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Fratello di Angelo Vassallo: “Lo Stato sia presente al processo, serva un segnale forte”

A 15 anni dall’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore di Acciaroli freddato con nove colpi di pistola la sera del 5 settembre 2010, la ferita resta aperta. Il prossimo 16 settembre, al Tribunale di Salerno, è fissata l’udienza preliminare del processo: per Dario Vassallo, fratello della vittima, sarà un passaggio decisivo non solo per la famiglia, ma per l’intero Paese.

Intervenuto ai microfoni di Radioclub91, Vassallo ha denunciato l’atteggiamento di chi, nelle comunità locali, preferisce tacere e voltarsi dall’altra parte: “La gente si accontenta di sopravvivere, finge di non vedere e non sentire, e così si inquinano le indagini”. Un muro di silenzio che, secondo lui, ha contribuito a ritardare la verità su un delitto che ancora oggi scuote la coscienza civile.

Dario non ha dubbi: il processo dovrà segnare una svolta, ma serve una presa di posizione netta delle istituzioni. “Lo Stato deve costituirsi parte civile, perché il 5 settembre del 2010 è morto un uomo dello Stato. Il presidente del Consiglio, il ministero della Difesa, l’Arma dei carabinieri: tutti devono essere presenti, per dare un segnale limpido, senza sbavature. Lo Stato deve riprendersi la sua posizione e tornare a fare lo Stato”.

Un appello che è anche un atto d’accusa verso l’assenza di controlli e la penetrazione della criminalità sul territorio. “Ad Acciaroli attraccano barche di camorristi e nessuno interviene. Angelo lo diceva già nel 2010: questo Paese è finito perché non c’è autorità, non c’è controllo. Aveva ragione allora, e purtroppo ce l’ha ancora oggi”.

Napoli, stop ai bagni tra Nisida e Gaiola: analisi Arpac rilevano acque inquinate

La cartolina più suggestiva del litorale napoletano deve fare i conti con l’inquinamento. Dopo gli ultimi controlli effettuati dall’Arpac, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania, è stata sconsigliata la balneazione nel tratto di mare compreso tra Nisida e la Gaiola.

L’allarme è scattato a seguito dei campionamenti eseguiti lo scorso 3 settembre, che hanno evidenziato valori microbiologici non conformi ai limiti fissati dalla normativa vigente. Di conseguenza, il Comune e l’Arpac hanno invitato cittadini e bagnanti a evitare la zona “in via precauzionale”, in attesa di ulteriori accertamenti.

Un avviso per la salute pubblica

Il divieto temporaneo ha un carattere prudenziale, spiegano dall’Arpac, ed è stato adottato per tutelare la salute dei cittadini, in particolare nel weekend quando le spiagge e le scogliere dell’area diventano meta privilegiata di centinaia di persone. L’avviso resterà in vigore fino ai prossimi campionamenti, che dovranno confermare il ripristino delle condizioni di balneabilità.

Il tratto interessato, che abbraccia due aree di pregio come il Parco Sommerso della Gaiola e l’isolotto di Nisida, è tra i più amati da turisti e napoletani, non solo per i tuffi ma anche per snorkeling e immersioni. Proprio per la sua rilevanza ambientale e paesaggistica, l’inquinamento delle acque ha suscitato forte preoccupazione.

Negli ultimi anni la zona era stata più volte al centro di segnalazioni e monitoraggi, alternando periodi di balneabilità eccellente ad altri di stop precauzionali. Le associazioni ambientaliste sottolineano la necessità di interventi strutturali contro scarichi abusivi e criticità della rete fognaria, problemi storici che continuano a minacciare la qualità del mare napoletano.

Le raccomandazioni

Fino a nuove comunicazioni ufficiali, le autorità raccomandano ai cittadini di attenersi scrupolosamente al divieto ed evitare bagni e attività in mare nel tratto Nisida-Gaiola. Una precauzione che, spiegano gli esperti, potrebbe evitare rischi per la salute legati alla presenza di agenti inquinanti nelle acque.

Stellantis diserta l’incontro in Prefettura: cresce la tensione sul caso Trasnova

La vertenza Trasnova si fa sempre più tesa. Anche al secondo incontro convocato in Prefettura a Napoli, Stellantis ha scelto di non presentarsi, alimentando la rabbia dei sindacati e le preoccupazioni dei lavoratori. A denunciare l’assenza è la Fiom Napoli, che con il segretario generale Mauro Cristiani e il responsabile automotive Mario Di Costanzo ha sottolineato come la scelta del gruppo automobilistico rischi di cancellare posti di lavoro e di aggravare una crisi sociale già profonda.

Il nodo centrale è la decisione di Stellantis di riportare in azienda, a partire da fine anno, le attività oggi svolte dai dipendenti Trasnova, condannando di fatto questi ultimi alla disoccupazione. Una scelta giudicata “incomprensibile” dai sindacati, soprattutto perché quei lavoratori erano stati a suo tempo ceduti da Fiat a società terze con la promessa di garantire continuità occupazionale.

