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Osimhen in volo verso il Galatasaray: “Solo il Gala”-le parole dell’ex attaccante del Napoli

Victor Osimhen è ormai a un passo dal Galatasaray, e il club turco non ha perso tempo per scaldare i tifosi: sui social è apparso un video in cui l’ex bomber del Napoli saluta i sostenitori giallorossi, lanciando una frase in italiano che non passa inosservata: “Solo il Gala”. Un messaggio diretto, quasi un’anticipazione del suo futuro in Super Lig.

L’affare è in dirittura d’arrivo: Osimhen atterrà a Istanbul per le visite mediche, mentre il Napoli incasserà 75 milioni di euro, divisi in due tranche – 40 subito e i restanti 35 entro un anno. Una partenza annunciata, quella del nigeriano, che ora sembra pronta a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera in Turchia.

Pianura, arrestato pistolero violento del clan Esposito Marsicano

Napoli  – Un 20enne, Claudio Riccardo Garavini, ritenuto affiliato al gruppo delle “case gialle” di Pianura, orbitante attorno al clan Esposito-Marsicano, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
L’accusa è pesante: aver gambizzato una persona il 9 febbraio scorso per presunte “manchevolezze”, con modalità aggravate dal metodo mafioso. La notifica è avvenuta nel carcere dove Garavini è già detenuto per un’altra violenta aggressione, avvenuta il 1° febbraio in un bar della zona dei “baretti” di Chiaia, anch’essa caratterizzata dall’uso di armi.

L’agguato e le indagini

Il fatto risale al 9 febbraio, quando uno sparo nel quartiere Pianura ha allertato i residenti, che hanno immediatamente contattato le forze dell’ordine, evitando conseguenze ancora più gravi.
La vittima, ferita alle gambe, ha fornito una testimonianza cruciale, supportata dall’analisi del traffico telefonico e dalle immagini di videosorveglianza. Questi elementi hanno permesso ai carabinieri di Bagnoli di ricostruire il coinvolgimento di Garavini, accusato di detenzione e porto illegale di arma da fuoco, reati aggravati dall’utilizzo di metodi mafiosi.

Un profilo criminale già noto

Garavini, già noto alle autorità, si trova in carcere per un episodio altrettanto grave: un’aggressione armata avvenuta in un locale di Chiaia all’inizio di febbraio. La sua presunta appartenenza al gruppo delle “case gialle”, una fazione criminale attiva nel quartiere periferico di Pianura, rafforza il quadro accusatorio, che lo vede come un elemento emergente in un contesto criminale legato al clan Esposito-Marsicano.
L’uso del metodo mafioso, evidenziato dalla DDA, sottolinea la gravità dell’azione, volta a punire la vittima per non meglio specificate “manchevolezze”.
La prontezza dei residenti di Pianura, che hanno segnalato lo sparo, ha permesso un intervento rapido delle forze dell’ordine, limitando l’escalation di violenza. Le indagini dei carabinieri, condotte con meticolosità, hanno sfruttato tecnologie e testimonianze per inchiodare il responsabile, dimostrando l’impegno delle autorità nel contrastare la criminalità organizzata in un quartiere spesso teatro di episodi violenti.
L’arresto di Garavini rappresenta un ulteriore passo nella lotta contro i gruppi criminali che operano nelle periferie napoletane. La contestazione del metodo mafioso non solo aggrava la posizione del giovane, ma lancia un segnale chiaro: le forze dell’ordine e la magistratura sono determinate a colpire chi utilizza la violenza per imporre il controllo sul territorio.
 La gambizzazione di Pianura e l’arresto di Claudio Riccardo Garavini riaccendono i riflettori sulla presenza di gruppi criminali nei quartieri periferici di Napoli.
L’azione coordinata di residenti, carabinieri e DDA ha permesso di identificare e fermare il responsabile, ma la vicenda evidenzia la necessità di continuare a vigilare su un territorio vulnerabile, dove la criminalità cerca ancora di imporre la propria legge.

Napoli, sequestrato il gazebo abusivo di una nota pizzeria in piazza Vanvitelli

Napoli – Blitz degli agenti dell’Unità Operativa Vomero in una nota pizzeria di piazza Vanvitelli, dove questa mattina è stata sequestrata una pedana esterna abusiva allestita senza le necessarie autorizzazioni comunali.

Nel corso del controllo amministrativo, il personale ha riscontrato la presenza di un manufatto non autorizzato, composto da una struttura con pavimentazione in legno, intelaiature in alluminio, pannelli in vetro o plexiglas su tutto il perimetro, e ante a ribalta.

L’area era attrezzata con 20 tavoli e 80 sedie, oltre a una credenza in metallo fissata permanentemente, stufe da esterno, telecamere di sorveglianza e ombrelloni con illuminazione integrata.

