Home Blog Pagina 48

Giugliano, folle inseguimento sulla via Ripuaria: furgone fuori strada dopo il tentato speronamento

Giugliano – Un posto di blocco di routine si è trasformato in un inseguimento da film lungo le arterie che collegano Giugliano alla zona industriale. I Carabinieri della sezione radiomobile hanno tratto in arresto tre persone di 38, 20 e 19 anni, tutte residenti nell’insediamento di via San Francesco a Patria, con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e fuga pericolosa.

Il mancato “Alt” e la caccia all’uomo

L’episodio ha avuto inizio in via Ripuaria, nei pressi di un distributore di carburante. Una pattuglia dell’Arma ha alzato la paletta per fermare un Ford Transit sospetto, ma il conducente, invece di accostare, ha premuto l’acceleratore dando il via a una fuga disperata.

Per circa sei chilometri, il furgone ha seminato il panico nel traffico cittadino, tallonato dalle gazzelle dei Carabinieri. Durante la corsa, il conducente del Transit ha tentato più volte di speronare i militari nel tentativo di mandarli fuori strada e guadagnarsi la libertà.

Lo schianto e la cattura

La fuga è terminata bruscamente nei pressi dello svincolo stradale in direzione Zona ASI. La velocità elevata e una manovra azzardata hanno fatto perdere il controllo del mezzo al conducente, che è finito fuori dalla carreggiata. Nonostante l’impatto, i tre occupanti hanno tentato un ultimo, inutile sforzo di dileguarsi a piedi tra le campagne circostanti, ma sono stati prontamente bloccati e ammanettati dai carabinieri.

Veicolo sequestrato e provvedimenti

A seguito dell’incidente, il 19enne e il 38enne (quest’ultimo già noto alle forze dell’ordine) sono stati trasportati all’ospedale San Giuliano. Entrambi sono stati dimessi poco dopo con referto di “codice verde”.

Dagli accertamenti successivi è emerso che il veicolo era privo di copertura assicurativa e i passeggeri sprovvisti di documenti di guida; il furgone è stato posto sotto sequestro. I tre arrestati si trovano ora in attesa di essere giudicati con rito direttissimo.

Camorra, clan Sautto-Ciccarelli del parco Verde: arrivano le condanne definitive

Si è concluso nella tarda serata di ieri, davanti alla seconda sezione della Corte di Cassazione, il processo per associazione finalizzata al narcotraffico riconducibile al clan camorristico Sautto-Ciccarelli, attivo nel Parco Verde di Caivano.

La Suprema Corte ha sostanzialmente confermato l’impianto accusatorio, dichiarando inammissibili o rigettando la maggior parte dei ricorsi presentati dalle difese. Tuttavia, non sono mancate alcune significative aperture su specifiche questioni giuridiche.

Gli annullamenti parziali

Tra le decisioni più rilevanti, la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza nei confronti di Michele Esposito, limitatamente all’aggravante mafiosa condividendo le ragioni giuridiche introdotte dal cassazionista Dario Vannetiello. La posizione sarà ora riesaminata da un’altra sezione della Corte d’Appello di Napoli per la rideterminazione della pena. Resta comunque definitiva l’affermazione di responsabilità.

Decisione analoga, ma con effetti più incisivi, per Savana Moscardino, per la quale è stato disposto l’annullamento senza rinvio relativamente al reato associativo (articolo 74 del D.P.R. 309/90) “per non aver commesso il fatto”. Anche in questo caso, gli atti sono stati trasmessi alla Corte d’Appello per la pena residua.

Per Pietro Iuorio, invece, l’annullamento riguarda esclusivamente l’aumento di pena per la continuazione esterna: anche per lui nuovo giudizio limitato a questo aspetto, con responsabilità ormai definitiva.

I ricorsi respinti

La Corte ha rigettato o dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da numerosi imputati, rendendo definitive le rispettive condanne.

Tra questi:

Giuliano Angelino

Vincenzo Angelino

Antonio Ausanio

Sonia Brancaccio

Gaetano De Gennaro

Pasquale De Gennaro

Cristofaro Iuorio

Salvatore La Malfa

Arsenio Savarese

Per alcuni di loro è stata disposta anche la condanna al pagamento delle spese processuali.

Il quadro accusatorio

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e ora definitivamente avallato dalla Cassazione, il clan Sautto-Ciccarelli gestiva una strutturata attività di narcotraffico all’interno del Parco Verde di Caivano, storica roccaforte della criminalità organizzata nell’area nord di Napoli.

Nonostante l’annullamento dell’aggravante mafiosa per uno degli imputati, resta centrale nella sentenza il riconoscimento della natura organizzata e sistematica del traffico di droga.

Elenco dei condannati

 

Michele Esposito (condanna definitiva, pena da rideterminare per l’aggravante)

Pietro Iuorio (condanna definitiva, pena da rideterminare in parte)

Giuliano Angelino

Vincenzo Angelino

Gaetano De Gennaro

Pasquale De Gennaro

Cristofaro Iuorio

Salvatore La Malfa

Antonio Ausanio

Sonia Brancaccio

Arsenio Savarese

Agguato a Secondigliano: due giovani feriti in via Mianella

Napoli – Ancora sangue sulle strade di Secondigliano. Nella notte due giovani sono rimasti feriti da colpi d’arma da fuoco in via Mianella, una traversa interna del quartiere ad alta densità criminale.

I due, colpiti mentre viaggiavano a bordo di un’autovettura, sono stati soccorsi immediatamente e trasportati in codice rosso all’ospedale CTO di Napoli, dove sono stati ricoverati. Secondo le prime informazioni mediche non verserebbero in pericolo di vita.Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, che hanno avviato i rilievi del caso e stanno ricostruendo la dinamica dell’agguato.

Al vaglio degli inquirenti ci sono le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona e le testimonianze di eventuali residenti.L’episodio arriva in un momento particolarmente delicato per il quartiere: l’agguato si è verificato a poche ore di distanza dal blitz al rione Berlingieri con 11 arresti.

L’agguato dopo il blitz al Rione Berlingieri

Non è ancora chiaro se esista un collegamento diretto tra i due eventi, ma gli investigatori non escludono alcuna pista, a partire da possibili regolamenti di conti legati allo spaccio o a contrasti tra gruppi rivali attivi nella zona nord di Napoli.Via Mianella, come diverse strade limitrofe di Secondigliano, è da anni teatro di agguati, agguati sfiorati e spedizioni punitive. Le indagini proseguono in queste ore con l’obiettivo di identificare autori e mandanti dell’azione armata.

Villaricca, canile lager sul solaio di un palazzo: sequestrati 26 barboncini toy, denunciato l’allevatore

Villaricca – A prima vista sembrano peluche, tanto sono piccoli e delicati. Ma dietro l’immagine tenera dei barboncini toy si nascondeva, secondo quanto accertato dai carabinieri, una realtà fatta di degrado, abusivismo e condizioni igienico-sanitarie gravissime.

È quanto emerso a Villaricca, dove i militari hanno sequestrato 26 cuccioli trovati all’interno di un vero e proprio canile lager ricavato sul solaio di un palazzo. Per il presunto responsabile è scattata la denuncia.

Il canile abusivo sul tetto

Quella scoperta dai carabinieri non era una sistemazione di fortuna, ma una struttura articolata e stabile, realizzata abusivamente in muratura. Sul solaio dell’edificio era stato ricavato un complesso di gabbie e recinti, in alcuni casi dotati perfino di lampade riscaldanti per i cuccioli appena nati. Un dedalo di spazi destinati all’allevamento dei cani, costruito però senza alcuna autorizzazione.

Secondo gli accertamenti, l’area sarebbe stata utilizzata non solo per custodire gli animali, ma anche come base operativa di una vera attività di vendita.

I cuccioli venduti su TikTok

A rendere ancora più inquietante il quadro è il canale di promozione utilizzato per la rivendita. L’uomo ritenuto dai militari il “titolare” di questo allevamento illegale pubblicizzava infatti i barboncini toy sui social, in particolare su TikTok, mostrando i cuccioli in video accompagnati dai relativi prezzi.

