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Scampia, controlli contro il trasporto scolastico abusivo: 7 su 18 veicoli fuori norma

Napoli – Nella mattinata di lunedì, i militari dell’Arma e la municipale di Scampia hanno istituito un posto di controllo fisso nei pressi delle principali scuole del territorio. L’obiettivo dichiarato era verificare la regolarità dei veicoli impiegati per il trasporto degli alunni, un servizio spesso gestito da operatori privati senza le autorizzazioni necessarie.

Esiti del servizio: la maggior parte fuori norma
Su un totale di 18 veicoli sottoposti a verifica:
7 risultavano totalmente abusivi, privi di licenza di trasporto e condotti da autisti sprovvisti del certificato di abilitazione professionale (CAP);
1 mezzo era privo sia di assicurazione che di revisione tecnica;

Un altro veicolo era sottoposto a fermo fiscale, quindi non poteva circolare;
Solo 4 mezzi hanno superato tutti i requisiti di legge e sono stati giudicati idonei al servizio.

Sanzioni e provvedimenti

Le infrazioni riscontrate hanno portato a sanzioni amministrative pari a 22 000  euro, secondo le vigenti disposizioni del Codice della Strada. Inoltre:
8 furgoncini sono stati sequestrati;
9 patenti di guida ritirate;
10 carte di circolazione confiscate.

L’operazione rientra in un piano più ampio di contrasto all’abusivismo nei trasporti pubblici e scolastici, fenomeno che mette a rischio la sicurezza degli studenti e genera concorrenza sleale per gli operatori in regola.

Anche il responsabile della polizia municipale ha annunciato che controlli simili saranno ripetuti con cadenza settimanale, affinché il rispetto delle norme diventi prassi consolidata nel quartiere.

Qualiano, fuggono all’alt e si schiantano contro pattuglia: denunciati 2 minorenni

Tutto è accaduto in via Vittorio, nel comune di Qualiano, nella zona di Varcaturo. I carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania, in servizio di controllo del territorio, hanno intercettato uno scooter con in sella due minorenni.

Alla richiesta di fermarsi, i due non hanno obbedito, accelerando e immettendosi in un percorso spericolato tra le vie del centro. I militari hanno avviato l’inseguimento, rimanendo inseguiti a pochi metri, ma i giovani hanno ignorato ogni intimazione, continuando a zigzagare in modo pericoloso.

Lo schianto contro la pattuglia che chiudeva la via

Nel tentativo di bloccare la fuga, è intervenuta una seconda pattuglia, che ha cercato di chiudere ogni possibile via di fuga. Nonostante l’accortezza dei carabinieri, il guidatore dello scooter non ha rallentato e si è schiantato contro la gazzella.

Dopo l’incidente, i militari hanno proceduto con il controllo amministrativo: lo scooter è risultato privo di copertura assicurativa, motivo ulteriore di sequestro del mezzo.

Quarto caso in due settimane

L’episodio si inserisce in un quadro di allarmante recidiva. È il quarto caso in due settimane in cui adolescenti, a bordo di veicoli rubati o non regolari, tentano la fuga all’alt dei carabinieri, provocando situazioni ad alto rischio per l’incolumità dei militari e dei passanti. I due minori sono stati denunciati alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli per il reato di resistenza e fuga in caso di pubblico ufficiale.

Chi è ‘o polacco l’hacker prestato dai Licciardi ai Mazzarella

Basta una poltrona, un computer e una connessione a internet. Nessun passamontagna, nessuna pistola spianata nelle filiali bancarie. La nuova frontiera della criminalità organizzata napoletana si muove nel silenzio dei server e nella distrazione delle vittime. Un business pulito, rapidissimo e, soprattutto, a bassissimo rischio penale rispetto al tradizionale traffico di stupefacenti o alle estorsioni.

È questo lo scenario svelato dalla recente operazione dei Carabinieri e della Dda di Napoli, che ha portato all’emissione di 16 misure cautelari (tra cui 12 arresti in carcere) azzerando due gruppi criminali riconducibili alle figure di vertice del clan Mazzarella: Ciro e Michele Mazzarella. Ma la vera miniera d’oro del clan non era un soldato, bensì un venticinquenne di Pomigliano d’Arco che viaggiava in Mustang, soprannominato il “Polacco” (all’anagrafe Salvatore Mentone Del Sole junior). Un genio della frode informatica capace di sottrarre, in un solo giorno, tra i 200mila e i 300mila euro.

In un biennio (2022-2024), la banda ha mietuto una sessantina di vittime in tutta Italia, arrivando a colpire fino in Spagna. Un sistema talmente redditizio che persino gli acerrimi rivali del clan Licciardi se ne sono avvalsi in un periodo di “pax mafiosa”, dimostrando che di fronte al grande profitto tecnologico le vecchie faide possono attendere.

Dalla Masseria Cardone ai Mazzarella: l’acquisizione del “Polacco”

Il talento del “Polacco” era noto negli ambienti criminali. Inizialmente, il giovane hacker operava per conto di altri, legato ad esponenti in contrasto con i Mazzarella (come il gruppo della Masseria Cardone e un tale “Salvatore o’ biondo”). Ma un asset da centinaia di migliaia di euro al giorno non poteva sfuggire all’attenzione dei vertici di Forcella.

L’acquisizione dei suoi “servizi” da parte dei Mazzarella non è avvenuta con una normale trattativa commerciale, ma con i metodi classici della camorra. A raccontarlo è il collaboratore di giustizia Salvatore Giuliano:

“Il Polacco insieme ad altri soggetti guadagnava molti soldi e bisognava chiamarlo […] Volevamo il Polacco che si era affiancato a Salvatore o biondo, cui dava delle somme mensili per farsi proteggere. Fissammo l’incontro in vico Scassacocchi… L’incontro si concluse con l’accordo che il Polacco e quello di Forcella dovevano versare al clan 20.000/30.000 euro a lavoro.”

Ma “Salvatore o’ biondo” non ci sta, e manda a dire che l’hacker paga già lui. La risoluzione della controversia è immediata e brutale. Niente diffide legali, ma piombo: un esponente dei Mazzarella, Totore ‘e Pomigliano, va a sparare direttamente fuori l’abitazione della madre del “Polacco”.

Il messaggio arriva forte e chiaro. Segue un summit a casa di Michele Mazzarella per ratificare la resa e sancire il passaggio di proprietà dell’hacker. Da quel momento, il “Polacco” è roba loro.

“Lavorare 24 ore su 24”: il divario tecnologico e le intercettazioni

L’irruzione della cyber-criminalità all’interno di un clan storico crea anche dei paradossi generazionali e culturali, ben documentati dalle cimici degli inquirenti.
È la mezzanotte del 26 febbraio 2022.

A casa del capoclan Ciro Mazzarella si discute del nuovo, fiorente giro d’affari. Ciro, limitato nei movimenti perché sottoposto a libertà vigilata, fatica a comprendere la meccanica immateriale del raggiro. Pensa che il denaro derivi da furti fisici, che i suoi stiano rubando materialmente le carte di credito negli uffici postali, esponendosi a rischi altissimi.

È suo fratello, Alberto Mazzarella, a spiegargli che il mondo è cambiato e che il cugino Michele ha in mano il futuro. Michele ha incassato 50mila euro in un attimo e, soprattutto, ha “messo a sistema” il talento informatico del ragazzo di Pomigliano:

“…o’ polacc’.. se l’è mandato a chiamare devi lavorare con me ventiquattro ore su ventiquattro con le carte…”

Alberto chiarisce al boss che non ci sono furti materiali, ma operazioni tecnologiche sofisticate. Il clan si modernizza: i soldi non si estorcono più per strada, si rubano dai server.

Spoofing, “Tossici” e conti lampo: il modus operandi

Come funzionava la macchina mangia-soldi? L’ordinanza e le parole del pentito Rosario La Monica (operativo nel gruppo criminale di Brusciano, detto “dei Cafoni”) restituiscono l’immagine di una filiera criminale organizzata come una spietata azienda tecnologica.

