo sulle religioni. Una grande iniziativa quella messa in campo dalla dirigente scolastica Patrizia Tirozzi

Arzano – Dalla Shoah verso la pace: dialogo sulle religioni. Una grande iniziativa quella messa in campo dalla dirigente scolastica Patrizia Tirozzi che si terrà domani mattina presso l’istituto De Filippo –Vico di via del Centenario. “La nostra scuola, IC 2 De Filippo/Vico, da anni persegue una mission rivolta a sviluppare la partecipazione dell’alunno al contesto sociale del proprio ambiente, di appartenenza alla propria comunità e a prepararsi ad una crescita responsabile e solidale come “cittadino del mondo”, stimolando i valori dell’inclusione sociale, dell’integrazione culturale e religiosa e della risoluzione pacifica dei conflitti . precisa la dott.ssa Tirozzi – . Pertanto ogni ricorrenza, ogni evento ha visto, negli anni, l’attuazione di iniziative ed attività che hanno coinvolto gli alunni ad acquisire comportamenti consapevoli di cittadinanza attiva. Quest’anno si è ritenuto opportuno proporre un incontro interreligioso in occasione della giornata della Memoria per ricordare i tragici eventi della Shoah in un contesto più ampio di rapporti tra le religioni in rispetto dell’art. 3 della Costituzione e in relazione al difficile momento storico che viviamo. L’incontro vuol essere un momento significativo per i nostri allievi che li porti a riflettere sulla necessità di guardarsi intorno e di rapportarsi con gli altri in una visione globale del vivere civile. In tale ottica, va inserito il convegno del 31 gennaio 2019, che vedrà come relatori la Sig. Diana Pezza Borrelli, che da anni ci onora della sua presenza, in veste di moderatrice e come socia dell’amicizia ebraico-cristiana di Napoli, la Dott. Rosanna Sirignano membro della federazione islamica Campania autrice del libro “ La mia Siria”, e Don Peppino Esposito responsabile regionale della commissione per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso. Cogliamo l’occasione per invitare il Consiglio di Istituto e i genitori tutti”.

Luca Rossi

Mugnano, deiezioni canine in strada: prime multe agli incivili

MUGNANO – Continua la lotta dell’Amministrazione Sarnataro contro chi lascia le feci dei cani in strada: prime multe agli incivili. Gli agenti della polizia municipale hanno fermato e sanzionato, in via Cesare Pavese e via San Lorenzo, due cittadini colpevoli di non aver raccolto dal marciapiede le deiezioni dei propri animali. Durante i controlli, che continueranno nelle prossime settimane, i caschi bianchi girano in borghese così da poter beccare più facilmente i proprietari dei cani ignari di essere osservati da un rappresentante delle forze dell’ordine. “Questi sono i primi due verbali nella storia di Mugnano contro i barbari che sporcano le nostre strade, non raccogliendo le defecazioni dei propri cani – dichiara il sindaco Luigi Sarnataro – Gli incivili sono e saranno beccati più facilmente grazie alla presenza in borghese della polizia locale. Dopo una campagna di sensibilizzazione sul tema, con l’installazione in moltissimi punti della città degli Eco Dog per conferire gli escrementi dei nostri amici a quattro zampe, è arrivato il momento della repressione verso chi crede di poter fare come vuole. Chi non rispetta le regole del vivere civile e si ostina a lasciare in strada le deiezioni canine verrà punito”.

Reggia, s’indaga sulla sicurezza e verifiche su tutti gli eventi dei privati

Controllo dei carabinieri della Compagnia di Caserta negli uffici della Reggia. Per tutta la giornata di lunedì i militari hanno acquisito faldoni di documenti riguardanti le autorizzazioni per mostre ed eventi che si sono svolti nel Palazzo Reale nel 2018.
La documentazione acquisita su delega della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere apre uno squarcio sulla gestione della Reggia nell’ultimo anno a guida Felicori. In particolare gli occhi degli inquirenti sono puntati sulla verifica delle procedure di sicurezza tenute per la conservazione dei beni presenti nel Palazzo vanvitelliano. Il blitz di lunedì nasce infatti a seguito del furto avvenuto tra il 9 e il 10 giugno scorso nelle stanze in cui è conservata la collezione Terrae Motus, dove svanisce un pezzo della scultura di Boltanski nota come ‘Ex voto’.. Inoltre si indaga sui tanti eventi privati svolti nella struttura nel 2018. 7

Gustavo Gentile

Salerno, processo a De Luca e altre 25 persone per la variante di piazza Libertà: in aula i periti

