Pagani. Chiesto il processo per il tutto il “sistema” paganese che gestiva la principale piazza di spaccio dell’Agro Nocerino Sarnese. A comparire davanti al gup il prossimo 6 marzo saranno Salvatore Di Maio, nel ruolo di capo, Vincenzo Pepe, braccio destro, coinvolto nell’operazione antidroga denominata Taurania Revenge, Alfonso Belluno, Ciro Califano, Ivan Pepe e Salvatore Olivieri, figlio del boss Peppe Saccone, Francesco Cacace, Giuliano Cacace, Roberto Califano, Francesco Martigiano e Carmine Ursolino. Gli arresti sono scaturiti dalle indagini svolte dagli uomini della locale tenenza dei carabinieri e dalle ricostruzioni effettuate dai Pm durante un lungo anno di lavori e intercettazioni. Stando a tutte le ricostruzioni della Dda, il gruppo gestiva la piazza di spaccio più proficua delTAgro, una vera roccaforte del clan Fezza- D’Auria-Petrosino. La regola principale per gli spacciatori era di non avere mai la droga con sé, né in casa. Ed ecco che ogni anfratti e buchi fra i mattoni delle case lungo i vicoli delle strade divenivano il posto principale dove occultare la merce. La vendita, infatti, avveniva in auto con una disponibilità di quasi ventiquattr’ore al giorno. Lo spaccio, infatti, proseguiva fino a notte fonda. Gli acquirenti, una volta avvicinatisi ed effettuata la richiesta, venivano invitati a farsi un giro fra le strade del quadrilatero di via Matteotti (già Lamia) e viale Trieste. Il tempo necessario di recuperare la droga nascosta.
La divisione delle mansioni, inoltre era ben organizzata con precisi ruoli e compiti divisi fra i “muschilli” e i “capibastone”. Durante l’arresto degli scorsi mesi sono stati sequestrati fra i 4000 e i 5000 euro, probabili proventi del fortunato mercato di stupefacenti. Le indagini sono state effettuate dai pm Luca Masini e Vincenzo Senatore che hanno ricostruito la vicenda, coadiuvati dai carabinieri della tenenza di Pagani guidati dal tenente Simone Cannatelli, e dagli uomini del gruppo territoriale di Nocera Inferiore, guidato dal colonnello Francesco Mortari. Un anno di lavoro intenso portato avanti con intercettazioni telefoniche ed ambientali e aiutati dalle telecamere di sorveglianza che venivano sistematicamente eliminate dagli uomini del clan.
Pagani, chiesto il processo per il clan dello spaccio alla Lamia
Quando per arredare il bagno basta…uno specchio
Lo specchio in bagno rientra tra quegli elementi funzionali di arredo, davvero imprescindibili, visto che in sua assenza risulterebbe impossibile vedere la propria immagine, specie appena alzati. A questa pratica funzione, occorre però affiancare altri due importanti obiettivi: la creazione di un punto luce che conferisca luminosità al bagno e quel senso di profondità, decisamente di una certa rilevanza, specie nelle stanze dalle dimensioni contenute.
Come scegliere uno specchio per il proprio bagno?
Sottovalutare il processo di scelta della superficie riflettente per antonomasia é cosa assai comune, visto che il più delle volte si tende ad acquistare i mobili per il bagno in un unico blocco. E lo specchio è compreso tra questi. Tuttavia, la suddetta soluzione, per quanto sia la più diffusa, non è affatto l’unica.
Perciò, in riferimento a come scegliere uno specchio per il proprio bagno, ecco alcuni utili suggerimenti che tengono conto di vari aspetti sia di tipo funzionale che di natura prettamente estetica. Le dimensioni del bagno, il tipo di cornice e la forma dello specchio sono tre degli aspetti che incidono maggiormente nella fase di selezione.
L’importanza del contesto in cui la specchiera viene collocata
In che tipo di bagno si intende inserire lo specchio? Lo spazio disponibile ha la sua importanza, perché sarà possibile acquistare un modello di grandi dimensioni, solo se la parete risulterà particolarmente ampia. Se ci sono i presupposti per poter ospitare un doppio lavabo, tanto per dirne una, una specchiera grande dominerà incontrastata il bagno, conferendo quel pizzico di eleganza che mai guasta.
Di contro, nei bagni con spazio ridotto, dove magari le pareti sono strette, optare per una specchiera rettangolare nelle forme, risulta essere una saggia decisione. Basterà agganciarla in verticale alla parete, abbinando tutta una serie di elementi, fra cui le prese della corrente per l’utilizzo del phon, dello scaldabagno e per tutti quei dispositivi impiegati nella cura del corpo, oltre ai fori per i classici faretti. Nulla di più, nulla di meno.
Qual’ è la forma ideale dello specchio in bagno?
Ovale, tonda o rettangolare. Dipende dalle esigenze personali. Anche se va detto che l’ultima è quella classica per eccellenza. Belli anche gli specchi con cornici en pendant con gli accessori del bagno (come per esempio con le piantane di https://www.esconti.it/piantane-da-bagno).
Come posizione della specchiera?
Qui c’è solo l’imbarazzo della scelta, visto che è possibile optare per una soluzione sopra ad una console o per una versione appoggiata ad una mensola. In alternativa, appoggiarla a terra o alla parete, dopo averla leggermente inclinata, va sempre di moda. Tuttavia, mai come porre lo specchio fra due finestre.
Per le soluzioni più fuori dagli schemi, ma solo se il bagno è particolarmente ampio, vi è quella di collocare lo specchio sopra al soffitto. Il vantaggio non è cosa da poco, dato che ci si può specchiare a figura intera. Lo stesso dicasi per lo specchio a pavimento. Ma queste versioni danno il la, come già accennato, a modelli di bagno totalmente alternativi.
Occhio al fissaggio, quando si appende lo specchio
Nello specchio in bagno, occorre prestare massima attenzione alle operazioni di fissaggio. La stabilità è tutto. Agganciare la specchiera in maniera superficiale è pericolosissimo. Perciò, si scelga con estrema cura il punto esatto in bagno, naturalmente tenendo conto dell’altezza dei residenti nell’abitazione, e la si appenda con massima cura.
