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Vico Equense, sequestrato lido dei Vip “Cava Regia” per abusi edilizi e demaniali

Sequestro questa mattina per la struttura turistica “Cava Regia”, parte del noto complesso turistico-alberghiero “Le Axidie”, situato a Punta Scutolo, nella località di Seiano a Vico Equense.

L’operazione è stata eseguita dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e dalla Guardia di Finanza del Reparto Operativo Navale di Napoli, su disposizione del gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica.

Il provvedimento riguarda una vasta area soggetta a vincoli paesaggistici e ambientali, dichiarata di notevole interesse pubblico.

Le accuse mosse a vario titolo nei confronti dei rappresentanti legali delle società coinvolte – “Le Axidie S.r.l.”, gestore della struttura, e “S.A.M.E. S.r.l.”, proprietaria dell’area – sono gravi: violazioni urbanistiche e paesaggistiche, occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo, e persino falso ideologico.

Le accuse: costruzioni abusive e occupazione illecita del demanio

Secondo gli investigatori, coordinati dalla Procura oplontina, sarebbero state realizzate numerose opere edilizie in assenza di titoli abilitativi o in difformità alle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate nel 2023 e a una SCIA presentata nel 2024. Si parla di un’area di circa 400 metri quadrati, parte della quale ricadente su proprietà demaniale dello Stato, e parte su suolo privato.

Tra gli abusi accertati figurano manufatti a uso bar e cucina, pergolati, tettoie, pedane, scale, balaustre, muri di contenimento e camminamenti in pietra, tutti realizzati in maniera stabile e permanente.

In particolare, è stata segnalata la costruzione di un locale-deposito di 32,5 metri quadrati per una volumetria di oltre 110 metri cubi, e l’installazione di una scaletta di accesso al mare senza alcuna concessione demaniale e in violazione delle distanze di legge dalla linea di costa.

Falso in atto pubblico e violazione delle norme antisismiche

Al gestore della struttura sequestrata è contestato anche il reato di falso ideologico (art. 483 del Codice penale). In una comunicazione di inizio lavori (CIL) trasmessa al Comune di Vico Equense, avrebbe dichiarato di aver rimosso le opere temporanee entro i 120 giorni previsti dalla normativa. Tuttavia, al momento del sopralluogo delle forze dell’ordine, le strutture erano ancora tutte in loco.

Gravi anche le irregolarità rilevate sul fronte della sicurezza. Le opere realizzate, infatti, superavano le volumetrie autorizzate e non risultavano accompagnate dalla necessaria documentazione tecnica per le costruzioni in zona sismica, requisito obbligatorio per l’intera area di Seiano.

Le indagini

L’attività investigativa è stata svolta congiuntamente dalla Capitaneria di Porto e dalla Guardia di Finanza, con il supporto del personale tecnico del Comune di Vico Equense. Il sequestro rappresenta un nuovo capitolo nella battaglia contro l’abusivismo edilizio lungo le coste della Campania, in particolare in aree pregiate come quella di Punta Scutolo, sottoposte a vincoli paesaggistici e ambientali particolarmente stringenti.

L’inchiesta prosegue per chiarire tutte le responsabilità e ricostruire nel dettaglio la catena delle irregolarità. Intanto l’intera struttura è stata posta sotto sequestro giudiziario.

 Il locale è frequentato da tanti vip anche internazionali basti pensare che lo scorso anno la cerimonia di nozze del calciatore ex Napoli, Fabian Ruiz, fresco campione d’Europa con il paris Saint Germain. Sua moglie infatti è originaria della penisola sorrentina.

Terra dei Fuochi: cantieri edili sotto sequestro a Lusciano, rifiuti pericolosi e violazioni. Due denunce

LUSCIANO – Sicurezza sul lavoro ignorata e rifiuti pericolosi ammassati in cantiere: è quanto hanno scoperto i Carabinieri di Lusciano, in provincia di Caserta, nel corso di un’operazione congiunta con il Nucleo Ispettorato del Lavoro e il Nucleo Forestale di Marcianise. A finire nei guai sono stati gli amministratori unici di due società operanti nel settore edile, denunciati in stato di libertà per gravi violazioni in materia ambientale e di sicurezza nei luoghi di lavoro.

I controlli effettuati nei cantieri attivi sul territorio comunale hanno portato alla luce una gestione scorretta e pericolosa dei materiali: i militari hanno infatti rinvenuto e sequestrato cumuli di rifiuti speciali, sia pericolosi che non, tra cui guaine bituminose, materiali plastici, laterizi, pannelli fotovoltaici dismessi, inerti da demolizione e imballaggi contaminati da sostanze nocive.

Oltre alle contestazioni penali, ai titolari delle due imprese è stata inflitta una sanzione amministrativa pari a 24.490,08 euro. Un intervento che testimonia ancora una volta l’importanza della vigilanza nei cantieri e della tutela dell’ambiente e dei lavoratori, troppo spesso messi in secondo piano da logiche speculative.

Contrabbando di articoli da fumo, maxi sequestro di cartine e filtri della Finanza a Benevento

BENEVENTO – Era un carico destinato al commercio illecito quello intercettato dai finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Benevento durante un servizio di controllo del territorio. Oltre 53.000 articoli tra cartine e filtri per tabacco sono stati sequestrati dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria a bordo di un furgone fermato in provincia, guidato da un cittadino italiano.

Il mezzo trasportava l’intero carico senza alcuna autorizzazione, in completa evasione dell’imposta di consumo prevista dalla legge. L’uomo alla guida è stato sanzionato per la vendita non autorizzata di generi di monopoli, un’infrazione che rientra nella normativa sul contrasto al contrabbando e all’abusivismo commerciale.

L’operazione si inserisce in un più ampio piano di repressione dei traffici illeciti messo in campo dalle Fiamme Gialle sul territorio sannita, che continua a essere monitorato per arginare un fenomeno tutt’altro che marginale. Il maxi sequestro non solo rappresenta un colpo importante al mercato parallelo degli articoli per fumatori, ma riafferma anche l’impegno costante della Guardia di Finanza nella tutela delle regole e nella lotta alla concorrenza sleale che danneggia l’economia legale.

Francesco Sirano è il nuovo direttore del Mann: “Onore e grande responsabilità”

NAPOLI – “È un onore profondo e una grande responsabilità”. Con queste parole Francesco Sirano ha accolto ufficialmente la nomina a direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Una dichiarazione che non è solo forma, ma il preludio a una nuova fase per il Mann, sempre più al centro della vita culturale della città. Sirano, che per otto anni ha diretto con visione e passione il Parco archeologico di Ercolano, guarda ora a un museo che definisce “casa della conoscenza” e “luogo aperto al mondo”, deciso a renderlo ancor più vivo, accessibile e dialogante con tutte le generazioni.

In una nota, il neodirettore ha voluto ringraziare il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per la fiducia e sottolineare quanto il Mann sia oggi più che mai un punto di riferimento per l’identità di Napoli e del Mediterraneo. “Napoli – scrive – è una città straordinaria, dove passato e presente si intrecciano con una potenza unica. Il Mann è parte viva di questo tessuto”.

L’inizio del nuovo incarico coincide anche con un importante ampliamento: l’ingresso della sede di Palazzo Fuga, destinata a rafforzare il ruolo del museo nel panorama culturale europeo. Sirano porta con sé non solo un forte legame con il territorio, ma anche l’esperienza del partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute, che ha contribuito al rilancio di Ercolano.

“Lì ho imparato – spiega – quanto sia cruciale coniugare tutela, ricerca, lavoro di squadra e coinvolgimento delle comunità”. E questa visione è ciò che intende riversare anche nella nuova avventura al Mann, con un chiaro obiettivo: aprire ancora di più le porte del museo, renderlo dinamico, contemporaneo, pronto a parlare al mondo e a immaginare il futuro senza dimenticare la sua storia millenaria.

Napoli, maxi blitz al mercatino di Antignano: sequestrati 150 kg di alimenti

NAPOLI – Giornata intensa per la Polizia Locale nel cuore della città. Due le operazioni distinte ma coordinate che hanno interessato il quartiere Vomero e le zone centrali della Prima Municipalità, con l’obiettivo di ristabilire legalità e decoro urbano. Nel primo caso, gli agenti dell’Unità operativa Vomero, affiancati dalle unità Iaes e San Lorenzo, sono intervenuti in via Recco, a pochi passi dal mercatino di Antignano e piazza degli Artisti, per contrastare l’occupazione abusiva di suolo pubblico e l’esposizione di alimenti senza le necessarie condizioni igienico-sanitarie.

Nel mirino tre attività commerciali e due venditori ambulanti: il bilancio è di circa 150 chili di frutta e verdura sequestrati – poi devoluti allo zoo cittadino – e una serie di sanzioni per vendita senza licenza, strutture abusive e commercio itinerante in violazione delle normative regionali.

