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De Luca sulle Regionali: “Non sono io a preoccuparmi, ma i cittadini. Servono candidati adeguati”

Castel Volturno – “Non sono io a dover essere preoccupato per il futuro della Regione, ma i cittadini campani. Servono persone adeguate e bisogna combattere l’opportunismo di chi si nasconde dietro il mio nome”.

Con queste parole, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha commentato la corsa alle candidature per le prossime elezioni regionali, rispondendo ai cronisti durante un evento alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno, intitolato “Pineta Grande Hospital: una storia di eccellenza italiana”.

Un monito alle forze politiche

De Luca, senza mezzi termini, ha richiamato le forze politiche alla responsabilità nella scelta dei candidati, sottolineando la necessità di proporre figure competenti e credibili. “Non sono io a decidere, saranno le forze politiche a farlo”, ha dichiarato, chiarendo il suo ruolo nella partita elettorale.

“Posso esprimere il mio pensiero, ma poi ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità”. Un messaggio chiaro, che sembra voler mettere in guardia contro scelte dettate da logiche di convenienza o da tatticismi politici.

L’impegno fino all’ultimo giorno

Il governatore, in carica dal 2015, ha ribadito il suo impegno a portare avanti il lavoro fino alla fine del mandato. “Noi faremo il nostro dovere fino in fondo”, ha assicurato, sottolineando la centralità del bene comune e la necessità di evitare derive opportunistiche. La sua dichiarazione arriva in un momento di fermento politico, con le elezioni regionali alle porte e le coalizioni impegnate a definire strategie e nomi per la successione.

Le parole di De Luca sono state pronunciate a margine di un evento dedicato all’eccellenza sanitaria campana, un tema che il presidente ha spesso posto al centro della sua azione di governo.

La clinica Pineta Grande, struttura di riferimento nel panorama sanitario regionale, ha offerto lo spunto per un intervento che ha mescolato riflessioni sul presente e sul futuro della Campania. In questo contesto, De Luca ha voluto rimarcare l’importanza di una politica che metta al primo posto la competenza e il servizio ai cittadini.

Una sfida per il futuro

Le dichiarazioni del presidente riflettono una preoccupazione di fondo per la qualità della classe dirigente che guiderà la Regione nei prossimi anni. Il richiamo a “persone adeguate” e il riferimento agli “opportunisti” che si nascondono dietro il suo nome sembrano un invito a un rinnovamento responsabile, capace di valorizzare il lavoro svolto durante il suo mandato e di affrontare le sfide future con serietà.

Con il suo intervento a Castel Volturno, Vincenzo De Luca lancia un segnale forte alle forze politiche e ai cittadini campani: il futuro della Regione dipende dalla capacità di scegliere rappresentanti all’altezza delle aspettative. In vista delle elezioni regionali, il governatore si smarca dalle dinamiche di selezione dei candidati, ma non rinuncia a indicare la rotta: competenza, responsabilità e lotta agli opportunismi come pilastri per il domani della Campania.

Napoli, operazione di pulizia lungo le mura del Maschio Angioino: rimosse oltre 5 tonnellate di rifiuti

NapoliI – Passeggini, materassi, coperte, materiali di risulta e perfino rifiuti ingombranti. È quanto emerso dall’intervento di pulizia straordinaria effettuato martedì mattina lungo le mura perimetrali del Maschio Angioino, nei pressi del Molo Beverello.

Oltre 5 tonnellate di rifiuti sono state rimosse da un’area che, nonostante la recinzione predisposta per la messa in sicurezza del complesso monumentale, era diventata un vero e proprio deposito di spazzatura.

L’operazione, preceduta da una necessaria attività di sanificazione, è stata coordinata dalla task force per il decoro urbano voluta dal sindaco Gaetano Manfredi. Sul campo sono intervenuti in sinergia diversi enti e servizi comunali: Napoli Servizi, Asia Napoli, l’unità operativa Investigativa ambientale ed Emergenze sociali della Polizia Locale, insieme al servizio Edilizia monumentale dell’Area tecnica Patrimonio.

Secondo quanto riferito da Palazzo San Giacomo, l’intervento rientra nel più ampio piano di riqualificazione e ripristino del decoro urbano in diverse zone della città, con particolare attenzione alle aree monumentali e ad alta frequentazione turistica.

Un’azione necessaria per restituire dignità a uno dei luoghi simbolo del centro storico e contrastare l’abbandono indiscriminato dei rifiuti.

Napoli, artista aggredito in Piazza del Plebiscito

Napoli– Un grave episodio di violenza e minacce si è consumato nel cuore di Napoli, in Piazza del Plebiscito, ai danni di un giovane artista di Ponticelli.

Rapper e poeta impegnato nel sociale, il ragazzo era in piazza il 28 luglio scorso per promuovere la sua pagina Instagram e un progetto culturale incentrato sul riscatto delle periferie e la denuncia delle ingiustizie.

La vicenda ha sollevato un’ondata di indignazione, soprattutto per la presunta inazione delle forze dell’ordine.

Le minacce e l’aggressione sotto gli occhi delle autorità

Secondo il racconto del giovane, che nei suoi testi affronta temi come la violenza di genere, l’abbandono istituzionale e il degrado sociale, è stato avvicinato da quattro venditori ambulanti abusivi. Questi lo avrebbero intimato ad allontanarsi, sostenendo di avere il “controllo della piazza” e minacciandolo apertamente.

La situazione è degenerata il giorno successivo, 29 luglio, quando il ragazzo è stato aggredito fisicamente da due individui. L’aspetto più sconcertante, secondo la sua testimonianza, è che l’aggressione sarebbe avvenuta *davanti a pattuglie di polizia ed esercito* presenti in zona, le quali, nonostante le sue richieste, non sarebbero intervenute per identificare gli aggressori.

Durante lo scontro, gli aggressori avrebbero continuato a minacciare di morte il ragazzo, dicendo che lo avrebbero accoltellato se fosse tornato in piazza, sempre alla presenza delle autorità. L’artista ha riportato*traumi multipli ed è stato visitato al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania, con una prognosi di sette giorni. Subito dopo, ha sporto regolare denuncia.

La richiesta di giustizia e l’intervento di Borrelli

A seguito del grave episodio, il giovane si è rivolto al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, per chiedere giustizia e protezione.

