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Afragola, altri ‘sporcaccioni’ beccati a sversare rifiuti nei terreni agricoli

Non si ferma lo sversamento abusivo di rifiuti nei terreni coltivati di Afragola e continua anche senza sosta l’attività di controllo degli Ispettori Ambientali Comunali che hanno fermato una Fiat punto, mentre si appartava per scaricare dei rifiuti, con la convinzione di poter procedere indisturbati con il favore del buio hanno trovato invece invece gli Ispettori. Stupore per i due “sporcaccioni” che favoriti dal buoi credevano di farla franca e mai pensavano di essere sorpresi in flagranza. Il tutto è avvenuto in un terreno nei pressi dell’Ipercoop in Santa Maria la Nova.

Giorgio Kontovas

Morto il conduttore tv Cesare Cadeo

E’ morto a 72 anni Cesare Cadeo, gentiluomo della televisione e della politica. Come giornalista e conduttore ha partecipato a svariate trasmissioni: da Superflash con Mike Bongiorno a Gol con Enzo Bearzot, a Mai dire Gol. Il suo impegno ha però riguardato anche la politica. A Milano e’ stato assessore provinciale allo sport nella giunta di centrodestra guidata da Ombretta Colli e poi presidente di Milanosport. Malato da tempo, sposato con Lalla dal 1973, lascia tre figli. “Era una bellissima persona, carismatico e dall’animo buono”, lo ricorda Vito Potenza, suo grande amico e presidente della sezione provinciale di Monza dell’Associazione Nazionale Carabinieri, con cui Cadeo da anni collaborava per numerose iniziative benefiche. “Se n’è andato un gran signore e un vero amico”, scrive su Twitter Gene Gnocchi, che con Cadeo aveva condotto un’edizione di “Meteore”.

San Giorgio, la procura valuta il ricorso in Cassazione. L’avvocato:’La ragazza è distrutta’

Si va verso il ricorso in Cassazione da parte della Procura di Napoli contro le tre distinte decisioni del Tribunale del Riesame di disporre la scarcerazione dei tre giovani indicati da una 24enne quali autori della violenza sessuale subita lo scorso 5 marzo nell’ascensore della stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano.  Secondo i giudici del Riesame, non appare credibile il racconto della ragazza e non sarebbe accertato il dissenso di quest’ultima rispetto alla consumazione dei rapporti. A questa conclusione i giudici sarebbero arrivati anche attraverso le risultanze delle analisi degli impianti di video sorveglianza installati nella stazione, relativi alle fasi antecedenti e successiva al presunto stupro.  Il legale della 24enne, Maurizio Capozzo, dice di non aver cambiato opinione sul racconto della sua assistita: “La decisione del Riesame apre nuovi scenari che la Procura valuterà, e se ci sono margini per ricorrere contro il provvedimento sono sicuro che lo farà. Per il momento mi preoccupo delle condizioni di salute della mia assistita che è distrutta, fisicamente ma soprattutto moralmente”. Questo perché, rivela l’avvocato, “la giovane donna é in cura da tempo in un centro di salute mentale per combattere una forma di anoressia che l’aveva portata a pesare 28 chili”.

“Le motivazioni del Riesame – aggiunge – non vengono comunicate alla parte offesa del procedimento per cui non posso entrare nel merito della valutazione dei giudici. Prendo atto del fatto che abbiano ritenuto non veritiero il racconto della mia assistita sul quale continuo a non avere ragioni per dubitare”. “L’unico elemento di cui dispongo – dice ancora l’avvocato Capozzo – é la ricostruzione dei fatti compiuta dalla giovane che aveva trovato riscontro prima nel fermo dei tre indagati poi nella applicazione della misura cautelare”.

Gragnano, il Comune approva un atto in deroga al Put con solo 8 consiglieri e le opposizioni chiedono l’intervento del Prefetto

Gragnano. Le opposizioni consiliari pronte a chiedere l’intervento del Prefetto e l’invio della commissione d’accesso al comune. Oggi il consiglio comunale infatti con una maggioranza risicatissima (erano presente solo 8 consiglieri comunali su 17) ha votato una delibera che prevede l’ampliamento del pastificio Garofalo. Delibera però votata in deroga al piano regolatore.Gli amministratori però hanno ‘dimenticato’ che il comune di Gragnano non ha adeguato lo strumento, che tra l’altro risale al 1987, al piano urbanistico territoriale regionale. Tantomeno il comune di Gragnano si è mai dotato del piano urbanistico comunale. Insomma a Gragnano si può costruire solo ‘per indifferibile interesse pubblico’. Cosa questa che non essere essere il caso dei nuovi capannoni del pastificio Liguori che dovrebbe essere realizzati nei terreni agricoli attigui all’attuale opificio. Una decisione che ha suscitato polemiche prima dell’approvazione e poi i timori dei numerosi consiglieri comunali che non si sono presentati in aula. E ora si chiede l’intervento del Prefetto di Napoli.

Droga nella biancheria intima: arrestata 30enne a Padula

La giovane era alla guida di una citycar. Durante i controlli si è mostrata molto nervosa. E più volte ha chiesto ai militari di poter andare via perché in regola con i documenti di guida ed assicurativi. Durante i controlli si è mostrata molto nervosa. E più volte ha chiesto ai militari di poter andare via perché in regola con i documenti di guida ed assicurativi. Ma, dopo la decisione di questi ultimi di perquisire la sua vettura, la ragazza ha consegnato spontaneamente due involucri racchiusi nel nastro adesivo che nascondeva all’interno della biancheria intima. Gli involucri contenevano numerose dosi già confezionate di cocaina per un peso di 20 grammi circa. I carabinieri hanno sequestrato, oltre alla droga, anche un bilancino di precisione e circa 100 euro in contanti. La ragazza è stata sottoposta agli arresti domiciliari.

