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Mirabella Eclano, scarico illecito nelle fogne: denunciato commerciante 

Mirabella Eclano – Un commerciante di 40 anni, titolare di un’attività nel settore alimentare a Mirabella Eclano, è stato denunciato a piede libero dai Carabinieri del Nucleo Forestale di Mirabella Eclano e dai militari della locale Stazione. L’accusa è di scarico illecito di acque reflue industriali.

L’operazione rientra nell’ambito dei controlli mirati alla prevenzione e repressione dei reati ambientali. Durante l’attività ispettiva, i Carabinieri hanno accertato che l’uomo, la cui società si occupa della lavorazione e commercializzazione di prodotti alimentari, effettuava lo scarico diretto delle acque reflue industriali, derivanti dal ciclo produttivo, nella fognatura pubblica.

Il problema principale risiede nella mancanza della prevista autorizzazione da parte dell’ente competente, un requisito fondamentale per garantire che gli scarichi non compromettano l’ambiente e la salute pubblica. Per il commerciante è scattata la denuncia alla Procura di Avellino, che dovrà ora valutare la posizione dell’indagato.

Omicidio Vassallo, il Riesame annulla le misure cautelari: liberi il colonnello Cagnazzo e l’imprenditore Cipriano

Salerno– Colpo di scena nell’inchiesta sull’omicidio del sindaco-pescatore di Pollica, Angelo Vassallo, ucciso il 5 settembre 2010. Il Tribunale del Riesame di Salerno ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo e dell’imprenditore Giuseppe Cipriano, entrambi tornati in libertà.

Annullata anche la misura per l’ex carabiniere Lazzaro Cioffi, che però resta in carcere per un’altra vicenda giudiziaria.

Il collegio – presieduto da Gaetano Sgroia, con giudici a latere Cristina De Luca ed Enrichetta Cioffi – ha accolto in pieno le indicazioni fornite dalla Cassazione, che aveva già bocciato un precedente provvedimento restrittivo, definendo “inconsistenti” alcuni punti cardine del quadro indiziario.

La Procura di Salerno ipotizzava che Vassallo fosse stato ucciso perché venuto a conoscenza di un traffico di droga ad Acciaroli, sostenendo che Cagnazzo e Cipriano avessero avuto un ruolo nella pianificazione del delitto e che Cioffi avesse effettuato un sopralluogo prima dell’agguato.

Annullata anche la misura per l’ex carabiniere Lazzaro Cioffi, che però resta in carcere per un’altra vicenda giudiziaria.

A Cagnazzo, inoltre, si imputava un presunto tentativo di depistaggio successivo al delitto.

Ma per il Riesame, le tesi accusatorie si basano su dichiarazioni di collaboratori di giustizia prive di riscontri oggettivi. Le motivazioni della Cassazione sono state così nette e dirimenti che il Tribunale del Riesame ha deciso in tempi record: le discussioni si erano tenute appena ieri, e una decisione era attesa per il 26 maggio. Invece, già oggi è arrivata la pronuncia definitiva sul punto.

Il colonnello Fabio Cagnazzo, difeso dall’avvocata Ilaria Criscuolo, lascia dunque il carcere, così come l’imprenditore Giuseppe Cipriano. Un passaggio cruciale in una delle indagini più complesse e controverse degli ultimi anni.

Napoli, medici del 118: “Festeggiate lo scudetto in casa, evitate le strade”

Napoli– Un appello accorato arriva dai medici del 118 di Napoli alla vigilia della partita Napoli-Cagliari, che potrebbe consegnare alla città il tanto atteso scudetto. “Festeggiate a casa, uscite il meno possibile in strada”, è l’invito dell’Associazione Nessuno tocchi Ippocrate (NtI), che lotta contro le aggressioni al personale sanitario.

A preoccupare è il rischio di caos legato ai recenti sciami sismici nei Campi Flegrei, dove si concentrano 70mila persone. “Un’evacuazione di massa sarebbe estremamente complessa e ostacolata dai festeggiamenti”, spiega all’Adnkronos Salute il presidente di NtI, Manuel Ruggiero.

La città si prepara alla partita con un piano traffico straordinario: strade chiuse, divieti di sosta e fermata vicino ai presidi ospedalieri e particolare attenzione alla viabilità. Ma le preoccupazioni non finiscono qui.

“Le orde di persone in scooter senza casco, i traumi e gli incidenti stradali sono un altro rischio”, aggiunge Ruggiero. “Già nell’ordinario facciamo fatica, figuriamoci durante una festa scudetto”. L’appello è chiaro: prudenza e responsabilità per evitare emergenze sanitarie e garantire la sicurezza di tutti.

Napoli si prepara ai festeggiamenti per lo scudetto: Asl attiva piano di emergenza

Napoli – Con il Napoli a un passo dalla conquista del quarto scudetto, che potrebbe arrivare già questa sera al termine dell’ultima giornata di campionato, l’ASL Napoli 1 Centro ha predisposto un piano di emergenza sanitaria per gestire l’ondata di festeggiamenti previsti in città.

Il dispositivo, firmato dal direttore generale Ciro Verdoliva e dal responsabile del 118 Giuseppe Galano, entrerà in vigore a partire dalle 17:00 e prevede un’organizzazione capillare per garantire la sicurezza dei cittadini.

MAXI-SCHERMI E PRONTO SOCCORSO: I PUNTI CHIAVE

Sulla base dell’esperienza del 2023, quando centinaia di migliaia di persone invasero le strade per celebrare il trionfo azzurro, l’ASL ha studiato un piano di 19 pagine che include:
Nove “health point” dislocati in punti nevralgici della città, tra cui Piazza del Plebiscito, Piazza Mercato, Scampia (Piazza Giovanni Paolo II), Piazza del Gesù, Piazza Dante, Piazza Vittoria, Piazza Garibaldi e Piazzale Tecchio (zona Mostra d’Oltremare).
Ogni postazione sarà dotata di:

Due gazebo attrezzati con lettini e presidi medici

Unità di illuminazione e aria condizionata autonoma

Un medico, due infermieri, un OSS e una guardia giurata (alcune con moto per aprire la strada alle ambulanze)

Un’ambulanza con autista e infermiere pronta a intervenire

POTENZIATO IL 118: SQUADRE A PIEDI E MOTO-SOCCORSO

Per gestire eventuali emergenze, il servizio 118 sarà rafforzato con:
Moto-ambulanze equipaggiate con defibrillatori e kit di primo soccorso
Squadre appiedate aggiuntive per interventi rapidi
Numero dedicato per il coordinamento: 081.7338112

PREVISIONI: FOLLA INCREDIBILE, MA NAPOLI È PRONTA

«Ci aspettiamo centinaia di migliaia di persone in strada, come due anni fa», avvertono dall’ASL. L’obiettivo è evitare situazioni critiche e garantire un intervento immediato in caso di malori, traumi o problemi legati al sovraffollamento.

Ora non resta che attendere il verdetto del campo. Se il Napoli conquisterà lo scudetto, la città esploderà di gioia, ma con un sistema sanitario pronto a rispondere a ogni emergenza.