In linea di massima, se lo specchio è di piccole dimensioni, la distanza ideale dal lavello è grosso modo di una decina di centimetri. Nel caso in cui le dimensioni della superficie riflettente siano piuttosto ampie, la distanza ideale dal lavello è di una ventina di centimetri.
In fase di fissaggio, si consideri anche la presenza di mensole, di un’anta a battente o ancora di ripiani laterali. Farlo, significa avere la possibilità di sfruttare al meglio lo specchio in bagno.
E’ preferibile optare per uno specchio con cornice o senza cornice?
De gustibus non est disputandum …Tuttavia, se si vuole dare risalto alla componente estetica in bagno, il ricorso alla cornice risulta il più delle volte essenziale, trattandosi di un elemento decorativo distintivo, in grado di conferire una spiccata personalità al prodotto. Conditio sine qua non è che risulti perfettamente in linea con la tipologia di arredo del bagno.
Il legno e l’intaglio sono di sicuro due delle componenti decisive da considerare nel processo di selezione. La foglia in argento o in oro, magari decorata a mano, contribuiscono a dare al prodotto quel tocco di stile in più.
Al contrario, l’assenza di cornice va per la maggiore in un bagno dallo stile più contemporaneo, dove il rivestimento delle piastrelle è a mosaico. E’ infatti alla parete che occorre dare risalto e la presenza della cornice dello specchio la offuscherebbe. Una specchiera senza cornice, inoltre, assicura profondità nel bagno e rende l’ambiente particolarmente luminoso.
Tra le soluzioni più gettonate nelle case degli italiani vi è quella del mobile bagno con doppio lavabo e le due specchiere rettangolari prive di cornice. Affinché la resa sia ancora più impattante agli occhi degli ospiti, è ottima decisione disporre le due specchiere in verticale e distanziarle di un paio di centimetri.
Tirando le somme…
Nella scelta dell’arredo bagno, occorre prendersi tutto il tempo necessario per la scelta della specchiera. Scegliere un modello con una cornice importante o uno senza, uno fumé o uno glamour, cambia e di molto, l’intero ambiente domestico. Una superficie riflettente particolarmente consona al bagno, ne potenzierà lo stile.
Caserta, arrestato il pirata della strada che ha travolto e ucciso i due migranti sulla Statale 7bis
Caserta. La caccia al pirata della strada era andata avanti tutto il giorno. E nella nottata i carabinieri della Stazione di Teverola hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto per omicidio stradale, emesso dal pm Paolo Martinelli della procura di Napoli Nord, a carico di un 42enne di Caserta, Antonio Corvino. L’indagine, svolta anche in collaborazione con la polizia, ha raccolto concreti indizi di colpevolezza a suo carico per il duplice omicidio stradale avvenuto sulla strada statale 7bis a Teverola; alle 3 del mattino due extracomunitari regolari in Italia, un 20enne della Guinea e un 19enne del Senegal, sono stati investiti, mentre erano in bicicletta, da una Bmw X3 guidata da Corvino. L’auto, trovata in una carrozzeria di Caserta, è stata sottoposta a sequestro e a rilievi tecnici. Il 42enne é stato rintracciato a Caserta ed è ora nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. L’auto dell’uomo, una Bmw X3, è stata rinvenuta presso una carrozzeria di Caserta, è stata poi sottoposta a sequestro e a rilievi tecnici. Corvino e’ stato condotto in carcere. Le vittime, di 19 e 20 anni, erano originarie di Senegal e Guinea, risiedevano presso un centro di accoglienza di Casaluce ed erano entrambi regolari sul territorio nazionale.
Napoli, blitz dei vigili a Chiaia: decine di multe e sequestri. Allontanati 15 parcheggiatori abusivi dal centro
Controlli nella zona “bene” di Napoli ai commercianti e multe salate a chi non rispetta la legge. A mettere in atto una vera e propria task force di legalità nel settore del commercio sono stati gli agenti dell’Unità Operativa Chiaia della Polizia Municipale che hanno scandagliato il quartiere in lungo e largo. In primis, gli agenti hanno effettuato controlli in piazza dei Martiri, dove hanno verbalizzato 6 negozi per pubblicità abusiva con relativa denuncia all’Autorità Giudiziaria perché gli impianti installati senza autorizzazione su palazzo sottoposto a vincolo storico. Anche in piazza Sannazaro un negozio è stato sanzionato perché aveva installato insegne pubblicitarie abusive luminose e anche qui è scattata la denuncia. In via Manzoni un supermercato è risultato in assenza delle autorizzazioni ed è stato multato con una sanzione di 5000 euro. Inoltre, un bar situato in via Orazio è stato trovato sprovvisto di autorizzazione alla somministrazione e vendita e sanzionato con un importo di 10.000 euro. In un chiosco di via Caracciolo si somministrava da bere senza autorizzazione ed è stata elevata una multa al titolare per 5000 euro. In via Petrarca un fioraio ambulante è stato multato per occupazione di suolo pubblico essendo stato sorpreso dai vigili urbani con la merce esposta sulla sede stradale. In viale Gramsci un negozio di fiori è stato sanzionato perché occupava abusivamente il suolo pubblico per 98 mq. Un’autorimessa in piazzetta Eritrea è stata sanzionata per mancanza di autorizzazione amministrativa, inoltre il gestore è stato verbalizzato per passo carrabile abusivo, per tabella pubblicitaria abusiva e denunciato all’Autorità Giudiziaria per mancanza del certificato prevenzione incendi. Inoltre nella autorimessa sono state sottoposte a sequestro tre aree soppalcate all’interno del garage di circa 75 mq complessive realizzate senza titolo edilizio e calcoli statici. Durante l’ispezione all’interno degli uffici sono stati rinvenuti 3 contrassegni con loghi del Comune di Napoli ed Azienda Napoletana di Mobilità che sono stati sequestrati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Continuano i controlli in materia ambientale ed in particolare in via Santa Lucia un ristorante è stato sanzionato per mancato rispetto della differenziata e sversamento fuori orario. Inoltre sono state controllate 8 attività in piazzetta