La Fiom ha chiesto che il prossimo incontro del 16 settembre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy veda finalmente la presenza del gruppo automobilistico, considerato parte attiva della vicenda. Ma dietro il caso Trasnova si allarga il giudizio sullo stabilimento di Pomigliano e sull’intero piano industriale. “Non c’è traccia di investimenti sulla mobilità sostenibile – denunciano Cristiani e Di Costanzo – e intanto si moltiplicano cassa integrazione ed esodi volontari. L’unica prospettiva offerta ai dipendenti è la trasferta in Serbia”.

La Fiom chiede un’azione decisa del governo e il coinvolgimento della Regione Campania, per fermare l’emorragia occupazionale e salvaguardare un tessuto produttivo già indebolito. “Stellantis si disimpegna – accusano i sindacati – e senza risposte immediate a pagare saranno ancora una volta i lavoratori e il territorio”.

Nocera Inferiore, stop ai parcheggiatori abusivi: scatta il Dacur per tre nocerini

Linea dura contro i parcheggiatori abusivi a Nocera Inferiore. Dopo le numerose segnalazioni dei cittadini, gli agenti del Commissariato hanno intensificato i controlli nell’area della stazione ferroviaria, da tempo teatro di attività illecite legate alla sosta selvaggia.

Nel corso dei servizi quotidiani sono stati individuati tre uomini, tutti residenti a Nocera, colti sul fatto mentre esercitavano abusivamente l’attività di parcheggiatore. Gli agenti hanno provveduto a multarli e ad allontanarli dall’area, ma il mancato rispetto dei provvedimenti ha portato il Questore di Salerno ad adottare misure più severe.

Su proposta del Commissariato, la Divisione Anticrimine della Questura ha infatti emesso nei loro confronti il Dacur, provvedimento che vieta l’accesso alle zone comprese tra piazza Trieste e Trento, piazzale XVIII Maggio e tutta l’area della stazione ferroviaria. L’inosservanza di tale misura comporterà la segnalazione diretta all’autorità giudiziaria.

Gemelline premature salvate a Castellammare: parto d’emergenza per turista inglese

Un lieto ma delicato evento ha avuto luogo nell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia: due gemelline premature sono nate da una donna inglese di circa 30 anni, in vacanza a Sorrento con il marito per un matrimonio. Le neonate, nate a circa sette mesi di gestazione con pesi rispettivamente di 1.090 e 1.210 grammi, sono venute al mondo dopo la rottura prematura delle membrane, che ha reso la situazione particolarmente critica.

L’équipe di ginecologia e ostetricia, guidata dal dottor Raffaele Correa, con il supporto dei medici della terapia intensiva neonatale diretta dal dottor Roberto Cinalli, ha prontamente deciso di ricorrere al taglio cesareo, adottando tutte le misure possibili per ritardare il parto e favorire la maturazione polmonare delle bambine.

L’intervento si è concluso con successo e, attualmente, mamma e figlie stanno bene. La gestione del caso è stata seguita costantemente anche dall’ambasciata inglese a Roma, in collegamento con la mediatrice culturale fornita dall’Asl Napoli 3 Sud, a garanzia di una comunicazione chiara con i genitori e di un’assistenza completa.

Ischia, all’ospedale Rizzoli salvato un 75enne colpito da ictus

Ischia – Una corsa contro il tempo, vinta. È una storia di eccellenza medica quella che arriva dall’ospedale Rizzoli di Ischia, dove un paziente di 75 anni, colpito da un grave ictus cerebrale, è stato salvato grazie a un intervento rapido ed efficace.

L’uomo, giunto in condizioni critiche con segni di paresi, ha recuperato completamente le sue funzioni motorie, dimostrando la qualità e la tempestività del servizio sanitario isolano.

La corsa contro il tempo: 39 minuti cruciali

Quando il 75enne è arrivato al pronto soccorso, le sue condizioni erano disperate: parte sinistra del corpo paralizzata, difficoltà a parlare e rima labiale deviata, tutti sintomi di un ictus in corso. L’equipe medica sapeva di avere pochissimi minuti per agire. Ogni istante era cruciale per evitare danni permanenti.

La soluzione terapeutica scelta, una trombolisi, cioè lo scioglimento del coagulo che bloccava l’arteria cerebrale, è stata somministrata con un farmaco di ultima generazione, il Metalyse, a soli 39 minuti dall’ingresso del paziente in ospedale. La tempestività del trattamento ha avuto un effetto immediato e spettacolare: l’uomo ha mostrato un recupero rapido e deciso.

Una catena di soccorso vincente

Il successo di questa operazione è il risultato di un’azione coordinata e virtuosa. La catena di soccorso è iniziata con l’infermiere del 118, Matteo Iacono, che ha riconosciuto la gravità della situazione e ha comunicato direttamente con il pronto soccorso.

L’accoglienza all’ospedale Rizzoli è stata immediata, grazie al team del dottor Stefano Parlamento, composto dalla dottoressa Olimpia Iacono e dagli infermieri Leonardo Trani e Luca Perozzi.