Si e’ giocata tutta su questioni tecniche e disagi per le dotazioni della nuova cittadella giudiziaria l’udienza a Salerno del processo a carico del’ex sindaco e attuale presidente della Campania, Vincenzo De Luca, e di altre 25 persone, tra cui i componenti della giunta comunale di Salerno nel 2010, imprenditori e tecnici comunali. De Luca deve rispondere di falso in atto pubblico per la costruzione di piazza della Liberta’, dinanzi all’edificio Crescent. Oltre all’ex primo cittadino, imputati per falso in atto pubblico i componenti della giunta comunale che il 16 febbraio 2011 approvo’ la variante per i lavori della piazza. Davanti al collegio della prima sezione penale (presidente Montefusco) sono stati ascoltati come testi, Nicola Augenti, perito del gip, e l’ingegnere Nunziata, progettista strutturale della pizza. Augento, rispondendo alle domande dei pm Guglielmo Valenti e Antonio Cantarella, e del collegio difensivo, ha spiegato le differenze tra progetto costruttivo ed esecutivo, soffermandosi sulla “indispensabilita’ della variante approvata il 16 febbraio 2011”; variante, invece, “abbastanza consistente” ma della quale “mi e’ sembrato non vi fosse questa indispensabilita'”. Gli avvocati, hanno eccepito che la relazione di Augento non fosse presente nel fascicolo, e i pm hanno ribatutto come “nella richiesta di misura cautelare e’ indicata questa perizia”, e che dunque “la relazione sia stata correttamente acquisita”. In apertura di udienza, i venti difensori avevano lamentato la mancanza “di condizioni per svolgere il mandato di avvocato” per la disponibilita’ limitata di sedie e scrivanie libere nell’aula di udienza al piano terra. Breve sospensioen del dibattimento, poi il presidente, dichiarandosi d’accordo con gli avvocati, ha chiesto di pazientare perche’, dalla prossima in calendario il 6 marzo prossimo, sara’ a disposizione un’aula collegiale di maggiori dimensioni. Sentito poi anche Nunziata. L’avvocato di Alberto Di Lorenzo, attuale dirigente del settore Attivita’ Produttive del Comune di Salerno, ha chiesto ai giudici l’emissione di una sentenza a non doversi procedere per intervenuta prescrizione relativa al capo uno di accusa, la turbativa d’asta per la gara per la posa in opera della pavimentazione. La procura contesta a De Luca, agli altri otto esponenti della Giunta comunale e a tre tecnici comunali la falsita’ della delibera con cui fu approvata la variante da oltre otto milioni di euro in favore della ‘Esa costruzioni’, la ditta che gia’ stava svolgendo i lavori di costruzione della grande piazza sul mare.

Napoli: rapinavano autotrasportatori di tabacchi, due arresti

All’alba di questa mattina gli uomini del Commissariato San Ferdinando hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta del P.M. presso la Procura della Repubblica di Napoli nei confronti di A. R e E. M., entrambi napoletani con pregiudizi specifici, rispettivamente di 46 e 49 anni, ritenuti responsabili di una serie di rapine commesse tra il 2017 e il 2018 ai danni di trasportatori di casse di sigarette del valore di decine di migliaia di euro. Dopo approfondite indagini effettuate dagli agenti del Commissariato sotto il coordinamento della locale Procura, è emerso che i due rapinatori, utilizzando un veicolo di marca Fiat Doblò, avevano messo a segno diverse rapine con contestuale sequestro di persona ai danni di autotrasportatori di tabacchi lavorati esteri, ricorrendo sempre alle medesime modalità. Una volta localizzato il furgone interessato, uno dei due rapinatori si avvicinava alle spalle delle vittime e, con una pistola puntata dietro la schiena, intimava loto di prelevare i colli dal furgone e di riporli in quello da loro utilizzato. Dopo essersi accertati che tutto il materiale fosse stato spostato, i malfattori, sempre sotto la minaccia di armi, chiudevano le vittime all’interno del furgone aziendale per poi dileguarsi, facendo perdere le proprie tracce. Le indagini, partite dall’analisi delle denunce delle vittime, dalle quali è emerso che tutte le rapine erano state commesse da soli due uomini con l’utilizzo di un Fiat Doblò bianco, sono proseguite con il ricorso a laboriose ed approfondite attività di indagine, tra cui l’analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza, che hanno consentito di ricostruire il percorso dei rapinatori e di risalire quindi alla loro identità.I due, considerate le gravi modalità e circostanze dei fatti e la trasgressiva personalità desumibile altresì dai precedenti specifici, sono stati ristretti nel carcere di Poggioreale. Proseguono le indagini per attribuire agli stessi soggetti altre rapine commesse con le stesse modalità nella provincia di Napoli.

