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Femminicidio di Tatiana Tulissi, il presunto omicida punta sullo sconto di pena

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L’11 novembre del 2008 Tatiana Tulissi viene uccisa con 3 colpi di pistola calibro38 nella sua villa di Manzano, in provincia di Udine.Secondo gli inquirenti a premere il grilletto è stato il compagno Paolo Calligaris, ricco imprenditore, specializzato nella produzione di sedie. Calligaris viene indagato nel 2008, 4 anni dopo, nel 2012 viene prosciolto dall’accusa di omicidio perché non ci sono elementi sufficienti a suo carico.Nel 2016 l’uomo viene nuovamente indagato per l’assassinio di Tatiana, e qualche giorno fa, al termine della nuova inchiesta, Calligaris è tornato davanti al giudice.

Per gli inquirenti l’imprenditore ha impugnato l’arma contro Tatiana Tulissi, all’epoca dei fatti, sua convivente. Alla procura di Udine l’avvocato di Calligaris ha presentato istanza con richiesta che, nel caso di rinvio a giudizio, e quindi l’imprenditore dovesse venire processato, possa essere giudicato con rito abbreviato. Calligaris punta allo sconto di pena in previsione di un processo con condanna.

L’accusa si basa sul fatto che l’imprenditore era risultato positivo all’esame dello stub, che viene fatto per rilevare tracce di polvere da sparo sulle mani. Inoltre vi è la testimonianza di una donna che ha indicato l’ora precisa in cui ha sentito il colpo di pistola, secondo la testimone erano le 18.29. Calligaris chiama il 118 alle 18.32, quindi 3 minuti dopo lo sparo. Se come sostiene l’imprenditore nel momento in cui è avvenuto il delitto non si trovava sulla scena del crimine, come avrebbe potuto in meno di 3 minuti: parcheggiare la sua macchina, entrare in casa, trovare il cadavere e chiamare i soccorsi? Calligaris nasconde qualcosa?L’11 giugno 2019 si terrà la prossima udienza, forse si riuscirà a fare chiarezza su alcuni punti ancora oscuri.

Francesca Moretti

Pompei: ‘Jatevenne’, l’anziana mette in fuga i ladri dal suo balcone

Pompei. I ladri tentano di entrare in casa ma l’arzilla nonnina mette in fuga i banditi. E’ alla acuto l’altra notte alla periferia di Pompei, in via Molinelle. Una donna di 77 anni che vive sola in casa, è stata svegliata nel suo sonno leggero da alcuni rumori provenienti dal balcone. E senza perdersi d’animo quando si è resa conto della presenza di alcune persone che stavano tentatndo di entrare all’interno gli ha urlato contro : ” Jatevenne, ho chiamato la polizia!”. Ai banditi a quel punto non è restato altro che rinunciare al colpo e scappare prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. E così quando la volante del locale commissariato è arrivata la nonnina ha ricevuto i complimenti degli agenti che hanno anche controllato se nei dintorni si era ancora qualche presenza indesiderata.

Gomorra 4. EPATeam: “Saviano sui trapianti sbaglia, non serve ‘Genny Savastano’ per operarsi in Italia”

E’ stata fornita una visione distorta dei trapianti di fegato in Italia in occasione della seconda puntata della serie Gomorra 4. E’ questo, in sintesi, ciò che afferma EPATeam, un progetto nato dall’esigenza di inquadrare trapianto di fegato in un contesto più ampio di salute generale del paziente. In un lungo articolo, a firma di Lucio Caccamo, Maria Rendina e Paolo De Simone, si precisa che quanto raccontato nella fiction, ispirato al romanzo di Roberto Saviano, non corrisponde al vero.

di Lucio Caccamo, Paolo De Simone e Maria Rendina *

Nel mondo devastato e devastante di Gomorra, tutto ha un prezzo e spesso questo prezzo è la morte.

Il racconto che l’appassionante fiction di Sky fa dell’ambiente criminale legato alla camorra napoletana, segue le parabole umane dei suoi personaggi principali (Genny Savastano su tutti) e dei tanti personaggi minori, tutti funzionali alla trama.

