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Maxi operazione dei carabinieri contro una rete di ladri seriali: 38 arresti tra Napoli e Roma

Furti in casa e truffe agli anziani: sgominata una rete criminale, 38 arresti tra Campania e Lazio.

All’alba di oggi i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 38 persone, ritenute gravemente indiziate di far parte di un’associazione per delinquere specializzata in furti in abitazione, ricettazione e truffe aggravate ai danni di vittime in condizioni di minorata difesa.

Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli Nord e conta complessivamente 65 capi d’imputazione.

L’indagine, coordinata dalla Procura e sviluppata tra giugno 2023 e ottobre 2024, ha preso le mosse da un furto in appartamento avvenuto a Casoria. Da quell’episodio gli investigatori hanno ricostruito un quadro criminale ben più ampio, mettendo a sistema oltre 100 notizie di reato per furti commessi con modalità analoghe, emerse dalle denunce presentate alle diverse forze dell’ordine sul territorio.

Le attività investigative, condotte anche con l’ausilio di intercettazioni e altri strumenti tecnici, hanno permesso di individuare sette distinti gruppi criminali, tra loro permeabili, di matrice prevalentemente familiare.

I colpi in Campania anche in provincia di Frosinone e Roma

Le bande operavano in maniera stabile e organizzata non solo nelle province di Napoli, Caserta, Benevento, Salerno e Avellino, ma anche fuori regione, tra le province di Frosinone e Roma.

Nel complesso sono stati ricostruiti circa 150 episodi delittuosi: 40 furti in abitazione portati a termine, 3 tentati, 92 tentativi non riusciti, 8 episodi di ricettazione e 3 truffe messe in atto con la cosiddetta “tecnica dello specchietto”. Il profitto complessivo stimato ammonta a circa 105 mila euro, tra denaro contante, gioielli, monili in oro e argento e oggetti preziosi.

I ladri agivano con modalità collaudate. Due o tre vedette restavano all’esterno degli edifici per segnalare eventuali movimenti sospetti, mentre gli esecutori si introducevano negli appartamenti utilizzando chiavi alterate o universali, in grado di aprire qualsiasi tipo di serratura.

Quando necessario, le casseforti venivano letteralmente sradicate dagli alloggi con l’uso di un flessibile. La fuga avveniva a bordo di auto dotate di doppi fondi e vani nascosti per occultare attrezzi e refurtiva. In alcuni casi i componenti delle bande si travestivano da rider di note società di consegna a domicilio per non destare sospetti.

Secondo quanto emerso dalle indagini, ogni gruppo era in grado di pianificare ed eseguire anche decine di furti al giorno, preceduti da accurati sopralluoghi per individuare le vittime e studiarne le abitudini.

In manette anche il ricettatore di fiducia della banda

I gioielli e gli orologi di valore venivano poi rapidamente monetizzati, nel giro di poche ore, attraverso un ricettatore di fiducia che, dalla propria abitazione, gestiva un vero e proprio mercato nero dell’oro e dell’argento, con quotazioni aggiornate quotidianamente.

Non mancavano le truffe ai danni di persone anziane, prese di mira mentre viaggiavano sole in auto: con la “tecnica dello specchietto” le vittime venivano indotte a credere di aver causato un incidente e costrette a consegnare denaro contante per risarcimenti inesistenti.

Nel corso dell’attività investigativa 13 persone sono state arrestate in flagranza di reato, altre 9 denunciate a piede libero. I militari sono riusciti anche a recuperare refurtiva per un valore complessivo di circa 30 mila euro.

Napoli, studente Erasmus aggredito e rapinato in Corso Umberto

Napoli – Non si ferma l’allarme sicurezza nelle arterie principali del capoluogo campano. L’ultimo episodio di cronaca vede come protagonista, suo malgrado, uno studente tedesco di 22 anni, in città per il progetto di scambio universitario Erasmus.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane stava passeggiando lungo Corso Umberto I intorno alle ore 22:00 quando è stato puntato da due individui. L’approccio è stato fulmineo e violento: i malviventi lo hanno aggredito fisicamente per strappargli il portafogli, contenente appena 30 euro, prima di dileguarsi tra i vicoli adiacenti.

I soccorsi e le indagini

Subito dopo l’aggressione, il 22enne è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini. I medici, dopo aver prestato le cure necessarie per le contusioni riportate durante la colluttazione, hanno dimesso il ragazzo con una prognosi di 10 giorni.

Sul caso sono ora al lavoro i Carabinieri della stazione San Giuseppe e i militari della Compagnia Napoli Centro. Gli inquirenti stanno vagliando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per identificare i responsabili e ricostruire l’esatta dinamica di un raid avvenuto in una zona solitamente molto frequentata da residenti e turisti.

Maxi-processo «Hydra» sulla «Confederazione delle Mafie» in Lombardia: 62 condanne e 45 rinvii a giudizio

Milano– Nell’aula bunker del carcere di Opera ieri sera è stata necessaria oltre un’ora per leggere il dispositivo che segna uno spartiacque nella storia giudiziaria milanese.

Il Gup Emanuele Mancini ha sostanzialmente validato l’impianto accusatorio dell’inchiesta “Hydra”, riconoscendo l’esistenza di quella che i magistrati della Dda definiscono una “alleanza strutturale” tra le diverse anime del crimine organizzato operante al Nord.

 La fine dell’era dei “compartimenti stagni”

Dal punto di vista della cronaca giudiziaria, la sentenza  non è solo una conta di anni di carcere, ma una validazione sociologica e giuridica. Il giudice ha accolto la tesi dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane: in Lombardia, le mafie non si limitano più a una pacifica convivenza o a sporadici scambi di favori.

Si sono evolute in un “sistema mafioso lombardo”, una sorta di consorzio criminale dove ‘ndrangheta, Cosa Nostra e camorra mettono a fattore comune risorse, contatti e potere intimidatorio per massimizzare il profitto.

Questo verdetto arriva dopo un iter travagliato: nell’ottobre 2023, il Gip Tommaso Perna aveva rigettato gran parte delle misure cautelari, dubitando proprio della tenuta giuridica di questa “super-mafia”. La decisione di ieri sera invece, confortata dai precedenti passaggi in Riesame e Cassazione, ribalta quella prospettiva iniziale, blindando il teorema della Procura guidata da Marcello Viola.

Il verdetto: pene esemplari e nomi eccellenti

Il rito abbreviato si chiude con 62 condanne, 18 assoluzioni e 9 patteggiamenti. Le pene inflitte descrivono la gerarchia di questa confederazione:

Il vertice: La condanna più pesante, 16 anni di reclusione, è stata inflitta a Massimo Rosi, figura di spicco della ‘ndrangheta, ritenuto uno dei motori dell’alleanza.

L’asse siciliano: Pene durissime per gli esponenti del mandamento trapanese: Bernardo Pace (14 anni e 4 mesi), Michele Pace (12 anni) e Domenico Pace (11 anni e 4 mesi).

I colletti bianchi e i broker: Spiccano le condanne a Filippo Crea (14 anni) e Giuseppe Fidanzati (14 anni), quest’ultimo figlio dello storico boss palermitano e cerniera tra i diversi mondi criminali.

La componente campana: Pietro Mazzotta, legato al gruppo Senese, è stato condannato a 13 anni.

I “Referenti” di Messina Denaro

Se 62 imputati hanno scelto la via dello sconto di pena, altri 45 affronteranno il dibattimento che inizierà il prossimo 19 marzo davanti all’ottava sezione penale del Tribunale di Milano.

Tra i nomi che finiranno alla sbarra spicca Paolo Aurelio Errante Parrino, figura chiave dell’inchiesta. Considerato il referente in terra lombarda dell’ex primula rossa Matteo Messina Denaro (nonché suo parente), Parrino rappresenta, secondo l’accusa, il legame diretto tra la “mafia stragista” siciliana e il nuovo modello imprenditoriale milanese. Insieme a lui, andrà a processo anche Gioacchino Amico, ritenuto braccio operativo per conto del clan Senese.

Una “Idra” dalle molte teste

L’inchiesta, condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri, ha beneficiato anche del contributo di recenti collaboratori di giustizia, le cui dichiarazioni hanno permesso di mappare gli investimenti del cartello: dall’edilizia alla logistica, passando per il narcotraffico e il riciclaggio su vasta scala.

Il riconoscimento dell’associazione mafiosa unitaria per componenti di estrazioni diverse è l’elemento che preoccupa maggiormente gli inquirenti: una “holding del crimine” capace di infiltrare il tessuto economico legale con una potenza d’urto senza precedenti.

Il dato tecnico: Su 145 posizioni complessive, il filtro dell’udienza preliminare ha portato a 11 proscioglimenti, segno di un vaglio rigoroso da parte del Gup Mancini su una mole documentale imponente.

Nell’inchiesta “Hydra”, la componente campana non è una comparsa, ma uno dei tre pilastri fondamentali di quello che i magistrati della DDA di Milano definiscono il “Consorzio” o “Sistema mafioso lombardo”.

A differenza delle tradizionali infiltrazioni, qui la camorra non agisce in autonomia, ma si “consorzia” con la ‘ndrangheta e Cosa Nostra per gestire il business nel Nord Italia, riducendo i conflitti e massimizzando i profitti legati all’economia legale e illegale.