Rodinò e via Martucci di cui 6 sono state sanzionate per mancata conferimento secondo la raccolta differenziata. Intensi i controlli a carico di parcheggiatori abusivi in via Carducci, via Martucci, via Crispi, via Chiatamone, piazza Sannazaro, via Mergellina nonché la zona dei Baretti di Chiaia dove sono stati sorpresi 9 soggetti per i quali è scattato pure l’ordine di allontanamento immediato e sono stati sanzionati 280 veicoli in divieto di sosta. Il Nucleo Mobilità Turistica ha intensificato i controlli dei bus turistici in centro in prossimità di Cavalli di Bronzo e sul lungomare sottoponendo a controllo 23 bus e sanzionando per diverse irregolarità 6 bus. Inoltre sono stati sorpresi alla guida 3 tassisti che non avevano ottemperato alla disposizione dirigenziale di sospensione per pregresse violazioni e per i i quali quindi è scattato il ritiro della licenza. Personale dell’Unità Operativa Motociclisti in collaborazione con personale dell’Azienda Napoletana di Mobilità, nel controllo delle seguenti strade: via Marina, via Duomo, via Costantinopoli, c/so Garibaldi, via Casanova, c/so Umberto I, via Depretis, via De Gasperi, via Colombo, via Acton, via Candida di Gonzaga, via Nazario Sauro, via Orsini, via Chiatamone, via Riviera di Chiaia, viale Dohrn, viale Gramsci, via Mergellina, via Caracciolo elevava oltre 250 verbali al codice della strada. Sono stati, inoltre, elevati 15 processi verbali nei confronti di parcheggiatori abusivi in zona centro. L’Unità Operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori ha intensificato l’attività di prevenzione all’uso di alcol da parte di minorenni con controlli nel quartiere Vomero dove, all’interno di un bar, è stato individuato un quattordicenne a cui era stata venduta una bevanda alcoolica.pertanto hanno denunciato l’esercente. Nell’immediato sono stati convocati i genitori del minore i quali, durante la fase dell’affidamento, sono stati messi a conoscenza dei fatti mostrando sincero apprezzamento anche perché gli stessi gestiscono un bar e sono molto attenti e rispettosi delle prescrizioni di legge in ambito di vendita di bevande alcooliche a tutela di soggetti minorenni.
La Procura ha aperto un’inchiesta sulla ‘Affittopoli Salernitana’
La Procura di Salerno ha aperto un’inchiesta su quella che viene definita la “affittopoli” salernitana. Non si conoscono, almeno all’ufficio patrimonio del comune ne le associazioni che occupano i locali pubblici di proprietà del Comune di Salerno, ne l’elenco degli immobili sempre di proprietà di Palazzo di Città. Agli atti mancano fin troppi documenti ufficiali: solo l’elenco del 2016 di associazioni che occuparono i locali del Comune e un ulteriore elenco dei “morosi’’ del 2015. Dell’elenco sui fitti di immobili nel pieno centro cittadino, il nulla.
A via dei Carrari, ad esempio, come riporta Cronache del Salernitano, il Comune di Salerno ebbe la possibilità di affìttare un immobile di ben 1022 metri quadri a 2.600 euro all’anno. In dodicesimi la somma di 220 euro al mese, versata all’Ente da un’attiva produttiva. Si trattava, secondo l’elenco, dell’azienda dei fratelli Avino. Altro esempio: il supermarket Caramico di via De Crescenzo: qui il Comune di Salerno volle affittare all’azienda oltre 4000 metri quadri a 16.800 euro l’anno. La diocesi della parrocchia di Santa Maria della Porta, in via Sichelgaita paga per un locale comunale, ben 12 euro all’anno. Un euro al mese. Stessa cifra per un suolo affittato in via Premuda alla parrocchia Santa Maria del Rosario. Cifra più bassa – 6,20 euro all’anno – per un locale in via Raffaele Guariglia locato alla parrocchia Gesù Redentore. Stesso prezzo accordato anche alla parrocchia Santa Margherita per un locale in via D’Allora. Ma non finisce qui. Sul lungomare Tafuri è stata concessa un’area di 355 metri quadrati ad uno stabilimento balneare. L’affittuario, sempre secondo l’elenco, è l’AlfaMar sas che in quella zona gestisce un lido. Ancora appartamenti prestigiosi nel centro storico. Tre, in particolare, a Largo Conservatorio, una delle traverse di via dei Mercanti. Tre alloggi, di cui due pagati annualmente 60 euro. L’altro, invece, mille e 700 euro l’anno. Ma c’è anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri tra gli affittuari del Comune di Salerno. Ha un immobile – apparentemente chiuso – di 100 metri quadri in via Roma 226. Paga all’anno 6mila e 300 euro. In dodicesimi 500 euro circa al mese. Ma la lista degli affittuari a basso costo è lunghissima. Su 856 immobili, tra case Erp, locali e depositi, c’è chi davvero arriva a pagare quasi nulla. E’ il caso degli immobili di via dei Barbuti: case e depositi che oscillano dai 68 ai 44 euro all’anno.
C’è perfino una palestra in via Fornelle che conta un locale di 135 metri quadrati. Il fitto ammonta a 1739 euro l’anno. Mix di alloggi e depositi in via Portacatena. Tutti rigorosamente affittati a prezzi stracciati. Si arriva al massimo a 123 euro l’anno. Prestigiosi ed appetibili immobili anche in largo Abate Conforti. C’è un deposito a pochi passi dall’Archivio di Stato di 27 metri quadri. E ci sono, poi, due alloggi nel palazzo in cui “Alfonso Gatto – si legge sulla targa – visse la pensosa giovinezza e si rilevò poeta nel quotidiano contatto con gli umili”. I fitti ammontano a 1300 e 1400 euro l’anno. Quattordici sono invece gli immobili comunali in via Degli Amalfitani. Anche in questo caso siamo nel pieno del centro storico a pochi passi dal Duomo. I fìtti al massimo raggiungono i 3mila e 600 euro l’anno per un alloggio di 80 metri quadri, 300 euro al mese. Ma c’è chi paga, sempre nello stesso immobile anche 154 euro all’anno per una casa da 76 metri quadrati. In via Esposito, sempre nel centro storico, c’è un immobile destinato – naturalmente a costo zero – ai servizi sociali comunali. Nello stesso fabbricato ci sono altre tre case affittate a 321 euro; 575 euro e 418 euro annui. Un elenco per rinfrescare la memoria e anche per capire come sono stati affittati e se questi locali fanno parte di qualche concessione particolare.