Secondo quanto comunicato dal Comune, l’occupazione del suolo pubblico è risultata completamente abusiva, non rientrando tra quelle autorizzate dall’Amministrazione.

Per questo motivo è stato disposto il sequestro dell’intera pedana, con la contestazione del reato di invasione di suolo pubblico e della violazione amministrativa per occupazione difforme rispetto alla concessione.

Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori irregolarità

Bacoli, sequestrato ormeggio abusivo con 54 imbarcazioni

Bacoli– Blitz della Guardia di Finanza lungo la costa flegrea. Questa mattina il Reparto Operativo Aeronavale di Napoli ha sequestrato uno specchio d’acqua di circa 2.200 metri quadrati, occupato abusivamente da 54 natanti nel territorio del Comune di Bacoli.

L’intervento rientra nell’ambito del piano di intensificazione dei controlli contro l’abusivismo demaniale e commerciale lungo le coste campane.

A finire nei guai è stato un imprenditore, titolare di una regolare concessione marittima limitata a 900 metri quadrati, che secondo gli accertamenti delle Fiamme Gialle avrebbe esteso il proprio utilizzo dell’area oltre i limiti autorizzati, occupando abusivamente una porzione ben più ampia del demanio.

L’uomo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per occupazione abusiva di suolo demaniale.

All’operazione hanno preso parte anche i militari della Tenenza di Baia, che si occuperanno ora degli approfondimenti di natura fiscale legati all’attività svolta nell’area sequestrata. L’intervento ha richiesto l’impiego di unità navali e del Nucleo Sommozzatori del Corpo, fondamentali per le verifiche subacquee e il censimento completo delle imbarcazioni.

Le attività della cosiddetta “Polizia del Mare” proseguiranno nei prossimi giorni con ulteriori controlli lungo tutto il litorale regionale, con l’obiettivo – sottolineano fonti investigative – di tutelare il patrimonio pubblico, contrastare le occupazioni illegali e garantire condizioni eque per gli operatori del settore nautico e turistico che rispettano le normative.

West Nile, l’Ordine dei Medici: “Serviva più prevenzione. Ora bonifiche e cautela”

Il virus West Nile non è il Covid, ma potrebbe diventare un serio problema sanitario se la politica continuerà a sottovalutare la prevenzione. Il monito arriva forte e chiaro dal presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli, Bruno Zuccarelli, che denuncia una grave miopia istituzionale nella gestione della sanità pubblica: “Se si fosse investito per tempo nel potenziamento dei Dipartimenti di Prevenzione – sottolinea – oggi non saremmo costretti a rincorrere il rischio con bonifiche d’urgenza”.

Zuccarelli tiene a sottolineare come il West Nile non sia paragonabile per diffusione e gravità al Covid, ma proprio per questo la sua comparsa deve essere letta come un campanello d’allarme: “Non si può continuare a ignorare la prevenzione sanitaria. Il ‘mai più’ che tutti avevano giurato dopo il Covid si sta rivelando una frase vuota. Le istituzioni sembrano già averlo dimenticato”.

L’appello alla calma si accompagna a una richiesta concreta alla politica: servono più risorse, più personale e una seria strategia di monitoraggio ambientale. Un’urgenza che fa eco a quanto richiesto dal Prefetto di Napoli, Michele Di Bari. “Le bonifiche ambientali sono indispensabili – ribadisce Zuccarelli – soprattutto per tutelare i pazienti più fragili. Chi combatte ogni giorno con malattie gravi non può essere esposto al rischio di infezioni trasmesse da una banale puntura di zanzara. Garantire ambienti salubri è un dovere, non un optional”.

Napoli a Castel di Sangro: al via la seconda parte del ritiro estivo. Fissate due nuove amichevoli

Castel di Sangro si tinge d’azzurro. Il Napoli è arrivato in Abruzzo per la seconda parte del ritiro estivo e l’accoglienza è stata da campioni d’Italia: centinaia di tifosi hanno invaso la cittadina in provincia dell’Aquila per salutare la squadra e assistere al primo allenamento in programma oggi alle 17.30 allo stadio Teofilo Patini.

La società partenopea, vista la massiccia affluenza di sostenitori, ha ufficializzato altre due amichevoli che arricchiranno il calendario della preparazione. Gli azzurri affronteranno la Casertana il 4 agosto e il Sorrento il 10 agosto, entrambe alle 10 del mattino. Confermate le altre sfide già in programma: il 3 agosto alle 19 contro il Brest, il 9 contro il Girona sempre alle 19, e il test di lusso con l’Olympiacos, anticipato dalle 20 alle 18 del 14 agosto, giorno in cui si chiuderà il ritiro abruzzese.