I clan di camorra protagonisti: l’asse Roma-Napoli-Milano

Il gruppo egemone per la componente camorristica è il Clan Senese. Sebbene originario di Afragola (Napoli) e storicamente legato al potente clan Moccia, il gruppo Senese ha stabilito la sua roccaforte a Roma, venendo spesso indicato nelle carte come la “camorra romana”.

Nell’inchiesta Hydra, il clan Senese funge da “testa di ponte” per gli affari della camorra in Lombardia, portando nel consorzio una spiccata attitudine imprenditoriale e una rete di contatti che spazia dal narcotraffico internazionale al riciclaggio raffinato.

I settori d’infiltrazione: dalla logistica agli Ultras

La camorra, all’interno di questo “sistema”, si è specializzata in settori ad alta redditività:

Logistica e Servizi: Infiltrazione in cooperative e aziende di trasporto, sfruttando il metodo mafioso per abbattere la concorrenza e gestire il caporalato urbano.

Ristorazione e Bar: Acquisizione di locali a Milano e hinterland per il riciclaggio di capitali illeciti.

Il Business degli Stadi: L’inchiesta ha evidenziato legami tra Vincenzo Senese e figure del mondo ultras (inchiesta “Doppia Curva”), in particolare per la gestione dei parcheggi attorno allo stadio di San Siro.

Voto di Scambio: La capacità di mobilitare pacchetti di voti per influenzare le elezioni locali, cercando sponde politiche per agevolare le proprie imprese.

Il “Consorzio”: una nuova architettura criminale

L’aspetto più inquietante svelato dai pm è che la camorra (Senese/Moccia) non ha cercato di sopraffare le ‘ndrine calabresi (come i Rosi) o le famiglie siciliane (come i Pace/Fidanzati).

Al contrario, hanno creato una camera di compensazione dove ogni decisione strategica viene presa collegialmente. Questa “Hydra” a tre teste permetteva di gestire il “tesoro” accumulato (compresi, secondo alcuni pentiti, i capitali di Matteo Messina Denaro) con la protezione di un esercito invisibile ma onnipresente nel tessuto produttivo lombardo.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia nell’inchiesta “Hydra” sono state l’elemento chiave per superare lo stallo iniziale dell’indagine e arrivare alle pesanti condanne inflitte dal Gup di Milano. Il protagonista assoluto di questa “breccia” nel muro dell’omertà è William Alfonso Cerbo.

Ecco i dettagli emersi dai verbali e il ruolo dei pentiti nel definire il “Sistema Mafioso Lombardo”:

1. Il “Pentito Scarface”: William Alfonso Cerbo
William Alfonso Cerbo, 43 anni, originario di Catania e soprannominato “Scarface”, è l’uomo che ha fornito la “grammatica” per leggere l’alleanza. Ex collettore economico del clan Mazzei (Cosa Nostra catanese) a Milano, Cerbo ha depositato sei verbali e un memoriale tra settembre e ottobre 2025.

La nascita del Sistema: Cerbo ha raccontato di essersi trovato “nel mezzo della nascita di questo sistema” nel 2019. Secondo il pentito, la Lombardia non era più terra di conquista di singoli clan, ma un territorio gestito da una “super-mafia” dove le gerarchie erano fluide e finalizzate esclusivamente al business.

Il ruolo della Camorra: Cerbo indica in Giancarlo Vestiti (legato al clan Senese) e in Gaetano “Tano” Cantarella (storico esponente dei Mazzei, poi vittima di lupara bianca nel 2020) i principali promotori di questa coalizione. La loro funzione era quella di “garanti” per gli affari che coinvolgevano anche le ‘ndrine calabresi (come quella di Filippo Crea).

2. Le infiltrazioni nell’economia legale: L’Ortomercato e Sogemi
Uno dei capitoli più caldi delle sue dichiarazioni riguarda il controllo dei mercati generali di Milano.

La cena da Lele Mora: Cerbo riferisce di una cena avvenuta a casa dell’ex agente dei VIP, Lele Mora (non indagato nel troncone principale), in cui si sarebbe discusso di forniture di frutta e sconti all’interno di Sogemi (l’ente che gestisce l’ortomercato). Secondo il pentito, i clan avevano interessi diretti nella logistica alimentare.

3. I legami con il “Mondo di Sotto” campano
Nelle dichiarazioni di Cerbo e di altri collaboratori minori, emerge una figura descritta come “un campano di bassa statura”, molto vicino ad ambienti del calcio, che faceva da intermediario per il clan Senese. Questo sottolinea come la camorra nel “Consorzio” avesse il compito di mantenere i rapporti con il tessuto sociale e commerciale milanese, agendo spesso come “agenzia di servizi” per recupero crediti e protezione.

4. Perché queste dichiarazioni sono state decisive?
Prima dell’intervento dei pentiti, il Gip Tommaso Perna aveva inizialmente bocciato la tesi dell’associazione mafiosa unitaria, considerandola una “forzatura” dei PM. Le parole di Cerbo hanno invece:

Confermato l’unitarietà: Hanno dato prova che ‘ndrangheta, Cosa Nostra e camorra sedevano allo stesso tavolo per decidere le strategie.

Individuato i “riscontri”: Le intercettazioni dei carabinieri, che prima apparivano ambigue, hanno trovato un significato preciso grazie alla spiegazione dei collaboratori.

Blindato le condanne: Senza il racconto “dall’interno” di Cerbo, sarebbe stato molto difficile arrivare alla pena di 16 anni per Massimo Rosi e alla validazione dell’art. 416-bis per l’intero gruppo.

L’impatto sulla sicurezza: A seguito di queste rivelazioni, la scorta per il Procuratore Marcello Viola e per i PM Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane è stata ulteriormente rafforzata, segno che le dichiarazioni dei pentiti hanno colpito al cuore gli interessi economici più profondi della nuova “Idra” milanese.

Napoli, auto come un proiettile sfonda la balaustra a Mergellina, è caccia al conducente fuggito

Napoli–  È caccia aperta all’uomo che ieri ha perso il controllo della sua vettura lanciata a folle velocità, abbattendo la storica balaustra di Largo Sermoneta e abbandonando il veicolo in bilico tra il marciapiede e l’arenile sottostante, prima di dileguarsi nel nulla.

La scena che si è presentata ai primi soccorritori è stata surreale. L’auto, descritta da alcuni testimoni oculari come un vero e proprio “proiettile impazzito”, proveniva presumibilmente da via Caracciolo.

La dinamica e la tragedia sfiorata

In una manciata di secondi, il conducente ha perso il controllo del mezzo, che ha impattato violentemente contro le barriere di protezione in bronzo del lungomare. La ringhiera ha ceduto di schianto, ma ha evitato che l’auto precipitasse completamente sulla spiaggia o sugli scogli sottostanti, lasciando la vettura sospesa nel vuoto, in un equilibrio precario e spaventoso.

Si parla, non a torto, di tragedia sfiorata. L’area di Mergellina e Largo Sermoneta, infatti, anche di notte era ancora frequentata. Solo per una fortuita casualità, in quella precisa traiettoria di morte non si trovavano pedoni, scooter o altre vetture. Il bilancio, che poteva essere drammatico, si ferma fortunatamente ai soli danni materiali, seppur ingenti, al patrimonio pubblico.

Il giallo della fuga

Immediato l’intervento degli agenti della Polizia Municipale, sezione Infortunistica, allertati dai passanti sotto shock. Tuttavia, all’arrivo delle pattuglie, l’abitacolo era vuoto. Del conducente, e di eventuali passeggeri, nessuna traccia. L’uomo al volante è riuscito a uscire dalle lamiere contorte e a fuggire a piedi, approfittando della confusione iniziale, prima dell’arrivo delle sirene.

La fuga repentina apre ora interrogativi inquietanti sul motivo di tanta fretta: l’auto era rubata? Il conducente era sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti? O forse privo di patente o copertura assicurativa? Sono queste le ipotesi al vaglio degli inquirenti.

Le indagini: telecamere e ospedali al setaccio

Le indagini sono serrate. I “caschi bianchi” hanno immediatamente acquisito il numero di targa del veicolo incidentato per risalire al proprietario, anche se questo non garantisce l’identificazione immediata di chi fosse effettivamente alla guida.

Fondamentali saranno le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, sia quelle comunali che quelle delle attività commerciali di Mergellina, che potrebbero aver ripreso la folle corsa e, soprattutto, il volto del fuggitivo mentre si allontanava.

Parallelamente, è scattato il monitoraggio dei pronto soccorso degli ospedali cittadini (Loreto Mare, Cardarelli, San Paolo): è molto probabile, infatti, che l’impatto violento e l’esplosione degli airbag abbiano causato ferite o contusioni al pirata della strada, costringendolo a cercare cure mediche sotto mentite spoglie o con giustificazioni di comodo.

Oroscopo di martedì 13 gennaio 2026 previsioni di Paolo Tedesco

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Le stelle oggi ci parlano di un cambio di passo. Con la Luna in Vergine che forma un trigono a Saturno in Capricorno, l’energia del giorno invita alla precisione, alla concretezza e alla pazienza.

È un giorno per sistemare, organizzare e costruire con solide fondamenta, piuttosto che per lanciarsi in nuove avventure. Tuttavia, Mercurio in Scorpione ci spinge a cercare la verità nascosta. Attenzione alle parole taglienti: la comunicazione può essere profonda e trasformativa, ma anche acuminata.