Castellammare, l’autopsia chiarirà le cause della morte delle neo mamma: due medici indagati
Castellammare. L’autopsia oggi chiarirà le cause della morte di Lucia Balzano, la neo mamma di Torre del Greco, residente a Scafati deceduta nell’ospedale stabiese 4 giorni giorni fa per una probabile sepsi infettiva, presumibilmente da meningococco. Il pubblico ministero Francesca Sorvillo, della Procura di Torre Annunziata e titolare delle indagini nel frattempo ha iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio colposo, due medici dell’ospedale San Leonardo. Il marito della donna Giuseppe Lupe e il padre Cesare Balzano hanno presentato una denuncia chiedendo che siano chiariti i motivi della morte della loro congiunta e che vengano accertate eventuali colpe mediche. La donna aveva dato alla luce il 17 gennaio, in una clinica privata di Torre del Greco, il piccolo Christian. E dopo pochi giorni ha cominciato ad avere febbre alta e forti dolori. Dolori che sono stati associati al parto cesareo cui si era sottoposta Lucia per partorire suoi figlio che è ricoverato per accertamenti all’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon. Quella febbre, evidentemente, non era riconducibile al post parto ma era il segnale di un’infezione in corso, una sepsi come trapela dall’ASL. Arrivata in ospedale, accompagnata dai familiari, dopo alcuni minuti lamentava dolori alla nuca e al basso ventre. Dopo un primo consulto medico è stata prospettata l’ipotesi meningite facendo scattare la profilassi. La donna è stata isolata ed è scattata la profilassi tra gli operatori e per i familiari che hanno avuto contatto con la 28enne. Si è anche pensato il trasferimento all’ospedale per le malattie infettive Cotugno ma le condizioni sono subito precipitate e nella notte la donna è morta. Ora l’autopsia dovrà chiarire le cause.
Trovato nella Manica l’aereo del calciatore Sala
L’aereo che trasportava il calciatore Emiliano Sala è stato trovate in fondo al canale della Manica, “Posso confermare che è stato trovato”, ha detto un portavoce dell’Aaib all’Afp. L’aereo è scomparso dai radar la sera del 21 gennaio sul canale, venti chilometri a nord di Guernsey. La portavoce non ha specificato dove e quando il dispositivo è stato localizzato, indicando solo che l’Aaib avrebbe rilasciato una dichiarazione questa mattina. David Mearns, la cui società Blue Water Recuperi ha ricevuto un mandato dalla famiglia del calcio di condurre ricerche sottomarine, ha detto su Twitter che il relitto era stato “localizzato domenica mattina presto” poco dopo l’inizio della missione.
Napoli, botta e risposta di camorra nel centro storico: nel mirino i Perez legati ai Mazzarella
Napoli. L’obiettivo della stesa nella zona di Santa Chiara era Ciro Perez, pregiudicato e padre di due uomini legati al clan Mazzarella. L’uomo, sofferente cardiaco, in seguito all’episodio ha accusato un malore ed e’ stato trasportato in ospedale. Si è fatto visitare, poi dopo gli esami clinici di routine è tornato a casa. I carabinieri hanno rinvenuto due proiettili conficcati nel portone della casa, un terraneo, e sul selciato 12 bossoli di pistola calibro 9. La risposta non si è fatta attendere. E così i pistoleri della cosca dei Mazzarella poco dopo sono arrivati in due da Forcella passando per largo San Marcellino, la zona alle spalle della facoltà di Scienze Politiche della Federico II di Napoli. Erano in due su una moto, sono entrati in vico Santi Filippo e Giacomo, nel cuore dei Decumani. Hanno percorso pochi metri e hanno fatto fuoco per tre volte con una calibro 9×21. Il raid nel centro storico di Napoli, ha fatto seguito alla stesa avvenuta poco prima in via Francesco Saverio Giordano, non tanto distante da largo San Marcellino. I tre colpi di pistola in via Santi Filippo e Giacomo avevano anche loro un destinatario preciso: i Sibillo, pregiudicati che fino a due anni fa hanno dominato gli affari tra i Decumani e Forcella con un accorto ‘militare’ con i Giuliano, contro i Mazzarella. I Giuliano sono in declino perchè arrestati, dei Sibillo invece é rimasta traccia dato che si sono uniti ai Rinaldi e ai Contini, due gruppi di camorra molto stabili e forti con il comune intento di annientare i Mazzarella che invece usano i Perez e gli Iodice per fare affari al centro, e in particolare nella zona dei Tribunali. E tutta qui la ‘guerra’ del centro di Napoli che ha portato anche all’uso di una bomba carta davanti la pizzeria Sorbillo in via dei Tribunali.
Omicidio Faucitano: pentiti e agenti provocatori muniti di microfoni tra gli accusatori di Alfano, Adini e Rizzo
Scafati. Una spiata ai carabinieri sui traffici di droga di Carminuccio Alfano e sui legami con Michele Matrone: questo uno dei motivi per i quali fu ucciso Armando Faucitano. Una tesi emersa nel corso delle indagini quando un pregiudicato, poi diventato agente-provocatore e collaboratore di giustizia, fece le prime ammissioni agli inquirenti. Domani, nel corso dell’udienza dinanzi ai giudici del Riesame di Salerno che dovranno decidere la scarcerazione di Carmine Alfano, Marcello Adini e Pasquale Rizzo, il collegio difensivo dovrà valutare necessariamente anche questo movente, oltre a quello legato ad un debito per l’acquisto di sostanza stupefacente.