Napoli, scritte vandaliche sulla chiesa a Piazza Bellini: denunciato 49enne di Milano

Napoli– È stato sorpreso con una bomboletta spray in mano mentre imbrattava le pareti esterne della chiesa di San Giovanni Battista delle Monache, a Piazza Bellini, uno dei luoghi più frequentati della movida partenopea.

L’uomo, un 49enne originario di Milano, è stato immediatamente fermato e denunciato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Napoli.

L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio, sotto gli occhi di passanti e turisti. Secondo quanto riferito dai militari intervenuti, l’uomo stava scrivendo con vernice spray su una parete dell’edificio religioso, patrimonio architettonico di grande valore e attualmente in fase di recupero dopo anni di degrado.

All’arrivo della pattuglia, l’uomo non ha opposto resistenza ed è stato identificato e deferito all’autorità giudiziaria con l’accusa di deturpamento e imbrattamento di beni culturali, reato aggravato dalla natura storica del bene danneggiato.

La chiesa di San Giovanni Battista delle Monache, situata nel cuore del centro storico di Napoli, è un edificio di epoca seicentesca, al centro di numerose iniziative di valorizzazione. L’atto vandalico ha subito suscitato indignazione tra residenti e rappresentanti del mondo culturale, che da tempo chiedono maggiore tutela per il patrimonio cittadino, spesso esposto ad atti incivili.

Le autorità locali ribadiscono la necessità di un maggior presidio del territorio, soprattutto nelle aree centrali ad alta frequentazione, dove il confine tra vivacità culturale e degrado urbano resta purtroppo ancora troppo labile.

Al MAV di Ercolano il 28 e 29 maggio due eventi da non perdere

Il MAV – Museo Archeologico Virtuale di Ercolano apre le porte a due giornate speciali all’insegna della grande musica e della tradizione gastronomica mediterranea. Il 28 e 29 maggio, concerti, laboratori e degustazioni animeranno gli spazi del museo, in occasione della riapertura del nuovo Auditorium.

28 maggio: “La Grande Musica del Cinema” inaugura l’Auditorium

Si parte mercoledì 28 maggio alle ore 20.00 con il concerto dell’Orchestra Cinestrings Ensemble, che porterà in scena “La Grande Musica del Cinema”. L’evento segna l’inaugurazione ufficiale del nuovo Auditorium del MAV. Alla serata interverranno con un saluto istituzionale Gaetano Manfredi, Sindaco Metropolitano di Napoli, Ciro Bonajuto, Sindaco di Ercolano, e Alessandro Remondelli, Presidente della Fondazione Cives.

29 maggio: laboratori per bambini e degustazioni d’autore

Giovedì 29 maggio, il programma prosegue al mattino con l’iniziativa “Facciamo merenda al MAV”, parte della rassegna *Mediterranea*. I più piccoli potranno partecipare a laboratori di educazione alimentare, osservando da vicino la trasformazione del latte in prodotti caseari come yogurt, ricotta e formaggi.

Nel pomeriggio, a partire dalle 18.30, spazio al gusto con “Incontri e Degustazioni – Il mondo dei formaggi”. Un appuntamento pensato per scoprire, attraverso l’assaggio e il racconto, uno dei pilastri della dieta mediterranea. Saranno presenti chef, produttori, casari e giornalisti del settore, tra cui lo chef Domenico Candela, i gastronomi Liberato Cuomo e Salvatore De Gennaro, i maestri casari Giuseppe Iaconelli e Giuliano Maturo, e il coltivatore Claudio Papa.

Remondelli: “Restituiamo alla città un luogo di cultura e condivisione”

“Siamo orgogliosi di riaprire il Teatro del MAV grazie al sostegno della Città Metropolitana e del Comune di Ercolano – ha dichiarato Alessandro Remondelli, Presidente della Fondazione Cives –. Questo spazio sarà un punto di riferimento per la cultura del territorio, con centinaia di eventi nei prossimi anni. Con il concerto vogliamo rendere omaggio alla musica che ha segnato la storia del cinema, mentre il giorno successivo sarà una festa per le famiglie e i bambini, per riscoprire il valore delle nostre tradizioni alimentari”.

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria

Entrambi gli eventi sono a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. La prenotazione è obbligatoria scrivendo all’indirizzo email: eventi@museomav.it

 

Studi anti-Hiv con efficacia oltre 95% sfilano a congresso Icar

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Padova. Fioccano nuovi studi sulle terapie anti-Hiv con tassi di soppressione virologica oltre il 95%, quindi molto efficaci. Vengono illustrati al 17esimo Congresso Nazionale Icar (Italian Conference on Aids and Antiviral Research), in corso in questi giorni alla Fiera di Padova, e aprono nuove prospettive attorno ad un concetto di cura sempre più mirata e aggiornata dell’Aids.

Tra le innovative ricerche c’è ‘Essential’ e ne parla Maria Vittoria Cossu, dirigente medico dell’ospedale Luigi Sacco di Essential- spiega a margine dei lavori congressuali Cossu- è uno studio osservazionale e retrospettivo, condotto negli ultimi cinque anni all’ospedale Luigi Sacco, che vuole capire nella pratica clinica se i dati osservati negli studi registrativi rappresentino realmente la popolazione”.

L’obiettivo è indagare quindi se lo studio possa essere usato in maniera sicura ed efficace, nella pratica clinica. Con la ricerca, continua Cossu, sono stati valutati al momento 500 pazienti, su base molto eterogenea e quindi “davvero rappresentativa della popolazione generale in carico ai nostri ambulatori.

I risultano mostrano che la molecola presenta realmente un profilo di efficacia con dati quasi superiori a quelli degli studi registrativi, con un tasso di soppressione virologica pari al 97%. Un tasso molto importante”, quindi. Nel contesto dello studio, evidentemente, sono stati valutati anche il tasso di tollerabilità e di eventuali fallimenti virologici, che si sono mostrati bassi.

“Quindi- rimarca la dirigente del Sacco- si tratta di una molecola efficace, dal punto di vista clinico: in una popolazione eterogenea, può essere utilizzata. Ci dà sicurezza per quei pazienti che, soppressi virologicamente, in alcuni casi devono modificare il proprio regime”, per ragioni di interazioni farmacologiche o di tollerabilità.

Un altro studio, ‘Bicstar’, lo approfondisce Diana Canetti, specialista in malattie infettive dell’unità di Malattie infettive dell’Irccs Ospedale San Raffaele Turro. “Con lo studio Bicstar- evidenzia Canetti- siamo nell’ambito delle persone con infezione da Hiv già in regime di trattamento.

Presentiamo dati italiani a 24 mesi, il culmine a livello nazionale, da quello che chiamiamo arruolamento, ossia l’inizio dello studio. Sono numeri di una corte multinazionale, anche se prendiamo come riferimento quelli delle persone coinvolte in Italia, e comunque ‘real life’, osservazionali, sull’efficacia e la tollerabilità della terapia”.