Contemporaneamente, nel territorio della Prima Municipalità (Chiaia, San Ferdinando, Posillipo), è scattato un giro di vite contro la sosta selvaggia. L’Unità operativa motociclisti ha setacciato le arterie principali – tra cui via Caracciolo, via Carducci e via Lomonaco – rimuovendo ben 16 veicoli per irregolarità gravi legate alla sosta. A questi si aggiungono altri 15 verbali per violazioni alla segnaletica e parcheggi in aree vietate.

Napoli, arrestati due ladri seriali di Fiat 500X, Renegade e Smart

Erano il terrore dei proprietari di Fiat 500X, Jeep Renegade e Smart. Specializzati nei furti di componenti meccaniche di questi modelli, agivano con rapidità e precisione chirurgica, colpendo auto parcheggiate in tutta la Campania.

Ma la loro “carriera” criminale è finita all’alba di oggi, quando i carabinieri del comando provinciale di Benevento hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di due 25enni napoletani, su disposizione del GIP del tribunale sannita.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Benevento, ha ricostruito almeno sedici episodi di furto messi a segno tra il marzo 2024 e il maggio 2025, tutti con lo stesso modus operandi: i ladri rompevano il deflettore anteriore sinistro, smontavano in pochi minuti le parti più costose dell’auto – come gruppi ottici e centraline – e si dileguavano a bordo di veicoli di supporto, rivendendo poi i pezzi sul mercato nero attraverso annunci online.

La svolta investigativa è arrivata dopo un furto avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 marzo 2024 a Montesarchio. Grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona, i militari sono riusciti a risalire all’auto utilizzata per il colpo e, successivamente, all’identità dei due indagati.

Ma non solo furti: i due giovani sono anche accusati di resistenza a pubblico ufficiale, in relazione a un inseguimento ad alta tensione avvenuto a Solofra. Dopo aver razziato i fanali anteriori e posteriori di una vettura, i ladri non si sono fermati all’alt dei carabinieri, imboccando a forte velocità l’autostrada A16 contromano e tentando più volte di speronare l’auto dei militari. Una fuga che ha messo in serio pericolo l’incolumità degli operatori e degli altri automobilisti.

Dove e come colpivano

Comuni campani in cui sono avvenuti i furti:

Benevento
Airola
Montesarchio
Solofra
Nocera Inferiore
Eboli
Capua
Battipaglia
Castellammare di Stabia
Avellino
Santa Maria a Vico

Modelli di auto presi di mira:

Fiat 500X
Jeep Renegade
Smart

 Componenti di auto rubati con maggiore frequenza:

Gruppi ottici anteriori
Gruppi ottici posteriori
Computer di bordo (centraline)
Altre componenti meccaniche di pregio

L’operazione condotta dai carabinieri di Benevento mette un freno a una delle più aggressive e sistematiche ondate di furti su auto che ha colpito la Campania negli ultimi anni. Colpisce, ancora una volta, la giovane età dei responsabili: appena 25 anni, ma già capaci di gestire una vera e propria attività criminale itinerante, ben organizzata e radicata nel territorio.

Un fenomeno che apre una riflessione più ampia sul mercato nero dei ricambi auto, alimentato dalla domanda di pezzi a basso costo e spesso venduti online senza controllo.

 

 

 

 

Operazione nazionale contro l’odio online: 27 indagati per neonazismo, razzismo e apologia del fascismo

Una vasta operazione condotta dai Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS), con il supporto dei Comandi Provinciali e coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia in stretto raccordo con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (DNAA), sta scuotendo l’Italia.

Dalle prime ore di questa mattina, è in corso l’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di un 21enne bresciano, gravemente indiziato di reati legati alla propaganda e istigazione all’odio razziale e all’apologia del fascismo.

Contestualmente, sono stati disposti 26 decreti di perquisizione personale e locale nei confronti di altrettanti soggetti sospettati di appartenere a gruppi virtuali di estrema destra che promuovono posizioni radicali neonaziste, accelerazioniste, suprematiste, xenofobe e antisemite.

L’indagine: dal monitoraggio social alla rete nazionalista

L’indagine, condotta dall’articolazione Anticrimine di Brescia del ROS, è iniziata nel dicembre 2023 con il costante monitoraggio dei profili social – in particolare Telegram e TikTok – del 21enne arrestato. Questo lavoro ha permesso di acquisire indizi significativi a suo carico per condotte di:

Propaganda di idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale ed etnico, anche minimizzando e negando la Shoah.

Partecipazione a diversi gruppi virtuali sulla piattaforma Telegram con scopi di incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, nazionali o religiosi.

Apologia del fascismo

Le investigazioni si sono poi estese a questi canali social, identificando ulteriori 29 internauti membri, molti dei quali di età compresa tra 18 e 25 anni (cinque dei quali minorenni all’epoca dei fatti), residenti su tutto il territorio nazionale e ora indagati per gli stessi delitti.

I gruppi virtuali sotto la lente: fucine d’odio online

Il destinatario della misura cautelare è risultato attivo all’interno di diversi aggregati virtuali, vere e proprie fucine di odio e discriminazione:

“WHITE LIVES MATTER ITALIA”: Intriso di contenuti che inneggiano alla classificazione della popolazione umana in razze e alla superiorità della razza bianca, con termini discriminatori verso le altre etnie/razze.

“VANNAWAFFEN TM”: Propaganda di idee inneggianti al nazismo, all’accelerazionismo, alla classificazione della popolazione umana in razze, alla superiorità della razza bianca in termini denigratori e discriminatori di altre etnie/razze/religioni. Sono stati rilevati anche contenuti apologetici di azioni violente contro persone di colore, immigrati, persone di religione islamica e afferenti alla galassia LGBTQ+.

“SANGUE E SUOLO”: Pubblicazione di contenuti con chiare espressioni di idee suprematiste, neo-naziste, negazioniste della Shoah, antisemite e di apologia del fascismo.

“SPIRITO FASCISTA”: Inneggiamenti al fascismo, al nazismo, alla superiorità di razza, all’antisemitismo e a teorie negazioniste della Shoah, oltre a divulgazione di post di derisione politica, etnica e sociale.

“HOOLIGANS/NS/WP/WLM”: Espliciti richiami al nazionalsocialismo e alla supremazia bianca (“WP” indica “White Power”). Al suo interno sono state trovate pubblicazioni con contenuti nazisti, suprematisti, d’odio razziale, di omofobia, ed esplicite istigazioni a delinquere con inviti a compiere azioni incendiarie, in cambio di premi in denaro, in danno di esercizi commerciali e luoghi di ritrovo di immigrati (in territorio estero), nonché a partecipare a scontri fisici contro persone di colore.

“RIVELAZIONI NON AUTORIZZATE”: Contenuti video e immagini inneggianti al fascismo, al nazismo, all’antisemitismo e negazionisti dell’Olocausto.

“IDENTITA’ EUROPEA”: Divulgazione di post di stampo antisemita, omofobo e razzista.

“CASA DEL FASCIO”: Pubblicazione di post apologetici del fascismo, del nazismo e contenuti antisemiti negazionisti della Shoah.

L’odio razziale e di genere è inattuale rispetto alla necessità della pace

Questa operazione dei Carabinieri del ROS è un campanello d’allarme significativo sull’inquietante diffusione di ideologie d’odio in contesti virtuali, che purtroppo possono tradursi in azioni concrete.

L’odio razziale, l’omofobia, l’antisemitismo e l’apologia di regimi totalitari come il nazismo e il fascismo, oltre ad essere reati, rappresentano un’anacronistica regressione sociale.

Nell’attuale contesto globale, caratterizzato da interconnessioni culturali e dalla necessità di affrontare sfide comuni che travalicano i confini nazionali, come il cambiamento climatico, le pandemie e le disuguaglianze economiche, tali forme di intolleranza non solo sono inaccettabili, ma si rivelano anche profondamente irrilevanti e dannose per il progresso dell’umanità.

È paradossale che in un’epoca di così avanzata comunicazione e accesso all’informazione, permangano e si diffondano messaggi che dividono, anziché unire. La storia ci ha insegnato, a costi inimmaginabili, a quali orrori possano condurre le ideologie basate sulla superiorità di una razza o di un genere sull’altro. La memoria della Shoah e delle atrocità della Seconda Guerra Mondiale dovrebbe essere un monito eterno.

Oggi più che mai, la vera urgenza è quella di promuovere una cultura di pace, inclusione e rispetto reciproco. È fondamentale investire nell’educazione civica e nell’alfabetizzazione mediatica, specialmente tra i giovani, per contrastare la diffusione di contenuti distorti e pericolosi online.

La battaglia contro l’odio non si vince solo con le operazioni di polizia, ma soprattutto con la costruzione di una società in cui la diversità è vista come una ricchezza e non come un motivo di scontro.

Parlare di pace significa riconoscere la dignità di ogni individuo, indipendentemente dalla sua provenienza, colore della pelle, religione o orientamento sessuale, e lavorare per un futuro basato sulla cooperazione e sulla comprensione reciproca.

