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‘Per amore del mio popolo’, il ricordo di gon Giuseppe Diana al tempo di Francesco

Don Giuseppe Diana al tempo di Francesco.

Il suo martirio, dopo 25 anni, evidenzia anche oggi il volto di una Chiesa in uscita, che si china sul dolore umano.

Rosario Giuè

Noi ci troviamo a fare memoria della testimonianza di don Giuseppe Diana ucciso dalla camorra a Casal di Principe 25 anni fa, non in un vuoto storico ma all’interno di un momento particolare della vita della Chiesa. Siamo nel tempo di papa Francesco. Come sarebbe piaciuto a don Giuseppe Diana trovarsi qui oggi! Diana ha atteso tanto un Papa impegnato per una riforma della Chiesa povera e dalla parte dei poveri e delle escluse. Una Chiesa che sposa la causa dei derelitti della storia: i derelitti e le scartate che sono frutto dell’“indifferenza globale” e dell’“iniquità planetaria”. Come si sentirebbe ben confermato nella fede don Diana nel sentire affermare da Francesco che “si comprende la realtà solamente se la si guarda dalla periferia, e non se il nostro sguardo è posto in un centro equidistante da tutto”. Come si sentirebbe contento don Peppe nel vedere Francesco firmare con il Grande Imam di al-Azhar, un documento in cui si afferma che “il pluralismo e le diversità di religione sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani”. Come sarebbe felice Il parroco di Casal di Principe nel vedere che sulla cattedra di Pietro siede un cristiano, che si definisce “peccatore” e che vuole riformare la Chiesa a partire non dalle condanne e dalle censure, bensì mettendo al centro il Vangelo della misericordia! Diana si rammaricherebbe molto, però, nel vedere che non passa settimana senza che papa Francesco non venga attaccato, ora pubblicamente ora velatamente, da monsignori, cardinali, siti reazionari, da atei devoti e da parte del mondo politico. Don Peppe alzerebbe la sua voce a difenderlo!

SOLITUDINE

Don Diana, avendo sotto gli occhi che Francesco dà scandalo a quella parte di Chiesa tradizionalista e perbenista che non lo sta supportando ma solo sopportando, si sentirebbe meno solo nel suo essere stato un uomo e un prete decisamente scandaloso agli occhi di un mondo farisaico, che ama i catechismi e le sacrestie più della carne ferita delle persone. Gli tornerebbero bene a mente le parole di Gesù: “Guai, diceva Gesù, quando tutti gli uomini dicono bene di voi; allo stesso modo, infatti, i loro padri trattavano i falsi profeti” (Luca 6,26). Don Diana lo sapeva: quel mondo reazionario non vuole morire. Quel mondo non ama una Chiesa come “ospedale da campo”, una “Chiesa in uscita”, che si china sul dolore umano. A questa parte di Chiesa interessa la logica del tempio. Tutto il resto è scandalo e disturbo. E don Peppe era distante da questo mondo asfittico e incapace di parlare al cuore umano. Non ne era distante solo a parole, ma con la creatività e la serena libertà della sua giovane vita. Volevano bloccarlo. Ma non ci riuscirono. Volevano dargli “buoni consigli” come a Gesù nel tempio di Gerusalemme. Ma fallirono.

IL MARTIRIO

Don Peppe Diana, come uomo profetico, aveva messo al centro del suo esistere e del suo ministero presbiteriale la via liberante del Vangelo per amore del suo popolo. E sapeva che si possono innescare processi di liberazione se si è già liberi in prima persona. Criticava, per esempio, certe leggi medievali della Chiesa cattolica che sono “solo precetti di uomini”, buoni per autoconservare il proprio apparato. Ma per certi ambienti clericali quei precetti umani valgono più di un dogma di fede. Valgono più delle persone. E così don Peppe era di scandalo. La libertà dà fastidio e fa pagare un prezzo elevato. Si muore perché si è soli, perché si è lasciati soli. E a don Peppe la sua “unicità” sovversiva, in memoria di Gesù, gliela hanno fatta pagare. Il potere mafioso, uccidendolo e provando a infangarlo dopo la morte. Le curie, con lodevoli eccezioni (per esempio, mons. Raffaele Nogaro), non avendo sempre il coraggio di sostenerlo fino in fondo. Gli uomini degli apparati non hanno mai amato le persone profetiche: per loro quelle sono soltanto vite “scandalose”. Il martirio di don Diana non è stato, perciò, vissuto come un dono, come un’irruzione della grazia di Dio nella nostra storia italiana. No, è stato vissuto come un fastidio, come un inconveniente. Uno scandalo nello scandalo. E ci si è trovati impreparati. Ecco, ne sono convinto, sostanzialmente a causa di tutto questo il processo canonico del riconoscimento del martirio “in odio alla fede” di don Diana non è stato avviato.

ATTENDENDO FRANCESCO

Come sarebbe stato felice don Diana di poter vedere un Papa che, nel XXV anniversario del martirio mafioso di don Giuseppe Puglisi, si è recato in visita pastorale a Palermo, sostando nel luogo dell’omicidio e visitando la parrocchia di S. Gaetano. Quella visita non è stata un gesto isolato. Quella visita va situata all’interno di un pellegrinaggio, che papa Francesco sta compiendo alla ricerca della memoria di alcuni profeti che hanno segnato la vita della Chiesa italiana. Il Papa venuto dalla periferia, “quasi dalla fine del mondo”, è già stato a Barbiana, sulla tomba di don Lorenzo Milani; a Bozzolo sulla tomba di don Primo Mazzolari; ad Alessano sulla tomba del vescovo pugliese Tonino Bello; a Nomadelfia, l’istituzione fondata da don Zeno Saltini. In questo itinerario papa Francesco si è messo in cammino come a chiedere perdono a questi uomini profetici, troppe volte dimenticati, che hanno sognato una Chiesa povera e più libera, senza trionfalismi, più umana e, dunque, più cristiana. Una Chiesa che si fa convertire dalla situazione.