Anche il ruolo della radiologia è stato fondamentale: la dottoressa Lucia d’Alessandro ha eseguito rapidamente una TAC per confermare la diagnosi. Infine, un teleconsulto con un neurologo ha permesso di superare i limiti dell’insularità, fornendo un supporto fondamentale al team locale.

Eccellenza insulare grazie al supporto strategico

Questo successo dimostra l’impegno della Direzione Strategica dell’ASL Napoli Nord per dotare le isole di tutti i supporti necessari per le emergenze sanitarie, inclusi i farmaci più recenti.

A tal proposito, il dottor Ciro Di Gennaro, primario di medicina all’ospedale Santa Maria delle Grazie, ha svolto un ruolo chiave per garantire che il nuovo farmaco fosse disponibile anche a Ischia. Questo evento non è solo un caso isolato, ma un esempio di come sia possibile offrire ai cittadini il miglior trattamento possibile, anche in un contesto complesso e delicato come quello di un’isola.

Tram Gragnano-Castellammare: via alla gara europea per un collegamento innovativo

È ufficialmente partita la gara europea per la realizzazione della tramvia che collegherà la vecchia stazione FS di Gragnano con la fermata del Liceo Scientifico di Castellammare di Stabia, con un’ipotesi futura di estensione fino alla stazione centrale di Castellammare e a Torre Annunziata. Il via libera è arrivato dopo l’approvazione positiva del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica e della Conferenza di Servizi conclusasi il 28 marzo 2025, consentendo la pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Le offerte potranno essere presentate fino al 24 ottobre 2025.

La gara, del valore complessivo di 49 milioni di euro, prevede due principali interventi funzionali. Il primo comprende la riconversione in tram del tratto ferroviario tra Gragnano e la fermata Menti, con realizzazione del deposito veicoli a Gragnano, miglioramenti strutturali e restauro dei ponti esistenti, per un importo di 33 milioni già finanziati dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.

Il secondo intervento riguarda la riconversione tra Menti e la fermata Liceo, nuove fermate intermedie, connessione con la stazione Eav “Stabia Scavi” e la realizzazione di una pista ciclopedonale illuminata lungo tutto il tracciato, per un importo di 16 milioni attualmente in attesa di finanziamento. A completamento dell’opera sono previsti ulteriori interventi: 3,5 milioni per il Lotto 1 fino alla stazione centrale di Castellammare, 10,5 milioni per il materiale rotabile e 61,5 milioni per il Lotto 2 fino a Torre Annunziata, con risorse ancora da reperire.

“È un risultato importante, frutto della sinergia tra istituzioni locali e regionali e del lavoro del team tecnico di Eav coordinato dal Rup Mario D’Avino”, ha dichiarato il presidente di Eav, Umberto De Gregorio. “L’obiettivo è aggiudicare la gara entro fine 2025 e completare la tramvia entro il 2027, offrendo un sistema di mobilità innovativo e alternativo alla ferrovia tradizionale”.

Meta, demolito manufatto abusivo in area vincolata

Meta  – Nuovo colpo all’abusivismo edilizio in penisola sorrentina. In esecuzione di un ordine del Tribunale di Torre Annunziata, è stato abbattuto un edificio costruito senza autorizzazioni in via Alberi, nel comune di Meta.

La demolizione rientra nel piano di contrasto al fenomeno dell’edilizia illegale, indicato come una delle priorità della Procura della Repubblica.

Il manufatto

L’immobile, allo stato rustico, era composto da tre livelli:
un piano terra di 55 mq con due locali;
un primo piano di 110 mq suddiviso in quattro vani collegati da un corridoio a “L”;
un terzo piano di 55 mq con terrazzo della stessa superficie.

Privo di intonaco, infissi, pavimenti e impianti, il fabbricato aveva un impatto ambientale significativo e insisteva su un’area sottoposta a diversi vincoli paesaggistici, idrogeologici e urbanistici.

L’area vincolata

La zona in cui era stato eretto l’edificio ricade infatti in un’area dichiarata di notevole interesse pubblico con decreto ministeriale del 1962 e regolata dal Piano Urbanistico Territoriale dell’Area Sorrentino-Amalfitana.

Non solo: il sito è classificato come “Zona R4” (rischio molto elevato) e “Zona P4” (pericolosità molto elevata) per quanto riguarda il rischio frane, secondo il Piano Stralcio dell’Autorità di Bacino della Campania Centrale.

Una sentenza del 2006

La demolizione ha dato esecuzione a una condanna risalente al 2006, rimasta fino ad oggi in sospeso. Stavolta, l’intervento è avvenuto in regime di autodemolizione da parte del proprietario, senza oneri per il Comune o per la Cassa Depositi e Prestiti.

Repressione e prevenzione

La Procura ha sottolineato come l’abbattimento degli immobili abusivi abbia una duplice funzione: repressiva, per il ripristino delle condizioni ambientali compromesse, e preventiva, per il valore dissuasivo nei confronti di ulteriori violazioni.

«L’attività di demolizione è uno strumento insostituibile per la tutela del territorio – si legge in una nota – resa possibile anche grazie alla costante opera di sensibilizzazione portata avanti dall’Ufficio».