Ariete (21 marzo – 19 aprile)

  • Amore: Giornata di passione silenziosa. Potresti sentire il bisogno di maggiore intimità e profondità con il partner. Se single, un’occhiata carica di significato potrebbe rivelare più di mille parole.

  • Lavoro: Ottimo momento per completare progetti in sospeso o sistemare dettagli noiosi. La tua grinta ti farà avanzare, ma evita scontri diretti con i superiori.

  • Salute: Attenzione al sistema nervoso. Ritagliati momenti di quiete per bilanciare l’energia marziana in eccesso.

  • Finanze: Evita spese impulsive legate a oggetti tecnologici o sportivi. Meglio pianificare.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Non bruciare le tappe. La costanza oggi vale più di un colpo di testa. Usa la tua energia per consolidare, non per aprire nuovi fronti.

Toro (20 aprile – 20 maggio)

  • Amore: L’armonia regna nelle relazioni consolidate. Cerca di essere più flessibile se il partner ha esigenze diverse. In amore nascente, un invito a cena può fare miracoli.

  • Lavoro: Collaborazione fortunata. Il lavoro di squadra porta risultati solidi. Una proposta interessante potrebbe arrivare da una persona lontana o da un contesto culturale.

  • Salute: Goditi i piaceri della tavola, ma con moderazione. Benefico un massaggio rilassante.

  • Finanze: Situazione stabile. Un investimento a lungo termine (magari nel settore immobiliare) si rivela una buona idea.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Abbassa le difese e ascolta. La vera sicurezza oggi arriva dall’apertura verso gli altri, non dall’ostinazione.

Gemelli (21 maggio – 20 giugno)

  • Amore: La comunicazione è al centro. Una conversazione sincera può rafforzare un legame o chiarire un malinteso. Sii onesto, ma con tatto.

  • Lavoro: Giornata intensa e piena di impegni. Potresti dover fare tre cose alla volta. Attenzione a non perdere pezzi per strada: prendi appunti.

  • Salute: Stress da “troppe cose per la testa”. La meditazione o una passeggiata nella natura ti riconnetteranno al corpo.

  • Finanze: Possibili spese impreviste per riparazioni o per la casa/smartphone. Tieni una riserva.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Dai un ordine alle tue idee. Scrivere una lista di priorità ti salverà dal caos e ti farà risparmiare tempo prezioso.

Cancro (21 giugno – 22 luglio)

  • Amore: Sentimenti in risalita. È un giorno per coccolarsi in famiglia o per esprimere tenerezza al partner. Se single, l’incontro potrebbe avvenire in un luogo familiare.

  • Lavoro: Il tuo istinto per gli affari è forte. Fidati del tuo intuito, specie in trattative o acquisti. Ottimo anche per lavori creativi.

  • Salute: L’umore influenza lo stomaco. Cerca di non somatizzare le preoccupazioni. Tisane calde e ambienti sereni ti aiuteranno.

  • Finanze: Favoriti gli acquisti per la casa. Attenzione però a non farli dettare solo dall’emotività.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Proteggi il tuo guscio, ma non rinchiuderti. Un equilibrio tra intimità e condivisione ti porterà serenità.

Leone (23 luglio – 22 agosto)

  • Amore: La tua solarità attira sguardi. Se in coppia, pianifica una serata speciale per riaccendere la scintilla. Se single, non forzare i tempi, lascia che sia il gioco a prevalere.

  • Lavoro: Momento di visibilità. Le tue capacità vengono notate. Proponi idee creative, ma assicurati di avere tutti i dati a supporto.

  • Salute: Energia vitale alta. Perfetto per attività fisica che ti diverta, come una danza o uno sport di squadra.

  • Finanze: Buon flusso, ma tendenza a spendere per sfoggio o per gli altri. Metti da parte qualcosa.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Brilla, ma ricorda che anche il Sole tramonta. Un po’ di umiltà accrescerà, non diminuirà, il tuo splendore.

Vergine (23 agosto – 22 settembre)

  • Amore: L’affetto si esprime con i fatti, non con le parole sdolcinate. Un gesto pratico di cura varrà più di un discorso. Se single, potresti notare qualcuno che ha bisogno del tuo aiuto.

  • Lavoro: Il tuo elemento! Giornata iper-produttiva per sistemare, analizzare, ottimizzare. I colleghi apprezzeranno la tua precisione.

  • Salute: Attenzione alla schiena e alle posture scorrette durante il lavoro. Fai piccole pause per sgranchirti.

  • Finanze: Contabilità impeccabile. Ottimo giorno per fare bilanci, rinegoziare contratti o cercare offerte vantaggiose.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Non cercare la perfezione nell’imperfetto. A volte “abbastanza bene” è già un ottimo risultato. Goditelo.

Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

  • Amore: Ricerchi armonia e bellezza. In coppia, cercate un’attività piacevole da fare insieme. Se single, l’attrattiva potrebbe nascondersi dietro un interesse artistico comune.

  • Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose per mediare tra colleghi o clienti. Attenzione a non rimandare decisioni importanti per paura del conflitto.

  • Salute: Equilibrio è la parola d’ordine. Una sessione di yoga o tai chi ti centrerà.

  • Finanze: Possibile spesa per abbigliamento, arte o oggetti decorativi. Assicurati che sia un vero piacere, non una fuga.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La bellezza salverà il mondo, ma oggi deve partire dall’equilibrio interiore. Cerca l’armonia dentro di te prima di cercarla fuori.

Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

  • Amore: Giornata di magnetismo intenso. Sguardi e silenzi dicono più di mille parole. Attenzione a non essere troppo possessivo o a creare drammi inesistenti.

  • Lavoro: Il tuo fiuto per gli affari è al massimo. Potresti scoprire informazioni riservate o avere intuizioni decisive. Usale con saggezza.

  • Salute: Energia psichica molto forte. Cerca canali sani per scaricarla (es. sport intenso, scrittura).

  • Finanze: Situazioni finanziarie complesse o nascoste potrebbero venire a galla. Affrontale con freddezza.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua profondità è un dono, non una prigione. Usala per trasformare, non per distruggere. Scegli la rigenerazione.

Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: Il bisogno di libertà è forte. Cerca di condividere con il partner i tuoi sogni di avventura. Se single, un incontro stimolante potrebbe avvenire in un corso o durante un viaggio.

  • Lavoro: Idee brillanti e ottimismo sono i tuoi alleati. Ottimo per pianificare viaggi di lavoro o trattare con l’estero. Attenzione ai dettagli contrattuali.

  • Salute: Sentirai il richiamo dell’aperto. Una corsa o una pedalata ti rigenereranno completamente.

  • Finanze: Possibili spese per viaggi, formazione o libri. Sono investimenti su te stesso, ma valuta bene l’effettiva utilità.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il mondo è il tuo palcoscenico, ma ricorda che anche l’attore più bravo ha bisogno di un copione. Dai una struttura alla tua esplorazione.

Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio)

  • Amore: L’affetto si mostra con la fedeltà e la presenza. Un gesto di responsabilità verso il partner rafforzerà il legame. Se single, qualcuno più maturo potrebbe attirare la tua attenzione.

  • Lavoro: Saturno ti favorisce. È il giorno giusto per presentare progetti a lungo termine, chiedere una promozione o definire obiettivi ambiziosi. La tua serietà paga.

  • Salute: Attenzione a ossa, denti e ginocchia. La prevenzione è la tua migliore alleata.

  • Finanze: Solide e sotto controllo. Ottimo momento per pianificare il futuro finanziario o investire in sicurezza.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La montagna più alta si scala un passo alla volta. I frutti del tuo impegno iniziano a vedersi: goditeli senza smettere di salire.

Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)

  • Amore: L’amicizia è la base dell’amore oggi. Condividi le tue idee più originali con il partner. Se single, l’incontro potrebbe avvenire in un contesto gruppale o online.

  • Lavoro: Le tue idee innovative vengono notate. Collabora con persone che la pensano diversamente da te: la scintilla creativa è assicurata.

  • Salute: Sensazione di leggerezza. Benefiche attività che uniscano movimento e socialità.

  • Finanze: Un’idea geniale potrebbe fruttare. Attenzione però a non investire in cose troppo futuristiche e senza un mercato chiaro.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il futuro ti appartiene, ma non dimenticare di radicarti nel presente. Il genio che vola troppo alto rischia di perdersi.

Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. In coppia, create un vostro mondo incantato. Se single, potresti idealizzare troppo una persona.

  • Lavoro: L’intuizione e la sensibilità artistica sono le tue guide. Ottimo per lavori creativi, di cura o spirituali. Difficile invece per la logica spietata.

  • Salute: Periodo sensibile. Proteggiti dalle energie negative degli ambienti affollati. Il riposo e il sogno sono rigeneranti.

  • Finanze: Situazione nebulosa. Evita assolutamente investimenti speculativi o prestiti. Fidati del tuo intuito per non fare qualcosa.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il tuo mondo interiore è un oceano di tesori. Impara a navigarlo senza annegare nelle sue profondità. Un po’ di concretezza sarà la tua zattera di salvataggio.

 Cosa ci riservano le stelle martedì 13 gennaio 2026?