Dopo Castel di Sangro, la squadra tornerà a Castel Volturno per mettere a punto la preparazione in vista dell’esordio in Serie A il 23 agosto contro il Sassuolo. Intanto, nell’aria di montagna, si respira entusiasmo e attesa: i tifosi credono ancora nel sogno azzurro, con il tricolore cucito sul petto e una nuova stagione tutta da scrivere.

Milan, Allegri: “Napoli favorito per lo scudetto. Noi senza coppe? Non è un vantaggio”

Massimiliano Allegri non si nasconde e, parlando dalla conferenza stampa in Australia alla vigilia dell’amichevole tra il Milan e il Perth Glory, lancia già la sua griglia per il prossimo campionato. Per l’ex tecnico della Juventus, oggi alla guida dei rossoneri, la squadra da battere è chiara: “Il Napoli è favorito per lo scudetto, perché chi vince di solito riparte da una posizione di forza. Ma dietro c’è l’Inter, che da anni lavora benissimo e resta una pretendente fortissima”.

Non mancano nel suo elenco altre protagoniste annunciate: Juventus, Atalanta, Roma, Fiorentina e Lazio sono tutte in corsa per le posizioni che contano. “Sarà una lotta durissima per entrare tra le prime quattro”, ha spiegato Allegri, che però non usa la mancata qualificazione del Milan alle Coppe europee come possibile alibi. Anzi, la considera un limite: “Potremo allenarci per tutta la settimana, è vero, ma non è affatto un vantaggio. Il Milan deve tornare a giocare la Champions per crescere, misurarsi con le grandi d’Europa è fondamentale”.

Un messaggio chiaro, quello di Allegri: guardare avanti sì, ma senza farsi illusioni. Niente Coppe significa più tempo per preparare le partite, ma anche meno esperienza internazionale e minore appeal. Il Milan, dunque, dovrà conquistare tutto sul campo. A partire proprio dal prossimo scudetto, che per Allegri resta un affare a tinte azzurre.

Carceri al collasso, l’allarme dei Garanti: “Serve subito un provvedimento deflattivo”

Una bomba sociale pronta a esplodere. Le carceri italiane oggi sono il volto più scoperto della disumanità istituzionale, luoghi dove i numeri raccontano l’agonia di un sistema al collasso. Sono 62.723 i detenuti attualmente presenti nelle strutture penitenziarie italiane, a fronte di appena 46.706 posti disponibili. E in Campania la situazione è ancora più drammatica: 7.571 persone ristrette, contro una capienza effettiva di 5.497. Poggioreale, simbolo del disastro, ospita 2.066 detenuti, sebbene ne possa contenere solo 1.300.

A lanciare l’allarme è Samuele Ciambriello, portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali e garante regionale dei detenuti per la Campania, nel corso della mobilitazione nazionale andata in scena anche a Napoli, davanti al Tribunale e alle porte di Poggioreale. “Questa – ha detto – non è più un’urgenza amministrativa, è un’emergenza sociale. I suicidi in cella e il sovraffollamento impongono scelte rapide e coraggiose. Chiediamo la liberazione anticipata speciale, portandola da 45 a 75 giorni ogni semestre, e un provvedimento deflattivo, come fu fatto dai governi Berlusconi nel 2003 e nel 2010”.

I numeri impressionano: in Italia, oltre 9.200 detenuti hanno una pena residua inferiore a un anno. In Campania, sono 904. Numeri che dimostrano come una parte consistente della popolazione carceraria potrebbe essere gestita con misure alternative alla detenzione. A peggiorare il quadro, l’inagibilità di intere sezioni detentive e la grave carenza di personale: mancano agenti penitenziari, medici, educatori, assistenti sociali. E la tensione, dentro, cresce ogni giorno.

Alla manifestazione, accanto ai Garanti comunali e regionali, erano presenti anche don Tonino Palmese, esponente della Pastorale Carceraria, l’avvocatura napoletana, rappresentanti del Movimento Forense e dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Nord, oltre a figure simboliche come padre Alex Zanotelli e diversi consiglieri regionali. Tutti uniti in un grido collettivo: basta voltarsi dall’altra parte. Le carceri non possono più essere terre di nessuno, né discariche umane dove lo Stato smaltisce il disagio sociale.

Ciambriello ha ricordato che anche durante la pandemia da Covid fu adottata la misura della liberazione anticipata straordinaria, e che l’Italia ha già subito sanzioni dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per trattamenti degradanti. “Non possiamo aspettare altre condanne o altri morti. Serve un’azione forte, adesso”.

Ravello Festival 2025, tre notti di grande jazz sotto le stelle della Costiera

Il Ravello Festival 2025 alza l’asticella e dedica al jazz tre serate consecutive, trasformando il Belvedere di Villa Rufolo in un palco di fuoco per alcuni dei nomi più esplosivi del panorama internazionale. Dal 31 luglio al 2 agosto, la Costiera si accenderà di swing, virtuosismo e memoria musicale con un trittico di concerti che, già sulla carta, sa di evento irripetibile.