Le cifre richieste oscillavano tra i 1.000 e i 1.200 euro per ogni esemplare, importi elevati ma in linea con una razza oggi molto richiesta sul mercato. Dietro quei filmati accattivanti, però, non comparivano le reali condizioni in cui gli animali erano costretti a vivere.

Le condizioni degli animali

Secondo quanto ricostruito durante il controllo, i 26 cagnolini si trovavano in un ambiente malsano, tra liquami ed escrementi, all’interno di spazi ristretti e promiscui. Un contesto incompatibile con il benessere animale e lontanissimo dall’immagine curata proposta online per attirare clienti.

Le condizioni della struttura e la presenza dei cuccioli hanno fatto scattare il sequestro immediato.

Il sequestro e la denuncia

L’operazione è stata eseguita dai carabinieri della stazione di Villaricca con il supporto del personale dell’Asl Napoli 2 Nord, intervenuto per le verifiche sanitarie e veterinarie. Al termine dei controlli, la struttura abusiva è stata sequestrata mentre l’allevatore è stato denunciato.

L’intervento ha consentito di sottrarre i 26 barboncini toy a un contesto di degrado e di far emergere un’attività che, secondo gli investigatori, sfruttava i social come vetrina commerciale, nascondendo però una realtà ben diversa da quella mostrata nei video.

Maria Rosaria Boccia a processo a Pisa per truffa: 30mila euro per un finto locale di lusso a Napoli

L’imprenditrice di Pompei, Maria Rosaria Boccia finisce davanti al giudice con la pesante accusa di truffa aggravata dal danno patrimoniale di rilevante entità. La prima udienza del processo, che avrebbe dovuto tenersi ieri mattina presso il Tribunale di Pisa, è slittata a fine giugno a causa di un legittimo impedimento presentato dalla difesa.

L’inchiesta, emersa lo scorso ottobre con la notifica di un invito a comparire e contestuale avviso di garanzia, porta alla luce una presunta frode ordita ai danni di un vecchio amico della donna, oggi costituitosi parte civile.

Il progetto fantasma sul golfo

I fatti contestati dalla procura toscana risalgono al dicembre del 2021, periodo in cui la 43enne di Pompei non era ancora diventata un personaggio pubblico. Secondo l’impianto accusatorio che ha portato al rinvio a giudizio, Boccia avrebbe convinto la vittima – un coetaneo originario della provincia di Napoli ma trasferitosi nel Pisano per lavoro – a investire in un’ambiziosa e redditizia operazione commerciale.

L’esca era l’apertura di un esclusivo locale di lusso: una suggestiva terrazza bar affacciata sul golfo di Napoli, comprensiva di altre attività collaterali ai piani inferiori. I 30.000 euro richiesti con estrema urgenza sarebbero serviti proprio a “bloccare” l’immobile prima che l’affare sfumasse.

L’amicizia tradita

Per convincere l’uomo ad aprire il portafogli, l’imprenditrice avrebbe fatto leva non solo sul consolidato rapporto di fiducia reciproca, ma anche su precise e false garanzie. La procura ritiene che Boccia abbia millantato il coinvolgimento di soggetti noti e facoltosi, presentandoli come partner già attivi nell’operazione.

Rassicurato da queste false prospettive e spinto dalla necessità di agire in tempi stretti, l’amico ha così effettuato un bonifico istantaneo sul conto corrente intestato alla donna. Di quel progetto, tuttavia, non si è mai vista l’ombra e i presunti soci eccellenti erano del tutto ignari dell’iniziativa.

Il decreto ingiuntivo ignorato

Col passare dei mesi, l’investitore non ha riscontrato alcuno sviluppo, ricevendo dalla 43enne soltanto nuove proposte per altri investimenti fasulli. Accortosi dell’inganno, l’uomo ha preteso la restituzione immediata del capitale. Il rifiuto lo ha spinto a rivolgersi con il proprio legale al giudice civile di Pisa, ottenendo un decreto ingiuntivo che obbliga Boccia a restituire i 30.000 euro maggiorati degli interessi.

Il provvedimento è rimasto però lettera morta: dalle visure camerali effettuate, l’imprenditrice risulterebbe infatti “nullatenente”. Questa presa d’atto ha convinto la vittima a presentare un esposto in procura nel 2024, innescando le indagini penali che a inizio estate porteranno la donna alla sbarra.

Meta, 17enne pestato con bastone: caccia alla baby gang

Doveva essere il ritorno a casa dopo una giornata spensierata tra amici, si è trasformato in un’aggressione brutale e senza apparente motivo. È accaduto a Meta, nella penisola sorrentina, domenica sera intorno alle 19.30. Vittima un ragazzo di 17 anni, colpito alle spalle con una mazza di legno e lasciato sull’asfalto con una grave frattura alla spalla.

Il giovane aveva trascorso il pomeriggio con alcuni coetanei lungo il litorale della marina di Meta, in direzione della spiaggia di Alimuri, zona frequentata da famiglie soprattutto nei fine settimana di fine inverno.

L’imboscata al semaforo

Al momento del rientro, il gruppo si è diviso all’altezza dell’incrocio tra via Cosenza e via Santa Lucia, dove la carreggiata si restringe ed è regolata da un impianto semaforico. Alcuni ragazzi sono passati con il verde, mentre il 17enne è rimasto fermo al rosso.

Proprio in quei momenti ha notato, all’altro lato dell’incrocio, un gruppo di giovani in sella a motocicli, alcuni armati di mazze. Una presenza che lo ha insospettito, ma senza fargli immaginare di essere il bersaglio. Pochi istanti dopo, scattato il verde, è iniziato l’agguato.

Calci e bastonate in strada

Una volta ripartito, il ragazzo è stato raggiunto dal gruppo. Uno degli aggressori ha sferrato un calcio allo scooter facendolo cadere, mentre un complice lo ha colpito con violenza alle spalle con una mazza di legno.

Il 17enne è finito a terra, dolorante. Il casco ha evitato conseguenze peggiori alla testa. La gang si è poi allontanata rapidamente, facendo perdere le proprie tracce in direzione della statale Sorrentina e verso Napoli.
Un amico ha tentato un inseguimento, senza riuscire però a identificare i responsabili.

I soccorsi e la diagnosi

Inizialmente il ragazzo, sotto shock, ha fatto rientro a casa. Solo il giorno successivo, dopo una notte di forti dolori, si è recato al pronto soccorso dell’ospedale di Sorrento.

I medici gli hanno diagnosticato una frattura all’omero e diverse escoriazioni agli arti inferiori. La prognosi è di 45 giorni. Danneggiato anche lo scooter.
Il giovane e la sua famiglia hanno quindi sporto denuncia.

Indagini dei carabinieri

Sull’episodio indagano i carabinieri della compagnia di Sorrento, coordinati dal capitano Mario Gioia. Il 17enne ha riferito di non conoscere i suoi aggressori e di non avere avuto contrasti recenti con altri ragazzi.

Gli investigatori escludono, almeno per ora, moventi legati a rivalità personali o questioni sentimentali. Resta quindi il mistero su un’aggressione che appare immotivata.
Determinanti potrebbero essere le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, molte installate recentemente dal Comune. I filmati sono già stati acquisiti e analizzati.

Secondo le prime ricostruzioni, la banda sarebbe composta da sei o sette giovani. Gli inquirenti puntano a identificarli in tempi rapidi, anche per evitare allarmismi in vista dell’imminente stagione balneare.

Camorra, l’impero della «111»: il patto d’acciaio tra Vanella Grassi e Licciardi al Rione Berlingieri

Napoli – C’è un filo bianco che unisce i destini criminali del Rione Berlingieri, a Secondigliano. Un filo fatto di cocaina, soldi a fiumi e accordi siglati non con il sangue, ma con le calcolatrici. L’operazione che all’alba di oggi ha portato in carcere 11 persone, smantellando la storica piazza di spaccio conosciuta come “la 111”, non è solo l’ennesimo colpo allo smercio di droga nell’area nord di Napoli.