Lezzi: Da Bagnoli a strade e asili

“L’odierno CIPE che si è tenuto a Palazzo Chigi ha rappresentato l’ultimo passaggio per lo stanziamento definitivo di risorse al Sud per complessivi 541 milioni di euro. L’intera somma è stata finanziata attraverso il Fondo di sviluppo e coesione, di cui presiedo la Cabina di regia, su diversi capitoli tutti destinati al Sud: bonifiche, asili, sicurezza strade, filiera agricola e ricerca. Si tratta di interventi di notevole importanza che, in alcuni casi vanno a supportare gli enti locali in difficoltà, in altri consentono di dare una chiara programmazione per interventi di ampio respiro”. Lo afferma in una nota il ministro per il Sud Barbara Lezzi.”Rispetto ai 541 milioni sopra indicati, la quota maggiore, pari a 320 milioni, è destinato alle bonifiche del Sin di Bagnoli-Coroglio, per il triennio 2019-2021. 100 milioni andranno ai contratti di filiera e di distretto: finanzieremo così nuove proposte di progetti nel settore agroalimentare e delle agroenergie. Destiniamo poi 80 milioni ai comuni con meno di 2 mila abitanti delle aree interne del Sud e delle Isole. A ciascuna regione vengono assegnati 10 milioni per interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle strade comunali. Per la costruzione di nuovi asili nido, vengono assegnati complessivi 21 milioni di euro alle città metropolitane del Sud (Bari, Cagliari, Catania, Messina, Napoli, Palermo Reggio Calabria). Infine, 25 milioni vanno alla ricerca. Nello specifico, 10 milioni sono destinati al Centro ricerche marine di Amendolara (Cosenza) e 15 milioni per un progetto sulle nanotecnologie al CNR di Catania. Questi interventi mirati si innestano all’interno di un piano complessivo per il Sud che include anche misure strutturali, come l’introduzione della quota del 34% dei fondi ordinari per il Sud e la riforma della governance del Fondo sviluppo e coesione, prossimo a vedere la luce” conclude il ministro.

Juve, è già countdown scudetto, Mandzukic rinnova fino al 2021

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Il crollo del Napoli ad Empoli ha proiettato la Juventus vittoriosa a Cagliari a +18, un distacco impressionante e, in teoria, capace di regalare ai bianconeri l’ottavo scudetto consecutivo addirittura in questo weekend, con un anticipo mai visto nella storia di Serie A. Certo, perché ciò avvenga, occorre che la squadra di Allegri batta il Milan sabato all’Allianz Stadium e che i partenopei al San Paolo vengano sconfitti dal Genoa appena bistrattato dall’Inter. E sarebbe +21 a sette giornate dal termine: cioè la matematica, considerato anche lo scontro diretto a favore della Signora. Sulla carta difficile, ma tutto è possibile in questa fase della stagione dove ogni punto inizia a pesare come un macigno. Ma la data della festa, che presumibilmente potrebbe coincidere con la gara contro la Spal della 32/a giornata, per un tricolore ormai saldamente in tasca non è certo una priorità in questo momento in casa bianconera.Se il vantaggio permette di gestire gli uomini e dosare le energie tra i confini nazionali, testa e cuore sono proiettati sempre lì, alla ‘maledetta’ Champions. Alla quale è strettamente connessa la missione recupero CR7, il Re di Coppe. Il portoghese continua a lavorare per smaltire l’infortunio al flessore della coscia destra rimediato con la sua nazionale il 25 marzo. Ad oggi è ancora difficile ipotizzare un impiego dell’attaccante il 10 aprile ad Amsterdam, per il primo round dei quarti con l’Ajax. Gli accertamenti eseguiti dall’ex Real Madrid, che oggi ha proseguito nel suo lavoro a parte, in questo senso invitano all’ottimismo. Ma la Juventus è consapevole che forzare i tempi potrebbe portare a rischi di ricaduta: meglio, dunque, procedere con cautela. Così come per gli altri giocatori, considerato il momento delicato della stagione. Nella seduta odierna, in vista del Milan, la squadra ha lavorato su parte atletica e cambi di direzione, e tattica, con esercitazioni di possesso palla e finalizzazione. Presenti anche Khedira, Douglas Costa e Cuadrado, ormai sempre più vicini al rientro in squadra. Il tedesco va verso l’inserimento nella lista dei convocati di domani, mentre il colombiano dovrebbe rientrare in occasione della sfida con l’Ajax. La buona notizia per Allegri è che per la gara con gli incerottati rossoneri di Gattuso, che in chiave Champions non possono permettersi altri passi falsi, torneranno a disposizione Spinazzola, Dybala e Mandzukic. E proprio il croato è l’uomo del giorno in casa bianconera: il club ha ufficializzato il rinnovo di contratto fino al 2021. E dire che in estate sembrava sul punto di partire: invece, la permanenza a Torino del 32enne guerriero croato, pedina imprescindibile dello scacchiere di Allegri e capace di piazzare reti spesso pesantissime e decisive, si allungherà.