La narrazione è avvincente, fedele alla regola del “saliscendi emozionale” che tiene avvinto lo spettatore grazie anche al succedersi dei momenti di azione pura. Così, tra un’auto-bomba e un’esecuzione a colpi di pistola, capita che si parli di trapianto di fegato. E non per caso. Nel secondo episodio andato in onda venerdì 29 marzo, il tema del trapianto di fegato diventa un vero e proprio “snodo narrativo”. Purtroppo però se ne parla male, assoggettando alle cosiddette “esigenze di sceneggiatura”, una narrazione improbabile e poco verosimile. Ora, chi conosce le regole della fiction, sa benissimo che nel cosiddetto “patto con il lettore” (telespettatore in questo caso), si può e si deve dare spazio alla massima creatività, ma quando si fa riferimento a contesti reali, bisogna essere esatti e – se non autentici – almeno verosimili. Perciò non è assolutamente verosimile che la giovane mamma ricoverata in una struttura pubblica perché gravemente ammalata di cancro al fegato, per operarsi debba pagare cifre iperboliche, oppure in alternativa rivolgersi al mercato nero degli organi e andare a operarsi all’estero. In Italia ogni spesa che riguarda sia i trapianti sia le donazioni di organi (cuore, polmoni, fegato, reni, pancreas, intestino) e tessuti (cornee, pelle, segmenti osteomuscolari, vasi sanguigni, valvole cardiache, nonché parti composite come la mano e la faccia), è a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Tanto è vero che sia le donazioni che i trapianti si svolgono esclusivamente in ospedali pubblici o in strutture private accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale.
Questo giusto per dare il quadro esatto della situazione. Gomorra ha quindi sbagliato perché il caso della giovane mamma che viene raccontato (grave e urgente) nel nostro sistema (pubblico e gratuito) avrebbe una rigorosa presa in carico grazie al fatto che si tratta di un sistema costituito in una rete nazionale di professionisti che è monitorata e la cui pratica è costantemente vigilata in un’ottica di tracciabilità: un’eccellenza sanitaria riconosciuta in tutto il mondo. Qui l’Italia ha davvero fatto scuola anche in tema di sicurezza oltre che di trasparenza.
Dispiace quindi per quella che gli sceneggiatori derubricheranno probabilmente a “marginale inesattezza”, mentre a noi di Epateam – consapevoli che la fiction di Sky verrà vista da milioni di persone – resta il rammarico per un messaggio sbagliato e dannoso che rischia di colpire soprattutto un aspetto nobile come la donazione degli organi, gesto volontario e senza alcuna precondizione.
In Italia c’è la rete nazionale dei trapianti. Non occorre affidarsi ai soldi di Genny Savastano e non bisogna pagare.

Due morti e 3 scomparsi: è alto il tributo in vite umane che paga Napoli in Messico negli ultimi 14 mesi

E’ alto il tributo in vite umane che la città di Napoli paga in Messico negli ultimi 14 mesi: due morti ammazzati e tre persone scomparse. L’ultimo in ordine di tempo è il 35enne Salvatore De Stefano ucciso due giorni fa all’interno del ristorante ‘Bella Donna’ nella zona di Cuauhte’moc a Città del Messico, la sera del 4 aprile. Abitava da anni in Messico dove gestiva un negozio di ferramenta. Nel suo recente passato un arresto per droga proprio nel paese Sud Americano. E questo sposterebbe l’asse delle indagini verso i cartelli di narcotrafficanti napoletani che fanno affari con i messicani. I media locali in un primo momento avevano pensato che si trattasse di una vendetta per “un pacco” rifilato ad altri connazionali ai quali avrebbe venduto macchinari di provenienza cinese spacciandoli per tedeschi. Ma la plateale esecuzione di un sicario che entra in un ristorante della zona bene della capitale e spara senza problemi davanti a tutti stanno portando gli investigatori locali verso altre piste. Intanto appare certo che il sicario sia italiano se non addirittura napoletano perché chi era all’interno del ristorante, come il cameriere e due amici che avevano cenato con la vittima, lo hanno sentito imprecare in italiano. Il suo volto e la sua statura sono stati impressi nelle immagini delle telecamera di sorveglianza del ristorante. Da due giorni la polizia messicana gli sta dando la caccia. Ma analizzando le immagini gli investigatori locali non escludono che avesse una maschera sul viso. fatto sta che sembra essere svanito nel nulla nonostante le ricerche e nonostante la sua foto sia stata diffusa ovunque. Non sembra essere stata trovata alcuna traccia di lui nei data base dei pregiudicati e dei segnalati alla polizia messicana. Si tratta di un killer esperto venuto sicuramente dall’Italia e per questo che le ricerche si stanno concentrando sugli arrivi nelle ultime settimane di cittadini italiani. E intanto si scava nel suo passato ma anche nel suo presente attraverso l’analisi dei suoi smartphone, delle sue chat e della memoria dei suoi computer. Sono stati interrogati i testimoni, i familiari, i conoscenti. Insomma tutti quelli che potrebbero dare un contributo alle indagini. E mentre la Farnesina fa sapere di seguire “con attenzione” il caso. Tornano alla mente l’altro napoletano ucciso e i tre scomparsi. Il 31 gennaio 2018 sono infatti scomparsi Raffaele Russo e il figlio Antonio Russo, e Vincenzo Cimmino, tutti residenti nella zona delle Case Nuove, a Napoli. Della loro sorte si sa solo che sono stati rapiti da alcuni poliziotti corrotti e consegnati nelle mani di un’organizzazione criminale in cambio di 43 euro. Del loro caso è stato interessato di recente anche l’Onu ma nessuno è in grado di dare notizie fino ad oggi sulla loro sorte. Il 3 novembre scorso é stato ucciso il napoletano Alessandro De Fabbio, 32 anni, detto o’ poppe, sposato e con una bambina piccola: abitava nella zona di piazza Mercato, la stessa zona dei Russo. Il suo cadavere fu stato trovato sulla carreggiata della strada statale Rancho Nuevo-Llano Frio dalla polizia municipale di Tepechitlan nello stato di Zacantes, lo stesso posto in cui a gennaio dello scorso anno si erano perse le tracce dei Russo.

