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Santa Maria Capua Vetere, agente ferito con un pugno al volto da un detenuto

Santa Maria Capua Vetere – Un pugno sferrato all’improvviso, a freddo. Un impatto violento che centra il volto e manda la vittima a schiantarsi a terra. È l’ennesimo episodio di sangue e tensione quello che si è consumato nelle scorse ore dietro le alte mura del carcere casertano di Santa Maria Capua Vetere.

A farne le spese, ancora una volta, un agente della Polizia Penitenziaria, “colpevole” soltanto di aver fatto il proprio dovere.

La miccia e l’aggressione a freddo

Tutto si consuma in pochi istanti di brutale e ingiustificata violenza davanti al pronto soccorso interno dell’istituto penitenziario. La miccia che innesca l’aggressione è il semplice rispetto delle regole.

L’agente di guardia, applicando alla lettera i protocolli di sicurezza previsti per le visite mediche, autorizza l’ingresso in infermeria di un solo detenuto per volta. Quando si rivolge al secondo uomo in fila, invitandolo ad attendere il proprio turno all’esterno della sala medica, scatta la cieca ritorsione. Nessuna discussione, solo la forza bruta.

Il racconto del sindacato: “Violenza immotivata”

A ricostruire e denunciare la dinamica dell’agguato è l’Uspp (Unione Sindacati Polizia Penitenziaria). “Si è trattato di un’aggressione rapida e immotivata”, spiega senza mezzi termini Emanuele Guarriello, segretario provinciale di Caserta per l’Uspp.

“Il detenuto in attesa – prosegue il sindacalista – ha sferrato un violento pugno alle labbra dell’agente, facendolo cadere rovinosamente a terra. Parliamo di un episodio di violenza del tutto gratuita, avvenuto, paradosso nel paradosso, proprio mentre il personale in divisa garantiva e tutelava l’assistenza sanitaria agli stessi ristretti”.

Emergenza sicurezza: “Stop ai benefici di legge”

Il caso di Santa Maria Capua Vetere riaccende, qualora ce ne fosse bisogno, i fari sull’emergenza sicurezza all’interno delle carceri campane. Per il sindacato non c’è più tempo per la diplomazia: servono i fatti. Nell’esprimere la massima solidarietà al collega aggredito, Guarriello traccia la linea dura: “Bisogna mettere in sicurezza il lavoro quotidiano degli agenti.

I detenuti che si rendono protagonisti di tali eventi di violenza devono essere trasferiti immediatamente”. Ma non basta l’allontanamento: l’Uspp chiede che lo Stato dia un segnale forte colpendo i violenti dove fa più male, ovvero “togliendo subito i benefici di legge previsti dall’ordinamento” a chi alza le mani su chi indossa una divisa.

La tensione, intanto, resta altissima. E il conto dei feriti tra i baschi azzurri continua a salire.

Napoli, fabbrica del falso al rione Pendino: sequestrata «boutique di alta moda»

Napoli – Nel dedalo di strade storiche del quartiere Pendino, a pochi passi da corso Umberto I e corso Garibaldi, i carabinieri della stazione Napoli Borgoloreto hanno intercettato un ingente carico di merce illegale.

Durante un servizio di pattugliamento a piedi tra i ciottoli di via Chioccarelli, l’attenzione dei militari è stata catturata da un uomo di origini magrebine che trasportava a fatica dei pesanti borsoni.

Alla vista delle divise, l’uomo ha improvvisamente abbandonato il carico e ha tentato la fuga, cercando disperatamente rifugio nel portone di un palazzo al civico 32. Dopo una breve e concitata colluttazione con i carabinieri, il sospettato è riuscito a divincolarsi e a far perdere le proprie tracce, ma il suo tentativo di nascondersi ha fornito agli investigatori la traccia decisiva.

Il blitz nel palazzo e la scoperta del deposito

Il sospetto che l’edificio nascondesse il fulcro di un’attività illecita ha spinto le forze dell’ordine a intervenire in forze. Supportati da altre pattuglie della compagnia Stella, già impegnate in un servizio di controllo a largo raggio nella zona, i militari hanno avviato un sopralluogo approfondito nello stabile.

Proprio durante queste delicate operazioni, la porta di un appartamento si è aperta, rivelando la presenza di un 33enne marocchino. La successiva perquisizione dell’abitazione ha svelato una vera e propria “boutique” del falso, un centro logistico adibito allo stoccaggio della merce. L’uomo è stato immediatamente fermato e denunciato a piede libero per il reato di ricettazione.

Un giro d’affari da capogiro

All’interno dell’appartamento, i carabinieri hanno rinvenuto 486 articoli tra capi d’abbigliamento, scarpe, borse, tute e accessori di lusso. Marchi come Louis Vuitton, Lacoste, Dolce & Gabbana e Valentino erano stati riprodotti con una cura maniacale, completi di packaging e confezioni così perfette da rendere quasi impossibile la distinzione tra un prodotto falso e uno originale.

La merce, ancora imballata nel cellophane e apparentemente appena arrivata, era pronta per inondare il mercato parallelo. Il valore stimato del sequestro si aggira intorno ai 30mila euro, una cifra destinata a lievitare esponenzialmente se i prodotti fossero stati venduti come autentici.

Per gli investigatori si tratta solo della punta dell’iceberg di un sistema di contraffazione sempre più radicato nei vicoli del centro, un fenomeno criminale che i carabinieri continuano a monitorare senza sosta.

Terrore al distributore: commando armato assalta l’area di servizio a Lavorate

Sarno – Un’azione fulminea, studiata nei minimi dettagli e condotta con una freddezza che lascia poco spazio all’improvvisazione. Intorno alle ore 20:00 di ieri, il silenzio della zona periferica di Lavorate è stato squarciato da un assalto armato ai danni di un distributore di carburante, messo a segno da un commando di quattro persone.

L’assalto nel cuore della serata

Il gruppo è entrato in azione approfittando dell’orario di chiusura, momento in cui il traffico di clienti cala ma il contenuto delle casse è più consistente. I malviventi, giunti sul piazzale a bordo di un’auto (che i primi riscontri identificano come una Alfa Romeo Giulietta), si sono diretti senza esitazioni verso il box ufficio.

Sotto la minaccia di una pistola puntata al volto, il titolare della stazione di servizio è stato costretto a consegnare l’intero incasso giornaliero, stimato in diverse migliaia di euro. Un colpo da manuale durato pochissimi minuti, prima che la banda dileguasse nelle zone di campagna al confine con Nocera Inferiore.

Il cerchio si stringe: l’analisi dei filmati

Le indagini sono scattate immediatamente. Gli agenti del locale Commissariato di Polizia, sotto la guida del vice questore Pio D’Amico, hanno già acquisito le registrazioni del sistema di videosorveglianza.