A parlare per primo della circostanza è stato Alberto Panico, pregiudicato di Boscoreale, che diede ospitalità a Pasquale Rizzo dopo l’omicidio di Faucitano. Panico è diventato, nel 2016 un collaboratore di giustizia, ammesso al programma di protezione proprio per la vicenda dell’omicidio avvenuto a Scafati. Panico ha inoltre raccontato di essere un corriere della droga e di aver fatto affari con i clan torresi e stabiesi. Fu lui nel gennaio del 2016 che – a supporto di quanto già riferito ai carabinieri – fu utilizzato come ‘agente provocatore’, munito di una microspia intercettò i suoi amici Giovanni Barbato Crocetta e Gaetano Esposito, arrestati e poi scarcerati per aver riciclato lo scooter utilizzato per l’omicidio Faucitano e ritrovato nel Rio Sguazzatorio a Scafati poco dopo l’agguato di piazzetta Genova del 26 aprile 2015. Panico aveva ospitato per pochi mesi Pasquale Rizzo – poi arrestato per concorso in omicidio – dopo il delitto e prima che venisse arrestato in Germania con Vincenzo Alfano, fratello di Carmine, per aver trasportato della droga. Panico rivelò agli inquirenti che Pasquale Rizzo gli aveva confidato alcuni particolari: “Con Pasquale era nata una sorta di amicizia – rivela Panico ai carabinieri – e mi disse che circa un mese prima del suo omicidio, una notte, origliando a sua insaputa, aveva sentito Faucitano dare delle confidenze ai carabinieri di Scafati, nella sua cucina nel corso di un controllo mentre stava agli arresti domiciliari. Nella circostanza Faucitano riferiva ai carabinieri di numerose attività illecite che avvenivano a Scafati nominando coloro che le commettevano. In particolare riferiva di un certo Carminuccio ‘detto bim bum bam’ ritenendoloil gestore dello spaccio di marijuana e cocaina a Scafati insieme al figlio del boss Franchino Matrone”. Sul coinvolgimento di Carmine Alfano, Panico cercò altre conferme, intercettando i suoi amici finiti in prigione per la moto utilizzata per il delitto: “Quello è uno scemo, ha fatto un macello ha ucciso ad un bravo ragazzo” si sente in una delle conversazioni che Alberto Panico registrò con Esposito e Barbato Crocetta e secondo gli inquirenti il riferimento era ad Alfano e Adini. “Rizzo mi riferì – ricorda Alberto Panico agli inquirenti – che dopo due giorni dalla notizia data a Carmine Alfano (si riferisce alla spiata ai carabinieri, ndr) Armando Faucitano è stato ucciso. Rizzo mi disse che si era messo d’accordo la sera prima con Alfano di portare Faucitano il giorno successivo in una piazzetta con la scusa di consumare uno spinello insieme. Faucitano sarebbe stato ucciso da Carmine Alfano e da un certo Marcello di cui non conosco il cognome. Tutto era stato studiato nei particolari in modo da non rendere Rizzo testimone oculare, perchè aveva paura”. La versione di Panico, secondo gli inquirenti collima in gran parte con quanto emerso durante le indagini. Dopo le dichiarazioni, il testimone cercherà in tutti i modi di far emergere i nomi dei due killer nelle conversazioni registrate con Esposito e Barbato Crocetta che in realtà alludono ad Alfano, ma non ne fanno mai il nome.
Ma c’è un altro neo collaboratore di giustizia che accusa pesantemente Carmine Alfano: è Massimo Fattoruso, fratello di Francesco, ucciso – secondo gli inquirenti – da esponenti del clan Aquino-Annunziata. Fattoruso ha raccontato all’inizio dello scorso anno di conoscere la pistola con la quale Armando Faucitano è stato ucciso e di averla gettata nel fiume Sarno, indicando anche il luogo preciso. La pistola non è stata in effetti mai trovata ma Fattoruso racconta: “In merito all’omicidio posso dire di sapere chi è stato e dove si trova l’arma utilizzata. La pistola utilizzata è una calibro 38 e si trova nel fiume Sarno, nei pressi della Frazione di San Pietro. E’ una calibro 38 di colore argento con il manico di colore avorio prima, con un disegno sopra. Non è stata gettata subito dopo l’omicidio, sono stato proprio io a buttarla avvolta in un panno bianco”. Secondo Fattoruso, quella pistola apparteneva a suo fratello, ucciso nel 2014. Dopo l’omicidio la vedova di Francesco Fattoruso l’avrebbe consegnata a Carmine Alfano insieme ad un borsone contenente della droga. E dopo l’omicidio Faucitano, Alfano l’avrebbe restituita alla signora per evitare che fosse ritrovata. “mi sono reso conto, quando poi sono uscito e mia cognata mi ha spiegato la cosa, che quella era proprio la pistola usata per l’omicidio a Piazzetta Genova”. Fattoruso spiega che Alfano era il compariello del fratello Francesco e di aver saputo che proprio ‘bimu bum bam’ se l’era ‘venduto’ ai suoi assassini.
Su questi elementi e sugli altri raccolti nel corso delle indagini, il collegio difensivo dovrà domani fondare la difesa dei tre arrestati su disposizione del Gip Zambrano e su richiesta della Dda di Salerno. Carmine Alfano, Marcello Adini sono accusati, il primo di essere il mandante ed esecutore, il secondo solo esecutore e Pasquale Rizzo deve rispondere dell’accusa di concorso in omicidio.
Napoli, detenuto tenta il suicidio nel carcere di Poggioreale: salvato da un agente
Napoli. Mentre gli altri detenuti stavano dormendo, con i lacci delle scarpe si e’ costruito una corda con la quale ha poi tentato di impiccarsi attaccandosi alla finestra del bagno: provvidenziale e’ stato un poliziotto della penitenziaria che si e’ accorto di quanto stava per succedere e lo ha salvato in extremis. A rendere noto l’episodio, avvenuto all’alba di ieri, nel carcere di Napoli Poggioreale, e’ Luigi Castaldo, segretario provinciale dell’Osapp. “Il detenuto – aggiunge – stava per essere trasferito in una casa lavoro dove avrebbe finito di espiare la sua pena: ancora una volta la Polizia Penitenziaria si distingue e riesce a salvare un detenuto malgrado si lavori in sotto organico e senza mezzi idonei”. Per segretario regionale, Vincenzo Palmieri, “lavorare in queste condizioni aumenta il carico di stress, mette a repentaglio l’intero sistema quando si verificano aggressioni, tentativi di evasioni interne ed esterne. In questi casi un solo collega e’ costretto ad osservare oltre 100 detenuti”.