Abusivismo in penisola sorrentina

Il caso di Meta si inserisce in un contesto più ampio: la penisola sorrentina e amalfitana è da decenni un territorio ad alta pressione edilizia, dove vincoli ambientali e paesaggistici si scontrano con la diffusione di costruzioni abusive. La linea della magistratura resta netta: nessuna tolleranza per gli immobili irregolari in aree di pregio e a rischio idrogeologico.

Bloccata costruzione abusiva a Ponticelli, sequestro e denuncia per un recidivo

Napoli – Un nuovo colpo all’abusivismo edilizio nel quartiere di Ponticelli. Questa mattina, gli agenti del Reparto Tutela Edilizia e Patrimonio della Polizia Locale di Napoli sono intervenuti in via Esopo, a seguito di una segnalazione su lavori sospetti.

Sul posto, è stata accertata la costruzione di un manufatto abusivo, realizzato senza alcuna autorizzazione su un’area pubblica destinata alla collettività. Le opere, immediatamente interrotte, sono state poste sotto sequestro, mentre gli atti sono stati trasmessi all’autorità giudiziaria per ulteriori accertamenti.

Il responsabile, identificato dagli agenti, non è un volto nuovo: si tratta di un soggetto già noto alle forze dell’ordine, denunciato in passato per reati simili. In precedenza, l’uomo era stato segnalato per aver trasformato illegalmente una cantina in abitazione e per aver ampliato abusivamente uno spazio con la costruzione di una stanza, invadendo aree comuni.

Un curriculum di violazioni che sottolinea la persistenza del fenomeno dell’abusivismo edilizio in alcune periferie napoletane, dove l’occupazione di suolo pubblico e la costruzione senza permessi rappresentano una sfida costante per le autorità.L’intervento di oggi si inserisce in un contesto più ampio, quello di una città che da decenni lotta contro l’edilizia selvaggia.

A Ponticelli, quartiere della periferia orientale di Napoli, il fenomeno è particolarmente radicato, complicato da una combinazione di degrado urbanistico, carenza di controlli e difficoltà socioeconomiche. La costruzione abusiva scoperta in via Esopo, oltre a violare le normative urbanistiche, privava la comunità di spazi pubblici preziosi, destinati a servizi collettivi come aree verdi o infrastrutture.“

L’azione della Polizia Locale è un segnale chiaro: l’abusivismo non sarà tollerato”, ha dichiarato un rappresentante del Comune, che ha preferito mantenere l’anonimato. “Continueremo a vigilare per garantire il rispetto delle regole e la tutela del patrimonio pubblico”.

La rapidità dell’intervento è stata possibile grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, un elemento che evidenzia l’importanza della collaborazione tra comunità e istituzioni nel contrasto a questo tipo di reati.Il sequestro del manufatto rappresenta solo l’ultimo capitolo di una battaglia che Napoli combatte su più fronti.

Negli ultimi anni, il Comune ha intensificato i controlli, anche attraverso l’uso di tecnologie come i droni e le segnalazioni digitali, per monitorare le aree più a rischio. Tuttavia, la complessità del fenomeno richiede non solo repressione, ma anche politiche di rigenerazione urbana e investimenti per migliorare la qualità della vita nelle periferie.

Mentre l’inchiesta giudiziaria segue il suo corso, i residenti di Ponticelli chiedono maggiore attenzione al loro quartiere, spesso al centro delle cronache per episodi di degrado. “Non vogliamo solo sequestri, ma soluzioni durature”, ha commentato un abitante della zona, che preferisce restare anonimo.

“Servono più spazi pubblici, più verde, più opportunità per chi vive qui”. Intanto, l’area di via Esopo resta sotto sigilli, in attesa che la giustizia faccia il suo corso e che il territorio venga restituito alla collettività.

Blitz a Miano: 24enne aveva stupefacenti e soldi nascosti nel sottoscala

Napoli – Non si ferma l’offensiva della Polizia di Stato contro lo spaccio di droga nei quartieri nord di Napoli. Ieri, mercoledì, un’operazione congiunta ha portato all’arresto di un 24enne napoletano, sorpreso con un vero e proprio arsenale di stupefacenti nascosto tra la sua abitazione e un sottoscala poco distante.

L’azione è scattata in via Urbano Ratazzi, a Miano, e ha visto all’opera side by side gli agenti della Squadra Mobile di Napoli e quelli del Commissariato di Scampia, in uno di quei servizi straordinari voluti dalla Questura per stringere la morsa around il traffico di droga.

Il bersaglio dell’irruzione era l’appartamento del 24enne, già con un passato di guai con la legge. E la perquisizione non ha deluso le aspettative degli agenti. Tra le mura di casa, nascosti con cura, sono emersi 4 panetti di hashish per un peso complessivo di circa 32 grammi, una dose di marijuana da 3 grammi e, soprattutto, un bottino in contanti che fa supporre un giro d’affari non indifferente: 5.790 euro in banconote di vario taglio, prontamente sequestrate.