Universiadi Napoli, si prevede tutto esaurito in alberghi

Si è conclusa alla Stazione Marittima di Napoli la tre giorni dell’Heads of Delegation Meetings (HoD), con i capi delle delegazioni sportive provenienti da 59 dei 124 Paesi che parteciperanno alla 30^ Summer Universiade Napoli 2019, dal 3 al 14 luglio prossimi. L’obiettivo è stato offrire una migliore comprensione dello stato dei preparativi in vista dell’evento di luglio, con visite agli impianti della Campania che stanno per essere rinnovati o ristrutturati e agli alloggi che ospiteranno le Delegazioni. “Stamane – ha detto il commissario straordinario Gianluca Basile – abbiamo avuto un importante momento di verifica con i delegati del lavoro svolto. Sono state poste molte domande alle quali abbiamo fornito risposte puntuali. Il bilancio è molto positivo. I delegati hanno tutti sottolineato la calorosa accoglienza ricevuta nei tour effettuati nelle varie città della Campania. Da molti è arrivata la richiesta di poter aumentare il numero ufficiale della propria Delegazione. Noi abbiamo offerto in questo caso la possibilità agli ‘extra-official’, che verrebbero a proprie spese, di poter entrare nei siti di gara e nei Villaggi Atleti. È prevedibile – ha concluso – che ci sarà il tutto esaurito in molti alberghi della Campania”. Oggi è stata anche la giornata dei sorteggi degli abbinamenti dei tornei femminili e maschili negli sport a squadre: calcio, pallanuoto, pallacanestro, rugby, pallavolo. La sorpresa è che all’Universiade Napoli 2019 ci sarà anche la nazionale azzurra maschile di pallavolo. La rappresentativa italiana inizialmente non era iscritta al torneo a sedici squadre. L’allargamento del tabellone, da sedici a venti squadre, ha consentito di recuperare la partecipazione degli azzurri. La nazionale azzurra è stata inserita nel girone D con Giappone, Argentina, Svizzera e Messico. Il sorteggio è stato effettuato dall’ex Treviso Giacomo Giretto. Svizzera, Usa e Giappone saranno invece le avversarie dell’Italvolley femminile nel gruppo 4. Madrina del sorteggio la giocatrice Martina Ferrara. Nel rugby a sette l’Italia, che sarà presente sia nel torneo maschile che femminile, affronterà nel gruppo B i francesi, i canadesi e i giapponesi. Nel torneo femminile, girone A, le sfide saranno con Francia, Canada e Giappone. Nella pallanuoto maschile l’Italia se la dovrà vedere con Ungheria, Giappone, Australia e Croazia. Le ragazze della pallanuoto femminile affronteranno invece nel girone B, Usa, Russia, Australia e Cina. Per gli azzurri del calcio, complice la mano fortunata di Alex Meret, il portiere del Napoli che ha estratto i bussolotti. Gli uomini di mister Arrigoni sono stati inseriti nel gruppo B con Messico e Ucraina. Ben altra sorte è toccata alle principali avversarie degli azzurri per il titolo finale. Nel gruppo C si sfideranno Francia, Brasile e Sudafrica. Il girone D è con Giappone, Russia e Argentina. Le azzurre troveranno, invece, nel loro gruppo due team molto quotati, Giappone e Usa. Madrina del sorteggio del torneo femminile è stata l’ex calciatrice del Napoli, ora al Chievo Verona, Valeria Pirone. Nel torneo maschile di basket, l’Italia è stata inserita nel gruppo D con Germania, Canada e Norvegia. Il sorteggio è stato effettuato da Manfredo Fucile, vecchia gloria della Partenope Napoli negli anni Sessanta e Settanta. Nel torneo femminile, al quale non si è iscritta l’Italia, le campionesse americane guidate dal paisà Geno Auriemma sono state inserite nel gruppo C con Taipei, Slovacchia e Messico. Madrina del sorteggio è stata Mabel Bocchi.

Castellabate, morte Velardi: il principe rischia una condanna dura

Rischia una condanna ad un anno e sei mesi di reclusione il principe Angelo Granito di Belmonte, proprietario della tenuta di Punta Licosa (Castellabate), dove morì il giovane Carlo Fulvio Velardi. E’ questa, infatti, la richiesta avanzata dal pubblico ministero del tribunale di Vallo della Lucania al termine dell’istruttoria sul drammatico episodio che sconvolse il Cilento. Medesima richiesta per due dirigenti dell’Ufficio Manutenzione del Comune di Castellabate e per l’ex comandante della Polizia Locale. Chiesta l’assoluzione, invece, per i dipendenti della Comunità Montana.

Dopo la lampada abbronzante finisce al Cardarelli: a processo titolare di un noto centro estetico del Casertano

Un giovane della provincia di Caserta pensava di ‘fare colpo’ con l’effetto abbronzante di una lampada ma ha rischiato la vita e così la titolare di un noto centro estetico finisce davanti al giudice monocratico di Santa Maria Capua Vetere con l’accusa di lesioni colpose. L’episodio risale a due anni fa, quando un 35enne  di Vitulazio, ha rischiato la vita dopo aver usufruito di una seduta di lampada abbronzante nel centro estetico della donna. L’uomo  riportò gravi ustioni di primo e secondo grado a causa del mal funzionamento de macchinario del centro di bellezza  di Vitulazio. Il 35enne finì in terapia intensiva nel reparto dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Questa mattina si è celebrata la prima udienza del processo nel corso del quale per la parte civile si sono costituiti gli avvocati Carlo De Stavola e Rocco Trombetti.