Napoli: tenta di disfarsi di un panetto di hashish, spacciatore in manette a Secondigliano

Blitz della Polizia a Secondigliano. Nel pomeriggio di ieri gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Secondigliano hanno arrestato Rpberto De Luca un 28enne di Giugliano in Campania, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I poliziotti, in seguito ad un’indagine investigativa, si sono recati nella zona a ridosso dell’area denominata ex Motel Agip e precisamente all’interno di una caffetteria di un distributore di carburanti, procedendo a controllare alcune persone già note alle forze dell’Ordine. Alla vista della Polizia le persone hanno tentato di eludere il controllo. Gli agenti hanno notato il 28enne che nel frattempo cercava di disfarsi di un panetto di hashish del peso di 101,71 grammi. All’interno del bagno dell’esercizio commerciale i poliziotti hanno rinvenuto un’altra stecca di hashish del peso di 98,56 grammi che è stata sequestrata a carico di ignoti. Il 28enne è stato arrestato e sottoposto al regime degli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito per direttissima.

Mondragone: arrestato un condannato per bancarotta fraudolenta milionaria

I finanzieri della Compagnia di Mondragone hanno dato esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia nei confronti di R.A. classe 1973, residente a Mondragone.
Il provvedimento cautelare fa seguito ad indagini svolte dalla predetta Procura della Repubblica, all’esito delle quali il soggetto arrestato è stato riconosciuto colpevole del reato di bancarotta fraudolenta, in relazione ad atti distrattivi del patrimonio aziendale di un farmacista di Zambrone (VV), per essersi prestato ad intestarsi fittiziamente un ramo d’azienda, permettendo così la spoliazione dell’impresa poi fallita per beni dal valore di circa 1,7 milioni di Euro.
Per tale motivo R.A. è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione, oltre alle pene accessorie dell’interdizione dai pubblici uffici per anni 5 e dell’inabilitazione all’esercizio di impresa per anni 10. In tale contesto l’Ufficio giudiziario procedente delegava alla Compagnia della Guardia di Finanza di Mondragone il rintraccio del soggetto al fine della sua immediata carcerazione per l’espiazione della pena. Il soggetto veniva quindi tratto in arresto e condotto presso l’Istituto di Pena di S. Maria Capua Vetere. Gustavo Gentile

Perquisizioni a Capri, inchiesta sulla gestione dei rifiuti

Perquisizioni a Capri (NAPOLI) da parte dei Carabinieri nell’ambito di un’inchiesta sulla societa’ comunale ‘Capri servizi’ che si occupa della gestione dei rifiuti e dei tributi locali. I militari hanno operato nell’ambito di un’indagine della Procura di NAPOLI. Le perquisizioni nella sede della municipalizzata sono state effettuate da pattuglie dei Carabinieri di Capri, insieme a militari giunti da Sorrento. Acquisiti dai militari personal computer, per drive e supporti informatici.

De Luca: ‘Stop stupidaggini sulla sanità ,pronto al confronto con Lezzi’

“Sarebbe ora di smetterla con la demagogia e il racconto di stupidaggini, non so che informazioni abbia il ministro Lezzi ma sono pronto a un dibattito pubblico in diretta con lei sui temi della sanita’ campana”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che ha replicato su Radiouno alle accuse del ministro per il Sud Barbara Lezzi. “Una Regione – ha detto De Luca – viene commissariata per due motivi, quando ha una situazione debitoria molto grave e quando non ha servizi adeguati secondo i Lea. La Campania e’ stata commissariato dieci anni fa per aver accumulato 8 miliardi di debiti, ma oggi presenta cinque anni di bilancio in attivo della sanita’. Per i Lea abbiamo avuto un avanzamento straordinario nell’ultimo anno da 106 a 153 punti e quindi non c’e’ nessuna ragione oggettiva per il commissariamento. In Campania stiamo facendo una rivoluzione, chi parla a ruota libera offendono migliaia di medici infermieri amministrativi e tecnici. Solo chi parla senza conoscere puo’ dire le stupidaggini che stiamo sentendo”. De Luca e’ tornato in particolare sulla questione delle formiche all’ospedale San Giovanni Bosco: “Nei mesi scorsi in altre regioni anche che hanno livelli di eccellenza assoluta, abbiamo registrato quattro morti per un’epidemia di legionella e altri morti in reparti materno infantile. Nessuno ha pensato a commissariare e a menare scandalo, e’ intollerabile questa demagogia che si fa sul reparto di un ospedale su cui noi, io, stiamo facendo anche pulizia su presenze camorristiche che sono state tollerate per anni”.