Ma il colpo di scena è arrivato subito dopo. Il fiuto degli agenti li ha spinti a controllare anche un sottoscala di un edificio adiacente, all’incrocio tra via Urbano Ratazzi e via Cotugno. Quel vano, apparentemente anonimo, era in realtà una cella frigorifera del narcotraffico. Lì, nascosti da “ignoti” (ma i sospetti sono ovvi), gli poliziotti hanno scoperto un altro stock di droga: 49 dosi di marijuana (per circa 66 grammi) e 24 bustine di hashish (per altri 95 grammi).

Un doppio sequestro che porta il bottino totale a quasi 200 grammi di sostanze stupefacenti, pronte per essere immesse sul mercato.

Per il 24enne, già sorvegliato speciale, non c’è stato spazio per le giustificazioni. I reati contestati sono gravissimi e i ritrovamenti, sia in casa che nel nascondiglio esterno, hanno consentito agli agenti di condurlo in carcere con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio. L’operazione dimostra come la strategia della Polizia non sia solo quella di arrestare lo spacciatore di strada, ma di risalire la filiera, colpendo i depositi e sequestrando i capitali illeciti.

Caserta, furti ed estorsioni alle aziende agricole: 4 arresti

Caserta – Un sistema collaudato di furti e ricatti, con trattori e mezzi agricoli trasformati in “merce di scambio” e restituiti ai legittimi proprietari solo dietro pagamento di migliaia di euro.

+È quanto hanno ricostruito i carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere che, all’alba di oggi, hanno eseguito quattro misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati ritenuti parte di un gruppo criminale attivo nel Casertano.

Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale sammaritano su richiesta della Procura, ha portato a un arresto in carcere, uno ai domiciliari e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

Undici furti e quattordici estorsioni

L’indagine, condotta dai militari della stazione di Grazzanise e del Nucleo Operativo e Radiomobile, ha preso il via tra maggio e ottobre 2024 dopo una serie di denunce presentate da imprenditori agricoli del territorio. In quei mesi la banda avrebbe messo a segno almeno undici furti di veicoli agricoli – trattori, furgoni e altri mezzi – in diversi comuni della provincia di Caserta.

Una volta rubati, i mezzi venivano nascosti all’interno di un’azienda dismessa, trasformata in deposito clandestino. Poi scattava la seconda parte del piano: il contatto con le vittime e la richiesta di denaro per la restituzione, il cosiddetto “cavallo di ritorno”. Le somme variavano tra i 4mila e i 10mila euro per ogni mezzo, con un totale estorto stimato intorno ai 100mila euro.

Il linguaggio in codice

Per organizzare le operazioni e comunicare senza destare sospetti, gli indagati usavano un linguaggio criptico. Nei dialoghi intercettati dai carabinieri, i mezzi rubati venivano chiamati “partita di bufale”, “legna” o “pastino di mele”: soprannomi in apparenza innocui, dietro i quali si nascondevano trattori e furgoni sottratti alle aziende agricole.

L’offensiva investigativa

L’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere ha consentito di delineare i ruoli dei diversi indagati: tre avrebbero fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata a furti ed estorsioni, mentre il quarto avrebbe agito in concorso in alcuni episodi. Le indagini hanno permesso anche di ricostruire le modalità con cui i veicoli venivano individuati, rubati e poi occultati in attesa della trattativa per la restituzione.

L’impatto sul territorio

La vicenda ha suscitato allarme nel settore agricolo casertano, già colpito da crisi economica e da fenomeni di criminalità diffusa. Le estorsioni ai danni degli imprenditori agricoli, oltre a rappresentare un danno economico enorme, alimentavano un clima di paura e sfiducia.

Con le misure cautelari eseguite questa mattina, gli inquirenti ritengono di aver interrotto un circuito di violenza e intimidazione che, se non fermato, avrebbe potuto continuare a danneggiare un comparto strategico dell’economia locale.

Avellino, appicca incendio a Buoninventre: arrestato 66enne di Caposele

Avellino  – Aveva dato fuoco a un’area di boscaglia nel cuore dell’Irpinia, ma le telecamere di sorveglianza lo hanno incastrato. A distanza di un mese dai fatti, un 66enne di Caposele è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di incendio boschivo doloso.

Il rogo del 2 agosto

L’episodio risale allo scorso 2 agosto, quando un incendio divampò nella zona montana di Buoninventre, distruggendo circa un ettaro di vegetazione. Solo il pronto intervento dei Vigili del Fuoco, affiancati dai volontari della Protezione Civile, riuscì a contenere le fiamme ed evitare che si estendessero alla fitta area boschiva circostante, con conseguenze potenzialmente devastanti.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Avellino, hanno permesso di ricostruire con precisione la dinamica. Le immagini delle telecamere hanno ripreso l’uomo mentre, dopo essere sceso dalla sua auto, lanciava un innesco che in pochi istanti ha dato origine al rogo.

Sulla base di questi elementi, il gip del Tribunale di Avellino ha disposto l’ordinanza cautelare ai domiciliari per il 66enne, ritenuto responsabile del gesto. Ancora da chiarire il movente: non si esclude che possa trattarsi di una vendetta personale, di un gesto di sfida o di una semplice azione insensata, frutto di imprudenza criminale.