Le stelle di oggi, guidate dalla Luna pragmatica in Vergine e dalla salda mano di Saturno, ci riservano una giornata di lavoro solido, cura dei dettagli e costruzione paziente. Non è un giorno per colpi di fortuna o svolte romantiche da romanzo, ma per quei gesti concreti che, nel tempo, costruiscono una relazione, una carriera, una sicurezza economica.

L’invito di Paolo Tedesco, attraverso tutti i segni, è chiaro: valorizzare ciò che si ha, sistemare le fondamenta, agire con responsabilità. L’amore si cerca nelle cure quotidiane, il successo nel completare i compiti noiosi, la salute nell’ascolto dei piccoli segnali del corpo, la stabilità finanziaria nella prudenza.

La sfida? Non farsi sopraffare dall’eccesso di analisi (Vergine) o dal pessimismo (Capricorno), e non cercare evasioni (Pesci, Sagittario) dalle responsabilità che oggi sono, in realtà, un’opportunità. Con Mercurio in Scorpione, la vera trasformazione avviene affrontando la realtà con coraggio e profondità, senza illusioni.

In sintesi, le stelle ci offrono un martedì da abili artigiani del destino: strumenti affidabili, materiali solidi e la soddisfazione di vedere un lavoro ben fatto. Il futuro si costruisce così, giorno dopo giorno, mattone dopo mattone.

Scippo violento a un’anziana al Vomero: arrestato un 46enne in semilibertà

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Napoli Vomero hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 46 anni, gravemente indiziato di rapina pluriaggravata e lesioni aggravate.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica.

L’arresto è il risultato di un’articolata attività investigativa coordinata dalla VII Sezione “Sicurezza Urbana” della Procura partenopea, che ha consentito di ricostruire nei dettagli un episodio di particolare violenza ai danni di una donna anziana.

Secondo quanto emerso, l’indagato – all’epoca dei fatti ammesso al regime di semilibertà – avrebbe individuato una donna di 77 anni nei pressi di una fermata dell’autobus. Una volta avvicinatala in strada, l’avrebbe strattonata con forza, facendola cadere a terra e urtare violentemente la testa contro un muro.

Subito dopo, le avrebbe strappato la collana dal collo per poi darsi alla fuga in sella a un motociclo, la cui targa risultava parzialmente occultata.

Le indagini sono state rese possibili grazie all’identificazione della vittima e all’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, che hanno permesso di seguire le fasi della rapina e i movimenti del responsabile.

Nel corso delle attività di polizia giudiziaria, i militari hanno inoltre rinvenuto e sequestrato il casco, gli indumenti e le scarpe indossati dall’uomo durante l’azione criminosa, elementi che hanno rafforzato il quadro indiziario a suo carico.
L’uomo si trova ora in carcere, in attesa degli ulteriori sviluppi dell’inchiesta.

Bari, il mistero nel cielo: meteorite o qualcos’altro? Quando la realtà sembra uscita da un film

Quello che è successo a Bari, nella zona di Casamassima (o comunque nell’area segnalata dai video circolati in rete), ha acceso in poche ore una curiosità enorme. Un boato improvviso, un lampo nel cielo e poi quel rumore secco che ha fatto pensare subito a una cosa sola: un meteorite. O, più precisamente, un bolide, cioè un meteorite particolarmente luminoso che entra nell’atmosfera terrestre e si disintegra producendo un’esplosione visibile e udibile.

Dai filmati che stanno girando sui social, l’impressione iniziale è proprio quella. La luce, la rapidità dell’evento, la reazione delle persone: tutto richiama i classici video di bolidi che abbiamo imparato a riconoscere negli anni. Ma guardando bene le immagini, il dubbio resta. È davvero così scontato che si tratti di un meteorite? Oppure potremmo trovarci davanti a qualcosa di completamente diverso?

La verità è che è facilissimo scambiare un fenomeno per un altro. Un bolide può somigliare a un’esplosione, un’esplosione può sembrare un bolide. Detriti, droni, materiale militare, test sperimentali, o addirittura eventi industriali: l’elenco delle alternative possibili è lungo. Quando si vede una luce improvvisa nel cielo accompagnata da un forte rumore, la mente corre subito allo spazio, ma non sempre la risposta arriva davvero dall’alto.

Ed è proprio questo che rende la vicenda ancora più inquietante: al momento non ci sono certezze ufficiali. Le istituzioni non hanno ancora chiarito con precisione cosa sia accaduto. Nessuna conferma definitiva, nessuna smentita netta. Solo ipotesi, ricostruzioni e tanta attesa. In un’epoca in cui siamo abituati ad avere risposte immediate su tutto, questo silenzio pesa e lascia spazio anche a pensieri meno rassicuranti.

Perché, se non fosse un meteorite? Se si trattasse di qualcosa di diverso, magari anche potenzialmente pericoloso? È una domanda che molti si stanno facendo, ed è legittima. Non per alimentare allarmismi, ma per ricordare che quando non si conosce l’origine di un evento, la prudenza è sempre d’obbligo.

C’è poi un altro aspetto, quasi surreale, che rende tutto ancora più forte. Quando eravamo ragazzi, scene del genere le vedevamo solo in televisione, nei film, nei cartoni animati. Il meteorite che cadeva sulla città era una trama da cinema, qualcosa di lontano, spettacolare, ma irreale. Oggi, invece, ci troviamo a commentare video girati con lo smartphone sotto casa, con persone vere che urlano, si spaventano, cercano di capire cosa sta succedendo.

È questo il punto che colpisce di più: ciò che un tempo apparteneva alla fantasia oggi entra nella cronaca. Anche solo per pochi secondi, anche solo come ipotesi, l’idea che qualcosa “dal cielo” possa arrivare fino a noi non è più soltanto un racconto da film.

Che sia stato davvero un meteorite, un bolide o tutt’altro, una cosa è certa: la vicenda di Bari ci ricorda quanto sia sottile il confine tra straordinario e reale. E quanto sia importante, prima di trarre conclusioni, aspettare spiegazioni chiare, basate su dati concreti. Nel frattempo, il dubbio resta. E forse è proprio questo, oggi, l’elemento più potente di tutta la storia.

Suore Immacolatine chiedono un milione di euro di risarcimento alla gang di Don Alì

Torino – Le suore Immacolatine, che gestiscono l’istituto paritario di via Vestigné a Barriera di Milano dove lavora la vittima, hanno formalizzato una richiesta di risarcimento danni da un milione di euro nei confronti della «gang» guidata dal tiktoker Don Alì (vero nome Alì Said), 24 anni, noto come il «re dei maranza».

L’atto di diffida stragiudiziale, assistito dall’avvocato Davide Salvo, è rivolto in solido ai tre giovani coinvolti nell’aggressione del 21 ottobre 2025: Don Alì e due complici (un 24enne e un 27enne), già indagati per atti persecutori e diffamazione aggravata.

Le religiose contestano la gravità dell’episodio, la violenza fisica e verbale subita dal maestro di prima elementare e – soprattutto – le pesanti accuse infondate di pedofilia e maltrattamenti diffuse online.Nel video virale postato dallo stesso Don Alì (rimasto visibile sui social dal 23 ottobre al 17 novembre), si vede il docente accerchiato e aggredito verbalmente mentre tiene per mano la figlia di tre anni, terrorizzata.

Il tiktoker lo insulta dandogli del «pedofilo» e lo minaccia, mentre uno dei presenti riprende la scena. Le indagini della Squadra Mobile hanno poi smentito ogni addebito al maestro, confermando invece la matrice persecutoria del gesto.

L’istituto sottolinea il «gravissimo danno d’immagine» provocato alla scuola, agli operatori e alle famiglie dei circa 180 alunni tra infanzia ed elementari: la diffusione del filmato ha esposto l’ingresso dell’istituto e ha offeso «onore, decoro, dignità professionale e buon nome» della congregazione.Prossimo passo: azione anche contro il presunto mandante

L’avvocato Salvo sta preparando una seconda richiesta risarcitoria, questa volta indirizzata a un maestro di boxe del quartiere, sospettato di aver istigato i tre giovani spingendoli a «parlare» con il docente per un presunto torto subito dal figlio della compagna (mai provato).

Secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe alimentato la spedizione punitiva.Don Alì, arrestato a novembre 2025 dopo essersi nascosto in una cantina di Barriera di Milano, si trova in carcere (ora ad Aosta) con l’accusa di stalking. La Procura ha chiesto il giudizio immediato, mentre la difesa ha invocato una perizia psichiatrica.

I due complici sono sottoposti all’obbligo di firma.Le suore, pur avendo espresso in passato parole di perdono cristiano verso gli aggressori, si dicono ora determinate a ottenere giustizia anche sul piano economico per tutelare la serenità della comunità scolastica e il lavoro del maestro, rientrato in classe dopo un lungo periodo di trauma.

Stazione Termini: fumo da cavo elettrico blocca 10 binari. Treni fermi, ritardi per Fiumicino e Napoli

Roma– Un principio d’incendio a un cavo elettrico ha paralizzato parte della Stazione Termini nel tardo pomeriggio di oggi, gettando nel caos i trasporti ferroviari nella capitale. L’allarme è scattato intorno alle 20.11, quando del fumo è iniziato a fuoriuscire da un pozzetto di servizio situato tra il binario 18 e il 19.