 

Tragedia dello scuolabus e morte della maestra napoletana: l’autista era al telefono

Una svolta nelle indagini sull’incidente che il 19 maggio scorso ha sconvolto l’opinione pubblica: la Procura di Como ha chiesto la custodia cautelare per Francesco Pagano, l’autista del pullman carico di bambini che tamponò un camion sull’autostrada Pedemontana, a Lomazzo (Como).

Nella tragedia perse la vita Domenica Russo, 43 anni, maestra napoletana residente a Sesto Calende, che accompagnava i suoi alunni della scuola elementare di Cazzago Brabbia, in provincia di Varese di ritorno da una gita al Museo del Cavallo Giocattolo di Grandate.

Secondo gli inquirenti, l’autista stava utilizzando lo smartphone al momento dell’impatto, una distrazione fatale che ha trasformato una giornata di svago in un dramma.

Le indagini: l’autista distratto dal telefono

Gli accertamenti condotti dalla Procura, supportati da un consulente tecnico, hanno confermato che Pagano era impegnato con il suo smartphone quando il pullman ha violentemente tamponato il camion che lo precedeva.

Determinante un’immagine delle telecamere autostradali della Pedemontana, che mostrerebbe l’autista con il telefono in mano. Un dettaglio che aggrava la sua posizione e che ha spinto i pm a richiedere l’arresto, su cui il giudice si è riservato di decidere. Nell’incidente, che ha coinvolto 30 bambini a bordo, diversi alunni hanno riportato ferite, aggiungendo ulteriore dolore a una vicenda che ha scosso profondamente la comunità.

Una tragedia che richiama un problema diffuso

La morte di Domenica Russo e il ferimento dei piccoli passeggeri riportano al centro del dibattito una piaga che miete vittime sulle strade italiane: la distrazione alla guida. L’uso dello smartphone, ormai quasi una costante negli incidenti stradali, si conferma una delle principali cause di tragedie evitabili.

Che si tratti di un messaggio, una chiamata o un rapido sguardo ai social, queste azioni, apparentemente innocue, sottraggono secondi preziosi di attenzione, trasformando un mezzo di trasporto in un pericolo mortale.

L’incidente di Lomazzo non è un caso isolato: secondo le statistiche, la distrazione è responsabile di una percentuale allarmante di sinistri, spesso con esiti devastanti, soprattutto quando a rischio sono vite innocenti come quelle dei bambini

.Un monito per la sicurezza stradale

Mentre la giustizia segue il suo corso per stabilire le responsabilità dell’autista, la vicenda di Lomazzo impone una riflessione collettiva. La sicurezza stradale non può essere sacrificata sull’altare della distrazione.

Campagne di sensibilizzazione, controlli più stringenti e pene severe sono necessari, ma altrettanto fondamentale è un cambiamento culturale: chi guida ha in mano non solo un volante, ma la vita di chi gli sta accanto.

La perdita di Domenica Russo, una maestra dedita ai suoi alunni, e il trauma subito dai bambini sono un prezzo troppo alto per un istante di disattenzione. La comunità chiede giustizia, ma soprattutto un impegno concreto per prevenire che tragedie simili si ripetano.

Rischi dei Bonus Edilizi: il bestseller di Antonio Rocco

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Milano  – Negli ultimi anni, i bonus edilizi hanno rappresentato un’opportunità allettante per valorizzare il patrimonio immobiliare. Tuttavia, non sono pochi i cittadini che si ritrovano oggi a fare i conti con accertamenti fiscali, revoche di benefici e contenziosi con imprese e professionisti poco trasparenti. Eppure, affrontare serenamente i controlli e tutelarsi è possibile, purché si agisca con consapevolezza.

Per chi desidera accedere alle agevolazioni statali senza il rischio di incorrere in sanzioni o errori legali, è disponibile il nuovo libro di Antonio Rocco, dal titolo:
“Rischi dei Bonus Edilizi. Guida pratica per evitare errori legali nelle ristrutturazioni con agevolazioni fiscali e proteggere il tuo patrimonio immobiliare” (Bruno Editore).

Attraverso un linguaggio semplice ma rigoroso, l’autore fornisce strumenti concreti e strategie operative per difendersi da verifiche, accertamenti e ispezioni dell’Agenzia delle Entrate, con il supporto di professionisti esperti.

“Il mio libro è una guida operativa rivolta a chi ha usufruito o intende usufruire dei bonus edilizi, con un focus particolare sul Superbonus 110%” – spiega Antonio Rocco. – “Analizzo i principali requisiti tecnici e fiscali, evidenzio gli errori più comuni e offro indicazioni chiare su come affrontare eventuali contestazioni. Il testo include casi reali, strumenti legali e soluzioni alternative come la mediazione e l’arbitrato.”

Consulente legale e Coordinatore Nazionale dell’Associazione N.A.C.A., Rocco ogni giorno si confronta con le domande e le difficoltà di amministratori di condominio e cittadini disorientati dalla complessità della normativa. Proprio da queste esperienze nasce il libro: un manuale chiaro, affidabile e orientato alla risoluzione concreta dei problemi.

“Con oltre 25 anni di esperienza sul campo, Antonio ha sentito l’esigenza di condividere ciò che ha imparato” – dichiara Giacomo Bruno, editore del libro. – “Il suo consiglio? Valutare con attenzione la documentazione tecnica e fiscale, affidarsi a professionisti qualificati e non firmare mai nulla senza conoscere appieno le conseguenze legali e fiscali. Prevenire è la chiave.”

Il libro è disponibile su Amazon a questo link:
https://bit.ly/3HKjxmK


L’Autore

Antonio Rocco, nato a Castellammare di Stabia nel 1975, è uno dei massimi esperti in Italia in materia condominiale e bonus fiscali edilizi. Consulente legale e Advisor Bonus, ha maturato oltre 27 anni di esperienza nella consulenza e amministrazione condominiale, con oltre 500 fabbricati gestiti, 30.000 pratiche di recupero crediti e più di 1.000 pratiche di contenzioso fiscale chiuse con esito positivo.

È formatore, mediatore civile e commerciale, arbitro, revisore condominiale, e ricopre il ruolo di Coordinatore e Responsabile Nazionale della Formazione per l’Associazione N.A.C.A. È inoltre Direttore Generale dell’Associazione Tutela del Consumatore APS. Collabora come editorialista con Il Sole 24 Ore su temi fiscali e condominiali.
Per informazioni:  www.studiolegalerocco.legal

Napoli, giovane gambiano accoltellato in piazza Nazionale

Napoli – Ennesima notte di violenza per le strade di napoli, ennesina notte con uso delle armi bianche da parte di cittadini stranieri sempre più padroni di parte della città nelle ore notturne.

la cosiddetta scena del crimine si sarebbe consumata in piazza Nazionale dove nella notte un cittadino gambiano di soli 20 anni è stato soccorso da un’ambulanza del 118 avvertita da alcuni passanti.

Il giovane era a terra sanguinante con numerose ferite da taglio a una gamba. E’ stato trasportato all’Ospedale Pellegrini dove i medici del pronto soccorso gli hanno curate ben 5 ferite alla gamba con una prognosi di 12 giorni.

Il giovane non ha voluto fornire dettagli sull’aggressione

Come da prassi sono stati avvertiti i carabinieriche arrivati sul posto non hanno ricevuto collaborazione da parte del ferito. Ora i militari stanno cercando immagini utili dalle numerose telecamere pubbliche e private presenti in piazza nazionale e nei dintorni per chiarire dinamiche e partecipanti all’aggressione.

 

 

Massa Lubrense, operaio muore mentre installa un condizionatore

Massa Lubrense– Il tristemente noto “rosario delle vittime sul lavoro” si allunga ancora. Ieri, a Massa Lubrense, Giovanni Terminiello, un operaio di 58 anni ha perso la vita in un drammatico incidente mentre svolgeva la sua mansione.

L’uomo stava installando un impianto di climatizzazione in via Pontone quando, per cause ancora da accertare, ha perso l’equilibrio ed è precipitato da un’altezza di circa sei metri.

L’impatto con il suolo è stato violentissimo: l’operaio, originario di meta di Sorrento, abitava sui Colli di Fontanelle, è caduto con la schiena su un cordolo di cemento. Nonostante i disperati tentativi di rianimazione da parte del personale del 118, giunto rapidamente sul posto, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Il decesso è stato constatato sul luogo dell’incidente.

Mancanza di controlli e tutela: un prezzo troppo alto

La tragedia ripropone, con drammatica urgenza, la questione della sicurezza nei luoghi di lavoro. Troppo spesso, infatti, la cronaca è costellata di episodi simili, che evidenziano una mancanza strutturale di controlli adeguati e di tutele efficaci per i lavoratori.

Ogni giorno, vite vengono spezzate a causa di negligenze, procedure non rispettate o assenza di dispositivi di sicurezza, alimentando la dolorosa percezione che il lavoro in Italia possa ancora costare la vita. Le morti bianche non sono fatalità, ma spesso il risultato di un sistema che non mette la sicurezza al primo posto.