Casertana: vittoria che fa scalare posizioni
Approccio vivace sin dal primo minuto per la sfida della ventiquattresima giornata. La Casertana parte forte ed al 7’ costruisce la prima occasione pericolosa. Padovan crossa dalla destra per Castaldo che conclude di prima: Para devia in angolo. Due giri di lancette e l’asse si ripete. Nuovo traversone dell’attaccante di proprietà della Juventus per Castaldo che colpisce di testa: Nordi si salva (9’). Il goleador di Giugliano cerca di ricambiare il favore per Padovan con un’apertura che il portiere intercetta giusto in tempo (11’). Il buon impatto della Casertana viene capitalizzato al 13’. Angolo di Vacca, Padovan riceve e tira ma trova la deviazione del portiere. Il pallone è ancora vivo e Rainone di piatto deposita in rete, siglando il suo terzo goal stagionale. Grande esultanza al “Pinto” per il difensore che veste il rossoblu da diverse stagioni. Dopo il goal, la Casertana arresta il proprio moto perpetuo e si difende dalla reazione dei pugliesi. Gigliotti per Sarao in area: sul tiro Adamonis devia in corner (30’). Ancora biancoazzurri pericolosi con Tiritiello gira di sinistro: conclusione fuori misura (35’). Falchetti nuovamente pericolosi al 38’ con la punizione di Mancino che termina alto sulla traversa (38’). Si torna negli spogliatoi sul punteggio di 1-0. Partita molto meno vibrante nella ripresa. La Casertana gestisce la palla mentre la i pugliesi di Bruno Trocini tentano di alzare il ritmo, con l’intento di conquistare il pareggio. Castaldo e Padovan si danno un gran da fare per creare grattacapi alla retroguardia ma non vengono concessi spazi utili. Al 66’ punizione al limite dell’area per Sarao che calcia sulla barriera. Rossoblu del duo Nello Di Costanzo e Raffaele Esposito di contenimento ma poco incisivi in attacco. I tiri nella porta sono inesistenti, ma al 76’ la Virtus Francavilla ha la grande occasione per pareggiare. Sugli sviluppi del corner di Monaco, Folorunsho fa da sponda di testa per Partipilo che, tutto solo davanti alla porta, cincischia (per la fortuna dei tifosi rossoblu) e Adamonis gli toglie letteralmente il pallone dai piedi, evitando un tiro che avrebbe fatto decisamente male.
Paganese: sconfitta incredibile col Potenza
Una partita folle. Cuore Paganese nel primo tempo, dove domina nel gioco e finisce meritatamente in vantaggio sul risultato di 3-1. Nella seconda metà di gioco viene fuori la reazione del Potenza, che prima con Longo e poi con la doppietta di Lescano sorpassa in maniera incredibile i padroni di casa. Si parte, Potenza subito a segno con Franca. Cross dalla destra e gran girata di piatto destro al volo, nulla da fare per Santopadre. Passano pochi minuti, è pareggio.Sponda di Parigi, controllo di petto sul limite dell’area e sinistro velenoso che si infila nell’angolo in basso. Grande gol di Cesaretti. Paganese sul 2-1 così:punizione battuta in mischia, Piana si erge in area e riesce ad allungare la sfera verso il secondo palo, Scarpa si allunga e mette in rete con un tiro al volo. Tiro dalla distanza di Cesaretti deviato da un difensore che inganna il portiere Ioime. Fa 3-1 ma Cesaretti poi esce per infortunio. Al 37′, quasi tris. Sugli sviluppi di una rimessa laterale furbescamente battuta verso la linea di fondo, Carotenuto controlla un pallone in extremis e serve Cappiello: gran tiro da poco fuori l’area piccola su cui si è opposto Ioime. Sul finire del primo tempo con una deviazione su angolo di Sepe, miracolosamente parata da Santopadre. Al 52′ la musica comincia a cambiare, accorcia Longo:i ncursione in area dalla sinistra e tiro potente che si infila all’angolino basso. A metà ripresa, si sveglia Lescano alla grande . Sponda aerea perfetta di França, Lescano scappa ad Acampora ed infila Santopadre con un tiro agile di destro, è il pareggio. Azione in dribbling in area di rigore di Lescano che con un ottimo controllo a seguire sfugge via alla marcatura di Acampora e mette la palla in rete con un piatto ad incrociare sul palo lontano, è il sorpasso.
Suicida in carcere il magrebino che si lanciò con l’auto contro il Santuario di Pompei nel nome di Allah
Si lanciò con un’ auto contromano verso il Santuario della Madonna di Pompei in piazza Bartolo Longo lo scorso 26 marzo e questo gli costò la condanna a due anni ed otto mesi di carcere. L’uomo in fase di udienza di convalida degli arresti ammise di aver agito in nome di Allah recitando anche una litania araba. A quasi un anno di carcere il 22enne ha deciso di compiere il gesto estremo tentando di impiccarsi in cella con una corda che si era costruito con le lenzuola del letto della cella nel carcere di Aversa dove era detenuto dal 27 marzo dell’anno scorso.. A salvarlo in un primo momento gli agenti della polizia penitenziaria che si sono accorti delle intenzioni del giovane. Si tratta del 22enne Othman Jridi, algerino. La corsa in ospedale è servita a ben poco. Il 22enne è morto poco dopo a causa delle complicanze dovute al gesto estremo. Ora la salma è nella sala mortuaria del nosocomio di Castellammare di Stabia in attesa che qualcuno ne rivendichi il corpo. L’uomo viaggiava su un’auto rubata a Terzigno, nel Vesuviano, alle 14 di lunedi’ 27 marzo; alle 16 era a Pompei e li’, a bordo della vettura, ha percorso via Lepanto, la strada che porta davanti alla basilica, fino ad arrivare in piazza Bartolo Longo, senza trovare ostacoli alla percorribilita’ delle automobili, fioriere e transenne, rimossi per agevolare l’allestimento di un palco per la via Crucis pasquale. Quando e’ entrato nell’area pedonale, davanti al santuario Mariano, e’ stato avvicinato dai vigili urbani che volevano bloccarlo; venne arrestato a bordo di un autobus, dopo una fuga a piedi durata alcuni minuti.