Borrelli ha duramente condannato l’accaduto: “Trovo scandaloso e inaccettabile che nel cuore di Napoli, in una piazza simbolo, si possa essere minacciati, aggrediti e cacciati da chi pretende di esercitare un controllo criminale sul territorio. Parliamo di un artista, un ragazzo perbene che con coraggio cerca di costruire cultura, bellezza e consapevolezza in una città difficile. Invece di proteggerlo, lo si lascia solo. È vergognoso che in presenza delle forze dell’ordine nessuno abbia identificato i suoi aggressori. Pretendiamo risposte immediate: vogliamo sapere chi sono questi individui e perché non sono stati fermati. La piazza appartiene ai cittadini onesti, non agli abusivi e agli intimidatori.”

Il deputato ha già chiesto formalmente alle autorità competenti di intervenire per l’identificazione degli aggressori, un’analisi del comportamento delle forze dell’ordine coinvolte e la tutela della vittima, affinché possa tornare a esprimersi in piena libertà negli spazi pubblici della città.

“La camorra culturale, fatta di minacce, intimidazioni e violenza contro chi vuole creare valore, è pericolosa quanto quella economica e militare. A chi semina paura, risponderemo con denunce, atti pubblici e protezione concreta per chi non si piega”, ha concluso Borrelli, sottolineando la gravità del fenomeno.

West Nile, quarta vittima in Campania: è un 73enne di Maddaloni

Caserta– Quarta vittima del virus West Nile in Campania: si tratta di un uomo di 73 anni, residente a Maddaloni, in provincia di Caserta. L’anziano, indicato con le iniziali A.A., era stato ricoverato nei giorni scorsi all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano in condizioni critiche a causa della forma neuroinvasiva dell’infezione.

Le sue condizioni si sono aggravate progressivamente fino al decesso, complici anche le patologie pregresse che ne avevano reso il quadro clinico particolarmente fragile.

È l’ottavo paziente colpito dal virus a livello regionale a non superare la malattia, e il secondo caso letale registrato proprio a Maddaloni, dopo la morte di un altro anziano di 80 anni avvenuta nelle scorse settimane sempre nello stesso ospedale.

L’allarme resta alto nel territorio casertano, considerato area endemica per la presenza del virus trasmesso dalle zanzare. Anche se distante dal litorale, Maddaloni è attraversata dall’Acquedotto Carolino – o di Vanvitelli – che trasporta acqua dalle sorgenti del Taburno fino alla Reggia di Caserta, creando ambienti umidi ideali per la proliferazione delle zanzare comuni, principali vettori del virus.

A rendere la zona particolarmente esposta contribuisce anche la presenza di uccelli selvatici e migratori, serbatoio naturale del virus.

Le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza delle misure di prevenzione. Comuni e Asl stanno intensificando in queste ore le attività di disinfestazione mirata, mentre ai cittadini viene raccomandato di adottare precauzioni anche in ambito privato, come l’uso di zanzariere, repellenti e abbigliamento protettivo nelle ore serali.

Il virus West Nile, che si trasmette attraverso la puntura di zanzare infette, può causare sintomi lievi ma anche complicazioni neurologiche gravi, soprattutto in soggetti fragili o immunodepressi. Da qui l’appello alla prevenzione: perché anche lontano dalle aree costiere, l’insidia del virus resta concreta.

Terremoto di magnitudo 8.6 in Kamchatka: paura tsunami nel Pacifico

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Una scossa sismica di magnitudo 8.6 ha colpito nelle prime ore del 30 luglio la zona al largo della Penisola della Kamchatka, in Russia, scuotendo non solo il sottosuolo ma anche l’intero bacino del Pacifico. L’evento, registrato alle 01:24 italiane, è stato definito dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia come uno dei dieci terremoti più forti mai misurati nella storia, avvenuto in una delle aree tettonicamente più pericolose del pianeta.

Il sisma si è generato lungo una zona di subduzione — lo stesso scenario geologico che già in passato ha prodotto catastrofi sismiche come quella del 1952 (magnitudo 9.0) e il disastro del 2011 in Giappone (magnitudo 9.1). Secondo i geologi dell’Ingv, l’energia sprigionata ha probabilmente causato uno scorrimento lungo centinaia di chilometri di faglia, con spostamenti del terreno nell’ordine di diversi metri.

A rendere ancora più drammatica la situazione sono state le oltre 50 repliche registrate subito dopo, alcune delle quali hanno superato la magnitudo 6.9, mentre nei giorni precedenti erano già state registrate scosse fino a magnitudo 7.4 nella stessa zona.

Allerta tsunami nella regione del Pacifico

Ma la vera paura è arrivata dal mare. A dieci minuti dalla scossa, le autorità hanno diramato l’allerta tsunami per tutta la regione del Pacifico: onde alte diversi metri si sono abbattute sulla costa russa, quelle giapponesi sono state raggiunte da onde di circa un metro, provocando evacuazioni preventive. Le Hawaii sono state colpite da onde tra i due e i tre metri e anche le coste della California hanno iniziato a registrare anomalie marine.

La NOAA americana ha emesso una severa allerta anche per le aree del Pacifico meridionale, coinvolgendo Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Vanuatu. L’ambasciata statunitense ha avvisato i cittadini di possibili inondazioni costiere e correnti marine molto pericolose: le popolazioni costiere sono state invitate a tenersi lontane da spiagge e porti e a monitorare costantemente gli aggiornamenti ufficiali.

Il terremoto della Kamchatka non è solo un colpo al cuore del sistema tettonico del Pacifico: è un campanello d’allarme sulle dinamiche geologiche che, con questa potenza, ricordano quanto fragile sia l’equilibrio tra Terra e mare. La natura ha tremato con forza. E l’uomo, ancora una volta, si trova a inseguire le sue conseguenze.

Eboli, il caso della barca abbandonata sulla spiaggia libera da tre anni

Ciò che resta della MENSH II, un’imbarcazione di lusso da quasi 24 metri, è oggi una ferita aperta nel cuore della costa ebolitana. Abbandonata sulla spiaggia libera da novembre 2021, trasformata da relitto marittimo a sfondo degradato, la barca battente bandiera polacca è ormai un pericolo per l’ambiente, per i bagnanti e per il decoro del litorale. Una carcassa corrosa dalla salsedine, insabbiata nell’indifferenza istituzionale.

