E’ di sette morti e un ferito grave il bilancio di un incendio in un edificio di Parigi. Lo hanno reso noto i vigili del fuoco, secondo cui “il bilancio delle vittime potrebbe aumentare perché le fiamme divampano ancora al settimo ed all’ottavo piano” dell’edificio. Lo stabile di appartamenti è situato nel 16mo arrondissement. Altre 27 persone, tra cui tre vigili del fuoco, hanno riportato lievi ferite. L’incendio e’ divampato in un edificio di otto piani nella zona sud-occidentale della capitale francese intorno all’una di notte per cause ancora da accertare. L’immobile del 16mo arrondissement e’ poco distante dallo stadio del Parco dei Principi. Alcune persone sono scappate sui tetti vicini per sfuggire al fumo e alle fiamme e sono stati poi salvati dai pompieri. Sul posto sono intervenuti 200 vigili del fuoco. “Abbiamo dovuto portare via molte persone, comprese alcune che si erano rifugiate sui tetti. Trenta sono state evacuate sulle scale”, ha riferito il portavoce dei pompieri, Clement Cognon. Due edifici vicini sono stati evacuati per precauzione, la zona e’ stata isolata dalla polizia mentre si cercano sistemazioni per i residenti che non possono rientrare a casa.
Napoli-Comune, firmato accordo su debiti pregressi
Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha firmato l’accordo che chiude le partite debiti-crediti tra il club azzurro e il Comune di Napoli per lo stadio San Paolo fino al 2015/16. De Laurentiis ha sottoscritto l’intesa oggi pomeriggio negli uffici di Palazzo San Giacomo alla presenza del capo di gabinetto del Comune Attilio Auricchio e dell’assessore agli impianti sportivi Ciro Borriello: il Napoli versera’ al Comune poco piu’ di un milione di euro a chiusura del dare-avere pregresso. L’accordo sancisce una rinnovata serenita’ di rapporti tra club e Comune. L’amministrazione comunale ha anche consegnato a De Laurentiis la bozza della nuova convenzione per l’utilizzo dello stadio, che dovra’ avere durata decennale e dovra’ prima essere approvata in giunta e in consiglio comunale. Una bozza che, riferiscono da Palazzo San Giacomo, avrebbe l’approvazione di massima del patron azzurro. La nuova convenzione prevede un pagamento annuale di 850.000 euro da parte del Napoli al Comune piu’ una percentuale sulla pubblicita’ allo stadio. “Finalmente – spiega l’assessore Borriello – c’e’ un clima di grande collaborazione e intesa con la societa’ sportiva per continuare questo rapporto su basi solide per dieci anni, con regole chiare e con un impegno da parte del Calcio Napoli ad aumentare la fruibilita’ dello stadio da parte della citta’ dopo i lavori per le Universiadi”.
Ferrero, il tifoso razzista odia il calcio
”Chi fa i buu razzisti non ama il calcio, non gli dovrebbe essere mai piu’ permesso di entrare allo stadio. Io voglio riportare il calcio alle famiglie e ai bambini. Giusto fermare le partite dopo cori razzisti? Le giro la domanda. Perche’ fermare le partite per quattro scappati di casa? Perche’ fermare lo spettacolo? Lo stadio e’ come una partita di burraco, ci sta dire brutte parole ma non fare forme di razzismo o picchiare le forze dell’ordine”. Lo dice il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, a margine dell’evento di solidarieta’ ‘United for Genova’, comitato creato a supporto per la citta’ ligure dopo il crollo del Ponte Morandi. ”Io sono stato massacrato – ricorda Ferrero – dai miei stessi tifosi in occasione della partita con il Napoli per aver cercato di fermare i cori di discriminazione territoriale, mi hanno tirato una bottiglietta d’acqua addosso. Il calcio e’ felicita’ e puo’ fare tanto per Genova. Io sono molto felice di stare a Genova anche se sono spesso criticato perche’ non le mando a dire”.
Treofan: tavolo Mise, azienda non ritira licenziamenti
Al momento non verra’ ritirata la procedura di licenziamento dei lavoratori dello stabilimento Treofan di Battipaglia. E’ questa la decisione presa dall’azienda e ribadita nel corso di un lungo incontro al Mise questo pomeriggio. A renderlo noto e’ l’assessore regionale al Lavoro Sonia Palmeri che ha preso parte, tra gli altri, al tavolo istituzionale. “Le notizie non sono incoraggianti purtroppo – sostiene l’assessore – anche se abbiamo 65 giorni per poter immaginare di discutere ancora. Prossimo appuntamento il 18 febbraio dove l’azienda presentera’ una sorta di business plan nel quale si evidenzieranno soprattutto le perdite stabilimento per stabilimento. Siamo stanchi di assistere allo stillicidio dei grossi gruppi industriali che nell’ultimo decennio si e’ moltiplicato nella nostra regione, a causa di ‘prenditori’ passeggeri che agiscono senza il dovuto senso di responsabilita’ sociale d’impresa. Freddamente abbiamo parlato ad uno schermo, in quanto l’Ad non era in Italia, ma collegato dall’estero. Un traduttore presente agevolava la conversazione. Ho ribadito con fermezza che in Italia le crisi si affrontano, prima di gettare la spugna, ci si lavora. Qui si prova a dialogare con la proprieta’ indiana e con i tedeschi. Come Regione Campania avevamo sottoscritto un accordo di sviluppo per svariati milioni, perche’ non puntare a fare di Battaglia un polo di ricerca e sviluppo? Alla mia domanda se cio’ fosse possibile hanno risposto “Assolutamente no” in quanto gia’ lo hanno in Europa. Vediamo adesso cosa succede il 18 febbraio”.