Juve Stabia, Caserta: “Anche oggi i miei ragazzi hanno dimostrato che non mollano mai”
Fabio Caserta dopo la vittoria soffertissima e arrivata all’ultimo secondo contro il Rende ha così analizzato il match:
“Credo che i ragazzi abbiano dimostrato anche oggi, ma dall’inizio dell’anno, che non mollano mai. Non ci siamo mai accontentati, rischiando come è normale che sia contro un’ottima squadra come il Rende, provando fino alla fine a cercare la vittoria. Abbiamo sbagliato a mio avviso qualche ripartenza di troppo e qualche appoggio e questo ci ha creato problemi; ripeto pochi i demeriti nostri ma tanti i meriti del Rende.
Questa settimana ero un pò nervoso perchè durante gli allenamenti non ho visto la concentrazione alta sempre apparsa fin qui. Fortunatamente i ragazzi poi, nel banco di prova che conta, hanno messo in campo tanta grinta dimostrandomi ancora una volta le loro doti caratteriali. Sono tre punti davvero importanti.
L’ho ripetuto altre volte: il girone di ritorno è estremamente più difficile perchè ogni squadra ha il proprio obiettivo da centrare. Fino alla fine sarà così; gare dure e che si decideranno sugli episodi con poco spettacolo. Mi sorprendo che molti si stupiscano di vedere la Juve Stabia soffrire durante i 90 minuti ma i campionati importanti passano per gare come questa”
Doveva essere operata di tumore ma muore di setticemia dopo un giro in tre ospedali di Avellino e Benevento
Avellino. Potrebbe essere l’ennesimo casa di malasanità in Campania. Almeno secondo la denuncia dei familiari di una donna di 71 anni morta all’ospedale Moscati di Avellino. Doveva curarsi per un tumore al colon, ma è morta invece dopo un’agonia di sette giorni per una setticemia, contratta forse in uno dei tanti interventi subiti nell’ultimo mese. Bianca Bruno, 71 anni di Rotondi, un mese fa si é sottoposta a degli esami di routine durante i quali è stato scoperto il tumore. L’anziana ha deciso di farsi operare presso l’ospedale Frangipan. di Ariano Irpino dove e’ rimasta ricoverata per qualche giorno. Dimessa agli inizi di gennaio scorso, la 71enne è stata poi portata al pronto soccorso dell’ospedale Rummo di Benevento, dove i medici hanno consigliato un nuovo intervento per risolvere la patologia tumorale. L’anziana è tornata quindi all’ospedale di Ariano Irpino, dove è rimasta fino al 24 gennaio scorso e dove ha subito altre due operazioni. Le sue condizioni sono però peggiorate per le complicazioni di un’infezione. I medici arianesi hanno quindi disposto il trasferimento all’ospedale Moscati di Avellino. Nella notte tra venerdì e sabato scorso Bianca Bruno è deceduta e i familiari hanno presentato un esposto alla procura di Avellino, che ha disposto il sequestro della salma e della cartella clinica. Domani sarà affidato l’incarico per l’autopsia che dovrò chiarire dove l’infezione è stata contratta ed eventuali colpe mediche.
La Lega Sud riunisce a Pompei tutti i simpatizzanti della provincia
La Lega Sud ieri a Pompei in un incontro tra gli esponenti provinciali di Napoli voluto dal coordinatore Regionale Raffaele De Luca e dal segretario nazionale Gianfranco Vestuto. Nell’incontro si è parlato degli sviluppi delle amministrative nei comuni della provincia: presente il candidato sindaco nella città di Nola Leghista del sud, Domenico Manganiello , che ha saputo creare il terzo polo con le forze moderate della città, mentre per la città di Napoli era presente l’attivista leghista Postorivo , presenti anche alcuni simpatizzanti e attivisti di vari comuni , non poteva mancare il responsabile di un gruppo della città di Pompei visto le voci di corridoio di una eventuale sfiducia al primo cittadino di Pompei .
De luca ha sottolineato che l’obbiettivo primario “è quello di garantire ai cittadini una seria e costante attività politica e salvaguardare lavoro e turismo e legalità senza scendere a compromessi politici con chi per decenni ha lavorato contro la propria città ma di aprire il dialogo a chi si è prodigato per tali obbiettivi”.
Nell’incontro si è anche parlato della vicina città di Scafati.In attesa di confronto nei prossimi giorni con chi ha dato già una sua disponibilità a guidare la città solo se tutte le forze siano disposte a sostenerlo.
E’ caccia al pirata della strada che ha travolto e ucciso i due migranti regolari sulla Statale 7bis
In bici stavano tornando a casa alle prime ore del giorno, sembra dopo una notte di lavoro come parcheggiatori abusivi, quando un’autovettura li ha travolti uccidendoli sul colpo per poi dileguarsi in fretta facendo perdere le proprie tracce. Sono morti così, sulla strada statale 7 bis nel tratto che attraversa il comune di Teverola, due giovani africani di 19 e 20 anni residenti in un centro di accoglienza di Casaluce, entrambi regolari sul territorio dello Stato, uno proveniente dalla Guinea, l’altro dal Senegal. Quando sul posto sono giunti i carabinieri, in seguito alle segnalazioni dei numerosi automobilisti di passaggio, hanno trovato le due bici completamente distrutte e, a poca distanza, i due corpi straziati; è stato quasi subito evidente che i due ragazzi fossero rimasti vittima di un investimento da parte di un veicolo. E non è stato facile per gli investigatori identificare le due vittime, perché uno dei due si era fatto prestare il giubbotto da un amico del centro di accoglienza. Sulla strada, nei pressi del luogo dell’impatto, i carabinieri del Reparto Scientifico non hanno trovato tracce di frenata, segno che l’investitore non ha in alcun modo rallentato anzi, dopo aver travolto i due ragazzi, ha proseguito la marcia quasi alla stessa velocità; è assai possibile, inoltre, che all’ora del sinistro non fosse ancora giorno e che la visibilità fosse molto scarsa, cosi’ come non si esclude che anche un’altra auto possa aver investito i due ragazzi quando questi erano a terra agonizzanti. Subito è partita la caccia al pirata della strada, che rischia di essere incriminato per duplice omicidio stradale. I carabinieri della compagnia di Aversa e del Reparto Territoriale, che stanno effettuando le indagini, hanno acquisito le immagini di video-sorveglianza di un locale ubicato lungo la strada, e, nonostante la mancanza di testimoni oculari, potrebbero arrivare nelle prossime ore all’individuazione del veicolo pirata. Gli investigatori dell’Arma hanno inoltre scoperto che i due stranieri erano usciti dal centro di accoglienza per lavorare come parcheggiatori in alcuni locali della zona. I due stranieri avevano fatto richiesta di asilo politico, ma l’istanza era stata bocciata; uno aveva ottenuto il permesso temporaneo fino a marzo, l’altro aspettava l’esito del ricorso presentato contro la bocciatura.