Per motivi di sicurezza, è stata immediatamente interrotta l’alimentazione elettrica nell’area interessata, bloccando di fatto la circolazione dei treni in entrata e uscita da dieci binari. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e la Polizia Ferroviaria (Polfer) per valutare la situazione e scongiuraare il rischio di un incendio vero e proprio.

Le conseguenze per i pendolari e i viaggiatori sono state immediate e pesanti. La circolazione risulta interrotta o fortemente compromessa su diverse tratte: la linea per l’Aeroporto di Roma-Fiumicino, le ferrovie regionali per Frascati, Velletri e Albano Laziale, e le linee a lunga percorrenza verso Napoli (via Cassino) e verso Pisa.

Si registrano numerosi ritardi e diverse cancellazioni. L’entità dei disagi e i tempi per il pieno ripristino della normale circolazione non sono ancora stati definiti, mentre i tecnici sono al lavoro per individuare la causa precisa del guasto e riattivare in sicurezza l’infrastruttura.

Camorra, colpo di scena in Cassazione: annullato l’ergastolo al boss Salvatore De Micco

La Corte di Cassazione, Quinta sezione penale, ha disposto l’annullamento totale della sentenza di condanna all’ergastolo emessa nei confronti di Salvatore De Micco per il duplice omicidio di Gennaro Castaldi e Antonio Minichini, uccisi a Napoli il 29 gennaio 2013.

La decisione dei giudici di legittimità arriva in pieno accoglimento delle argomentazioni giuridiche sviluppate dagli avvocati Dario Vannetiello e Stefano Sorrentino, difensori di De Micco, e nonostante la Procura generale avesse chiesto la dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi.

Una bocciatura netta, che cancella integralmente la condanna e rimette in discussione l’intero impianto accusatorio.

Un impianto che, fino a oggi, era apparso solido e difficilmente scalfibile. La ricostruzione della Procura si fondava infatti sulle dichiarazioni convergenti di numerosi collaboratori di giustizia, tra cui Gaetano Lauria, Gaetano Cervone e Giovanni Favarolo.

Ma è stato proprio su questo terreno che la difesa ha affondato i colpi più incisivi, evidenziando contraddizioni, incongruenze e profili di inattendibilità tali da minare la tenuta probatoria del processo.

A essere messe in discussione sono state persino le dichiarazioni di Domenico Esposito, collaboratore di giustizia che si era autoaccusato di aver preso parte al commando omicida.

Secondo la Suprema Corte, le motivazioni della sentenza d’appello non avrebbero retto al vaglio di legittimità, imponendo l’annullamento senza rinvio alla precedente decisione.

Salvatore De Micco, insieme ai fratelli, è ritenuto dagli inquirenti esponente di vertice dell’omonimo clan camorristico attivo nell’area orientale di Napoli. Il duplice omicidio, secondo l’accusa, sarebbe stato consumato per rafforzare e consolidare l’egemonia del clan De Micco nel quartiere Ponticelli, nel contesto del violento scontro con il contrapposto clan D’Amico.

Lo stesso esito favorevole è stato ottenuto anche dal coimputato Gennaro Volpicelli, difeso dagli avvocati Saverio Senese e Valerio Spigarelli, per il quale la Cassazione ha disposto analogamente l’annullamento della condanna.

Ora la parola passa a una diversa sezione della Corte di assise di appello di Napoli, chiamata a celebrare un nuovo giudizio e a stabilire se gli imputati debbano essere nuovamente condannati o assolti. Un compito tutt’altro che semplice: l’annullamento totale pronunciato dalla Cassazione rappresenta un ostacolo significativo per l’accusa e rende il lavoro degli inquirenti decisamente più complesso, in un processo che sembrava già scritto e che invece riparte, di fatto, da zero.

Santuario Montevergine inaccessibile per frana, la messa domenicale è in diretta sui social

Il Santuario di Montevergine resta temporaneamente inaccessibile a causa della frana che ha imposto la chiusura della strada di collegamento da Mercogliano. Per non interrompere il rapporto con i fedeli, l’Abbazia ha deciso di portare la celebrazione fuori dalle mura del santuario, affidandosi ai social network.

A partire da domenica prossima, la Santa Messa domenicale sarà trasmessa in diretta alle ore 10 sulla pagina Facebook ufficiale dell’Abbazia di Montevergine. Il collegamento avverrà direttamente dal Santuario e dalla Cappella della Madonna di Montevergine, permettendo ai fedeli di seguire la celebrazione anche a distanza.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di mantenere vivo il senso di comunione e di unità nella fede, nonostante le difficoltà logistiche legate all’emergenza. La chiusura dell’asse viario ha infatti reso impossibile raggiungere uno dei luoghi di culto più cari e simbolici della Campania, meta di pellegrinaggi da secoli.

In attesa del ripristino della viabilità e della piena accessibilità al Santuario, la diretta social diventa così uno strumento per non spezzare il legame tra Montevergine e la sua comunità, consentendo a devoti e pellegrini di continuare a partecipare, seppur a distanza, alla vita liturgica dell’Abbazia.

Battipaglia, cocaina in casa e bilancino: arrestato per spaccio

Un controllo della polizia davanti a un’abitazione di Battipaglia si è concluso con l’arresto di un uomo straniero con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’intervento è scattato nella zona di Lido Lago, area litoranea della cittadina salernitana alle porte della Piana del Sele, durante un servizio di prevenzione del locale commissariato.

L’uomo è stato fermato all’ingresso della propria abitazione mentre si trovava in compagnia di una donna di nazionalità brasiliana. La donna è stata trovata in possesso di un involucro contenente circa un grammo e mezzo di cocaina, elemento che ha spinto gli agenti ad approfondire il controllo.

La successiva perquisizione dell’alloggio ha portato al rinvenimento di altra sostanza stupefacente e di tutto l’occorrente per il confezionamento delle dosi. All’interno dell’abitazione sono stati sequestrati circa tredici grammi di cocaina, un bilancino di precisione e materiale utilizzato per la preparazione della droga destinata allo spaccio.

Al termine degli accertamenti, per l’uomo sono scattate le manette. La droga e il materiale rinvenuto sono stati posti sotto sequestro, mentre proseguono le verifiche degli investigatori per ricostruire eventuali contatti e la rete di distribuzione nella zona costiera di Battipaglia.

Morto dopo il pestaggio in carcere: sette indagati per omicidio aggravato ad Avellino

È stata riqualificata in omicidio aggravato l’accusa nei confronti di sette persone ritenute coinvolte nel pestaggio che ha portato alla morte di Paolo Piccolo, il 26enne aggredito nell’ottobre del 2024 all’interno del carcere di Bellizzi Irpino, in provincia di Avellino. Le misure cautelari sono state notificate dalla Squadra Mobile di Avellino e dal Nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria al termine di un’indagine coordinata dalla Procura irpina.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Piccolo sarebbe rimasto vittima di un vero e proprio raid punitivo maturato nell’ambito di una lotta tra gruppi contrapposti all’interno dell’istituto penitenziario, legata al controllo del traffico di droga e di telefoni cellulari. Il giovane venne brutalmente pestato il 22 ottobre 2024 e trasferito d’urgenza in ospedale in condizioni disperate.

Dopo quasi un anno trascorso in coma, Paolo Piccolo è morto nella notte tra il 17 e il 18 ottobre successivi. Un decesso che ha cambiato radicalmente il quadro giudiziario dell’inchiesta, trasformando quella che inizialmente era contestata come una tentata uccisione in un’accusa di omicidio aggravato.

Già il 7 marzo scorso erano state eseguite undici misure cautelari per reati che andavano dalle minacce al sequestro di persona ai danni di agenti della Polizia Penitenziaria, sempre nell’ambito del tentato omicidio del giovane detenuto. Quattro degli indagati hanno scelto il rito abbreviato, mentre per altri sette il Tribunale di Avellino, lo scorso 14 novembre, ha disposto la restituzione degli atti alla Procura per la riqualificazione del reato, alla luce del decesso della vittima.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Domenico Airoma, punta ora a fare piena luce su quanto accaduto all’interno del carcere e sulle responsabilità individuali di un’aggressione che ha avuto un esito mortale. Una vicenda che riporta al centro dell’attenzione le condizioni di sicurezza nelle carceri e le dinamiche violente che possono svilupparsi dietro le sbarre.

Fiorello risponde ironico a Meloni: “La assumo, ma in nero”

Torna “La Pennicanza”: prima puntata del 2026 per il programma di Fiorello e Biggio, in onda dal lunedì al venerdì alle 13:45 su Rai Radio2 e in visual sul canale 202 con la consueta comicità, l’improvvisazione e un ritmo serrato, anche nel nuovo anno.