Le indagini in corso

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Carabinieridella stazione locale, il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Napoli e il Nucleo Investigativo del Gruppo di Torre Annunziata. Le autorità hanno avviato le indagini e i rilievi del caso per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità. La salma dell’operaio è stata messa a disposizione dell’Autorità giudiziaria per gli accertamenti del caso.

La speranza è che anche questa tragedia possa servire da monito per rafforzare l’impegno collettivo nella prevenzione degli infortuni sul lavoro, perché il “rosario delle vittime” non si allunghi più.

Napoli, incidente sull’Asse mediano: muore 77enne, grave la moglie

Frattamaggiore – Un altro nome si aggiunge alla lunga lista delle vittime della strada nell’hinterland napoletano. Ieri sera, un uomo di 77 anni è morto in un terribile scontro tra la sua autovettura e un mezzo pesante sull’asse mediano SS87, all’altezza dello svincolo di Frattamaggiore.

I carabinieri della Compagnia di Caivano, intervenuti sul posto, hanno trovato un quadro drammatico: Il 77enne, deceduto poco dopo all’ospedale per le gravissime ferite riportate mentre la moglie 76enne, è ricoverata in prognosi riservata con traumi multipli.

La lunga scia di sangue del 2025

Quello di ieri è solo l’ultimo di una serie di incidenti mortali che stanno insanguinando la provincia. Infatti solo 24 ore prima, un 19enne aveva perso la vita in un incidente a Pozzuoli; 57 invece vittime dall’inizio del 2025 nella sola area napoletana;  3 morti nell’ultima settimana tra Napoli Nord e l’area flegrea.

Da mesi, comitati e associazioni denunciano: strade dissestate, illuminazione carente econtrolli insufficienti sul trasporto pesante.

«Qui ogni settimana piangiamo un morto – dice Mario Esposito del comitato “Strade Sicure” – Quando intervisteranno i sopravvissuti invece che i cadaveri?»

L’ultimo bollettino di guerra su un tratto stradale che sembra un campo di battaglia. Mentre le istituzioni promettono interventi, le bare continuano a uscire dai pronto soccorso.

Napoli, il Consiglio di Stato boccia il ricorso del Bagno Elena: la spiaggia torna libera in attesa della gara

Una delle spiagge più iconiche di Napoli, quella del Bagno Elena a Posillipo, torna ad essere libera. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dai gestori dello stabilimento balneare per ottenere la sospensione della sentenza del Tar Campania, che aveva annullato la proroga della concessione rilasciata dall’Autorità Portuale.

Una decisione che restituisce temporaneamente l’arenile alla collettività e apre la strada a una nuova gara pubblica per l’assegnazione.

Nel mirino dei giudici è finita la condotta dell’Autorità Portuale di Napoli, accusata di aver prorogato le vecchie concessioni senza aver mai indetto una gara, nonostante l’obbligo sancito dalle norme europee.

Secondo il Consiglio di Stato, l’ente avrebbe finora svolto soltanto una “mera attività prodromica” e non avrebbe dato corso agli atti concreti per garantire una procedura trasparente di assegnazione.

Il ricorso e la battaglia legale

Il ricorso era stato presentato da Mario Morra, titolare del Bagno Elena e rappresentante del sindacato balneari, affiancato nel giudizio proprio dall’Autorità Portuale. Dopo la sentenza del Tar, Morra aveva ottenuto un decreto monocratico che gli aveva consentito di restare in spiaggia fino all’udienza del 15 luglio.

Ma la decisione collegiale ha ribaltato tutto: ora dovrà sgomberare completamente l’arenile dalle attrezzature, lasciando spazio alla libera balneazione.

La vicenda era stata innescata da un ricorso di Edoardo Trotta, imprenditore e titolare del ristorante Palazzo Petrucci, affacciato proprio sulla spiaggia contesa. Trotta ha chiesto l’indizione di una gara pubblica per partecipare e trasformare l’area in uno stabilimento balneare di lusso.

I giudici amministrativi hanno dato ragione a Trotta, sottolineando che “non sussistono le condizioni per accordare tutela all’interesse privato della società ricorrente alla continuità della propria azienda”, e che invece va tutelato l’interesse pubblico “alla fruizione collettiva e indistinta del bene pubblico”, così come quello degli altri operatori economici che aspirano a concorrere alla pari.

Il precedente giuridico

L’ordinanza del Consiglio di Stato si inserisce in un filone giurisprudenziale sempre più consolidato: diversi Tar regionali hanno già dichiarato illegittime le proroghe delle concessioni demaniali fino al 2027, previste da un decreto legge del governo Meloni nel settembre 2024, in quanto in contrasto con il diritto europeo.

Nel caso specifico, l’annullamento ha riguardato la delibera del 9 maggio 2024, la concessione provvisoria n. 112 del 2024 e un’ulteriore delibera dell’Autorità del 23 gennaio 2025. Tutti atti ritenuti contrari ai principi Ue sulla concorrenza e la libera partecipazione alle gare pubbliche.

La storia del Bagno Elena

Il Bagno Elena non è solo una spiaggia, ma un pezzo di storia di Napoli. Nato nel 1840 con il nome di “Bagni Marini”, è considerato il primo stabilimento balneare della città. Tra Ottocento e Novecento fu frequentato da personaggi del calibro di Oscar Wilde, Richard Wagner, Maksim Gor’kij, e poi Totò, Eduardo De Filippo e Domenico Rea. Si racconta perfino che la baia fosse il rifugio segreto dell’ammiraglio Nelson e della sua lady Hamilton.

Adesso, però, quel tratto di costa che si affaccia su Palazzo Donn’Anna torna libero, almeno fino a quando non verrà bandita una nuova gara. E Napoli – per il momento – si riappropria di una parte della sua memoria balneare.

Robot multifunzione: Il futuro della pulizia domestica

Immagina un mondo in cui la tua casa rimane perfettamente pulita senza che tu debba muovere un dito. Il futuro della pulizia domestica sta rapidamente evolvendo, e i robot multifunzione sono in prima linea in questa rivoluzione. Queste macchine innovative combinano più operazioni di pulizia in un’unica soluzione fluida, facendo risparmiare tempo e fatica.In questo articolo scoprirai come i robot multifunzione stanno trasformando il mondo delle pulizie. Scoprirai la loro versatilità, efficienza e gli ultimi progressi che li rendono indispensabili nelle case moderne. Preparati a esplorare come l’adozione di un robot lava e aspira possa rivoluzionare la tua routine di pulizia e migliorare la qualità della tua vita.

Evoluzione della Tecnologia per la Pulizia Domestica

La tecnologia per la pulizia domestica ha conosciuto progressi significativi negli anni. Queste innovazioni semplificano i compiti, rendendo le pulizie più efficienti ed efficaci.

Dai Primi Robot Aspirapolvere ai Dispositivi 2-in-1

I primi robot aspirapolvere erano focalizzati esclusivamente sull’aspirazione. I produttori hanno successivamente integrato ulteriori funzioni, dando vita a dispositivi 2-in-1 che combinano aspirazione e lavaggio.

 

Tipo di Prodotto Funzionalità
Robot Aspirapolvere Solo aspirazione
Dispositivi 2-in-1 Aspirazione e lavaggio (mopping)

 

Questi sviluppi indicano una tendenza che risponde a esigenze di pulizia diversificate. I dispositivi multifunzione si adattano bene a diversi ambienti domestici.

Tecnologie Chiave che Guidano i Robot Multifunzione

Diversi sistemi tecnologici aumentano l’efficacia dei robot multifunzione nella pulizia della casa. Queste soluzioni migliorano le prestazioni e offrono praticità.

Motori ad Alte Prestazioni e Potenza di Aspirazione

I robot lava e aspira sono alimentati da motori potenti, in grado di garantire un’aspirazione efficace. Ciò consente la raccolta efficiente dei detriti su diversi tipi di pavimentazione, dai tappeti alle superfici dure. L’efficienza del sistema di aspirazione incide direttamente sulla qualità della pulizia.

Sistemi di Pulizia Doppi: Aspirazione + Lavaggio

Molti robot multifunzione uniscono funzioni di aspirazione e lavaggio. Questa doppia capacità consente operazioni simultanee o sequenziali. L’integrazione elimina polvere e macchie, offrendo una soluzione di pulizia completa.

DuoScrub

La tecnologia DuoScrub utilizza spazzole rotanti progettate per strofinare a fondo i pavimenti. I robot dotati di questo sistema sono eccellenti su superfici dure dove lo sporco tende ad aderire. Il risultato è una pulizia significativamente migliorata nelle aree soggette a macchie ostinate.

MopExtend

La tecnologia MopExtend regola l’altezza del panno in base alla modalità di pulizia. Questo evita attriti inutili durante l’aspirazione e garantisce un lavaggio efficace. Tali caratteristiche aiutano a mantenere un equilibrio ottimale tra le funzioni di aspirazione e lavaggio.