Gli inquirenti stanno vagliando ogni singolo fotogramma per estrarre dettagli utili: dalla corporatura dei rapinatori all’abbigliamento, fino ai minimi particolari del veicolo utilizzato per la fuga. «Ci sono elementi concreti che potrebbero portare a una svolta in tempi brevi», trapela dalle sale del commissariato, dove il lavoro si concentra sul confronto dei frame e sulla ricostruzione della direzione di fuga.

L’ombra di una banda seriale

L’ipotesi principale è che dietro l’assalto di Lavorate ci sia la stessa mano che ha terrorizzato l’agro nocerino negli ultimi giorni. Il modus operandi e il modello dell’auto coincidono perfettamente con i colpi messi a segno mercoledì sera in via Petrarca e giovedì in località Villanova, a Nocera Inferiore.

Tre rapine in tre giorni: una sequenza che suggerisce l’esistenza di una banda strutturata, capace di colpire e sparire nel nulla in una manciata di secondi. Mentre il gestore della stazione di servizio si trova ancora sotto choc per l’accaduto, le forze dell’ordine serrano i ranghi per chiudere il cerchio attorno al “commando della Giulietta”.

Epatite A, casi anche a Ischia: una decina i contagi sull’isola

Il focolaio di epatite A che nelle ultime settimane ha interessato l’area metropolitana di Napoli si è esteso anche all’isola d’Ischia, dove si registrano circa dieci casi di contagio distribuiti nei sei comuni isolani.

I casi registrati sull’isola

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, i contagi riguarderebbero complessivamente una decina di persone. Nei giorni scorsi tre pazienti sono stati ricoverati all’ospedale Rizzoli per accertamenti e cure. Dopo il monitoraggio sanitario sono stati dimessi, in quanto le loro condizioni non sono risultate gravi.

I tre stanno ora proseguendo le cure nelle rispettive abitazioni, così come gli altri soggetti risultati positivi al virus.

L’ordinanza del Comune di Forio

Nel frattempo il sindaco di Forio, Stani Verde, si prepara a firmare un’ordinanza per limitare il rischio di ulteriori contagi. Il provvedimento, che segue misure analoghe già adottate in diversi comuni della provincia di Napoli, prevede il divieto di consumo di molluschi crudi e di frutta e verdura non cotte.

L’obiettivo dell’ordinanza è quello di ridurre le possibili fonti di trasmissione del virus, spesso collegate al consumo di alimenti contaminati.

Nessun caso a Procida

Situazione diversa a Procida, dove al momento non risultano casi ufficiali di epatite A. A confermarlo è il sindaco Dino Ambrosino, che ha comunque invitato i cittadini a mantenere alta l’attenzione.

Il primo cittadino ha raccomandato il rispetto delle principali norme igieniche e delle buone pratiche alimentari, fondamentali per prevenire la diffusione dell’infezione.

Maxi truffa sul Superbonus 110%: sequestrati 3,5 milioni di euro. Cantieri fantasma da Brescia a Napoli

I finanzieri del Comando Provinciale di Brescia hanno inferto un duro colpo alle frodi legate alle agevolazioni del “Decreto Rilancio”. Un’articolata operazione, condotta dai militari della Compagnia di Rovato, ha portato all’esecuzione di sequestri d’urgenza per oltre 3,5 milioni di euro, tutti convalidati dal Giudice per le Indagini Preliminari.

Al centro dell’inchiesta c’è un collaudato sistema illecito basato sulla generazione e la successiva immissione in circolazione di crediti fiscali del tutto inesistenti. I fondi erano formalmente destinati a interventi di efficientamento energetico su vari immobili, in realtà mai effettuati, completati solo in minima parte o realizzati ben oltre i termini previsti dalla legge.

L’allarme dell’Agenzia delle Entrate

L’indagine ha preso il via grazie a una segnalazione mirata della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate bresciana. Gli ispettori avevano rilevato evidenti anomalie nei cassetti fiscali di una società che operava in veste di General Contractor. I primi accertamenti investigativi hanno permesso di individuare e bloccare tempestivamente una prima tranche di crediti fittizi pari a 1,6 milioni di euro.

Questo tesoretto illecito è stato rintracciato e posto sotto sequestro in parte direttamente sui conti telematici dell’impresa appaltatrice e in parte su quelli dei cessionari, prima che potesse essere incassato.

Condomini coinvolti fino a Napoli

Scavando più a fondo nei documenti contabili, gli inquirenti hanno scoperchiato una rete criminale ben più ampia e radicata sul territorio nazionale. I presunti lavori di riqualificazione avrebbero dovuto interessare ben 12 complessi condominiali sparsi tra le province di Napoli, Frosinone, Messina e la stessa Brescia.

Questa scoperta ha fatto scattare un secondo provvedimento di sequestro per ulteriori 1,9 milioni di euro. Nel mirino delle Fiamme Gialle sono finiti anche diversi immobili di pregio situati nelle province di Roma e Palermo, ora cautelati dallo Stato.

Cinque denunce per autoriciclaggio

Il bilancio dell’operazione conta attualmente cinque persone deferite alla Procura della Repubblica di Brescia. Le accuse mosse dagli inquirenti sono pesanti: truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio di proventi illeciti.

Gli investigatori hanno infatti accertato che una parte consistente dei crediti illeciti era già stata monetizzata attraverso la cessione a terzi, inquinando l’economia legale con fondi illecitamente sottratti alle casse dell’erario.

Napoli, assalto al Sushi Lab: furto lampo nel cuore dell’Arenella. Caccia ai banditi

Napoli – E’ caccia alla banda che si è resa protagonista del furto con spaccata ai danni del  “Sushi Lab”, noto ristorante delivery situato al civico 16 della centralissima via Tino di Camaino. Una precisione chirurgica e una rapidità d’esecuzione disarmante. È il bilancio dell’ultimo colpo messo a segno nella notte tra il 19 e il 20 marzo nel quartiere Arenella.

Secondo le indagini un gruppo di ladri incappucciati ha tagliato e scardinato la saracinesca del locale con estrema facilità. Una volta all’interno, i banditi hanno puntato direttamente alla cassa automatica, asportandola in poco più di un minuto prima di dileguarsi nel nulla, precedendo ogni possibile intervento delle forze dell’ordine.

Ennesimo furto lampo

L’episodio ha sollevato un’ondata di sdegno e rabbia tra i residenti della Municipalità 5. A farsi portavoce del malcontento è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori Collinari e già presidente della Circoscrizione Vomero. «Questa è l’ennesima violazione della sicurezza in un’area già martoriata», ha dichiarato Capodanno, sottolineando come l’Arenella e il Vomero siano ormai sotto scacco della microcriminalità.