È un aspetto, quest’ultimo, considerato più che rilevante perché, rispetto agli studi registrativi, consente di integrare conoscenze specifiche con aggiornamenti tratti dalla quotidianità. Sta di fatto che i numeri che emergono “sono in linea a quelli degli studi registrativi e ci parlano- continua la specialista del San Raffaele- di un’efficacia elevata: a seconda delle analisi statistiche, siamo sopra al 90% o persino sopra al 95-97%.

ùSi tratta di dati studiati e analizzati in base all’età, rassicuranti anche sull’efficacia della terapia oltre i 65 anni così come sulla tollerabilità”. Ed emerge anche “un concetto di persistenza di questa terapia: è importante perché ci dice non solo che è efficace e sicura, ma anche che si presta ad accompagnare le persone con infezione da Hiv nel tempo”.

Tutto questo, completa Canetti, diventa quindi “un punto fermo: a fronte di tante incertezze, sapere che ci sono terapie che possono durare nel tempo rappresenta un novità importante”.

Offre un altro significativo contributo al congresso Icar Roberta Gagliardini, dirigente medico l’Istituto nazionale di malattie infettive Lazzaro Spallanzani di A questo congresso abbiamo presentato i dati di Drive-Switch, uno studio retrospettivo, abbastanza lineare, condotto allo Spallanzani e nato dall’idea di esplorare quello che ci sembrava un gap in letteratura: indagare lo switch da regimi contenenti non nucleosidici a Bictegravir/Ftc/Taf, utilizzati in combinazione per il trattamento dell’infezione da Hiv”.

Dunque, puntualizza Gagliardini, “ci sembrava mancassero dati e quindi abbiamo proceduto analizzando 250 pazienti virus soppressi in regimi contenenti” farmaci “non nucleosidici, prevalentemente, che hanno cambiato regime in direzione Bictegravir/Ftc/Taf. Quello che abbiamo potuto osservare è una sostanziale conferma dell’efficacia virologica”, intorno al 95-96% a un anno nei pazienti, con poche interruzioni di trattamento e pochissimi fallimenti virologici.

“È un dato- rimarca la dirigente dello Spallanzani- assolutamente positivo, quindi. È stato uno studio che offre uno spaccato molto ‘real life’, con età mediana a 59 anni e un gruppo di persone infettate anche da epatite B, con una lunga durata di storia di malattia e di esposizione ai farmaci”.

Napoli-Cagliari, stasera chiusa l’uscita Fuorigrotta della Tangenziale 

Napoli – In vista del match Napoli-Cagliari in programma questa sera allo stadio Diego Armando Maradona, la Tangenziale di Napoli comunica la chiusura temporanea dell’uscita Fuorigrotta per chi proviene da Pozzuoli e Capodichino/autostrade.

La misura, come annunciato in una nota ufficiale, sarà in vigore dalle 21:30 di oggi, venerdì 23 maggio, fino alle 2:00 di sabato 24 maggio, e comunque fino al termine delle esigenze operative. Gli automobilisti sono invitati a utilizzare l’uscita Vomero come alternativa.

La chiusura è stata disposta per garantire sicurezza e fluidità del traffico in concomitanza con l’evento sportivo.

Napoli-Cagliari, sfida da… infarto. Il cardiologo: “Chi è a rischio non veda il match o urli sottovoce”

Non sarà una semplice partita di calcio, ma un evento ad alto tasso emotivo che potrebbe costare caro a chi ha un cuore già sotto pressione. La sfida di questa sera tra Napoli e Cagliari, potenzialmente decisiva per il titolo, è stata definita “una partita al cardiopalma” dal professor Giovanni Esposito, cardiologo e direttore della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli, nonché tifoso dichiarato del Napoli.

“Saranno 90 minuti che metteranno a rischio le coronarie di tutti i napoletani, e non solo. Ci sarà fibrillazione, purché non sia quella ventricolare”, ha dichiarato con un misto di ironia e preoccupazione. Ma dietro le battute si cela un allarme reale: l’eccessiva adrenalina da stress può avere effetti devastanti su chi presenta fattori di rischio cardiovascolare.

“Le forti emozioni, come ansia e rabbia durante una partita tesa, comportano un rilascio massiccio di adrenalina”, spiega Esposito. “Nei soggetti sani non ci sono particolari pericoli, ma chi ha placche aterosclerotiche – nelle coronarie o nelle carotidi – può andare incontro a complicazioni gravi come infarto o ictus”.

I soggetti più vulnerabili? Ipertesi, diabetici, fumatori e chiunque conviva con un profilo cardiovascolare a rischio. Per loro, dice il cardiologo, la visione della partita dovrebbe essere quanto meno gestita con consapevolezza: “In teoria sarebbe meglio non guardarla, ma sappiamo tutti che è impossibile. Allora il consiglio è: lasciarsi andare, ma con misura. Chi è sano urli pure, ma chi è a rischio esulti con cautela, magari sottovoce come faceva Fantozzi”. E a chi gli chiede un pronostico o un commento finale, il medico-tifoso si limita a un sorriso e un “Non dico altro, per scaramanzia”.

Da Napoli al mondo: come la Campania sta plasmando il futuro del gaming italiano

La Regione Campania e più precisamente Napoli, sono ormai diventate i riferimenti centrali per l’industria videoludica italiana, grazie al forte interesse verso l’imprenditoria digitale e il mondo del gaming. Non solo emergono così nuove realtà locali che puntano a competere a livello internazionale con i migliori brand, ma sono anche stati presentati progetti e diverse iniziative per puntare sullo sviluppo tecnologico e la formazione di giovani talenti.Da una città come Napoli ci si può aspettare davvero di tutto, vista la sua profonda versatilità, ma oltre ad essere patrimonio culturale e artistico, si appresta a diventare un riferimento centrale per l’innovazione tecnologica. Citiamo per esempio gli incubatori di startup e i programmi di accelerazione che supportano le nuove imprese del settore gaming, così da puntare su risorse economiche, competenze tecniche e manageriali. A livello regionale pensiamo ai progetti di “NaStartUp” e “012 Factory” che sono solo due prove della virata verso una comunità solida e interconnessa rispetto al mondo dei creativi digital. Ma è impossibile non menzionare poi la crescita di eventi locali dedicati all’innovazione, come per esempio:

  • Game jam: consiste in un evento con i partecipanti che cercano di creare un videogioco da zero;
  • Hackathon: appuntamento di gruppo dove i partecipanti sono divisi in team e si sfidano a risolvere un problema o progettare qualcosa in un breve periodo di tempo.

Napoli e la Campania: la prossima frontiera per lo sviluppo videoludico italiano

Come abbiamo accennato, in regione si lavora per attirare da tempo giovani sviluppatori e investitori, partendo da un mix perfetto di creatività dell’utente e supporto governativo. Ed è qui che gli eventi come game jam ed hackathon, o addirittura i workshop di programmazione, si posizionano per dare un forte contributo alla formazione di una nuova generazione di sviluppatori di talento.Questo nuovo vento non solo ha contribuito a rafforzare l’interesse per il gaming e la tecnologia, ma permette anche di spostare l’attenzione verso il Sud Italia e le sue risorse. Ed è per questo motivo che le istituzioni locali hanno iniziato a fare team con il settore privato per iniziare a investire su programmi di formazione e infrastrutture per il territorio. In tal modo si andrà a stimolare l’occupazione nel settore tecnologico e videoludico in modo deciso e funzionale.