È la radiografia di un sistema economico perfetto, svelato nero su bianco nell’ordinanza del gip Marco Giordano grazie alle dichiarazioni di un “colletto bianco” della camorra: Raffaele Paone, ex esponente di vertice del clan della Vanella Grassi, pentitosi nel maggio del 2024.

Le sue parole non descrivono semplici spacciatori da strada, ma veri e propri broker del narcotraffico costretti, dal peso dei loro stessi guadagni, a sedersi al tavolo con i vertici della criminalità organizzata.

“Guadagnavano troppo, li mettemmo in società”

Al centro dell’inchiesta c’è Antonio Bruno, alias “Tonino Centoundici”, e il suo socio Ciro Cardaropoli, detto “‘o lattaro”. La loro piazza di via Monte Faito era una miniera d’oro. Così ricca che, inizialmente, pagava una tassa fissa alla Vanella Grassi. Ma le regole dell’economia criminale sono spietate: chi guadagna troppo, deve cedere quote.

È lo stesso Paone, nei verbali del settembre 2024, a spiegare l’evoluzione di questo “contratto” non scritto:

“All’inizio pagava alla Vanella anche 4.000 euro alla settimana, immaginatevi quanto guadagnava. Conosco queste cifre perché i soldi passavano per me. Dal 2016, visti i considerevoli guadagni, la Vinella decise che la settimana non bastava, e gli impose di stare in società e dividere i guadagni.”

La piazza acquista tra 1,6 e 1,7 chilogrammi di cocaina al mese, venduta dai clan stessi a prezzo di mercato (dai 27.000 ai 31.000 euro al chilo). Ma la vera svolta societaria avviene nel 2018, quando scatta un accordo storico per evitare guerre: il Rione Berlingieri viene pacificato attraverso la divisione degli utili tra la Vanella Grassi e i temibili Licciardi, rappresentati sul territorio da Luigi Carella, noto come “Gigino ‘a gallina”.

La matematica del crimine: il 50 e 50

Non ci sono conflitti a fuoco, ma riunioni contabili. Paone descrive un sistema di ripartizione degli utili che ricorda i dividendi di una holding:

“Se Tonino e il suo socio guadagnavano 50 mila euro, 25 mila euro erano per lui e il suo gruppo e 25 mila euro erano ripartiti tra noi e Carella Luigi, il quale li riscuoteva tramite Carmine Talpa… era lui che faceva i conti del dare/avere con noi della Vanella Grassi ed in particolare con me.”

Un equilibrio garantito fino agli arresti del 2020 e ripreso negli anni successivi, in cui le agenzie di scommesse diventano basi operative e le estorsioni si mescolano allo spaccio, in un unico, immenso calderone finanziario controllato dai due clan.

(nella foto i giardinetti del rione Berlingieri e da sinistra in alto Luigi Carella, Antonio Bruno, Gennaro Bruno, Antonio Bruno, Francesco Marzano e Ciro Cardaropoli; in basso da sinistra Romolo Campano, Eduardo Fusco, Pasquale Ruffo, Luisa Morra e Tommaso Bruno)

Torre Annunziata, sequestrata stamperia di soldi falsi: banconote «invecchiate» per ingannare i controlli

L’operazione è scattata nell’ambito dei controlli economici del territorio condotti dai “baschi verdi” del Gruppo di Torre Annunziata. I militari hanno individuato un immobile sospetto, trasformato in una vera e propria stamperia clandestina. All’interno, un sistema ben organizzato per la produzione su larga scala di banconote false.

Il bilancio del sequestro è imponente: oltre 2.800.000 euro contraffatti, in gran parte in tagli da 50 euro e, in misura minore, da 100 euro. Pronte anche più di 12mila pellicole olografiche false destinate a rendere i biglietti ancora più simili agli originali.

La “fabbrica” del falso

Il laboratorio era dotato di attrezzature sofisticate: stampanti ink-jet e laser collegate a un computer con software grafici professionali, strumenti per il taglio e la punzonatura, cliché e tre telai per la rifinitura manuale.

Particolarmente insidiosa la tecnica utilizzata: le banconote venivano sottoposte a un processo di “invecchiamento” artificiale per apparire usurate e quindi più credibili. Un tentativo di aggirare i sistemi di sicurezza dell’euro, come filigrane, ologrammi e fili di sicurezza.

Secondo le stime degli investigatori, il denaro falso, una volta immesso sul mercato, avrebbe potuto generare profitti per oltre 280mila euro.

Droga nascosta nello stabile

Durante la perquisizione, i finanzieri hanno scoperto anche un ulteriore business illecito. Nello stesso immobile, nascosti con cura, sono stati trovati circa 2,2 chilogrammi di sostanze stupefacenti, tra marijuana e hashish.

Un quantitativo che, se immesso nelle piazze di spaccio locali, avrebbe alimentato il mercato della droga nella zona oplontina.

Il proprietario dell’immobile, cittadino italiano ritenuto il responsabile dell’attività, è stato arrestato e messo a disposizione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto, disponendo per l’uomo la custodia cautelare in carcere.

L’indagine prosegue per accertare eventuali collegamenti con reti di distribuzione del denaro falso e con il traffico di stupefacenti.

L’oroscopo del 18 marzo 2026 di Paolo Tedesco

1

Cieli amici, oggi 18 marzo, il Sole in Pesci forma un aspetto armonioso con Giove in Gemelli. Questa è una brezza leggera che spinge la nostra barca verso l’ottimismo e la comunicazione positiva.

Le idee sono più fluide e c’è voglia di condividere sogni e progetti. Attenzione, però, a non promettere la luna: Giove tende a ingigantire, ma la concretezza arriverà dopo. Mercurio, sempre in Pesci, ci rende empatici, quasi telepatici: cogliamo gli umori altrui con facilità. Usiamolo per tendere una mano, non per impantanarci in malintesi emotivi. Venere in Ariete ci dà il coraggio di dichiarare ciò che vogliamo in amore, ma con un pizzico di sana pazienza. E ora, segno per segno, vediamo come cavalcare quest’onda.”

Ariete (21 marzo – 19 aprile)

  • Amore: Venere nel tuo segno ti rende magnetico e intraprendente. È il momento giusto per fare il primo passo o per ravvivare la fiamma con una sorpresa. Single, potreste fare colpo su qualcuno con la vostra schiettezza.

  • Lavoro: Giornata vivace, piena di iniziative. La vostra energia è contagiosa, ma evitate di essere troppo impulsivi nelle riunioni: ascoltate prima di agire.

  • Salute: Pieno di vitalità. Sfrutta questa carica per un’attività fisica che ti scarichi la testa.

  • Finanze: Qualche piccola spesa impulsiva per un capriccio. Nulla di grave, ma tenete d’occhio il budget.

  • Il consiglio di Paolo: Indossa un accessorio rosso. Ti ricorderà di incanalare la tua energia con passione, ma senza bruciare i ponti.

Toro (20 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Giornata di introspezione. Avete bisogno di sentivi sicuri e coccolati. In coppia, cercate il contatto fisico, un abbraccio vale più di mille parole. Per i single, un incontro casuale in un luogo familiare (bar, libreria) può essere interessante.

  • Lavoro: Procedete con il vostro passo, lento ma costante. Potreste ricevere feedback positivi per un lavoro svolto con precisione. Buono per fare bilanci.

  • Salute: La luna in Leone potrebbe rendervi un po’ più sensibili allo stress. Ritagliatevi una pausa per un massaggio o un bagno caldo.

  • Finanze: Quadro stabile. Niente entrate straordinarie, ma nessuna brutta sorpresa. Tenete d’occhio le piccole spese quotidiane.

  • Il consiglio di Paolo: Concedetevi un piacere sensoriale: un buon profumo, un piatto prelibato. Nutrire i sensi nutre l’anima.

Gemelli (21 maggio – 20 giugno)

  • Amore: Giove nel vostro segno vi regala fascino e dialogo brillante. Oggi è facile conquistare con le parole. In coppia, organizzate una chiacchierata profonda; single, la vostra curiosità vi porterà a conoscere persone stimolanti.

  • Lavor: È il vostro giorno migliore. La comunicazione è al top, le idee si moltiplicano. Perfetto per negoziazioni, presentazioni o per proporsi per un nuovo progetto.