La puntata non si poteva non aprire con una risposta alla battuta dei giorni scorsi di Giorgia Meloni. La Presidente del Consiglio, nel corso della recente conferenza stampa di inizio anno, ha dichiarato infatti di ‘voler lavorare con Fiorello’. “Va bene Giorgia, ti assumo – replica lo showman –. Però in nero!”. Poi ironizza: “Ho già parlato con lei, non vuole apparire in video ma lavorerà per noi come autrice!”. Arrivano così subito via mail le prime battute ‘firmate dalla Premier’: “Il colmo per uno del PD? Andare al governo! Perché Giorgetti va dal carrozziere? Ha sbagliato la manovra! La differenza tra Schlein e uno scoiattolo? Nessuna, entrambi rosicano!”. Ma non finisce qui: “In Rai come distingui un conduttore di destra da uno di sinistra? Quello di destra lavora!”. Ragazzi, è brava. “Cosa può fare Crosetto per la Groenlandia? L’orso polare. Ragazzi, è davvero brava!”, scherza commentando Fiorello. E alla fine si propone persino Matteo Salvini: “Fiorello, prendi anche me! So fare le scorregge con le ascelle! Faccio anche l’inno di Mameli…”

Non mancano i commenti ironici sul futuro del programma: “Se ci saranno tante novità nel 2026? No! In Rai non puoi, ti chiamano i vertici e ti dicono: ‘Ma cosa fate?!’. Pensate che hanno fatto Tale e Quale, poi Tali e Quali, poi faranno Talo e Qualo e Talu e Qualu. E Mediaset? Anche loro! Su Canale 5 grande novità: Zelig! Anche a ‘C’è posta per te’ la busta ormai si è arrugginita. La cosa più nuova rimasta in Rai è… il segnale orario!”. “Con tutto questo casino, come facciamo noi a fare un programma divertente?”, si chiede lo showman. “Pensate all’inferno che c’è in Iran – conclude sdrammatizzando -. Vero, lì è pur sempre meno pericoloso della stazione di Termini… ormai, quando devo prendere un treno, preferisco andare a Teheran, mi sento più tranquillo!”.

La puntata è ricca di collegamenti: in videochiamata il primo a chiamare Fiorello è Paolo Sorrentino. E lo showman esulta: “È la prima volta che questo cellulare ospita un Premio Oscar!”. Il celebre regista parte dal calcio, sua grande passione: “Inter-Napoli? Vista a casa con mio figlio. Mi sono anche slogato un braccio per esultare!”. Poi commenta il suo nuovo film: “Dove ho preso l’ispirazione? Guardo solo calcio, a un certo punto mi annoio e faccio un film, per evitare la depressione. Se lo vorrei candidato agli Oscar? No, troppo lavoro. Preferisco vedere il calcio a casa!”.

Dopo Sorrentino, è il turno di Amadeus. E Fiorello ha preparato per lui un’intervista ‘scomoda’… o quasi. “Ama, quando tornerai… a Radio Deejay?”, domanda Fiore che poi rincara la dose: “Ti piacerebbe condurre il Festival… di San Marino?”. Il conduttore risponde ironicamente: “Sì, ma solo in coppia con Biggio!”. E ancora: “È vero che non ordini più online per non dover aprire i pacchi? E che hai chiesto a Trump di bombardare il Nove?”. “Fake news, sono per la pace – risponde Amadeus -. Al massimo gli direi di non comprare la Groenlandia… ma il Nove!”.

La prima del 2026 de “La Pennicanza” si chiude quindi con Fiorello sulle note di ‘Strangers In The Night’, un omaggio a Paolo Biondo, maestro della post-produzione cinematografica: “Una grande persona per me e tutti coloro che l’hanno conosciuto. E soprattutto, mio suocero”, il ricordo lo showman.

Procura Figc chiede 13 mesi di inibizione per Zappi: a rischio la presidenza dell’Aia

È una giornata decisiva per l’Associazione Italiana Arbitri e per il suo presidente Antonio Zappi. Davanti al Tribunale nazionale federale, la Procura della Figc ha chiesto una sanzione pesante: tredici mesi di inibizione per l’attuale numero uno dell’Aia, nell’ambito del procedimento aperto per presunte pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D. Sei mesi di sospensione sono stati invece richiesti per Emanuele Marchesi, componente del Comitato nazionale dell’Aia e secondo deferito nell’inchiesta.

Secondo l’accusa, Zappi e Marchesi avrebbero forzato le dimissioni dei dirigenti Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi per favorire la loro sostituzione con gli ex arbitri Daniele Orsato e Stefano Braschi. Una ricostruzione che, se accolta dal Tribunale, porterebbe automaticamente alla decadenza del presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, aprendo uno scenario di forte instabilità all’interno del sistema arbitrale.

La sentenza è attesa nelle prossime ore, ma intanto Zappi ha affidato a una dichiarazione ufficiale la propria linea difensiva. Il presidente dell’Aia respinge ogni accusa e rivendica di aver agito esclusivamente nell’interesse dell’Associazione, nel rispetto del mandato di rinnovamento tecnico e organizzativo ricevuto dagli associati lo scorso dicembre. Zappi sottolinea come ogni atto compiuto rientri nell’autonomia tecnica e organizzativa dell’Aia, definita dallo Statuto e dalle norme federali come inviolabile, perché garanzia della terzietà e dell’indipendenza degli arbitri.

Nel suo intervento, il presidente allarga il perimetro dello scontro, sostenendo che il procedimento non riguardi solo la sua persona, ma il ruolo stesso del presidente democraticamente eletto e, più in generale, l’autonomia dell’Associazione Italiana Arbitri. Una eventuale sospensione, secondo Zappi, non colpirebbe soltanto lui, ma rischierebbe di creare un precedente capace di condizionare l’indipendenza futura dell’intero organismo arbitrale all’interno del sistema calcio.

Il processo assume così un valore che va oltre il singolo caso disciplinare, trasformandosi in un confronto diretto tra poteri federali e autonomia associativa. Da una parte la Procura Figc, convinta della fondatezza delle accuse, dall’altra la difesa di Zappi, che parla apertamente di un procedimento capace di minare i diritti dell’Aia e di contrapporre interessi individuali a quelli collettivi. Ora la parola passa al Tribunale federale, chiamato a una decisione che potrebbe segnare un passaggio cruciale per il governo degli arbitri italiani.

Napoli senza tregua: nuovo stop per Meret, infortunio alla spalla in allenamento

La sfortuna continua a perseguitare Alex Meret. Il portiere del Napoli si è nuovamente fermato dopo essere appena rientrato in gruppo al termine di un lungo stop per un infortunio alla mano. Nel corso dell’allenamento odierno, Meret ha riportato un trauma distorsivo alla spalla sinistra, come comunicato ufficialmente dal club azzurro.

Un nuovo contrattempo che costringe l’estremo difensore a tornare immediatamente a fare terapia, riducendo ancora le opzioni a disposizione di Antonio Conte. Per Meret si tratta dell’ennesima battuta d’arresto di una stagione fin qui segnata più dagli stop che dalle presenze in campo.

L’ultimo match disputato dal portiere risale al 28 settembre, nella sconfitta contro il Milan. Dopo alcune panchine, era arrivato un infortunio alla mano che lo ha tenuto lontano dal terreno di gioco per mesi. Il recente ritorno in gruppo sembrava l’inizio di una nuova fase, ma l’infortunio alla spalla riapre scenari di incertezza.

Nei prossimi giorni lo staff medico del Napoli valuterà l’entità del trauma per stabilire i tempi di recupero e capire quando Meret potrà tornare nuovamente a disposizione dell’allenatore. Intanto, per il Napoli e per Conte, la porta resta ancora un reparto da gestire in emergenza.

Napoli, è Jhonny Percich il pistolero ricercato di piazza Carolina

Napoli- E’ Vincenzo Giovanni Lucci Percich detto Jhonny, 19 anni, il pistolero di piazza Carolina. Risulta irreperibile il giovane rampollo dei Quartieri Spagnoli, figlio del boss Salvatore in carcere da alcuni mesi insieme con un altro figlio minorenne e altri tre complici perché accusati dell’omicidio dell’innocente calciatore Umberto Catanzaro.

Jhonny Percich secondo gli investigatori è a capo della banda di baby camorristi dei Quartieri che si contrappone a quelli di piazza Carolina. E’ uccel di bosco da alcuni giorni dopo una vacanza a Barcellona con la fidanzata e aveva programmato anche un viaggio ad Amsterdam per il 16 gennaio.

I motivi dello scontro armato tra due baby paranze legate ai circuiti camorristici dei Quartieri Spagnoli e del Pallonetto di Santa Lucia, che si contendono il controllo delle piazze di spaccio tra piazza Carolina, via Chiaia e l’area di piazza Plebiscito a Napoli sono al centro dell’indagine della squadra mobile di Napoli culminato nella richieste di sette fermi tra cui cinque minorenni e due maggiorenni.

Uno è appunto il pistolero Jhonny Percich immortalato con due pistole in mano mentre fa fuoco verso gli avversari in piazza Carolina e l’altro è il suo complice Carlo Forte. Il teatro è il salotto monumentale della città, trasformato in campo di battaglia da ragazzini tra i 15 e i 17 anni che agiscono con modalità da clan adulto: armi multiple, premeditazione, raid in scooter, stese di risposta.

Due baby paranze per il centro di Napoli

Tutto contenuto nelle circa 100 pagine del derceto di fermo per quattro minorenni firmato dal pm Ugo Miraglia Del Giudice della Procura per i Minorenni di Napoli. Si parla dei due gruppi contrapposti. Da un lato il blocco “Quartieri Spagnoli”, guidato dal maggiorenne Percich Lucci Vincenzo Giovanni detto “Jhonny”, con Forte Carlo e i minorenni M.L. e A. F.  entrambi classe 2010, inquadrati dagli inquirenti come commando armato in pieno stile camorristico. Dall’altro il fronte “Pallonetto-Santa Lucia”, che fa capo ai minorenni M. C.  (2009), G. P. (2008) e all’alleato M.P,  che compirà 18 anni in estate, indicati come i ragazzi di piazza Carolina che presidiano il fronte mare tra via Santa Lucia e via Gennaro Serra.