La base di partenza era l’acquisto di dati sensibili (“il Polacco e [omissis] acquistavano una lista proveniente da soggetti che lavoravano in Banca contenente n. di tel., numero di conto, quanto stava sul conto”).

A quel punto scattava lo spoofing: vere e proprie centrali telefoniche, con operatori capaci di simulare vari accenti regionali, chiamavano le vittime facendo comparire sul display il numero reale della loro banca. Persuasa dell’autenticità della chiamata, la vittima consegnava la password dispositiva (OTP). I soldi venivano istantaneamente bonificati. Ma verso dove?

È qui che l’alta tecnologia si salda con la disperazione della strada. La criminalità aveva bisogno di conti correnti “usa e getta” per far transitare il denaro rubato.

“Ingaggiavamo dei tossici e li utilizzavamo per aprire dei conti correnti, con il loro ausilio, poiché loro partecipavano alle procedure di riconoscimento facciale”, racconta La Monica.

La corsa contro il tempo iniziava subito dopo il bonifico

“Avevamo poi due ore per scaricare i soldi… portavamo fisicamente i tossici e i soggetti conniventi che si prestavano a farsi intestare i conti direttamente a prelevare o alla Posta e li costringevamo a prelevare quanto più possibile. Con la rimanenza facevamo il cosiddetto ‘scarico’ da [omissis] che passava la carta sul suo POS e ci dava contanti trattenendo il 15%”.

I proventi venivano poi riciclati—grazie all’aiuto di un imprenditore avellinese delle pompe funebri—in auto di lusso e Rolex. L’uso di router irrintracciabili su SIM usa e getta completava l’invisibilità della banda.

La spietata legge del clan: il caso del tossicodipendente picchiato

Sebbene il reato fosse diventato “da colletti bianchi”, le regole d’ingaggio rimanevano quelle spietate della camorra. Quando l’ingranaggio si inceppava o qualcuno cercava di fare il furbo, la violenza tornava in primo piano.

Se un tossicodipendente reclutato come prestanome decideva di appropriarsi dei soldi transitati sul suo conto, la reazione era letale. La Monica ricorda l’episodio di “…omissis…”, un drogato che acquistava stupefacenti a Brusciano e che si era visto bloccare (o aveva sottratto) 10-15mila euro sul suo conto.

“La colpa era sua e la somma doveva essere rifusa ai Mazzarella… portammo …omissis… al Rione Luzzatti… per essere picchiato. Gli faceva un’estorsione cioè gli diceva dopo tre ore portami centomila euro”.

Una violenza cieca a garanzia di un sistema perfetto. L’inchiesta della Dda di Napoli squarcia così il velo su una camorra ibrida, capace di investire in intelligenza informatica senza mai rinunciare al terrore per mantenere il controllo. Un avvertimento chiaro per le istituzioni: le mafie non sono solo per strada, ma siedono, invisibili, ai terminali delle nostre banche.

Napoli, drone con cellulari incastrato sul tetto del Cerimant

Intervento dei Carabinieri della compagnia Napoli Poggioreale nella caserma del 10° Cerimant, in corso Malta, a seguito di una segnalazione arrivata al 112. A far scattare l’allarme è stato il militare addetto alla vigilanza, che aveva notato la presenza anomala di un drone incastrato sul tetto della struttura.

Il carico agganciato al drone

Il velivolo trasportava una piccola busta, legata con un filo di nylon. All’interno, i militari hanno rinvenuto un mini cellulare e uno smartphone, presumibilmente destinati a un’introduzione illecita all’interno dell’area detentiva. Il drone e i dispositivi sono stati immediatamente sequestrati.

Un fenomeno in crescita

Non si tratta di un episodio isolato. È infatti il secondo tentativo di “consegna aerea” nel giro di pochi giorni nella zona del carcere di Poggioreale. In un caso analogo recente, un altro drone era precipitato incastrandosi nell’albero dell’istituto Salesiani: in quell’occasione il carico risultava ben più consistente, comprendendo droga, telefoni cellulari e schede SIM.

Gli inquirenti stanno ora lavorando per risalire ai responsabili e chiarire modalità e rete organizzativa dietro questi tentativi, che confermano un uso sempre più frequente dei droni per aggirare i controlli e introdurre materiale proibito nelle strutture penitenziarie.

Casoria: due auto divorate dalle fiamme nelle notte in via Abamonti

Casoria – Poco prima delle 3 della notte appena trascorsa, i carabinieri della sezione radiomobile sono intervenuti in via Abamonti per un violento incendio che ha completamente distrutto due autovetture parcheggiate in strada.Le fiamme hanno avvolto una Kia Picanto di proprietà di un 73enne del posto, incensurato, e una Chevrolet Spark appartenente a un 60enne, anch’egli incensurato.

Entrambi i veicoli sono andati completamente distrutti, mentre non risultano al momento persone ferite né coinvolte indirettamente.Sul posto sono giunti rapidamente i militari dell’Arma che hanno proceduto ai rilievi del caso e messo in sicurezza l’area.

Le indagini sono già in corso per ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio e accertare le cause che hanno scatenato il rogo.Al vaglio degli inquirenti non viene esclusa l’ipotesi dolosa: al momento non emergono elementi che facciano propendere con certezza per un guasto tecnico o per un atto intenzionale, ma gli investigatori stanno valutando ogni pista, inclusa quella di un possibile gesto criminoso.

Ulteriori accertamenti, anche di natura tecnica, saranno effettuati nelle prossime ore per chiarire se si tratti di un episodio isolato o se vi siano collegamenti con altri fatti analoghi nella zona.

Acerra: scoperti 80mila litri di gasolio e un impianto clandestino, quattro denunce

Acerra – Tutto è nato da un’attenta attività di monitoraggio del territorio. I finanzieri del Gruppo Nola, impegnati in un servizio di pattugliamento nella circoscrizione di competenza, hanno concentrato la loro attenzione sui movimenti anomali di un autoarticolato con targa polacca.

Seguendo il mezzo pesante, le Fiamme Gialle lo hanno visto infilarsi all’interno di un capannone situato nella zona industriale di Acerra. I militari hanno quindi deciso di intervenire per vederci chiaro, facendo scattare un blitz che ha portato alla scoperta di un vero e proprio hub logistico del contrabbando.

Il travaso del “Designer Fuel”

All’interno della struttura, lo scenario illecito si è palesato in tutta la sua evidenza. I finanzieri hanno sorpreso tre persone intente a travasare carburante in un’autocisterna con targa italiana.

L’operazione avveniva grazie a un impianto di rifornimento realizzato in totale clandestinità, dotato di due elettropompe che pescavano il liquido da appositi contenitori in plastica da mille litri ciascuno, i cosiddetti “cubotti”. Complessivamente, i militari hanno rinvenuto 132 di questi recipienti, sequestrando oltre 80.000 litri di gasolio per autotrazione (noto come “Designer Fuel”), pronto a essere immesso sul mercato nero in totale evasione d’imposta.

Il trucco dei documenti “scudo”

Gli accertamenti si sono subito estesi anche all’autoarticolato polacco che aveva condotto la pattuglia fino alla rimessa. Il mezzo, guidato da un cittadino originario della Polonia, trasportava a sua volta un carico di gasolio stoccato nei cubotti, ma viaggiava supportato da un documento di trasporto palesemente falso.

Durante le perquisizioni, i militari hanno scoperto l’ingegnoso sistema ideato dall’organizzazione per beffare le forze dell’ordine. La banda era infatti in possesso di documentazione di accompagnamento relativa a partite di benzina regolarmente acquistate, che venivano esibite come “scudo” in caso di eventuali controlli stradali per giustificare il transito del prodotto illecito.

Le denunce alla Procura

L’operazione si è conclusa con il sequestro dell’intero carico di 80mila litri di carburante, del tir, dell’autocisterna, dell’impianto clandestino di pompaggio e di tutti i contenitori. I tre soggetti sorpresi nel capannone e l’autista dell’autoarticolato sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria.

I quattro dovranno rispondere davanti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola dell’accusa di sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici, reato previsto dall’articolo 40 del Testo Unico delle Accise.