  • Salute: Attenzione alla gola e alla voce, molto sollecitata. The caldo e sciarpa leggera sono i vostri alleati.

  • Finanze: Ottime possibilità grazie a una intuizione o una chiacchierata. Un piccolo investimento o un’idea “laterale” potrebbe fruttare.

  • Il consiglio di Paolo: Portate con voi un piccolo taccuino. Le idee oggi volano veloci, non lasciate che se ne vadano.

Cancro (21 giugno – 22 luglio)

  • Amore: Emotività a fior di pelle con Mercurio in Pesci. In coppia, potreste essere un po’ permalosi: chiarite subito i malintesi. Single, il vosto sguardo sognatore può essere la vostra arma migliore.

  • Lavoro: Ambiente armonioso. La collaborazione con i colleghi è fluida e produttiva. Adatto a lavori di gruppo e brainstorming.

  • Salute: Bene. Ascoltate il vostro stomaco: mangiare con calma e cibi leggeri vi farà sentire meglio.

  • Finanze: Potreste ricevere una piccola somma arretrata o un rimborso. Usatela per qualcosa che vi fa star bene.

  • Il consiglio di Paolo: Create un angolo di pace in casa. Un posto dove rifugiarvi quando il mondo vi sembra troppo rumoroso.

Leone (23 luglio – 22 agosto)

  • Amore: La Luna nel vostro segno vi rende protagonisti. Volete essere al centro dell’attenzione del partner, e lui/lei vi accontenterà volentieri. Single, la vostra sicurezza attira sguardi ammirati. Non esagerate con l’egocentrismo però.

  • Lavoro: Siete carichi e creativi. Potreste prendere in mano una situazione e guidarla con successo. Le vostre doti leader vengono riconosciute.

  • Salute: Energia alle stelle. Sfruttatela per fare sport o per un progetto che richiede impegno fisico.

  • Finanze: Tentati da un acquisto “di rappresentanza” o di lusso. Va bene concedersi una soddisfazione, ma senza svenarsi.

  • Il consiglio di Paolo: Oggi regalate un complimento sincero. Riscalderà il cuore di chi lo riceve e vi farà brillare ancora di più.

Vergine (23 agosto – 22 settembre)

  • Amore: Meno testa e più cuore. Oggi potreste essere troppo analitici. Lasciatevi andare all’istinto. Per i single, qualcuno potrebbe non corrispondere ai vostri standard… ma a volte l’amore è proprio lì, nell’imperfezione.

  • Lavoro: Giornata di dettagli. Perfetta per organizzare, archiviare, mettere a posto. La vostra precisione è richiesta e apprezzata.

  • Salute: Bene, ma attenzione alla postura, specialmente se state molte ore seduti.

  • Finanze: Giornata di controlli. È un buon momento per rivedere le spese fisse e ottimizzare il budget familiare.

  • Il consiglio di Paolo: Sfidate voi stessi: fate una cosa senza programmarla. Lasciate un piccolo spazio al caso nella vostra giornata perfetta.

Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

  • Amore: L’armonia è la parola d’ordine. In coppia, tutto scorre liscio, è il momento ideale per progetti a due. Single, l’intesa può nascere da una passione comune, come un corso o un hobby.

  • Lavoro: Collaborazioni fortunate. Un partner o un collega vi darà una dritta importante. È una giornata per lavorare “con”, non “contro”.

  • Salute: Bene. Cercate l’equilibrio a tavola. Niente eccessi, niente privazioni.

  • Finanze: Potreste essere tentati da un acquisto estetico. Va bene, ma solo se rientra nel budget.

  • Il consiglio di Paolo: Cercate la bellezza in un piccolo gesto di cortesia oggi. Siate voi stessi quel gesto per qualcuno.

Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

  • Amore: Passione e profondità. Con Venere in Ariete, il desiderio è forte. In coppia, cercate l’intesa fisica. Single, un incontro intenso e magnetico potrebbe lasciare il segno.

  • Lavoro: Determinazione e concentrazione. Riuscite a scavare a fondo in una questione complessa e trovare la soluzione che altri non vedono. Perfetto per ricerche o analisi.

  • Salute: La vostra energia è un vulcano, ma a fasi alterne. Gestitela con piccole pause rigeneranti.

  • Finanze: Buone notizie. Potreste ricevere un denaro che aspettavate o concludere un affare importante.

  • Il consiglio di Paolo: Oggi condividete un segreto o un’emozione profonda con una persona fidata. Alleggerire il cuore vi farà bene.

Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: Voglia di evasione e di leggerezza. Proponete al partner una gita fuori porta o un’attività nuova. Single, il vostro sorriso e la vostra voglia di avventura sono irresistibili. Potreste flirtare con uno straniero.

  • Lavoro: Nuove idee e progetti che guardano al futuro. È un buon momento per proporsi per un trasferimento, un viaggio di lavoro o per seguire un corso di formazione.

  • Salute: Buona, ma attenzione agli eccessi: troppa voglia di fare potrebbe affaticarvi.

  • Finanze: Un po’ di ottimismo in più, ma occhio a non fare scommesse o investimenti azzardati sull’onda dell’entusiasmo.

  • Il consiglio di Paolo: Guardate una mappa o prenotate un viaggio, anche solo con la fantasia. L’orizzonte è la vostra medicina.

Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio)

  • Amore: Responsabilità e sentimenti si intrecciano. In coppia, potreste parlare di progetti seri come la convivenza o la famiglia. Single, potreste essere attratti da una persona matura e affidabile.

  • Lavoro: Raccogliete i frutti del vostro impegno. Un progetto a lungo termine dà i primi risultati concreti. Riconoscimenti meritati.

  • Salute: Solida. Approfittatene per organizzare al meglio la vostra agenda settimanale, senza dimenticare il tempo per il riposo.

  • Finanze: Ottima gestione. Il vostro oculato controllo delle risorse vi sta portando stabilità e sicurezza.

  • Il consiglio di Paolo: Concedetevi una piccola pausa dal dovere. Leggete un libro non utile, guardate un film spensierato. Nutrite il bambino interiore.

Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)

  • Amore: Il Sole in Pesci vi rende più sognatori e romantici del solito. In coppia, sorprendete il partner con una dedica o una poesia. Single, l’anima gemella potrebbe essere più vicina di quanto pensiate, forse in un contesto di amicizia.

  • Lavoro: Creatività e innovazione. Riuscite a trovare soluzioni fuori dagli schemi che stupiscono tutti. Ottimo per chi lavora nel tech, nell’arte o nella comunicazione.

  • Salute: Bene, ma un po’ di stanchezza mentale. Alternate lavoro a momenti di vuoto creativo.

  • Finanze: Qualche spesa per un progetto “sociale” o per un amico. Va bene, ma senza esagerare.

  • Il consiglio di Paolo: Ascoltate una canzone che non avete mai ascoltato prima, di un genere che non è il vostro. Lasciate che il nuovo vi sorprenda.

Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Con il Sole e Mercurio nel vostro segno, siete immersi in un’atmosfera magica. Comunicate con lo sguardo, con le emozioni. In coppia, l’intesa è profonda, quasi telepatica. Single, il vostro fascino misterioso è al massimo.

  • Lavoro: Intuito alle stelle. Fidatevi del vostro istinto per una scelta importante. Potreste avere un’idea geniale per risolvere un problema vecchio.

  • Salute: Emotivamente vulnerabili. Proteggetevi dalle energie negative delle persone, create un piccolo scudo con la visualizzazione.

  • Finanze: Occhio agli amici che chiedono prestiti. Il vostro cuore grande potrebbe dire sì, ma la ragione dice di pensarci bene.

  • Il consiglio di Paolo: Tenete un diario dei sogni. In questi giorni, il vostro inconscio ha messaggi molto importanti per voi.

 Cosa ci riservano le stelle per mercoledì 18 e giovedì 19 marzo?

Cari amici, l’oroscopo per il 18 marzo ci dipinge una giornata all’insegna dell’ottimismo comunicativo e dell’empatia. L’influenza di Giove in Gemelli, in armonia col Sole, è come un raggio di sole che scioglie le rigidità invernali: le parole sono ponti, le idee si moltiplicano e la voglia di condividere è forte.