La domanda ora è: all’interno di questo pellegrinaggio della memoria e della penitenza, papa Francesco andrà a pregare sulla tomba di Giuseppe Diana? È l’auspicio, inespresso, di tanti uomini e tante donne. Mario Jorge Bergoglio, il 21 marzo del 2014, nella parrocchia di San Gregorio VII a Roma, ha già indossato la stola sacerdotale di don Peppino Diana. Un gesto altamente simbolico. Ma ora non sarebbe bello che si facesse un nuovo passo? Tutti in Italia conoscono padre Puglisi, pochi conoscono don Diana. È normale? È giusto? Cosa si dovrà attendere per valorizzare, con un gesto ufficiale, il martirio di questo giovane prete ucciso a soli 36 anni? “I tempi non sono maturi”, dice qualcuno (il Vescovo di Aversa, NdR). Ma come si decide se i tempi sono maturi? In base a quali criteri, a quali logiche, sotto la spinta di cosa? Dobbiamo forse attendere altri quarant’anni, come fu per mons. Oscar Romero?

Logiche politiche e clericali non volevano riconoscere il martirio in odio alla fede dell’arcivescovo di San Salvador. Solo con il Papa sudamericano i tempi divennero “maturi”. Ma quanto tempo si è perso! Quanto tempo si è perso nella Chiesa italiana prima di chiedere perdono a don Milani! C’è voluto papa Francesco per riabilitarlo. Quanto si deve attendere prima che siano spazzate via le paure, le incertezze, gli opportunismi nel caso di don Peppe Diana, dentro e fuori la Chiesa? Solo Francesco, ancora una volta, potrà togliere quest’incertezza! Non chiedo di dichiarare beato don Peppe. Le logiche delle beatificazioni non mi entusiasmano. Servono solo per incensare i vivi. I discepoli e gli estimatori di don Milani non hanno chiesto la beatificazione del parroco di Barbiana. Don Lorenzo, lo crediamo nella fede, sta già alla destra del Padre, in compagnia di Gesù risorto e con i suoi “figli”, i poveri.

Ma come sarebbe bello se papa Francesco, dopo essere stato a Palermo e a Barbiana, andasse al più presto a Casal di Principe a pregare sulla tomba di don Peppino. E magari a visitare la sua anziana e malata mamma Iolanda! Diceva il teologo salvadoregno e gesuita Jon Sobrino, che certo papa Bergoglio ha avuto modo di incontrare: “Voi martiri continuate ad essere vivi perché siete stati compassionevoli fino alla fine”. Compassionevoli anche verso la Chiesa che li dimentica. Fino a quando?

Uccisi per errore, 53 anni di carcere per i 4 pentiti dei Casalesi

Uccisi per errore, diventano definitive le condanne a carico di quattro esponenti della famiglia Venosa, collegata al clan dei Casalesi. La Corte di Cassazione ha infatti respinto i ricorsi presentati dagli avvocati ed ha confermato le pene già comminate in Appello a carico di Raffaele Venosa, 50 anni, a 14 anni e 8 mesi; Umberto Venosa, 68 anni, Pietro Paolo Venosa, 48 anni, Salvatore Venosa, 46 anni, tutti a 13 anni e 4 mesi.
I quattro imputati erano accusati degli omicidi di Paolo Coviello e Pasquale Pagano, ammazzati nel 1992 perché furono scambiati per i veri obiettivi dei killer, ovvero Domenico Frascogna e Alfredo Zara.

Gustavo Gentile

Torre del Greco allontana l’emergenza rifiuti, la Buttol resetta gli ecopunti


Si va verso una Torre del Greco fuori dall’emergenza rifiuti. A due settimane dall’inizio del servizio nella quarta città della Campania, la Buttol sta assicurando il ritorno alla normalità degli Ecopunti. Pur riuscendo a garantire sempre e comunque la raccolta di prossimità, l’Azienda ha azzerato ormai quasi tutte le isole ecologiche. Questa mattina la città si presenta in condizioni migliori e questo grazie agli sforzi che la Buttol sta mettendo in campo con automezzi aggiuntivi di grossa portata, bobcat e pale meccaniche.

In particolare, nella notte tra venerdì e sabato, sono stati definitivamente liberati gli Ecopunti di via Cappella Orefice, via De Curtis, Isola di via Scappi Nove, La Salle, San Gennariello, Bottazzi.

In particolare in via De Curtis, nei pressi della scuola Giampietro Romano, non solo sono stati prelevati tutti i rifiuti ma sono stati rimossi anche cassoni e contenitori, per cui non sarà possibile più depositare immondizia nei pressi dell’istituto scolastico, evitando così di coinvolgere di nuovo gli alunni nell’emergenza dei giorni precedenti all’arrivo della Buttol.

Anche questa sera ci sarà un’azione energica per poter garantire alla città di rientrare definitivamente dall’emergenza rifiuti, approfittando poi dello stop dei conferimenti di domenica sera, come da calendario. Si raccomanda l’utenza di non conferire rifiuti nell’unico giorno di divieto (domenica), quando gli operatori osserveranno una giornata di riposo dopo aver liberato la città da oltre mille tonnellate di immondizia. 

Napoli, la titolare della sala giochi di Santa Lucia: ‘Sono i padroni incivili non i cani’

Napoli. Respinge al mittente le accuse di essere contro gli animali la titolare della ricevitoria e sala scommesse di Santa Lucia presa di mira dagli animalisti perché aveva affisso un cartello all’ingresso della sua sala giochi con il quale vietava l’ingresso ai cani. “L’accusa che mi è stata fatta è alquanto ingiustificata- sostiene la signora Teresa- perché il problema non sono gli animali, ma i padroni che non hanno rispetto dei locali aperti al pubblico , visto che solo negli ultimi 40 giorni, per più volte i suddetti padroni hanno permesso ai loro cani di effettuare bisogni all interno della mia attività , senza avere rispetto ed educazione di chiedere scusa e di pulire i bisogni dei loro dolcissimi animali. Quindi mio malgrado sono stata costretta ad esporre il cartello tanto ingiustamente evidenziato. Faccio inoltre presente che in zona molti cani girano senza guinzaglio e senza museruola e molti padroni girano senza paletta”

Nuovo assessore a Somma Vesuviana. Allocca: “Ancora una volta mortificate le professionalità locali”

“Dopo mesi di paralisi, il sindaco di Somma Vesuviana sceglie finalmente il nuovo assessore ai lavori pubblici, dando l’incarico anche stavolta a una persona che non è di Somma. Con tutto il rispetto per il nuovo assessore e per il suo curriculum, è necessario prendere atto che ancora una volta vengono mortificate le professionalità della città: in nessun altro Comune c’è questa tendenza, solo a Somma Vesuviana le risorse del posto vengono penalizzate pur di garantire certi equilibri politici”. Celeste Allocca, consigliere comunale di Somma Vesuviana del gruppo di minoranza “Somma Futura” e già candidato sindaco, commenta così la nomina del nuovo assessore nella giunta Di Sarno. Aggiunge Allocca: “Questa maggioranza non è compatta e non ha progettualità: è un cartello elettorale con tanti limiti e zero prospettive, tanto è vero che in molti hanno scelto di andare via, assumendo posizioni critiche”

Napoli, scippatore 42enne arrestato in via Toledo

Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato del Nucleo Ordine Pubblico dell’Ufficio di Gabinetto, collaborati da quelli dell’Ufficio Prevenzione Generale, hanno arrestato Salvatore Riccio 42enne napoletano, con precedenti di polizia, per il reato di furto con strappo.Ieri pomeriggio gli agenti in servizio di pattuglia appiedata in via Toledo, servizio rafforzato in prossimità del periodo delle festività Pasquali, hanno notato un uomo che strappava dalle mani di un ragazzo un telefono cellulare.