‘Cardito grida forte: giù le mani dai bambini’, fiaccolata in ricordo del piccolo Giuseppe
“Cardito grida forte: giù le mani dai bambini” era scritto sullo striscione che in serata ha aperta la fiaccolata in ricordo del piccolo Giuseppe Dorice di 7 anni ucciso dalla violenza cieca del patrigno Tony Brade che ha anche ferito gravemente la sorellina Noemi. Dopo i funerali che si sono svolti sabato scorso a Pompei, città dove risiede il papà naturale Fabrizio Dorice ex marito di Valentina Casa, la 30enne di Massa Lubrense che ha assistito inerme al pestaggio violento dei due due figli, Cardito la città dove si è consumata la tragedia ha voluto scendere in piazza. E in tanti hanno partecipato alla fiaccolata voluta dal sindaco Giuseppe Cirillo e dalle associazioni. “Siamo feriti e sotto choc per questo evento tragico- ha spiegato il primo cittadino- ci stringiamo forte alle sorelline di Giuseppe che in questo momento hanno bisogno di affetto. Tutto il paese è sceso in piazza stasera, ci sono persone che hanno disagi e sono venuti da me in questi giorni chiedendomi ‘come possiamo fare per dare una mano a questa famiglia?’. E questo è la dimostrazione del grande cuore di Cardito”. Alla fiaccolata era presente anche il sottosegretario con delega alle pari opportunità e giovani Vincenzo Spadafora che tra l’altro è nativo di Cardito.”L’area a Nord di Napoli-a detto Spadafora- è stata purtroppo per anni abbandonata e di questo dobbiamo fare il mea culpa tutti. Abbiamo bisogno risorse, anche quelle della Regione. E’ necessario far ripartire le attività sociali per il recupero dei ragazzi. E’ da loro che bisogna ripartire. Non voglio strumentalizzare la vicenda di Cardito. Ma con la prevenzione che coinvolga i ragazzi si possono ottenere risultati. Metterò a disposizione risorse per rilanciare il territorio”.
Napoli, il messaggio ai medici dai genitori di Anna Siena ai funerali: ‘Conservate sempre la vostra umanità’
Napoli. Una folla composta e commossa ha seguito stamane nella chiesa di Santa Maria di Montesanto, nel cuore di Napoli i funerali di Anna Stile, la 36enne della Pignasecca morta la scorsa settimana perché i medici del vecchio pellegrini ai quali si era rivolta per dei dolori addominali, non si erano accorti che portava in grembo un feto morto. Due medici sono indagati per il suo decesso. In chiesa il cugino ha voluto lasciare un messaggio: “E’ possibile morire così per negligenza e imperizia dei medici?”. E i genitori di Anna rivolgendosi ai medici ha detto: “Conservate sempre la vostra umanità e se siete stremati dalla carenza di uomini e mezzi ribellatevi. Protestate perché quello che è accaduto ad Anna poteva accadere a chiunque”. All’uscita la bara è stata salutata da lacrime e calorosi applausi e da un volo di palloncini bianchi. Ora la magistratura continua con le indagini in attesa della relazione dell’autopsia che dovrebbe arrivare tra 40 giorni. “La magistratura deve fare giustizia su questo caso di malasanità. Chiunque abbia delle responsabilità deve essere punito con la massima severità. Attendiamo anche risultati dall’inchiesta interna. È inaccettabile che una degente, con un feto in necrosi, sia mandata a casa con una diagnosi di lombosciatalgia, senza essere sottoposta ad un esame” ha dichiarato il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli.
Le aiutava a fare i compiti e poi le avrebbe violentate. Oggi in aula ascoltata la prima bimba
In aula, questa mattina, è stata ascoltata una delle due bimbe che, secondo la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, sarebbero state vittime di violenza sessuale da parte di un sociologo di 63 anni di Piedimonte Matese mentre le aiutava a fare i compiti in una casa di Alife. Il 63enne è agli arresti domiciliari. Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica di Santa Maria, avrebbe fatto sesso anale e vaginale con una bambina di 8 anni. Avrebbe tentato inoltre di avere un rapporto orale con la piccola che però sarebbe riuscita a fuggire. L’udienza è stata poi aggiornata a lunedì prossimo per ascoltare la seconda bimba.