Pusher in manette mentre cedeva delle dosi di cocaina

Riardo, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Capua hanno tratto in arresto, per il reato di spaccio di sostanza stupefacente, GJOKA Edison, cl. 90, albanese. Il 29enne è stato sorpreso mentre cedeva, a giovane acquirente, 2 involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di gr. 0.97. La successiva perquisizione personale eseguita a carico del GJOKA ha consentito ai militari dell’Arma di rinvenire e sequestrare ulteriori 18 involucri, in cellophane elettrosaldati, contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina del peso complessivo di grammi 4.34, nonché la somma di euro 205,00, ritenuta provento dell’illecita’ attività di spaccio. L’arrestato verrà giudicato con rito direttissimo.

Gustavo Gentile

Napoli, accolto con il Celta per il prestito di Younes

Dopo Marko Rog, il Napoli cede in Spagna anche Amin Younes. Secondo quanto riferisce AS, il giocatore sarebbe ad un passo dal Celta Vigo. Mancano ormai solo le firme e l’annuncio ufficiale. Già dalla giornata di domani il calciatore dovrebbe iniziare ad allenarsi con la sua nuova squadra. Younes dovrebbe trasferirsi al Celta Vigo in prestito secco.

Cardito, Tony confessa e spiega: ‘Ho colpito i bambini con il manico della scopa, sono distrutto, gli volevo bene’

“Ho colpito i bambini con calci e pugni ed anche con il manico della scopa. Ho perso la testa, sono distrutto. Volevo bene ai ragazzi come fossero miei, ma quando hanno distrutto la cameretta, in particolare la sponda del letto acquistata con tanti sacrifici, ho perso la testa”. Cosi’ al Gip del Tribunale di Napoli Nord, il 24enne Tony Sessoubti Badre (difeso da Michele Coronella) in carcere a Poggioreale dalla notte di domenica per l’omicidio del figlio di 7 anni della compagna, ammette la propria piena responsabilità chiarendo anche alcuni dettagli, come quello del manico di scopa usato come arma: “Era gia’ rotto e me ne sono servito”. E con quel manico della scopa ha ucciso il piccolo Giuseppe e  ferito e sfigurata Noemi, la sorellina di un anno piu’ grande.
Avrebbe cercato di fermare il compagno ma senza riuscirci, Valentina Casa, 30enne madre di Giuseppe, ucciso a 7 anni a Cardito per le percosse. Lo ha sostenuto davanti al gip del Tribunale di Napoli Nord, il 24enne Tony Essobti Badre. Il giovane ha detto di aver “sottovalutato la portata delle ferite” inferte al bambino, perdendo quelle due-tre ore risultate poi fatali per la sua sopravvivenza.

“Al mare con il mio piccolo amore Enrico, la gioia più bella della vita mia. Sono orgoglioso di essere un otti­mo padre presente. Sono or­goglioso e non ho niente da dimostrare a chi non mi sti­ma”. Era il 19 luglio 2017 quando Tony Essobti Badre, aveva  postato su uno dei suoi tre pro­fili Facebook tenere fotografie insieme con un bambino di nome Enrico, suo figlio. Il no­me se l’è pure fatto tatuare sul petto. Padre e figlio appaiono rilassati su una spiaggia; il post di Tony è bello lungo: “Ringrazio la mia amata so­rella Mery, che è il mio secon­do orgoglio, che mi appoggia, che mi sopporta e che è sem­pre con me e sono orgoglioso della mia fidanzata Raffaella, che nel bene e nelle difficoltà c’è sempre e ci sarà sempre e sono orgogliosa della mia pic­cola Martina che amo come m ia figlia. Vi amo firm ato Tony”.
Parole che, a rileggerle adesso, fanno un effetto stra­no: perché Tony, che pure si vantava di essere tenero e af­fettuoso con i bambini — il suo e quella di Raffaella, la compagna che ha preceduto Valentina — si è dimostrato un bruto, pronto a massacrare di botte due pic­coli solo perché avevano rotto le sponde del letto comprato da poco.
Com’è comprensibile, sulle bacheche dei tre profili Face­book da giorni fioccano insul­ti di ogni genere, ma è pro­prio il post che Tony ha dedi­cato ai bambini quello che su­scita più indignazione: “Ti calerei vivo un cm al giorno nell’acido”; “Non esistono aggettivi per definirti. Spero tu possa patire le pene dell’in­ferno sia in vita che oltre la vi­ta”; “Non ti scrivo nulla hanno già detto tutto tutti! Solo una cosa: augurarti di morire il più presto possibile”. L’avvo­cato che lo assiste, Michele Coronella, si appresta a chiedere la perizia psichiatrica: una delle poche armi di cui dispone per prova­re ad alleggerire la posizione processuale dell’indagato. In realtà uno psichiatra potreb­be forse spiegare il comporta­mento ambiguo del giovane, che ama ostentare la propria tenerezza patema ma ha ucci­so in maniera brutale il bim­bo della compagna, mandan­do all’ospedale la sorellina. Tony non è mai stato seguito dai servizi sociali di Cardito, Comune nel quale ha vissuto per molti anni e dove è torna­to a settembre insieme con Valentina e i bambini. Gli assi­stenti sociali e lo stesso sinda­co, tuttavia, lo conoscevano perché seguivano la madre, con problemi di alcolismo.