Eppure un’ordinanza c’era. Firmata dal sindaco Mario Conte all’indomani dell’incidente e indirizzata alla società spagnola Neptunus Assets, proprietaria dell’imbarcazione, l’intimazione dava trenta giorni per rimuovere il relitto. Sono passati quasi mille. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: nessuno ha fatto nulla.

Da simbolo del turismo nautico a parco giochi per ragazzi, rifugio per sbandati, rampa di lancio per tuffi azzardati, il relitto è diventato un’anomalia assordante. “Se fosse finita su un lido privato sarebbe sparita in una settimana,” denuncia un cittadino che ha documentato tutto in un video inviato al deputato Francesco Emilio Borrelli. “Così invece affonda ogni giorno di più. E chissà oli e carburanti dove sono finiti.”

Borrelli, parlamentare di Alleanza Verdi-Sinistra, ha annunciato un’interrogazione urgente, chiedendo l’intervento del Ministero dell’Ambiente e della Capitaneria di Porto: “Non possiamo più accettare questo insulto al territorio. È uno scandalo che parla di abbandono e di impotenza amministrativa. Lo Stato deve intervenire, bonificare, e accertare le responsabilità.”

Nel frattempo, gli operatori continuano a pulire quel tratto di spiaggia, cercando di restituirgli un minimo di dignità. Ma la barca è ancora lì, corrosa e minacciosa, spettro d’acciaio di una burocrazia che ha fallito. “Quando una società privata ignora i suoi doveri – conclude Borrelli – e le istituzioni locali non fanno rispettare le ordinanze, è compito dello Stato difendere la legalità e l’ambiente. Basta ruggine, basta silenzi.”

Napoli, maxi controlli su auto con targa straniera: multe per oltre 6mila euro a Scampia e Chiaiano

Nella rete dei controlli straordinari disposti dal Comando della Polizia Locale di Napoli sono finite trentatré auto, molte con targa straniera, che circolavano nei quartieri di Scampia e Chiaiano senza rispettare le regole basilari del Codice della Strada. Un’operazione mirata, condotta dagli agenti dell’unità operativa Scampia e dal Gruppo Intervento Territoriale, per verificare la regolarità dei veicoli che transitano ogni giorno nelle aree più trafficate della periferia nord.

Il bilancio parla chiaro: oltre 6.200 euro in sanzioni, tre veicoli sottoposti a fermo amministrativo e una patente ritirata. Le infrazioni rilevate raccontano di un far west su ruote: documenti mancanti, patenti non conformi o mai conseguite, auto estere non immatricolate in Italia nonostante la circolazione stabile nel territorio nazionale. A queste si aggiungono omissioni gravi come la mancata revisione e il mancato aggiornamento della residenza.

Il blitz delle forze municipali ha messo sotto pressione una realtà dove troppo spesso le regole della circolazione vengono ignorate. L’obiettivo è chiaro: ripristinare legalità e sicurezza nelle strade, colpendo in particolare chi cerca scorciatoie attraverso la targa straniera. Un primo passo di un piano di controlli che – assicurano dal Comando – proseguirà a tappeto anche nelle prossime settimane.

Un algoritmo italiano rivoluziona lo scouting: così si scoprono i campioni del futuro

Niente più impressioni a pelle, intuizioni romantiche o colpi d’occhio da bordocampo: il nuovo oracolo del calcio si chiama Algorithm Soccer Oracle (Asm) ed è un algoritmo che promette di rivoluzionare il modo in cui vengono scovati i giovani talenti. Nato negli Stati Uniti, ma sviluppato da un team guidato da cervelli italiani, lo strumento è stato ideato da Alessio Sundas e ha già superato numerosi test con risultati sorprendenti. Ora è pronto per essere lanciato sul mercato e cambiare il destino di migliaia di aspiranti calciatori.

Il funzionamento è semplice quanto spietatamente preciso: la squadra che sceglie il servizio invia i video di dieci partite. L’algoritmo elabora le prestazioni di ogni giocatore, analizzando parametri come passaggi riusciti, contrasti vinti, chilometri percorsi, cross andati a buon fine. Il risultato? Un punteggio numerico che racconta la traiettoria possibile del giovane: sotto i 250 punti, si resta nell’orbita della Promozione; tra 250 e 500, si sogna la Serie D o la Lega Pro; oltre i 750, si comincia a parlare di Serie A.

Ma non finisce qui. Oltre alla valutazione globale, l’algoritmo fornisce un report dettagliato dei punti di forza e di debolezza di ciascun calciatore, offrendo così un piano chiaro per migliorarsi. Il tutto viene consegnato in una app dedicata, a disposizione dello staff tecnico del club.

“Il calcio moderno non può prescindere dalla tecnologia”, dice Sundas. “Questo algoritmo garantisce oggettività e aiuta a valorizzare i giovani in modo scientifico. Mi auguro che venga presto adottato anche in Italia: il nostro calcio ne ha bisogno come il pane”. In un mondo dove le statistiche contano quasi quanto i gol, Asm segna un punto decisivo a favore della scienza applicata allo sport. Non più sogni affidati al caso, ma talenti misurati, letti, previsti. E magari, finalmente, valorizzati come meritano.

Camorra, estorsioni a tappeto a Caivano: 8 misure cautelari

Caivano – Estorsioni sistematiche ai danni di imprenditori e commercianti a Caivano, imposte anche durante il riassetto degli equilibri criminali sul territorio.

È il quadro che emerge da una nuova indagine condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha portato all’emissione di otto misure cautelari in carcere.

Il provvedimento, firmato dal gip del Tribunale di Napoli, riguarda otto persone – sette delle quali già detenute in seguito ai fermi eseguiti lo scorso 9 luglio – ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso e di estorsione aggravata e continuata.

L’inchiesta ha fatto luce sulla perdurante operatività del clan Ciccarelli, storicamente egemone a Caivano, ma anche sull’emergere di nuove dinamiche criminali nate dopo l’arresto dei vertici del gruppo Angelino-Gallo, un tempo rivale.

Le indagini, avviate nell’ottobre 2024, hanno documentato numerosi episodi di estorsione aggravata, messi in atto attraverso intimidazioni e richieste sistematiche di denaro a esercenti locali.

 Il clan aveva il libro mastro del pizzo

Durante le perquisizioni, è stato sequestrato un documento considerato di particolare rilievo investigativo: un elenco dettagliato con cifre e nomi di presunte vittime del racket, ritenuto un vero e proprio registro del “pizzo”.