Detenuto minaccia due volte il suicidio: salvato dagli agenti

Per due volte un detenuto di origine magrebina oggi ha tentato di suicidarsi all’interno del carcere Le Sughere di Livorno. Lo rendono noto il Coordinamento sindacale penitenziario (Cosp) e il segretario generale provinciale Uilpa di Livorno Mauro Barile. Il detenuto prima ha tentato di impiccarsi ma e’ stato fermato dagli agenti, poi, durante l’ora d’aria si e’ arrampicato sul tetto che copre le tribune del campo sportivo che si trova nel cortile del carcere, fino a salire sul punto piu’ alto, minacciando di buttarsi nel vuoto. Le intenzioni del detenuto sono state notate dall’agente che sorveglia il cortile che ha dato subito l’allarme facendo scattare le procedure di sicurezza. L’intervento degli agenti, supportati dai vigili del fuoco e da un’ambulanza e una lunga mediazione durata oltre un’ora e mezza, hanno consentito di riportare la situazione alla normalita’. Il segretario nazionale del Cosp Mimmo Mastrulli chiede che sia riconosciuta la professionalita’ degli agenti che hanno saputo gestire l’emergenza e che si provveda quanto prima ad aumentare “un organico ormai all’osso”. Per Barile, “la polizia penitenziaria dell’istituto Livornese ha dato dimostrazione di saper gestire con competenza e celerita’ un atto dimostrativo, che classificheremmo estremo, di cui si e’ reso protagonista un detenuto di origine nord-africana”.

Tonnellate di hashish dal Marocco, passando per la Spagna: arrivava al mercato di Pagani

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Tonnellate di hashish dal Marocco, passando per la Spagna: coinvolta Nocera e Pagani, 20 arresti 5 al processo. L’hashish importato illegalmente era destinato alle regioni Nord-occidentali e della Campania: a tonnellate veniva trasportato attraverso i gommoni dal Marocco, poi attraverso i camion per il trasporto delle merci dalla Spagna. Durante le indagini gli investigatori hanno documentato diversi grossi transiti di droga. Il primo, una tonnellata, passata per lo stretto di Gibilterra la notte tra il 31 marzo e il 1° aprile 2018 era in parte ceduta nel milanese, la seconda (300 kg importata a maggio) e l’ultima di 370kg, parte dei quali è arrivata in Italia il 25 giugno 2018, nascosta all’interno di un tir carico di arance proveniente da Barcellona e sequestrata al mercato ortofrutticolo di Pagani dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore.

Il carico arrivò nel mese di giugno scorso, al mercato ortofrutticolo Nocera-Pagani. Il blitz dei carabinieri rientrava in un’indagine più ampia sui trafficanti al lavoro, su sponda iberica, per conto dei clan locali. I panetti di hashish erano occultati tra le casse di arance di provenienza e produzione nordafricana. Lo stupefacente arrivò dopo le 12, al mercato, con i carabinieri a bloccare un primo rimorchio e poi un’auto, con dentro alcuni dei coinvolti ad attenderlo. Uno dei cinque tentò anche la fuga, ma fu arrestato rapidamente. Aveva rovesciato la maglia che indossava, provando ad ingannare i militari. L’attività d’indagine vide l’ausilio anche delle unità cinofile dei carabinieri di Sarno. Durante i controlli e poi i sequestri, uno degli indagati fornì false generalità, mostrando un gran nervosismo durante la fase di identificazione. Per i cinque ora partirà il processo.