I poliziotti prontamente si sono messi all’inseguimento del 42enne, il quale,  dopo un rocambolesco inseguimento, veniva bloccato ed arrestato, in via Goethe, con ancora il cellulare tra le mani. Salvatore Riccio è stato arrestato, in attesa del processo con rito per direttissima che si terrà questa mattina.

Medici di Famiglia e Comune di Napoli firmano un “patto per la salute” dei cittadini

I Medici di Medicina Generale e il Comune di Napoli siglano un “patto per  
la salute” dei cittadini. L’iniziativa vede protagonista la Fimmg Napoli,  
che assieme al sindaco Luigi de Magistris, ha scelto di dare vita ad un  
protocollo di intesa che parte dalla considerazione che «la salute della  
popolazione non solo è un diritto fondamentale garantito dall’ordinamento  
a ciascuna persona, ma una risorsa individuale e collettiva che va  
adeguatamente amministrata e tutelata dai diversi livelli di governo,  
ciascuno per quanto di competenza». In quest’ottica i medici di Medicina  
Generale, in particolare i Medici di Famiglia, sono figure professionali  
privilegiate con le quali sviluppare sinergie e collaborazioni. Questo  
perché sono proprio i Medici di Famiglia a ricoprire un ruolo strategico  
di “sentinella” e di “fiduciari della famiglia”. «Questo protocollo  
d’intesa – spiegano Luigi Sparano e Corrado Calamaro (Fimmg Napoli) –  
nasce dalla presa d’atto che i Medici di Famiglia sono i principali  
garanti dei diritti fondamentali collegati alla salute dei cittadini. Lo  
sono per quel che riguarda i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), in  
virtù della conoscenza del territorio, dell’ambiente e degli aspetti  
socio-culturali della popolazione residente, per la continuità delle cure  
nel tempo e per un modello di cura fondato sul libero accesso alle  
stesse». Chiaramente un protocollo d’intesa ha senso nella misura in cui  
vengano definiti specifici campi d’azione. Quelli previsti tra Fimmg e  
Comune di Napoli sono estremamente operativi. Uno dei nodi centrali è  
nell’informazione, che è sempre il primo step per formare cittadini  
consapevoli. Per questo il protocollo prevede la possibilità di realizzare  
campagne di sensibilizzazione, punti di ascolto e incontri nelle scuole. I  
temi da affrontare possono i più vari, quelli preminenti sono chiaramente  
legati alle dipendenze, ai disturbi alimentari, agli screening oncologici.  
E ancora, tra gli obiettivi c’è quello di fare chiarezza sulle corrette  
pratiche di prevenzione nel campo delle malattie sessuali o anche dare  
informazioni sul funzionamento dei Consultori e degli altri centri di  
sostegno, cura e benessere dei giovani presenti sul territorio. Grande  
importanza anche a vaccini e prevenzione e aiuto e cura del disagio  
psicologico. Un protocollo che, sottolinea il segretario generale Fimmg  
Silvestro Scotti «ha un valore di riconoscimento sociale per l’intera  
categoria. Un messaggio forte che viene indirizzato ai cittadini, anche  
come strumento che possa aiutare a ricomporre la frattura nel rapporto  
medico – paziente e quindi possa essere di contrasto alle aggressioni e  
alle violenze contro i medici». Il protocollo sarà anche utile a mettere  
assieme le forze per organizzare eventi, seminari e manifestazioni  
pubbliche che servano a mettere al centro la salute dei cittadini. Ed è  
proprio il sindaco Luigi de Magistris a sottolineare che l’intesa siglata  
«è ricca di contenuti e di azioni da fare insieme. I Medici di Famiglia  
sono in prima linea e conoscono la città come pochi altri, grazie a questo  
protocollo si innestano importanti sinergie per lavorare insieme e sempre  
di più in favore della salute dei cittadini. Proprio perché la salute più  
che mai è un bene comune ».

La Camera di Commercio di Caserta anche quest’anno sarà presente al Vinitaly di Verona, in programma dal 7 al 10 aprile