Il clima che si respira tra le strade dei “cento passi” è di profonda insicurezza. «I commercianti e i residenti vivono nel terrore costante», prosegue Capodanno, ricordando casi limite in cui alcuni titolari di attività hanno preferito dormire nei propri negozi pur di difendere i propri beni dai continui raid notturni.

«Non si può vivere con la paura di ritrovare la saracinesca divelta ogni mattina. La serenità di un intero quartiere residenziale è stata minata.»

L’appello alle istituzioni

Di fronte a una situazione definita insostenibile, il Comitato Valori Collinari chiede risposte concrete. Le proposte sul tavolo sono chiare: un incremento del sistema di videosorveglianza con telecamere intelligenti, una maggiore vigilanza e, soprattutto, il potenziamento dei pattugliamenti nelle ore notturne, quelle più critiche per gli esercizi commerciali.

L’istanza è stata indirizzata direttamente al Prefetto di Napoli, Michele di Bari. Capodanno ha chiesto ufficialmente la convocazione di una riunione d’urgenza del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’obiettivo è mettere a confronto Questore, Sindaco e vertici delle forze dell’ordine per varare un piano straordinario che possa finalmente debellare il fenomeno dei furti con spaccata che sta mettendo in ginocchio l’economia legale della zona collinare.

Oroscopo del 21 marzo 2026 a cura di Paolo Tedesco

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“Sabato 21 marzo 2026 il Sole entra nell’Ariete, inaugurando un nuovo anno astrologico. È una giornata di rinascita personale e collettiva. L’energia è propizia per inizi, coraggio e azione, ma attenzione a non bruciare le tappe. La Luna in Leone ci chiede di brillare con autenticità, senza maschere. Il consiglio è: inizia da ciò che hai paura di iniziare. Il primo passo è sempre quello che cambia tutto.”

ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

Oggi il Sole entra nel tuo segno: è il tuo giorno, Ariete!
Amore: Scintille assicurate. Chi è in coppia sente un rinnovato entusiasmo; i single potrebbero fare un incontro decisivo in un contesto informale.
Lavoro: Ottima energia per iniziare nuovi progetti, ma evita di voler fare tutto da solo.
Salute: Carica fisica alle stelle, attenzione solo a piccoli infortuni per eccesso di fretta.
Finanze: Marte favorisce guadagni legati all’iniziativa personale.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Non aspettare che sia tutto perfetto: il momento è adesso. Il tuo coraggio oggi è la tua fortuna.”

 TORO (20 aprile – 20 maggio)

Amore: Giornata di introspezione. Potresti sentire il bisogno di chiarire un malinteso recente. La Luna favorisce il dialogo sincero.
Lavoro: Qualche rallentamento burocratico. Non forzare i tempi, meglio dedicarsi a sistemare le cose in sospeso.
Salute: Tensione accumulata nei muscoli del collo e delle spalle. Un po’ di movimento dolce aiuta.
Finanze: Entrate stabili, ma evita spese impulsive nel pomeriggio.
Consiglio di Paolo Tedesco: “A volte la pazienza non è attesa, ma strategia. Oggi aspetta che siano gli altri a venire da te.”

GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

Amore: Socialità alle stelle. Potresti ricevere una dichiarazione inaspettata o un messaggio che ti fa sorridere. In coppia, meglio uscire dalla routine.
Lavoro: Mercurio favorisce la comunicazione: ottimo per riunioni, contratti e networking.
Salute: Energia nervosa alta, cerca di non disperderti in mille attività contemporaneamente.
Finanze: Piccole entrate extra da collaborazioni occasionali.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La tua versatilità è un dono, ma oggi scegli una strada e percorrila senza cambiare idea ogni cinque minuti.”

 CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

Amore: Vuoi protezione e sicurezza. In coppia, il partner potrebbe sembrarti distante, ma in realtà ha bisogno di più spazio. I single idealizzano un po’ troppo.
Lavoro: Giornata favorevole per lavori creativi o per chi opera nell’ambito della cura e dell’assistenza.
Salute: Attenzione allo stomaco: evita pasti pesanti e stress emotivi a tavola.
Finanze: Momento di riflessione su un acquisto importante. Meglio rimandare.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Non confondere la prudenza con la paura. Oggi esci dal guscio, ma con le tue tempistiche.”

LEONE (23 luglio – 22 agosto)

Amore: Passione in primo piano. Serata ideale per un appuntamento importante o per riaccendere la complicità. I single brillano.
Lavoro: Riconoscimenti in arrivo. Qualcuno nota il tuo talento. Attenzione solo a non sembrare arrogante.
Salute: Tonificato, ma attenzione agli sbalzi di temperatura.
Finanze: Tendenza a spendere per apparire. Chiediti se ne hai davvero bisogno.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Il sole non chiede il permesso di splendere. Mostrati senza paura, ma con grazia.”

VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

Amore: Giornata di analisi. Potresti ripensare a una vecchia storia o fare chiarezza in una relazione attuale.
Lavoro: Perfezionismo sotto pressione. Un dettaglio che non ti convince rischia di bloccarti: vai avanti lo stesso.
Salute: Nervosismo intestinale. Respirazione profonda e tisane aiutano.
Finanze: Conti in ordine, ma potresti perdere un’opportunità per eccesso di cautela.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Non tutto va misurato e pesato. A volte il cuore ha ragioni che la tua lista non contempla.”

BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

Amore: In coppia, tema dell’equilibrio: stai dando troppo o ricevendo poco? I single sono corteggiati, ma devono fare una scelta.
Lavoro: Collaborazioni favorevoli. Ottimo per chi lavora in team o in coppia professionale.
Salute: Energia discreta, ma la stanchezza si fa sentire in tarda serata.
Finanze: Guadagni legati all’immagine e al contatto con il pubblico.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La bilancia si inclina dove metti il peso. Oggi scegli con cura chi e cosa meritano il tuo tempo.”

SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

Amore: Intensità magnetica. Potresti vivere un confronto acceso ma chiarificatore. Le emozioni sono profonde, cerca di non controllare tutto.
Lavoro: Ottimo per indagini, ricerche o per chiudere questioni irrisolte.
Salute: Buona energia, ma occhio a eventuali infiammazioni legate allo stress.
Finanze: Recupero di una somma che credevi persa o chiusura di un debito.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La tua forza non sta nel tenere tutto dentro, ma nel sapere quando lasciar andare. Oggi liberati di un peso.”

 SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

Amore: Voglia di novità e libertà. In coppia, organizza una gita fuori porta; i single potrebbero innamorarsi di un incontro “diverso dal solito”.
Lavoro: Idee brillanti ma scarsa voglia di dettagli. Delega le parti noiose.
Salute: Energia fisica ottima, attenzione solo a esagerare con gli sport.
Finanze: Fortuna inaspettata, ma anche tendenza a sperperare.
Consiglio di Paolo Tedesco: “L’orizzonte è bello, ma è fatto di passi concreti. Non dimenticarti del presente mentre insegui il futuro.”

CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

Amore: Giornata seria. Potresti sentire il bisogno di parlare di progetti a lungo termine con il partner. I single sono selettivi.
Lavoro: Riconoscimento ufficiale o promozione. Saturno premia chi ha lavorato sodo.
Salute: Leggera stanchezza ossea/articolare. Non sottovalutare il riposo.
Finanze: Stabilità in vista. Ottimo momento per programmare un investimento.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Hai costruito tanto, ora è il momento di goderti i risultati senza sentirti in colpa.”

ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

Amore: Originalità e anticonformismo. In coppia, sorprendi il partner con un gesto inaspettato. I single attirano per la loro diversità.
Lavoro: Innovazione premiata. Una tua idea fuori dagli schemi trova consenso.
Salute: Energia mentale altissima, ma corpo un po’ disconnesso. Muoviti.
Finanze: Guadagni da attività di gruppo o tech.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La tua genialità ha bisogno di radici. Oggi rendi reale un pensiero che avevi solo immaginato.”

 PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

Amore: Giornata poetica e romantica. In coppia, momenti di grande empatia. I single potrebbero confondere amore e compassione: occhio.
Lavoro: Creatività ispirata, ma attenzione a confini poco chiari con i colleghi.
Salute: Sensibilità aumentata. Proteggiti da ambienti troppo caotici.
Finanze: Intuizione utile per un piccolo guadagno, ma evita prestiti.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Il tuo mare è profondo, ma non tutte le onde vanno seguite. Usa il discernimento senza perdere la magia.”

Cosa ci riservano le stelle sabato 21 marzo 2026?

Un vero e proprio cambio di passo. Con l’ingresso del Sole in Ariete, si chiude idealmente il cerchio dell’anno astrologico e se ne apre uno nuovo, carico di energia pionieristica. È un sabato che invita all’azione consapevole: non più solo a sognare, ma a mettere in moto ciò che conta davvero. Ogni segno, a suo modo, viene spinto verso un piccolo o grande coraggio personale. L’invito di Paolo Tedesco è chiaro: il momento è ora, ma con la testa e il cuore allineati. Le stelle oggi non premiano la fretta, ma la determinazione autentica.

Napoli, Beukema: «Bene mettere pressione su Milan e Inter, ma pensiamo partita dopo partita»

Il Napoli guarda avanti, senza distrazioni ma con ambizioni sempre più evidenti. Dopo la vittoria a Cagliari, Sam Beukema sottolinea il valore dei tre punti e il peso che possono avere nella corsa ai vertici della classifica.

«Sapevamo dell’importanza di questa partita, perché vincendo mettevamo pressione su Milan e Inter», ha dichiarato ai microfoni di Dazn. «Però noi siamo concentrati e guardiamo partita dopo partita, dobbiamo fare questo fino alla fine e poi vedremo dove siamo».

Un approccio prudente nelle parole, ma che non nasconde la mentalità della squadra. «Abbiamo giocatori forti non solo per la qualità ma anche per la mentalità», ha aggiunto il difensore olandese. «Vogliamo vincere tutto fino alla fine. Oggi abbiamo fatto un altro step importante, ora pensiamo alla prossima».

Beukema si sofferma anche sul proprio percorso personale, segnato da un adattamento non immediato al nuovo sistema di gioco. «Ho fatto un grande step da Bologna a Napoli», spiega. «Sapevo che avrei giocato con tanti giocatori forti, ma abbiamo cambiato sistema e io non avevo mai giocato braccetto. All’inizio cercavo la posizione in campo, ora ho fatto tante partite così ed è molto diverso».

Cagliari, Pisacane: «Prestazione positiva. Non vado a casa felice, ma rincuorato da prestazione»

Una sconfitta che lascia sensazioni contrastanti. Il Cagliari perde in casa contro il Napoli, ma per Fabio Pisacane la prestazione rappresenta comunque un passo avanti rispetto alle ultime uscite, anche se il risultato finale continua a pesare.

«È stata una partita diversa da Pisa, dove non abbiamo giocato da Cagliari», ha spiegato il tecnico ai microfoni di Dazn. «Oggi siamo tornati nello spirito a essere il Cagliari e abbiamo sbagliato poco, ma non posso andare a casa felice se non porto punti».

Una lettura che evidenzia il nodo centrale della squadra: una prestazione dignitosa non basta se non si traduce in risultati concreti. «Dobbiamo fare qualcosa in più perché questo non è sufficiente per portare i punti a casa», ha aggiunto Pisacane, sottolineando come la crescita mostrata non sia ancora sufficiente.

Il tecnico riconosce anche il valore degli avversari. «Quando ti ritrovi di fronte calciatori del genere, anche se fai il 100%, loro trovano la linea di passaggio e si smarcano sotto pressione», ha osservato. «Più che demeriti nostri, ci sono i meriti dell’avversario».

A pesare è anche la dinamica della gara, con il gol subito nei primissimi minuti. «Dispiace perché anche all’andata avevamo fatto una buona partita e poi perso negli ultimi secondi, oggi invece perdiamo nei primi novanta secondi», ha ricordato.

Per il Cagliari si tratta della terza sconfitta consecutiva, in un momento complicato in cui la vittoria manca da quasi due mesi. «Siamo partiti bene, poi abbiamo avuto tre mesi di astinenza. Ci siamo ripresi con risultati anche difficili, adesso siamo di nuovo in quella fase», ha concluso Pisacane.

Napoli, Conte: «Tre punti pesanti per la Champions, guardare avanti è uno stimolo»

Tre punti fondamentali per restare in scia e continuare a inseguire l’obiettivo Champions. Antonio Conte analizza con lucidità il successo del Napoli a Cagliari, sottolineando l’importanza del risultato ma anche le criticità emerse durante la gara.

«Andiamo alla sosta con tre punti per la zona Champions e aspettiamo che giochino gli altri», ha dichiarato ai microfoni di Dazn. «Siamo stati straordinari in questi sette mesi in cui ci è capitato di tutto, riuscendo a rimanere nelle prime posizioni. Adesso dobbiamo essere bravi a restarci e allo stesso tempo guardare chi è davanti, perché deve essere uno stimolo. Vincere oggi ci permette anche di mettere un po’ di pressione».