Gustavo Gentile

Benevento, gran vittoria a Perugia

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Gol e spettacolo al Curi, con il Benevento che vince 2-4 e porta a casa tre punti importanti. Giallorossi in vantaggio con Viola, poi rimontati dal Perugia e capaci di tornare avanti a fine primo tempo. Nel secondo tempo ancora Viola chiude la partita. La squadra di Bucchi aggancia il Palermo al terzo posto

SERIE B: CLASSIFICA – CALENDARIO

PERUGIA-BENEVENTO 2-4

RETI: 7′ Viola rig. (B), 9′ Han (P), 13′ Sadiq (P), 18′ Caldirola (B), 44′ Coda (B), 73′ Viola rig. (B)

PERUGIA (4-3-1-2): Gabriel; El Yamiq (54′ Falasco), Gyomber, Sgarbi, Mazzocchi; Falzerano (74′ Vido), Carraro (67′ Bianco), Dragomir; Verre; Han, Sadiq. All. Nesta

BENEVENTO (4-3-3): Montipò; Maggio, Antei, Caldirola, Improta; Bandinelli, Del Pinto (78′ Tello), Viola; Coda, Armenteros (67′ Buonaiuto), Ricci (84′ Volta). All. Bucchi

Ammoniti: Gyomber (P), Del Pinto, Antei, Maggio, Improta (B)

Napoli, il Genoa pensando all’Arsenal

Il Napoli tra due fuochi. Da un lato c’e’ la necessita’ di non sprecare troppe energie psicofisiche in vista della partita di giovedi’ sera a Londra contro l’Arsenal, forse la piu’ importante e delicata di tutta la stagione, dall’altro incombe l’obbligo di cancellare subito la brutta figura di Empoli e nello stesso tempo di tenere a debita distanza le inseguitrici per conservare il vantaggio utile a una serena qualificazione alla Champions League del prossimo anno. Qual e’ lo stato d’animo dei calciatori e di Ancelotti di fronte a questo bivio? Quale strada imbocchera’ domani sera il Napoli al San Paolo contro il Genoa? La squadra non pensera’ a risparmiarsi o cerchera’ di gestire la partita senza sprecare troppe energie? Ancelotti, e’ evidente, vorrebbe dare un colpo alla botte e uno al cerchio: vincere con i rossoblu’, ma senza dannarsi l’anima. Per ottenere questo risultato, pero’, e’ necessario fare i conti con la squadra di Prandelli che a sua volta nelle ultime giornate si e’ fatta rosicchiare il vantaggio in precedenza accumulato in zona salvezza e che ora dispone di soli 6 punti di margine sulla terzultima e dunque giochera’ con grande determinazione per fare risultato. Il tecnico dei partenopei e’ comunque rinfrancato dal rientro di buona parte degli infortunati che sono nuovamente disponibili. Rimangono fuori ancora i soli Albiol, che sta per terminare la fase di recupero dopo l’intervento di pulizia al legamento sottorotuleo di un ginocchio, e Diawara ha subito l’infrazione dell’osso navicolare del piede destro e il cui rientro in campo e’ molto lontano. Ancelotti ha invece recuperato Insigne, Chiriches, Ghoulam e Ospina che nelle ultime settimane si erano dovuti fermare per vari infortuni. Tra questi chi sara’ utilizzato con maggiore probabilita’ e’ Ghoulam, anche per dare un turno di riposo a Mario Rui. Quanto a Insigne, che oggi ha svolto solo una parte dell’allenamento assieme ai compagni, completando poi la seduta con un’attivita’ differenziata, e’ difficile che possa scendere in campo. Ancelotti lo portera’ sicuramente in panchina ma e’ quasi certo che lo preservera’ per averlo a disposizione giovedi’ contro l’Arsenal. Ancora una volta, dunque, tocchera’ a Milik e Mertens formare la coppia d’attacco. Sempre nell’ottica di un risparmio di energie potrebbe riposare anche Allan. A centrocampo il brasiliano dovrebbe essere sostituito da Zielinski, con Verdi impiegato sulla fascia sinistra in sostituzione del polacco. Anche Younes che nelle due ultime uscite ha sempre segnato un gol, potra’ avere una opportunita’, se non dall’inizio, durante l’arco della partita. La sua abilita’ nello stretto potrebbe essere determinante per superare la difesa dei rossoblu’.

Scafati, tragedia sfiorata

Improvvisamente si è sviluppato un incendio in una abitazione di un condominio forse a causa di una stufa difettosa. Nell’appartamento a quanto sembra pare ci fosse una donna con i suoi figli piccoli. Un primo intervento è stato fatto da alcuni condomini che con degli estintori hanno domato parzialmente le fiamme. Poi l’arrivo dei vigili del fuoco che ha scongiurato il peggio. Distrutta quasi totalmente la casa. Due ambulanze hanno soccorso i malcapitati sul posto. Fortunatamente nessun ferito serio ma si è sfiorata una tragedia.