Gustavo Gentile
Napoli, caccia ai pistoleri del rione Sanità che hanno ferito la 19enne
Napoli. C’è qualcuno che è sfuggito a un agguato e ai proiettili esplosi da due sicari in sella a un motorino che lo inseguivano e c’è chi ha preso “le botte” al suo posto. E ‘ la sfortunata ragazza di 19 anni di origini domenicane che la notte scorsa stava rientrando a casa, in sella del suo scooter insieme con un giovane, nel centro storico di Napoli, quando e’ stata raggiunta ad una gamba da un proiettile vagante, nella zona di Materdei. Ricoverata nell’ospedale Vecchio Pellegrini, ha ricevuto la visita del ministro della Salute, Giulia Grillo, che era in citta’ per un blitz negli ospedali con l’obiettivo di accertare la condizione delle strutture sanitarie. “Sta bene, la ferita per fortuna e’ superficiale. E’ stata fortunata perche’ l’hanno colpita alla gamba e la pallottola poteva troncare la femorale e poteva non essere qua”, ha riferito il ministro. La ragazza, di quasi 19 anni, della Repubblica Domenicana, nei pressi di vico Santa Maria alla Purita’, nella zona della Sanita’, era con un ragazzo in sella a uno scooter, attorno alle 5 di questa mattina: attorno a lei – come da ricostruzione dei Carabinieri – un inseguimento tra bande rivali. Uno dei tre colpi d’arma da fuoco esplosi l’ha raggiunta alla coscia sinistra. E’ stata trasportata in ospedale: per lei prognosi riservata e un intervento chirurgico per l’estrazione del proiettile ma per i medici le condizioni non sono gravi. Le indagini condotte dai Carabinieri hanno consentito di appurare che in due a bordo di una moto stavano inseguendo una persona su un altro scooter quando hanno iniziato ad esplodergli contro diversi colpi di arma da fuoco. Uno dei tre proiettili vaganti esplosi ha ferito la ragazza. Si tratta del terzo raid compiuto nel giro di 24 ore nel centro di Napoli. Bande di malviventi erano infatti entrati in azione nella notte tra sabato e domenica. Il primo raid, poco prima delle 4: nel mirino la casa di un pregiudicato agli arresti domiciliari, in via Francesco Saverio Gargiulo, nella zona di Santa Chiara: due proiettili sono stati trovati dai militari, che indagano sull’episodio, conficcati nel portone della casa, un terraneo, mentre sul selciato c’erano ben 12 bossoli di pistola calibro 9. L’uomo, che ha problemi cardiologici, ha accusato un malore ed e’ stato trasportato in ospedale. Qualche ora prima altro ‘assalto’ in vico Santi Filippo e Giacomo, in zona Decumani, pieno centro storico di Napoli. Ad indagare e’ la Polizia di Stato. Sono stati ritrovati tre bossoli calibro 9×21, ma nessun punto di impatto. I colpi potrebbero essere stati esplosi in aria, in una delle cosiddette stese, veri e propri raid intimidatori con spari all’impazzata. In zona vive un pregiudicato, ma e’ ancora da appurare se fosse lui il bersaglio del raid.
Napoli, lite per motivi di viabilità: autista colpito con una testata e poi accoltellato nel centro
Napoli. La polizia sta indagando sul misterioso ferimento avvenuto in serata nella zona dei Quattro Palazzi, Un conducente di auto a noleggio è stato infatti aggredito e accoltellato per motivi di viabilità. L’episodio si è verificato in via San Biagio ai Taffettanari, nel quartiere Pendino, a pochi metri dai Quattro Palazzi. L’uomo ha litigato per motivi di viabilità con uno sconosciuto che è sceso dall’auto e lo ha colpito con una testata e poi lo ha accoltellato a una gamba. L’uomo è stato trasportato in ospedale per essere medicato e sul posto è arrivata la polizia per raccogliere le testimonianze ed avviare le indagini. Anche il ferito è stato ascoltato. la polizia sta cercando di risalire all’aggressore attraverso le immagini delle telecamere della video sorveglianza pubblica e di quelle private presenti in zona.
Eros Ramazzotti al PalaSeledi Eboli con ‘Vita ce n’è world tour’
Oltre 90 show mondiali in più di 30 Paesi tra Europa, Russia, Nord e Sud America, oltre 300 mila biglietti già venduti e 6 nuove date in Italia per il VITA CE N’È WORLD TOUR di Eros Ramazzotti: l’artista italiano più famoso al mondo, dopo aver attraversato l’Europa e toccato le principali città di Nord e Sud America, sarà il 6 dicembre al PalaSele di Eboli. Prodotto da Radiorama e organizzato da Vertigo, società del gruppo internazionale CTS Eventim, il tour partirà da Monaco di Baviera il 17 febbraio, con uno show andato già sold out. Si avvicina sempre di più l’atteso momento di un’altra incredibile impresa live in cui Eros Ramazzotti porterà nelle arene più prestigiose del mondo, oltre ai grandi successi che l’hanno reso celebre e con cui ha conquistato milioni di spettatori in 35 anni di carriera, le canzoni del nuovo album VITA CE N’È. Uscito per Polydor il 23 novembre in 100 paesi in lingua italiana e spagnola, l’album è certificato disco di PLATINO dopo aver debuttato direttamente al primo posto della classifica FIMI/Gfk degli album più venduti della settimana, essere entrato al numero 1 anche delle classifiche di vendita di Austria e Svizzera ed essersi posizionato al #5 in Belgio, #6 in Spagna e al #7 in Germania.
Il VITA CE N’È WORLD TOUR è la nuova occasione per portare nelle arene più importanti della musica internazionale le indimenticabili hit di Ramazzotti che sarà accompagnato, come sempre, da musicisti d’eccezione: il Direttore Musicale Luca Scarpa al piano, Giovanni Boscariol alle tastiere, Paolo Costa al basso, Giorgio Secco alla chitarra e le tre new entry internazionali Corey Sanchez (chitarre), Eric Moore (batteria) fenomeno dell’r’n’b e della musica gospel e Scott Paddock (sax), americano celebre per le sue influenze jazz che ha collaborato, tra gli altri, anche con artisti del calibro di Natalie Cole, Jackson Browne, Ray Charles e ai cori Monica Hill, Christian Lavoro e Giorgia Galassi.
I biglietti per le nuove date annunciate saranno disponibili a partire dalle ore 10.00 di mercoledì 6 febbraio su www.ticketone.it. La data al PalaSele di Eboli è a cura di Anni 60 produzioni (089 4688156, www.anni60produzioni.com). La radio partner di VITA CE N’È WORLD TOUR è RDS. Info su www.ramazzotti.com, www.ticketone.it e www.vertigo.co.it.