Il tecnico, però, non si accontenta e richiama la squadra alla massima attenzione. «Evitiamo battute a vuoto perché non ci vuole niente a essere risucchiati», avverte, mettendo in evidenza quanto sia sottile l’equilibrio nella corsa ai vertici della classifica.

L’analisi della partita evidenzia margini di miglioramento, soprattutto nella gestione del gioco. «Nel primo tempo abbiamo sbagliato troppo, siamo stati sporchi e a livello qualitativo potevamo fare meglio per comandare la partita», spiega Conte. «Il Cagliari non veniva a pressare, aspettava i nostri errori per ripartire. Non hanno creato molto, ma noi potevamo fare di più».

Nella ripresa, invece, il Napoli ha cercato con maggiore insistenza il gol della sicurezza. «Abbiamo provato a trovare il secondo gol perché sappiamo che quando la partita resta in bilico può succedere di tutto», sottolinea l’allenatore. «Rischi di pareggiare e poi di mangiarti le mani». Tra gli aspetti positivi, la solidità difensiva. «Era importante mantenere la porta inviolata», evidenzia Conte. «Ho visto le statistiche: il Cagliari non ha mai tirato in porta».

Napoli, Politano e McTominay: «Bravi a sbloccarla, ma dovevamo chiuderla prima»

Vittoria importante, ma con qualche rimpianto di troppo. Il Napoli espugna Cagliari al termine di una gara complicata, contro una squadra organizzata e difficile da affrontare tra le mura amiche. A fine partita, però, il bilancio non è solo positivo: pesa la sensazione di aver lasciato aperta una partita che poteva essere chiusa prima.

«Oggi non era facile contro il Cagliari in casa loro, una squadra tosta, rognosa che fa tanta densità», ha spiegato Matteo Politano ai microfoni di Dazn. «Siamo stati bravi a sbloccarla subito, ma dovevamo fare più gol perché poi rischi di perderla e sarebbe stato un peccato. Bene anche il clean sheet, questa cosa è fondamentale».

Una lettura lucida, che mette in evidenza un aspetto chiave: il Napoli crea, ma non sempre concretizza quanto dovrebbe. Un limite che, contro avversari più cinici, può trasformarsi in un rischio concreto. Per Politano, intanto, si apre anche la parentesi della nazionale guidata da Gattuso, attesa dai playoff per la qualificazione al Mondiale. «C’è grandissimo entusiasmo. Non vediamo l’ora di arrivare domenica in nazionale, il mister ci ha caricato moltissimo in questi mesi. Adesso dobbiamo solo ritrovarci e dare il 100% perché dobbiamo andare assolutamente al Mondiale».

Sulla stessa linea Scott McTominay, che sottolinea il valore del successo ottenuto: «Oggi è arrivata una grande vittoria contro una buona squadra come il Cagliari. Adesso l’obiettivo è vincere il maggior numero di partite possibili». Per il centrocampista si tratta anche di un ritorno dal primo minuto, in una squadra che continua a cercare equilibrio e continuità.

In campo anche Kevin De Bruyne, la cui qualità non passa inosservata. «È un gran giocatore e per me è semplice giocare con lui», ha aggiunto McTominay, evidenziando l’intesa con uno dei talenti più importanti a livello internazionale.

Napoli, tentò di uccidere il fratello per eredità: a processo

Prenderà il via il prossimo 25 marzo, dinanzi al Tribunale in composizione collegiale, il processo immediato a carico di A. Giacomelli, 48enne residente nel centro di Napoli, imputato per tentato omicidio e lesioni aggravate.

L’uomo è attualmente agli arresti domiciliari presso l’abitazione della compagna ed è difeso dall’avvocato Massimo Viscusi.

Il movente: i contrasti sull’eredità

Alla base della violenta aggressione ci sarebbero dissidi familiari legati a una vicenda ereditaria. Nell’aprile dello scorso anno, il 48enne – coinvolto nella ripartizione di un testamento – avrebbe scoperto la scomparsa di una parte dell’asse ereditario, circostanza di cui, a suo dire, non era stato informato.

Convinto che dietro la vicenda ci fosse il comportamento scorretto del fratello, 55enne, con il quale i rapporti erano da tempo deteriorati, l’uomo avrebbe maturato un forte risentimento.

L’agguato sotto casa

Pochi giorni dopo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 48enne avrebbe atteso il rientro del fratello per poi aggredirlo improvvisamente con una mazza da baseball.

La vittima riportò gravi ferite alla testa e agli arti superiori. Le sue condizioni apparvero subito critiche: fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico e successivamente mantenuto in coma farmacologico.

Il lungo percorso di cura

Dopo circa un mese di ricovero, l’uomo fu trasferito in una struttura di riabilitazione, dove rimase per un breve periodo prima di poter tornare gradualmente alla vita quotidiana.

Le conseguenze dell’aggressione, tuttavia, hanno segnato profondamente la vicenda familiare.

Un caso tra disagio e silenzi

La vicenda si inserisce in un contesto delicato, in cui si intrecciano conflitti familiari, questioni economiche e fragilità personali. Secondo quanto emerso, l’imputato soffrirebbe da anni di disturbi depressivi, elemento che potrebbe avere inciso sulla dinamica dei fatti.

Resta aperto, ancora una volta, il tema dei segnali ignorati e dei silenzi che spesso accompagnano situazioni di disagio, soprattutto all’interno delle mura domestiche, fino a quando sfociano in episodi di estrema violenza.

Neonata morta al San Pio di Benevento: indagati due medici

Tragedia all’ospedale San Pio di Benevento, dove una neonata di appena due mesi è morta nella mattinata di ieri. Sulla vicenda la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta, iscrivendo nel registro degli indagati due medici.

Il provvedimento è stato firmato dal sostituto procuratore dopo la denuncia presentata dai genitori della piccola alla polizia, con l’obiettivo di fare piena luce su quanto accaduto.

Il ricovero e il peggioramento

Secondo quanto ricostruito, la bambina – affetta da un lieve problema cardiologico e seguita presso l’ospedale Ospedale Monaldi di Napoli – era stata ricoverata nella serata di mercoledì al “San Pio” per accertamenti.

Dopo una prima valutazione, i sanitari ne avevano disposto le dimissioni. Tuttavia, nel giro di poche ore, la situazione sarebbe precipitata: la neonata avrebbe manifestato gravi difficoltà respiratorie, spingendo i genitori a riportarla d’urgenza in ospedale.
Nonostante i tentativi dei medici, il quadro clinico si è rapidamente aggravato fino al decesso.