Si parte giovedì 31 luglio con un concerto che è già sold out da giorni: Stefano Bollani, Dado Moroni e Danilo Rea per la prima volta insieme sullo stesso palco. Tre stili diversi, tre storie diverse, ma una sola lingua in comune: quella del pianista canadese Oscar Peterson, cui rendono omaggio a cento anni dalla nascita. Nessun tributo formale, però: sarà piuttosto un incontro-scontro creativo, una jam ad altissima quota tra giganti del pianoforte.

Il giorno dopo, venerdì primo agosto, tocca a Roberta Gambarini. Nata artisticamente tra Torino e New York, voce tra le più autorevoli del jazz contemporaneo e partner di leggende come Hank Jones e Roy Hargrove, porta a Ravello la sua personale dedica a Ella Fitzgerald. Sul palco con lei la Salerno Jazz Orchestra diretta da Sandro Deidda, con la partecipazione speciale di Giovanni Amato alla tromba. Anche questo concerto è già sold out.

La chiusura, sabato 2 agosto, è affidata a Richard Galliano, figura iconica della fisarmonica moderna. Con il suo “Passion Galliano”, il compositore francese mescolerà repertorio originale e classici come Piazzolla, in un viaggio tra continenti e tradizioni che celebra la forza evocativa di uno strumento globale. I biglietti sono ancora disponibili (40 euro), ma non per molto. Non è un caso che Ravello scelga il jazz come cuore pulsante di queste notti d’estate. La sua presenza nel cartellone non è solo questione di gusto: è storia. Fu proprio con lo sbarco alleato del 1943 che il jazz americano fece breccia nel Sud Italia, lasciando segni profondi nei musicisti e nelle istituzioni musicali campane.

Una tradizione viva e fertile che ancora oggi si rinnova tra orchestre attive, solisti di livello internazionale e un pubblico partecipe e appassionato. Nel frattempo, prosegue con successo anche la mostra Le Donne dell’Antichità di Anselm Kiefer, allestita lungo il percorso di Villa Rufolo e visitabile fino al 2 settembre, a suggellare un’estate in cui arte e musica si intrecciano nel cuore della Costiera.

Aversa, pusher fugge in scooter al posto di blocco: inseguito e arrestato

Non si è fermato all’alt dei carabinieri e ha tentato di scappare in scooter, lanciando via parte della droga per disfarsene lungo il percorso. Ma la sua fuga è durata solo pochi minuti. Un giovane di 20 anni, originario di Trentola Ducenta e già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato nel pomeriggio di ieri dai militari della stazione locale dopo un inseguimento cominciato ad Aversa, in via Porta San Giovanni.

In sella a uno scooter Honda SH bianco, senza casco e con andatura sospetta, ha attirato l’attenzione dei carabinieri che gli hanno intimato l’alt. La sua risposta è stata una brusca accelerazione e manovre pericolose nel traffico cittadino per cercare di seminare i militari. Il tentativo di fuga, però, si è concluso poco dopo in via Alessandro Bisceglie, dove è stato raggiunto e bloccato grazie anche all’intervento provvidenziale di un agente della polizia municipale fuori servizio. Prima di essere fermato, il giovane aveva provato a sbarazzarsi di un contenitore di alluminio, lanciandolo via. Ma i carabinieri lo hanno subito recuperato: all’interno c’erano 21 dosi di crack pronte per lo spaccio.

Durante la perquisizione personale, il pusher è stato trovato in possesso di 590 euro in contanti, due telefoni cellulari e tracce evidenti dell’attività di spaccio. I controlli sono stati estesi alla sua abitazione, dove i militari hanno scoperto un ulteriore carico di droga: 39 dosi di crack e 8 di cocaina, ben nascoste in un barattolo. Sequestrati anche altri 1.815 euro in contanti.

Il bilancio finale è pesante: 60 dosi di crack, 8 di cocaina e 2.405 euro ritenuti provento della vendita al dettaglio delle sostanze stupefacenti. Il giovane è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio e posto agli arresti domiciliari, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.

Nell’elenco dei presunti russofobi diramato dal Cremlino figura anche Mattarella.

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Antonio Tajani, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, è intenzionato a convocare l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia.

Motivo di tale convocazione sarà l’inserimento del presidente della Repubblica Mattarella nell’elenco dei presunti russofobi diramato dal Cremlino. Oltre al presidente della Repubblica nel succitato elenco figurano altre cariche istituzionali afferenti alla Repubblica Italiana come lo stesso Tajani ed il ministro Guido Crosetto.

Sia la premier italiana Giorgia Meloni che la segretaria dem Elly Schlein ed il leader pentastellato Giuseppe Conte hanno liquidato come grave ed inaccettabile l’iniziativa posta in essere dal Cremlino.