Rilevamento Ultrasonico dei Tappeti

I robot con rilevamento ultrasonico dei tappeti identificano con precisione le aree coperte da moquette. Regolano automaticamente la potenza di aspirazione per proteggere le fibre durante il lavaggio. Questa funzione assicura un processo di pulizia sicuro ed efficiente.

Stazioni di Autopulizia

Le stazioni di autopulizia mantengono i panni dei robot puliti e igienizzati. Questi sistemi lavano e asciugano automaticamente il panno dopo l’uso, riducendo al minimo l’intervento manuale. Una manutenzione regolare garantisce che il robot sia sempre pronto per le successive sessioni di pulizia.

Navigazione Intelligente ed Evitamento degli Ostacoli

Grazie a tecnologie avanzate, i robot intelligenti eccellono nella navigazione e nell’evitamento degli ostacoli. Questi sistemi ottimizzano le routine di pulizia, migliorando le prestazioni in ambienti domestici diversi.

Sensori 3D a Luce Strutturata e Algoritmi AI

I sensori 3D a luce strutturata offrono percezione della profondità grazie all’uso della luce laser per identificare gli oggetti. Gli algoritmi AI utilizzano questi dati per regolare i percorsi di pulizia, riducendo le aree trascurate. Insieme, permettono al robot lava e aspira di rispondere in tempo reale alla presenza di mobili o ostacoli.

Pathfinder™ LiDAR-SLAM

Pathfinder™ LiDAR-SLAM crea una mappa dettagliata dell’ambiente domestico. Questa tecnologia di scansione laser consente ai robot di muoversi in modo efficiente, evitando gli ostacoli. I dispositivi dotati di questo sistema seguono schemi di pulizia sistematici, generalmente più efficaci rispetto alla navigazione casuale.

Rilevamento dei Tappeti in Tempo Reale

Questa tecnologia identifica il tipo di superficie e regola automaticamente la potenza di aspirazione. Consente di risparmiare energia sui pavimenti duri e potenziare la pulizia sui tappeti, garantendo una rimozione più profonda dello sporco.

Manutenzione Autonoma e Stazioni di Base

La manutenzione autonoma migliora notevolmente l’efficienza dei robot multifunzione. Le stazioni base aumentano la comodità dell’utente, riducendo al minimo l’interazione manuale.

Sistemi di Svuotamento Automatico

I sistemi di svuotamento automatico riducono il lavoro dell’utente. I robot depositano i detriti in contenitori più grandi posizionati nelle stazioni base. Questa funzione estende notevolmente il tempo tra un intervento manuale e l’altro. Alcuni modelli possono funzionare per settimane senza bisogno di attenzione.

Circuiti di Ricarica Rapida

I circuiti di ricarica rapida riducono i tempi di inattività. Batterie avanzate consentono una ricarica più veloce. Alcuni robot riprendono a pulire in meno di due ore dopo la ricarica, garantendo flessibilità e disponibilità continua.

Vantaggi e Applicazioni nel Settore

I robot multifunzione stanno cambiando il modo in cui pensiamo alla pulizia domestica, offrendo adattabilità e versatilità. I robot lava e aspira si comportano come assistenti intelligenti con molteplici funzioni.

Efficienza e Risparmio di Lavoro

L’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico aumentano l’efficienza. I robot adattano le strategie di pulizia alla configurazione della casa o al tipo di pavimento. Sensori avanzati consentono di evitare con precisione gli ostacoli, riducendo il tempo necessario alla pulizia manuale.

  • Integrazione AI: Massimizza le routine di pulizia.
  • Tecnologia Sensoriale: Include visione 3D e sensori Time-of-Flight per spazi ristretti. 
  • Minori Interventi Manuali: Meno aree trascurate, meno sforzo umano.

Igiene e Qualità dell’Aria

La qualità dell’aria migliora grazie alla combinazione di aspirazione, lavaggio e sterilizzazione. Alcuni modelli utilizzano la luce UV per eliminare germi e allergeni.

  • Purificazione dell’Aria: Ambiente più fresco e sano.
  • Rilascio di Fragranze: Ambienti gradevoli durante la pulizia.
  • Funzioni di Sterilizzazione: Ideali per famiglie attente alla salute.

Considerazioni sulla Sostenibilità

La sostenibilità si riflette nella riduzione degli elettrodomestici necessari. Un dispositivo multifunzione consente di risparmiare risorse e ridurre i rifiuti elettronici.

  • Efficienza Energetica: Pianificazione intelligente dei percorsi.
  • Conservazione dei Materiali: Un solo prodotto limita l’uso di risorse nel tempo.
  • Impatto Ambientale: Meno rifiuti elettronici, maggiore beneficio per l’ecosistema. 

Questi aspetti dimostrano il potenziale dei robot multifunzione, confermandoli come elementi essenziali nel futuro della pulizia domestica.

Panorama Competitivo e Standard di Settore

Il mercato dei robot per la pulizia è in rapida evoluzione. Si prevede una crescita da 20,06 miliardi di USD nel 2025 a 93,53 miliardi di USD entro il 2032, con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 24,6%. Le principali aziende stanno guidando l’innovazione, introducendo funzionalità come il controllo via app, la compatibilità con assistenti vocali (come Alexa e Google Assistant) e potenze di aspirazione migliorate.

Visione dell’Ecosistema

I robot lava e aspira si integrano nei sistemi smart home più ampi. Nel 2024, quasi 70 milioni di famiglie statunitensi utilizzavano tecnologie per la casa intelligente, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente. I robot multifunzione che uniscono aspirazione e lavaggio offrono comodità e pulizia accurata. Funzioni come la raccolta automatica della polvere e la ricarica autonoma riducono l’intervento umano, rendendo quasi automatici questi compiti.

Il Ruolo di Dreame nell’Innovazione

Dreame si distingue per i suoi robot di pulizia multifunzione, caratterizzati da design avanzati e funzionalità integrate. I prodotti includono lavaggio integrato, aspirazione ad alta efficienza e navigazione intelligente. L’attenzione all’AI consente una mappatura intelligente che adatta le routine di pulizia alle esigenze della casa. Questo posiziona Dreame come leader nel passaggio verso dispositivi multifunzione in grado di soddisfare diverse necessità di pulizia.

Conclusione

L’ascesa dei robot multifunzione segna un cambiamento nel modo di gestire le pulizie domestiche. Queste soluzioni robotiche, che uniscono aspirazione e lavaggio, offrono efficienza e funzionalità intelligenti. Grazie ai progressi nell’AI e nei sensori, la pulizia diventa meno un compito gravoso e più un processo automatizzato.Fattori come la frequenza desiderata delle operazioni automatizzate o le superfici più difficili da trattare possono influenzare la scelta. I robot multifunzione, che fondono più apparecchi in un unico dispositivo, rappresentano una soluzione pratica ed efficace per le case moderne.

 

Napoli, lite e spari a Chiaia per una fila nel bagno: altri tre arresti

Napoli— Ancora una serata di movida degenerata in violenza cieca. Ancora una pistola estratta per una lite banale, nata per un posto nella fila del bagno.

È accaduto nella notte del primo febbraio scorso nel cuore di Chiaia, quartiere simbolo della Napoli elegante, ma anche epicentro sempre più frequente di episodi di brutale aggressività.

Un giovane fu aggredito prima con il calcio di una pistola, poi preso a calci e pugni da un branco. All’esterno del locale, tra decine di ragazzi ignari, esplosero anche dei colpi d’arma da fuoco.

A distanza di mesi, i carabinieri del nucleo operativo di Napoli Bagnoli, su mandato del Tribunale del Riesame, hanno eseguito tre nuove misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti tra i 20 e i 31 anni, ritenuti coinvolti nell’aggressione. Uno finirà in carcere (era già detenuto per altra causa), gli altri due sono agli arresti domiciliari.

Le accuse? Lesioni personali in concorso, connotate da una violenza gratuita e spavalda, aggravata — secondo la Direzione Distrettuale Antimafia — da metodo mafioso e intimidazione armata. In tutto, sono sei i giovani indagati per quell’episodio: il Riesame ha ora accolto il ricorso della DDA, ritenendo che anche i tre precedentemente esclusi abbiano partecipato attivamente all’aggressione.

Dalle parole ai calci, dai calci alla pistola

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il tutto è nato per un futile motivo: la fila al bagno di un locale notturno. Un pretesto. Ma nella dinamica relazionale di chi esce con l’adrenalina della sfida, basta poco per accendere la miccia. L’aggressione — documentata dalle telecamere interne ed esterne del locale — è stata immediata e brutale: il giovane fu colpito al volto con il calcio di una pistola, poi pestato a terra da più persone.

Come se non bastasse, all’esterno, uno dei tre arrestati esplose alcuni colpi in aria, incurante della presenza di decine di coetanei. Solo per caso — e per fortuna — non ci sono stati feriti.

Una gioventù sempre più armata e pronta a colpire

La scena non è più un’eccezione. Episodi simili si ripetono con cadenza allarmante: lite, branco, armi, fuga. A Napoli come in altre città, la notte è diventata un territorio da difendere, dove lo scontro fisico è ormai sostituito da pistole vere, non giocattoli.