L’indagine della Procura

L’inchiesta punta ora a chiarire eventuali responsabilità mediche e a verificare se siano stati seguiti tutti i protocolli previsti. I due medici indagati risultano destinatari di un avviso di garanzia, atto necessario anche per consentire la partecipazione agli accertamenti irripetibili.

Attesa per l’autopsia

Determinante sarà l’esame autoptico, già disposto dall’autorità giudiziaria e previsto per lunedì pomeriggio. L’esito potrà fornire indicazioni decisive sulle cause della morte.
Nel frattempo, i genitori – assistiti dall’avvocato Antonio Leone – chiedono verità e tempi rapidi per accertare eventuali responsabilità in una vicenda che ha profondamente scosso la comunità.

Il Napoli passa a Cagliari: decide McTominay, tre punti pesanti per la Champions

Basta un lampo in avvio per indirizzare la partita e portare a casa tre punti pesanti. Il Napoli espugna l’Unipol Domus battendo il Cagliari per 1-0 grazie al gol di Scott McTominay dopo appena due minuti, al termine di un’azione nata da calcio d’angolo e risolta in area con freddezza.

Una partenza aggressiva che sembrava poter aprire scenari diversi, ma la gara si è presto trasformata in una sfida più sporca e combattuta del previsto. Gli azzurri hanno provato a gestire il possesso e a colpire ancora con le giocate di De Bruyne e le accelerazioni di Politano, ma sono mancati precisione e continuità negli ultimi metri.

Il Cagliari, spinto dal pubblico, ha preso coraggio con il passare dei minuti, costruendo occasioni e mettendo pressione alla difesa partenopea. Nella ripresa la squadra di casa ha alzato il ritmo, sfiorando il pareggio in più di un’occasione e costringendo il Napoli a una lunga fase di sofferenza.

Nel finale è stato un vero assedio, con i rossoblù riversati in avanti e gli uomini di Antonio Conte chiusi a difesa del vantaggio. Decisivo un intervento provvidenziale di Spinazzola su un pallone che sembrava destinato a finire in rete, mentre altri tentativi dei sardi si sono spenti di poco a lato o tra le braccia del portiere.

Il triplice fischio sancisce una vittoria di misura ma dal peso specifico enorme. Il Napoli porta a casa il risultato e continua la sua corsa nelle zone alte della classifica, dimostrando solidità nei momenti più difficili ma lasciando anche intravedere margini di miglioramento nella gestione della partita.

Caso La Gatta, colpo di scena in Cassazione: annullata la condanna per l’omicidio Di Marzo

Un verdetto che ribalta i pronostici della vigilia e riapre una partita giudiziaria che sembrava ormai chiusa. La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a carico di Vincenzo La Gatta, noto industriale del settore aerospaziale, accusato dell’omicidio di Giuseppe Di Marzo.

Una decisione che azzera l’esito del precedente grado di giudizio e dispone il rinvio degli atti a una diversa sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli.

La tragedia nel resort e i gradi di giudizio

I fatti risalgono alla vigilia di Natale del 2016, a Pomigliano d’Arco. In un clima di tensione sfociato in violenza presso il resort “Pietrabianca”, La Gatta intervenne in soccorso di un amico, Giuseppe Sassone, all’epoca vittima di un’aggressione da parte di Di Marzo. In quel frangente concitato, dall’arma legittimamente detenuta dall’industriale partì il colpo fatale che raggiunse la vittima alla tempia.

Il percorso processuale è stato tortuoso: nel 2021, il Tribunale di Napoli aveva inflitto una condanna a 10 anni, riconoscendo l’attenuante della provocazione. Una pena che era stata però inasprita nel 2023 dai giudici d’appello, che l’avevano elevata a 14 anni accogliendo il ricorso della Procura.

Il ribaltamento in Cassazione

Nonostante la requisitoria del Procuratore Generale, che aveva chiesto il rigetto del ricorso e la conferma della detenzione in carcere, la linea difensiva ha fatto breccia. Gli avvocati penalisti Dario Vannetiello e Saverio Campana sono riusciti a scardinare l’impianto accusatorio del giudizio di secondo grado, puntando il dito su due pilastri fondamentali: il putativo convincimento di agire per legittima difesa e, soprattutto, l’assenza di una reale volontà di uccidere.

I legali hanno evidenziato come la dinamica dell’evento fosse maturata in un contesto di estremo pericolo per terzi, richiedendo una rilettura più approfondita delle intenzioni dell’imputato al momento dello sparo.

Sospiro di sollievo per l’indotto aerospaziale

La notizia dell’annullamento con rinvio non ha scosso solo le aule del Palazzaccio di Roma, ma ha avuto un forte eco anche nel distretto industriale vesuviano. La Gatta è l’anima di un’azienda storica, leader da 120 anni nella produzione di carrelli d’atterraggio, con centinaia di dipendenti che hanno seguito con apprensione le sorti del loro titolare. Una conferma della condanna avrebbe significato l’apertura immediata delle porte del carcere e pesanti ripercussioni sulla stabilità del polo produttivo.

Si attende ora il deposito delle motivazioni da parte dei giudici ermellini per comprendere i rilievi tecnici che hanno portato all’annullamento. Successivamente, la parola tornerà a Napoli, dove una nuova sezione della Corte d’Assise d’Appello dovrà celebrare un nuovo processo, partendo dai punti oscuri evidenziati dalla Cassazione. Per Vincenzo La Gatta, la battaglia legale continua, ma con una prospettiva radicalmente mutata.

Corruzione e truffa, il Riesame conferma il divieto di dimora per Zannini

Il Tribunale del Riesame di Napoli conferma la linea dura nei confronti del consigliere regionale della Campania Giovanni Zannini, indagato per corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato e falso. I giudici hanno infatti ribadito il divieto di dimora in Campania e nelle regioni limitrofe, ritenendo sussistenti sia i gravi indizi di colpevolezza sia le esigenze cautelari.

Zannini resta dunque a Castel di Sangro, in Abruzzo, dove si trova già in seguito alla misura restrittiva disposta nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.

Revocate le misure per i Griffo

Diversa la decisione per gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, padre e figlio, coinvolti nella stessa indagine. La decima sezione del Riesame (presidente De Tollis) ha infatti annullato nei loro confronti l’obbligo di dimora, facendo venir meno le esigenze cautelari.

Determinante, secondo quanto emerso, il sequestro dell’azienda al centro dell’inchiesta — un caseificio situato a Cancello Arnone, nel Casertano — ritenuto il fulcro delle presunte condotte illecite.