La lista in questione, chiaramente, non comprende solo figure istituzionali afferenti alla Repubblica italiana ma numerosi leaders europei come il neo – cancelliere teutonico Merz, il presidente della Repubblica francese Emanuel Macron. Oltre ai succitati figura anche il segretario generale della NATO Rutte.

 

West Nile, allarme in Italia: picco di casi atteso dopo metà agosto

Roma– L’Italia si prepara a un aumento dei casi di virus West Nile, con un picco previsto dopo la metà di agosto, seguito da una rapida discesa. A lanciare l’allarme è Antonello Maruotti, professore ordinario di Statistica all’Università Lumsa, in un’intervista a Rainews.it.

A differenza degli anni precedenti, quando le regioni più colpite erano Emilia-Romagna e Veneto, nel 2025 il virus si sta concentrando soprattutto in Lazio, in particolare nella provincia di Latina, e in Campania.

Una tendenza in evoluzione

“I casi di West Nile sono in crescita in Italia, ma non è una novità”, spiega Maruotti. “Nel 2018 abbiamo registrato oltre 550 casi, mentre lo scorso anno siamo arrivati a circa 460”. La differenza rispetto al passato, sottolinea l’esperto, sta nella distribuzione geografica:

“Negli anni precedenti i contagi erano circoscritti principalmente a Emilia-Romagna, Veneto e alcune aree della Pianura Padana. Quest’anno, invece, il virus sta colpendo soprattutto Lazio e Campania, una vera novità”.

Le previsioni: picco imminente, poi calo

Secondo l’analisi dei dati storici, la curva dei contagi segue un andamento stagionale ben definito. “Da metà luglio i casi iniziano ad aumentare, raggiungendo il picco tra la seconda e la terza settimana di agosto”, precisa Maruotti.

“Subito dopo, la tendenza è quella di una discesa rapida”. Un quadro che invita alla vigilanza nelle prossime settimane, soprattutto nelle aree più a rischio, dove le autorità sanitarie sono già al lavoro per monitorare la situazione e prevenire la diffusione del virus, trasmesso principalmente attraverso le punture di zanzare.

Un virus sotto osservazione

Il virus West Nile, monitorato ogni anno in questo periodo, rappresenta una minaccia stagionale che richiede attenzione, soprattutto per le categorie più vulnerabili. Sebbene la maggior parte dei contagi sia asintomatica o con sintomi lievi, in alcuni casi può causare complicazioni gravi.

L’attuale concentrazione dei casi in Lazio e Campania evidenzia la necessità di rafforzare le misure di prevenzione, come la disinfestazione e il controllo delle zanzare, vettori principali del virus.

Con il picco di casi atteso a breve, l’Italia si trova a fronteggiare un’ondata di West Nile che colpisce regioni diverse rispetto al passato. L’allarme di Maruotti sottolinea l’importanza di un monitoraggio continuo e di interventi mirati per contenere la diffusione. Mentre Lazio e Campania restano sotto osservazione, la speranza è che, come previsto, la curva dei contagi scenda rapidamente dopo agosto, limitando l’impatto di questa emergenza sanitaria.

Napoli, i tassisti: “Non siamo il capro espiatorio delle inefficienze del Comune”

Napoli– Scoppia la polemica nel settore taxi a Napoli dopo la seduta del Consiglio Comunale del 28 luglio, durante la quale i consiglieri Diego Paipais e Gennaro Esposito hanno portato in aula un ordine del giorno sul trasporto pubblico non di linea.

Le critiche rivolte ai tassisti, accusati di inefficienze, hanno suscitato la reazione dell’Associazione Tassisti di Base e di Ciro Langella, rappresentante della categoria, che in due distinti documenti inviati al sindaco Gaetano Manfredi, all’assessore ai Trasporti Edoardo Cosenza e ad altri rappresentanti istituzionali, denunciano l’abbandono del settore da parte dell’amministrazione e respingono l’idea di nuove licenze senza un piano strutturale.

Le accuse: “Disservizi causati dall’amministrazione”

“I disservizi del settore taxi sono il riflesso delle condizioni imposte dal Comune”, tuona l’Associazione Tassisti di Base. I lavoratori sottolineano le difficoltà quotidiane: traffico ingestibile, cantieri perennemente aperti, carenza di stalli nelle zone turistiche, assenza di corsie preferenziali e aree di sosta adeguate.

“Operiamo in condizioni estreme, in contrasto con le normative europee e italiane sulla mobilità urbana”, si legge nel documento, che punta il dito contro “anni di scarsa programmazione, mancanza di investimenti e assenza di una visione moderna del trasporto”.