Nel giro di pochi mesi, solo tra Campania e Lazio, si contano almeno una decina di giovani morti per colpi d’arma da fuoco in contesti non legati a faide di camorra, ma a risse tra coetanei. A questi si aggiungono i numerosi feriti, spesso giovanissimi, colpiti da proiettili o da oggetti contundenti usati senza alcuna remora. La disponibilità delle armi tra ragazzi appena maggiorenni (o anche minorenni) è ormai un fatto, non più un’ipotesi.

Dalla violenza di quartiere alla cultura dell’intimidazione

Non si tratta solo di microcriminalità. Il comportamento descritto dai magistrati, con il richiamo al “metodo mafioso”, indica un atteggiamento che imita i codici della criminalità organizzata: reagire con forza sproporzionata, intimidire pubblicamente, dominare la scena. Questi giovani — spesso senza precedenti penali rilevanti — escono di casa già pronti allo scontro, convinti che l’arma sia una soluzione praticabile, se non necessaria, per “difendere l’onore”.

E così, la movida diventa teatro di guerra simbolica, dove ogni minima provocazione può degenerare in pestaggi o sparatorie. Una condizione culturale che interpella non solo le forze dell’ordine, ma anche famiglie, scuole, comunità locali.

Perché non è solo un problema di sicurezza: è un’emergenza sociale.

 

 

Camper di Rai 1 fa tappa a Sarno: la rievocazione storica che incanta l’Italia

Sabato 12 luglio, le telecamere di Rai 1 hanno acceso i riflettori su Sarno, grazie ad Annalisa Baldi, inviata speciale del programma Camper, giunta in città proprio per raccontare in diretta nazionale la straordinaria rievocazione storica della Battaglia di Sarno (7 luglio 1460). Tra Angioini e Aragonesi, lo spettacolo ha riproposto un frammento decisivo della storia del Regno di Napoli con duelli, archibugi, sfilate e un incendio mozzafiato del Borgo Terravecchia.

Annalisa Baldi ha descritto l’atmosfera incandescente dell’evento “Sarno. Sfida alla Corte Aragonese”, che ha animato l’area del Mercatino Rionale e il suggestivo Borgo Terravecchia, coinvolgendo spettatori in una narrazione viva e coinvolgente. La stessa Annalisa (Camper, Rai 1) ha dichiarato: “Il pubblico è letteralmente rapito… non è uno spettacolo, è un’esperienza vivente.”

L’intero progetto è stato seguito da Ennio Molisse (direttore artistico e voce narrante della serata) insieme Giantommaso Esposito il patrocinio del Comune di Sarno con il sindaco Francesco Squillante  e Sarno Servizi Integrati, coinvolgendo ben 7 tra  Associacizioni e Comitati locali che hanno  lavorato in sinergia, combinando ricerca storica, impegno civico e passione per la memoria locale .

  • Associazione Culturale-Teatrale Fuori Orario
  • Movimento Culturale Il Gallo
  • Pro Loco Sarno
  • Associazione La Navicella di Minerva
  • Comitato Episcopio
  • Comitato di Quartiere Serrazzeta‑Fontanelle
  • Comitato Pirocca

Le compagnie storiche protagoniste sono state:

  • Archibugieri “Cavalieri Bolla Pontificia A.D. 1394”
  • Compagnia d’Arme “La Rosa e La Spada”
  • Sbandieratori ”Citta’ Regia” di Cava De Tirreni

Il gruppo Emian, autore delle musiche originali, ha donato intensità sonora alla messa in scena, contribuendo a un’atmosfera immersiva e vibrante.

La trilogia di rievocazioni proseguirà con l’ultimo appuntamento sabato 14 settembre 2025 con “La Congiura dei Baroni”, una rappresentazione dedicata ai complotti del 1485‑86 contro Ferdinando I d’Aragona. Un evento conclusivo che completerà il percorso storico-culturale intrapreso dalla città.

Oroscopo di giovedì 17 luglio 2025 segno per segno

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Previsioni astrali per tutti i segni zodiacali di oggi 17 luglio con particolare attenzione su amore, lavoro, salute e finanze e con il consiglio astrologico del giorno


♈ ARIETE (21/3 – 19/4)

Amore: Giornata passionale ma attenzione alle incomprensioni. Se single, occhi a un incontro casuale.
Lavoro: Ottimo per chiudere accordi, ma controlla i dettagli prima di firmare.
Salute: Troppa energia nervosa, fai una corsa per scaricare lo stress.
Finanze: Possibile spesa imprevista, meglio evitare shopping impulsivo.
⭐ Consiglio: Respira prima di reagire.


♉ TORO (20/4 – 20/5)

Amore: Serata romantica in arrivo, prepara una sorpresa per il partner.
Lavoro: Progetti in fase di stallo, ma la pazienza sarà premiata.
Salute: Attenzione a mal di schiena, fai stretching.
Finanze: Piccolo guadagno inaspettato, ma non esagerare con gli sfizi.
⭐ Consiglio: Goditi le piccole cose.


♊ GEMELLI (21/5 – 20/6)

Amore: Discussioni in coppia? Meglio chiarire subito. Se single, flirt interessanti.
Lavoro: Giorno ideale per brainstorming e nuove idee.
Salute: Stanchezza mentale, concediti una pausa.
Finanze: Situazione stabile, ma niente grandi investimenti oggi.
⭐ Consiglio: Scrivi ciò che senti per fare chiarezza.


♋ CANCRO (21/6 – 22/7)

Amore: Emozioni in superficie, potresti sentirti vulnerabile.
Lavoro: Attenzione a colleghi invidiosi, mantieni un profilo basso.
Salute: Ansia in aumento, prova meditazione o una passeggiata al mare.
Finanze: Niente spese superflue, concentrati sul risparmio.
⭐ Consiglio: Proteggi il tuo cuore.


♌ LEONE (23/7 – 22/8)

Amore: Sei al centro dell’attenzione, ma non forzare le cose.
Lavoro: Leadership riconosciuta, ma evita di essere troppo autoritario.
Salute: Energia alta, perfetto per attività fisica.
Finanze: Possibile regalo o bonus in arrivo.
⭐ Consiglio: Brilla, ma senza eclissare gli altri.


♍ VERGINE (23/8 – 22/9)

Amore: Se single, incontro interessante in contesto lavorativo.
Lavoro: Ottima produttività, ma non pretendere la perfezione.
Salute: Attenzione a tensioni muscolari, fai yoga.
Finanze: Bilancio sotto controllo, ma evita prestiti.
⭐ Consiglio: Lascia spazio alla spontaneità.


♎ BILANCIA (23/9 – 22/10)

Amore: Giorno perfetto per riconciliazioni o dichiarazioni d’amore.
Lavoro: Decisioni importanti? Valuta pro e contro con calma.
Salute: Equilibrio psico-fisico da preservare, dormi bene.
Finanze: Investi in qualcosa che ti appassiona.
⭐ Consiglio: Cerca l’armonia in tutto.


♏ SCORPIONE (23/10 – 21/11)

Amore: Passione alle stelle, ma attenzione a gelosie.
Lavoro: Intuizioni geniali, sfruttale per avanzare.
Salute: Controlla lo stress, potrebbe indebolirti.
Finanze: Fortuna inaspettata, ma gestiscila con saggezza.
⭐ Consiglio: Usa il tuo fascino, ma senza manipolare.


♐ SAGITTARIO (22/11 – 21/12)

Amore: Avventura e libertà sono le tue parole chiave oggi.
Lavoro: Opportunità in arrivo, sii pronto a cogliere l’attimo.
Salute: Attenzione a strappi muscolari, scalda bene prima di allenarti.
Finanze: Rischio calcolato potrebbe ripagare.
⭐ Consiglio: Segui l’istinto, ma con cautela.


♑ CAPRICORNO (22/12 – 19/1)

Amore: Se in coppia, pianificate il futuro insieme.
Lavoro: Dedizione premiata, ma non trascurare la vita privata.
Salute: Resistenza alta, ma non strafare.
Finanze: Risparmi in crescita, evita scommesse.
⭐ Consiglio: Lavora sodo, ma concediti una pausa.


♒ ACQUARIO (20/1 – 18/2)

Amore: Se single, incontro insolito potrebbe sorprenderti.
Lavoro: Idee innovative, ma cerca alleati per realizzarle.
Salute: Attenzione a circolazione, bevi molta acqua.
Finanze: Situazione stabile, niente sperperi.
⭐ Consiglio: Rompi la routine con intelligenza.


♓ PESCI (19/2 – 20/3)

Amore: Sensibilità accentuata, cerca comprensione.
Lavoro: Creatività al top, perfetta per progetti artistici.
Salute: Stanchezza emotiva, fai un bagno rilassante.
Finanze: Evita prestiti, meglio aspettare.
⭐ Consiglio: Segui il cuore, ma resta con i piedi per terra.