Castellammare. Il Presidente del Consiglio Comunale risponde alle accuse: ” E’ tutto un gioco politico, non conoscono i fatti”

Castellammare. Arriva la risposta del presidente del Consiglio Comunale Vincenzo Ungaro dopo l’interrogazione parlamentare del deputato PD Gennaro Migliore nella quale cita anche il fratello dell’attuale presidente dell’assise comunale. “Vorrei solo capire – dice Ungaro – fin dove si può spingere chi è stato bocciato dalla storia e dai cittadini per ottenere un nuovo minimo e pusillanime momento di notorietà. Vorrei capirlo e mi sforzo, ma non riesco proprio. Non riesco a capire come si può distorcere il contenuto di un’informativa delle forze dell’ordine per colpire me e la mia famiglia, parte chiaramente lesa in quel contesto che mi fa rabbrividire. Vorrei capire come possono fare tutto ciò onorevoli, avvocati, consiglieri. Che un minimo di esperienza nella lettura di documenti dovrebbero averla. Forse però per loro è solo tutto un gioco politico. Un gioco al massacro di chi per propri tornaconti personali si mette sotto i piedi la città e i cittadini, il futuro di Castellammare di Stabia. Per me non lo è: siete dei falliti. Come politici e come professionisti. E ne risponderete in tutte le sedi legali perché non lascerò nulla al caso, senza approssimazioni come invece siete abituati voi a fare. Entriamo anche brevemente nel merito delle azioni messe in campo. Come presidente del consiglio comunale di Castellammare sono orgoglioso dell’opera di pulizia straordinaria effettuata dall’amministrazione comunale che da nove mesi governa questa città. In ordine di tempo, gli atti interni ed esterni riguardanti la gestione dei bagni pubblici e la questione della Lux Perpetua ben dimostrano l’attenzione che stiamo ponendo su certi temi. Altre inchieste aperte per quanto di nostra conoscenza, riguardano il famigerato Centro Commerciale Naturale e il modo in cui venivano effettuati interventi di “riparazione” della sede stradale, denuncia tra l’altro presentata da un collega consigliere di maggioranza. Voi quali azioni, durante gli anni bui e pieni di ombri dei vostri governi, avete messo in campo per tutelare la macchina comunale contro il rischio infiltrazioni di qualsiasi genere? Quando avete firmato gli atti per la Casa del Mandorlo, cos’è successo? C’è chi indaga, chi fa i fatti, chi lavora notte e giorno per questa città. E chi parla a vanvera, in quelle stesse ombre che gettano su Castellammare.
All’’onorevole di vendoliana memoria col “vizietto” di infangare gli avversari politici rispondo: dov’eri e cosa hai fatto in questi anni per Castellammare? Come si può scendere così in basso presentando scritti diffamanti senza leggere ed approfondire le cose. Non so cosa sia più grave se presentare interrogazioni scritte da altri senza conoscere i fatti o scriverle di proprio pugno e dimostrare di non saper leggere.
Una parte dell’opposizione politica che oggi siede in consiglio comunale è totalmente priva di idee. Ma noi siamo stanchi dei tentativi di ritornare ad un clima che affossa la città e allontana l’imprenditoria sana. Sapete qual è unica cosa di cui è stata capace quell’area politica? La spartizione di poltrone, potentati e orticelli con due amministrazioni mandate a casa per questi precisi motivi. Fantocci messi lì a governare da altri fantocci che facevano riferimento ad altri burattinai. A perdere era sempre e solo la città che nel frattempo scendeva nel baratro. Siete l’esempio più palese del fallimento della politica stabiese. Ora si chiedono le commissioni? La Prefettura verifica la nostra azione amministrativa? Bene, anzi, benissimo. Ci sentiamo ancora più rincuorati e rassicurati.
Gli uomini neri, che pensano di essere rossi, si rassegnassero invece di continuare a voler tenere le mani su questa città. Non imboccate più, tenetevi fuori e aspettate. Noi abbiamo fiducia, abbiatene anche voi.

Campania, bando viabilità: oltre 100 Comuni hanno già aderito

Nell’ambito del programma della Regione Campania relativo agli investimenti in materia di viabilità, sono già oltre 100 i Comuni che hanno aderito o che stanno perfezionando l’adesione, al Fondo per la progettazione di interventi di messa in sicurezza di strade provinciali e comunali, per un importo complessivo di circa 30 milioni di euro. L’intero programma di investimenti relativo alle infrastrutture regionali ammonta a 2,5 miliardi di euro, di cui circa 550 milioni per il finanziamento di 287 progetti esecutivi, relativi a interventi di messa in sicurezza di strade provinciali e comunali.

Casaluce, topi nelle aule: sassi contro la casa del sindaco

Proteste nel municipio di Casaluce per la presenza dei roditori in classe: distrutta una porta.Atti vandalici in Municipio, sassaiola contro la casa del sindaco Nazzaro Pagano e topi alla scuola media Ludwig Van Beethoven: sono stati due giorni abbastanza movimentati a Casaluce. Con la rabbia di alcuni studenti scatenatasi prima in un video che ha fatto il giro del web (un topo nella scuola) e poi stamattina all’interno del Municipio con la distruzione di una porta che dà accesso alla sala consiliare e poi con il lancio di sassi verso il balcone della casa del primo cittadino.