La curva Nord dell’Inter attacca la società, Koulibaly e il Napoli sul razzismo
Striscioni al contrario e attacco diretto alla societa’. La Curva Nord dell’Inter torna a San Siro per la prima volta dopo i fatti della gara con il Napoli e reagisce alle accuse, prendendo posizione anche contro lo stesso club nerazzurro. La tifoseria organizzata infatti nella sua ”fanzine” mette nel mirino tutti, dal comportamento dei tribunali nei confronti degli ultras arrestati fino ai giornalisti, ma soprattutto l’Inter, replicando poi il coro ”noi non siamo napoletani” in avvio di partita. Ricostruendo quanto accaduto contro il Napoli, la Curva spiega: ”San Siro ha fischiato Koulibaly per un gesto inaccettabile (gli applausi dopo il rosso, ndr). Poi finisce la partita e qualcuno dice di aver sentito ”bu” o qualcosa del genere. Sicuramente e’ vero, qualcuno lo avra’ fatto, ma allo stadio non e’ stata cosi’ chiara e fastidiosa”. ”Da li’ e’ partito il processo – prosegue il messaggio della Curva -. Quello che pero’ ci lascia basiti e’ il comportamento della Societa’ Inter, che ha accettato supina la decisione del giudice sportivo, derubando negando la possibilita’ di assistere a partite per le quali era gia’ stato pagato il biglietto. Ma non e’ finita qui, perche’ contro il Sassuolo ha tappezzato il Meazza con striscioni ”BUU”, quantomeno di pessimo gusto, una pagliacciata fatta e finita. Insomma, siamo al ridicolo”. ”A noi del razzismo non ce ne frega un bel niente, noi andiamo allo stadio per tifare i nostri giocatori, siano neri come Keita, meridionali come D’Ambrosio, sloveni come Handanovic o argentini come Lautaro. Koulibaly per noi e’ solo un piccolo uomo che ricorre a bugie per lavarsi la coscienza. Fosse stato bianco, giallo o blu ci saremmo comportati alla stessa maniera”, conclude la Curva Nord.
Cavese: coi nuovi acquisti torna a vincere
Sfida pirotecnica, ma anche piena di errori, tra due delle squadre che più hanno operato sul mercato del girone C. Alla fine, la Cavese festeggia il ritorno alla vittoria, rocambolesca ma pesante, arrivata in extremis, grazie al rigore realizzato dal fresco ex Sainz-Maza, spagnolo al debutto coi metelliani. Inizia bene la partita dei bianconeri di casa, che già al 7’ trova la rete con il neo-acquisto Miracoli.Esordio in rete per l’ex Brescia che capitalizza a porta sguarnita un bell’assist di un compagno sugli sviluppi della punizione da media distanza. Gioca discretamente la squadra di Torrente, ma la Cavese non molla. Traversa di Fella: sberla deviata sul legno da Pane. Il pareggio arriva: pane atterra Rosafio, dal dischetto da centro De Rosa. Nel secondo tempo la Leonzio trova ancora il raddoppio con Laezza bravo al 50’ a staccare di testa su corner di Squillace ma la Cavese resta sul pezzo e qualche minuto dopo trova il pari con Fella con un bel tiro dalla distanza. Entrambe vogliono l’intera posta in palio. Al 74’ secondo calcio di rigore per la Cavese ed espulsione di Pane. Sul dischetto va Sainz-Maza, che fino a qualche giorno addietro vestiva la casacca leontina, che batte Polverino. La reazione rabbiosa dei siciliani: tiro di Rossetti e conclusione da due passi di Gomez che manda sul legno
Paponi al 94′ regala un pezzo di serie B alla Juve Stabia
La Juve Stabia è incredibile e immortale. Ancora una volta in questa stagione le Vespe decidono la sfida oltre il 90esimo grazie ad un rigore di Paponi che fissa il punteggio finale sull’1-0. La capolista con questi tre punti consolidano il vantaggio in classifica sulle inseguitrici.
Prima frazione tra calabresi e stabiesi povera di emozioni e di occasioni da gol. Padroni di casa che probabilmente hanno cercato di più il vantaggio con un giro palla notevole e qualche timido tentativo verso la porta di Branduani: prima Borello che con il mancino dopo dieci minuti mette paura alla Juve Stabia, poi è lo stesso Borello bravo a trovare Vivacqua in area ma il suo colpo di testa termina a lato. Vespe apparse invece contratte per tutti i 45 minuti, hanno sicuramente difeso bene con la solita attenzione ma in avanti Paponi e compagni non hanno mai calciato verso la porta e questo è un dato anomalo visto che i ragazzi di Caserta presentano il miglior attacco del girone.
Il secondo tempo comincia proprio come si è concluso il primo: Rende che prova a fare la partita, Juve Stabia a difendersi e provare a ripartire in contropiede. La prima buona chance della ripresa capita proprio ai padroni di casa con Negro di testa, servito dal solito Vivacqua, che non trova però lo specchio di porta. Caserta si accorge della difficoltà dei suoi e intorno all’ora di gioco decide di stravolgere la rosa con tre cambi. Proprio uno dei nuovi entrati, Mezavilla, colpisce di testa senza però mettere in difficoltà Savelloni. Ma è ancora il Rende ad andare vicinissimo al vantaggio sempre con Negro, sfortunato scivola prima di battere a rete verso Branduani. Dopo 15 minuti di stallo totale, la Juve Stabia va ad un passo dal gol dell’1-0 ancora una volta con Mezavilla, imbeccato in aria da Elia, va in anticipo sul portiere avversario ma calcia fuori.
E’ incredibile quanto accade al Lorenzon di Rende: all’ultimissimo secondo Blaze commette un’incredibile sciocchezza stendendo Elia in area di rigore. Dagli undici metri Paponi spiazza Savelloni e decide la sfida.