Salgono così a 10 gli show già attesi per lo straordinario 2019 live a cura di Anni 60 produzioni al PalaSele di Eboli, tappa imprescindibile dei più attesi tour nazionali dove, da febbraio in poi, si esibiranno: Emma (18 febbraio, ESSERE QUI TOUR – EXIT EDITION 2019), negramaro (11 marzo, AMORE CHE TORNI TOUR INDOOR), Alessandra Amoroso (23 marzo sold out e 4 maggio, 10 TOUR), Thegiornalisti (28 marzo, LOVE TOUR), Fedez (30 marzo, PARANOIA AIRLINES TOUR), Ultimo (27 aprile, COLPA DELLE FAVOLE TOUR sold out), Raf-Tozzi (7 maggio), Marco Mengoni (18 maggio, #MENGONILIVE2019), Eros Ramazzotti (6 dicembre, VITA CE N’È WORLD TOUR). Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.
Per informazioni sulle prevendite ufficiali autorizzate, sul costo dei tagliandi, sulle prenotazioni per i disabili: 089 4688156 – www.anni60produzioni.com.
Napoli, aggredisce artista di strada ai Decumani: arrestato e condannato
Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Decumani hanno arrestato Roberto Talarico, 34enne, con precedenti di polizia, per i reati di rapina, resistenza e lesioni a publico ufficiale e denunciato per danneggiamento di beni pubblici. I poliziotti sono intervenuti in Piazza del Gesù, su segnalazione al 113, poiché il 34enne, noto alle forze dell’ordine , ha aggredito e rapinato di una piccola somma di denaro un’artista-musicista di strada.All’arrivo degli agenti il 34enne, dopo un breve tentativo di fuga, ha iniziato ad aggredirli, danneggiando anche il vetro della vettura di servizio. L’aggredito ha avuto bisogno di cure da parte del personale del 118. L’uomo è stato arrestato e questa mattina giudicato con rito direttissimo, alla pena di 2 anni di pena sospesa e 600euro di multa.
Cappella Sansevero: la nuova programmazione delle visite guidate per sordi – Sansevero in LIS dal 16 febbraio
Prosegue con nuove date il programma delle visite Sansevero in LIS, a cura del Museo Cappella Sansevero, in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi (ENS) Sezione Provinciale di Napoli e l’Associazione Progetto Museo. L’iniziativa offre alle persone sorde l’opportunità di partecipare a visite guidate speciali, in cui la storia del principe Raimondo di Sangro, le leggende e la magnificenza dell’arte barocca della Cappella Sansevero vengono trasmesse mediante la Lingua dei Segni Italiana. Dopo il successo dei primi tre appuntamenti (14 ottobre, 30 novembre 2018 e 12 gennaio 2019), a cui hanno preso parte visitatori sordi provenienti da varie città d’Italia, il calendario per il 2019 continua fino a luglio con diversi incontri a cadenza mensile: sabato 16 febbraio (ore 10.00), sabato 23 marzo (ore 10.00), giovedì 18 aprile (ore 16.00), venerdì 24 maggio (ore 16.00), sabato 8 giugno (ore 10.00), venerdì 19 luglio (ore 17.00). Per partecipare è obbligatoria la prenotazione tramite l’Ente Nazionale Sordi (email: prenotazioni.ensnapoli@gmail.com – tel.: 081/260941).
Sansevero in LIS vuole avvicinare i visitatori sordi al complesso monumentale desangriano, mediante una modalità di fruizione diretta, che non prevede l’intervento di un interprete.
In una fase preliminare del progetto, finanziato dal Museo Cappella Sansevero, è stato avviato un percorso di formazione sul patrimonio storico, artistico e culturale della Cappella Sansevero. Il ciclo di lezioni, tenuto dalla professoressa Francesca Amirante, presidente dell’Associazione Progetto Museo, insieme ad un interprete LIS, ha formato alcuni associati ENS (Ente Nazionale Sordi), che oggi sono in grado di offrire un servizio di visite guidate alle persone sorde e di raccontare il mondo del principe di Sansevero attraverso la loro lingua, senza il filtro dell’interpretazione di quella parlata. Ad integrazione di questo progetto legato all’accessibilità, il Museo Cappella Sansevero, in accordo con l’Ente Nazionale Sordi, ha organizzato anche diverse giornate di formazione sulla Lingua dei Segni per il personale del Museo, in modo da consentire allo staff di comunicare con i visitatori sordi nella loro lingua, così come ogni giorno comunica in altre lingue con i visitatori stranieri. La Lingua dei Segni veicola i propri significati attraverso un sistema codificato di segni delle mani, espressioni del viso e movimenti del corpo. È una comunicazione che contiene aspetti verbali (i segni) e aspetti non verbali (le espressioni soprasegmentali di intonazione, per esempio), come tutte le altre lingue. Quelle dei segni afferiscono alle comunità dei sordi di tutto il mondo: a diverse nazioni corrispondono specifici sistemi di segni e quindi una diversa lingua. In Italia abbiamo la LIS – Lingua dei Segni Italiana.
L’ENS, Ente Nazionale Sordi, nato nel 1932, è un ente morale preposto per legge alla rappresentanza e alla tutela delle persone sorde in Italia. Promuove e realizza iniziative in favore dei sordi, anche mediante la creazione di apposite strutture operative, nonché in base a specifiche convenzioni e protocolli con pubbliche amministrazioni, società e organismi competenti, pubblici o privati. Con Sansevero in LIS, il Museo conferma il suo impegno nel promuovere progetti di inclusione, sia attraverso la sperimentazione di percorsi storico-artistici accessibili a tutti, sia attraverso collaborazioni con enti pubblici e privati. Le visite offerte da Sansevero in LIS sono gratuite per le persone sorde. La durata della visita è di 40 minuti circa e i gruppi sono composti da un massimo di 20 persone.