Nuova allerta meteo in Campania dalle 17 di oggi alle 9 di domani

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La Protezione civile della Regione Campania ha emanato un’allerta meteo di colore giallo dalle 17 di oggi e fino alle 9 di domani mattina. Le zone interessate sono quelle della: Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana, Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini, Tusciano e Alto Sele, Piana Sele e Alto Cilento, Basso Cilento. Si prevedono, infatti, “Precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio locale temporale”. A questo quadro sono associati anche “venti forti nord-occidentali, soprattutto sulle aree costiere e sulle isole, con possibili raffiche nei temporali. Mare agitato, con mareggiate lungo le coste esposte”. Tra i fenomeni di dissesto idrogeologico localizzato sono indicati, ad esempio: “Ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale; Allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno; Scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse; Innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, con inondazioni delle aree limitrofe, anche per effetto di criticità locali (tombature, restringimenti); Occasionali fenomeni franosi superficiali legati a condizioni idrogeologiche particolarmente fragili, in bacini di dimensioni limitate”.

Napoli, ‘Masterclass’ di cinema di Salvatore Esposito all’Edenlandia

A Napoli una masterclass ideata da Salvatore Esposito, “Gennaro Savastano”, attore simbolo della serie tv “Gomorra”. “Da piccolo mi chiedevo come avrei fatto a diventare un attore, un mestiere che mi ha sempre affascinato in un mondo ricco di sfumature difficili da definire. Con il tempo ho capito che la bravura non basta, ci vuole ingegno e caparbietà soprattutto nell’attimo in cui decidi di fare del tuo sogno un lavoro e della recitazione un mestiere. Proprio così è nata l’idea della masterclass a cui pensavo da tempo. Un evento al quale i giovani potessero partecipare per discutere e confrontarsi con esperti del settore su come diventare attore”. Così Salvatore Esposito nel presentare la masterclass “Come nasce un attore” in programma lunedì 25 febbraio presso Edenlandia, Napoli. L’incontro, della durata di circa 8 ore, vedrà la partecipazione di numerosi attori, registi e casting director. Tra i nomi già trapelati dai social: il regista Toni D’Angelo, la conduttrice radiofonica e vocal coach Fabiana Sera, l’agente e talent scout Michele Donatelli, l’attrice Maria Pia Calzone, il casting director Massimiliano Pacifico, l’attrice Ivana Lotito, il produttore Gaetano Di Vaio e tantissimi altri ospiti.

Cardito: ‘Ho preso Giuseppe e l’ho messo sul di­vano, poi ho chiamato il 118…’, il racconto choc di mamma Valentina