Uno sguardo al panorama campano dello sviluppo di videogiochi

Dopo aver fatto questa doverosa premessa, possiamo passare all’aspetto pratico. Perché tutte le iniziative organizzate sul territorio campano permettono di far incontrare giovani sviluppatori per confrontarsi con professionisti del settore, testare le proprie abilità e creare prototipi migliorando le proprie competenze. Un vera forza per il mercato nazionale, e soprattutto globale. Ma vediamo quali sono ad oggi le soluzioni più interessanti!

Centri di formazione e istruzione

Tutto ha inizio dalla fase formativa di ogni persona, e la regione ha implementato la propria offerta sul campo dell’istruzione con nuovi corsi di formazione digitale. All’interno dell’Università Federico II di Napoli ora si possono trovare corsi in Informatica e Ingegneria del Software, ma non è tutto. Citiamo anche la presenza della Scuola Italiana di Comix, che è specializzata nell’animazione e nel design, oltre però alla Apple Developer Academy, che è una vera eccellenza di peso mondiale per app e software. Partire da qui è importante per offrire ai consumatori una realtà educative che è mirata ad ottenere le nuove leve del gaming italiano, con attenzione particolare particolare su abilità, competenze e creatività. Inoltre è possibile anche partecipare a corsi specializzati e workshop dedicati alla programmazione di videogiochi, che spaziano dal design alla grafica 3D e si rivolgono a studenti e professionisti del settore. Entrambi infatti potranno apprendere o migliorare le competenze necessarie per accedere al mercato globale.

Sviluppatori indipendenti e startup

Il secondo passaggio, che ovviamente segue i percorsi accademici, è legato alle realtà presenti sul territorio campano, dove si assiste alla nascita di numerose startup e sviluppatori indipendenti nel panorama videoludico italiano. Tali studi indipendenti sono ideali per offrire ai più giovani un modello semplice ma efficaci per gli sviluppatori del Sud Italia, diffondendo certe figura professionali in ogni parte d’ItaliaOvviamente la sfida principale per il territorio è quella di riuscire a ottenere dei finanziamenti e conquistare soprattutto la giusta visibilità nel mercato internazionale. Ma attualmente ci sono diverse iniziative locali attive, oltre ovviamente a quelle nazionali per cercare di colmare questo gap. E si proverà a offrire un buon supporto economico e diverse opportunità di networking per formare un ecosistema dove i talenti locali potranno non solo crescere, ma anche affermarsi.

Dall’Italia al mondo: quando i giochi italiani diventano globali

A testimoniare la forte crescita delle produzioni videoludiche italiane, è bene fare riferimento a diversi titoli che ormai hanno superato i limiti nazionali diventando un vero successo globale. Pensiamo per esempio a:  

  • Assetto Corsa di Kunos Simulazioni;
  • Remothered di Darril Arts/Stormind Games;
  • N.E.R.O. di Storm in a Teacup; 
  • MotoGP di Milestone.

Questi sono solo alcuni esempi di come il talento italiano possa emergere nel panorama globale, a prescindere dalla regione di riferimento. Siamo di fronte a titoli che propongono una buona qualità grafica e un gameplay immersivo, degno dell’altissimo livello dell’industria italiana del gaming, pronta a competere senza paura con i colossi internazionali.Non dimentichiamo che questi successi sono un’ispirazione per i giovani sviluppatori campani che mirano a raggiungere una distribuzione globale, capace di far conoscere al mondo la creatività e innovazione tipiche dell’Italia.

Non solo intrattenimento: comprendere slot, RTP e il business del gaming in Italia

Da diverso tempo all’interno dell’industria del gaming in Italia non troviamo più solo i videogiochi tradizionali, ma vi è un’apertura importante verso il settore delle slot machine proposte sia come device fisici che online. Le slot sono ad oggi l’attrazione preferita di milioni di italiani, che si mettono alla ricerca di tematiche specifiche e della lista di slot ad alto RTP (Return to Player), ovvero quel valore percentuale che ci indica quanto denaro viene restituito dalla slot al giocatore come vincita nel lungo periodo. Oggi il mondo delle slot è l’ambiente perfetto per sviluppatori e creativi, poiché possono mettere in pratica le proprie abilità e competenze adottando un approccio più narrativo, basato su meccaniche innovative che sono ideali per arricchire l’esperienza di gioco. Ed è così che spuntano nuove opportunità per i creatori di contenuti digitali.

Cosa può imparare la Campania dalle storie di successo italiane

A questo punto la domanda sorge spontanea: viste le già citate storie di successo, che tipo di insegnamento possono apprendere le realtà campane? Sicuramente che per ottenere ottimi risultati nel settore videoludico è importante partire da un buon storytelling, visual design e un’identità culturale decisa. In questo modo è possibile prendere ispirazione dalle realtà affermate per sfruttare un’opportunità di collaborazione che si basi soprattutto sulle competenze pratiche.

La strada da percorrere: la Campania può diventare un polo nazionale del gaming?

I progetti e le buone intenzioni ci sono eccome, soprattutto se ci si potrà affidare a validi supporti. Pensiamo per esempio a investimenti mirati, incubatori tecnologici e una maggiore visibilità partendo dalla città di Napoli, fino ad espandersi su scala regionale. In questo modo la Campania avrà sicuramente tutte le carte in regola per diventare un hub nazionale del gaming. L’ambiente e l’ecosistema digitale che si sta man mano formando, potrebbero spingere la regione a investire attivamente verso un futuro fatto di innovazione e successo per l’industria videoludica, basata sulla creatività e l’energia dei giovani sviluppatori del territorio.

 

Campi Flegrei, nuova scossa di terremoto avvertita dalla popolazione: epicentro tra Monterusciello e Lucrino

Napoli – Una nuova scossa di terremoto è stata registrata oggi, 23 maggio 2025, nell’area dei Campi Flegrei. Il sisma si è verificato alle 12:48 ed è stato chiaramente avvertito dalla popolazione in diverse zone del territorio flegreo, tra cui Monterusciello, Lucrino, Quarto e Arco Felice.

Secondo le prime rilevazioni, la magnitudo del terremoto è risultata inferiore rispetto ai recenti eventi sismici che hanno interessato l’area nelle ultime settimane. Numerose le segnalazioni giunte sui social da parte dei residenti, che hanno raccontato di aver percepito il movimento tellurico in modo nitido, seppur di breve durata.

In attesa della conferma ufficiale da parte dell’Osservatorio Vesuviano e dell’INGV, non si segnalano danni a cose o persone. Il sisma si inserisce nel contesto del bradisismo flegreo, fenomeno in continua evoluzione e oggetto di costante monitoraggio da parte delle autorità competenti.