A rincarare la dose è Ciro Langella, che esprime “delusione e frustrazione” per le dichiarazioni dell’assessore alla Legalità Antonio De Iesu e di alcuni consiglieri.

“L’ammissione della carenza di personale nella polizia municipale è la prova di una mancanza di strategia per gestire l’aumento del flusso turistico”, scrive Langella, smentendo però le narrazioni di un boom turistico: “Le testate giornalistiche riportano un calo del 40% quest’anno”. Una situazione che, unita al caos viario e alle carenze del trasporto pubblico, rende impossibile garantire un servizio efficiente.

No a nuove licenze: “Il numero attuale è già sufficiente”

Sulla proposta di rilasciare nuove licenze taxi, i tassisti sono categorici: “Il numero attuale è già superiore al necessario”, afferma l’Associazione, richiamando una recente sentenza del TAR che avallerebbe questa posizione.

L’introduzione di nuove licenze, senza un piano di riforma del settore, rischierebbe di “peggiorare le condizioni economiche degli operatori esistenti”. I tassisti si dicono pronti a collaborare per migliorare il servizio, ma chiedono di non essere usati come “capro espiatorio” per le inefficienze istituzionali.

Critiche anche alle dichiarazioni dell’assessore De Iesu, che avrebbe elogiato una multinazionale già operativa a Napoli.

“Non ha portato benefici concreti al comparto”, ribatte l’Associazione, sottolineando che i tassisti affiliati alla piattaforma presentano le stesse criticità degli altri. Langella rincara: “È inaccettabile lodare multinazionali straniere che operano senza rispettare regolamenti e leggi, ignorando i problemi dei tassisti e dei cittadini”.

Il caos viario e la latitanza della politica

La situazione della viabilità napoletana è al centro delle proteste. “La città è un cantiere a cielo aperto e il trasporto pubblico non funziona come dovrebbe”, denuncia Langella. “Si parla di ore critiche per trovare un taxi, ma nessuno affronta il dilemma del traffico”.

I tassisti lamentano l’assenza di soluzioni concrete per fluidificare la circolazione, che potrebbe alleggerire la pressione sul trasporto pubblico non di linea. “Esigiamo rispetto e attenzione”, aggiunge Langella, chiedendo una gestione trasparente ed efficiente dei servizi cittadini.

Un appello alla responsabilità

L’Associazione e Langella invitano la giunta e i consiglieri a un “serio esame di coscienza” sul ruolo dell’amministrazione nel garantire un servizio moderno ed efficiente.

“Prima di puntare il dito contro di noi, si guardi alle responsabilità istituzionali”, scrivono i tassisti, che si dicono aperti al dialogo ma determinati a non accettare accuse ingiuste. La richiesta è chiara: un piano strutturale per la viabilità, investimenti in infrastrutture e un confronto reale per migliorare il settore, senza scaricare le colpe sui lavoratori.

La protesta dei tassisti napoletani mette a nudo le criticità di un settore in crisi, schiacciato tra il caos viario e l’inerzia amministrativa. La risposta alle accuse del Consiglio Comunale è un grido di rabbia e un appello alla collaborazione, con un monito: senza riforme strutturali, il servizio taxi non potrà migliorare. Spetta ora al sindaco Manfredi e alla giunta raccogliere la sfida, per evitare che Napoli resti intrappolata in un circolo vizioso di disservizi e polemiche.

Napoli, sparatoria all’alba a Ponticelli: ferito 44enne mentre dormiva a letto

Napoli- Un uomo di 44 anni, Antonio Annunziata, con precedenti penali, è rimasto ferito da quattro colpi di pistola esplosi agli arti inferiori mentre si trovava nel letto di casa sua, nel quartiere Ponticelli, a Napoli.

La sparatoria è avvenuta questa mattina in via Molino Salluzzo, poco dopo l’alba. Secondo quanto riferito dalla vittima agli agenti del commissariato di Ponticelli, i colpi sarebbero stati esplosi all’interno della sua abitazione da ignoti che lo hanno raggiunto mentre stava ancora dormendo.

Il 44enne è stato trasportato in codice rosso all’Ospedale del Mare, dove si trova attualmente ricoverato. Le sue condizioni sono serie ma non è in pericolo di vita.

La versione fornita dall’uomo è ora al vaglio degli investigatori, che stanno ricostruendo la dinamica dei fatti e verificando possibili legami con ambienti criminali della zona. Nessuna ipotesi è al momento esclusa.

Cava de’ Tirreni, appalti truccati per l’acquisto di auto della Municipale

Salerno– La Guardia di Finanza di Cava de’ Tirreni ha eseguito un’ordinanza di interdizione temporanea dai pubblici uffici nei confronti di due funzionari del Comune, coinvolti in un’inchiesta su presunte irregolarità nell’assegnazione di appalti pubblici.