Ma guardiamo già a domani, giovedì 19 marzo. Le stelle ci suggeriscono che l’energia positiva di oggi getta le basi per domani. L’entusiasmo di oggi (18 marzo) si trasformerà gradualmente in azioni più concrete e mirate. Mentre oggi siamo bravi a pensare e sognare insieme, domani saremo chiamati a iniziare a dare forma a quei sogni.

La tensione tra il sogno (Pesci) e l’azione (Ariete, con Venere) sarà il filo conduttore. L’invito è a non disperdere la magia di oggi nel caos di domani, ma a usare la chiarezza mentale e l’empatia accumulate per agire con più consapevolezza e determinazione.

In sintesi: il 18 marzo è il giorno per ascoltare, condividere e sognare. Il 19 marzo sarà il giorno per iniziare a camminare nella direzione di quei sogni, con un passo deciso ma senza perdere di vista la delicatezza del cuore.

Buona giornata a tutti sotto le stelle!

Arzano, crepe in una palazzina, scatta lo sgombero d’urgenza: 9 sfollati tra cui due bambini

Paura nel pomeriggio di oggi ad Arzano, dove una palazzina di due piani è stata sgomberata d’urgenza a causa del rinvenimento di preoccupanti lesioni perimetrali. Il quadro strutturale dell’edificio ha fatto scattare immediatamente i protocolli di sicurezza, rendendo necessaria l’evacuazione immediata dei residenti per scongiurare qualsiasi rischio.

A seguito dell’emergenza, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato questa sera una riunione straordinaria del Centro coordinamento soccorsi. Il vertice è stato organizzato per monitorare l’evoluzione della situazione e gestire in modo sinergico le operazioni di assistenza e messa in sicurezza.

L’assistenza agli sfollati

Sono quattro i nuclei familiari costretti a lasciare le proprie abitazioni, per un totale di nove persone coinvolte: sette adulti e due bambini. Il Comune di Arzano si è subito fatto carico dell’emergenza abitativa, garantendo l’accoglienza degli sfollati all’interno di una struttura alberghiera del territorio.

Le famiglie sono attualmente seguite da vicino dai servizi sociali e dalla Protezione civile comunale. Parallelamente, l’Asl Napoli 2 Nord ha assicurato la massima disponibilità per far fronte a ogni eventuale necessità sanitaria, con particolare attenzione ai minori coinvolti.

Attivato il piano antisciacallaggio

Per tutelare i beni lasciati incustoditi negli appartamenti sgomberati, la Prefettura ha predisposto un piano di sicurezza specifico. Le forze di polizia, a supporto degli agenti della polizia locale, stanno effettuando passaggi frequenti e soste prolungate nell’area interessata. L’obiettivo del presidio antisciacallaggio è prevenire intrusioni e garantire la massima tranquillità alle famiglie, già duramente provate dall’improvviso allontanamento dalle proprie case.

P.B.

Frignano, lite in famiglia nella notte: figlio denunciato per aggressione alla madre

Notte di tensione a Frignano, nel Casertano, dove una lite familiare è degenerata in violenza all’interno di un’abitazione privata. A intervenire sono stati i carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Aversa, allertati da una richiesta di aiuto arrivata al numero unico di emergenza 112.

Secondo una prima ricostruzione dei militari, una donna sarebbe stata colpita con un pugno alla testa dal figlio convivente al culmine di una discussione nata per motivi banali. Un episodio che, pur sviluppatosi tra le mura domestiche, ha richiesto l’intervento immediato delle forze dell’ordine.

All’arrivo dei carabinieri la situazione era già rientrata, ma la donna appariva scossa per quanto accaduto. Nonostante l’aggressione, ha scelto di non ricorrere alle cure mediche. I militari hanno comunque avviato gli accertamenti, raccogliendo le prime testimonianze per chiarire con precisione la dinamica dei fatti.

Il giovane, 21 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato in stato di libertà con l’accusa di maltrattamenti contro familiari e conviventi. L’autorità giudiziaria è stata informata e seguirà l’evoluzione della vicenda, mentre proseguono le indagini per definire ogni aspetto dell’episodio.

Beukema carica il Napoli: «Vogliamo chiudere bene prima della sosta»

Il Napoli guarda avanti senza distrazioni e con un obiettivo ben chiaro: chiudere al meglio il ciclo prima della sosta per le Nazionali. Alla vigilia della trasferta contro il Cagliari, in programma venerdì sera, è Sam Beukema a suonare la carica, indicando la direzione della squadra.

«Sappiamo l’importanza di questa partita e vogliamo chiudere bene questo ciclo prima della sosta», spiega il difensore, sottolineando un approccio pragmatico. «Ragioniamo partita dopo partita ed il nostro obiettivo è andare in Champions League: al termine di queste nove partite poi vedremo dove saremo». Un messaggio chiaro, che riflette ambizione ma anche la volontà di mantenere alta la concentrazione senza fare calcoli prematuri.

Per Beukema, arrivato in una realtà esigente, il peso della maglia non è un problema, ma uno stimolo. «Quando vai in un big club come il Napoli c’è sempre pressione. A Bologna avevo già esperienza internazionale, ma qui devi provare a vincere sempre», racconta. «A me queste pressioni piacciono molto, è per questo che sono diventato un calciatore».

Il difensore olandese torna poi sulla vittoria contro il Lecce, analizzando con lucidità luci e ombre della prestazione. «Sapevamo che giocano molto con le palle lunghe, era importante vincere le seconde palle. Nel primo tempo dovevamo fare meglio, anche perché loro hanno trovato il gol e dobbiamo crescere sulle palle inattive». Un aspetto su cui la squadra ha già lavorato: «Abbiamo analizzato il gol subito e sappiamo dove migliorare».

La reazione, però, è arrivata nella ripresa. «Nel secondo tempo si è vista la differenza: abbiamo vinto più seconde palle e trovato più spazi. Potevamo segnare ancora di più, ma abbiamo fatto bene e siamo contenti della vittoria».

Infine, un passaggio su Politano, tornato al gol dopo un periodo di attesa. «Era contentissimo e lo eravamo anche noi. Si è sempre allenato bene, era solo questione di tempo». E un dato che racconta la forza collettiva: «Abbiamo già 19 giocatori andati a segno, significa che siamo una squadra vera».

Nicolò torna a scuola dopo sei mesi: «Un primo passo, ma la strada è ancora lunga»

Non è più «il bimbo con le ali spezzate». Dopo sei mesi difficili, Nicolò può tornare a scuola e ripartire da un nuovo inizio. L’istituto comprensivo Alfano-Quasimodo di Salerno ha deciso di accoglierlo, mettendo fine a una vicenda che aveva acceso il dibattito ben oltre i confini locali.

Per il ragazzo, 13 anni, affetto da autismo, si chiude una fase segnata da tensioni e sofferenza. A raccontarla è la madre Annarita, che in questi mesi non ha mai smesso di lottare. «Ora Nicolò ha una nuova scuola, si tratta di un primo risultato positivo, c’è ancora strada da fare», dice, lasciando trasparire sollievo ma anche la consapevolezza che il percorso resta complesso.

Negli ultimi undici anni Nicolò aveva costruito, passo dopo passo, un cammino fatto di conquiste importanti grazie a un lavoro intensivo sul piano sanitario e sociale, sostenuto da una progettualità condivisa. Frequentava il secondo anno della scuola secondaria di primo grado a indirizzo musicale, con risultati brillanti e un’integrazione che rappresentava un modello anche per altre famiglie.

Poi, a settembre, la rottura. Il cambio del docente di sostegno, figura costruita nel tempo e diventata un punto di riferimento fondamentale, ha avuto un impatto devastante. «È stato un colpo durissimo», racconta la madre. La difficoltà è stata resa ancora più acuta dal fatto che Nicolò continuava a vedere il suo insegnante all’interno della stessa scuola, senza poter più contare su di lui.