Napoli-Cagliari, il Cardarelli si prepara: pronto soccorso potenziato e facciata azzurra

Anche il Cardarelli si mette in assetto Scudetto. In vista della sfida decisiva tra Napoli e Cagliari in programma domani sera al Maradona, l’ospedale simbolo della sanità partenopea ha annunciato un potenziamento straordinario del pronto soccorso, della medicina d’urgenza e dell’Osservazione breve intensiva.

In campo non ci saranno solo i calciatori: per affrontare la possibile ondata di emergenze e l’impatto sulla viabilità, il personale infermieristico sarà rafforzato e tutti i reparti concluderanno il turno pomeridiano alle 19 anziché alle 20, in coordinamento con il piano traffico predisposto dal Comune. Alla vigilia di una notte storica, non è solo questione di cure.

Per garantire ordine e sicurezza all’interno del pronto soccorso, la Polizia di Stato ha predisposto un presidio fisso nel reparto, affiancato da una ronda interna dell’ospedale, attivata per monitorare eventuali criticità. Ma il Cardarelli non sarà solo un luogo di emergenza: diventerà anche simbolo di appartenenza e passione. Dalle 20:30, infatti, la facciata del Padiglione monumentale sarà illuminata di azzurro, in segno di sostegno al Napoli e ai suoi tifosi.

Allergie alimentari in aumento, scuole in prima linea: +120% nei bimbi sotto i 4 anni

Marano di Napoli, 23 maggio 2025 – L’aumento vertiginoso delle allergie alimentari tra i più piccoli non è più solo un dato clinico, ma un’emergenza educativa e sanitaria. L’allarme è stato lanciato durante l’evento “L’Allergia Alimentare a Scuola”, che si è svolto presso l’Auditorium Socrate del Comune di Marano, promosso dall’Associazione Italiana Bambini Allergici (AIBA) e dal Centro di Allergologia Pediatrica dell’Università Federico II di Napoli, con il supporto della Scuola di Medicina e Chirurgia della Federico II e la collaborazione degli Ordini dei Medici e dei Farmacisti della provincia di Napoli e della Regione Campania.

L’incontro ha messo al centro la gestione del bambino allergico nell’ambiente scolastico, sottolineando quanto sia cruciale la formazione degli insegnanti e l’adozione di protocolli condivisi tra scuola, famiglia e operatori sanitari. A fotografare con precisione l’emergenza è stato il professor Roberto Berni Canani, direttore del Centro di Allergologia Pediatrica della Federico II: “Nella sola Campania, in dieci anni, le allergie alimentari nei bambini sotto i quattro anni sono aumentate del 120%, mentre nelle altre fasce d’età la crescita è stata del 34%. A livello nazionale, oltre 92.000 bambini convivono oggi con un’allergia alimentare”.

A rendere ancora più urgente un cambio di passo sono i dati del Ministero della Salute: negli ultimi anni, gli accessi ospedalieri per anafilassi da cibo nei bambini sono aumentati del 400%. Fino al 18% delle reazioni avviene a scuola, spesso per esposizioni accidentali e, cosa ancora più grave, nel 25% dei casi il bambino non aveva ricevuto una diagnosi preventiva.

Da qui la proposta di un modello concreto e operativo: formazione specifica per il personale scolastico, armadietti salvavita in ogni scuola con farmaci e istruzioni d’uso forniti dall’Ordine dei Farmacisti, e un contatto costante tra docenti, famiglie e professionisti della Federico II. L’obiettivo è chiaro: rendere la scuola un presidio di prevenzione, non un luogo di rischio.

Quella di Marano è stata solo la prima tappa di un percorso regionale che, nelle intenzioni di AIBA e del team guidato da Berni Canani, dovrà diventare un modello nazionale. “Vogliamo portare questo approccio in tutte le scuole della Campania e, presto, in tutta Italia – ha dichiarato il professore – per garantire sicurezza, dignità e pieno diritto allo studio ai bambini allergici”.

AIBA e il Centro di Allergologia Pediatrica della Federico II hanno ringraziato le istituzioni che hanno reso possibile l’iniziativa, dal Presidente della Scuola di Medicina Giovanni Esposito al sindaco di Marano Matteo Morra, fino all’assessore alla Pubblica Istruzione Carmela Bocchetti e al consigliere regionale Pasquale Di Fenza. Un lavoro di squadra per rispondere a un’urgenza che non può più aspettare.

Avanti screening epatite C “Per eradicare infezione”, focus a Icar

Padova. Lo screening dell’epatite C rappresenta “un lavoro importante: si è presa coscienza dell’opportunità concreta di stroncare l’infezione in Italia. Seppur con alcuni difetti, peraltro già noti, lo screening ha comunque l’obiettivo di arrivare all’eradicazione. Si sono scelte popolazioni target a rischio, come gli utilizzatori di sostanze o la popolazione carceraria, ed è stato fatto qualcosa che prima in Italia non era mai stato fatto. E i numeri di riferimento per lo screening sono molto ampi, nonostante si possa fare sempre di più”.

Lo puntualizza Miriam Lichtner, professoressa ordinaria di Malattie infettive alla Sapienza e primario del reparto omonimo all’ospedale Sant’Andrea di Roma, a margine dei lavori del 17esimo Congresso Nazionale ICAR (Italian Conference on Aids and Antiviral Research), in corso in questi giorni alla Fiera di Padova.

Nell’ambito dello screening, continua quindi Lichtner, “sono state trattate anche tante persone che non sapevano di avere l’infezione, la quale all’inizio, per tanti anni, si presenta in forma asintomatica. Per questo è molto importante fare informazione”.

A fianco del percorso di screening si inserisce il piano parallelo Fast-Track Cities, “più a livello di associazionismo, che — spiega la specialista in malattie infettive — mette insieme una bella rete dedicata ai migranti, in particolare, e alle popolazioni un po’ ai margini. Si tratta sempre di un quadro delicato, pur sapendo bene che le malattie infettive non derivano certo dai migranti, ad esempio”.

Ci sono Paesi che hanno endemie più alte, quindi serve in questo senso dare supporto nell’accesso alle cure, e proprio “per l’epatite C questo è stringente, visto che abbiamo una cura, molto concentrata nel tempo, che in pochi mesi arriva appunto ad eradicare completamente l’infezione, come mostrano anche le nostre esperienze a tema” nell’area di Latina, in particolare.

Condivide Annamaria Cattelan, professoressa dell’Università di Padova e direttrice della struttura complessa di Malattie infettive all’Azienda ospedaliera padovana, che “lo screening per l’epatite C è di estrema rilevanza, lo stiamo già facendo da alcuni anni a livello nazionale e anche qui in Regione Veneto”, dove tiene banco una campagna di sensibilizzazione ancora in corso.

Cerca di andare a scovare infezioni sommerse soprattutto in alcune fasce di popolazione, “come — riprende la professoressa — quella che ha fatto uso o fa uso di sostanze, quella che si trova in carcere o quella migrante, in condizioni particolari da un punto di vista sociale. Stiamo lavorando bene e riscontrando nuovi casi, che vengono presi subito in carico. È questo infatti un aspetto determinante: fare il test ha un grande valore, poi però deve seguire, nel caso, la possibilità di una terapia che permetta la cura e la guarigione dall’epatite C”.