Sentenze pilotate al Tribunale di Torre, scarcerato l’ex giudice Iannello

Scafati. E’ stato scarcerato, Antonio Iannello, l’ex giudice di pace in servizio al Tribunale di Torre Annunziata. L’avvocato scafatese, finito in carcere a settembre dello scorso anno, lascia gli arresti domiciliari dove era detenuto da dicembre. Il Gip Danise del Tribunale di Nocera Inferiore ha accolto l’istanza di scarcerazione del suo difensore, l’avvocato Francesco Matrone, con parere positivo del pm che sta coordinando le indagini. Iannello accusato di corruzione in atti giudiziari era finito in manette a seguito di un’inchiesta della Procura di Roma, poi trasferita per competenza territoriale a Nocera Inferiore. L’avvocato, giudice di pace presso il tribunale di Torre Annunziata è indagato insieme ad altre 22 persone – giudici, consulenti, avvocati – per aver pilotato procedimenti civili riguardanti per la maggior parte sinistri stradali e per aver conferito incarichi a periti compiacenti dai quali il giudice avrebbe preteso compensi extra per le nomine. Il provvedimento del Gip Danise mette fine alla detenzione, tra carcere e domiciliari, di uno dei principali indagati nell’inchiesta al quale la Guardia di Finanza – su disposizione del sostituto procuratore Fasano – ha sequestrato beni e danaro proprio nei mesi scorsi. A Iannello e agli altri indagati vengono contestati una serie di episodi – 37 in tutto – di corruzione in atti giudiziari. Secondo l’accusa, il sistema si basava, in prima battuta, in un accordo illecito tra il giudice di pace e l’avvocato di parte che condividevano la scelta di un perito compiacente al quale affidare consulenze favorevole. Una volta selezionato il perito, quest’ultimo provvedeva ad elargire la prima parte della ‘mazzetta’ al giudice di pace in segno di ‘riconoscenza’ per la nomina ricevuta. Il giudice provvedeva a emettere una sentenza favorevole alla ‘cricca’ disponendo ottime liquidazioni per sinistri stradali a vittime e avvocati di parte, oltre che ai consulenti stessi. Nell’inchiesta sono rimasti coinvolti altri giudici di pace, avvocati, consulenti e due esponenti delle forze dell’ordine. Tra i principali indagati anche Salvatore Verde, uno dei factotum e gestore di un’agenzia assicurativa che manteneva i contatti con il giudice Iannello e gli altri componenti del sistema. Gli indagati – l’inchiesta non è ancora conclusa – originari delle province di Napoli (Boscoreale, Castellammare, Torre Annunziata, Boscotrecase) e Salerno (Scafati, Nocera, Angri) – sono quasi tutti liberi da obblighi dopo l’ordinanza eseguita a settembre dello scorso anno. Antonio Iannello era uno dei pochi coinvolti ancora agli arresti domiciliari. Oggi è stato scarcerato.

Maltempo, domani scuole aperte e parchi chiusi a Napoli

Domani a Napoli scuole aperte e parchi chiusi nonostante la prevista, nuova, ondata di maltempo. Il Comitato operativo comunale, con gli assessori Alessandra Clemente e Annamaria Palmieri e con il presidente della commissione Ambiente Marco Gaudini, si è riunito con gli uffici preposti per esaminare l’allerta meteo per criticità idrogeologica, considerata di colore Giallo, emanata a seguito del bollettino della Protezione civile regionale. Il COC – si legge in una nota di Palazzo San Giacomo – non ha ritenuto di disporre chiusure di strutture pubbliche, se si eccettuano i parchi cittadini, raccomandando comunque “una particolare prudenza negli spostamenti”.

Spacciatore incastrato dal cane anti-droga: trovata cocaina e soldi

Spacciatore incastrato dal cane anti-droga: trovata cocaina e soldi.La casa era controllata dalle telecamere.Nella tarda serata di mercoledì, la Polizia di Stato di Caserta, con l’ausilio di unità cinofile della Guardia di Finanza di Aversa, ha proceduto all’arresto di Antonio Di Rienzo, cinquantenne di Capua, poiché responsabile di detenzione ai fini di spaccio di cocaina.
Da attività info-investigativa risultava che Di Rienzo gestiva una vera e propria “base di spaccio”, realizzata presso la propria abitazione e il relativo garage.
Grazie anche allo straordinario fiuto del cane finanziere Bold, gli operatori sono riusciti a scovare un astuccio metallico, attaccato con un magnete dietro una trave in ferro del soffitto, con all’interno 8 involucri termosaldati contenenti possibile sostanza stupefacente. Hanno trovato altresì una piccola cassaforte, contenente circa 160 euro in banconote di piccolo taglio.

Gustavo Gentile

Napoli, discarica abusiva al di sotto degli svincoli su via Argine, a due passi da una scuola



“Ci è stata inoltrata una segnalazione che mostra una vera e propria discarica abusiva al sotto dei viadotti degli svincoli su via Argine. Sono presenti rifiuti di ogni tipo e la puzza è insostenibile. La situazione ci preoccupa molto perché questa spazzatura si trova a poca distanza da una scuola e, soprattutto, in prossimità di un’area agricola. Abbiamo segnalato la presenza della discarica all’Asia, chiedendo di effettuare al più presto la bonifica”. Lo comunicano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il consigliere comunale del Sole che Ride Marco Gaudini. “Non è noto, tra l’altro, quali siano i rifiuti che sono stati abbandonati. Non si può escludere che siano presenti sostanze tossiche e pericolose per la salute pubblica. Purtroppo il problema è comune a molti viadotti presenti all’interno delle aree periferiche. Gli spazi sottostanti vengono trasformati troppo spesso in luoghi dove sversare rifiuti di ogni tipo in maniera assolutamente abusiva e illegale. Il nuovo regolamento comunale permette anche all’Asia di installare sistemi di videosorveglianza. Queste aree potrebbero essere dotate di presidio video che permetterebbero di identificare gli incivili e i criminali che depositano i rifiuti”.  