L’operazione conferma la costante pressione della criminalità organizzata sul tessuto economico di Caivano e la capacità dei clan di riorganizzarsi nonostante i colpi inferti dalle forze dell’ordine.

Tentato omicidio a Pianura, arrestato 20enne

Napoli – Un giovane di 20 anni è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dai carabinieri della compagnia di Bagnoli su disposizione del GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Il ragazzo è gravemente indiziato di tentato omicidio e porto illegale di arma da fuoco, reati aggravati dal metodo mafioso.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 9 febbraio scorso avrebbe esploso un colpo di pistola contro un’altra persona nel quartiere Pianura.

Solo il tempestivo intervento dei residenti, allertati dallo sparo e pronti a contattare le forze dell’ordine, ha evitato conseguenze più gravi.

Le indagini, supportate dalla testimonianza della vittima, dall’analisi dei tabulati telefonici e dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, hanno permesso agli inquirenti di ricostruire la dinamica dell’agguato e identificare il presunto responsabile.

Il giovane si trovava già in carcere per un altro episodio di violenza: nei mesi scorsi era stato arrestato per una brutale aggressione avvenuta in un bar della movida di Chiaia.

Estate e zanzare, cosa sapere e cosa (non) fare

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Roma – Non servono paludi lontane o foreste tropicali: per far nascere una zanzara può bastare un tappo di bottiglia con dell’acqua stagnante.

E con l’estate in pieno svolgimento, la presenza delle zanzare è in aumento in tutta Italia, dalle città alle località turistiche. Ne esistono oltre 3.500 specie nel mondo ma solo le femmine pungono per nutrire le proprie uova.

Gli esperti di SC Johnson – tra i leader mondiali negli insetticidi, inclusi gli insetto repellenti come Autan – condividono alcuni consigli semplici ed efficaci per aiutare ad evitare le punture di zanzare e ridurre il rischio di trasmissione di malattie come malaria, dengue, chikungunya e febbre del Nilo occidentale.

Per contestualizzare il fenomeno nel panorama attuale del nostro paese, l’azienda ha chiesto un parere all’infettivologo Spinello Antinori, Professore Ordinario di Malattie Infettive presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’Università degli Studi di Milano, Direttore UOC Malattie Infettive 3 dell’ASST Fatebenefratelli Sacco e Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali dell’Università degli Studi di Milano.

“Le zanzare non sono tutte uguali- precisa Antinori- e non si limitano a pungere. Alcune specie sono in grado di trasmettere virus che ormai non sono più confinati alle zone tropicali.

Anche se i rischi sono più contenuti rispetto ad altre aree del mondo, negli ultimi anni, complici cambiamento climatico e globalizzazione, anche in Italia abbiamo avuto focolai autoctoni di malattie trasmesse dalle zanzare come dengue, chikungunya e il virus del Nilo occidentale occidentale da oltre quindici anni è considerato endemico nel nostro Paese”.

Ulteriore conferma arriva dall’Istituto Superiore di Sanità che nel I semestre del 2025 (dati aggiornati al 15 luglio 2025) ha registrato 83 casi confermati di Dengue (82 dei quali associati a viaggi all’estero e 1 caso autoctono) e 51 casi confermati di Chikungunya (50 dei quali associati a viaggi all’estero e 1 caso autoctono).

Sempre dai dati Iss risulta anche che al 23 luglio 2025 sono 32 i casi confermati di infezione da West Nile virus nell’uomo in Italia dall’inizio dell’anno, oltre 20 dei quali sono stati segnalati dalla Regione Lazio, tutti in provincia di Latina.

E, secondo una recente circolare del Ministero della Salute, il nostro paese è ormai considerato area a rischio per la trasmissione autoctona di virus tipici dei Paesi tropicali. In Italia, la zanzara tigre è diffusa ovunque, anche nelle città. In estate, con l’umidità e il caldo, il rischio si amplifica.

Non a caso, negli ultimi anni si sono verificati focolai di dengue autoctona in Emilia-Romagna, Marche e Lombardia. Alcuni partiti proprio da giardini privati, con infestazioni legate ad acqua stagnante in sottovasi, grondaie o giochi da giardino.

“Le zanzare necessitano di acqua per deporre le uova e dare origine alla propria progenie- spiega Antinori- L’acqua che rimane negli invasi dei fiori presenti nei giardini o sui balconi, ad esempio, rappresenta un ottimo incubatore e può trasformare un ambiente domestico in un perfetto luogo di riproduzione. Proteggersi diventa così indispensabile, a casa e all’aperto”.

Da oltre 65 anni, SC Johnson riunisce le competenze entomologiche del suo Center for Insect Science for Family Health, continuando ad affermare la propria leadership nella ricerca sugli insetti e un impegno di 5 generazioni per un mondo migliore per le future generazioni.

Ed ecco 5 consigli degli esperti di insetti di SC Johnson per proteggersi dalle zanzare:

1. FAI IL CHECK-UP DELL’ACQUA STAGNANTE (ED ELIMINALA PRIMA DI PARTIRE)
Controlla regolarmente balconi, sottovasi, bidoni e grondaie e svuotali periodicamente. Riserva loro un’attenzione in più prima di partire per le per le zanzare durante la tua assenza. Ricorda che anche un cucchiaio d’acqua può bastare ad una zanzara per deporre le uova.

2. USA IL REPELLENTE (IN MODO CORRETTO E CON LE GIUSTE INDICAZIONI) ANCHE IN ITALIA – Soprattutto se sei all’aperto all’alba o al tramonto, quando le zanzare sono più attive, applica sempre un repellente a base di Deet o Icaridina. Prima di utilizzarlo leggi attentamente l’etichetta e segui le istruzioni: non è un cosmetico ma un dispositivo di protezione. Spray, lozioni e salviette sono efficaci solo se applicati correttamente. Non spruzzare o strofinare mai il prodotto sotto i
vestiti né su tagli, ferite o pelle irritata. Per utilizzare il repellente sul viso, applicalo prima sulle mani e poi distribuiscilo sul viso e sul collo. Se un repellente personale entra in contatto con gli occhi, sciacquali con acqua.

3. PROTEGGI ANCHE I PIÙ PICCOLI CON ATTENZIONE
Non lasciare che i bambini si applichino da soli il repellente. Spruzzalo prima sulle tue mani poi sulla pelle esposta del bambino. Non esagerare con la quantità (una dose abbondante non è garanzia di una protezione migliore o più duratura) e non applicarlo mai su mani, occhi o bocca. Ricorda di utilizzare prima la protezione solare e di applicare solo successivamente il repellente.