La promozione e valorizzazione della filiera enologica della provincia di Terra di Lavoro è stata organizzata dalla Camera di Commercio di Caserta in partnership con la Regione Campania e l’Unioncamere Regionale. La collettiva di imprese del comparto vitivinicolo e dei distillati, giunta alla 53esima edizione, valorizzerà non solo i vini ma anche i produttori del territorio. Sono 23 le aziende che supportate dalla Camera di Commercio di Caserta saranno presenti nel Padiglione Campania nell’area Caserta al salone di Verona. Visto il successo delle passate edizioni, la Camera di Commercio ha allestito l’area Caserta in cui “raccontare” il territorio casertano e far conoscere, attraverso degustazioni guidate, anche grazie alla collaborazione con il Consorzio di Tutela Vitica ed il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, i vini e le eccellenze gastronomiche. «Una passeggiata nella storia da gustare» è il leitmotiv che accompagnerà operatori, buyers e giornalisti durante la visita all’area Caserta nel Padiglione Campania partecipando ad iniziative, manifestazioni e progetti avviati, nell’obiettivo di promuovere l’economia e il sistema delle imprese casertane. «Le produzioni enogastronomiche – ha affermato Tommaso De Simone, presidente della Camera di Commercio di Caserta – rappresentano una risorsa per il nostro territorio e sono orgoglioso di confermare ogni anno la presenza delle aziende casertane al Vinitaly. L’economia del vino è in forte crescita e questo dato è confermato anche per i produttori del nostro territorio e noi abbiamo un elemento aggiuntivo che vogliamo mostrare e raccontare, parlo della storia millenaria dei nostri vini e delle produzioni agroalimentari, dalla mozzarella alle altre tipicità che faremo degustare al salone internazionale di Verona».
La quattro giorni di Vinitaly nell’area Caserta sarà caratterizzata da una serie di degustazioni: si partirà domenica 7 aprile, alle ore 13.30, con “Incontro con i Sapori del Territorio”, a cura dello chef Pietro Balletta che “racconterà” i prodotti tipici accompagnati dai vini casertani: il Falerno del Massico DOP; alle ore 16.30, “Vulcano, calcare, sabbie e fi¬umi: terre e vini della provincia di Caserta”, a cura del Consorzio di Tutela VITICA, con la sommelier Monica Coluccia, che illustrerà le sfumature e la forza varietale dei vitigni casertani nel corso di una degustazione guidata sui vini a Marchio.
Lunedì 8 aprile, alle ore 12.00, “Mozzarella di Bufala Campana, la regina dei formaggi DOP alla corte dei Borbone”. Il Consorzio di Tutela della MBC DOP guiderà i visitatori alla scoperta dell’eccellenza casertana in abbinamento ai vini bianchi del territorio; alle ore 13.30, “Incontro con Rosanna Marziale”, la chef stellata interpreterà il gusto della Mozzarella di Bufala Campana DOP in abbinamento all’Aversa DOP; alle ore 16.00, “I vini casertani raccontati da …Helmut Koecher” con Guido Invernizzi e Dante Del Vecchio, sarà presentato un focus dedicato ai vini casertani. A seguire, degustazione di prodotti del territorio.
Martedì 9 aprile, ore 12.00, “Fermi tutti e bollicine: i vini casertani che non ti aspetti”, il Consorzio di Tutela VITICA presenterà la versatilità dei vitigni autoctoni casertani: un confronto tra la versione ferma e quella spumantizzata; ore 13.30, “Incontro con i sapori del territorio”, degustazioni a buff¬et di prodotti tipici accompagnati dai vini casertani: Casavecchia di Pontelatone DOP; ore 16.30, “Incontro con i sapori del territorio”, degustazioni a bu¬ffet di prodotti tipici accompagnati dai vini casertani: il Galluccio DOP.
Mercoledì 10 aprile, ore 12.00, “Incontro con i sapori del territorio”, degustazioni a buff¬et di prodotti tipici accompagnati dai vini casertani.
Gli appuntamenti al Vinitaly saranno arricchiti anche “Fuori salone” con l’incontro previsto per sabato 6 aprile, alle ore 19, presso l’hotel Due Torri in piazza S.Anastasia, 4, a Verona. L’evento dal titolo “Terra di Lavoro: L’antica Campania Felix” vedrà la partecipazione di Helmut Koecher, patron del Merano Wine Festival. Una storia unica di vini antichi, proiettati nel futuro, raccontata da Guido Invernizzi e Dante Stefano Del Vecchio. In particolare il racconto dei vini riguarderà L’Asprinio “Aversa DOP”, viti che raggiungono i 20 metri di altezza e la loro vendemmia e potatura è realizzata dai contadini del luogo, i cosiddetti “uomini ragno”; Il Falerno del Massico DOP, il vino più celebre della letteratura e della storia: dalle citazioni di Virgilio fino ai nostri giorni; Galluccio DOP, vini rossi a base di Aglianico, vini bianchi a base di Falanghina in un territorio caratterizzato da suoli antichi resi fertili dall’azione dell’antico vulcano di Roccamonfina; Casavecchia Pontelatone DOP, la storia di un vino potente e resistente che da una “Casa Vecchia” arriva ai giorni nostri; Roccamonfina IGP, vino prodotto da vitigni tipici di un territorio vulcanico antico e Pallagrello, vitigno autoctono, da uva, definita nel Settecento, “pallarella”, per i suoi acini lucidi e sferici, il vino della corte dei Borbone. I vini casertani saranno accompagnati da degustazioni di salumi del territorio casertano e dalla mozzarella di bufala campana DOP.

Napoli, pericolo crollo Verdoliva chiude l’ospedale Incurabili

Napoli. All’esito del sopralluogo effettuato dai Vigili del Fuoco e Protezione Civile e della conseguente interdizione del Blocco operatorio e della Radiologia, Urologia e Medicina, il Commissario Straordinario dell’ASL Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva ha disposto il trasferimento delle attività clinico-assistenziali presso altre strutture dell’Azienda sanitaria locale. “L’interdizione di diverse aree di servizio rende doveroso optare per un trasferimento verso altre strutture. Non avrebbe senso tenere qui dei pazienti se il blocco operatorio o il servizio di radiologia ed altre aree operative e di percorsi comuni non sono agibili. Nei prossimi giorni provvederemo anche al trasferimento delle opere d’arte e dei manufatti  custodito nella farmacia storica”.  La cabina di regia attivata dal  Commissario Straordinario resta attiva per monitorare i procedimenti ed evitare disservizi.

Tonnellate di hashish dal Marocco: 20 arresti tra Spagna, Lombardia e Campania

Venti persone sono state arrestate, tra Italia e Spagna, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Milano, accusate di far parte di una organizzazione criminale transnazionale per il traffico di tonnellate di hashish importato dal Marocco, passando per la Spagna. Le indagini, svolte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese partendo da alcuni arresti di grossisti di spaccio nel varesotto e coordinate dal procuratore aggiunto Antimafia di Milano Alessandra Dolci e dal pm Adriano Scudieri, hanno portato a 6 trafficanti italiani, residenti a Milano e Rho, e a 14 in Spagna.

La droga era destinata al Nord Ovest del Paese e alla Campania, e veniva trasportata in nave e poi su camion per il trasporto merci, a tonnellate, partendo dalla Spagna. Li’ vi arrivava via gommone dal Marocco: questo il modus operandi dei trafficanti di hashish arrestati dai carabinieri di Varese. Mentre sei trafficanti sono stati arrestati dai militari italiani, grazie al coordinamento con la Guardia Civil e l’unita’ antidroga nazionale spagnola (Udyco), a Malaga sono ne sono stati arrestati altri 14. L’indagine, avviata nei primi mesi del 2018 grazie ad alcuni arresti di grossisti, e’ stata condotta sotto la supervisione di Eurojust, per la cooperazione giudiziaria tra paesi dell’Unione Europea. Gli inquirenti hanno documentato diversi grossi transiti di droga, durante le insigni. Il primo, una tonnellata, passata per lo stretto di Gibilterra la notte tra il 31 marzo e il 1 aprile del 2018 ed in parte ceduta nel Milanese, la seconda di 300 kg, importata a maggio, e l’ultima di 370 kg, parte dei quali e’ arrivata in Italia il 25 giugno del 2018, nascosta all’interno di un tir carico di arance proveniente da Barcellona e sequestrata al mercato ortofrutticolo di Pagani (Salerno) dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore.