Gli aggiornamenti del calendario e le prossime date delle visite sono pubblicate sul sito del Museo, all’indirizzo www.museosansevero.it .
Napoli, Lebro, Palmieri e Venanzoni,: ‘Commissione Sport su piscine deserta, ormai si pensa solo al fantacalcio’
“La Commissione Sport convocata stamane per fare il punto sulle problematiche delle piscine comunali ex 219 è andata deserta. Probabilmente la grave situazione in cui versa lo sport di prossimità in tanti quartieri di Napoli non è un tema rilevante per l’Amministrazione. Anche perché non solo non si sono presentati i colleghi consiglieri, ma addirittura non c’erano né il Presidente della stessa Commissione, Carmine Sgambati, né l’Assessore Ciro Borriello, n’è tantomeno la Dirigente al ramo Gerarda Vaccaro. Ma non c’è da stupirsi perché ormai qui si pensa solo al fantacalcio”. Ad affermarlo sono i Consiglieri comunali David Lebro (La Città), Domenico Palmieri (Napoli Popolare) e Diego Venanzoni (PD).
“La convocazione della Commissione Sport, -spiegano i Consiglieri-, già rimandata la settimana scorsa, era stata richiesta per approfondire la questione degli impianti sportivi. L’obiettivo era capire lo stato dell’arte dei nuovi bandi promessi mesi e mesi fa, dopo la richiesta di sgombero da parte dell’Amministrazione nei confronti dei circoli che per anni li hanno gestiti. Dopo tutta quest’attesa ci aspettavamo che, almeno oggi, ci venissero fornite le soluzioni trovate per scongiurarne la chiusura, invece tutti assenti ed il nulla più assoluto. Notiamo invece che quando gli argomenti di discussione della Commissione sono altri, come l’organizzazione del FantaNapoli, una sottospecie di fantacalcio, sono tutti in prima linea e, addirittura, c’è bisogno di ricorrere all’Aula consiliare per riunirsi. Semplicemente ridicolo”.
“Quella di stamattina -concludono- è solo l’ennesima testimonianza della situazione di grave declino in cui sono ridotte le istituzioni cittadine. E la dice lunga sulle vere priorità di questa ormai surreale Amministrazione che, piuttosto che occuparsi dei problemi seri della città, come il futuro degli impianti sportivi comunali, preferisce dilettarsi con iniziative di second’ordine. Lunedì prossimo è stata già convocata una riunione della Commissione Trasparenza che proverà ad approfondire gli argomenti posti in discussione oggi e impossibilitati a essere trattati”.
‘Peppino Di Capri e i suoi rockers’ di Gianmarco Cilento è in tutte le librerie italiane
È in tutte le librerie italiane il libro PEPPINO DI CAPRI E I SUOI ROCKERS di Gianmarco Cilento, recentemente pubblicato per Graus Editore con la prefazione del compositore e cantautore Mimmo di Francia. Il volume, strutturato in sei capitoli di racconto, attraversa il periodo artistico di Peppino di Capri dagli inizi con il batterista Ettore “Bebè” Falconieri nel 1954 circa fino al 1968, anno dello scioglimento del complesso formatosi dieci anni prima, appunto, “Peppino di Capri e i suoi Rockers”, nome formale utilizzato nelle copertine dei dischi 45/33 giri e nei cartelloni per le esibizioni nei locali dal vivo, sia in Italia che all’estero.
Finora sul personaggio sono stati pubblicati due volumi di rilievo, quello di Geo Nocchetti, Peppino di Capri. Il sognatore, Edizioni Rai/Eri, Roma, nel 2004; l’altro di Vincenzo Faiella e Sergio Vellino dal titolo Peppino di Capri. Discografia illustrata, cinquant’anni dal 1958 al 2008, Nicola Longobardi Editore, Castellamare di Stabia, 2008. Il primo è una sorta di intervista al cantante sulla vita professionale che va dagli esordi sino agli anni Novanta. Il secondo è un elenco illustrato della discografia italiana e straniera con brevi passaggi monografici.
Il libro Peppino di Capri e i suoi Rockers di Gianmarco Cilento, pubblicato da Pietro Graus con la prefazione del compositore e cantautore Mimmo di Francia, 142 pagine, euro 15,00, intende essere ciò che forse è assentenei due precedenti lavori, e cioè una biografia artistica organica del cantante nel suo periodo di militanza con i Rockers, elemento unico e irripetibile, grande motivo della sua fortuna professionale.
Nonostante la lunga carriera artistica di Peppino di Capri, questa monografia si ferma allo scioglimento del primo complesso, per una ragione specifica. Poiché è corretto puntualizzare che Peppino non è da considerare un solista assoluto, in quanto nel decennio che ha maggiormente caratterizzato il suo personaggio musicale, appunto gli anni Sessanta, molta della sua fama di interprete e di arrangiatore si lega indissolubilmente al merito dell’eccellente collaborazione coi Rockers, che oltre ad essere statauna delle formazioni più longevenell’accompagnamento di un cantante in voga, è stata anche tra le formazioni più libere tra quelle affiancate e supportate sulla scena dal cantante leader, quindi in questo caso non totalmente indipendenti come un complesso a sé. Perciò, sebbene la parte complessiva affrontata in questa sede sia solo un sesto della carriera discografica effettiva di Peppino di Capri, essa è in realtà la più importante, redditizia e celebre, ma anche quella dove il cantante e i suoi musicisti hanno lanciato i loro brani più noti. L’autore affronta l’argomento da un punto di vista scientifico, ma anche critico e investigativo, basandosi sulle fonti autorevoli e collaudate presenti in bibliografia.