Emergenza incendi in Irpinia

L’arresto arriva in un’estate segnata da decine di incendi boschivi che hanno colpito l’Irpinia e più in generale la Campania, mettendo a dura prova le squadre antincendio e seminando paura nelle comunità locali. Le autorità hanno più volte lanciato l’allarme contro i piromani, ricordando che questi atti non solo devastano il patrimonio naturale, ma mettono in pericolo vite umane e interi ecosistemi.

Il caso di Buoninventre è emblematico: se le fiamme non fossero state fermate in tempo, il bilancio avrebbe potuto essere drammatico. Ora spetterà alla giustizia stabilire le responsabilità definitive dell’uomo finito in manette.

Caivano, pusher 40enne sorpreso in strada e arrestato

Caivano – Un altro colpo alla criminalità locale. La Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 40 anni, residente a Casagiove (Caserta), sorpreso a spacciare droga in via Circumvallazione Ovest a Caivano. L’operazione rientra nei servizi straordinari della Questura di Napoli per il contrasto al traffico di stupefacenti.

Il blitz è scattato in piena notte. Gli agenti del Commissariato di Afragola, durante un pattugliamento, hanno notato un’auto ferma. L’attenzione dei poliziotti è stata attirata da un uomo che, dopo una breve contrattazione, ha ceduto qualcosa a un’altra persona in cambio di denaro.

Il gesto, tipico di una transazione di droga, ha indotto gli agenti a intervenire prontamente. L’uomo, un 40enne già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici, ha tentato invano di sottrarsi al controllo.

Sequestrati cocaina e crack

I poliziotti lo hanno bloccato e, durante la perquisizione, hanno trovato il suo “tesoro”: 10 bustine di cocaina per un peso di circa 5 grammi, 12 bustine di crack per un peso di circa 10 grammi e 45 euro in contanti, probabile provento dell’attività di spaccio.

Il 40enne è stato immediatamente arrestato per detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e condotto in carcere.

Casamicciola, il Comune si oppone all’archiviazione dell’inchiesta sulla frana del 2022

Casamicciola – Il Comune di Casamicciola Terme si schiera contro l’archiviazione dell’inchiesta sulla tragica frana del 26 novembre 2022, che devastò l’isola causando 12 morti e ingenti danni.

La decisione, formalizzata ieri con una delibera di giunta, risponde alla richiesta della Procura di Napoli, che a fine giugno aveva avanzato l’ipotesi di chiudere il procedimento penale per disastro e omicidio colposo, aperto contro ignoti. Una scelta che ha suscitato polemiche e sconcerto tra i cittadini e le associazioni locali, spingendo il Comune a unirsi al coro di chi chiede giustizia.

La frana, provocata da un’ondata di maltempo eccezionale, ha segnato una ferita profonda nella comunità ischitana, distruggendo case, strade e vite. L’inchiesta, avviata per accertare eventuali responsabilità nella gestione del territorio e nella prevenzione del disastro, non ha finora individuato colpevoli.

La richiesta di archiviazione, avanzata dall’ottava sezione della Procura, ha riacceso il dibattito sull’abusivismo edilizio e sulla fragilità idrogeologica dell’isola, temi che da anni alimentano controversie a Ischia.

Tra i primi a opporsi alla chiusura del caso, la Società Italiana di Geologia Ambientale (Sigea), che ha evidenziato la necessità di approfondire le cause strutturali della tragedia. A questa voce si sono unite quelle dei familiari delle vittime, che in una lettera accorata hanno chiesto al sindaco Giosi Ferrandino di non lasciare che il caso finisse nel silenzio.

La risposta dell’amministrazione non si è fatta attendere: “Non potevamo restare indifferenti di fronte al dolore dei cittadini e alla necessità di fare luce sulla verità”, ha dichiarato Ferrandino.

“Le responsabilità di questa tragedia sono evidenti. Opporsi all’archiviazione non è solo un atto amministrativo, ma un dovere morale verso chi ha perso tutto”.La decisione del Comune riapre uno spiraglio per l’indagine, che potrebbe ora essere riesaminata dal giudice per le indagini preliminari.

Sullo sfondo, resta il nodo irrisolto della gestione del territorio ischitano, segnato da anni di edificazioni incontrollate e da una vulnerabilità ambientale aggravata dai cambiamenti climatici.

“Questa tragedia non deve essere dimenticata”, ha aggiunto un rappresentante dei familiari delle vittime, che chiedono non solo giustizia, ma anche misure concrete per prevenire futuri disastri.La comunità di Casamicciola, ancora segnata dal lutto, guarda ora al prossimo passo giudiziario, con la speranza che l’opposizione del Comune possa portare a una svolta. Intanto, l’isola si prepara a commemorare le vittime, mentre il dibattito sulla sicurezza e sulla gestione del territorio continua a dividere opinioni e coscienze.