Annibale Gagliani alla Libreria Hora Felix di Roma con la Rino Gaetano Band, la famiglia Gaetano in memoria di Enrico Gregori

Impegno e disincanto in Pasolini, De André, Gaber e R.Gaetano sbarca a Roma e abbraccia la famiglia di Rino Gaetano. La presentazione del saggio di Annibale Gagliani edito da iQdB Edizioni di Stefano Donno andrà in scena alla Libreria Hora Felix, in via Reggio Emilia – 89, domenica 7 aprile alle ore 18.00. A moderare l’incontro lo studioso di giornalismo e new media dell’Università La Sapienza, Matteo Ingrosso; interverranno, oltre all’autore, il giornalista e drammaturgo David Gramiccioli, il cinesta del centro sperimentale e di Cattive Produzioni Marco Mingolla e il critico musicale Vincenzo Area. La Rino Gaetano Band, rappresentata nell’occasione da Alessandro Gaetano (nipote di Rino Gaetano) e da Ivan Almadori, proporrà delle incursioni musicali durante la presentazione. La serata è dedicata alla memoria di Enrico Gregori, biorgafo di Rino Gaetano e responsabile della cronaca nera de Il Messaggero scomparso nell’autunno del 2018.
Con la prefazione di Marcello Aprile, professore ordinario di Linguitica italiana dell’Università del Salento e responsabile della Lettera “D” del dizionario etimologico “LEI”. Continuano in questi giorni gli appuntamenti di rilievo internazionale per il libro di Annibale Gagliani, “Impegno e disincanto in Pasolini, De André, Gaber e R. Gaetano”, i Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno. Quattro fuoriclasse del nostro Novecento: un professore, un filosofo e due poeti. In un frangente storico di profonda povertà valoriale e artistica, essi ci indicano la strada verso l’Umanesimo Nuovo, analizzando emozionalmente e asetticamente gli ultimi centosessant’anni d’Italia e del mondo Occidentale (bilaterale). I Quattro emanano una luce invincibile, in grado di penetrare nelle tenebre contemporanee che svuotano progressivamente l’individuo. La loro arte è disincanto allo stato puro: poesia, prosa, cinema, teatro e musica: le armi più potenti per sfuggire all’omologazione socioculturale del Duemila. Il 68 è un grosso inganno, le mode del mercato sono letali, la mancanza di sensibilità civile sempre più evidente. In questo viaggio disincantato, eseguito attraverso i testi, le fonti e le testimonianze più vicine agli artisti, si può rivoluzionare se stessi, abbracciando umanamente le incommensurabili profezie. Per Gagliani la scelta di affidarsi a questi Quattro a-topos della parola, del silenzio e del suono non è casuale: “Essi sono i più attuali che la nostra cultura contemporanea abbia sfornato e lo saranno per sempre, come accade ai più grandi. Sono visionari, sensibili ed estremamente innovativi. Tutto l’opposto del 99% degli pseudo-artisti che navigano in mainstream oggi. Quest’ultimi narrano il falso: i tatuaggi, il look alla moda e l’aria dannata li fa sembrare all’avanguardia, invece sono obsoleti dentro. I veri narratori della nostra epoca e del prossimo trentennio sono PPP, FDA, GG e RG”. Come afferma Paolo Dal Bon – presidente della Fondazione Giorgio Gaber – all’interno del saggio, “Essi hanno un’intatta percezione del dolore. Sono tutti e quattro intellettuali degli ultimi, narratori delle ingiustizie terrene verso i più deboli e osservatori delle grandi contraddizioni dell’uomo contemporaneo”. I Quattro Profeti hanno in comune la letteratura di formazione e le battaglie combattute, contaminandosi a vicenda indirettamente. Pasolini ha profondamente ispirato, soprattutto con i suoi Scritti Corsari, Faber, Gaber e Rino Gaetano. De André e Gaber sono gli artisti di punta del Sessantotto e si sono ritrovati ad avere una determinante amicizia in comune: Luigi Tenco, che ha collaborato con tutti e due e dopo la sua morte ha cambiato la vita a entrambi. Riguardo Rino Gaetano, è cresciuto leggendo Pasolini, ascoltando De André e guardando Gaber a teatro. In estrema sintesi, un professore delle arti, PPP, un poeta tradizionale aperto al futuro, FDA, un vero filosofo, GG, un poeta fantascientifico che stazionava già nel futuro, RG, hanno scelto la strada più ardua, non violentando loro stessi ed esprimendo un’arte di fortissimo impegno e disincanto sociale. Venivano criticati dagli “intellettuali” del potere, dalla gente frivola che ghettizzava i loro testi per evidenti deficit di sensibilità. Uniti, tutti e quattro, sono invincibili. Diventano un’arma dolcissima in grado di colpire e migliorare una generazione, quella dell’autore. Gagliani spiega le intenzioni del suo lavoro: «Se il saggio verrà letto da tanti giovani, magari si accenderà la curiosità di ascoltare con spirito nuovo i cantautori che cito, omaggiando di conseguenza l’opera totale di Pasolini. Allora sì, questo viaggio avrà un senso. Allora sì, ne sarà valsa la pena”.
“Il primo libro di Annibale Gagliani è lo sviluppo di un traguardo personale importante, lungamente pensato, sviluppato, limato, articolato negli anni precedenti, in cui l’autore ha esercitato una pazienza non comune ed è andato alla ricerca di fonti e interpretazioni che spesso sono testimoniali e di prima mano […]. Quando si ha a che fare con quattro icone riconosciute della cultura alta e popolare dell’Italia contemporanea non è facile dire qualcosa di nuovo, o anche semplicemente non è scontato evitare di scrivere quattro profili staccati e avulsi, estranei tra loro, tanti quanti sono gli artisti (tutti Maestri della parola, tre su quattro anche del suono) che l’autore ha illustrato in questo libro. Ne è venuto fuori un percorso duro, compatto, radicale; un insieme in cui appare chiaro, nelle persino ovvie diversità di espressioni, temi, percorsi (anche politici), epoche, che cosa unisce Pier Paolo Pasolini, Fabrizio De André, Giorgio Gaber e Rino Gaetano. Com’è giusto, Annibale Gagliani salta sulle differenze e nota affinità mai venute fuori prima, che però sono lì, pronte per essere scoperte”.
Annibale Gagliani nasce a Mesagne (BR) il 4 ottobre del 1992. Si laurea con lode in Lettere Moderne all’Università del Salento, dopo aver discusso una tesi sul linguaggio disincantato. È tra i vincitori della seconda edizione del Master in Giornalismo 3.0 di Nuovevoci Network, a Napoli. Comincia il suo sentiero narrativo ricevendo il premio della critica alla terza edizione del concorso letterario nazionale “Fuori dal cassetto”, per un racconto dedicato ai lavoratori dell’ILVA, “La vita è un viaggio favoloso”. Nel 2013 instaura una collaborazione con l’amministrazione del comune di San Donaci (BR) e diviene responsabile del laboratorio urbano “Officine Creative”, promotore della cultura di strada. Nel 2014 costruisce e organizza, assieme al Professore Marcello Aprile, la rassegna universitaria di seminari rivoluzionari, “Cafè Barocco Revolution”, che registra cinque edizioni. Nel 2015 lavora come reporter per la web tv d’Ateneo dell’Università del Salento, The Box Tv. Alla fine dello stesso anno si distingue come narratore al Workshop giornalistico di Sportitalia, a Milano. Nel 2016 diventa responsabile della sezione culturale di “Leccecronaca.it”, dove racconta vizi e virtù del Tacco d’Italia. Alla fine del 2016 avvia una collaborazione con “Rompipallone.it”, curando una rubrica video che fonde l’arte al calcio: “L’arte del gusto calcistico”. Nello stesso periodo è corrispondente di Radio Dimensione Italia per il calcio internazionale, editorialista di punta per «Sport in Condotta» e ospite della trasmissione leccese Piazza Giallorossa. Dal 2017 collabora con il «Nuovo Quotidiano di Puglia», raccontando l’ardente cronaca della provincia di Brindisi. Da gennaio 2018 narra di letteratura e politica per la rivista romana “L’Intellettuale Dissidente”, e di musica e sport per il periodico “Contrasti”. È conosciuto negli ambienti culturali salentini per le sue poesie anarchiche, che profumano di simbolismo e lasciano un sapore romantico sulle labbra. Tra i suoi modelli intellettuali, oltre ai Quattro Profeti del saggio “Impegno e disincanto”, ritroviamo Albert Camus, Roland Barthes, Leonardo Sciascia, Eugenio Montale, Beppe Viola e Gianni Brera.