Anche per i Griffo, accusati insieme a Zannini di corruzione, truffa e falso, i giudici hanno quindi disposto la revoca delle misure, consentendo loro di tornare in libertà. I due imprenditori sono assistiti dagli avvocati Mario Griffo e Giuseppe Stellato.

Secondigliano, «Io monto alle cinque, amo»: così il ras del Berlingieri gestiva lo spaccio col paniere

Dalle telecamere nascoste ai binocoli di precisione, fino alle intercettazioni che hanno registrato in diretta il terrore dei pusher per le auto della polizia. I retroscena inediti dell’operazione condotta dal Commissariato di Secondigliano svelano l’esistenza di una vera e propria azienda criminale.

Dalle 170 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Marco Giordano e che tre giorni fa ha smantellato la piazza di spaccio della “111” al rione Berlingieri emerge un “sistema” perfetto, basato su turni di lavoro rigorosi come in fabbrica, vendite al dettaglio tramite panieri calati dai terrazzini e un “servizio clienti” telefonico in grado di garantire le dosi anche nel cuore della notte.

L’epicentro dell’inchiesta è un fazzoletto di strade incastonato nel Rione Berlingieri, a Secondigliano. Qui, dove il confine tra legalità e sopravvivenza criminale si fa spesso sottilissimo, l’ordinanza cautelare fotografa un ecosistema dello spaccio organizzato con le logiche di una multinazionale del narcotraffico.

Non ci sono improvvisazioni, né cani sciolti. Tutto segue un copione aziendale fatto di turnazioni ferree, logistica curata nei dettagli e un “customer care” capace di fidelizzare decine di clienti.

I protagonisti di questo scacchiere sono Antonio Gemei e Ciro Cardaropoli, veri e propri “impiegati” della polvere bianca, capaci di trasformare via Monte Faito e via Nuovo Tempio in un supermarket a cielo aperto.

Il “paniere” della cocaina calato nella notte

Il primo grande atto di questa indagine va in scena nel buio pesto del 18 giugno 2022. La Squadra Investigativa di Secondigliano ha già capito che il business non si ferma con il calare del sole.

Per documentarlo, gli agenti approntano un servizio di osservazione chirurgico: un’auto civetta con i vetri posteriori oscurati viene parcheggiata in posizione strategica sulla Strada Provinciale di Caserta. A bordo c’è un sovrintendente di polizia, armato di binocolo di precisione e videocamera. Il bersaglio è a soli quindici metri di distanza: il terrazzino dell’abitazione di Gemei, al civico 11 di via Nuovo Tempio.

Il sistema adottato dal pusher è antico ma tremendamente efficace per evitare i pericoli della strada: il classico “paniere” calato dal balcone. L’attesa dei poliziotti viene premiata alle 02:29, quando nella sala intercettazioni del Commissariato viene ascoltata in diretta una chiamata in entrata sull’utenza monitorata di Gemei.

Dall’altra parte del filo c’è un cliente, che annuncia il suo arrivo entro un minuto. Pochi istanti dopo, una Smart bianca fende la notte e si ferma nel vicino distributore Esso. L’uomo scende, si avvicina al cesto calato dal terrazzino, preleva la dose di cocaina e vi deposita i 20 euro pattuiti.

Uno scambio fulmineo, che si conclude pochi metri più in là, quando un’altra pattuglia in “puntellamento” ferma la vettura, costringendo l’acquirente a consegnare la droga nascosta negli slip e a confessare il collaudo sistema di compravendita.

Turni di lavoro e “servizio clienti” garantito

L’indagine, tuttavia, non si limita a fotografare lo spaccio notturno. È scavando nelle dinamiche diurne che gli inquirenti delineano i contorni di un’organizzazione strutturata su rigidi turni di lavoro. Il fortino diurno è via Monte Faito, precisamente nei pressi del centro scommesse “Over Plus”.

Qui la gestione è scientifica: il primo turno, dalla mattina fino alle 17:00, è affidato a Ciro Cardaropoli. Dalle cinque del pomeriggio in poi, scatta il cambio della guardia ed entra in scena Antonio Gemei.

È la stessa voce di Gemei, intercettata il 23 luglio, a confermare la staffetta criminale a un cliente affezionato: “Tu lo sai, io monto alle cinque amo”. Un’organizzazione talmente capillare da coprire l’intero arco delle ventiquattro ore. Se l’acquirente ha una crisi d’astinenza nel cuore della notte, il gruppo ha sempre una risposta pronta.

Lo certifica un’altra clamorosa intercettazione del 4 agosto, in cui un altro indagato, Gennaro Bruno, rassicura un compratore titubante sugli orari: “Sempre fra’, pure alle due, alle tre, non è un problema”.

Il nascondiglio nel muretto e il drive-in dello spaccio

Il cerchio si stringe il 2 agosto 2022, in un caldo pomeriggio che si rivelerà fatale per l’organizzazione. Ancora una volta, la sinergia tra pedinamenti sul campo e intercettazioni in sala ascolto si dimostra letale. Alle 16:12, le telecamere nascoste inquadrano Cardaropoli mentre infila il braccio nel finestrino di una Ford Ecosport per cedere una dose a un cliente poi puntualmente fermato. Ma è in serata, durante il turno di Gemei, che il meccanismo subisce il colpo di grazia.

Alle 21:50, il telefono di Gemei squilla. È  un cliente abituale, che fa un’ordinazione perentoria e precisa: “Senti, me ne servono quattro, belli e preparati, sto qua”. Quello che segue è un manuale dello spaccio in presa diretta: sotto gli occhi elettronici della videosorveglianza, Gemei attira l’attenzione del socio Cardaropoli, che si siede su un muretto al civico 51, divenuto la cassaforte della droga.

Cardaropoli estrae le dosi e le passa a Gemei, il quale si avvicina a una Fiat Panda appena sopraggiunta, effettuando la consegna. Anche in questo caso, la trappola della polizia scatta implacabile: la Panda viene bloccata e le due dosi, vendute per 40 euro, vengono sequestrate, cristallizzando in modo definitivo il quadro accusatorio.

La fobia delle “civette” e la droga da nascondere

Il gran finale di questa tranche investigativa è un thriller psicologico che si consuma interamente sulle frequenze telefoniche. Tra le 22:02 e le 23:26 di quel fatidico 2 agosto, il clima nel Rione Berlingieri si fa rovente. L’incessante pressing del Commissariato di Secondigliano manda nel panico i due soci. I poliziotti, infatti, sono ancora in zona a bordo delle loro auto private, e i pusher se ne accorgono.

Le microspie registrano la fobia crescente di Gemei e Cardaropoli. I due si scambiano informazioni concitate, terrorizzati dall’idea di subire una perquisizione domiciliare o un controllo personale proprio nel momento di massima esposizione.