Arrestato l’ex killer pentito e ora Tiktoker Gennaro Panzuto

Gennaro Panzuto sapeva che, prima o poi, quel conto in sospeso con la giustizia sarebbe arrivato sulla porta di casa. E così, quando sabato mattina gli uomini della Squadra Mobile di Napoli hanno bussato alla sua abitazione di Frosinone, non ha opposto resistenza. “Genny Terremoto”, 51 anni, storico ras della Torretta poi passato tra le fila dei collaboratori di giustizia, ha aperto con la calma di chi conosce bene le regole del gioco.

Per lui si sono riaperte le porte del carcere: deve scontare un cumulo di pena di 8 anni per reati legati al traffico di stupefacenti.

Il blitz lontano da Napoli

L’ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale di Napoli appena 24 ore prima dell’arresto, è stato eseguito dagli uomini della sezione Criminalità Organizzata, guidati dal dirigente Mario Grassia e dal vice questore aggiunto Giuseppe Sasso. Gli investigatori lo hanno scovato nel Lazio, dove Panzuto si era trasferito da qualche tempo, cercando forse una tranquillità difficile da trovare all’ombra del Vesuvio.

Dai reati di sangue a Londra

Il profilo criminale di Panzuto è quello di un protagonista della malavita di alto rango. Cresciuto come rapinatore di Rolex (colpi messi a segno persino in Spagna), era diventato il braccio armato e la mente del clan Piccirillo. Anni vissuti pericolosamente tra i vicoli della Torretta, segnati da scontri di fuoco con i rivali del gruppo Frizziero e alleanze pesanti con i Licciardi di Secondigliano e i clan di Torre Annunziata.

La sua ascesa fu interrotta a Londra, dove gestiva gli affari del clan, scovato e ammanettato dall’allora commissario Raffaele Giardiello.

Quattordici anni sotto protezione

Poi, la scelta di voltare le spalle alla camorra. Per quattordici anni Panzuto ha riempito i verbali della DDA, svelando i segreti dei clan della Torretta e della Sanità. Nel 2021, uscito dal programma di protezione, era tornato a Napoli sfidando il pericolo di vendette trasversali.

Negli ultimi anni la sua figura era diventata quasi pubblica: attivissimo sui social, non negava interviste e commentava spesso le dinamiche della criminalità cittadina, mostrandosi come un uomo profondamente cambiato e lontano dalle logiche del “sistema”.

Dal set alla cella

La parabola di “Genny Terremoto” ha toccato persino il grande schermo. Padre di nove figli, Panzuto aveva interpretato paradossalmente il ruolo di un ispettore di polizia nel film “Nati pre-giudicati”.

Sul set aveva recitato accanto a un vero simbolo della legge, l’ex poliziotto-recordman di arresti Vittorio Porcini. Un cortocircuito tra realtà e finzione che si è interrotto sabato mattina quando, questa volta, le manette sono scattate ai suoi polsi per vicende di droga mai del tutto archiviate dal suo passato.

L’oroscopo del 17 marzo 2026 a cura di Paolo Tedesco

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Cari amici, oggi 17 marzo, l’energia dominante è quella della Luna in Ariete che si oppone a Marte in Bilancia. Questo crea una tensione tra il nostro bisogno di agire in modo impulsivo (“io voglio”) e la necessità di mantenere l’armonia con gli altri (“noi dobbiamo”).

ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

  • Amore: Giornata di passione intensa. Con la Luna nel tuo segno, sei magnetico e trascinante. Per i single, un incontro fugace ma memorabile. In coppia, evitate di essere troppo impulsivi: la dolcezza paga di più.

  • Lavoro: Energia alle stelle! Perfetto per iniziare nuovi progetti o prendere in mano situazioni in stallo. La tua iniziativa sarà notata dai superiori.

  • Salute: Vitalità alta, ma attenzione a testa e stress muscolare. Un po’ di movimento all’aria aperta vi farà benissimo.

  • Finanze: Arriva un piccolo rimborso o un’entrata extra inaspettata. Buono per un acquisto impulsivo… ma cercate di pensarci due volte.

TORO (20 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Giornata di riflessione e bisogno di coccole. Siete più sensibili del solito. In coppia, chiedete supporto e comprensione; single, potreste rivalutare una vecchia conoscenza.

  • Lavoro: Procedete con calma e metodo. Ottima giornata per rifinire dettagli e fare ordine tra le scartoffie. Evitate scontri frontali con colleghi troppo precipitosi.

  • Salute: Leggera spossatezza. Concedetevi una pausa in più e un pasto caldo e nutriente. La gola è il vostro punto debole oggi.

  • Finanze: Tenuta stabile. Niente acquisti importanti, meglio concentrarsi sul risparmio. Qualcuno vi restituirà un vecchio debito.

GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

  • Amore: Comunicazione al centro. Se c’è qualcosa che non avete detto al partner, oggi è il giorno giusto per farlo con tatto. Single: una chiacchierata innocente può trasformarsi in un flirt interessante.

  • Lavoro: Scambi e contatti proficui. Riunioni produttive e nuove idee. Attenzione solo a non disperdervi in troppi progetti contemporaneamente.

  • Salute: Sistema nervoso sotto pressione. Cercate momenti di relax e silenzio per staccare la spina dal turbinio di pensieri.

  • Finanze: Qualche spiacevolezza con banche o pratiche burocratiche. Controllate bene le cifre prima di firmare.

CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

  • Amore: Vita familiare e affetti al primo posto. Il partner apprezzerà le vostre attenzioni e cure. Per i single, la persona giusta potrebbe essere presentata da un amico o un parente.

  • Lavoro: Proteggete il vostro territorio. Qualcuno potrebbe cercare di approfittarsi della vostra disponibilità. Imparate a dire di no con gentilezza ma fermezza.

  • Salute: Beneficiate di cibi sani e leggeri. Ottimo momento per depurarsi con frutta e verdura di stagione.

  • Finanze: Budget sotto controllo. È una buona giornata per pianificare le spese future, ma non per investimenti rischiosi.

LEONE (23 luglio – 22 agosto)

  • Amore: Siete scintillanti e pieni di fascino. In coppia, organizzate una serata fuori per stupire la persona amata. Single: il vostro carisma oggi non lascia scampo, ma evitate di essere troppo egocentrici.

  • Lavoro: Riconoscimenti e successo. Una vostra idea viene accolta con entusiasmo. Sfruttate questa spinta per chiedere ciò che meritate.

  • Salute: Energia solare. Vi sentite in forma e pieni di vitalità. Perfetto per attività sportive di gruppo.

  • Finanze: Tentati dal lusso. Potreste fare un acquisto costoso per puro piacere personale. Se il budget lo permette, concedetevi uno sfizio.

VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

  • Amore: Piccole attenzioni quotidiane fanno la differenza. In coppia, risolvete un malinteso con chiarezza. Single: qualcuno vi osserva da lontano con interesse. Siate meno critici e più aperti.

  • Lavoro: Precisione e dedizione vi rendono indispensabili. Ottimo per chiudere pratiche e questioni in sospeso. Attenzione a non fare tutto il lavoro degli altri.

  • Salute: A posto, ma tenete a bada l’ansia. L’intestino è il vostro termometro emotivo: cercate di mantenere la calma.

  • Finanze: Analisi attenta dei conti. Scoprite un modo per risparmiare su una spesa fissa. Giornata no per prestiti o debiti.

BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

  • Amore: Armonia e bei momenti a due. Uscite e incontri sociali ravvivano la fiamma. Single: l’amore è nell’aria, forse proprio in un contesto mondano come una mostra o un concerto.

  • Lavoro: Collaborazioni vincenti. Lavorare in team oggi vi darà grandi soddisfazioni e vi farà risolvere problemi complessi.

  • Salute: Forma fisica in equilibrio. Attenzione solo alla pelle, protegetela se esposti al sole o al vento.

  • Finanze: Qualche entrata extra grazie a collaborazioni o progetti di gruppo. Buon momento per investimenti legati all’arte o alla bellezza.

SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

  • Amore: Passione e profondità. Con il partner, un confronto intimo rafforza il legame. Single: un incontro intenso potrebbe farvi battere il cuore, ma non bruciate le tappe.