San Leucio “la Vaccheria”. Con il caldo ricomincia sotto gli occhi dei residenti la movida senza freni

Una frazione, la più isolata, priva di controlli e preda dei vari gruppi di giovani a cui non basta passare una serata al fresco. La movida in Vaccheria provoca paura e spavento ai residenti.
E’ già da diversi anni che gli abitanti della frazione Vaccheria, si lamentano della “movida” che la sera colpisce la piccola frazione.
Soprattutto d’estate, decine di ragazzi, si incontrano nella grande piazza davanti la chiesa per passare serate lontani dal caldo del centro città. Molte volte però si sfocia nell’esagerazione e nella confusione.
Bottiglie di alcool lungo il muretto che costeggia la strada che dal Belvedere di San Leucio porta alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Questo è ciò che al mattino, gli abitanti di quelle zone, sono costretti a vedere.
Ed è proprio per colpa dell’alcool che qualche sera fa, alcuni ragazzi, sono saliti sulle auto parcheggiate spogliandosi, dando sfogo al caos più totale. Gustavo gentile

Piano City Napoli 2019: diecimila in Piazza del Plebiscito per l’apertura della kermesse con 21 pianoforti

Grande successo per l’apertura ufficiale di Piano City Napoli 2019, organizzato e promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli in collaborazione con l’associazione NapoliPiano. Questa edizione si era già preannunciata particolarmente prestigiosa e bella con il “Forum Scarlatti: Integrale delle Sonate di Domenico Scarlatti” al Conservatorio San Pietro a Majella, ideato da Dario Candela, direttore artistico sezione classica Piano City Napoli. La risposta l’ha data la città: in 10.000 si sono ritrovati nell’imponente Piazza Plebiscito per il concerto dei 21 pianoforti sotto il colonnato, dedicato alle Ouverture delle più note opere, a cura di Patrizio Marrone, diretto dal maestro Mariano Patti e anticipato dall’esibizione dell’Orchestra Regionale di Pianoforti dei Licei Musicali della Campania. Il concerto è stato  accompagnato dalla proiezione in Piazza del Plebiscito dell’opera “SOL” dell’artista Davide Cantoni. Domani la giornata conclusiva del Festival dedicato al pianoforte che con i suoi 250 eventi e 700 pianisti, dislocati tra 55 location, ha trasformato Napoli nella capitale del pianoforte per sette giorni. Particolarmente atteso il concerto della guest internazionale Valentina Lisitsa, per la prima volta a Napoli, che si esibirà stasera (sabato 6 aprile), ore 21.30, alla Chiesa dei Santi Severino e Sossio. La grande giornata pianistica di domani, domenica 7 aprile, inizia alle 5.30 con il concerto jazz all’alba di Mario Nappi al Museo Nitsch. Alle 12, a Mappatella Beach, in via Caracciolo, Antimo Magnotta proporrà al pubblico di Piano City Napoli Inner Landscape (Paesaggio Interiore),ispirato al naufragio della Costa Concordia del 13 gennaio 2012, a cui Antimo Magnotta è miracolosamente sopravvissutoSempre alle 12, il Cimitero delle Fontanelle, accoglierà l’esibizione di Christianne Neves. Al Maschio Angioino, piano center della kermesse, dopo una mattinata e un pomeriggio si esibizioni jazz e classica, in programma i concerti di Bruno Canino (ore 21.30 – Sala dei Baroni), Alberto Conde (ore 20 – Antisala dei Baroni), Gianluca Luisi (ore 18.30 – Sala della Loggia) e Enrico Fagnoni (ore 19.30 – Sala della Loggia). Nella Chiesa dei Santi Severino e Sossio, alle 21.30, si esibirà Antonio  Farao’. La sala dei Baroni ospiterà anche oggi numerosi concerti a due pianoforti partendo alle 11 con i Concerti per pianoforte e orchestra (riduzioni per 2 pianoforti) della Masterclass di Alexander Hintchev che eseguirà la parte d secondo pianoforte insieme a Maria Sensale, Carla Orbinati, Antonio Gomena, Lorena Gaccione, Walter Siano, Antonio Sensale, Davide Amuri, Simona Monastero. Sempre al Maschio Angioino l’antisala dei baroni accoglierà domenica 7 dalle 18.45 la presentazione di due pianoforti speciali della prestigiosa casa Steinway & Sons: Spirio, pianoforte autosuonante gioiello di alta tecnologia e il modello K132 Dolce pedal, un nuovo brevetto per pianoforti verticali Steinway. Nella Chiesa di San Rocco alla Riviera di Chiaia, la Fondazione Pietà de’ Turchini, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo e all’associazione NapoliPiano, presenta, nell’ambito del ciclo “Contemporaneamente antica” della stagione “Note d’altrove” 2018/2019, il reading “Ponzio Pilato”, dal romanzo “Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov, per la riduzione di Assunta De Caro. Le musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Patrizio Marrone saranno eseguite al pianoforte da Patrizio Marrone, con la voce recitante di Gennaro Piccirillo. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibiliA Villa di Donato appuntamento alle 17 con Mario Donato Pilla (concerto jazz) e dalle 18 alle 20 con I pianisti della Blue Spiral Records Paolo Morese, Fabio Cuomo, Flavio G. Cuccurullo, Raffaele Grimaldi. Concerti con prenotazione obbligatoria scrivendo a prenotazioni@key-lab.net. Anche questa edizione mostra sensibilità e attenzione per i più piccini. Alle 11, nell’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino, in programma“Piano City Napoli per Piccoli Musicisti”: laboratori creativo-musicali per bambini da 0 a 6 anni accreditati dal Programma nazionale “Nati per la Musica”, a cura di Margherita Ianuario, Marzouk Mejri e Daniele Barone. Sempre alle 11, la Cassa Armonica della Villa Comune ospita“5 Pianoforti in Villa – I bambini sui piano…..FORTI!!!!!”, a cura di Assunta Tutino e Silvia Giorgianni, con i piccoli pianisti Fabiano Capone, Victoria Fragiacomo, Alessandro Porpora, Ulla Valentini, Ugo Grieco, Gaia Notaro, Lorenzo Scarpato, Filippo Greca, Nina Fedele, Edoardo Migliaccio, Chiara Piccirillo, Gabriella Alberta Tanga, Valentina Crò, Anna Paola Castaldo, Sara Guardascione, Federica Rubino. Concerti e appuntamenti da non perdere anche negli hotel cittadini e in tantissimi altri luoghi, coinvolti nella mappa pianistica: Palazzo Fondi, Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, Palazzo Serra di Cassano, Palazzo Mastelloni, Circolo della Marina Militare, Oratorio dei nobili (Liceo A. Genovesi), Domus Ars, Associazione a’mbasciata – Palazzo Venezia, l’Antico Refettorio Complesso monastico Santa Maria in Gerusalemme – Associazione L’atrio delle trentatré Onlus, Casa Lavazza – Palazzo Marigliano, IlCartastorie – Museo dell’Archivio storico del Banco di Napoli, Napoli ebraica, Casa delle Arti e dei Mestieri Palazzo del Pio Monte della Misericordia.
Programma completo su www.pianocitynapoli.it

Napoli, l’Anm: ‘Aumentano la vendita dei biglietti e la lotta all’ evasione’

“Un aumento del 4% nella vendita dei biglietti e una crescita delle sanzioni amministrative che hanno sfondato il muro delle 25.000, grazie all’aumento del numero dei controllori messi in campo. Sono positivi i dati del 2018 di Anm sul fronte biglietti e lotta all’evasione, grazie a una serie di misure che stanno portando ad un aumento degli introiti nelle casse dell’azienda”. E’ quanto si legge, in una nota, dell’Azienda napoletana di mobilita’ I dati del 2018 fanno registrare un + 4% nella vendita dei biglietti e una grande efficienza del nuovo servizio di acquisto dei titoli di viaggio a bordo dei bus, con oltre 300mila biglietti venduti da marzo 2018 in poi. A fronte di un’evasione sulle linee bus che viaggia tra il 50% e il 60%, le linee su ferro si confermano invece le piu’ regolari con un’evasione del biglietto bassissima: 7% per la Linea 1 della metro e tra il 2% e il 3% per le funicolari, a eccezione di quella di Mergellina che registra un’evasione del 12%. Per le linee su ferro, l’ANM fa segnare l’evasione piu’ bassa comparata alle altre linee ferroviarie di trasporto pubblico del territorio. “I risultati sono positivi nella nostra lotta all’evasione – spiega Nicola Pascale amministratore delegato di ANM in una nota – i risultati della vendita dei biglietti sulle linee su ferro sono davvero ottimi con l’evasione piu’ basse dell’area metropolitana. A fronte di questo l’evasione sui bus e’ ancora altissima, per questo il +4% di vendite registrato nel 2018 e’ confortante. Ma sappiamo che dobbiamo fare di piu’ nel servizio ma anche nel far comprendere ai cittadini l’importanza di contribuire alla crescita dell’azienda pagando il biglietto, e’ questa una delle leve che ci permetteranno di aumentare gli investimenti e fornire un servizio migliore”.

Genoa, Prandelli vuole osare…

“Voglio una squadra che osi”. Cesare Prandelli alla vigilia della trasferta di Napoli e dopo due sconfitte consecutive non ha dubbi. “La squadra e’ sul pezzo. Poi puoi giocare bene o male o fare errori ma l’importante che tutti abbiamo senso di appartenenza e senso di responsabilita’, questa e’ la cosa che conta di piu’. In questo momento non dobbiamo creare alcun tipo di tensione interiore, tutto l’ambiente deve essere unito. Tutti possono contribuire al raggiungimento di un obbiettivo, obbiettivo che da quando sono arrivato ho sempre detto essere la salvezza. Non facciamo mai piu’ pensieri che vadano oltre il nostro obiettivo”. Alla terza gara in nove giorni Prandelli non vuole dare vantaggi agli avversari nascondendo le scelte tattiche anche in virtu’ delle squalifiche di Romero e Zukanovic. “In certi momenti devi solo pensare di poter mettere i giocatori nei ruoli giusti. Non parlo di formazione ma parlo di attitudine, possiamo continuare con la nostra difesa e i giocatori ci sono o cambiare durante la gara. Altro non dico”. Un Genoa passato dall’euforia del successo sulla Juve alla depressione per le ultime sconfitte. “Ora serve solo fare una grande prestazione e son convinto che la faremo. Il risultato non possiamo garantirlo a nessuno ma la prestazione si’ – ha concluso Prandelli -. Il gruppo pero’ e’ solido, unito e compatto.’