“Ho preso Giuseppe e l’ho messo sul di­vano, poi ho chiamato il 118. Quando tutto è finito ho chie­sto se potevo andare via: mi hanno detto di sì e sono torna­ta qua”. A Valentina Casa, la mamma del bimbo ammazzato di botte dal compagno, viene rimproverato un atteggiamento superficiale prima e dopo la tragedia. Nessuna parola di condanna per l’assassino di suo figlio, come riporta l’inviata de Il Corriere del Mezzogiorno, Titti Beneduce che ha parlato con la donna, un venditore ambulante di origine tunisina che inizialmente mostrava di essere molto affezionato ai tre figli di lei. Valentina viveva a Massa Lubrense con sua madre che si occupava dei piccoli e lei, come le maestre, gli amici, i conoscenti, le avevano più volte suggerito di non trasferirisi, di lasciare che i bimbi finissero la scuola dove l’avevano cominciata. Suggerimenti che in particolar modo tendevano a salvaguardare la stabilità di Giuseppe, un bambino introverso con disturbi del lin­guaggio. Le maestre erano state chiare: un cambiamento così repentino, drastico, avvrebbe potuto compromettere la sua tranquillità. Ma non c’è stato nulla da fare. Valentina non ha voluto sentire ragioni e si è trasferita a Cardito con i suoi tre figli: Giuseppe di sette anni, morto per la vioenza inaudita di quell’uomo, una bimba con il volto tumefatto per le botte ricevute, ora in ospedale, e un’altra bimba che al momento si trova in una struttura protetta. A Cardito i bambini non volevano andare, volevano restare con la nonna, con i loro amichetti, volvano restare a Massa Lubrense. Il fatto è che Valentina, l’esta­te scorsa, aveva conosciuto nel mercato di piazza San France­sco, Tony Sessoubti Badre, ventiquattro anni italo marocchino ven­ditore ambulante di indumen­ti, di sette anni più giovane di lei e a sua volta padre, reduce da un rapporto di coppia fallito recentemente. Aveva perso la te­sta per lui e aveva deciso di se­guirlo con i bambini a Cardito, a qualsiasi costo.
Dopo appena sei giorni, un nuovo cambiamento: dalla scuola di Cardito erano passati a quella di Crispano. E, soprat­tutto, erano passati dalle cure della nonna a quelle della ma­dre di quell’uomo con a carico gravi pro­blemi, nel recente passato, le­gati all’abuso di alcol. Quest’altra estranea an­dava a prenderli a scuola e li faceva mangiare. Probabil­mente anche queste novità, subite tutte insieme e non an­cora metabolizzate, hanno re­so nervosi Giuseppe e le sue sorelle, che domenica scorsa, giocando , hanno rotto le sponde del letto appena com­prato, facendo scattare in Tony quello che viene definito un “raptus omicida”,  come lui stesso ha raccontato nel corso dell’interrogatorio nel commissariato di Afragola.  Dopo l’inaudita tragedia, Valentina Casa è tornata a Massa Lubrense e si è rifugiata a casa di sua madre Anna Vanacore.
La vita di Valentina è stata sicuramente più impegnativa di quella di tante sue coetanee. Lavora  regolarmente, ha uno stipendio fisso su cui potere contare anche se non particolarmente alto. Trent’anni e tre figli partoriti quando era poco più di una ragazzina ma seguiti sempre con attenzione, nonostante il dolore scatenato dalla prematura morte del primo e l’assenza del loro papà. Valentina, infatti, come tanti, è figlia di genitori separati. La giovane va ad abitare con la madre e i fratelli a casa di due anziane zie. Terminate le scuole medie, la ragazza per sete di indipendenza ma anche per necessità, decide di non continuare gli studi e si impiega come collaboratrice domestica presso diverse famiglie di Massa e dintorni. Le amicizie non le mancano e, nel tempo libero, non rinuncia all’immancabile passeggiata lungo il corso di Sorrento dove conosce Fabrizio con il quale intrattiene una relazione e Valentina resta incinta ma il bambino, a causa di gravi problemi di salute, muore poche settimane dalla nascita. Poi la coppia ci riprova e viene al mondo Noemi, seguita da Giuseppe ed Erminia. Le responsabilità, tuttavia, aumentano e il rapporto tra Valentina e Fabrizio si deteriora fino alla definitiva separazione. La circostanza non sembra penalizzare i bambini. Giuseppe e Noemi frequentano regolarmente la scuola a poche centinaia di metri dalla casa in via Sirignano dove abitano insieme al resto della famiglia. Spesso ad accompagnarli è proprio Valentina che da tempo ha trovato posto come collaboratrice domestica presso una facoltosa famiglia di Sorrento. Una vita quindi, segnata da sofferenza ma che tutto sommato procede con dignità fino a quando, durante una passeggiata al mercato di Sorrento, incontra il giovane per cui perde la testa.
Valentina non poteva immaginare che quel nuovo amore e le successive scelte, potessero sfociare in una tragedia simile a quella che ha vissuto: la morte di Giuseppe e il ferimento di Noemi per mano dell’uomo che ama. Poteva fermare l’ira di Tony? Poteva proteggere col il suo corpo quello dei figli? In seguito alla tragica vicenda, Valentina ha reagito senza esitazioni barricandosi in via Sirignano dove, ieri pomeriggio, è stata raggiunta dal papà Nicola che si è precipitato stare vicino alla figlia. “Vogliamo solo giustizia – riferisce la madre di Valentina – con la voce rotta dal pianto, perché quel bambino non meritava di morire”.