Gli investigatori inseriscono queste baby gang in una dinamica di controllo del territorio. Non a caso il raid armato di Piazza Carolina non è letto come semplice regolamento di conti personale, ma come azione esemplare per riaffermare dominio sulle piazze di spaccio nell’area di piazza Plebiscito, via Chiaia e salita Sant’Anna di Palazzo.

La notte del 12 dicembre: il commando sui due scooter

Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, tutto comincia nella notte del 12 dicembre 2025, poco dopo l’una e mezza. Le telecamere private di vico Cariati e vico San Sepolcro immortalano la fase preparatoria: Jhonny Percich, Carlo Forte, M.L. e A. F.  si danno appuntamento all’angolo dei Quartieri, recuperano uno scooter Sym bianco risultato rubato e un Beverly scuro.

Le immagini mostrano una coreografia collaudata: uno scooter esce dalla zona dell’abitazione di Forte, raggiunge vico Caricatoio dove vive Jhonny, lo carica come passeggero, poi torna al punto di raccolta; poco dopo compaiono i due minorenni, vestiti di nero, con casco integrale e berretto, mani in tasca come a reggere le armi. I quattro si dividono sui due mezzi – Jhonny passeggero dello scooter scuro guidato da Forte, mentre i due minorenni sul Sym bianco – e alle 01.46 circa imboccano via Emanuele De Deo, diretti verso il cuore della città.

Nei nove minuti successivi le telecamere cittadine li riprendono tra i dedali dei Quartieri, in piazza Trinità degli Spagnoli, via Girardi, Montesanto: i passeggeri hanno già le pistole in pugno, le armi vengono esibite persino contro scooter e auto che incrociano la loro traiettoria dopo un tamponamento in via Montesanto.

Le immagini congelano dettagli inquietanti: M.L. che brandisce due pistole contemporaneamente ad altezza uomo, Jhonny che mostra una pistola per mano, passaggi di armi tra i due minorenni per liberarsi le mani e rialzare il mezzo caduto.

L’irruzione in piazza Carolina e il conflitto a fuoco

Il commando entra nell’area monumentale passando da salita Sant’Anna di Palazzo in direzione via Chiaia: due telecamere private  registrano lo sfilare dei due scooter con quattro ragazzi armati, il passeggero dello scooter di Jhonny che solleva le braccia parallele al suolo e punta due pistole in direzione via Chiaia. La distanza fra il punto di ripresa e piazza Carolina è di circa cento metri, uno scivolo diretto verso il bar “Da M.” e l’area pedonale a ridosso del colonnato di piazza Plebiscito.

Alle 01.55 circa il sistema di videosorveglianza cittadino in piazza Carolina cattura la scena centrale: i due scooter irrompono dal varco di via Chiaia, procedono tra i ragazzi a piedi e puntano più armi ad altezza uomo verso il gruppo in cui sono ben riconoscibili i due nemici minorenni, ovvero M.C. e G.P. Le immagini mostrano una fiammata uscire da una delle pistole di Jhonny, mentre contemporaneamente il passeggero dello scooter bianco – indicato come A.F. – solleva la propria arma verso il gruppetto.

Sul selciato e sul gazebo del bar “Da M.” gli agenti della Scientifica reperiranno bossoli di diversi calibri (9×19 SB, 9 Luger GFL, 6,35 PPU 25 Auto) e un foro di impatto sul tendone, segni concreti di colpi esplosi a brevi distanze, in pieno orario notturno ma in un luogo solitamente affollato di turisti e giovani.

Per gli inquirenti, la pluralità di armi e di colpi, tutti diretti ad altezza uomo verso più persone, dimostra sia l’idoneità letale dell’azione sia l’animus necandi richiesto per configurare il tentato omicidio aggravato.

Quando i due scooter completano il giro della piazza e rientrano verso via Chiaia, le stesse telecamere li riprendono mentre i passeggeri continuano a sparare verso l’alto, scarrellano le armi e ostentano ancora il fuoco in corsa lungo via Gennaro Serra, via Chiaia e salita Sant’Anna di Palazzo. Le telecamere con audio catturano almeno sei colpi provenienti dalla zona tra piazza Carolina e l’imbocco di Sant’Anna; sul terreno saranno repertati ulteriori bossoli calibro 9mm lungo il percorso della fuga.

La risposta dei “ragazzi di piazza Carolina” e la stesa sotto casa di Jhonny

La misura non si ferma al raid: documenta in parallelo la reazione del fronte “Pallonetto-Santa Lucia”. Le telecamere interne del bar Da M. riprendono infatti M.C. che, mentre cerca riparo con G.P. nel gazebo, impugna una piccola pistola e pochi secondi dopo spara almeno due colpi verso gli scooter in fuga. Un bossolo calibro 25 Auto PPU, ritrovato a circa un metro dal punto in cui il minore viene ripreso mentre spara, chiude il cerchio probatorio su quella arma di piccolo calibro.

Subito dopo, le immagini mostrano M.C. che passa l’arma a G.P.: il ragazzo del Pallonetto parte di corsa verso via Chiaia rincorrendo i motocicli, poi, quando si accerta che sono ormai lontani, torna indietro e si ricongiunge agli altri due complici. In tre salgono su un Sym Symphony e fuggono in direzione Monte di Dio, attraversando il varco di lettura targhe “Spagnoli – via Monte di Dio”: la targa ricondurrà gli investigatori a una donna residente in via Pallonetto a Santa Lucia, stesso edificio in cui risulta abitare uno dei ragazzi.

Ma la faida non si chiude con lo scontro a distanza in piazza. Alle 03.10 circa, nella stessa notte, una nuova scarica di colpi viene segnalata a vico Caricatoio, proprio sotto l’appartamento dove da poco si è trasferito Jhonny Percich. Le telecamere di via Nicotera riprendono un Sym Symphony con targa coperta, in sella tre soggetti: dalla tuta nera con inserti bianchi gli investigatori riconoscono il quasi diciottenne M.P., già visto al fianco degli altri due minorenni, e notano che uno degli occupanti impugna un’arma da fuoco al ritorno da via Santa Teresella degli Spagnoli.

Il sopralluogo a vico Caricatoio accerta un’ogiva conficcata, il danneggiamento di una porta-finestra e, all’interno del civico 5, nella cassetta telecom del condominio di Jhonny, 22 cartucce calibro 6,35 con la stessa stampigliatura PPU 25 Auto rinvenuta sul bossolo di piazza Carolina, oltre a materiale da confezionamento di droga.

L’ordinanza sottolinea il valore simbolico della stesa sotto casa: la contro-paranza dei “ragazzi di piazza Carolina” porta il conflitto armato nel cuore dei Quartieri Spagnoli, a pochi metri dal nuovo domicilio del figlio di un presunto killer di camorra, trasferendo la guerra delle piazze fin dentro il santuario storico della malavita napoletana.

Telecamere, social e parentele: l’inchiesta sugli adolescenti armati

Il quadro accusatorio regge soprattutto su tre pilastri: videosorveglianza capillare, incrocio con i social e appartenenze familiari. I pm minorili e la Squadra Mobile ricostruiscono minuto per minuto la spedizione armata: cronometro alla mano, stimano in undici minuti l’andata e ritorno del commando da vico Cariati a piazza Carolina e ritorno, per circa 900 metri di distanza a tratta, e sovrappongono tracciati, mappe Google e orari di ogni telecamera attiva.

Le immagini vengono poi comparate con fotosegnalamenti e foto estratte da TikTok e Instagram: il cappello-scarf di Jhonny già immortalato in un precedente arresto per armi, la tuta Adidas verde militare con zip bianca e inserti rossi di M.L. postata sul profilo della madre, il giubbotto smanicato Nike nero di A.F,, le scarpe bianche con inserti neri, la tuta nera con bande bianche di M.P.

La procura sottolinea come questi dettagli di abbigliamento, ripetuti in contesti diversi, diventino elementi identificativi chiave, in particolare quando i ragazzi tentano di camuffarsi con ulteriori indumenti neri poi abbandonati in corsa.

Un ulteriore strato di prova arriva dalle intercettazioni ambientali sulla Fiat 500X in uso a Jhonny. In una conversazione del 18 dicembre con la madre, il ragazzo racconta che “quelli di mezza piazza Carolina” gli avrebbero confessato l’autore della stesa sotto il suo balcone, indicando i nomi di…omissis e “omissiis… quello che se la faceva con il chiatto”,  ex amico del fratello.

Sul versante familiare, l’ordinanza richiama pesantemente la genealogia criminale: Jhonny è figlio di Percich Salvatore, arrestato a ottobre 2025 per l’omicidio dell’innocente calcciatore dilettante Umberto Catanzaro, con una lunga storia nei clan, e già legato a Bizzarro Antonio, collegato agli Amato-Pagano dell’area Nord.

Il pm parla di “abitualità a delinquere” in un crescendo di gravità, con giovanissimi che maneggiano armi da fuoco con disinvoltura, si muovono tra più basi logistiche (tra Quartieri Spagnoli, Pallonetto e Pianura) e sono costantemente intercettati in gruppi numerosi sulle scalinate del colonnato e in via Santa Lucia.