Morra, commissione antimafia: ‘I beni confiscati siano orgoglio di riscatto civile’

“I beni confiscati devono essere l’orgoglio del riscatto civile e sociale della nostra democrazia”. L’ha detto il presidente della Commissione Antimafia intervenuto a Marano di Napoli, dopo la missione in Emilia Romagna, al convegno organizzato dal deputato Andrea Caso sulle problematiche nella gestione e nel riuso dei beni confiscati. “Da quando mi sono insediato – ha spiegato Morra – ho visitato numerosi beni confiscati e continuero’ a farlo perche’ li’ avverto riscatto e volonta’ di cambiamento. Nei beni confiscati si possono realizzare integrazione, inserimento al lavoro dei piu’ svantaggiati, ma anche come agricoltura sociale, che combatte brillantemente le agromafie. Da Goel in Calabria a Nuova Cooperazione Organizzata a Casale di Principe o esempi come la Fattoria di Masaniello a Bologna, ci sono migliaia di cittadini impegnati ad affermare il concetto di legalita’ nel vissuto quotidiano, in un ambito, quello economico, in cui sempre piu’ si ritiene che il profitto si debba ottenere a dispetto delle leggi. Non si possono nascondere le tante criticita’ di questo mondo, come ha sottolineato anche il prefetto dell’Agenzia dei Beni confiscati Frattasi, con cui sono sicuro di un proficuo lavoro insieme in futuro. E’ necessario che le istituzioni, e soprattutto le amministrazioni locali, siano vicine ai beni confiscati perche’, come recita la legge, sono beni indisponibili dello Stato, sono cioe’ un bene di tutti”.

Ucciso su viale Carlo III, arrestato 22enne: “Investito per vendicare uno sgarbo”

Svolta nelle indagini per l’omicidio di Modou Diop, il senegalese di 28 anni investito ed ucciso su viale Carlo III all’altezza della Rotonda di San Nicola la Strada lo scorso 17 febbraio. Gli agenti della Squadra Mobile di Caserta hanno arrestato il 22enne di Marcianise Giovanni Buonanno, che è stato accusato di omicidio volontario pluriaggravato.
Il ragazzo è stato fermato lo scorso 2 aprile, ma solo venerdì è arrivata la convalida da parte del gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Buonanno veniva individuato al termine di una complessa indagine che consentiva di operare la ricostruzione completa della dinamica del fatto. Fin dal primo intervento sul luogo dell’investimento, gli investigatori acquisivano tutte le registrazioni degli impianti di videosorveglianza della zona. L’esame delle immagini permetteva di individuare il modello di vettura che aveva investito e travolto il pedone, nonché un’altra automobile che viaggiava nel medesimo contesto, evidentemente occupata da amici del conducente della prima. Entrambe le vetture, dopo l’investimento, si erano allontanate dal luogo senza prestare soccorso. Buonano, infatti, pochi minuti prima, all’altezza del semaforo, aveva avuto un diverbio con la vittima e già in quel occasione, aveva tentato di intimorire Diop, fingendo di investirlo. Poco dopo, aveva fatto ritorno, sempre a bordo della stessa vettura, nello stesso luogo e, attesa la luce verde, aveva puntato Diop accelerando rapidamente e travolgendolo, così provocandone la morte avvenuta a seguito dei gravissimi traumi e devastanti ferite.

Gustavo Gentile

Napoli, Insigne torna arruolabile

Lorenzo Insigne torna a disposizione. L’attaccante campano è stato inserito nell’elenco dei convocati dal tecnico Carlo Ancelotti per la sfida di domani in casa al San Paolo contro il Genoa. Questa la lista completa: Meret, Ospina, Karnezis, Chiriches, Malcuit, Koulibaly, Ghoulam, Luperto, Maksimovic, Mario Rui, Hysaj, Allan, Zielinski, Fabian Ruiz, Verdi, Callejon, Ounas, Mertens, Insigne, Milik, Younes.

Violentava un giovane migrante ospite della sua casa famiglia: arrestato 72enne del Nolano

In data odierna, a seguito di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Nola, aventi ad oggetto reiterate condotte di violenza sessuale commesse ai danni di un minore togolese ospite di una casa famiglia sita a Togoville(Togo),il personale della Squadra Mobile di Napoli ha proceduto alla esecuzione dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di L.V, classe 1947. L’arrestato era, all’epoca dei fatti, fondatore e presidente di una Onlus che svolgeva attività umanitaria a favore degli ospiti della predetta struttura in Africa.

Le indagini hanno consentito di delineare un grave, univoco e concordante quadro indiziario ai danni della persona indagata, ritenuta responsabile di aver costretto il minore a compiere e subire atti sessuali nel corso degli anni dal 2007 al 2014, prospettandogli il definitivo allontanamento dalla struttura di accoglienza e la perdita di ogni forma di assistenza, compreso l’alloggio, i due pasti al giorno ed il diritto allo studio.

Frecciarossa, il Cilento fa festa

Il treno che collegherà Milano a Sapri farà fermate anche a Bologna, Firenze, Roma, Napoli Centrale, Salerno, Agropoli, Vallo della Lucania e Centola e partirà alle 07.20 da Milano per arrivare a Sapri alle 14.14 Dal 19 aprile si potrà partire sul Frecciarossa ed arrivare comodamente a Sapri senza cambiare treno ed in meno di 7 ore. Il servizio di Alta Velocità per le mete turistiche del Cilento, infatti, sarà attivo fino ad ottobre. Il treno che collegherà Milano a Sapri farà fermate anche a Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Roma Tiburtina e Termini, Napoli Centrale, Salerno, Agropoli, Vallo della Lucania e Centola e partirà alle 07.20 da Milano per arrivare a Sapri alle 14.14. Il ritorno, invece, è previsto alle 14.52 da Sapri per arrivare a Milano alle 21.45.

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