“Chiuso per tramonto”: l’avviso del libraio di Acciaroli sotto i riflettori nazionali

Paolo Baron, libraio di Acciaroli, nel Comune di Pollica, ogni giorno, munito di macchina fotografica, insegue il suo tramonto perfetto, chiudendo temporaneamente il singolare negozio.
“Chiuso per tramonto”: l’avviso del libraio di Acciaroli sotto i riflettori nazionali. “Chiuso per tramonto”. Sì, perchè il sole che si tuffa nel mare, tingendo il cielo con colori fiabeschi e richiamando gli scenari di quadri artistici, non si può proprio “perdere”. Lo sa bene Paolo Baron, libraio di Acciaroli, nel Comune di Pollica, che ogni giorno, munito di macchina fotografica, insegue il suo tramonto perfetto, chiudendo temporaneamente il singolare negozio, a due passi dal mare.
E l’avviso che spunta nel tardo pomeriggio presso la libreria cilentana ha attirato anche i riflettori nazionali, finendo su Rainews. Tanta curiosità.

Gustavo Gentile

Napoli, completato il trasferimento dei reparti dall’ospedale Incurabili: ecco tutti gli spostamenti

Napoli. E’ stato completato nel tardo pomeriggio di oggi il trasferimento di tutti i pazienti (23) e le attività clinico-assistenziali ospitate nel Complesso Santa Maria del Popolo degli Incurabili. La decisione di procedere al trasferimento di servizi e degenti si è resa necessaria all’esito del sopralluogo effettuato dai Vigili del Fuoco e Protezione Civile e in forza della conseguente interdizione di alcune aree operative. “L’interdizione di tali aree operative – dice il Commissario Straordinario Ciro Verdoliva – ha reso doveroso optare per un trasferimento verso altre strutture. Non avrebbe avuto alcun senso tenere ricoverati agli Incurabili i pazienti con il blocco operatorio o il servizio di radiologia interdetto. Le attività assistenziali momentaneamente dismesse dal Complesso Monumentale Santa Maria del Popolo degli Incurabili sono state trasferite all’Ospedale del Mare, preservando le identità di tutte le unità operative”. Secondo le decisioni medicina interna, Chirurgia generale, Rianimazione e Urologia sono state trasferite all’ospedale del Mare insieme con gli infermieri e gli operatori socio sanitari della sala operatoria, un ambulatorio di epatologia. Sono stati spostati al Vecchio Pellegrini invece il personale della Direzione Medica e di presidio insieme con il reparto radiologia così come il personale in servizio ad Anatomia patalogica, l’ambulatorio di ginecologia, quello di oculistica e il servizio farmacia.

Grande successo per il Carbonara day al Chiaia 260, turisti e napoletani festeggiano il piatto nato all’ombra del Vesuvio

C’erano i turisti, c’erano tanti napoletani, c’erano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, il consigliere comunale del Sole che Ride Marco Gaudini e il giornalista Francesco Molaro con i ristoratori e proprietari del Caffè Gambrinus Massimiliano Rosati e Michele Sergio. Tutti al ristorante “Chiaia 260” per festeggiare il Carbonara Day. Per l’occasione lo chef ha preparato una maxi carbonara con cinquanta chilogrammi di pasta di Gragnano, uova campane e guanciale di Agerola. Una selezione di prodotti del territorio per preparare un piatto che è nato all’ombra del Vesuvio. Già, perché la carbonara sarebbe stata inventata a Napoli. Lo conferma il cuoco letterato napoletano Ippolito Cavalcanti in un’opera del 1839. La chicca è stata svelata proprio dal patron del Gambrinus Massimiliano Rosati. “La tesi – spiega Rosati – è rinforzata dal fatto che solo nella cucina popolare napoletana è comune l’impiego dei condimenti della carbonara nei primi piatti. Ne sono un esempio gli spaghetti ‘alla puveriello’ in cui ricorre l’uso dell’uovo”.

Ma Napoli è anche la capitale della pizza. E dalla cucina di “Chiaia 260” è uscito fuori un gustoso crossover: la pizza alla carbonara. Palati soddisfatti e sorrisi di approvazione sul visi dei tanti passanti che si sono fermati per una forchettata di spaghetti o per uno spicchio di pizza, serviti in stoviglie realizzate in materiale biodegradabile, in anticipo sulle future ordinanze plastic free. “Un piacere partecipare a questo evento – ha dichiarato il consigliere regionale Borrelli -, questa carbonara rappresenta un’eccellenza della nostra regione. La sua squisitezza è legata alla genuinità degli ingredienti, provenienti dal territorio. Servono più eventi del genere per coinvolgere i turisti e per fargli scoprire le bontà della nostra cucina”. L’appuntamento è al prossimo Carbonara Day con l’auspicio di replicare il successo di quest’anno.