Napoli, Venanzoni:’ Inaccettabili lezioni comportamentali da de Magistris’

Al convegno inaugurale del Salone del Libro a Castel Sant’Elmo, il sindaco dice di essere un uomo delle istituzioni e di non voler fare risse e nemmeno duelli. A noi del Pd non può far altro che piacere, siamo però tenuti a  segnalargli, essendo il primo cittadino, che avrebbe dovuto tenere una condotta differente nei riguardi del presidente del consiglio dell’epoca, nonché segretario del nostro partito, Matteo Renzi. Della scarsa affidabilità del sindaco sono piene le cronache cittadine da ben otto anni insieme alla inesistente propensione al dialogo con l’opposizione in consiglio comunale e con i rappresentanti delle municipalità con presidenze e maggioranze a lui avverse. Sarebbe gradita, secondo il consigliere Diego Venanzoni, una previa analisi di coscienza sul livello comportamentale. 

Al prossimo candidato per la presidenza della Regione campania, oggi sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ricordiamo che le risorse economiche per le universiadi sono state interamente messe a disposizione dalla regione, per espresso volere e indirizzo politico dell’attuale governatore Vincenzo De Luca. Una volontà, un nome e un cognome, che il sindaco pare dimenticare totalmente quando i media gli porgono i microfoni per chiedere commenti sulla prossima manifestazione sportiva internazionale.  Oltre che Consigliere mi tocca fare anche il “suggeritore” comunale, perché non vorrei che la dimenticanza si traduca in un dato conclamato relativo alla memoria del nostro primo cittadino.

M5S, Ciarambino: “Hanno smantellato l’ospedale Sant’Agata, De Luca e Coscioni ora si sbugiardano da soli”

M5S, Ciarambino: “Hanno smantellato l’ospedale Sant’Agata, De Luca e Coscioni ora si sbugiardano da soli”

“Dopo aver già smentito se stesso più volte sull’ospedale di Sant’Agata, che non sarà mai il polo oncologico annunciato, né avrà mai più un Pronto soccorso con tutte le specialità necessarie per affrontare le emergenze, De Luca risveglia dal torpore il suo consigliere per la Sanità e gli dà facoltà di parola per annunciare una presunta operazione verità sul caso del Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. E senza alcun rispetto istituzionale, consente al fido Coscioni di attaccare il ministro Giulia Grillo con l’intento di sbugiardare lei e tutti noi che, al fianco dei cittadini, ci battiamo fin dal primo giorno per restituire dignità a un presidio fondamentale per questo territorio. L’unica verità è che De Luca ha letteralmente smantellato il nosocomio, annunciando investimenti mai realizzati e prendendo in giro quei cittadini che da giorni protestano con presidi e sciopero della fame”. E’ quanto dichiara la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino.

“Quando De Luca e Coscioni verranno a Benevento per tentare di sbugiardarci, troverà anche noi. Sarà l’occasione per chiedergli che fine hanno fatto i grandi investimenti sbandierati per radioterapia e medicina nucleare e perché il polo oncologico annunciato non è stato più realizzato. Ad oggi abbiamo solo un pronto soccorso classificato come presidio per area disagiata in un ospedale spogliato di tutti i reparti e dove non si potrà più intervenire per nessuna emergenza. Nella sua operazione verità. De Luca ammettesse di aver preso in giro, ancora una volta, i cittadini della Campania”.

Mafia nigeriana e riti voodoo, ecco come l’Eiye gestisce prostituzione e droga tra Palermo, Napoli e Torino

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Mafia nigeriana in Italia: a Palermo scatta l’operazione della Squadra Mobile ‘No fly zone’ che ha permesso di fermare 13 persone accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso. Coordinata dalla Dda, l’operazione ha svelato i segreti del clan di matrice cultista Eiye ramificato in tutta Italia, con basi a Palermo nel quartiere Ballarò, Napoli, Torino e Treviso. L’indagine nasce dalla denuncia di una ragazza, nata in Nigeria come i suoi aguzzini, vittima di tratta e di sfruttamento della prostituzione. A Ballarò, all’interno di un appartamento, le giovani donne venivano minacciate e costrette a vendere i loro corpi al miglior offerente. La polizia ha registrato i rituali di affiliazione necessari per entrare nel clan, ricostruendone l’organigramma a livello locale, fino a giungere all’identificazione dei vertici. Le microspie piazzate a Ballarò hanno cristallizzato uno di questi riti, a conferma di quanto rivelato da due pentiti nigeriani. Gli affiliati venivano fatti spogliare e poi picchiati con calci e pugni, costretti a bere un intruglio del loro sangue e delle loro lacrime. Alla fine del rito i nuovi affiliati leggevano la formula del giuramento: “Debitamente giuro di sostenere Eiye confraternita moralmente, spiritualmente, finanziariamente e in qualsiasi altro modo e se non lo faccio che il vulture (l’avvoltoio) spietato mi strappasse gli occhi.. per l’eternità”. Ma questo è solo l’inizio, perché per scalare la vetta dell’organizzazione bisognava commettere tanti reati che venivano ‘ricompensati’ con dei punti. Nel corso delle indagini sono stati documentati numerosi episodi violenti riconducibili al gruppo e alla sua capacità di imporsi sul territorio nel settore dello spaccio di droga e del mercato del sesso. E’ emerso, inoltre, come i membri cercassero di mascherare l’associazione a delinquere Eiye, costituendone una regolare denominata Aviary. In tutto sono 19 gli indagati e per 17 sono stati spiccati provvedimenti di fermo, ma 10 sono ancora ricercati.