In tutto questo spiccano iniziative di screening regionali o locali, appunto, come quella intitolata “Test in the City”, che tiene banco: “abbiamo la possibilità di portare avanti test gratuiti e anonimi per le infezioni sessualmente trasmesse”, a partire da epatite, Hiv e sifilide.

Conferma sul percorso Fast-Track City — e non solo — Paolo Meli, pedagogista della cooperativa Don Giuseppe Monticelli e coordinatore di Bergamo Fast-Track: “emerge un sold out o quasi dell’opportunità di screening, quindi diventa un problema quasi più di offerta che di accesso al servizio”.

L’analisi preliminare riguarda oggi fino a 2.000 persone testate nelle città coinvolte e, in attesa di ulteriori dati, parla di un’incidenza significativa. Si sfiora un 3% raggruppando epatite B, epatite C e Hiv, con un accento sulle persone che usano sostanze”, tornando in quest’ultimo caso ad aspetti storici che sembravano ormai appartenere al passato.

Il ritorno della foca monaca nel Golfo di Napoli: avvistamenti da Massa Lubrense a Ischia

Ha il passo silenzioso e antico di un ritorno leggendario, la foca monaca che da qualche settimana sta risalendo il Golfo di Napoli come un fantasma del Mediterraneo. Avvistata per la prima volta il 25 aprile nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, poi ancora a Capri il 1° e il 10 maggio e infine nel Regno di Nettuno, a Ischia, il 12 maggio, la foca è stata immortalata anche in un video mentre caccia una murena nelle acque ischitane: un momento potente, che ha commosso scienziati e cittadini.

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e le due aree marine protette del Golfo di Napoli sono già al lavoro. Insieme, partecipano al progetto europeo Life Sea Net, coordinato da Legambiente, per la salvaguardia dei siti Natura2000: una rete di aree protette che ora torna a ospitare uno dei mammiferi marini più rari del pianeta.

I campioni di DNA ambientale sono già stati prelevati nei punti degli avvistamenti e l’appello delle istituzioni è chiaro: segnalate, ma non disturbate. Nessun inseguimento, niente avvicinamenti sotto i 50 metri, silenzio e rispetto per l’animale. Una presenza solitaria, quasi certamente sempre lo stesso esemplare, che si muove tra le coste della penisola sorrentina e le isole del golfo, offrendo alla ricerca un’occasione rara e preziosa.

Foca monaca, un secolo fa l’estinzione sembrava certa

Un secolo fa la sua estinzione sembrava certa. Ne scriveva Norman Douglas nel 1911, nella sua “Siren Land”, profetizzando la fine del “bove marino, mostro buono”. A Capri, l’anno dopo, una foca fu fotografata e uccisa sulla spiaggia, considerata l’ultima. Gli avvistamenti si diradarono fino a scomparire del tutto nel secondo dopoguerra, resistendo solo nella memoria orale dei pescatori più anziani. Fino al 2023, quando un primo video girato tra Capri e Punta Campanella ha riacceso la speranza.

Oggi quella speranza ha un volto reale, e chiede protezione. ISPRA, Punta Campanella e Regno di Nettuno si rivolgono a tutti — pescatori, sub, diportisti, residenti — per una vigilanza discreta, una cittadinanza attiva che scelga di stare dalla parte della natura. Anche tramite app, come quella del progetto Life Sea Net, si può contribuire a monitorare i movimenti della foca e offrire ai ricercatori dati cruciali per la sua tutela.

Una popolazione di meno di mille esemplari nel mondo, sterminata nei secoli scorsi dall’uomo e tornata oggi a nuotare, libera, nel cuore di un Mediterraneo ferito ma non ancora arreso. Se il mare l’ha accolta di nuovo, è nostro compito fare in modo che non se ne vada. Ancora una volta.

Fisciano, donna trovata morta nella vasca da bagno: disposta l’autopsia

Tragedia a Fisciano, in provincia di Salerno, dove una donna di 55 anni è stata trovata senza vita all’interno della vasca da bagno della propria abitazione.

A lanciare l’allarme sono stati alcuni colleghi, preoccupati per la sua assenza ingiustificata sul posto di lavoro, un negozio a Mercato San Severino, dove era solita recarsi ogni giorno.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino insieme ai sanitari del 118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Le indagini sono in corso: al momento l’ipotesi più accreditata è quella di un gesto volontario, ma gli inquirenti non escludono altre piste.

La Procura ha disposto l’autopsia sul corpo della donna per chiarire le cause esatte della morte. Gli esiti dell’esame autoptico saranno determinanti per fare luce sull’accaduto.

Gino Fastidio, fuori da oggi E’ Gas: il primo estratto dall’imminente album di debutto del comico punk

Dallo schermo televisivo di fortunate trasmissioni comiche nazionali (Made in Sud e Colorado) alle note synth-punk e testi surreali ma riflessivi: Gino Fastidio iconico personaggio della comicità nazionale torna alla sua prima passione e annuncia il primo album ufficiale in arrivo a giugno sotto etichetta Full Heads, con il contributo di Nuovo IMAIE e prodotto dalla Graf srl.

Ad anticipare il disco è il singolo “È gas” disponibile su tutte le piattaforme digitali da oggi 23 maggio.

Il brano

Un inno dissacrante e irriverente che trasforma il tema della legalizzazione delle droghe leggere in una “canzone-tutorial” tra satira provocazione e una spinta alla normalizzazione del dibattito.

Con il suo stile trock – un mix esplosivo di punk rock e cabaret – Gino Fastidio firma un pezzo che non glorifica né condanna ma sdrammatizza l’argomento con autoironia. Il testo è una guida surreale all’uso consapevole una presa in giro dell’ipocrisia sociale e dei pregiudizi che ancora circondano certe sostanze.

“È gas” è un omaggio ai Trockati la tribù di fedelissimi che seguono il Trocker di Secondigliano nella sua crociata goliardica contro il conformismo. E mentre le battute scivolano tra le rime la canzone diventa un’invocazione alla liberalizzazione della cannabis.

In un retroscena inedito Gino Fastidio svela: “La musica è stata la mia prima ossessione, prima ancora della comicità”. “Ho iniziato scrivendo canzoni, prima di salire su un palco per far ridere” confessa. “Ma senza quelle note, forse oggi non sarei qui. Questo disco è un debito che volevo saldare da anni.”

Gino Fastidio: da trio punk demenziale a cantautore comico

Nato nel marzo 2005 come progetto discopunk demenziale, Gino Fastidio esordisce come trio con un sound travolgente e testi satirici, capaci di far ridere ma anche riflettere, grazie a quella che potremmo definire “una saggia stupidità a ritmo punk”. Tra il 2005 e il 2009, il gruppo pubblica tre autoproduzioni che ne cementano la reputazione underground: “L’era dello sporco digitale” (2005), “Odio l’era moderna” (2006) e “Io rifletto” (2009). Dischi grezzi, irriverenti, che conquistano un pubblico sempre più ampio, trasformando i Gino Fastidio in un fenomeno cult.