Vomero, un anziano si sente male in via Luca Giordano: soccorsi in ritardo per il traffico e per delle fioriere

      “ Stamani, poco dopo mezzogiorno, mentre passeggiava in compagnia della moglie,  in via Luca Giordano al Vomero, nel tratto tra piazza degli Artisti e via De Mura, un uomo di 83 anni, si è sentito male. Adagiato su una panchina, è stato prontamente allertato il 118.  Ma, a causa del traffico caotico del sabato mattina, l’ambulanza è arrivata dopo circa mezzora. E’ sarebbe trascorso ancora più tempo se, in piazza degli Artisti, alcuni volenterosi, vista la totale assenza di vigilanza urbana, non avessero proceduto a spostare temporaneamente una delle fioriere poste all’ingresso della stessa via Luca Giordano per consentire il passaggio del mezzo di soccorso. Fioriere che, da tempo, si è chiesto di sostituire con dei dissuasori a scomparsa, proprio per casi d’emergenza come quello odierno. Dopo che è stato sistemato nell’ambulanza e sottoposto ai primi accertamenti, si è deciso di trasferire l’anziano in un  nosocomio “. E questo il racconto di Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari che, insieme a tanti passanti, ha assistito all’evolversi degli eventi.  “La vicenda – afferma Capodanno – ripropone un antico e mai risolto problema. Quello dell’apertura di un posto fisso, opportunamente attrezzato, da adibire a pronto soccorso nel popoloso quartiere collinare della Città. I vomeresi più anziani –  puntualizza Capodanno – ricorderanno che questa struttura esisteva fino agli anni ’50 del secolo scorso, allocata al piano terra di un fabbricato in via Solimena, ma poi fu inopinatamente soppressa “.“ Va rimarcato  – prosegue Capodanno –  che al Vomero vi sono circa 50mila abitanti su di un’area di poco più di due chilometri quadrati, con una forte presenza di anziani con oltre 65 anni. Inoltre occorre considerare l’indotto generato dalla presenza di quasi duemila esercizi commerciali a posto fisso che, nei fine settimana, porta a raddoppiare le presenze sul territorio “.“L’asfittica condizione del traffico e le carenze strutturali – sottolinea Capodanno – non consentono, in casi di emergenza come quello odierno,  di poter contare sull’intervento tempestivo delle ambulanze. Bisogna anche considerare il dato che l’ospedale attrezzato per adulti più vicino, dotato di una struttura idonea di pronto soccorso, è il Cardarelli per raggiungere il quale occorre un tempo che potrebbe risultare letale per vittime di malori improvvisi o  di gravi incidenti “.

Napoli, martedì 8 aprile alle ore 12,00 la conferenza stampa di presentazione del comitato per la legalità dei commercianti di piazza Trieste e Trento. “Per la prima volta gli esercenti assumono impegni e avanzano proposte”

Martedì 8 aprile alle ore 12,00 la conferenza stampa di presentazione del comitato per la legalità dei commercianti di piazza Trieste e Trento. “Per la prima volta gli esercenti assumono impegni e avanzano proposte”

Martedì 8 aprile alle ore 12,00, presso il Caffè Monidee in piazza Trieste e Trento, si terrà la conferenza stampa di presentazione del comitato per la legalità costituito dai commercianti della piazza. Prenderanno parte alla presentazione alcuni degli esercenti che hanno promosso la nascita del comitato: Gennaro Pelliccia e Antonio Visconti, proprietari del Caffè Monidee, locale danneggiato il mese scorso da una sparatoria ad altezza d’uomo, Gino Sorbillo, proprietario della pizzeria “Zia Esterina” e Michele Sergio, proprietario del Caffè Gambrinus. All’incontro con la stampa prenderanno parte anche Ciro Fiola, presidente della Camera di Commercio di Napoli, Mimmo Filosa per Confcommercio, il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il consigliere comunale del Sole che Ride Marco Gaudini. In occasione della conferenza stampa i commercianti presenteranno un pacchetto di misure da proporre alle autorità deputate al controllo del territorio per contenere in maniera più efficace i fenomeni delinquenziali che investono la piazza. “Per la prima volta – spiega il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli con quello comunale Marco Gaudini  – i commercianti si uniscono per far fronte comune contro la malavita. Non solo attraverso una serie di contromisure da proporre ma anche attraverso l’assunzione di reciproci impegni per combattere in maniera congiunta illegalità e delinquenza”.

Campania, controlli della Polfer: 4 denunce e 2 arresti

Nel weekend sono proseguiti i controlli di sicurezza attuati dal Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania, nell’ambito dell’intensificazione  delle  misure di osservazione e vigilanza disposta nelle principali stazioni  ed a bordo dei convogli, anche in ragione del maggior numero dei turisti che con la stagione primaverile raggiungono il capoluogo partenopeo e le numerose località turistiche del territorio.