Napoli, pusher 21enne sorpreso con un carico di stupefacenti

Napoli – Quello che sembrava un controllo di routine si è trasformato in un blitz antidroga di quelli grossi. È successo nella notte, nel cuore di Napoli, in via Sant’Antonio Abate, dove gli agenti della Polizia di Stato hanno scovato e arrestato un giovanissimo presunto spacciatore, un napoletano di 21 anni già noto alle forze dell’ordine per reati dello stesso tipo.

Il servizio, parte dei controlli straordinari predisposti dalla Questura di Napoli per mettere un freno al mercato della droga, è stato condotto dagli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato insieme a quelli dell’Ufficio Prevenzione Generale.

Durante la perlustrazione, la loro attenzione è caduta su un’autovettura con a bordo il giovane. Un controllo apparentemente standard, che ha però immediatamente dato i suoi frutti: nella sua disponibilità, i poliziotti hanno trovato un involucro con circa 8 grammi di marijuana.

Ma è qui che l’indagine ha fatto un balzo in avanti. Quella bustina, per gli agenti esperti, non era che un indizio. Il fondato sospetto che il ragazzo potesse essere un punto di riferimento per un giro d’affari più grande ha spinto la Polizia a non fermarsi lì.

Dalla strada alla tana: la sorpresa in appartamento

Gli agenti hanno deciso di perquisire l’abitazione del 21enne. Ed è lì che hanno fatto il colpo grosso. Tra le mura di casa, quello che forse per lui era un sicuro deposito si è rivelato una trappola senza scampo.

Nella perquisizione, gli uomini della Polizia di Stato hanno rinvenuto un quantitativo di stupefacenti di tutt’altra portata: ben 3,8 chilogrammi di marijuana e circa 400 grammi di hashish, pronti per essere porzionati e immessi sul mercato nero della città. A confermare le presunte finalità di spaccio, accanto alla droga, è stato anche il ritrovamento di un bilancino di precisione, lo strumento di lavoro degli spacciatori.

La differenza tra i miseri 8 grammi della macchina e i chili di droga in casa dipinge la figura di un presunto dealer di medio livello, con un approvvigionamento curato e una logistica organizzata.

Per il 21enne non c’è stato dunque scampo. Condotto in commissariato, è stato formalmente arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La notte si è chiusa per lui in carcere, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto dinanzi all’autorità giudiziaria. L’operazione dimostra come la strategia dei controlli a tappeto e dell’intuizione delle volanti stia cercando di mettere pressione ai trafficanti, colpendo anche le reti di distribuzione al dettaglio.

Orrore a Catania: violenza di gruppo su due turiste: arrestati 3 migranti

Catania- Un pomeriggio di vacanza si è trasformato in un incubo per due giovani turiste ungheresi. Tre uomini, di origine marocchina e irregolari in Italia, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato a Paternò (Catania) con l’accusa di violenza sessuale di gruppo. Un’operazione fulminea, resa possibile dall’ingegno e dal coraggio delle vittime.

La trappola: un passaggio verso l’orrore

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vicenda inizia dopo una giornata al mare. Le due ragazze avrebbero accettato un passaggio da due ragazzi che si erano offerti di accompagnarle al loro bed & breakfast.

Un gesto di cortesia che nascondeva un piano criminale. Dopo pochi chilometri, il veicolo è stato deviato in una zona isolata fuori città. È qui che è iniziata la violenza: i due avrebbero iniziato a toccarle in modo ossessivo e contro la loro volontà.

L’incubo a bordo del furgone

La situazione è degenerata quando il furgone si è fermato in un luogo isolato e un terzo uomo, anch’egli di origine marocchina, è salito a bordo. Le tre persone avrebbero costretto le ragazze a fare uso di cocaina. L’orrore è proseguito durante il tragitto, quando i tre uomini hanno continuato a palpeggiare le vittime, ignorando le loro disperate richieste di fermarsi.

Un’astuzia per chiedere aiuto

In un momento di lucidità, una delle turiste ha finto di voler chiamare la madre per rassicurarla. In realtà, ha contattato la sorella, fingendo di essere al telefono e chiedendole di localizzare il cellulare. È riuscita anche a leggere e comunicare il numero di targa del furgone. La sorella ha prontamente allertato il numero di emergenza 112, fornendo la posizione in tempo reale del veicolo.

Le volanti della Polizia hanno intercettato il furgone a Paternò. Gli agenti hanno trovato le due giovani in lacrime su una panchina e i tre uomini nelle vicinanze. Dopo essere state soccorse e trasportate in ospedale, le ragazze hanno formalizzato la denuncia, raccontando l’incubo che avevano vissuto. I tre aggressori, di 21, 22 e 24 anni, sono stati immediatamente arrestati e condotti al carcere di Piazza Lanza a Catania. Il giudice ha convalidato l’arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere.

Scampia, cane segregato in una gabbia: salvato dai volontari dopo la denuncia

Costretto a vivere in una gabbia di ferro piazzata in un’aiuola pubblica di Scampia, sotto il sole cocente e le intemperie. È questa la condizione in cui è stato trovato un cane, vittima di un maltrattamento che ha indignato l’opinione pubblica. La segnalazione è arrivata al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha denunciato l’episodio insieme all’attivista Enrico Rizzi.