La divisa degli adepti e l’organizzazione.  Baschi dal colore blu (o rossi), camicia o tshirt gialla, vestito nero, calze gialle, la bandiera blu, gialla e bianca: sono questi i segni distintivi della confraternita nigeriana denominata Eiye. Una vera organizzazione criminale, nata in Nigeria con articolazioni in tutto il globo. Per questo i pm contestano il reato di associazione mafiosa, lo stesso che viene contestato a Cosa nostra. L’associazione ha una organizzazione ben precisa, le cariche più importanti – scrivono i magistrati – sono otto: Flying Ibaka è il capo del nest, il nido, colui che da le direttive; Ostrich, ovvero lo struzzo, colui cioè che fa eseguire le direttive dell’ibaka e lo sostituisce facendogli da vice in sua assenza; Nightingale, Ng (anche detto Infantry), che svolge il ruolo di segretario durante le riunioni del consiglio degli Ibaka e si occupa della difesa dei consociati. Esiste un Nightngale in ogni Nest locale; Eagle, ovvero l’aquila, é il capo dei picchiatori, omologo al butcher della Black Axe; e Wood Pecker ovvero il picchio si preoccupa di raccogliere le quote associative, versate dai bird al nest; Parrot, il pappagallo, che dovrà informare tutti i bird delle riunioni dell’assemblea generale dei membri del “nido” oppure del gruppo direttivo. E’ anche colui che canta durante i rituali di affiliazione dei ‘bird’; Dove, la colomba, cioè l’occhio che osserva quello che accade all’interno e all’esterno del proprio nest, riferendo direttamente all’ibaka; Flight Commandant é colui che verbalizza le riunioni.
Le quote associative e le armi. L’affiliazione ha un costo ed é un legame che non si può sciogliere senza incorrere nella reazione violenta degli altri affiliati. La quota associativa versata – sostengono i pm di Palermo – va a rimpinguare la cassa dell’organizzazione criminale che viene ripartita su base regionale. Il rito di affiliazione prevede il ricorso alla violenza e l’utilizzo di bevande a base di gin miscelato ad acqua e peperoncino o pepe ed altre sostanze alcoliche con porzioni di riso e tapioca chiamata, Hot Water.
Sulla Supreme Eiye Confraternity la Direzione distrettuale antimafia di Palermo indagava da tempo. “Si tratta – si legge nel provvedimento – di un sodalizio radicato in Nigeria e diffuso in diversi stati europei e extraeuropei che si oppone, scontrandosi, con gruppi rivali variamente denominati in primo luogo Black Axe, Vikings Maphite e Arubaga per assumere e mantenere il predominio nell’ambito della comunità nigeriana”.
Violare le regole significa decretare la propria condanna a morte. E nella potente confraternita degli ‘Eiye’ la segretezza è la regola principale. Ogni violazione da parte degli affiliati può essere pagata con la vita. “Frequenti e atroci violenze” spiegano gli investigatori perpetrate vicendevolmente dagli affiliati degli opposti ‘clan’, gli Eiye e i Black Axe. “E’ per questo che ho paura – racconta uno dei due collaboratori di giustizia nigeriani che agli investigatori di Palermo hanno svelato la strutture e i segreti dell’organizzazione – perché ho una bambina e ho un bambino in Nigeria che è nato nel 2012”. Parlare di queste cose è “un grosso rischio per me – ammette – il neo pentito -. Ma io voglio liberarmi di queste persone. Voglio sostenere l’Italia con tutto il cuore. Non voglio nascondere niente”. Raccontare i segreti della confraternita in Nigeria è pericoloso. “Ci sono tante persone – dice – che sono andate alla polizia per arrendersi, per cercare un lavoro. Ma quando questo succede la persona rischia molto perché il suo nome viene scritto in un libro nero e magari uno o due anni dopo quella persona viene uccisa. Sono capaci di uccidere un fratello, anche un figlio piccolo”. E’ quanto è successo a un ragazzo “che abitava in Abico – ricorda -. E’ andato a parlare con un membro Black Axe, a sparlare dei segreti degli Eiye. E lui è stato ucciso. E’ vietato per un membro Eiye entrare nei Black Axe o viceversa. Chi lo fa deve essere ucciso. E’ una regola. Non hanno ucciso solo lui ma anche suo figlio che aveva due o tre anni. Gli hanno sparato”.
“Nel 2006 avevo una certa notorietà. Avevo una pistola. Perché nella Confraternita Eiye non devi aspettare che vengano da te a combattere, ti devi difendere da solo. Nel 2006 un Black Axe ha ucciso un mio amico di nome Osed, gli hanno tagliato la testa e l’hanno messa davanti al cancello della scuola”. Racconta il pentito: “Io sono entrato in questo gioco per la mia dignità, per avere rispetto ma non mi è piaciuto”. Dentro l’organizzazione ogni membro è armato. “La mia pistola per me era mia sorella, mia mamma, mia moglie perché Edo State è una terra sanguinosa. E’ molto facile essere ucciso lì”. I contrasti tra fazioni opposte, tra i Eiye e i Black Axe, sono frequenti e sanguinari. “Nel 2006 la situazione era molto grave – ricorda il neo collaboratore nigeriano -. La guerra era salita troppo e le persone motivano come topi”.