Il disagio si è trasformato in sofferenza crescente, fino alla decisione, maturata il 6 febbraio, di interrompere la frequenza scolastica. Un passaggio doloroso, ma inevitabile. Da quel momento è iniziata una battaglia pubblica per garantire al ragazzo il diritto a un ambiente educativo adeguato.

La storia di Nicolò, giovane artista capace di suonare il pianoforte, cantare, recitare e distinguersi anche nello sport, ha superato i confini locali fino ad arrivare in Parlamento. L’appello della madre ha coinvolto istituzioni nazionali e regionali, accendendo i riflettori su un caso emblematico.

Cagliari, squadra in ritiro anticipato verso il Napoli dopo il ko di Pisa

1

Il Cagliari sceglie la strada della compattezza e del silenzio per preparare una sfida che può dire molto sul finale di stagione. Dopo il passo falso contro il Pisa, la squadra ha deciso di stringersi attorno a sé stessa e di anticipare il ritiro in vista della gara di venerdì sera contro il Napoli alla Unipol Domus.

Una scelta non imposta dall’alto, ma nata direttamente dallo spogliatoio. «Serve stare insieme e concentrarsi», è stata la linea condivisa dal gruppo, subito accolta dall’allenatore e dalla società. L’obiettivo è chiaro: isolarsi dal rumore esterno e ritrovare lucidità e determinazione per una partita che si preannuncia delicata.

Il programma prevede l’inizio della clausura già da domani. Dopo l’allenamento mattutino, i giocatori avranno qualche ora di libertà, ma in serata faranno ritorno al centro sportivo di Assemini, dove resteranno fino alla partenza per lo stadio. Si tratta, di fatto, di un ritiro anticipato di ventiquattro ore rispetto alla consuetudine, segnale evidente della volontà di cambiare marcia.

Sul fronte della rosa, quasi tutti gli effettivi sono regolarmente al lavoro. Fanno eccezione Belotti, Felici e Idrissi, mentre resta da monitorare la situazione di Borrelli, ancora impegnato in un programma personalizzato e destinato a rientrare solo dopo la sosta. Buone notizie arrivano invece dalla presenza in gruppo di Mina e Deiola, elementi importanti per equilibrio ed esperienza.

Visita del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli alla Direzione Territoriale Campania

1

Il direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Roberto Alesse, è giunto a Napoli per una visita istituzionale alla Direzione Territoriale della Campania. Ad accompagnarlo c’erano il direttore Antifrode Sergio Gallo, il direttore dell’Ufficio Internal Audit Rosario Massino e il direttore Organizzazione e Trasformazione Digitale Stefano Saracchi.

All’incontro hanno partecipato il Direttore Territoriale Maria Alessandra Santillo, i dirigenti, il personale degli uffici e rappresentanti degli organi di informazione.

Il ruolo strategico dell’Agenzia

Durante l’incontro, Alesse ha evidenziato come la Campania e il porto di Napoli costituiscano un crocevia fondamentale tra traffici marittimi, attività produttive e dinamiche commerciali internazionali.

Ha citato i dati comparativi 2024‑2025: le dichiarazioni di esportazione sono aumentate di oltre il 65 % e gli articoli esportati sono cresciuti quasi del 25 %. In questo contesto, l’Agenzia deve garantire che l’intensificazione degli scambi avvenga nel rispetto delle regole, della concorrenza e della protezione del mercato europeo.

Investimenti tecnologici e credibilità internazionale

Alesse ha poi illustrato il piano di investimenti tecnologico dell’Agenzia, pari a oltre 464 milioni di euro, che ha permesso di rafforzare l’affidabilità delle infrastrutture informatiche e di accrescere la credibilità dell’istituzione nel contesto globale.

Tappa in Prefettura e tema America’s Cup

Successivamente, il direttore si è recato presso la Prefettura di Napoli, dove ha incontrato il Prefetto Michele di Bari. Nel colloquio è stato affrontato anche il ruolo che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli avrà in occasione dell’evento internazionale America’s Cup.

Visita agli uffici aeroportuali

Nel pomeriggio, la delegazione ha proseguito presso gli uffici del distaccamento locale dell’Aeroporto di Napoli‑Capodichino. Alesse ha salutato i rappresentanti di Enac, Gesac, le forze di polizia e tutto il personale operativo, ringraziandoli per il costante impegno nella tutela della legalità. La visita si è conclusa con un passaggio presso gli uffici della Palazzina Pegaso e quelli ubicati nella sala arrivi e partenze dell’aerostazione.

P.B.

Trasformazione digitale nella manifattura tradizionale

1

Come l’industria italiana delle scaffalature abbraccia robotica e intelligenza artificiale

Il settore manifatturiero italiano sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Mentre il dibattito pubblico si concentra spesso sulle grandi imprese dell’automotive o dell’aerospazio, esiste un tessuto industriale meno visibile ma altrettanto vitale che sta riscrivendo le proprie regole produttive: quello della lavorazione dell’acciaio e dei sistemi di stoccaggio industriale. Tra le realtà più significative in questo ambito si distingue Mobilrot, azienda altoatesina con sede a Ora (BZ) che dal 1954 produce scaffalature metalliche, portapallet e sistemi di stoccaggio modulari per industria, logistica e commercio.

Come può un’azienda nata in pieno boom economico restare competitiva nell’era dell’Industria 4.0? La risposta sta nell’integrazione intelligente tra tradizione manifatturiera e tecnologie avanzate: saldatura robotizzata, programmazione IA per robot industriali e un approccio sistematico alla digitalizzazione dei processi produttivi.

Saldatura robotizzata: il cuore della produzione

Nello stabilimento di Ora, i robot industriali KUKA operano su linee di saldatura completamente automatizzate. La programmazione avviene in KRL (KUKA Robot Language), un linguaggio nativo che consente di definire traiettorie di saldatura complesse, gestire il movimento multiasse e ottimizzare i parametri di processo in tempo reale. Ogni montante, ogni traversina, ogni ripiano passa attraverso cicli di lavorazione calibrati al centesimo di millimetro.

L’adozione della robotica avanzata non è solo una questione di velocità produttiva. I sistemi robotizzati garantiscono una ripetibilità e una costanza qualitativa impossibili da ottenere con la sola lavorazione manuale. In un settore dove le tolleranze strutturali sono regolamentate da normative europee stringenti come la EN 15512 per le scaffalature statiche in acciaio, l’automazione diventa un requisito competitivo, non un lusso.
Il vantaggio competitivo della programmazione KRL risiede nella possibilità di creare routine parametrizzate e riutilizzabili. Quando un nuovo prodotto entra in gamma o un cliente richiede una configurazione personalizzata, i tecnici non devono riprogrammare l’intero ciclo da zero: intervengono sui parametri dimensionali e il robot adatta autonomamente le traiettorie di saldatura. Questo approccio riduce drasticamente i tempi di setup e consente una produzione flessibile anche su lotti di piccole dimensioni, un fattore decisivo per un’azienda che serve mercati diversi con esigenze specifiche.

Intelligenza artificiale applicata: dal controllo qualità alla manutenzione predittiva

L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi manifatturieri rappresenta il passo successivo rispetto alla semplice automazione. Nel contesto della produzione di scaffalature metalliche, i sistemi AI vengono impiegati in diverse fasi: dal controllo qualità visivo automatizzato, capace di individuare difetti di saldatura o imperfezioni superficiali con una precisione superiore all’occhio umano, fino alla manutenzione predittiva degli impianti.

I modelli predittivi analizzano i dati raccolti dai sensori delle macchine per anticipare guasti e usure, riducendo i fermi produzione e ottimizzando la pianificazione della manutenzione. Si tratta di un cambiamento culturale, oltre che tecnologico: il dato diventa il linguaggio condiviso tra uomo e macchina, tra reparto produzione e management.

Tradizione manifatturiera e innovazione: un binomio italiano

Ciò che rende il caso Mobilrot particolarmente interessante è la capacità di coniugare oltre settant’anni di esperienza nella lavorazione dell’acciaio con le tecnologie più attuali. La produzione parte dalla materia prima – coils di acciaio DC01, DD11 e S235 JR – e attraversa fasi di profilatura a freddo, stampaggio, saldatura robotizzata e verniciatura a polveri epossidiche, il tutto gestito da processi sempre più digitalizzati.