Sul posto sono intervenuti i volontari dell’associazione A.N.P.A.N.A.F.M.C., diretta dal Presidente Desidery Vincenzo, che hanno immediatamente liberato l’animale, ponendo fine a un incubo di segregazione e degrado. La gabbia abusiva è stata smantellata e il cane ora si trova in uno stallo temporaneo gestito dai volontari, in attesa di una famiglia pronta ad adottarlo.

“Quanto accaduto a Scampia è vergognoso”, ha dichiarato Borrelli, sottolineando la necessità di maggiori controlli e di una tolleranza zero contro chi continua a considerare gli animali come oggetti da rinchiudere. “Ringrazio i volontari e tutti coloro che si sono mobilitati per salvarlo: oggi questo cane ha una nuova possibilità di vita, ma il padrone deve pagare per quello che ha fatto”.

Costiera e Cilento, controlli sulle locazioni turistiche: 68 irregolarità scoperte dalla Finanza

Estate di controlli serrati in Costiera Amalfitana e nel Cilento, dove la Guardia di Finanza di Salerno ha acceso i riflettori sul mondo delle locazioni turistiche. Il bilancio è pesante: su decine di strutture ispezionate, 68 sono risultate irregolari, mentre altre 49 sono tuttora sotto verifica. Un dato che fotografa un fenomeno diffuso e radicato, dove abusivismo e mancata osservanza delle regole mettono a rischio non solo l’economia sana, ma anche la sicurezza e i diritti dei lavoratori.

Le indagini hanno fatto emergere operatori completamente sconosciuti al fisco, evasori dell’Iva e privi di ogni autorizzazione in materia sanitaria e di sicurezza. È stato inoltre accertato un reddito sottratto a tassazione superiore ai 100mila euro, segnale di un sistema parallelo che danneggia il mercato e le casse pubbliche. Particolarmente rilevante la violazione in tema di Codice Identificativo Nazionale, obbligatorio dal 2025: in 34 casi non era stato richiesto, esposto o comunicato, rendendo di fatto invisibili le strutture al censimento ministeriale.

Non sono mancate le irregolarità sul fronte del lavoro, con diversi casi di occupazione di manodopera in nero, e le violazioni legate al mancato pagamento del canone Rai e dei diritti Siae. In più, numerosi gestori hanno omesso di comunicare i nominativi degli ospiti alle autorità di pubblica sicurezza, come previsto dal Tulps, né hanno versato la tassa di soggiorno dovuta ai Comuni.

Napoli, con 71 dosi di stupefacenti in auto scappa e ferisce finanziere: arrestato pusher

Attimi di pura follia sulle strade tra Caivano e Crispano, dove un’operazione della Guardia di Finanza si è trasformata in un inseguimento pericoloso. Un uomo, fermato per un controllo lungo la provinciale che collega Caivano a Orta di Atella, ha deciso di ignorare l’alt intimato dai militari del Gruppo Pronto Impiego di Napoli, tentando di forzare il blocco e dandosi alla fuga.

Nel tentativo di scappare, l’automobilista ha speronato le vetture delle Fiamme Gialle e ferito un finanziere, eseguendo manovre che hanno messo a rischio la sicurezza degli agenti e degli altri automobilisti. Durante la corsa disperata, ha provato a liberarsi di diversi involucri lanciandoli dall’auto, ma i pacchetti recuperati contenevano in totale 71 dosi di cocaina e crack, pronte per essere immesse sul mercato dello spaccio.

La fuga è durata poco: il pusher è stato arrestato e trasferito nel carcere di Poggioreale. All’udienza di convalida, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord ha disposto per lui la custodia cautelare dietro le sbarre. Un’operazione che conferma la linea dura delle forze dell’ordine nel contrasto ai traffici illeciti nell’area a nord di Napoli, uno dei territori più caldi nella lotta allo spaccio di droga.

Nusco: ubriaco armato di coltello minaccia i familiari, poi ferisce un carabiniere. Arrestato

Serata di terrore a Nusco, in provincia di Avellino, dove un 37enne in preda ai fumi dell’alcol ha impugnato un coltello scagliandosi contro i propri familiari. L’uomo, già recidivo e protagonista di episodi analoghi, ha devastato l’abitazione brandendo un mattarello con cui ha distrutto mobili e suppellettili.

La situazione è precipitata al punto da costringere i congiunti a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto sono arrivati i carabinieri e una pattuglia della Polizia di Stato, trovandosi di fronte a una scena di violenza e tensione. Alla vista degli agenti, il 37enne ha tentato la fuga a bordo di uno scooter, arrivando persino a cercare di investirli.

Nella colluttazione uno dei carabinieri è rimasto ferito, fortunatamente in maniera lieve, ed è stato trasportato all’ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi per le cure del caso. L’uomo è stato bloccato e arrestato con l’accusa di minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Per lui si profila un nuovo capitolo giudiziario, che si aggiunge a una lunga scia di episodi violenti e pericolosi.