Dopo anni di live travolgenti e una gavetta fatta di palchi improvvisati, però, Gino, il frontman, decide di cambiare rotta. Si avvicina al cabaret, frequentando laboratori teatrali, e nel 2009 inizia una nuova avventura da solista. Armato della sua chitarra rosatronica e dalla tastiera robotronica, diventa un cantautore comico, un ibrido tra musicista e comico che presto si rivelerà un’intuizione geniale. La svolta è un successo: approda in televisione, conquistando programmi come Made in Sud, Colorado, Stasera tutto è possibile e Mad in Italy.

La sua comicità acida e musicale lo rende un personaggio unico, capace di passare da una battuta fulminante a una canzone dissacrante in un batter d’occhio. Oggi, Gino Fastidio è molto più di un comico o un musicista: è un ribelle con la chitarra, un artista che ha fatto della satira la sua arma migliore. E la strada, sembra dire, è ancora lunga.

Autismo, Il libro di Dario verrà presentato alla libreria Raffaello

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“Il libro di Dario. Il dialogo di un autistico con il mondo”, il primo libro di Dario d’Albora verrà presentato martedì 27 maggio alle ore 18 presso la libreria Raffaello, via M.Kerbaker 35, Napoli.

Sarà presente l’autore, la mamma Piera Costa, Giulia Giannini della Giannini Editore e Tiuna Notarbartolo direttrice del Premio Elsa Morante. Il libro di Dario è un vero e proprio diario di un autistico che sorprendentemente rivela un mondo interiore che non si immagina esista. Da questo diario, all’avanguardia, rivoluzionario, illuminante, si comprende come gli autistici siano palazzi senza finestre all’interno dei quali c’è una vita piena di energia, di senso e di attività.

L’autismo

La sindrome autistica oggi colpisce sempre più bambini, che vi rientrano a vari gradi. Non se ne conoscono ancora le ragioni o le cause, né cosa avviene nel segreto del loro mondo così apparentemente lontano dal circostante. Autismus, deriva del greco αὐτός «stesso», perché coloro che ne sono interessanti, restano in un mondo tutto loro, con poche possibilità di uscirne, di relazionarsi con l’esterno. Resta l’esigenza di raggiungerli in questo margine, cercando il modo di non lasciarli soli, né prima, né durante, né dopo. L’editore ha scelto di pubblicare il libro e di non intervenire sulla scrittura di Dario, lasciandola così com’è, sincopata, con poca o nessuna punteggiatura, fatta di una grammatica semplice e personale, ma capace di restituirci i pensieri nella loro assoluta sincerità e di rivelarci un mondo profondo e oggi insospettabile. Il nostro intervento si è limitato ad asciugare qualche ridondanza e a ordinare per temi il flusso narrativo di Dario d’Albora.

Dario d’Albora

E’ nato nel 1971 a Napoli dove vive. Da autistico, vuole trasmettere il messaggio delle possibilità espressive e comunicative che emergono anche con una condizione neurocognitiva con difficoltà nella comunicazione verbale, nonostante atteggia-menti molto finalizzati e alcuni comportamenti ripetitivi. Dopo aver conseguito una laurea in psicologia cognitiva, ha voluto scrivere per indagare a fondo le identità delle persone che, come lui, sono affette da autismo e la sua visione della condizione. Fa sport, prende parte attivamente alle attività di un centro per ragazzi con disabilità. Ama guardare film e per questo va spesso al cinema con la madre, sua mentore. Gli piace parlare, ma sa anche apprezzare i silenzi, dove si immerge profonda-mente con tutto il proprio essere. È convinto che il mondo è pieno di una luminosa bellezza che lo ha aiutato a capire cosa sia la vita.

Teatro Augusteo: in scena 4 spettacoli degli Allievi dell’Accademia Augusteo

L’Accademia della Commedia Musicale del Teatro Augusteo, erede della grande tradizione italiana, si rinnova attraverso il talento delle nuove generazioni. Frutto di un percorso formativo completo tra recitazione, danza e canto, gli allievi si esibiranno in quattro spettacoli a ingresso gratuito, portando sul palco l’energia e la passione maturate nei corsi e workshop svolti al Teatro Augusteo, al Politeama e al Teatro Pierrot di Ponticelli.

“Alice”: Un Viaggio nel Paese delle Meraviglie

Teatro Augusteo, Napoli
Lunedì 26 maggio, ore 19.00

La magia di Alice prende vita sul palco, trascinando il pubblico in un mondo fantastico popolato da personaggi iconici: dallo Stregatto al Cappellaio Matto, dal Bruco al Re e alla Regina di Cuori. Il Bianconiglio diventa guida in un’avventura ricca di musiche, colori e sorprese.
Regia: Serena Stella – Musiche: Manú Squillante – Coreografie: Annarita Villacaro

“Muoviti così”: La Rivincita di Tracy

Teatro Augusteo, Napoli
Martedì 27 maggio, ore 19.30

Una storia di determinazione e coraggio ambientata nell’America degli anni ’60: Muoviti così racconta il sogno di Tracy, una giovane ballerina fuori dagli schemi che sfida i pregiudizi e cambia le regole dello showbiz. Un musical allegro e profondo, tra balli e risate.
Regia: Serena Stella – Musiche: Manú Squillante – Coreografie: Annarita Villacaro

“Odissea” ed “Eneide”: I Classici in Chiave Comica

Teatro Augusteo, Napoli
Mercoledì 28 maggio, ore 21.00

Un viaggio nei classici della letteratura trasformati in commedia musicale. Ciro Villano firma testo e regia di uno spettacolo irriverente, tra parodia, storia e improvvisazione. Gli allievi sperimentano tecniche teatrali professionali con una messa in scena dinamica e originale.
Regia e Testo: Ciro Villano – Musiche: Carlo Morelli e Luigi Nappi – Coreografie: Fortuna Capasso e Maria Avolio – Recitazione: Ciro Villano e Carlo Caracciolo

“Il Mago di Oz”: Emozioni in Musica

Teatro Pierrot, Ponticelli
Giovedì 29 maggio, ore 19.00

Dorothy e i suoi amici – lo Spaventapasseri, l’Uomo di Latta e il Leone – tornano sul palco in una commedia musicale che incanta grandi e piccini. Il Mago di Oz emoziona con una messa in scena ricca di colore e poesia, dove il viaggio si fa metafora di crescita e coraggio.
Regia: Serena Stella – Recitazione: Manuel Stabile – Musiche: Alessio Mancuso – Coreografie: Annarita Villacaro

Giovani Talenti in Crescita

L’Anno Accademico 2024/2025 vede protagonisti decine di allievi, pronti a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo. Tra loro: Jasmine Calafiore, Ciro Cristiano, Roberta Esposito, Emanuele Izzo, Francesca Russo, Salvatore Sorrentino, Ginevra Arpaia, Gaia Romano, Antonino Zarrella, Andrea Capasso, solo per citarne alcuni. Una nuova generazione di artisti si prepara a conquistare il pubblico.