Le quote associative. Il pentito parla poi delle quote pagate dagli associati: “In Nigeria ho pagato 4mila naire che in moneta italiana equivalgono a 140-150 euro – racconta -. Li ho pagati al mio God Father, cioè colui che mi ha fatto conoscere gli Eiye”. Una quota associativa che deve essere pagata anche da chi si affilia in Italia. “Se vedono che non hai molti soldi – racconta ancora il pentito – ti chiedono 100-150 euro. Se sanno che hai un’attività, ad esempio vendi droga, possono chiederti 400-500 euro. Chiedono di più perché sanno che è più ricco”. A ricevere il denaro, pagato in contanti, è il God Father. “Se ha preso 150 euro, 50 euro se li tiene e gli altri 100 euro li dà all’Ibaka. In realtà l’Ibaka non lo sa che il God Father si tiene una parte dei soldi”. La regola? Che i soldi vadano all’Ibaka che “benedice il nuovo membro” e che ha “il diritto di mettersi in tasca” il denaro e usarlo per se stesso perché “è stato nominato capo. Può usarli per il gruppo ma questo non è obbligatorio. E’ visto come un suo atto di generosità”. Anche l’Ibaka è sottoposto a una ‘tassa’ da versare negli incontri tra i capi quando c’è un progetto da portare avanti. “In Nigeria il pagamento di queste tasse durante i meeting tra Ibaka – spiega ancora il pentito nigeriano – è assolutamente obbligatorio”. E il denaro raccolto serve a comprare armi da usare negli scontri con gli altri Cult, per “uccidere i Black Axe e i mafiosi. Ci sono molti gruppi mafiosi in Nigeria, si possono chiamare Black Axe, Juris, Arubaga. Anche Sea Lord”. Omicidi e non solo. Perché la cassa dell’organizzazione serve anche ad aiutare i membri che ne abbiano bisogno. Così un altro pentito racconta che “se sei una persona molto popolare negli Eiye loro possono aiutarti a pagare il funerale se ti muore un familiare, o il matrimonio ma non ti aiutano sempre, devi essere una persona popolare. “In Europa e in Italia i soldi vengono in parte utilizzati per iniziative locali e per finanziare i viaggi dei capi, ad esempio, per partecipare alle riunioni organizzate dalle articolazioni territoriali e, in parte, inviati in Nigeria”, spiegano gli investigatori.
La storia. E’ terribile la storia che vede come protagonista una giovane nigeriana che oggi vive alla Caritas di Palermo. “La mia storia inizia il 7 giugno del 2014 quando ero in Nigeria. Lì, avendo problemi economici decisi di raggiungere l’Europa e così mi rivolsi alla mamma di una mia amica che poi fece il viaggio insieme a me e questa mi prospettò la possibilità di andare in Europa…”. Inizia così la storia dolorosa di B. E’ stato grazie anche alle sue dichiarazioni che gli investigatori sono riusciti a fare luce sulla cellula ‘Eiye’ con il fermo di sette persone, mentre altre sei sono ancora ricercate. “Pur di allontanarmi per ragioni economiche dalla mia patria- racconta ancora B. -accettai la proposta di partire allettata anche dal fatto che la mamma della mia amica mi prospettò di lavorare nel bar di sua sorella che si trovava in Italia. Prima di essere inviata in Italia fui sottoposta insieme ad altre ragazze ad un rito voodoo nella città di Edo State”. “Ci hanno fatto dei tagli e ci hanno fatto bere qualcosa – spiega ancora la ragazza -Nel corso del rito abbiamo giurato di pagare la somma di 25.000 euro ciascuno. Siamo partiti il 7 giugno 2014 da Edo State in un autobus ed eravamo tre ragazze e quattro ragazzi, abbiamo preso un altro mezzo ed abbiamo attraversato il deserto del Niger per arrivare in Libia”. “In Libia siamo stati ospitati a casa di un uomo a Saba e poi da lì a Tripoli dove siamo rimasti per tre giorni. Poi siamo stati trasferiti in un campo dove siamo rimasti due settimane appena il tempo lo ha permesso ci siamo imbarcati in un gommone tutti e sette. Dopo qualche ora di navigazione siamo stati salvati da una nave e portati in Italia dove siamo sbarcati a Reggio Calabria il 4 agosto 2014”. Pochi giorni dopo l’arrivo al centro di accoglienza, “una persona ci ha fatto uscire dal centro e ci ha portate a Bari. Quando siamo arrivate a Bari noi tre ed Osasu siamo andate a vivere tutti nella stessa casa”. Ed è stato qui che B. ha scoperto che non sarebbe andata a fare la cameriera ma la prostituita. “Friday ci picchiava e minacciava di morte se non avessimo obbedito gli dovevamo dare i suoi 25 mila euro- dice – Ci intimidiva tramite le credenze del rito voodoo a cui eravamo state sottoposte dicendoci che saremmo morte. A metterci i preservativi in borsa e ad accompagnarci per strada a lavorare fu la compagna di Friday di nome Jessica. Dopo due mesi che ero a Bari mentre Jessica era in Nigeria sono rimasta incinta di Friday con cui non ho mai avuto una relazione affettiva ma praticavo sesso contro la mia volontà. La moglie di Friday stava male ed è morta nel febbraio del 2015 per un problema ai reni”. “Ho continuato a prostituirmi anche in gravidanza poiché Friday mi minacciava e picchiava se non lo facevo”, racconta ancora tra le lacrime B. “Quando ho partorito, dopo circa una settimana, sono stata costretta nuovamente a prostituirmi fino a quando ho ascoltato il consiglio telefonico di mia mamma e mi sono rifiutata di continuare”. Ma Friday “si è molto arrabbiato per la mia decisione ed ha iniziato a picchiarmi violentemente per convincermi a riprendere a prostituirmi – dice – Mi ha picchiata per circa due mesi di seguito mi dava sia schiaffi che colpi di cintura in tutto il corpo spesso in presenza della mia connazionale ed amica Glory che inerme ha assistito a queste percosse”.