  • Lavoro: Determinazione e intuito vincenti. Riuscite a vedere oltre le apparenze e a cogliere un’opportunità che gli altri non vedono. Perfetto per ricerche o indagini.

  • Salute: Energie profonde da gestire. Trattenete tensioni? Fate attività fisica intensa per scaricare.

  • Finanze: Gestione oculata. Potreste ricevere una notizia positiva riguardo a un’eredità, una pratica fiscale o un investimento passato.

SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: Voglia di libertà e di novità. In coppia, progettate un viaggio o un’avventura insieme. Single: lo spirito d’avventura vi porterà a conoscere persone di culture diverse.

  • Lavoro: Nuovi orizzonti. Potrebbero arrivare proposte di trasferta, formazione o collaborazione con l’estero. Buttatevi, è il vostro momento.

  • Salute: Attenzione agli eccessi. Sia nel mangiare che nel bere, cercate la misura. Rischio piccoli infortuni durante attività sportive.

  • Finanze: Ottimismo e sperpero. La voglia di evasione potrebbe farvi spendere troppo per un viaggio o un acquisto “filosofale”. Programmate.

CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

  • Amore: Responsabilità e sentimenti si intrecciano. In coppia, potreste dover gestire una questione pratica che riguarda entrambi. Single: cercate stabilità, non avventure.

  • Lavoro: Ambizione e risultati. La vostra serietà viene premiata. Potreste ottenere un incarico di maggiore responsabilità. Ottimo momento per la carriera.

  • Salute: Ossa e denti sotto i riflettori. Assicuratevi un corretto apporto di calcio e vitamina D. Stanchezza fisica da accumulo.

  • Finanze: Solidità e guadagni. Meritate riconoscimenti economici per il vostro impegno. Investimenti a lungo termine favoriti.

ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

  • Amore: Originalità e amicizia. In coppia, stupite il partner con un’iniziativa fuori dal comune. Single: l’amore potrebbe nascere da una bella amicizia o all’interno di un gruppo di interesse comune.

  • Lavoro: Idee innovative e rivoluzionarie. Portate la vostra mente geniale in riunione. Ottimo per chi lavora nel sociale o nel tecnologico.

  • Salute: Circolazione e sistema nervoso. Fate attenzione ai cambi di temperatura e all’ansia. Movimento e respirazione profonda vi aiuteranno.

  • Finanze: Guadagni inattesi dal web o da attività “alternatives”. Attenzione a spese improvvise per riparazioni tecnologiche.

PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Siete particolarmente romantici e sognatori. In coppia, regalate poesia e gesti dolci. Single: un amore platonico o lontano vi fa battere il cuore. Seguite l’istinto.

  • Lavoro: Creatività e intuizione al potere. Fidatevi del vostro sesto senso per districarvi in una situazione confusa. Ottimo per artisti e consulenti.

  • Salute: Piedi e sistema linfatico. Concedetevi un pediluvio rilassante o un massaggio. Attenzione alle piccole ferite che non guariscono.

  • Finanze: Occhio agli inganni. Siete troppo fiduciosi, potreste cadere in un errore o in un piccolo raggiro. Controllate tutto con attenzione prima di pagare.

Il consiglio astrologico di Paolo Tedesco

Il mio consiglio è: non reprimete la vostra energia, ma incanalatela con saggezza.
Prima di reagire a muso duro, contate fino a tre. Prima di dire “io faccio di testa mia”, chiedetevi se una mediazione non porterebbe a un risultato più grande. L’equilibrio vincente oggi si trova nel coraggio di essere sé stessi senza calpestare il prossimo. Siate leoni dal cuore gentile, tori dalla pazienza strategica. Buona giornata a tutti!

Cosa ci riservano le stelle

Martedì 17 marzo 2026 si apre all’insegna di una dualità dinamica e a tratti contrastante. L’astrologia di oggi, ben interpretata da Paolo Tedesco, ci racconta di un cielo che spinge all’azione (Luna in Ariete) ma che contemporaneamente richiede diplomazia (Marte in Bilancia).

Le stelle ci riservano una giornata in cui l’entusiasmo e l’impulsività (tipici di Ariete, Leone e Sagittario) dovranno fare i conti con la necessità di relazionarsi e trovare compromessi. Non sarà una giornata noiosa: al contrario, sarà ricca di scintille, idee improvvise e colpi di fulmine, ma anche di piccole scaramucce e incomprensioni se non si saprà gestire l’ego.

Dal punto di vista collettivo, emerge forte il tema della responsabilità personale (Capan e Toro in prima linea) contrapposta al desiderio di evasione e innovazione (Acquario e Sagittario). In ambito lavorativo, l’invito è a osare con idee nuove ma con la concretezza di chi sa portare a termine i compiti. In amore, il cielo favorisce gli incontri veri, quelli che nascono dalla spontaneità ma che cercano radici profonde.

In sintesi, le stelle di oggi non regalano nulla di già pronto, ma offrono l’energia per costruirlo. Sta a noi, segno per segno, raccogliere il guanto di sfida e trasformare la tensione celeste in una danza armoniosa. Un martedì da vivere con il cuore in mano e la mente lucida.

Carceri, l’allarme dell’Osapp: «Un evento critico ogni tre minuti negli istituti di pena»

Un evento critico ogni tre minuti nelle carceri italiane. È il dato che emerge dalle statistiche diffuse dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e rilanciate dall’Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria, che denuncia una situazione sempre più difficile negli istituti di pena.

A lanciare l’allarme è il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci, che parla apertamente di un sistema penitenziario vicino al collasso. «Un dato che non ammette sconti: i 170.714 eventi critici registrati nel 2025 corrispondono, in media, a un evento ogni circa tre minuti. Questo numero non è una statistica astratta: è la fotografia fornita dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria di un sistema che sta collassando sotto il peso della trascuratezza, dell’approssimazione gestionale e dell’assenza di scelte coraggiose».

Secondo il sindacato, i numeri raccontano una realtà quotidiana fatta di tensioni e pericoli costanti per il personale che lavora all’interno delle strutture detentive. «La realtà che emerge è drammatica: droga, suicidi, aggressioni, estorsioni, pestaggi, evasioni non sono fenomeni isolati. Sono la parte emersa dell’iceberg di un sistema ormai degenerato e da tempo improduttivo di risultati per la sicurezza della collettività».

I dati complessivi sono stati diffusi a Napoli in occasione della presentazione legata all’annuale del corpo di polizia penitenziaria, nella cosiddetta “città della legalità”. Un contesto che, secondo il sindacato, mette in evidenza una forte contraddizione tra la narrazione ufficiale e ciò che accade ogni giorno nelle carceri italiane.

«Da un lato proclami e operazioni mediatiche, dall’altro la quotidianità di chi vive e lavora in carcere fatta di emergenze continue», afferma ancora Beneduci. Il riferimento è soprattutto alle condizioni operative degli agenti di polizia penitenziaria, che devono gestire situazioni sempre più complesse.

«I poliziotti penitenziari delle trincee detentive affrontano un rischio quotidiano enorme. Un servitore dello Stato che lavora minimo otto ore in ogni turno si trova in un contesto in cui si verificano mediamente 160 eventi critici, che diventano 200 in un turno di dieci ore». Numeri che, secondo il sindacato, impongono una riflessione urgente sulle condizioni del sistema penitenziario e sulla sicurezza degli operatori che ogni giorno lavorano all’interno delle carceri.

Napoli, nuovo lungomare: dehors uniformi per bar e ristoranti

Il lungomare di Napoli si prepara a cambiare volto. I lavori di riqualificazione tra piazza Vittoria e l’incrocio con via Cesario Console procedono con tre cantieri aperti e con via Nazario Sauro ormai quasi completamente liberata dalle recinzioni. L’obiettivo dell’amministrazione è completare il restyling entro la fine dell’anno, restituendo alla città un’area pedonale più ampia, ordinata e moderna, anche in vista dei grandi eventi internazionali come la Coppa America.