4. IN SPIAGGIA O IN CAMPEGGIO, PORTA CON TE ANCHE UN REPELLENTE
SPAZIALE – Repellenti spaziali, come diffusori elettrici e dispositivi da giardino, possono aiutare a ridurre la presenza di zanzare in un’intera area tenendole lontane da zone comuni come balconi e terrazzi, aree picnic o tende da campeggio. Scegli sempre prodotti certificati e leggi prima molto attentamente l’etichetta.

5. SCEGLI CON CURA L’ABBIGLIAMENTO (VIA LIBERA AD ABITI CHIARI E COPRENTI)
Maniche e pantaloni lunghi, colori chiari e tessuti leggeri aiutano a tenere lontane le zanzare (che sono invece attirate dai colori scuri) e possono contribuire a ridurre notevolmente le punture. Attenzione ai tessuti sintetici: ci sono repellenti che non vanno usati con alcuni di questi tessuti tra i quali, ad esempio, rayon, spandex e acetato.

“La prevenzione è il miglior alleato per un’estate serena- conclude l’infettivologo Antinori- e adottare piccoli accorgimenti quotidiani, come quelli suggeriti, è il modo migliore per proteggere, in città ma anche in vacanza, se stessi e i propri cari”.

I casinò online senza licenza ADM sono sicuri? Guida completa per gli italiani

Le ultime tendenze tra gli italiani dimostrano che il casinò online è diventato una delle principali fonti di emozioni piacevoli e di dopamina. Tuttavia, tra gli appassionati di gioco d’azzardo, non sono considerati più affidabili i migliori casino online con licenza ADM, bensì i siti internazionali, con tutti i loro rischi e vantaggi.

Per questo motivo è stata creata una guida completa per gli italiani che desiderano giocare in sicurezza ed evitare errori comuni. In questo articolo, i giocatori possono scoprire i criteri chiave per valutare un casinò, utili per scegliere il luogo ideale in cui giocare in modo confortevole e sicuro.

Cosa significa non avere la licenza ADM e perché è importante

In Italia, il gioco d’azzardo è legale, come confermato dalla presenza di un’autorità competente che rilascia le licenze per l’attività dei casinò nel Paese. Questa autorità è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che supervisiona e regolamenta il settore per garantire legalità, trasparenza e tutela dei giocatori. Pertanto, l’ADM è considerata la principale garanzia di affidabilità e sicurezza di un sito. I casinò che non dispongono di tale autorizzazione sono considerati illegali.

Tuttavia, molti casinò internazionali continuano a operare in Italia senza licenza ADM, scegliendo regolatori stranieri. L’assenza della licenza italiana può significare che il sito scelto non è soggetto alle leggi nazionali a tutela dei diritti degli utenti. Ciò influisce sul livello di trasparenza, sulla sicurezza dei giocatori e sulla disponibilità di strumenti per il gioco responsabile.

A cosa prestare attenzione quando si sceglie un casinò senza licenza

Nonostante i casinò con licenza ADM abbiano maggiore rilevanza in Italia, molti utenti scelgono anche siti internazionali. Ciò è dovuto al fatto che offrono bonus più generosi e propongono una vasta collezione di giochi. Tuttavia, quando si sceglie un casinò di questo tipo, è importante prestare attenzione ai seguenti criteri di selezione:

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  • Assistenza clienti efficiente.

Tutti questi elementi influiscono direttamente sulla qualità del casinò, che deve essere onesto e trasparente nei confronti dei propri giocatori. In caso contrario, tali siti possono rivelarsi fraudolenti e non erogare i fondi spettanti agli utenti.

Principali rischi e come minimizzarli

Il rischio principale nella scelta di un casinò senza licenza ADM è la mancanza di protezione dei fondi e dei dati personali. Questi siti, infatti, non sempre garantiscono la restituzione dei fondi agli utenti in caso di controversie. Al contrario, l’ADM assicura che il giocatore venga ascoltato e supportato nella risoluzione di eventuali problemi legati ai pagamenti.

Inoltre, non bisogna dimenticare che questi casinò online potrebbero non offrire alcun controllo sull’equità dei giochi. Ciò significa che i giochi potrebbero non funzionare secondo il principio dell’imprevedibilità dei risultati. Tali siti, inoltre, potrebbero non adempiere ai propri obblighi nei confronti dei giocatori e, pertanto, essere considerati fraudolenti.

Per ridurre al minimo il rischio di incorrere in un sito con intenzioni fraudolente, è consigliabile consultare recensioni e classifiche indipendenti. È inoltre opportuno verificare la presenza di certificazioni internazionali di correttezza e di una licenza valida direttamente sul sito del casinò. Se si individua un sito con una reputazione dubbia, è preferibile optare per un altro casinò, anche se i bonus offerti risultano molto allettanti.

Come verificare la reputazione e l’onestà di un casinò senza ADM

Per verificare la reputazione e l’onestà di un casinò privo di licenza ADM, è utile leggere innanzitutto le recensioni. I giocatori reali spesso condividono esperienze autentiche su siti di recensioni indipendenti. È anche possibile analizzare come il sito risponde alle situazioni controverse per comprendere la sua affidabilità.

Se le recensioni risultano positive, è importante considerare la storia dei pagamenti del casinò e, in generale, la disponibilità di tale funzionalità. L’assenza di informazioni sui pagamenti rappresenta un segnale d’allarme. È inoltre fondamentale esaminare la politica di rimborso e la trasparenza dei termini e delle condizioni relative all’utilizzo dei bonus. I siti affidabili impiegano tecnologie moderne per proteggere i propri utenti.

Vantaggi e svantaggi delle licenze internazionali

La licenza è il criterio principale per la selezione di un casinò. Se in Italia un sito deve avere l’ADM per dimostrare la propria onestà, sul mercato internazionale è possibile trovare siti con più licenze. Questo può avere i suoi pro e contro per i giocatori.

Vantaggi

Svantaggi

Metodi di pagamento vari e veloci

Non godono della tutela dei diritti degli italiani prevista dalla legge del Paese

Limiti di puntata alti

Esistono rischi di frode

Ampia scelta di bonus e giochi

Non sempre sono disponibili strumenti per promuovere il gioco responsabile

Accesso a tornei e promozioni unici

Esistono difficoltà nel prelievo dei fondi

Le licenze internazionali offrono ai giocatori dei casinò l’accesso a un maggior numero di giochi, bonus e metodi di pagamento. Tuttavia, in caso di controversie o problemi, i giocatori non potranno ottenere protezione ai sensi della legislazione del proprio paese. Ciò aumenta la responsabilità dell’utente nella scelta del sito.