M5S, Ciarambino: “Sanità, programmazione regionale penalizza il pubblico per favorire i privati”
“E’ bastato che il ministro Grillo mettese piedi in due sole strutture ospedaliere per evidenziare, ancora una volta, che la sanità in Campania non è certo quella che De Luca va raccontando nei suoi comizi elettorali. All’Obi del Cardarelli, l’ospedale più grande del Mezzogiorno, c’erano oltre cento pazienti a fronte dei 35 previsti. Barelle erano parcheggiate anche nella sala d’aspetto del Pronto soccorso e alcuni pazienti erano addirittura ricoverati nelle due sale operatorie, impedendo di fatto eventuali interventi d’urgenza. Un disastro figlio della totale mancanza di filtro territoriale e dello smantellamento dei restanti ospedali cittadini, visto che qui viene smistata la stragrande maggioranza delle emergenze. All’ospedale Pellegrini, il secondo nosocomio che abbiamo visitato, il nuovo Pronto soccorso, consegnato appena un anno fa, è stato dimezzato per far spazio alla rianimazione, il cui reparto è in fase di ristrutturazione. Ai pazienti e ai loro parenti viene riservato uno spazio striminzito. Intanto al quarto piano c’è un nuovo reparto mai aperto perchè i lavori, iniziati ma non ultimati, sono fermi al palo da anni. Il radiografo è fuori uso e da tre anni è stato acquistato un nuovo radiografo digitale che non è mai stato installato. Come non bastasse, in chirurgia mancano i gas medicali richiesti da oltre un anno dal direttore di presidio”. E’ quanto denunciato dalla consigliera regionale M5S Valeria Ciarambino a conclusione delle ispezioni negli ospedali Cardarelli e Pellegrini con il ministro della Salute Giulia Grillo.
“Molte delle carenze strutturali che abbiamo evidenziato si sarebbero potute superare se solo si fosse investito per intero quel miliardo e 700 milioni del programma straordinario per l’edilizia e l’adeguamento tecnologico degli ospedali, del quale è stato speso meno di un terzo. Con le ispezioni di oggi abbiamo dimostrato che c’è massima attenzione da parte del nostro ministro sulla Campania, ma anche che in questa regione esiste una sanità a due facce. Da un lato le straordinarie professionalità che vi lavorano e grazie alle quali si riescono a colmare buona parte delle carenze e delle disfunzioni frutto di una scellerata programmazione regionale. Dall’altra, una schizofrenia organizzativa ad ogni livello. Un disastro frutto di una precisa strategia. Si depotenzia il pubblico per favorire il privato. E non è un caso che il nuovo piano dell’edilizia ospedaliera preveda finanziamenti anche per quattro cliniche private”.
Ponti a Napoli: reti protettive per scoraggiare tentativi di suicidio
“ I diversi gravi episodi occorsi, segnatamente nell’area collinare del capoluogo partenopeo, che, in anni recenti, hanno riguardato alcuni ponti posti sulle pubbliche vie, impongono una seria riflessione, rimanendo nel campo prettamente tecnico, al fine di adottare immediatamente tecnologie, già peraltro sperimentate, per tentare di arginare il fenomeno dei suicidi “. E quanto afferma Gennaro Capodanno, ingegnere, presidente del Comitato valori collinari, anche alla luce degli ultimi episodi alla ribalta dalle cronache.
“ Anni addietro – ricorda Capodanno – lo stesso problema esisteva anche, rimanendo in Italia, per il ponte di Ariccia, diventato tristemente famoso come “ponte dei suicidi”. Poi una quindicina di anni fa, per frenare il fenomeno, fu deciso di porre lungo tutto il ponte delle reti protettive che, stando alle statistiche, hanno certamente contribuito a scoraggiare i fenomeni di autolesionismo.
“ Ritengo – conclude Capodanno -, anche alla luce di questa esperienza, che peraltro mutua analoghi provvedimenti assunti in altre parti del mondo per scoraggiare il fenomeno dei tentativi di suicidio, attuati lasciandosi cadere da manufatti quali ponti o edifici pubblici, che la spesa da sostenere sia ampiamente ricompensata dalla concreta possibilità di salvare delle vite umane. Per questo, ancora una volta, sollecito le autorità competenti per l’adozione in tempi brevi di tutti i provvedimenti necessari ai fini dell’immediata installazione di tali reti, a partire da quei ponti che, notoriamente, in base alle esperienze pregresse, risultano, rispetto alla problematica esaminata, più a rischio “.
Viva la vida al Teatro Mercadante registra il tutto esaurito fino al 10 febbraio
Tutto esaurito e tanti consensi per Viva la vida, in scena al ridotto del Teatro Mercadante fino al 10 febbraio, regia di Gigi Di Luca, con Pamela Villoresi, la cantante e polistrumentista Lavinia Mancusi e la body painter Veronica Bottigliero. Prodotto dal Teatro Stabile di Napoli, liberamente tratto dal monologo di Pino Cacucci, con adattamento di Gigi Di Luca, Viva la vida ripercorre i patimenti della reclusione forzata di Frida Khalo, i lucidi deliri artistici di pittrice affamata di vita e di colore. La sintesi infuocata di un’esistenza piena e tormentata, la parabola di una grande pittrice al vertice estremo dei suoi giorni. Ormai stanca ed annientata dalla sofferenza, Frida si prepara ad affrontare il suo ultimo viaggio, lasciandosi trasportare in un’atmosfera onirica, nella quale proietta immagini e ricordi. È la Pelona, la morte, interpretata da Veronica Bottigliero, ad assistere Frida in questo lento abbandono, che la libera da un corpo deteriorato e le restituisce la vita come opera d’arte, attraverso la creazione del mito. È in Chavela Vargas, interpretata da Lavinia Mancusi, che Frida trova sollievo dal tormento interiore, attraverso momenti di serenità e di intimità.