Pericolo di fuga e guerra aperta sulle piazze

Il provvedimento di fermo per i quattro minori si fonda sulla contestazione di tentato omicidio aggravato, detenzione e porto di armi da fuoco, danneggiamento seguito da esplosione , ricettazione degli scooter, con aggravante del metodo mafioso e, per alcuni capi, premeditazione.

Invece ad M. C. viene contestato anche un tentato omicidio in risposta, per i colpi esplosi verso il commando in fuga; a G.P. la co-detenzione dell’arma e la partecipazione alla fuga armata con M.C. ed M. P.

Sul piano cautelare, i magistrati minorili insistono su due profili: il pericolo di reiterazione di condotte ritorsive in un contesto di faida aperta tra due gruppi contrapposti, e il rischio concreto di fuga alimentato dalla rete di appoggi e dalla mobilità dimostrata in pochi giorni tra case “di fortuna”, viaggi all’estero e basi fuori quartiere.

La guerra per il controllo delle piazze di spaccio nella zona di piazza Plebiscito viene descritta come già in atto, con un’escalation che ha trasformato la principale cartolina di Napoli in teatro di un conflitto tra baby boss, in piena continuità con la camorra adulta ma con attori sempre più giovani e imprevedibili.

Campi Flegrei, lo studio dell’Ingv: «Con le condizioni attuali non ci sono i presupposti per un’eruzione»

Roma- Le condizioni attuali della caldera dei Campi Flegrei non sarebbero in grado di innescare un’eruzione. È la conclusione a cui giunge uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e dell’Università di Ginevra, pubblicato sulla rivista scientifica Communications Earth and Environment del gruppo Nature.

Il lavoro, intitolato “Scenario-based forecast of the evolution of 75 years of unrest at Campi Flegrei caldera (Italy)”, ha utilizzato modelli termici e petrologici per ricostruire uno scenario di riferimento basato su quello che in letteratura viene definito “worst case”, ovvero l’ipotesi più cautelativa dal punto di vista della pericolosità vulcanica.

Lo studio parte dall’assunzione che il bradisismo in atto dal 2005, così come quello registrato negli anni Cinquanta, nei primi anni Settanta e tra il 1982 e il 1984, sia alimentato da successive intrusioni di magma a circa 4 chilometri di profondità. «Si è scelto di partire da questa ipotesi perché è la più prudente per la popolazione dell’area flegrea e consente di delineare un possibile scenario evolutivo», spiega Stefano Carlino, ricercatore dell’Ingv e coautore della ricerca.

I risultati indicano che, pur ipotizzando la presenza di magma potenzialmente eruttabile e una pressione interna sufficiente a fratturare la crosta, un’eruzione sarebbe oggi ostacolata da diversi fattori. «Il ridotto volume del serbatoio magmatico e la deformazione viscosa della crosta circostante rappresentano un freno alla risalita del magma», sottolinea Luca Caricchi, professore ordinario all’Università di Ginevra e coautore dello studio.

In particolare, spiegano Charline Lormand e Guy Simpson, anch’essi dell’Università di Ginevra, un’eventuale fuoriuscita di magma determinerebbe un rapido calo della pressione interna del serbatoio, privando il magma dell’energia necessaria per raggiungere la superficie.

Secondo i ricercatori, solo nel caso in cui l’attuale sollevamento del suolo dovesse proseguire per decenni con tassi simili a quelli odierni, la sorgente magmatica potrebbe raggiungere dimensioni comparabili a quelle che alimentarono l’ultima eruzione dei Campi Flegrei, avvenuta nel 1538.

Si tratta però di un’ipotesi legata a presupposti difficili da verificare. «Attribuire il bradisismo degli ultimi 75 anni esclusivamente alla risalita di magma profondo e ai fluidi da esso rilasciati è una possibilità, ma resta complessa da dimostrare», ribadisce Carlino.

Anche la presenza di fratture nella crosta, documentata da studi precedenti, non modifica il quadro generale. «Le condizioni attuali non sono compatibili con un evento eruttivo», precisa Tommaso Pivetta, ricercatore dell’Ingv e coautore dell’articolo.

In una nota, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sottolinea infine che la sfida principale resta la comprensione della reale natura della sorgente del bradisismo. Un obiettivo che passa attraverso il monitoraggio costante e l’integrazione di dati geofisici, geochimici e geodetici, in un contesto che continua a essere oggetto di dibattito scientifico.

Wizz Air apre una nuova linea da Napoli verso Palma di Maiorca

Napoli – Un ponte aereo low-cost unirà da maggio il Golfo di Napoli a quello di Palma di Maiorca. Wizz Air ha annunciato ufficialmente l’apertura di una nuova rotta dall’Aeroporto Internazionale di Napoli-Capodichino verso la vivace capitale delle Baleari, confermando la forte crescita dei suoi investimenti nel Sud Italia.

Il primo volo è in programma per il 12 maggio 2026, con partenze fissate per martedì, giovedì e sabato. I biglietti sono già in vendita sul sito web e sull’app della compagnia, con tariffe promozionali a partire da soli 19,99 euro. L’obiettivo è intercettare la domanda di viaggiatori in cerca di una fuga verso il clima mite e le esclusive spiagge spagnole, offrendo massima flessibilità.

«Portare il Golfo di Napoli nel cuore delle Baleari è una sfida che accogliamo con entusiasmo», ha dichiarato Salvatore Gabriele Imperiale, Corporate Communications Manager di Wizz Air. «Questa rotta abbattere le barriere geografiche tra due poli d’attrazione unici. Continueremo a investire con determinazione sull’innovazione e sulla qualità del servizio offerto dallo scalo campano».

La nuova tratta sarà operata con gli Airbus A321neo di ultima generazione, aeromobili che garantiscono ridotti consumi di carburante ed emissioni acustiche. La scelta rafforza ulteriormente la base di Napoli, dove Wizz Air staziona già due aeromobili. Nel 2025, la compagnia ha trasportato da Capodichino oltre 797mila passeggeri su quasi 4mila voli, con un tasso di puntualità migliorato del +17,2%.

«Wizz Air continua a dimostrare una forte fiducia nel nostro aeroporto», ha commentato Margherita Chiaramonte, Direttrice commerciale Aviation di Gesac. «Siamo certi che questo nuovo collegamento incontrerà un grande favore da parte del nostro bacino di utenza, contribuendo ad arricchire ulteriormente l’offerta internazionale».

Con questa mossa, Wizz Air amplia il suo ventaglio di destinazioni da Napoli, che già include scali in Europa orientale, Mediterraneo e Medio Oriente, come Tel Aviv, Budapest, Sofia e Sharm el-Sheikh. A livello nazionale, la compagnia conferma il suo ruolo di vettore chiave: in Italia ha trasportato oltre 21 milioni di passeggeri nel 2025 (+8,85% sull’anno precedente) attraverso 263 collegamenti da 26 aeroporti.

La nuova Napoli-Palma non è solo una rotta in più: è il segnale che il traffico leisure di alto profilo è il nuovo fronte della competizione aerea dal Sud, con Capodichino sempre più snodo strategico per il turismo nel bacino del Mediterraneo.

Santobono, scatta la protesta sul nodo parcheggi: occupati gli uffici della direzione sanitaria

Napoli – Medici, infermieri e altri lavoratori dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli hanno occupato nella mattinata di oggi gli uffici della direzione sanitaria. In tutto, secondo quanto riferito, sarebbero circa 70 i dipendenti coinvolti nella mobilitazione, avviata per contestare la chiusura dei parcheggi interni legata all’inizio dei lavori di messa in sicurezza e adeguamento antisismico degli edifici del presidio del Vomero.

I manifestanti chiedono un confronto diretto con i responsabili della struttura per individuare soluzioni alternative durante i mesi in cui le aree di sosta resteranno indisponibili. La preoccupazione principale riguarda la difficoltà di parcheggiare all’esterno, in una zona — quella tra Vomero e Arenella — dove gli spazi sono limitati e in larga parte riservati ai residenti. La protesta era già stata annunciata nei giorni scorsi con iniziative di dissenso da parte del personale.

Nel cortile del presidio, con l’avvio effettivo del cantiere, la tensione è salita già dalle prime ore del mattino. È arrivata l’impresa incaricata degli interventi e, secondo quanto riferito, sul posto erano presenti anche i carabinieri per monitorare la situazione.

A raccontare l’impatto economico della chiusura dei parcheggi è un’infermiera che lavora al Santobono e raggiunge l’ospedale da Torre del Greco: “Tra autostrada e tangenziale spendo già ogni giorno, e stamattina ho pagato 15 euro in un garage privato”. La dipendente lamenta che, con turni mattutini e impossibilità di trovare posto in strada, il costo del parcheggio rischia di diventare una spesa fissa importante: “Non mi sembra una situazione normale, durerà mesi. Servono convenzioni con i garage”.

Dal canto suo, la dirigenza del Santobono ha ribadito nei giorni scorsi che lo stop ai parcheggi è conseguenza di lavori “programmati da anni” e necessari per rispettare gli obblighi di adeguamento antisismico. La direzione ha inoltre comunicato di aver raccolto le richieste del personale e di aver previsto un contributo economico complessivo di circa 200mila euro per sostenere parte dei costi legati ad abbonamenti per i mezzi pubblici e ai parcheggi di interscambio.

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