Nola. Sequestrati oltre 2milioni di articoli di Carnevale e San Valentino non a norma

Nola. Maxisequestro di giocattoli di Carnevale non a norma a Nola. Nel quadro dell’incessante attività esercitata dalla Guardia di Finanza sul territorio a contrasto di tutti quei comportamenti in grado di minare la sana e leale concorrenza tra operatori del mercato, i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli hanno sottoposto a sequestro, a Nola, circa 2 milioni di articoli di San Valentino e di Carnevale non sicuri in quanto privi delle indicazioni a tutela del consumatore. In particolare, i militari del Gruppo di Nola, nell’ambito di un’attività info-investigativa, hanno individuato nel Comune di Nola un esercizio commerciale, gestito da un cittadino di nazionalità cinese, ove erano esposti, per la vendita, gli articoli in parola. L’intervento dei finanzieri ha permesso di sottoporre a sequestro 2 milioni circa di prodotti in violazione al Codice del Consumo, consistenti prevalentemente in vestiti di carnevale ed accessori vari per la festività di San Valentino. L’intenzione del responsabile era immettere nel circuito commerciale, in questo specifico periodo, prodotti dal prezzo accattivante ma non conformi ai previsti standard di sicurezza richiesti anche dalla normativa comunitaria. Il titolare dell’attività è stato segnalato alla locale Camera di Commercio, Industria ed Artigianato per violazione delle disposizioni concernenti il codice del consumo. I servizi eseguiti nello specifico comparto testimoniano, il costante impegno profuso dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli sul territorio, a contrasto dell’illegalità economico-finanziaria e di illeciti particolarmente dannosi anche per la salute dei consumatori, specie quelli più piccoli.

Per il Tribunale il boss di Salerno, Ciro Persico non è pazzo: condannato a 13 anni e 8 mesi

In casa ed in un locale atti­guo furono rinvenuti e seque­strati circa dieci chilogrammi di stupefacente e delle armi: condannato a 13 anni ed 8 mesi di reclusione il 59enne Ciro Persico, boss del centro storico di Salerno. Inflitti, in­vece, 7 anni e 4 mesi a Ugo Ventre 55 anni di San Ci­priano Picentino e Gerardo Rispoli 32 anni salernitano. Entrambi furono trovati nell’abitazione di Persico al momento del blitz delle forze dell’ordine. La sentenza è stata emessa, ieri mattina, dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno, Alfonso Scermino. In udienza, era stata anche presentata una perizia che at­testava alcuni problemi psi­chici di Persico. Il boss Ciro Persico è il padre di Vincenzo detto ‘Coca cola’ ucciso in un agguato a Montecorvino Rovella nel 2014 per motivi di droga, e presunto organizzatore del giro di spaccio scoperto dai carabinieri nel centro storico di Salerno a novembre del 2017. Secondo il gup Alfonso Scermino che lo ha condannato ieri è capace di intendere e volere e non è “pazzo”, dunque.
I fatti per cui oggi è arrivata la condanna risalgono al no­vembre 2017 quando i carabi­nieri della compagnia di Salerno, fecero irruzione nell’abitazione del 59enne, di via Masuccio salernitano ed in un locale contiguo rinve­nendo e sequestrando 8 chili e 500 grammi di hashish, 2 chilogrammi di cocaina ma­teriale per il taglio e il confe­zionamento della sostanza stupefacente; la somma in contanti di 7.000 euro circa, provento di spaccio; una pi­stola semiautomatica marca Bernardelli, calibro 7,65, pro­vento di furto avvenuto a Serre nel precedente mese di luglio, nonché 14 cartucce dello stesso calibro, di cui 7 già inserite nel caricatore. Persico, Ventre e Rispoli fu­rono arrestati con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, ri­cettazione e detenzione abu­siva di arma da fuoco e relative munizioni.

Operativo il Patto per la Terra dei Fuochi, l’annuncio del ministro Costa

Aversa. “E’ operativo il patto d’azione sulla Terra dei Fuochi che abbiamo firmato alla prefettura di Caserta il 17 dicembre scorso. Ad inizio febbraio saro’ nelle prefetture di Napoli e Caserta con cui stiamo monitorando la situazione. Stiamo mettendo tanti piccoli mattoncini in quella direzione”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa alla facolta’ di Ingegneria di Aversa (Caserta). “Nel contempo – ha proseguito – stiamo facendo gli atti normativi veri e propri. Ma ricordo la vigenza della norma del decreto sicurezza che obbliga i gestori delle piattaforme di rifiuti a rischio di fare un piano di tutela ambientale interno ed esterno. E’ un’assoluta novità”.