Il risultato sono sistemi di scaffalature metalliche ad incastro che combinano flessibilità modulare e resistenza strutturale certificata. Ripiani regolabili ogni 25 mm, portate fino a 2.200 kg per campata e una gamma completa di configurazioni: dal magazzino industriale alla farmacia, dall’archivio comunale al negozio al dettaglio. Un sistema – denominato Procoss – pensato per adattarsi alle esigenze di oggi e crescere con quelle di domani.

Sostenibilità ed efficienza energetica: l’altra faccia dell’innovazione

La trasformazione digitale porta con sé anche benefici ambientali concreti. L’ottimizzazione dei processi tramite robotica e AI si traduce in una riduzione significativa degli scarti di lavorazione: la precisione dei tagli e delle saldature automatizzate minimizza lo spreco di materia prima, mentre la verniciatura a polveri epossidiche – priva di solventi – elimina le emissioni di composti organici volatili. Lo stabilimento di Ora è inoltre alimentato da energia verde certificata Alperia, a conferma di un impegno ambientale che attraversa l’intera catena produttiva

La digitalizzazione della filiera: e-commerce industriale e progettazione 3D

il reparto tecnico utilizza modellazione 2D e 3D per progettare impianti su misura, offrendo ai clienti una visualizzazione anticipata del progetto prima ancora che la prima lamiera venga tagliata. È un approccio che riduce errori, velocizza le decisioni e rafforza il rapporto di fiducia tra produttore e cliente.

Un modello per la manifattura italiana

In questo scenario, la formazione e l’investimento nel personale che attraverso formazione ha aquisito delle competenze interne, gioca un ruolo altrettanto cruciale quanto l’investimento in macchinari. Mobilrot ha scelto di sviluppare internamente le competenze di programmazione robotica e gestione dei sistemi digitali, evitando la dipendenza da consulenti esterni e costruendo un know-how proprietario che rappresenta oggi una delle principali barriere competitive dell’azienda. I tecnici che programmano i robot KUKA in KRL sono gli stessi che conoscono le proprietà meccaniche dell’acciaio e le esigenze applicative del cliente finale. È questa convergenza tra sapere artigianale e competenza digitale a generare soluzioni che un puro integratore tecnologico non potrebbe replicare.
Un vantaggio difficile da imitare e impossibile da acquistare sul mercato.

L’esempio di Mobilrot dimostra che la trasformazione digitale non è appannaggio esclusivo dei grandi gruppi industriali. Anche le PMI del manifatturiero tradizionale possono – e devono – integrare robotica avanzata, intelligenza artificiale e strumenti digitali per restare competitive sui mercati europei e globali. Il Piano Nazionale Industria 4.0 e i successivi incentivi Transizione 4.0 hanno offerto alle imprese italiane gli strumenti fiscali per accelerare questi investimenti, ma è la visione imprenditoriale a fare la differenza tra chi adotta la tecnologia come mero adempimento e chi la trasforma in vantaggio strategico.

Il tessuto industriale italiano è fatto di aziende come questa: radicate nel territorio, forti di decenni di competenza tecnica, ma con lo sguardo rivolto al futuro. La sfida dell’Industria 4.0 non si vince sostituendo la tradizione, ma innervandola di tecnologia. E in una zona artigianale dell’Alto Adige, tra coils di acciaio e bracci robotici, quella sfida si trasforma ogni giorno in prodotto finito.

 

Arrestato il «ladro seriale» dei market autostradali

Napoli – Un 43enne residente a Teverola  è stato arrestato in flagranza di reato per furto aggravato. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è ritenuto responsabile di numerosi colpi messi a segno – a partire da ottobre 2025 – nei market di diverse aree di servizio disseminate lungo le principali arterie autostradali della regione.

L’intervento in area di servizio San Pietro

Tutto è accaduto mercoledì, durante un servizio di prevenzione e contrasto ai reati predatori lungo la rete autostradale. Gli agenti hanno notato un’autovettura con a bordo un uomo dal comportamento sospetto e circospetto nei pressi del market dell’area di servizio San Pietro, sulla Napoli-Pompei.

Non appena si è accorto della presenza delle divise, il 43enne è balzato al volante e si è dato alla fuga a forte velocità in direzione Tangenziale di Napoli. Gli operatori della Stradale lo hanno immediatamente inseguito e bloccato poco dopo.

La refurtiva nascosta e l’auto rubata

Durante il controllo del veicolo, gli agenti hanno rinvenuto un ingente quantitativo di generi alimentari – tra cui prodotti confezionati di vario genere – abilmente occultati all’interno dell’abitacolo. L’uomo non è stato in grado di fornire alcuna giustificazione sulla provenienza della merce.Gli accertamenti successivi hanno permesso di ricostruire l’attività criminosa del 43enne: dal mese di ottobre 2025 avrebbe messo a segno furti analoghi nei market delle seguenti aree di servizio:

San Nicola Est e Ovest (San Nicola la Strada)
Cittadella e Masseria (Casoria)
San Pietro (Napoli)
Vesuvio (Pomigliano d’Arco)
Irpinia (Avellino)
Tre Ponti (Marigliano)
Alfaterna Ovest (Nocera Superiore)

Il veicolo provento di furto

Ulteriore aggravante: l’auto utilizzata per commettere i furti e per l’ultima fuga è risultata essere provento di furto, denunciato già il 4 marzo 2023 a Sant’Egidio del Monte Albino (Salerno).Al termine degli accertamenti, il veicolo è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario, così come tutta la merce rubata rinvenuta a bordo, che è stata riconsegnata agli esercenti delle aree di servizio derubate.

Il 43enne è stato dichiarato in arresto e, su disposizione dell’autorità giudiziaria, associato presso la casa circondariale a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per verificare eventuali complici e per quantificare con precisione il danno complessivo provocato dalla serie di furti.

Luigi e Aurora Tufano, i gemelli campioni di Pomigliano conquistano Rai2

Da Pomigliano al palcoscenico nazionale. I gemelli Tufano sono nati il 4 luglio 2017, e già il giorno della nascita Aurora aveva dato prova del suo temperamento: dopo il parto spontaneo del fratello Luigi, lei scelse di venire al mondo podalica e in punta di piedi, come se avesse già deciso che la danza sarebbe stata il suo destino.

A fine 2022, a soli cinque anni, i due iniziano i primi corsi di danza latina di gruppo. Bastano due mesi per salire sul palco del saggio natalizio, e da quel momento non si fermano più.

Nel 2023 arrivano le prime lezioni private di coppia; nel 2024 le prime gare, fino alla consacrazione di giugno: Luigi e Aurora diventano Campioni Italiani MPS nella categoria 4-7 anni di danze latino-americane, ricevendo anche un riconoscimento al merito sportivo dal Comune di Pomigliano. Lo stesso anno arriva la prima convocazione ai casting di Ballando on the Road, il progetto talent collegato al celebre show del sabato sera di Rai1.

Titoli italiani, oro internazionale e la Nazionale FIDA

Il 2025 segna una svolta: i gemelli cambiano scuola e federazione, puntando tutto sulle danze latino-americane. La decisione premia subito — conquistano il titolo di Campioni Italiani FIDA Italia, entrano a far parte della Nazionale FIDA Italia e ricevono una seconda convocazione per i casting di Ballando on the Road a Lamezia Terme. Sul fronte internazionale, alla prestigiosa “Fiesta Mediterranea” di Barcellona, Luigi e Aurora salgono sul podio quattro volte nella categoria oro, guadagnando il riconoscimento di “Atleta di Eccellenza Internazionale”.

Il 2026 si apre sotto la guida del maestro Massimiliano Monda, professionista plurititolato di danze latino-americane con sede a Tavernanova, in provincia di Napoli. Il debutto stagionale è già leggendario: al Regenta Dance Festival di Valencia i due gemelli conquistano sette medaglie d’oro, tornando a casa con quasi otto chili di metallo prezioso al collo.

Nel mirino ci sono ora le competizioni più importanti del circuito internazionale: All England, Campionati Europei e Mondiali.