Il provvedimento, disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, prevede l’interdizione per 12 mesi per uno dei due funzionari e per 6 mesi per l’altro.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i due pubblici ufficiali avrebbero pilotato l’affidamento diretto relativo all’acquisto di quattro autovetture di servizio destinate alla Polizia Municipale. La fornitura sarebbe stata aggiudicata, in violazione delle normative sugli appalti pubblici, a un concessionario d’auto riconducibile a un parente stretto del responsabile del procedimento.

L’inchiesta, condotta dalle Fiamme Gialle e supportata anche da attività tecniche, ha evidenziato come il funzionario incaricato – con l’assistenza di un collega addetto all’istruttoria – avrebbe comunicato in anticipo al concessionario “di famiglia” le specifiche tecniche richieste per l’ordine, consentendogli di caricare la fornitura direttamente sul portale MePA (Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione), in posizione di evidente vantaggio.

Agli indagati sono contestati i reati di rivelazione di segreto d’ufficio e falso in atto pubblico fidefaciente. L’attività investigativa rientra nel più ampio impegno della Guardia di Finanza e della Procura di Nocera Inferiore nel contrasto alle frodi nella spesa pubblica, con particolare attenzione alle irregolarità nella gestione degli appalti da parte degli enti locali.

Nel rispetto della presunzione di innocenza, le indagini proseguono per delineare con precisione il quadro delle responsabilità e verificare eventuali ulteriori coinvolgimenti.

Napoli, operai morti al rione Alto: al via la rimozione del cestello

Napoli – Partiranno dopodomani le operazioni di rimozione del cestello del montacarichi da cui, lo scorso venerdì, sono precipitati i tre operai rimasti uccisi in un tragico incidente sul lavoro avvenuto nel capoluogo campano.

L’intervento, coordinato dagli inquirenti, è considerato propedeutico agli accertamenti tecnici disposti dalla Procura di Napoli, che intende chiarire le cause del cedimento strutturale al centro delle indagini. Al vaglio degli inquirenti anche il possibile mancato rispetto delle normative sulla sicurezza, già emerso come uno degli elementi principali dell’inchiesta.

Sul fronte giudiziario, si definisce la squadra difensiva dei quattro indagati. Il direttore dei lavori, Gianluca Di Franco, ha affidato la propria difesa agli avvocati Mattia Floccher e Giuseppe Anzelmo.
Completano il collegio difensivo:Mauro Zollo, per l’imprenditore Vincenzo Pietroluongo, Giovanni Fusco, per l’imprenditore Carlo Napolitano, Dezio Ferraro, per l’amministratore del condominio dove si è verificato l’incidente.

L’inchiesta resta al centro dell’attenzione pubblica e giudiziaria, mentre si attendono gli esiti delle perizie per definire eventuali responsabilità.

Napoli, la fontana del Marinaretto torna a splendere

Si è svolta ieri, alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi, l’inaugurazione della rinata fontana del Marinaretto, simbolo di Mergellina che torna a vivere dopo un attento restauro. L’intervento, curato da ABC Acqua Bene Comune, rientra nel più ampio piano di recupero delle fontane monumentali finanziato dal Pnrr e sostenuto dal Comune di Napoli.

Al centro della vasca ottagonale in marmo, il giovane pescatore in bronzo – opera di Raffaele Marino, ispirata alla celebre scultura di Vincenzo Gemito – sembra tornato a guardare il mare con rinnovata vitalità. Seduto sulla sua tavoletta, con la nassa tra le mani, il “Marinaretto” incarna ancora una volta quel legame indissolubile tra Napoli e il suo mare, tra storia e quotidianità.

ABC Napoli ha lavorato su più fronti: dalla nuova alimentazione idraulica ed elettrica alla sostituzione dell’illuminazione con luci RGB, dal rifacimento delle tubazioni per i giochi d’acqua alla pulizia approfondita della vasca e delle pietre vulcaniche. Un restauro che non è solo tecnico, ma anche culturale.

“Prosegue la valorizzazione delle tante fontane storiche di Napoli, un patrimonio troppo spesso dimenticato”, ha sottolineato l’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza. Andrea Torino, commissario straordinario di ABC Napoli, ha aggiunto: “Ridare vita a queste opere significa preservare la storia della città per le generazioni future”.

Sergio De Marco, direttore generale di ABC, chiude con una riflessione più ampia: “L’acqua non è solo un bene essenziale, ma un elemento identitario. Opere come questa raccontano chi siamo”.

E così, tra marmo riflessi e giochi d’acqua, Mergellina riaccoglie un pezzo della sua anima. Perché Napoli, si sa, non è solo una città: è un dialogo continuo tra passato e presente, tra pietra e mare.