Caggiano, prima edizione del Rarrǝca Book Festival

Nel cuore della provincia di Salerno, il piccolo borgo di Caggiano si prepara ad accogliere la prima edizione del Rarrǝca Caggiano Book Festival, un ambizioso progetto che lo trasforma in un vivace punto d’incontro culturale, connettendo persone e idee e dando nuova linfa alla comunità e al territorio.

Un’iniziativa che si distingue nel panorama culturale per più di una ragione. Non solo si inserisce in modo audace in un ambito solitamente riservato a realtà territoriali più ampie, ma rappresenta anche un ponte tra due mondi. Da un lato Caggiano, con le sue radici profonde e la sua identità locale; dall’altro Napoli, città di fermento culturale e tradizione letteraria.

Il Rarrǝca Caggiano Book Festival nasce infatti dalla visione e dalla collaborazione di Simona Cafaro e Francesco Castellucci, attivi sul territorio con iniziative culturali, e di Giancarlo Piacci e Marco Raio, scrittori e referenti della  libreria Ubik di via Benedetto Croce a Napoli. Unendo competenze e passione, hanno dato vita ad un evento che supera la semplice rassegna letteraria. Dalla fusione delle loro energie nasce una manifestazione che pone Caggiano al centro di un progetto culturale capace di creare connessioni e trasformazione.

Come sottolineano gli organizzatori, il Rarrǝca Festival è un punto di arrivo e partenza per coloro che vivono la letteratura in forma diversa:

“Il Rarrǝca Festival è una sorta di approdo. Le avventure, con i libri, nascono quando meno te lo aspetti, e questa volta hanno travolto la vita di un arcipelago di persone che con i libri hanno rapporti diversificati e plurimi. […] Parliamo di incontri, questa è la dimensione più propria delle relazioni che si sono create prima del festival…”

Passiamo dunque alle date e agli appuntamenti che daranno forma al festival, a partire dall’imminente anteprima del 31 maggio. Ad inaugurare questa prima edizione sarà Luca Persico, in arte ‘O Zulù, frontman dei 99 Posse, band storica della scena musicale napoletana nata nel 1991. Persico presenterà la sua “autobiografia mai autorizzata”, Vocazione Rivoluzionaria, e subito dopo porterà in scena Vio-lenti, uno spettacolo in cui tradurrà i suoi testi in musica e parole, accompagnato dal violino di Caterina Bianco.

Il nucleo vivo del festival, quello in cui sprigionerà tutta la sua energia trasformativa, prenderà vita il 5 e 6 luglio. Saranno due giornate di incontri e dialoghi, in cui autori con un approccio critico e non omologato alla vita, esploreranno temi fondamentali come resistenza, ecologia, agnizione, evoluzione e cambiamento. Un appuntamento che celebra la cultura come forza di integrazione e trasformazione, capace di dare vita ad un incontro fecondo tra orizzonti, interpretazioni e riflessioni degli autori ed artisti presenti.

Anche i più giovani avranno un ruolo centrale nel Rarrǝca Caggiano Book Festival: laboratori, presentazioni di libri e mostre saranno loro dedicati per stimolare una crescita culturale consapevole e appassionata. Francesco Castellucci ci ha anticipato alcuni appuntamenti di grande interesse:

Sabatino, un’artista che si esprime sul territorio, terrà un laboratorio per ragazzi,

ai quali sono dedicati lo spettacolo della Compagnia del Mantello e alcune

presentazioni librarie. In ambito teatrale il laboratorio della Compagnia  La Vallée DeL’Egrenne proporrà un esperimento di improvvisazione su alcuni testi di bell hooks, non ancora tradotti in italiano. Ci sarà poi la mostra a cura della Narhval Editrice di tavole e disegni di Jole Tognelli, anche questa inedita. Inoltre la mostra della Bonelli Editore su Dylan Dog…”

Il festival guarda al futuro di Caggiano e alla sua evoluzione. In quest’ottica gli organizzatori hanno indetto un’assemblea pubblica in cui sono stati raccolti pareri, opinioni e suggerimenti dei cittadini, di associazioni e partner. È infatti fondamentale poter contare sul coinvolgimento e l’entusiasmo di chi quotidianamente vive la comunità.

Il Rarrǝca Caggiano Book Festival con il suo programma ricco di appuntamenti e la particolare attenzione ai giovani, si preannuncia dunque come un’esperienza di grande impatto, capace di mescolare tradizione ed innovazione. È l’occasione per riaffermare una cultura che, valicando i confini geografici, si fa strumento di trasformazione sociale. Ad esprimere questa visione sono proprio le parole di Francesco Castellucci, uno degli organizzatori:” Rarrǝca, rarr-ca, radice… Nel suo significato letterale e in quello assunto in linguistica. Radice quindi come origine che si esplica ed alimenta in maniera per nulla isolata, che si esprime alimentandosi in comunicazione e interazione con l’ambiente circostante, con l’ambiente insomma, con gli altri.”

Chi desidera sostenere questa iniziativa e contribuire alla sua crescita può farlo collegandosi al seguente link:https://sostieni.link/37587

Rarrǝca, Caggiano Book Festival

PROGRAMMA RARRƏCA FEST 2025

ANTEPRIMA FESTIVAL

Sabato 31 Maggio 2025

ore 18:00       Anteprima/presentazione del festival a cura del collettivo Rarr ǝ ca;

ore 18:30       Presentazione de ” Vocazione Rivoluzionaria “,  Luca Persico;

ore 21:30       Spettacolo ” Vio-lenti “  Luca Persico e  Caterina Bianco.

ore 23:30 Dj set by  TAHiTA  (tribal indie dance)

IL CUORE DEL FESTIVAL 5/6 LUGLIO 2025

Sabato 5 Luglio 2025

ore 16:00 apertura del festival a cura del collettivo Rarr ǝ ca

ore 16:30        laboratorio di disegno per bambin i  a cura di E. Sabatino; (*)

ore 16:30 laboratorio d’ improvvisazione a cura della Compagnia di teatro la        

Vallée de l’egrenne – essere comunità – bell hooks;

ore 18:30 Narhval  presentazione della mostra  Jole Tognelli;

ore 19:00 Compagnia del Mantello mini-spettacolo Amattori; (*)

ore 19:30 Sabrina Efionayi presenta Padrenostro, Feltrinelli 2024;

ore 20:30 Presentazione  mostra Dylan Dog ( Bonelli Editore);

ore 2 2 : 0 0 Concerto [] / Dj s et.

Domenica 6 Luglio 2025

ore 12:00 Francesco D. Giannino presenta Kunda,  Compagnia del Mantello 2025 (*)

ore 12:30 Manuel Miranda presenta Blancòn,  Scarenz Editore 2025; (*)

ore 16:30 Claudio Metallo presenta  Calypso Hotel, Marotta&Cafiero 2025 ;

ore 18:30 Wu Ming 1 presenta Gli uomini pesce, Einaudi 2024.

(*)  Rarrca Kids  ǝ

info:  rarrfest@gmail.com

sostieni il Rarrǝca:  https://sostieni.link/37587

[https://www.produzionidalbasso.com

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