Mercoledì 18 marzo, intorno alle 12.00, Luigi e Aurora racconteranno la loro storia davanti al grande pubblico di Rai2, nello studio di I Fatti Vostri, condotto da Flavio Montrucchio e Anna Falchi. Il 22 e 23 marzo li attende già la prossima gara, mentre resta vivo il sogno di una terza convocazione ai casting di Ballando on the Road. Due bambini di Pomigliano d’Arco che stanno scrivendo, un passo alla volta, una storia destinata a durare.

Donna fa cadere la statua cinquecentesca di San Paolino in Duomo a Nola

Momenti di paura e sconcerto questa mattina nel Duomo di Nola, dove una donna si è resa protagonista di un gesto incomprensibile e pericoloso per il patrimonio artistico della città.

Con un’azione improvvisa, la donna, entrata nella cattedrale, si è diretta verso l’altare e ha fatto cadere a terra la statua di San Paolino, patrono della città. L’opera lignea, un pregiato manufatto risalente alla fine del Cinquecento, è precipitata ma, come riferito dai primi rilievi, l’impatto è stato fortunatamente attutito dall’urto contro una mensola sottostante, evitando così una distruzione ben più grave.

Subito dopo il gesto, la donna si è allontanata, ma l’allarme è scattato immediatamente grazie al pronto intervento di un custode, che ha allertato i carabinieri. Gli investigatori, giunti sul posto, hanno fermato e identificato la responsabile. Al momento, la donna non avrebbe saputo fornire una spiegazione razionale per il suo gesto, lasciando gli inquirenti al lavoro per delineare un quadro più chiaro della vicenda e valutarne la lucidità.

La statua affidata ai restauratori

La priorità, ora, è la messa in sicurezza e il recupero del bene danneggiato. La scultura, che aveva già subito un intervento di restauro agli inizi degli anni Duemila, è stata immediatamente presa in consegna da Tonia Solpietro, direttrice dell’ufficio beni culturali della curia di Nola.

Sarà affidata a una ditta specializzata per i necessari lavori di ripristino. L’intervento, finanziato dalla Curia, avverrà sotto la stretta sorveglianza della Soprintendenza e il coordinamento dell’ufficio diocesano, per garantire il massimo rispetto dell’integrità storica e artistica dell’opera, uno dei simboli della devozione e dell’arte locale.

La Piazza 111, anatomia dell’impero della polvere bianca al Rione Berlingieri

Napoli –  Quarant’anni di “avviamento commerciale”. Non un negozio di quartiere, ma un vero e proprio supermercato della cocaina a cielo aperto, capace di resistere a blitz, sequestri e retate, riorganizzandosi ogni volta con la resilienza tipica delle grandi holding.

È la fotografia scattata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e cristallizzata nell’ordinanza cautelare firmata dal gip Marco Giordano, che all’alba di oggi ha portato all’arresto di 11 persone, smantellando la storica “piazza di 111” al Rione Berlingieri, nel cuore di Secondigliano.

Un’indagine complessa, condotta sul campo dagli agenti del Commissariato di P.S. di Secondigliano e dalla Squadra Mobile tra il marzo 2022 e il maggio 2023. Un anno di intercettazioni ambientali, telefoniche, telecamere nascoste e insidiosi trojan informatici inoculati nei cellulari dei ras, che hanno permesso di scoperchiare un vaso di Pandora fatto di affari illeciti, alleanze trasversali e controllo militare del territorio.

Un’azienda a conduzione familiare (con turni e welfare)

Al vertice indiscusso della piramide c’era Antonio Bruno, per tutti “Tonino 111” (da cui il nome del sodalizio). Era lui il dominus di via Monte Faito, affiancato dal figlio Gennaro, detto “‘o brigante”.

Quest’ultimo fungeva da vero e proprio amministratore delegato dell’organizzazione: coordinava le vendite, supervisionava la piazza e, per non destare sospetti, si faceva scudo gestendo una “bancarella” di sigarette di contrabbando, perfetta copertura per il viavai di acquirenti.

La “Piazza 111” non dormiva mai. L’organizzazione garantiva ai clienti un servizio continuo, diurno e notturno, strutturato su veri e propri turni di lavoro. Le modalità di acquisto erano due: la vendita “stanziale”, direttamente nel fortino di via Monte Faito, e quella “dinamica”, un vero e proprio servizio di delivery della cocaina gestito tramite appuntamenti telefonici su utenze “dedicate”, veri e propri citofoni usa-e-getta.

Tutto era calcolato: dai “pali” per la controvigilanza contro le auto civetta delle Forze dell’Ordine, alla logistica degli “appoggi” per stoccare droga, sostanze da taglio e materiale per il confezionamento. L’organizzazione si prendeva cura anche dei suoi “dipendenti” caduti in disgrazia, accollandosi le spese legali e garantendo uno stipendio di sostentamento alle famiglie degli affiliati finiti dietro le sbarre. Un welfare criminale in piena regola.

Nei ruoli chiave, la famiglia e i fedelissimi: Ciro Cardaropoli, cognato del boss, addetto a taglio e vendita; il nipote Tommaso Bruno, factotum e intermediario; e la coppia formata da Antonio Gemei e Luisa Morra, che avevano trasformato la propria abitazione nel caveau della cocaina della consorteria.

L’ombra della camorra: il patto con i Licciardi e la Vanella Grassi

La “Piazza di 111” godeva di un’autonomia operativa, ma a Secondigliano nessuno muove una foglia senza il placet del “Sistema”. Dalle indagini, confortate dalle dichiarazioni convergenti di due collaboratori di giustizia (Massimo Molino, ex Licciardi, e Raffaele Paone, ex Vanella Grassi), è emerso l’inquietante patto di cointeressenza che legava la famiglia Bruno ai clan egemoni del territorio.

Alla piazza era concesso di arricchirsi, ma a una condizione inderogabile: la cocaina all’ingrosso doveva essere acquistata esclusivamente da Luigi Carella (detto “Gigino a gallina”), referente del clan Licciardi per il Rione Berlingieri e recentemente condannato a 17 anni in abbreviato. Prezzi, quantità e tempistiche non si discutevano: li imponeva la cosca.

A curare materialmente queste forniture coatte era il braccio destro di Carella, Francesco Marzano (“‘o russ’ ‘a treglia”). Marzano non era solo un grossista, ma un vero e proprio esattore del clan. Le microspie lo hanno immortalato in “presa diretta” mentre, spalleggiato dal sodale Pasquale Ruffo, infliggeva minacce e violenze fisiche a Eduardo Fusco, gestore di un’altra piazza di spaccio della zona, colpevole di non aver onorato i debiti per le forniture di droga imposte dall’alto.

Una cupola spietata che oggi, grazie al lavoro certosino degli inquirenti, ha subito un colpo durissimo, spezzando quella catena di montaggio della droga che da quarant’anni inquinava le strade del Rione Berlingieri.

L’elenco degli indagati (destinatari dell’ordinanza)

BRUNO Antonio (detto Tonino Centoundici), nato a Napoli il 19/11/1956. CARCERE

BRUNO Gennaro (detto ‘o brigante), nato a San Giorgio a Cremano l’11/02/1990. CARCERE

CARDAROPOLI Ciro (detto ‘o lattaro), nato a Napoli il 28/01/1962. CARCERE

GEMEI Antonio (detto ‘o gemell), nato a Napoli il 16/04/1964. CARCERE

CAMPANO Romolo, nato a Napoli il 28/12/1967. ARRESTI DOMICILIARI

MORRA Luisa, nata a Napoli il 30/12/1973. ARRESTI DOMICILIARI

BRUNO Tommaso, nato a Napoli il 03/05/1999. ARRESTI DOMICILIARI

MARZANO Francesco (detto ‘o russ’ ‘a treglia), nato a Napoli il 19/08/1963. CARCERE

CARELLA Luigi (detto ‘Gigino a gallina), nato a Napoli il 30/07/1972. CARCERE

RUFFO Pasquale (detto ‘Linuccio ‘o stronzetto), nato a Napoli il 03/06/1971. CARCERE

FUSCO Eduardo, nato a Napoli il 09/04/1993. CARCERE