Borseggiatore in azione in stazione arrestato per furto aggravato: nella stazione di  Napoli Centrale una pattuglia ha notato un maghrebino aggirarsi con fare sospetto tra i numerosi viaggiatori presenti e senza perderlo di vista, ne ha seguito i movimenti a debita distanza. Gli agenti hanno così osservato il malfattore che, dopo aver individuato la sua preda, un settantasettenne napoletano in fila presso una rivendita di tabacchi nell’atrio dello scalo, si è posizionato alle sue spalle e gli ha sfilato delle banconote dalla tasca dei pantaloni, senza che il malcapitato se ne accorgesse. I due agenti lo hanno prontamente bloccato mentre si dirigeva verso l’uscita della stazione, cogliendolo con la refurtiva di novanta euro ancora in mano, somma che è stata poi immediatamente restituita al derubato. M.A. marocchino quarantaseienne è stato arrestato nella flagranza del reato di furto aggravato e, sottoposto a giudizio con rito direttissimo, condannato ad 1 anno e 6 mesi di reclusione, 300 euro di multa ed al divieto di dimora in Campania.

Fermato in stazione per un controllo. Finisce a Poggioreale per maltrattamenti in famiglia.Nel corso dei servizi attuati mediante  il dispositivo di restringimento degli ingressi  realizzato con desk, nastri tendiflex  e pannelli, tutti brandizzati con scritte e loghi della Polizia di Stato, per aumentare la visibilità dei poliziotti e la percezione di sicurezza negli utenti, una pattuglia  Polfer operativa presso un varco di accesso, tramite il palmare in dotazione, ha proceduto al controllo nella banca dati SDI , di S.F. siciliano quarantatreenne, a carico del quale è emerso un rintraccio per sottoposizione ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo per il reato di maltrattamenti in famiglia.  Dopo le formalità di rito l’uomo è stato associato presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale a diposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.

Complessivamente sono stati conseguiti i seguenti risultati:

•         Nr. 2        persone arrestate.

•         Nr. 4     persone deferite  all’Autorità Giudiziaria: per minaccia e oltraggio a P.U; per violazione del foglio di via obbligatorio; per violazione dell’obbligo di dimora; per sottrazione di cose sottoposte a sequestro.

•         Nr. 3.023  persone identificate.

•         Nr. 985  bagagli a seguito di viaggiatori controllati.

  •       Nr. 60   treni scortati.     

•         Nr. 20     sanzioni amministrative.

•         Nr. 7      sequestri.

•         Nr. 2        fotosegnalamenti.

•         Nr. 1        minore rintracciato e riaffidato.

Napoletano ucciso in Messico, la Farnesina: ‘Seguiamo il caso con massima attenzione’

“L’Ambasciata d’Italia a Città del Messico, in stretto raccordo con la Farnesina e con le Autorità locali, segue con la massima attenzione il caso di Salvatore De Stefano, deceduto nella capitale messicana, ed è in contatto con la famiglia del connazionale per garantire ogni possibile assistenza”. È quanto fa sapere la Farnesina in relazione al caso del cittadino italiano che secondo i media messicani è stato assassinato a colpi d’arma da fuoco mercoledì sera mentre si trovava in un ristorante a Città del Messico. Salvatore Stefano, è stato ucciso mercoledì sera a Città del Messico mentre si trovava in un ristorante italiano, ‘Bella Donna’, nel quartiere di Cuauhtemoc. Lo riportano i media locali, secondo cui quando l’uomo è stato raggiunto dagli spari si trovava in compagnia di altri due connazionali. Inizialmente rimasto ferito, è stato portato in ospedale, dove è morto. Non è chiaro se ad agire siano stati uno o più killer. Il sito messicano ‘La Silla Rota’ diffonde un’immagine ripresa dalle telecamere di sorveglianza che sembra mostrare il presunto sicario, un uomo di età compresa fra 25 e 30 anni che indossava un cappellino. Sempre secondo i media locali, gli inquirenti non escludono che l’omicidio possa essere una vendetta per il fatto che pare che l’italiano vendesse dei macchinari cinesi facendoli passare per tedeschi.

Napoli, borseggiatore in azione in stazione arrestato per furto aggravato

Nella stazione di Napoli Centrale una pattuglia ha notato un maghrebino aggirarsi con fare sospetto tra i numerosi viaggiatori presenti e senza perderlo di vista, ne ha seguito i movimenti a debita distanza. Gli agenti hanno così osservato il malfattore che, dopo aver individuato la sua preda, un settantasettenne napoletano in fila presso una rivendita di tabacchi nell’atrio dello scalo, si è posizionato alle sue spalle e gli ha sfilato delle banconote dalla tasca dei pantaloni, senza che il malcapitato se ne accorgesse. I due agenti lo hanno prontamente bloccato mentre si dirigeva verso l’uscita della stazione, cogliendolo con la refurtiva di novanta euro ancora in mano, somma che è stata poi immediatamente restituita al derubato. M.A. marocchino quarantaseienne è stato arrestato nella flagranza del reato di furto aggravato e, sottoposto a giudizio con rito direttissimo, condannato ad 1 anno e 6 mesi di reclusione, 300 euro di multa ed al divieto di dimora in Campania.