Il progetto di riqualificazione, seguito dall’assessore alle Infrastrutture e alla mobilità Edoardo Cosenza, non riguarda soltanto pavimentazioni e spazi urbani ma anche l’organizzazione delle attività commerciali che affacciano sul mare. In parallelo ai lavori è infatti in corso un confronto tra Comune, associazioni di categoria e imprenditori per definire un piano unitario che regolerà la presenza dei dehors di bar e ristoranti.

Il direttore generale del Comune Pasquale Granata sta coordinando il piano d’ambito che punta a rendere omogenea la sistemazione degli spazi esterni dei locali. L’idea è quella di stabilire criteri univoci sia per l’estensione delle aree occupate sia per gli arredi utilizzati, in modo da offrire un’immagine più ordinata e coerente dell’intero lungomare.

Nel frattempo gli interventi infrastrutturali stanno già ridisegnando l’area. I marciapiedi sul lato degli edifici sono stati allargati fino a dodici metri, con l’obiettivo di garantire più spazio ai pedoni e migliorare la fruibilità del tratto più frequentato della città. Il confronto con gli operatori commerciali resta aperto e riguarda anche gli investimenti necessari per adeguarsi al nuovo progetto.

«Ci saranno degli investimenti da affrontare per i nuovi dehors, dobbiamo conoscere quali e quanti arredi acquistare, di quanto spazio potremo disporre», spiega uno dei titolari dei ristoranti di via Nazario Sauro. Dopo mesi difficili, segnati dai cantieri e dal calo degli incassi durante l’estate, i locali stanno tornando gradualmente alla normalità con il recupero della vista sul mare e dei posti a sedere all’aperto, due elementi molto richiesti dalla clientela.

Per le associazioni di categoria il sacrificio degli ultimi mesi potrebbe trasformarsi in un’opportunità. «A fronte dei sacrifici affrontati dalle attività avremo un lungomare con un nuovo volto e un nuovo passo, per un’offerta sempre migliore, di qualità e più godibile per cittadini e turisti», sottolinea Antonino Della Notte, presidente di Aicast e tra i titolari della catena Antonio e Antonio.

Il tratto tra l’ex facoltà di Economia e l’incrocio con via Foscolo è al momento l’unico completamente libero dai cantieri, ma sarà interessato dall’ultima fase della riqualificazione. A partire dall’autunno marciapiede, pista ciclabile e carreggiata saranno rifatti in pietra etnea, completando un intervento complessivo da 13,5 milioni di euro iniziato nel febbraio del 2024 con il rifacimento delle fogne e del sistema di raccolta delle acque piovane. Un progetto realizzato per fasi proprio per limitare i disagi a residenti, turisti e attività commerciali.

Truffe online tra Avellino e Napoli: sei persone denunciate dai carabinieri

Truffe online costruite con pazienza e raggiri informatici messi a segno con abilità. È il quadro emerso da due indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Montella, in provincia di Avellino, che hanno portato alla denuncia di sei persone ritenute responsabili, a vario titolo, del reato di truffa in concorso.

Il primo episodio nasce dalla denuncia di una donna residente nella zona, che aveva avviato una relazione sentimentale su internet con un uomo presentatosi con false generalità. Il rapporto virtuale, alimentato da messaggi e promesse, si era trasformato progressivamente in una richiesta di aiuto economico. L’uomo, dopo aver conquistato la fiducia della vittima, avrebbe parlato di presunti problemi finanziari convincendola a effettuare diversi bonifici bancari con la promessa di restituire il denaro.

I carabinieri della stazione di Montella hanno avviato gli accertamenti ricostruendo i movimenti bancari e individuando i conti correnti sui quali erano confluiti i versamenti. Le indagini hanno portato alla denuncia di quattro persone residenti nella provincia di Caserta, ritenute coinvolte nella gestione dei conti utilizzati per incassare il denaro. L’importo complessivo sottratto alla vittima ammonta a circa cinquemila euro.

Il secondo caso riguarda invece una truffa informatica ai danni del titolare di un centro scommesse. A far scattare le indagini è stata la denuncia presentata dall’esercente dopo aver notato anomalie nei movimenti del sistema di gioco.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Montemarano, la vittima era stata contattata telefonicamente da persone che si erano presentate come tecnici incaricati di effettuare aggiornamenti ai sistemi informatici della ricevitoria. Con questo pretesto i truffatori sarebbero riusciti a farsi comunicare le credenziali di accesso alla piattaforma.

Poco dopo, dai sistemi di gioco sono stati effettuati due trasferimenti di denaro da 1.800 euro ciascuno verso conti di gioco riconducibili agli indagati. Anche in questo caso gli investigatori sono riusciti a ricostruire i flussi di denaro e a risalire ai responsabili. Due persone residenti nella provincia di Napoli sono state denunciate all’autorità giudiziaria.

Le indagini confermano ancora una volta quanto le truffe online e i raggiri informatici restino tra i reati più diffusi e insidiosi, spesso costruiti sfruttando la fiducia delle vittime o la loro scarsa familiarità con i sistemi digitali.

Controlli dei carabinieri forestali nel Napoletano: sequestri a Poggiomarino e Roccarainola

Proseguono i controlli del gruppo carabinieri forestale di Napoli nell’ambito delle attività di contrasto ai reati ambientali e di tutela del territorio. Due operazioni condotte dal nucleo carabinieri forestale di Roccarainola hanno portato a sequestri e denunce nei comuni di Poggiomarino e Roccarainola.

Nel primo intervento i militari sono entrati in azione nell’agro di Poggiomarino, dove hanno posto sotto sequestro un locale utilizzato come officina meccanica completamente privo di autorizzazioni. All’interno della struttura sono state accertate diverse violazioni ambientali, tra cui il deposito incontrollato di rifiuti speciali, anche pericolosi, oltre alla presenza di emissioni in atmosfera e scarichi idrici senza le necessarie autorizzazioni.

Durante l’ispezione sono emersi anche altri elementi di rilievo. I carabinieri forestali hanno infatti rinvenuto due autovetture con i telai alterati, circostanza che ha fatto scattare l’ipotesi di ricettazione, oltre ad attrezzi da lavoro già sottoposti in passato a sequestro. Per questi motivi un uomo di 65 anni residente nella zona è stato denunciato all’autorità giudiziaria con accuse che vanno dalla ricettazione alla violazione dei sigilli, fino alle infrazioni previste dal decreto legislativo 152 del 2006, il testo unico ambientale. Oltre al locale sono stati sequestrati anche i due veicoli e le attrezzature utilizzate per l’attività illecita.

La seconda operazione si è svolta nell’agro di Roccarainola, in località Cupa, dove alcuni cittadini avevano segnalato la presenza di colpi di arma da fuoco. Intervenuti sul posto, i carabinieri forestali hanno scoperto un campo di tiro al volo in piena attività. L’impianto, composto da due manufatti contenenti i dispositivi per il lancio dei piattelli, risultava però completamente privo delle autorizzazioni necessarie.

Di fronte alla situazione riscontrata i militari hanno proceduto al sequestro dell’intera struttura. Un uomo di 57 anni del posto, locatario dell’area e responsabile dei lavori di realizzazione dell’impianto, è stato denunciato all’autorità giudiziaria per abusivismo edilizio e per l’installazione di un impianto sportivo senza le prescritte autorizzazioni.

Aggressione nel Cas di Calvizzano, egiziano ferito con un coltello

Momenti di tensione questa sera a Calvizzano, dove i carabinieri sono intervenuti all’interno del centro di accoglienza straordinaria “Villa Jonia” dopo una segnalazione arrivata dal 118. L’allarme riguardava una lite tra cittadini extracomunitari scoppiata all’interno della struttura.

I militari dell’Arma sono arrivati sul posto poco dopo le 20 per ricostruire quanto accaduto e riportare la situazione alla calma.

Il ferimento durante la lite

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, poco prima dell’arrivo dei carabinieri un uomo estraneo alla struttura avrebbe aggredito un 26enne di origine egiziana, residente nel centro.

Durante la lite l’aggressore avrebbe estratto un coltellino ferendo il giovane al braccio, per poi allontanarsi rapidamente facendo perdere le proprie tracce.