Migliori pratiche per giocare in sicurezza

Per giocare in sicurezza nei casinò online, è consigliabile scegliere siti affidabili e conosciuti. Questi devono disporre di strumenti di protezione e di autocontrollo, fondamentali per garantire un’esperienza di gioco sicura e confortevole per gli utenti.

È inoltre importante leggere attentamente i termini e le condizioni delle offerte bonus, che devono risultare quanto più trasparenti e onesti possibile. Se un bonus risulta troppo difficile da riscattare, è probabile che il sito non sia del tutto trasparente nei confronti dei propri giocatori.

Un’altra buona pratica è controllare regolarmente la cronologia delle transazioni nel proprio account personale. Se i depositi vengono elaborati rapidamente, ma i prelievi subiscono ritardi di giorni o settimane, questo è un segnale di scarsa trasparenza. In tal caso, è preferibile rivolgersi ad altri siti più affidabili.

Strumenti di protezione e autocontrollo a disposizione dei giocatori

I casinò online offrono spesso ai giocatori strumenti utili per garantire un’esperienza di gioco sicura. Tra questi rientrano i limiti di deposito e di scommessa, che consentono di gestire in modo responsabile il proprio saldo di gioco.

È inoltre essenziale che sia disponibile una cronologia dettagliata delle scommesse e delle transazioni, utile per monitorare e analizzare il comportamento di gioco. Da non dimenticare la funzione di autoesclusione, che deve essere disponibile sia in forma temporanea sia permanente.

Allarme banconote false a Ischia: arrestato 50enne con mille euro contraffatti

Ischia – L’estate e il massiccio afflusso turistico si confermano un terreno fertile per la diffusione di banconote false, un problema che le forze dell’ordine monitorano con crescente attenzione.

L’ultimo caso arriva direttamente dall’isola di Ischia, meta prediletta per le vacanze estive, dove i Carabinieri hanno intercettato un uomo in possesso di mille euro in banconote contraffatte.

Il blitz al porto

I controlli serrati dei Carabinieri al porto di Ischia, volti a monitorare il costante flusso turistico sull’isola, hanno permesso di individuare e fermare Giuseppe Savarese, un 50enne napoletano già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato bloccato appena sbarcato dall’aliscafo proveniente da Napoli e sottoposto a perquisizione.

Nelle sue tasche sono state rinvenute e sequestrate 20 banconote false dal taglio di 50 euro, per un totale di mille euro. La fattura delle banconote era, a prima vista, piuttosto convincente.

Tuttavia, la prontezza dei militari è stata determinante: i Carabinieri hanno notato un dettaglio cruciale, ovvero che due delle banconote riportavano lo stesso codice alfanumerico. Questo particolare ha spinto gli inquirenti ad approfondire immediatamente la vicenda, portando alla scoperta della contraffazione.

Giuseppe Savarese è stato arrestato e, oltre alla reclusione, per lui sarà proposto il foglio di via obbligatori, misura volta a impedirgli il ritorno sull’isola. L’episodio sottolinea la necessità di un’elevata vigilanza, soprattutto nei periodi di alta stagione turistica, quando l’ingente movimento di persone può favorire la circolazione di denaro illecito.

Le forze dell’ordine invitano alla massima attenzione nel maneggiare contante, specialmente in contesti affollati, e a segnalare immediatamente qualsiasi sospetto di banconote contraffatte.

Infermiera arrestata a Benevento: rubava farmaci dall’ospedale San Pio

Un’infermiera di 47 anni, O.G., in servizio presso l’ospedale “San Pio” di Benevento, è stata arrestata in flagranza di reato dalla Squadra Mobile della Questura sannita con l’accusa di peculato.

La donna è stata fermata mentre sottraeva farmaci e presidi sanitari dal reparto di Medicina interna, dove lavorava. Una perquisizione nella sua abitazione, in provincia di Avellino, ha portato al ritrovamento di numerosi lotti di medicinali e materiali sanitari, simili a quelli rinvenuti in suo possesso al momento dell’arresto. Ora si trova agli arresti domiciliari, in attesa degli sviluppi giudiziari.

Le indagini e il blitz

L’arresto è l’esito di un’attività investigativa avviata dopo la denuncia dei vertici dell’ospedale, che avevano segnalato un’ingente e ingiustificata sparizione di farmaci e presidi sanitari.

Le discrepanze tra i consumi effettivi e le scorte registrate hanno insospettito la dirigenza, spingendo la Procura di Benevento, sotto la guida del pm Licia Fabrizi, a disporre approfondimenti. Le indagini hanno confermato i sospetti: la condotta dell’infermiera, già tenuta sotto osservazione, si è rivelata reiterata e macroscopica.

Secondo fonti interne all’ospedale, il trasferimento della 47enne dal Pronto Soccorso al reparto di Medicina interna potrebbe essere stato deciso proprio per monitorarne l’operato senza destare sospetti.

La sottrazione di farmaci, infatti, sarebbe proseguita anche dopo il cambio di reparto, rafforzando i dubbi degli inquirenti. Il blitz della Squadra Mobile ha colto l’infermiera in flagranza, mentre asportava medicinali dal “San Pio”. La successiva perquisizione domiciliare ha aggravato la sua posizione, con il ritrovamento di decine di chili di farmaci e presidi sanitari.

Il quadro giudiziario

L’infermiera, attualmente agli arresti domiciliari, dovrà rispondere dell’accusa di peculato. La Procura di Benevento sta proseguendo le indagini per delineare con precisione il quadro accusatorio e accertare l’entità del danno. In virtù del principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza della donna sarà definitiva solo con una sentenza irrevocabile. Intanto, l’azienda ospedaliera attende l’evoluzione del caso per adottare eventuali provvedimenti disciplinari.

Un caso che scuote la sanità sannita

L’arresto dell’infermiera rappresenta un duro colpo per l’ospedale “San Pio” e per la comunità sanitaria di Benevento. La vicenda solleva interrogativi sull’efficacia dei sistemi di controllo e sulla necessità di vigilare sul personale per garantire la tutela delle risorse sanitarie, essenziali per i pazienti. Le indagini proseguiranno per chiarire se si tratti di un episodio isolato o di una pratica più diffusa, mentre la città attende risposte e giustizia.