COMMENTO ASTROLOGICO FINALE

Oggi Mercurio in quadratura con Marte potrebbe creare tensioni comunicative, mentre Venere in trigono con Giove favorisce amore e fortuna. Attenzione alle decisioni affrettate: la Luna in Scorpione intensifica le emozioni. Il consiglio universale? Mantieni la calma e ascolta il tuo intuito prima di agire.

⭐ La stella del giorno: Bilancia e Leone, oggi il cielo vi sorride!

Clan Gionta, l’ascesa di Gaetano Amoruso e il famoso pizzino di Aldo Gionta: ecco il testo integrale

Torre Annunziata, l’ascesa di Gaetano Amoruso: il genero del boss al vertice del clan Gionta

Dopo anni di carcere, è tornato a Torre Annunziata come nuovo reggente del clan Gionta. Gaetano Amoruso, genero di Aldo Gionta, figlio di donna Gemma Donnarumma e Valentino Gionta, ha assunto un ruolo di primo piano all’interno dello storico sodalizio camorristico oplontino.

Una posizione di vertice legittimata non solo dai legami familiari con la dinastia criminale, ma anche dalla fiducia che, nonostante la detenzione, il boss Aldo continuava a riporre in lui.

La conferma arriva da un “pizzino” inviato dal carcere dal boss Aldo Gionta al figlio Valentino (classe 1991) e allo stesso Amoruso, in cui impartiva precise disposizioni. Il capoclan, attualmente detenuto all’ergastolo e primogenito del fondatore Valentino Gionta (classe 1953), rivendicava il proprio ruolo decisionale nel clan e dettava le linee guida per la gestione delle attività illecite.

Di quel pizzino si è parlato negli anni scorsi ma il suo vero contenuto non è stato mai rivelato. Ora la Dda di Napoli lo ha allegato nelle oltre 260 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Antonino Santoro che due giorni fa ha portato in carcere donna Gemma Donnarumma e altri 17 affiliati.

Il pizzino lettera di Aldo Gionta, detto “Alduk” figlio primogenito del padrino Valentino è indirizzato anche al cognato Gaetano Amoroso.

In particolare, ordinava di concentrarsi sulla riscossione delle estorsioni, con l’obbligo di destinare parte dei proventi alla moglie Annunziata Caso, e invitava i destinatari del messaggio alla massima cautela nelle comunicazioni, consapevole delle probabili intercettazioni. Non mancava un’esortazione all’addestramento militare: “Imparate a usare mitra, fucili e kalashnikov”, scriveva il boss. “Vi dirò io cosa fare quando saprete usarli bene”.

Amoruso, scarcerato il 9 novembre 2021 dopo una lunga detenzione, ha trovato il clan decimato da una recente operazione antimafia: il 30 novembre dello stesso anno, l’ordinanza cautelare 371/21 aveva portato all’arresto di figure apicali dell’organizzazione, tra cui Giuseppe Carpentieri, Teresa Gionta, Alfredo Della Grotta e Valentino Gionta (classe 1983). Un vuoto di potere che Amoruso ha colmato rapidamente, imponendosi come nuova guida del gruppo.

La sua centralità viene confermata anche dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Pietro Izzo, che ha indicato Amoruso come elemento di spicco del clan fin dal 2009. Secondo Izzo, dopo il tramonto della reggenza Carpentieri, la leadership sarebbe stata assunta in tandem da Amoruso e Pasquale Romito, con il primo responsabile della cassa del clan e il secondo del settore estorsivo.

Dunque, non solo legami di sangue ma anche peso operativo e fiducia interna: così Gaetano Amoruso, genero del “poeta” Aldo Gionta, è diventato il punto di riferimento del clan nel delicato processo di riorganizzazione post-repressione.

Ecco il integrale del pizzino di Aldo Gionta

“Caro figlio,
non permetterti mai più di prendere decisioni importanti senza il mio permesso. Ricorda che, anche da qui, sono io a comandare.
Non ti preoccupare di tuo figlio, se non lo sai curare tu, ci penserò io. Ora pensa solo a fare soldi.

Digli che io devo ancora ricevere 26 mila euro:

13 mila lui,

13 mila li dai a tua madre.

Ricorda anche che devi dare 2 mila euro a ‘Tatore’.
E un’altra cosa: fate molta attenzione a dove parlate, soprattutto con tuo cognato, perché ci sono sicuramente microspie.
State attenti, mi raccomando.

Poi, vi voglio dire un’altra cosa: imparate a sparare con mitra, fucili e kalashnikov.
Imparate a usarli bene, in posti dove non arrivano gli sbirri.
Quando sarete in grado di maneggiarli con sicurezza, sarò io a dirvi come e quando usarli.

Per ora state calmi. Portate pazienza e restate sempre uniti. Dimostrate che siete uomini.
Quando sarà il momento, ci sarà un regalo per voi.”

 Uno spaccato inquietante della mentalità criminale del clan Gionta

Il pizzino di Aldo Gionta è uno spaccato inquietante della mentalità criminale che permea da decenni intere famiglie a Torre Annunziata, in particolare quella dei Gionta. Non si tratta solo di un ordine mafioso: è la rappresentazione viva e brutale di una cultura criminale radicata, trasmessa come un’eredità da padre in figlio, da suocero a genero, come se fosse un mestiere qualsiasi — solo che qui il “lavoro” è il comando armato, l’intimidazione, la gestione di denaro sporco e la minaccia costante alla vita altrui.

In questo messaggio, Aldo Gionta – boss detenuto all’ergastolo, figlio del fondatore Valentino “’o Pazz” e padre di altri affiliati – non solo rivendica il controllo del clan anche da dietro le sbarre, ma impone con fermezza la gerarchia familiare e mafiosa.

Decide a chi spettano i soldi, ordina come devono essere spartiti i proventi illeciti, controlla ogni mossa dei suoi uomini e ammonisce chi osa agire senza la sua autorizzazione.

Ma c’è di più: invita esplicitamente ad addestrarsi con armi da guerra, in zone lontane dagli occhi della polizia. Mitra, fucili, kalashnikov. È un incitamento diretto alla violenza, all’uso sistematico della forza per mantenere il potere sul territorio.

La frase “imparate a sparare” non è solo un consiglio operativo, ma il simbolo di una visione del mondo in cui il comando si conquista con il piombo, e la lealtà si misura in base a chi è disposto a uccidere per il “clan”.

Dietro questo biglietto c’è l’essenza del sistema camorristico: il familismo criminale, la trasmissione dei codici mafiosi da una generazione all’altra, come fosse un’eredità culturale. I figli non ereditano solo un cognome: ereditano un destino segnato dalla devianza, dalla prigione e, spesso, dalla morte.

La Torre Annunziata dei Gionta è, da decenni, una città ostaggio di queste dinamiche. Dove le famiglie criminali, invece di spezzare il ciclo dell’illegalità, lo alimentano come un dovere d’onore, crescendo figli che non sognano un futuro diverso, ma solo di diventare “reggenti”, “cassieri”, “soldati”.

Questo pizzino, con il suo linguaggio crudo e minaccioso, non è solo un messaggio interno al clan. È una testimonianza viva di quanto ancora oggi la camorra continui a educare, istruire, plasmare vite e coscienze all’ombra della violenza.

E’ la stessa camorra che 40 anni fa decise la morte di un giornalista coraggioso come Giancarlo Siani.

Un Paese civile non può ignorare che in certi contesti la criminalità è educazione quotidiana, e che solo un intervento culturale, scolastico e sociale profondo potrà spezzare questa catena. Altrimenti, i pizzini continueranno ad arrivare. E le nuove generazioni continueranno a leggerli come comandi da eseguire.

Sorrento, la “dolce vita” del sindaco Massimo Coppola con i soldi pubblici. I nomi dei 26 indagati

Sorrento – Orologi di lusso, resort nel Cilento, negozi e ristoranti luxory tra Capri, Napoli e Roma: l’ex sindaco Massimo Coppola di bella vita ne sapeva e anche molto.

E per farla non badava a spese soprattutto se a pagare erano le casse del Comune di Sorrento attraverso fondi ‘elargiti’ all’associazione culturale La Fenice, presieduta dal suo prestanome Danilo Amitrano, ma di fatto gestita da lui.

E’ una delle tante contestazioni che la Procura di Torre Annunziata ha mosso all’ex primo cittadino nell’ambito dell’inchiesta per corruzione, concussione e turbativa d’asta che nei giorni in corso ha portato agli arresti di altre 16 persone.

La seconda tranche dell’inchiesta: nuovi scenari di corruzione

Nella seconda tranche dell’indagine scoppiata a maggio scorso con l’arresto in flagranza di Coppola, gli inquirenti hanno ricostruito i fili di una trama ben collaudata e scoperchiato altri casi di corruzione.

La Fenice, l’associazione usata come “bancomat personale”

Tra gli addebiti mossi all’ex primo cittadino vi è anche quello relativo alle elargizioni all’associazione culturale La Fenice che ha ottenuto numerosi contributi dal Comune di Sorrento per l’organizzazione di eventi e manifestazioni.