Il trasporto in ospedale

Il 26enne è stato soccorso dal personale sanitario del 118 e trasferito al pronto soccorso dell’ospedale San Giuliano di Giugliano. Le sue condizioni non sono considerate gravi.

Sull’episodio indagano i carabinieri, impegnati a ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione e a identificare l’uomo che ha ferito il giovane prima di fuggire. Gli accertamenti sono tuttora in corso.

Quartieri Spagnoli, terrore a Montesanto: pioggia di proiettili tra la folla

Napoli – Il fragore dei proiettili squarcia la serata di Montesanto, trasformando un lunedì di marzo in un nuovo capitolo della faida infinita che sta insanguinando il cuore della città. Erano circa le 19:30 quando il piombo ha dettato legge in via Montesanto, proprio all’altezza del civico 14, a pochi passi dalle botteghe ancora aperte e dalla folla dei pendolari.

L’intervento dei Carabinieri della Compagnia Napoli Centro è stato immediato. Sul selciato, i militari hanno repertato e sequestrato due bossoli, resti di una “stesa” o di un avvertimento diretto che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

La zona, densamente popolata e porta d’accesso ai Quartieri Spagnoli, è da mesi sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti per un’escalation di violenza che sembra non conoscere sosta.

La tensione nei Quartieri: una polveriera pronta a esplodere

I fatti di stasera non sono che l’ultima maglia di una catena di sangue. Solo pochi mesi fa, l’agguato contro Gianluca Pisacane — fratello dell’allenatore del Cagliari — aveva riacceso i riflettori sulla ferocia delle nuove leve criminali della zona. A gennaio, un altro episodio inquietante: un 22enne ferito in via Santa Maria Ognibene, con dieci bossoli lasciati a terra come firma di un potere che vuole riaffermarsi.

La mappatura criminale parla chiaro: la storica triade composta dai clan Esposito, Masiello e Saltalamacchia è oggi insidiata da nuovi gruppi emergenti e frammentazioni interne che rendono i vicoli imprevedibili. La vicinanza con l’area dei Mazzarella e la pressione delle forze dell’ordine dopo i maxi-blitz del 2023 hanno creato un vuoto di potere che i giovanissimi cercano di colmare a suon di caricatori svuotati.

Stese e “segnali”: la strategia del terrore

La dinamica di via Montesanto suggerisce l’ipotesi di una “stesa”, la tecnica camorristica di sparare a scopo intimidatorio per marcare il territorio. Tuttavia, il civico 14 è un punto nevralgico: colpire lì, alle 19:30, significa voler dimostrare che i clan non temono né la presenza dello Stato né quella dei cittadini.

«Sentire quegli spari mentre rientriamo a casa è diventata un’abitudine che non vogliamo accettare», commenta un residente che preferisce l’anonimato. Le indagini ora si concentrano sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per identificare il commando, probabilmente a bordo di scooter agili, capaci di svanire nel labirinto dei Quartieri in pochi secondi.

Cosa succederà ora?
Nelle prossime ore i carabinieri intensificheranno i controlli e le perquisizioni nei “bassi” sospetti. Vuoi che segua per te l’evolversi della situazione e l’eventuale identificazione dei sospettati?

Strage di Paupisi, l’abisso domestico e il dovere della memoria

L’abisso domestico e il dovere della memoriaLa vicenda di Paupisi non è solo un fatto di cronaca nera; è una ferita aperta nel tessuto sociale che ci costringe a guardare dentro l’abisso della violenza domestica.

Quando il luogo che dovrebbe essere sinonimo di protezione — la casa — si trasforma nel teatro di un massacro, crollano le certezze su cui poggia la nostra convivenza civile.

La banalità del male tra le mura di casa

La strage di Paupisi ci ricorda, con brutale lucidità, che la violenza non è sempre un’esplosione improvvisa, ma spesso l’esito di dinamiche sommerse, silenziose, che maturano nell’indifferenza o nell’incapacità di lettura del contesto esterno. Salvatore Ocone non ha solo distrutto la sua famiglia; ha annientato il diritto al futuro di un adolescente e di una madre, colpendo con un’arma rudimentale e simbolicamente pesante — una pietra — quasi a voler sottolineare una regressione primitiva dell’animo umano.

Antonia: il simbolo di una resilienza necessaria

Il ritorno a casa di Antonia è l’unico raggio di luce in questo scenario di macerie. La sua sopravvivenza non è solo un miracolo clinico, ma un atto di resistenza involontaria. Tuttavia, la gioia per il suo ritorno non deve diventare un alibi per dimenticare. Una comunità che si stringe in un “abbraccio collettivo” compie un gesto nobile, ma quel calore deve trasformarsi in una vigilanza attiva.

Oltre l’emergenza: la prevenzione come cultura

Il caso di Paupisi ci interroga sulla nostra capacità di intercettare il disagio prima che diventi furia. Troppo spesso i segnali di crisi familiare vengono derubricati a “fatti privati”. L’editoriale di oggi deve quindi essere un monito: la lotta alla violenza domestica non si esaurisce nelle aule di tribunale o nelle corsie d’ospedale. Si combatte nelle scuole, nei centri di ascolto e, soprattutto, nella capacità di ogni cittadino di non voltarsi dall’altra parte.

Antonia oggi torna a casa, ma quella casa non sarà più la stessa. A noi resta il compito di garantire che nessuna “pietra” possa più infrangere il diritto alla vita e alla sicurezza di chi, tra le mura domestiche, dovrebbe sentirsi soltanto amato.

I «sistemi» del click: così il clan Mazzarella ha hackerato l’Italia

Napoli – Nelle oltre 900 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Luca Della Ragione viene svelata la nuova frontiera del profitto dei clan napoletani: dalle estorsioni tradizionali ai furti digitali. Un’alleanza inedita tra i Mazzarella e l’Alleanza di Secondigliano per dominare il mercato delle frodi informatiche, tra spoofing, finti marescialli dei Carabinieri e un giro d’affari da milioni di euro che si estende fino alla Spagna.

Dimenticate le pistole, i carichi di hashish che arrivano dal Marocco o il pizzo riscosso porta a porta nei vicoli di San Giovanni a Teduccio. La nuova frontiera della Camorra non puzza di polvere da sparo, ma ha il ronzio asettico di un server e il tono rassicurante di un operatore bancario.

L’ultima inchiesta della DDA di Napoli, cristallizzata nelle oltre 900 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal GIP Luca Della Ragione, scoperchia un vaso di Pandora tecnologico: il clan Mazzarella, storicamente legato ai traffici tradizionali, ha scoperto che un click può rendere quanto un chilo di cocaina, ma con un rischio giudiziario infinitamente minore. O almeno, così credevano.

Il miraggio del “rischio zero”

Nelle intercettazioni ambientali e telefoniche, i vertici del gruppo non nascondono l’entusiasmo. Le frodi informatiche sono viste come la “gallina dalle uova d’oro”. C’è una convinzione radicata tra i boss: rubare soldi via web non è come sparare. Pensano che la giustizia sia più lenta, le pene più lievi e che le tracce digitali siano più facili da coprire rispetto a un panetto di droga.

Questa percezione di impunità ha reso i sodali meno prudenti. Nelle case di Ciro Mazzarella si parlava liberamente, senza i criptici messaggi in codice tipici dei contesti mafiosi. “È un buon investimento”, dicevano, convinti che la “nuova frontiera” fosse una zona franca.

Il patto del web: quando i “Sistemi” si incontrano

Ma la vera novità che emerge dalle indagini è geopolitica. Il business delle “carte” è talmente lucroso da aver abbattuto i confini delle storiche faide. Non ci sono solo i Mazzarella. All’affare partecipano i “nemici” di sempre: i Licciardi della Masseria Cardone e i Contini, i vertici dell’Alleanza di Secondigliano.