 

Operai morti al Rione Alto, la Procura autorizza il rilascio delle salme: via libera ai funerali

Napoli– La Procura di Napoli ha autorizzato il rilascio delle salme dei tre operai morti venerdì scorso nel tragico incidente avvenuto nel Rione Alto.

I corpi di Vincenzo Del Grosso, 54 anni, di Napoli, Ciro Pierro, 62 anni, di Calvizzano, e Luigi Romano, 67 anni, di Arzano, sono ora a disposizione delle famiglie per l’organizzazione dei funerali, che potrebbero svolgersi già nelle prossime ore.

Nella giornata di ieri sono stati eseguiti gli esami autoptici, disposti dai magistrati nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo plurimo coordinata dal sostituto procuratore Stella Castaldo e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci.

L’indagine punta a fare piena luce sulle cause dell’incidente in cui i tre operai hanno perso la vita precipitando da circa venti metri: secondo quanto emerso finora, il montacarichi sul quale viaggiavano si sarebbe improvvisamente sganciato mentre li stava trasportando sul lastrico solare del palazzo.

 L’indagine punta sui problemi al montacarichi

Nell’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Nicola Gratteri, risultano indagate quattro persone: si tratta degli imprenditori Vincenzo Pietroluongo e Carlo Napolitano, dell’amministratore del condominio Luca Luciani e del responsabile della sicurezza del cantiere Gianluca Di Franco. Tutti e quattro sono assistiti dagli avvocati Mauro Zollo e Giovanni Fusco.

Per l’autopsia, i legali degli indagati hanno scelto di non nominare consulenti di parte, a differenza dell’avvocato Daniele Cacciapuoti, legale della famiglia Pierro, che ha invece designato un proprio consulente per gli esami irripetibili. Diversa la strategia difensiva in vista della perizia tecnica sull’impianto: i legali degli indagati hanno annunciato l’intenzione di partecipare con esperti di parte all’accertamento tecnico che la Procura si appresta a disporre per stabilire con esattezza le cause del cedimento strutturale.

Secondo una prima ricostruzione, i tre operai al momento della caduta non indossavano alcuna imbracatura di sicurezza, un dettaglio che aggiunge ulteriori interrogativi su come fossero organizzati e supervisionati i lavori nel cantiere.

A Torre del Greco le assunzioni si fanno con sorteggio pubblico

Torre del Greco – L’azienda Velia Ambiente s.r.l. ha pubblicato un avviso di selezione per l’assunzione a tempo determinato di 25 nuove risorse: si tratta di 20 operatori ecologici e 5 autisti, che saranno inseriti con contratto full-time della durata di sei mesi, prorogabili.

Le assunzioni rientrano in una procedura di selezione per sorteggio pubblico, volto alla formazione di due graduatorie — una per ciascun profilo professionale — a cui l’azienda attingerà in ordine di estrazione.

Mansioni e requisiti

Gli operatori ecologici saranno inquadrati come operai di livello J, con incarichi legati allo spazzamento, raccolta e decoro urbano sul territorio comunale di Torre del Greco.
Gli autisti, invece, saranno inseriti al livello 3B e dovranno essere abilitati alla conduzione di veicoli e mezzi d’opera, con patente C e CQC (o titolo equivalente superiore) in corso di validità.

Per accedere alla selezione è necessario:

età compresa tra 18 e 40 anni per gli operatori ecologici, e tra 21 e 40 anni per gli autisti;
residenza a Torre del Greco da almeno un anno;
patente B valida per gli operatori ecologici;
patente C e CQC (o superiore) valida per gli autisti;
assenza di condanne penali o procedimenti giudiziari in corso;
possesso di un indirizzo PEC, attraverso il quale si riceveranno tutte le comunicazioni ufficiali.
Il contratto applicato sarà quello del CCNL Fise Assoambiente per imprese e società esercenti servizi ambientali.

Modalità di partecipazione
La domanda va compilata esclusivamente utilizzando il modulo disponibile online sui siti ufficiali:

www.veliaambiente.it
www.comune.torredelgreco.na.it
Le richieste dovranno essere inviate via PEC all’indirizzo: concorso.nu.tdg@legalmail.it, entro le ore 23:59 del 20 agosto 2025.

Il sorteggio pubblico

Una volta completata la verifica dei requisiti da parte della commissione, sarà stilato l’elenco dei candidati ammessi. Questi ultimi parteciperanno a un sorteggio pubblico, che si svolgerà in diretta streaming presso l’aula consiliare del Comune. La data del sorteggio sarà comunicata via PEC.

Saranno estratti fino a 150 nominativi per la graduatoria degli operatori ecologici e 50 per quella degli autisti. Dalle due graduatorie saranno quindi selezionati i primi 20 operatori e i primi 5 autisti. In caso di rinunce, si procederà con lo scorrimento della graduatoria.

La graduatoria finale sarà pubblicata sui siti ufficiali della Velia Ambiente s.r.l. e del Comune di Torre del Greco, dove è possibile consultare anche il bando completo.

Caivano: due minorenni arrestati mentre rifornivano il loro “drug delivery”

Caivano – Si muovevano in un’auto bianca, agili e rapidi come fattorini, ma invece di consegnare pizze o pacchi, trasportavano droga.

Sono due ragazzi di 17 anni, già inseriti nel giro dello spaccio a Caivano, dove il business della droga si è evoluto in un servizio quasi “a domicilio”. Un meccanismo collaudato: nascondono la merce in campagna, aspettano l’ordine via smartphone e in pochi minuti effettuano la consegna.

Un sistema che, in caso di fermo, permetterebbe loro di dichiarare che la sostanza era per uso personale. Ma questa volta non ha funzionato.

I carabinieri della stazione di Caivano li avevano notati da tempo. Quell’utilitaria bianca con a bordo due giovanissimi dal fisico esile non passava inosservata, ma mancava ancora l’elemento decisivo per agire: il punto esatto dove prelevavano la droga.