L’arte pittorica di Frida Khalo, viene ripresa attraverso il dipinto di Veronica Bottigliero, sul corpo di Pamela Villoresi, incorniciata in un quadro che è uno specchio, elemento scenico centrale, simbolo di introspezione e di riflessione, attraverso il racconto di Frida, del grande amore per Diego, per le donne, per l’arte, per le radici della propria terra, per la sua stessa vita, vissuta voracemente nonostante la fragilità della propria condizione fisica. È dalla radice della sua natura multiculturale ed etnica, che Frida si manifesta in una donna, adagiata su una sedia medica, simbolo di staticità e costrizione, che ornata di rami secchi e fiori, diventa il trono dal quale eleva la propria sofferenza ad una dimensione poetica. Voce, corpo e anima di Frida Khalo, Pamela Villoresi, che con un’interpretazione emozionante e coinvolgente, da’vita ad una donna appassionata, simbolo di libertà. Immagini suggestive ed idilliache, accompagnate dalla straordinaria voce di Lavinia Mancusi, che canta le canzoni di Chavela Vargas, donna sensuale e trasgressiva, che canta Frida e per Frida, canta il Messico di quegli anni, in cui il movimento culturale femminile ha fatto si che l’arte fosse rivoluzione dandole un nuovo volto, rivendicando l’appartenenza e l’identità del passato. Tre donne in scena, che attraverso diverse forme d’arte, esprimono la profondità dell’anima di Frida Khalo, il suo aspetto più propriamente femminile e contemporaneo.
Il ministro Grillo, blitz a Napoli: ‘Al Cardarelli persone una sull’altra’
“Chi amministra la sanita’ dovrebbe visitare i pronti soccorsi e toccare con mano che, ad esempio al Cardarelli, stamattina c’erano persone messe una sopra all’altra”. Descrive cosi’ il ministro della Salute Giulia Grillo la scena che le si presenta davanti a Napoli, al suo arrivo a sorpresa all’ospedale Cardarelli, il piu’ grande del Mezzogiorno. Il ministro sceglie di fare un blitz, e piomba intorno alle 11 al pronto soccorso, che di lunedi’ mattina e’ sempre particolarmente affollato. I pazienti riempiono la grande sala del triage, dove sono in fila decine di barelle. Grillo si ferma a parlare con alcuni di loro, poi con il primario Fiorella Palladino e il direttore sanitario Ciro Verdoliva. Alla fine fa un bilancio lusinghiero per lo staff dell’ospedale, ma attacca il governatore e commissario alla sanita’ Vincenzo De Luca, con cui il rapporto e’ teso da sempre. “Devo dire grazie agli operatori sanitari – spiega – che lavorano in condizioni disumane, con un sovraccarico mostruoso di persone. Il Cardarelli e’ una struttura di qualita’, ma fa di piu’ di quello che dovrebbe fare, fa cose che si dovrebbero fare in assistenza domiciliare o in altri presidi in cui sono stati ridotti i posti letto a vantaggio, mi dicono, del privato accreditato, che e’ ipertrofico rispetto alle esigenze del territorio. Questo succede quando non fai una programmazione adeguata sul territorio. Il Cardarelli e’ una struttura ottima, sono stata all’Umberto I di Roma e non c’e’ paragone, quello era molto sporco”. Grillo si sposta poi all’Ospedale Pellegrini, presidio nel ventre di Napoli, alla Pignasecca. Anche qui c’e’ folla davanti alle porte del piccolo pronto soccorso. “L’avete fotografata?”, chiede ai fotografi dei media. Poi spiega: “Questo pronto soccorso e’ stato ideato male, diviso a meta’ con quattro posti di rianimazione, mentre aspettano che si finiscano i lavori al reparto specifico. Ma in questo ospedale tre anni fa e’ stato comprato un radiografo digitale non ancora installato. Entro un mese lo voglio in funzione”. I pazienti la riconoscono, ognuno le racconta la propria storia personale di disagio nella sanita’ pubblica, Grillo conferma il su giudizio negativo sulla gestione De Luca: “Uscire dal commissariamento? I governatori possono chiederlo, poi decide il tavolo tecnico sulla base delle carte. La linea politica per ora resta che il governatore non puo’ fare anche il commissario alla sanita'”. La Grillo riparte, non va al San Giovanni Bosco, l’ospedale delle formiche: “C’e’ un’indagine della magistratura – dice -, ci andro’ quando saranno finite le indagini. Poi vedremo se e’ come dice il presidente De Luca. Una cosa e’ certa: i pazienti in mezzo alle formiche non ci devono stare, e il problema si deve risolvere”. E a De Luca che dice di aspettare lo stralcio di 8 milioni per avviare i lavori, Grillo risponde secca: “Dall’ufficio di programmazione – spiega – risulta che gli otto milioni non sono mai stati richiesti”.