L’angoscia li spinge a riorganizzare la logistica in tempo reale: elaborano in fretta un piano d’emergenza per spostare la droga dal consueto muretto verso un rifugio ritenuto più sicuro, dal quale Cardaropoli avrebbe poi recuperato la merce nel cuore della notte. È l’ultimo, disperato tentativo di salvare il business prima che le manette e l’ordinanza di custodia cautelare calino il sipario sulla “piazza” di via Monte Faito.

La grande canzone napoletana si accende nel Chiostro: Gennaro Pisapia & Gruppo Smeraldo in concerto

La musica partenopea si prepara a vivere una serata d’eccezione in uno dei luoghi più suggestivi del centro storico. Sabato 21 marzo, alle ore 20, il Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova (Piazza Santa Maria La Nova, 44) farà da cornice all’incontro tra la tradizione della canzone classica e l’eleganza architettonica del chiostro.

Protagonisti della serata saranno Gennaro Pisapia & Gruppo Smeraldo, chiamati a guidare il pubblico in un percorso emozionale che attraversa le pagine più celebri della storia musicale partenopea. Lo spettacolo si configura come un vero e proprio omaggio ai grandi poeti e compositori tra Ottocento e Novecento, con un repertorio che spazia dai toni sognanti di Era de maggio e Palomma ’e notte, alla vivacità di Chella llà e Pigliate ’na pastiglia, fino alla drammaticità di Guapparia e all’intensità di Luna rossa e Carmela.

Sul palco, un ensemble di musicisti professionisti, tutti diplomati al Conservatorio, riuniti nell’Associazione Musicale Franco Smeraldo. Fondata nel 2023 da Gennaro Pisapia, l’associazione raccoglie l’eredità artistica dell’esperienza de I Cimarosa, distinguendosi per una cifra stilistica originale: una fusione ricercata tra strumenti a corda e a fiato. Grazie agli arrangiamenti curati dal gruppo, la tradizione viene rispettata con rigore filologico ma rivisitata con sonorità moderne, restituendo nuova linfa a canzoni senza tempo.

La formazione è composta da Gennaro Pisapia (voce), Peppe Carannante (clarinetto), Michele Cordova (chitarra), Alessandro Pignalosa (mandolino), Francopaolo Perreca (sax soprano e percussioni) e Mario Carannante (violoncello e basso).

Un appuntamento imperdibile per gli amanti della grande musica napoletana, dove il fascino della tradizione si fonde con la ricerca stilistica, in un dialogo suggestivo con la storia e l’architettura del complesso monumentale.

Castel Morrone, blitz nell’azienda degli orrori: liquami in fogna e abusi edilizi

Castel Morrone – Un intero complesso agricolo totalmente abusivo, liquami sversati direttamente nella rete fognaria pubblica e un furto d’acqua che durava da quasi un decennio. È lo scenario degradante scoperto dagli agenti della Polizia Provinciale di Caserta a Castel Morrone, dove un’operazione di controllo del territorio ha portato al sequestro di un’area di circa 1.500 metri quadrati e alla denuncia di un imprenditore locale.

Lo scarico illegale e il blitz

L’indagine è scattata quasi per caso, quando gli agenti hanno notato anomalie sospette nella fognatura comunale: una massiccia presenza di liquami zootecnici e letame che non avrebbero mai dovuto trovarsi lì. Il sospetto ha trovato conferma immediata durante l’ispezione, condotta con il supporto dei militari dell’Esercito. All’interno della struttura, i poliziotti hanno trovato galline, conigli e vitelli stabulati in ambienti privi di ogni autorizzazione.

Un “fantasma” idrico dal 2017

Oltre ai gravi illeciti ambientali, gli accertamenti coordinati dal colonnello Biagio Chiariello hanno portato alla luce un sistema sistematico di evasione delle risorse pubbliche. L’azienda si serviva di un pozzo abusivo per l’approvvigionamento idrico ma, ancora più sorprendente, è stata la scoperta di un contatore dell’acqua fermo alla stessa lettura dal 2017.

Per nove anni l’imprenditore ha usufruito della rete idrica comunale senza pagare un centesimo; ora il Comune di Castel Morrone procederà al recupero forzoso di tutti i canoni arretrati.

Amianto e demolizioni in arrivo

Il quadro delle violazioni si completa con il rischio sanitario: nell’area è stata individuata una tettoia in cemento amianto degradata. Il proprietario dovrà ora presentare un piano di bonifica all’Asl competente per la rimozione sicura del materiale pericoloso.

Nel frattempo, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha ricevuto il fascicolo sul caso. L’intera area e le condutture illegali restano sotto sigilli, mentre per le strutture abusive è già prevista l’ordinanza di demolizione.

“L’operazione rientra nel potenziamento dei controlli ambientali voluto dalla Provincia,” spiegano dal comando, “un’azione di contrasto agli illeciti che il presidente Anacleto Colombiano ha chiesto di intensificare su tutto il territorio casertano.”

P.B.

Allarme pertosse nel Sassuolo: un positivo e cinque isolati, ma la sfida contro la Juve non è a rischio

Scatta l’allerta sanitaria nel gruppo squadra del Sassuolo alla vigilia della delicata trasferta contro la Juventus. La società neroverde ha comunicato la presenza di un caso conclamato di pertosse all’interno del proprio spogliatoio.

Oltre al soggetto risultato positivo, l’équipe medica del club ha immediatamente posto in isolamento e sotto stretto monitoraggio altri cinque tesserati che presentano una sintomatologia compatibile con l’infezione.

Il Sassuolo ha già provveduto a informare i vertici della Lega Serie A, attivando in maniera tempestiva tutte le procedure di contenimento previste dai protocolli sanitari vigenti.

Fischio d’inizio confermato e dettagli clinici

Nonostante l’emergenza improvvisa, non ci sarà nessuno stravolgimento del calendario. La partita Juventus-Sassuolo, in programma sabato 21 marzo alle ore 20.45, non è al momento considerata a rischio rinvio e si disputerà regolarmente. L’attenzione dello staff medico emiliano resta comunque altissima, al fine di scongiurare ulteriori contagi prima della partenza.

La pertosse, comunemente nota come “tosse canina”, è un’infezione delle vie respiratorie altamente contagiosa scatenata dal batterio Bordetella pertussis. Sebbene colpisca in prevalenza i bambini tra zero e cinque anni, può manifestarsi facilmente anche negli adulti e negli adolescenti.

Si tratta di una patologia da monitorare con grande cura nello sport agonistico: ha un periodo di incubazione di circa dieci giorni e un decorso clinico molto lungo, che in alcuni casi può estendersi dalle sei alle dieci settimane.