Un settantenne di Benevento era finito sotto processo con l’accusa di aver compiuto atti sessuali su una minorenne, amica della propria figliastra, contro la sua volontà. I fatti contestati si sarebbero verificati all’interno dell’abitazione dell’uomo, in un contesto apparentemente ordinario: la ragazza si trovava ospite per il pranzo, in assenza dei genitori, di fatto affidata alla madre convivente dell’uomo e all’uomo stesso.
La condanna in primo grado
Il Tribunale di Benevento aveva ritenuto provata la responsabilità dell’imputato, emettendo nei suoi confronti una sentenza di condanna. La minorenne e il padre si erano costituiti parte civile nel procedimento, chiedendo il riconoscimento del danno subito.
Il ribaltamento in Appello
La Corte d’Appello di Napoli ha tuttavia emesso sentenza di non doversi procedere a carico del settantenne, assistito dall’avvocato Vittorio Fucci del foro di Benevento, ribaltando così l’esito del giudizio di primo grado.







Non voglio giudicà senza conoscere tutto ma la storia mi pare piena di buchi;la ragazza era affidata alla madre convivente e allora come mai nessuno aveva vista nulla? Gli avvocati ha fatto il suo lavoro ma resta la domanda sulle prove e sui tempi del processo,ci sono troppe zone d’ombra e nulla sembra del tutto chiarito
Onestamente la situazione pare complessa,ma io pensa che troppo sicuro non si può sta,ci sono troppe incongruenze nei verbali e testimoni che parla in modo diverso.Come puo essere che la prima sentenza poi svanisca? Il sistema giudiziari mostra crepe e la verità resta incerta per molti motivi e questo fa pensare male
Sto leggendo la notizia ma non ci capire bene,la sentenza è ribaltata e mi sembra strano,però non so come si è arriva a quegli atti,la ragazzaera ospite a pranzo,ill’uomo diceva cose che non torna? Non so,mi resta un gran dubbio su come i giudici ha valutato le prove,ci son troppe incongruenze e molte frasi che non quadra nel racconto complessivo