Napoli. Servizi di controllo straordinari per contrastare i parcheggiatori abusivi

Al fine di contrastare il fenomeno dei parcheggiatori abusivi in questo capoluogo, sono stati
organizzati nelle scorse settimane dall’Ufficio Prevenzione Generale, con la collaborazione di tutti i
Commissariati di Polizia cittadini, diversi mirati servizi, anche attraverso operazioni ad alto impatto (cd. action day) su tutto il territorio. Tali servizi, in collaborazione anche con le altre Forze di Polizia, hanno consentito l’emissione di n. 170 provvedimenti di Divieto di accesso alle aree urbane (DACUR) ai sensi dell’art. 10 del DL 20/2/2017:
n.14 in materia di sicurezza delle città, di cui:
n. 157 Dacur semplici
n. 13 Dacur aggravati nei confronti di persone già condannate per reati contro la persona e il
patrimonio, per i quali si è avuta la convalida della A.G.
Inoltre, sono state inoltrate dalle forze dell’ordine n. 106 denunce nei confronti di soggetti che sono stati sorpresi mentre erano intenti a svolgere attività di parcheggiatore abusivo nelle aree che erano state loro vietate, in quanto già destinatari di provvedimenti di Divieto di accesso alle aree urbane.
Infine, questo ufficio ha proposto che vengano sottoposti alla misura di prevenzione della Sorveglianza
Speciale con obbligo di soggiorno quei soggetti dediti alla attività di parcheggiatore abusivo che, a causa della reiterazione della condotta e dei loro precedenti penali, risultano particolarmente pericolosi per la pubblica sicurezza.
Il Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo la proposta del Questore di Napoli, il 24 gennaio ha disposto l’applicazione della Sorveglianza Speciale nei confronti di un parcheggiatore,
M.B. di anni 47, che non solo era stato più volte rintracciato dal 2015 mentre esercitava la sua attività
illegale nella zona di Coroglio, ma era stato anche arrestato nel settembre dello scorso anno per estorsione e porto d’armi abusivo, in quanto aveva chiesto 5 euro ad un motociclista, minacciandolo nel caso in cui non avesse aderito alla richiesta. A seguito dell’intervento dei Falchi della Squadra Mobile, egli veniva trovato anche in possesso di un coltello a serramanico e di una scatola contenente banconote e monete, ed era tratto in arresto assieme a due complici. Tale condotta e la complessiva personalità del M.B. hanno indotto il collegio del Tribunale a ritenere altamente probabile – atteso l’evidente svolgimento con carattere di abitualità dell’attività di parcheggiatore abusivo e l’accertato possesso di un coltello – che egli possa continuare a svolgere detta attività con modalità intimidatorie e violente. Per questi motivi, il Tribunale ha disposto l’applicazione nei suoi confronti della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno per un anno, disponendo, oltre alle varie prescrizioni cui è sottoposto al pari degli altri Sorvegliati Speciali (quali ad es. permanere in casa
tra le 20 e le 7, presentarsi un giorno a settimana presso un Commissariato di Polizia, non frequentare
pregiudicati, ecc), l’espresso divieto di svolgere attività di parcheggiatore in assenza delle prescritte
autorizzazioni. Pertanto, nel caso in cui nel corso della misura di prevenzione egli venga sorpreso intento a svolgere la citata attività, egli potrà essere immediatamente tratto in arresto per violazione di una delle prescrizioni della Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno, rischiando la pena della reclusione da uno a cinque anni.

‘La Medea di Portamedina’ in scena a Il Pozzo e il Pendolo Teatro da sabato 2 febbraio

Di Francesco Mastriani, la storia racconta di Napoli nel 1793 che, oltre a essere sfondo di due storie seducenti, diviene essa stessa protagonista della scena, dove la vita e la morte, l’amore e l’odio, legati indissolubilmente, fanno emergere le eterne contraddizioni della città di Partenope disegnandone i contorni. “La Medea di Portamedina”, che debutterà sabato in occasione del bicentenario dalla nascita di Francesco Mastriani, vedrà interpreti in scena Rosaria De Cicco, Marianita Carfora, Giuseppe Gavazzi, Peppe Romano, Alfredo Mundo, Paolo Rivera, Rita Ingegno, Martina Grimaldi, Flora Del Prete, Riccardo Maio, per la drammaturgia e la regia di Annamaria Russo.
Siamo esattamente al 19 maggio 1793, Coletta Esposito, una giovane popolana di via Portamedina, uccide la figlia di pochi mesi e getta il corpicino esanime sul sagrato della chiesa, dove si stanno celebrando le nozze dell’uomo che aveva promesso di sposare lei e non quella donna vestita di bianco che stringe sottobraccio. La donna, poco più che ventenne, assurge agli onori della cronaca per il suo terribile delitto, che richiama alla tragedia greca. La popolana dal nome oscuro è ribattezzata la Medea di Portamedina, e in quel soprannome la banalità del male acquista un accento epico.