A risolvere il caso, le telecamere di ultima generazione installate nell’ambito del “Progetto Caivano”, che hanno permesso di ricostruire i loro spostamenti.

i due giovani pusher del servizio a domicilio sono state incastrate dalle nuove telecamere del “progetto Caivano”

L’area sospetta era via Garigliano, una zona periferica con fondi agricoli e terreni incolti. I militari hanno organizzato un appostamento e aspettato. E i due non si sono fatti attendere: scesi dall’auto, si sono infilati in un vicolo, hanno frugato tra cumuli di detriti e, dopo qualche secondo, hanno estratto due buste. A quel punto, i carabinieri sono intervenuti.

Nelle confezioni appena recuperate, una quarantina di dosi tra cocaina e crack, pronte per essere distribuite. In tasca a uno dei due, 30 euro in contanti – forse l’incasso dell’ultima “consegna”.

Uno dei ragazzi è incensurato, l’altro già noto alle forze dell’ordine. Entrambi sono stati arrestati e trasferiti nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei, mentre le indagini continuano per risalire alla rete che li riforniva.

Quello del drug delivery è un fenomeno in crescita, soprattutto tra i giovanissimi, che sfruttano la rapidità degli spostamenti e l’anonimato dei territori periferici per eludere i controlli. Ma con le nuove tecnologie di sorveglianza, anche i pusher più furbi rischiano di finire con le mani nella marmellata.

Starmer: ”Pronto a riconoscere in autunno lo stato della Palestina”. Ira di Netanyahu

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Il premier britannico Starmer, nel corso della riunione di gabinetto del proprio governo, ha avuto modo di annunciare che il Regno Unito è fortemente intenzionato a riconoscere lo stato della Palestina nel prossimo autunno, prima dell’Assemblea generale dell’ONU.

A meno che Israele non si impegni a porre in essere un cessate il fuoco in quel di Gaza, rinunci all’annessione della Cisgiordania e si produca in un processo finalizzato a concretare l’anelata “soluzione a due stati”.

Prevedibilmente le intenzioni esplicitate da Starmer hanno scatenato l’ira del premier israeliano Netanyahu secondo cui il riconoscimento dello stato palestinese costituirebbe una minaccia non solo per lo stato israeliano ma per lo stesso Regno Unito.

Il presidente statunitense Trump, allineandosi all’omologo israeliano, ha affermato di ritenere il riconoscimento in questione come un regalo ad Hamas. Ricordiamo che il 25 luglio anche il presidente francese Emanuel Macron ha annunciato che la Francia riconoscerà lo stato palestinese in autunno.

 

Napoli, è già scontro sulle nuove regole per i locali della movida

Napoli– Una nuova stretta sulla movida nel centro storico di Napoli, con proposte normative provenienti da Palazzo San Giacomo, sta scatenando un’accesa polemica tra gestori dei locali e residenti.

Le regole, che puntano a limitare la “movida fracassona”, rischiano di mettere in ginocchio un’intera economia, secondo gli imprenditori, mentre i residenti, pur accogliendole con favore, ne chiedono un’applicazione rigorosa e controlli efficaci.

La voce dei locali: “Rischiamo la chiusura”

“Fanno prima a chiuderci. Con le nuove regole del Comune non si può lavorare più, daremo battaglia. Abbiamo già contattato gli avvocati”, avvertono, esprimendo il dissenso molti gestori.

Il provvedimento, che dovrà essere approvato in Consiglio Comunale a settembre, circoscrive la sperimentazione della stretta tra Piazza Bellini, Vico Quercia, Via Cisterna dell’Olio e strade limitrofe. Tra le misure più contestate, lo stop alla vendita da asporto alle 2 e il divieto di servire drink ai tavoli all’esterno due ore dopo.

Anche il divieto di musica all’aperto preoccupa i gestori.  “Napoli oggi è come Parigi e Berlino. Con la musica live offriamo un servizio rendendo la città all’altezza delle altre destinazioni internazionali. Non si può spegnere una parte di Napoli”. Pur riconoscendo la necessità di nuove norme (“Negli ultimi tempi ci siamo allargati tutti, è indubbio che servano norme”).

Sostengono i gestori dei locali spiegando che “così si mette in crisi un’economia. Si cancellano posti di lavoro”. L’auspicio è che “il Comune ci chiami ad un tavolo. Ci ascolti. Ad esempio si possono fare orari differenziati tra i giorni della settimana e il weekend. Ma comunque mezzanotte è troppo presto”.

Confcommercio Napoli, attraverso il suo presidente Massimo Di Porzio, si schiera apertamente con i gestori: “Siamo fermamente contrari a misure non solo fortemente punitive per bar e ristoranti, ma soprattutto inutili a risolvere il problema degli schiamazzi e della malamovida. Un autogol che desertifica il centro storico, danneggiando l’immagine di Napoli”.

I residenti: “Servono controlli, non solo nuove regole”

Dall’altra parte della barricata, i residenti del centro storico, esasperati da anni di schiamazzi e disagi, accolgono le nuove regole con un misto di speranza e scetticismo.

“Il nuovo provvedimento va nella direzione giusta. Ma servono sanzioni proporzionate. Se la multa è di 100 euro non cambierà nulla. Chi incassa 4 mila euro a notte rischia e va avanti, fregandosene”.

Al momento, la delibera della giunta Manfredi non sembra convincere appieno né gli imprenditori né i residenti, le due facce di un problema annoso che il nuovo dispositivo, in attesa di approvazione, cercherà di affrontare.

Forte scossa di terremoto nella notte in provincia di Avellino

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 è stata registrata nella notte tra lunedì e martedì in provincia di Avellino. Il sisma, avvertito distintamente dalla popolazione in diverse aree dell’Irpinia, si è verificato alle ore 2.54 con epicentro localizzato a circa 3 chilometri dal comune di Bonito.

Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’evento sismico si è prodotto a una profondità di 17 chilometri. Al momento non si segnalano danni a persone o cose, ma in diverse zone si sono registrate chiamate ai vigili del fuoco da parte di cittadini allarmati.

 Il sisma è stato avvertito in alcuni comuni delle province di Benevento e Foggia

Il sisma è stato percepito anche in alcuni comuni limitrofi della provincia di Benevento e, più lievemente, in alcune aree della provincia di Foggia. La zona interessata, situata nell’Appennino meridionale, è considerata a media sismicità ed è già stata in passato teatro di eventi tellurici di entità simile.

Le autorità locali e la Protezione Civile stanno monitorando la situazione. Non risultano al momento ulteriori scosse di rilievo successive al primo evento, ma l’area resta sotto osservazione da parte degli esperti dell’INGV.