Dà fuoco alla ex dopo averla speronata: la vittima lo aveva già denunciato
Ha speronato l’automobile della ex e le ha dato fuoco. La scena dell’orrore è avvenuta nel parcheggio dell’area commerciale di Vercelli, in zona Carrefour e Oviesse. Le condizioni della donna, sulla quarantina, sono gravi: ha ustioni sul 45% del corpo ed è in prognosi riservata. Si stava recando al lavoro quando è stata aggredita. L’uomo, di una decina di anni più grande, è stato arrestato dai carabinieri. Il pubblico ministero Davide Pretti lo ha interrogato in caserma. Gli investigatori sperano di ricostruire il mosaico del terribile agguato attraverso le dichiarazioni dei testimoni e l’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza. Secondo la prima ricostruzione, la 40enne è stata costretta a fermarsi nel parcheggio: l’uomo avrebbe curato i suoi spostamenti, sino ad andarle addosso con la macchina. La donna è scesa dall’auto e i due hanno iniziato a litigare. Lui l’ha picchiata, poi le ha gettato addosso del liquido infiammabile, ha cosparso l’abitacolo con la benzina e ha appiccato le fiamme. Alla scena hanno assistito dei passanti che sono riusciti a chiamare i soccorsi prima che fosse troppo tardi. Stando a quanto riferito dai carabinieri, i due, residenti del posto, avevano da tempo interrotto una relazione extraconiugale durata circa due anni. La donna, sposata e madre, aveva già denunciato l’ex amante per minacce e di recente nei confronti dello stalker era stato emesso un divieto di avvicinamento. Su Facebook la Asl di Vercelli, dove la vittima è ricoverata, ha postato un messaggio di vicinanza: “Le parole delle donne… quelle che non possono e non devono rimanere inascoltate. Le nostre parole che adesso sono tutte per lei perché possa vincere questa battaglia!”.Sul caso è intervenuto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha chiesto al parlamento di approvare “il codice rosso per le denunce delle donne che si sentono minacciate o molestate”, augurandosi che “il responsabile paghi severamente e senza sconti con il massimo della pena”. Per la ministra della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, “le denunzie delle donne troppo spesso o vengono sottovalutate o restano seppellite”. La presidente dell’associazione Differenza donna, Elisa Ercoli, ha sottolineato come la signora, perseguitata, “aveva denunciato, aveva chiesto aiuto e non le hanno dato ascolto”. Non una di meno ha ribadito l’esigenza “della piena attuazione dei principi della Convenzione di Istanbul” dopo “l’ennesimo tentato femminicidio legato a dinamiche di dominio e di possesso, frutto anche di denunce e appelli che rimangono inascoltati o sottovalutati”.
Due detenuti napoletani volevano uccidere un ex pentito nel carcere di Bollate: sequestrato un agente penitenziario
Prima si sono fatti portare in infermeria fingendo un malore ma, al rientro nella loro sezione, armati di forbici e lamette, avrebbero minacciato l’agente di polizia penitenziaria che li stava accompagnando, per poi imbavagliarlo e rinchiuderlo in una cella dopo avergli sottratto le chiavi. Chiavi con le quali avrebbero tentato di aprire altre celle, in particolare quella dove era detenuto, in regime di isolamento, il vero bersaglio: un ex collaboratore di giustizia con cui, e’ stato riferito, i rapporti erano tesi e le liti continue o, altra versione che le indagini dovranno appurare, per eseguire l’ordine arrivato dell'”esterno” di ucciderlo. Per questo i due detenuti di origini napoletani, pure loro in isolamento, che ieri sera nel carcere milanese di Bollate, attorno alle 22, hanno aggredito l’agente e creato attimi di allarme, sono stati denunciati alla Procura di Milano per sequestro di persona. Nei loro confronti, inoltre, la direzione dell’istituto di pena ha aperto una inchiesta interna sui cui vige riserbo e un procedimento disciplinare: per loro sono stati disposti 15 giorni in isolamento e, accanto al loro trasferimento in altre strutture, e’ stato proposto al Dap di applicare il regime di sorveglianza particolare (art. 14 bis dell’ordinamento penitenziario). A dare notizia della vicenda sono state varie sigle sindacali fornendo anche ricostruzioni particolareggiate di quanto accaduto. Aldo Di Giacomo, segretario del sindacato Polizia Penitenziaria, in una nota ha fatto sapere che “i due detenuti avevano l’intenzione di uccidere un collaboratore di giustizia anch’esso recluso presso il reparto isolamento” ma “fortuna ha voluto che non siano riusciti ad aprire la cella dove era rinchiuso”. Invece “il malcapitato e’ rimasto per lungo tempo in balia dei due, impotente, scioccato per quanto stava accadendo”, fino a quando “le urla che provenivano dalla sezione isolamento” – urla che, insieme a quelle dei detenuti, l’agente sotto sequestro “non ha mai smesso di lanciare” – hanno attirato l’attenzione dei suoi colleghi”. I quali “solo dopo una lunga trattativa con i due rivoltosi, (…) a fatica sono riusciti” a liberarlo e “a garantire l’incolumita’ del collaboratore di giustizia, senza che nessuno subisse danni”. Per il sindacalista, “l’ordine di uccidere il pentito” potrebbe essere “giunto dall’esterno”, cosa che pero’ dovra’ essere accertata. Per Gennarino De Fazio, della UilPa Polizia Penitenziaria nazionale, “anche questa volta le conseguenze peggiori sono state evitate per circostanze fortunose (…). E’ di tutta evidenza – si legge in un comunicato – che non ci si puo’ affidare alla provvidenza e, lungi dal voler impersonare la Cassandra, sembra scontato che non potra’ andare sempre bene: se ci dobbiamo affidare al soccorso dei detenuti per garantire la sicurezza delle istituzioni e per portare a casa la pelle, siamo al fallimento del sistema d’esecuzione penale dello Stato”. Ora si attende la formale apertura di una inchiesta penale.