Anzi, stando alle carte, i Licciardi avrebbero assunto una posizione dominante. Sono loro i “grossisti” delle carte di credito e dei dati sensibili. Un’intercettazione dell’aprile 2022 descrive una scena quasi cinematografica: a casa di Ciro Mazzarella si commenta un incontro notturno in cui “tutti i Sistemi di Napoli” si sono presentati per rifornirsi di “carte”. Sei clan diversi, tutti in fila per ottenere gli strumenti per truffare. Il mercato era saturo, la richiesta altissima: “Questa settimana le avete avute solo voi”, si vantavano gli intermediari.

L’inganno perfetto: “Pronto, sono il Maresciallo Santoro”

Il modus operandi del gruppo era una macchina teatrale oliata alla perfezione. La vittima riceveva una chiamata che, sul display, riportava il numero verde reale della propria banca (una tecnica chiamata caller id spoofing).

Il copione era sempre lo stesso:

Il Finto Funzionario: Un telefonista dai modi gentili (usando pseudonimi come “Marco Bisceglie” o “Sergio Melis”) avvisava la vittima di un presunto accesso abusivo sul conto da un’altra città.

Il Rinforzo Istituzionale: Per abbattere ogni difesa, entrava in gioco il secondo attore. La vittima veniva contattata da un finto Maresciallo dei Carabinieri o da un ispettore della Polizia Postale (il “Maresciallo Marco Santoro” o l'”Ispettore De Angelis”). In sottofondo, i truffatori facevano persino sentire i rumori registrati delle radio della Polizia per rendere tutto più verosimile.

Il Colpo Finale: Il finto poliziotto confermava il pericolo: “Sì, stiamo indagando proprio su quella filiale, si fidi del funzionario”. A quel punto la vittima, nel panico e convinta di essere protetta dalle forze dell’ordine, eseguiva un bonifico “di messa in sicurezza” verso un IBAN fornito dai truffatori.

La multinazionale del crimine e gli “Spalletti”

L’organizzazione non si limitava a Napoli. I fratelli Brusco, legati a Michele Mazzarella, avevano esportato il modello in Spagna, tra Madrid e Barcellona, replicando lo schema con l’aiuto di complici locali.

Una volta che i soldi arrivavano sui conti dei prestanome (spesso Postepay Evolution), entrava in gioco la figura di Valerio Ripoli, detto “o’ Spalletti”. Il suo compito era la monetizzazione: prelievi rapidi, acquisti POS, assegni circolari. Per questo servizio di “lavanderia”, il gruppo riconosceva a Ripoli una commissione altissima, pari al 45% delle somme sottratte.

Il mercato nero dei dati: 20 euro per un’anima digitale

Dove prendevano i numeri di telefono e i codici fiscali delle vittime? Anche qui, l’inchiesta svela un sottobosco inquietante. I dati venivano acquistati da hacker o intermediari stranieri: 20 euro per un codice fiscale, 50 euro per un numero di telefono “profilato”. Informazioni che permettevano ai telefonisti di sapere già tutto della vittima prima ancora di comporre il numero, rendendo l’inganno quasi impossibile da smascherare per un cittadino comune.

Perfino una dipendente della BNL è finita nel mirino, salvata solo dall’intervento tempestivo dell’ufficio antifrode dell’istituto. Segno che nessuno, nemmeno chi lavora nel settore, è immune dalla potenza manipolatoria della Camorra 4.0.

 Elenco degli indagati

Brusco Emanuele, nato a Napoli il 01.09.1997   CARCERE
Brusco Gennaro, nato a Napoli il 03.02.2000 (detto Gerry) CARCERE
Carrella Angelo, nato a Cercola il 23.07.1979 INDAGATO
Ciccarelli Michele, nato a Villaricca il 12.07.1967. INDAGATO
Coronella Ferdinando, nato a Napoli il 12.09.1995 CARCERE
Costagliola Umberto, nato a Napoli il 23.03.1983 CARCERE
Crisci Vincenzo, nato a Caserta il 02.08.1992 DIVIETO DI DIMORA IN CAMPANIA
Cuomo Gennaro, nato a Napoli il 24.05.1986 (detto Spillo o Paciully) INDAGATO
De Carlo Ernesto, nato a Napoli il 15.04.1985 (detto o’ nin) CARCERE
Di Martino Carmela, nata a Napoli il 14.10.1974 (detta Lina)
Esposito Giulia, nata a Napoli il 16.06.1957 INDAGATA
Evangelista Aniello, nato a Napoli il 11.04.1989 (detto Nello) DIVIETO DI DIMORA IN CAMPANIA
Fico Marco, nato a Napoli il 15.10.1992 INDAGATO
Forte Alessandro, nato a Villaricca il 02.10.1981. INDAGATO
Gigante Alessandro, nato a Napoli il 24.06.1984. INDAGATO
Giuliano Marianna, nata a Napoli il 04.10.1979 DIVIETO DI DIMORA IN CAMPANIA
Iavarone Gianluca Francesco Pio, nato in Venezuela il 10.10.2001 INDAGATO
Imparato Anna, nata a Napoli il 03.08.1983 (detta Anita) DIVIETO DI DIMORA IN CAMPANIA
Imparato Raffaele, nato a Napoli il 25.07.1990 INDAGATO
Licciardi Antonio, nato a Napoli il 10.02.1995 (detto o’ panzino) INDAGATO
Mazzarella Alberto, nato a Napoli il 23.02.1988 CARCERE.
Mazzarella Ciro, nato a Napoli il 03.05.1971 CARCERE
Mazzarella Michele, nato a Napoli il 14.07.1978 CARCERE
Messina Giuseppe, nato a Napoli il 27.12.1977 CARCERE
Moffa Gennaro, nato a Napoli il 21.09.2003. INDAGATO
Moffa Nicola Giuseppe, nato a Napoli il 01.11.2005 INDAGATO
Ostroschi Marco, nato a Napoli il 04.09.1984 (detto Marco Zanna Bianca) CARCERE
Pisanti Antonio, nato a Napoli il 13.08.1996. CARCERE
Quintiliano Salvatore, nato a Napoli il 18.10.1982 (detto Savio) INDAGATO
Ripoli Valerio, nato a Napoli il 25.02.1992 (detto Spalletti) CARCERE
Urciuoli Dario, nato ad Avellino il 13.03.1998. INDAGATO
Lucarelli Giuseppe, nato a Napoli il 16.12.1969 INDAGATO

Monaldi, Fico invia gli ispettori: «Sulla morte di Domenico quadro più grave del previsto»

Napoli– L’accertamento avviato dalla Regione Campania nelle scorse settimane ha portato alla luce un “quadro estremamente preoccupante” in merito alla morte del piccolo Domenico, avvenuta il 23 dicembre 2025.

Per questo motivo, il presidente della Giunta regionale, Roberto Fico, ha annunciato un primo e drastico pacchetto di misure. Al centro dell’intervento c’è un’ispezione straordinaria all’Azienda ospedaliera dei Colli, polo da cui dipende direttamente l’ospedale Monaldi.

Le criticità sistemiche

L’istruttoria, condotta dalla Direzione generale per la Tutela della Salute, ha evidenziato una serie di gravi problematiche organizzative. Le indagini hanno accertato una realtà peggiore di quanto emerso in un primo momento: i protocolli di trasporto e conservazione degli organi non risultavano aggiornati e i dispositivi di conservazione, seppur disponibili in azienda, non venivano utilizzati.

A questo si aggiungono una formazione del personale ritenuta inadeguata e ritardi significativi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie, sia regionali che nazionali. La Regione denuncia inoltre un clima relazionale interno “gravemente deteriorato” già prima della tragedia.

Il mandato agli ispettori

La task force ispettiva si avvarrà del supporto di professionalità esterne per garantire la massima trasparenza e indipendenza. L’obiettivo degli esperti sarà passare al setaccio l’intera macchina organizzativa dell’Azienda dei Colli.

Si dovrà stabilire con certezza se i vertici e i responsabili fossero a conoscenza delle condizioni di rischio che hanno poi reso possibile la morte di Domenico, e se fossero state adottate tempestivamente tutte le contromisure necessarie per evitare il dramma.