Nulla di strano se non fosse che La Fenice era di fatto, così sostengono gli inquirenti, gestita da Massimo Coppola e aveva la sua sede presso lo studio del consigliere comunale di maggioranza, il commercialista Vincenzo Sorrentino, che ne curava a tutti gli effetti la contabilità.

A gestire l’associazione, di fatto presieduta da Amitrano, c’era anche Gennaro Coppola, persona di fiducia dell’ex sindaco. Secondo gli inquirenti, La Fenice veniva utilizzata come bancomat personale da Coppola, tant’è che che il primo cittadino utilizzava il conto per acquisti personali. Attraverso la carta di debito sono state pagate spese personali per una importo di circa 34mila euro.

Vacanze, hotel di lusso e shopping griffato

E qui la ricostruzione degli inquirenti è stata minuziosa, anche perchè a parlare è la lunga lista movimenti nella quale figurano l’acquisto di un orologio di lusso Panerai, per 6700 euro, ma anche soggiorni vacanza per Coppola e per il suo ‘spallone’ Raffaele Guida, colui che ha trasportato attraverso la ‘frontiera’ della legalità, danaro contante elargito dagli imprenditori concussi al primo cittadino.

Gli inquirenti hanno registrato, infatti, tra le spese addebitate sul bancomat de La Fenice, un soggiorno presso un noto resort di Capaccio-Paestum, di cui avrebbero usufruito Coppola e Guida.

Ma anche soggiorni in hotel di un certo prestigio. Accanto a questi momenti di svago, Coppola si sarebbe concesso anche acquisti di merce di notissimi brand di Capri, Napoli e Roma. La Fenice, come hanno avuto modo di accertare gli inquirenti, era una ‘creatura’ di Coppola.

Così la definiva l’ex sindaco conversando con alcuni suoi fedelissimi. E per farla crescere e proliferare faceva in modo che avesse degli affidamenti diretti da parte del Comune di Sorrento.

L’ultimo dei quali elargito alla fine dello scorso anno per un importo di circa 85mila euro per ‘proposte artistiche e cultura per la rassegna M’illumino d’inverno edizione XVI – periodo novembre 2024, gennaio 2025…’.

Questi soldi, secondo gli accertamenti fatti, non avevano prodotto nessun evento culturale significativi da parte dell’Associazione. Almeno non ne è stata trovata traccia fino ad ora. Quello che è certo, invece, è la corrispondenza tra l’arrivo del danaro sui conti dell’Associazione e le successive spese effettuate dall’ex sindaco con il bancomat del conto.

Appalti, tangenti e un sistema ben oliato

Il flusso di danaro era gestito direttamente da Coppola il quale si sarebbe premunito di organizzare le commissioni che avrebbero fatto gli affidamenti diretti sempre con le stesse persone. Nomi ricorrenti per affidamenti ricorrenti all’associazione culturale.

Il cliché delle manifestazioni in parte e del tutto fantasma ha funzionato dal 2022 al 2024, spezzato dall’indagine che ha ‘fermato’ Massimo Coppola e i suoi complici.

Tangenti fino al 7% sugli appalti comunali

Ma oltre alla ‘sua creatura’ La Fenice – secondo la Procura – Coppola aveva organizzato un metodo collaudato e oleato per intascare tangenti su gran parte degli appalti affidati dal Comune di Sorrento.

Le percentuali variavano dal 6 al 7% e a coadiuvare tutte le operazioni di ‘prelievo’ illecito e trasferimento nelle tasche dell’ex primo cittadino c’era l’immancabile Raffaele Guida. Ma non solo. Ricorrenti nelle indagini della Guardia di Finanza i nomi di noti imprenditori che, oltre a rivestire la figura di presunte vittime – costrette a pagare tangenti per ottenere gli appalti – sono essi stessi partecipi del meccanismo di corruttela.

 Ecco chi sono i 26 indagati

  1. Massimo Coppola, nato a Sorrento il 23 giugno 1977, residente a Sorrento; attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale per altra causa.

  2. Raffaele Guida, nato a Caserta il 24 luglio 1973, residente a Santa Maria a Vico.

  3. Martina Malvone, nata a Piano di Sorrento il 17 ottobre 1988, residente a Sorrento.

  4. Vincenzo Sorrentino, nato a Vico Equense il 14 ottobre 1967, residente a Sorrento.

  5. Luigi Desiderio, nato a Piano di Sorrento il 18 aprile 1981, residente a Piano di Sorrento.

  6. Graziano Maresca, nato a Vico Equense il 3 agosto 1968, residente a Piano di Sorrento.

  7. Aniello Vanacore, nato a Vico Equense il 31 dicembre 1992, residente a Vico Equense.

  8. Vincenzo Rescigno, nato a Maddaloni l’11 ottobre 1959, residente a Maddaloni.

  9. Raffaele Esposito, nato a Sorrento il 28 agosto 1951, residente a Sorrento.

  10. Gianluigi Pollio, nato a Vico Equense il 4 settembre 1978, residente a Sorrento.

  11. Gennaro Esposito, nato a Genova il 10 maggio 1980, residente a Sorrento.

  12. Luigi Todisco, nato a Lettere il 2 novembre 1972, residente a Lettere.

  13. Alessandro Di Domenico, nato a Napoli il 23 luglio 1971, residente a San Giorgio a Cremano.

  14. Salvatore Della Corte, nato a Napoli il 20 giugno 1989, residente a Pozzuoli.

  15. Raffaele Guarino, nato a Napoli l’11 agosto 1973, residente a Napoli.

  16. Filippo Di Martino, nato a Piano di Sorrento il 3 febbraio 1970, residente ad Anacapri.

  17. Luigi De Gregorio, nato a Massa Lubrense il 29 ottobre 1967, residente a Massa Lubrense.

  18. Aniello Vanacore, nato a Vico Equense il 6 dicembre 1994, residente a Sorrento.

  19. Donato Sarno, nato a Salerno il 27 maggio 1967, residente a Maiori.

  20. Giuseppe Razzano, nato a Maddaloni il 20 ottobre 1981, residente a Maddaloni.

  21. Mariagrazia Caiazzo, nata a Vico Equense il 10 settembre 1979, residente a Vico Equense.

  22. Mario Parlato, nato a Vico Equense il 3 settembre 1975, residente a Vico Equense.

  23. Danilo Amitrano, nato a Sorrento il 4 luglio 1998, residente a Sorrento.

  24. Michele Zambelli, nato a Bergamo il 13 giugno 1982, residente a Gandosso (Bergamo).

  25. Antonio Gnassi, nato a Napoli il 14 settembre 1962, residente a Napoli.

  26. Luigi Di Palo, nato a Napoli il 12 gennaio 1984, residente ad Afragola.

 

 

Camorra, estorsione e riciclaggio: arrestato Ivanhoe Schiavone, figlio del boss Sandokan

Caserta – C’è anche Ivanhoe Schiavone, figlio di Francesco Schiavone, detto Sandokan – storico capoclan dei Casalesi, detenuto al 41 bis – tra i due arrestati nell’operazione eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Con lui è finito in manette Pasquale Crovino, originario di Formia. Entrambi sono accusati di estorsione, riciclaggio e autoriciclaggio, reati aggravati dal metodo mafioso e finalizzati ad agevolare l’organizzazione camorristica.

L’indagine, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri e dall’aggiunto Michele Del Prete, ha permesso di ricostruire un complesso intreccio di interessi legati a due terreni agricoli di grande valore economico – circa 500 mila euro – ubicati nei pressi dell’aeroporto di Grazzanise, a poca distanza dall’azienda agricola riconducibile al capoclan.

La vicenda: intimidazioni e affari immobiliari per recuperare liquidità

Secondo quanto emerso, i terreni in questione erano stati intestati anni fa a un prestanome, con l’obiettivo di sottrarli a possibili sequestri patrimoniali da parte dello Stato. Alla morte del prestanome, la proprietà è passata in eredità ai suoi figli, che hanno deciso di affittare i terreni a un terzo soggetto.

A quel punto, Schiavone e Crovino avrebbero fatto pressione sull’affittuario, con minacce e intimidazioni tipicamente mafiose, per costringerlo a rescindere il contratto e rinunciare al diritto di prelazione, in modo da consentire la vendita dei fondi agricoli a persone già individuate dagli indagati.

L’operazione, illustrata in conferenza stampa presso la Procura di Napoli, ha evidenziato la volontà di Ivanhoe Schiavone – ultimo dei figli maschi di Sandokan ancora in libertà – di riattivare il circuito economico-familiare del clan, recuperando denaro contante da reinvestire.

I terreni, che si estendono per 13 ettari, saranno ora sottoposti a sequestro preventivo. Le ordinanze di custodia cautelare sono state notificate tra le province di Latina e Caserta.

L’indagine segna un nuovo capitolo nella lunga lotta contro il clan dei Casalesi, che nonostante i colpi inferti dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, continua a cercare spazio e risorse attraverso metodi violenti e opachi canali economici.