Aversa: droga nell’ovetto di cioccolato, preso spacciatore

Nascondeva diversi grammi di droga in una confezione di ovetto di cioccolato di una nota marca e in un pacchetto di sigarette, il pregiudicato fermato nel corso di un controllo dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Aversa. L’uomo, dopo la convalida dell’arresto, ha beneficiato dell’obbligo di dimora nel Comune di Trentola Ducenta, dove risiede. In totale sono stati sequestrati oltre 30 grammi tra hashish e cocaina. Nel corso di altre due distinte operazioni nel Casertano, tra San Tammaro e Casagiove, gli agenti di polizia del Commissariato di Santa Maria Capua Vetere hanno arrestato per possesso di un grosso quantitativo di droga (2.3 kg.) un trentenne proprietario di due appartamenti dove è stata trovata la droga. Denunciato il suo complice extracomunitario. Altri 4 kg. sono stati sequestrati a Casagiove, in particolare infiorescenze e foglioline di marijuana e 100 grammi di hashish.

Giustizia Tributaria in Campania: meno ricorsi, cala il contenzioso

Dati positivi per la Giustizia Tributaria in Campania, sia pure in un quadro nazionale di preoccupazione per gli “elevatissimi livelli di tassazione” e per i “provvedimenti premiali” che ingenerano l’ impressione di “incertezza delle conseguenze” per gli inadempienti, “se non della certezza di una larga impunita'”. Li ha evidenziati il presidente della Commissione Tributaria Regionale, Alfredo Montagna, all’ inaugurazione dell’anno giudiziario 2019 in una cerimonia svoltasi al Castel dell’Ovo di Napoli, alla presenza del direttore generale della Giustizia amministrativa, Fiorenzo Sirianni, e del componente del Consiglio di presidenza di Giustizia Tributaria, Stanislao de Matteis. Cala il contenzioso ed aumenta – anche grazie alla informatizzazione del processo tributario – il numero dei ricorsi definiti in primo grado ed in appello. Nel 2018 alla Commissione provinciale Tributaria di Napoli sono stati presentati 16 mila 944 ricorsi, mentre quelli definiti sono stati 18 mila 467. I giudizi pendenti sono 7 mila 948. Dati analoghi alle Commissioni provinciali di Caserta (5 mila 839 presentati, 6 mila 626 definiti); Salerno(5 mila 701/ 6 mila 277); Avellino (1565/1682)e Benevento ( 1066/1141). Nel grado di appello nel 2018 sono stati definiti 11 mila 574 ricorsi con una flessione delle pendenze del 18,6%, un risultato definito “lusinghiero” dal presidente Montagna “nonostante un perdurante deficit di organico specie dei presidenti di sezione”. Aumenta il numero dei ricorsi presentati per via telematica dai contribuenti e la Campania si situa “nella parte alta della graduatoria” nazionale “per numero di atti trasmessi e depositati” non in modalita’ cartacea. Problematica – ha evidenziato il presidente della Commissione Tributaria della Campania – la situazione della sezione distaccata di Salerno “non in grado per le sue ridotte dimensioni di smaltire il carico assegnatole”. La proposta del presidente Montagna e’ la chiusura della sezione distaccata di Salerno, nel quadro della chiusura di numerose sezioni distaccate a livello nazionale, in vista della definitiva informatizzazione del processo tributario. Dal primo luglio prossimo, infatti, entrera’ in vigore l’ obbligatorieta’ del processo telematico, finora informatizzato solo nella fase introduttiva – come ha confermato il Direttore della Giustizia Tributaria Fiorenzo Sirianni – e questo riduce notevolmente la necessita’ di disporre di uffici sul territorio

Avellino: colpi di pistola contro impresa di raccolta rifiuti

Quattro colpi di fucile sono stati esplosi contro la sede di “Irpiniambiente”, societa’ interamente partecipata della provincia di Avellino per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, a Quindici. L’attentato e’ avvenuto poco dopo le 6 di stamattina. Sull’ episodio indaga il Commissariato di Polizia di Lauro. Gli investigatori non escludono alcuna pista, a cominciare da quella che porta agli interessi dei clan camorristici attivi nel Vallo di Lauro. Nelle scorse settimane un compattatore di “Irpiniambiente” e’ stato dato alle fiamme.

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