Il cordoglio delle istituzioni

Il presidente Roberto Fico ha voluto ribadire la totale vicinanza delle istituzioni alla famiglia della giovanissima vittima. “Questa vicenda dolorosissima ha stravolto le loro vite e ha segnato una comunità intera”, ha dichiarato Fico, sottolineando come la situazione imponga interventi all’insegna della massima determinazione per evitare che eventi del genere si ripetano.

Il presidente ha poi concluso il suo intervento con un ringraziamento rivolto alla maggioranza del personale medico e paramedico, che continua a garantire con spirito di servizio l’assistenza e le cure ai cittadini campani.

Scoperto figlio adottivo di Raffaella Carrà: è l’unico erede del suo patrimonio

Roma – Raffaella Carrà aveva adottato un figlio prima di morire: è lui l’unico erede del suo patrimonio artistico. E’ quanto emerge dal testo di un’ordinanza del Tribunale di Roma per un contenzioso con una società spagnola per la realizzazione dello spettacolo intitolato ‘Ballo, ballo’.

Il figlio adottivo è Gian Luca Pelloni Bulzoni, come ha rivelato il sito on line del Corriere della Sera, nato a Ferrara nel 1964, ma residente a Roma dove dirige ‘Arcoiris edizioni musicali’ di cui è titolare.

Gian Luca Bulzoni secondo quanto emerge dall’ordinanza del Tribunale romano è l’unico erede legittimo del patrimonio dell’artista italiana morta a Roma il 5 luglio 2021 all’età di 78 anni.

Pelloni Bulzoni è stato segretario personale e manager di Raffaella Carrà, era tra le persone a lei più vicine e care, insieme a pochi altri.

L’ufficio stampa della Fondazione Raffaella Carrà dopo la diffusione della notizia ha precisato in una nota: “Alla luce di quanto riportato dal Corriere della Sera, si rende noto che la scelta di Raffaella Carrà di adottare Gian Luca Pelloni Bulzoni era finalizzata a proseguire la sua attività e a portare avanti in suo nome tutte le iniziative benefiche a lei care. Il signor Pelloni Bulzoni ha già istituito la Fondazione, destinando il suo impegno a numerosi progetti di solidarietà, oltre a patrocinare anche eventi culturali e musicali in onore dell’artista”.

L’ex segretario personale della Carrà, erede legittimo del suo patrimonio, aveva chiesto al tribunale di Roma di bloccare un musical realizzato da una società spagnola per tutelare il patrimonio della grande artista. E a febbraio scorso la sentenza emessa sulla questione, oltre a dirimere il contenzioso, ha legittimato il ruolo di erede di Gian Luca Pelloni Bulzoni.

Tre anni fa la giornalista Rai Adriana Pannitteri, aveva anticipato in un libro la notizia dell’adozione di un figlio da parte di Raffaella Carrà, avvenuta poco prima della sua morte.

Napoli, sequestrata ludoteca abusiva per bambini

Napoli – Un parco giochi per bambini senza licenza né sicurezza. Il primo intervento è stato eseguito dagli agenti dell’Unità Operativa San Lorenzo, in piazza Nazionale.

All’interno di un locale di somministrazione, i controlli hanno portato alla scoperta di una struttura ludica del tipo playground, composta da moduli imbottiti e percorsi di gioco su più livelli, destinata all’intrattenimento dei minori a pagamento: il ticket d’ingresso era fissato a tre euro.

Gli accertamenti hanno subito evidenziato le criticità: il titolare non era in possesso né della licenza per pubblico trattenimento né della certificazione di agibilità, documenti fondamentali per garantire la sicurezza degli utenti, in particolare dei bambini.

La struttura è stata sottoposta a sequestro preventivo e il responsabile è stato deferito all’autorità giudiziaria.

Sala slot abusiva sopra un bar a Secondigliano

Ben più articolata la situazione emersa a seguito del controllo amministrativo condotto dall’Unità Operativa Secondigliano presso un bar in via di Miano. Le irregolarità riscontrate al piano terra dell’esercizio erano già numerose: cinque violazioni amministrative contestate, tra cui l’occupazione abusiva di suolo pubblico, insegne e tenda solare prive di autorizzazione, mancata esposizione della cartellonistica relativa alla videosorveglianza e irregolarità nella diffusione sonora.

Ma è al piano superiore che la situazione si è rivelata ben più grave. Gli agenti hanno scoperto una sala giochi abusiva di circa 90 metri quadri, allestita con tavoli, sedie, un biliardino, un tavolo da biliardo e undici apparecchi da intrattenimento di tipo slot machine, tutti privi di autorizzazioni. Nove di questi erano accesi e pienamente funzionanti, senza alcun collegamento alla rete di controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e mancava anche la tabella dei giochi proibiti prevista dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

Furto di energia elettrica e sequestri

A coronare il quadro delle irregolarità, gli agenti hanno accertato la presenza di un allaccio elettrico abusivo, presumibilmente utilizzato per alimentare le slot machine senza sostenere i relativi costi. È stato disposto il distacco immediato della fornitura.

Il titolare è stato sanzionato e deferito all’autorità giudiziaria con le accuse di esercizio di giochi d’azzardo, installazione di apparecchi da gioco senza titolo e furto aggravato di energia elettrica. Le undici apparecchiature e il locale adibito a sala giochi sono stati sequestrati in via preventiva. Sono ancora in corso ulteriori verifiche per accertare eventuali irregolarità di carattere edilizio.

Il miracolo di Antonia: la sopravvissuta alla strage di Paupisi torna finalmente a casa

Paupsisi – Dopo sei mesi sospesi tra il dolore più cupo e la speranza, la comunità di Paupisi può finalmente sciogliersi in un abbraccio. Antonia, la sedicenne scampata alla furia omicida del padre il 30 settembre scorso, ha lasciato le strutture sanitarie per fare ritorno a casa.

È la fine di un lungo calvario clinico, ma anche l’inizio di una nuova vita per l’unica testimone di una tragedia che ha sconvolto l’intero Sannio.

Quella notte di follia: il massacro in famiglia

La vicenda affonda le radici in una notte di fine settembre che sembrava come tante altre. All’interno delle mura domestiche, Salvatore Ocone, 59 anni, scatenò una violenza inaudita. Armato di una grossa pietra, l’uomo colpì a morte la moglie, Elisa Polcino (49 anni), e il figlio quindicenne Cosimo.

Le due donne furono sorprese nel sonno, mentre il ragazzo venne aggredito nel soggiorno. Anche Antonia fu colpita con la stessa ferocia, ridotta in fin di vita e lasciata in un lago di sangue. Dopo il massacro, Ocone caricò i corpi dei due figli sulla sua Opel, tentando una fuga disperata verso il Molise, dove fu intercettato e arrestato dalle forze dell’ordine.

Una lotta silenziosa tra vita e morte

Mentre la giustizia faceva il suo corso, Antonia iniziava la sua battaglia più difficile in un letto d’ospedale. Per settimane il bollettino medico è stato l’unico battito del cuore di Paupisi. Dallo stato di incoscienza ai primi, deboli segnali di reazione, fino al lungo e faticoso percorso di riabilitazione: la sedicenne ha mostrato una tempra straordinaria, affrontando non solo i traumi fisici ma anche l’immenso vuoto lasciato dalla perdita della madre e del fratello.

L’annuncio del Sindaco: «Una speranza diventata abbraccio»

A dare la notizia che l’intero paese attendeva è stato il primo cittadino, Salvatore Coletta. Con un post carico di commozione, il sindaco ha voluto celebrare la resilienza della giovane concittadina:

“Dopo sei lunghi mesi di paura, di attesa, di preghiere e di speranza, Antonia è finalmente tornata a casa. Una ragazzina di soli sedici anni che ha lottato con una forza straordinaria, affrontando il dolore con un coraggio che ha commosso e unito tutta Paupisi”.

Il grazie di Antonia

Nonostante il peso di una tragedia impossibile da dimenticare, la ragazza ha voluto far sentire la sua voce, rivolgendo un pensiero a chi, in questi mesi, non l’ha mai abbandonata: “Grazie a tutti per l’amore che mi avete donato”. Poche parole che segnano il punto di ripartenza per una comunità che, da oggi, si stringe ancora più forte attorno alla sua “piccola grande guerriera”.