Assenteismo al Loreto Mare di Napoli, danni all’erario per oltre un milione

Nanpoli– Ammonta a oltre un milione di euro il danno erariale contestato dalla Procura regionale della Corte dei conti della Campania a 82 dipendenti dell’ospedale Loreto Mare, presidio dell’Asl Napoli 1 Centro.

Nelle scorse ore i carabinieri del Nas di Napoli, coordinati dal colonnello Alessandro Cisternino, hanno notificato agli indagati gli inviti a dedurre, atto con cui si avvia formalmente il procedimento contabile.

Al centro dell’inchiesta, la vicenda nota come quella dei “furbetti del cartellino”, già emersa nel 2017 nell’ambito di un’indagine penale. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, numerosi dipendenti avrebbero attestato falsamente la propria presenza in servizio in modo “pressocché sistematico”, gonfiando le ore lavorative effettivamente svolte o addirittura risultando presenti mentre si trovavano altrove.

Il caso aveva già suscitato clamore all’epoca, portando all’arresto e alla sospensione di diversi operatori sanitari. Ora la Corte dei conti punta al recupero delle somme percepite indebitamente, contestando agli 82 dipendenti coinvolti un danno erariale complessivo che supera il milione di euro.

L’inchiesta contabile si affianca al procedimento giudiziario già avviato anni fa sul fronte penale. Le nuove notifiche rappresentano un ulteriore tassello per accertare le responsabilità civili e amministrative a carico dei soggetti coinvolti in quello che fu uno dei casi più eclatanti di assenteismo nella sanità campana.

Melito, auto inghiottita da una voragine: il proprietario disperato scrive a Borrelli

Melito– Una voragine apertasi improvvisamente in via Magellano, a Melito di Napoli, ha inghiottito una Renault Twingo parcheggiata, trasformando un normale pomeriggio di martedì 29 luglio in un incubo per il proprietario del veicolo.

Il cedimento del manto stradale, probabilmente causato da infiltrazioni nel sottosuolo, ha evitato per un soffio una tragedia, ma ha lasciato il cittadino in una situazione di profonda disperazione. A 24 ore dall’incidente, l’automobilista ha scritto al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, chiedendo aiuto: “La mia auto è da buttare, ha subito danni gravissimi. Tutti mi dicono che il Comune non risarcirà nulla. Sono disperato”.

La testimonianza e le immagini choc

Le foto inviate a Borrelli mostrano la Twingo semidistrutta, affondata nella buca che si è spalancata sotto di essa. Un’immagine che racconta non solo il dramma personale del proprietario, ma anche lo stato di degrado delle strade di Melito e di molti comuni della provincia napoletana.

“Scene da Terzo mondo”, tuona Borrelli, che da anni denuncia il dissesto della rete viaria e l’inerzia delle amministrazioni locali. “È inaccettabile che un cittadino parcheggi sotto casa e ritrovi l’auto inghiottita dall’asfalto, per poi essere abbandonato a sé stesso senza alcun supporto”.

Un problema noto, ma ignorato

Secondo i residenti, il tratto di via Magellano era già stato oggetto di interventi provvisori da parte degli Acquedotti, ma le riparazioni “tampone” non hanno risolto il problema di fondo.

Dopo il crollo, sul posto sono intervenuti i tecnici comunali, la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’area e avviare verifiche. L’intervento, però, non placa la paura dei cittadini, che temono nuovi cedimenti. “Ogni giorno riceviamo segnalazioni di buche, avvallamenti, cedimenti – denuncia Borrelli –. È l’ennesima prova dell’abbandono di interi territori”.

L’appello per la responsabilità

Il deputato non usa mezzi termini e punta il dito contro il Comune di Melito, chiedendo un’assunzione di responsabilità immediata. “Quando la denuncia arriva da chi ha subito un danno diretto, va ascoltata con ancora più forza”, afferma.

“Il Comune deve garantire un risarcimento al cittadino e avviare un piano straordinario di messa in sicurezza delle strade. Non possiamo aspettare la prossima tragedia per agire”. La vicenda, che ha fatto il giro del web, ha riacceso i riflettori sulle condizioni precarie della viabilità locale, un problema cronico che continua a mettere a rischio la sicurezza dei cittadini.

La lettera del proprietario della Twingo è un grido d’aiuto che rappresenta il disagio di tanti. L’uomo, rimasto senza auto e con la prospettiva di non ricevere alcun rimborso, si trova a fare i conti con un danno economico e psicologico non indifferente. La sua storia è l’emblema di un sistema che troppo spesso lascia i cittadini soli di fronte alle conseguenze dell’incuria amministrativa.

L’incidente di via Magellano non è solo un episodio isolato, ma il simbolo di un’emergenza strutturale che affligge Melito di Napoli e molte aree della provincia. La denuncia di Borrelli e la disperazione del proprietario dell’auto chiamano in causa le istituzioni: serve un intervento deciso per mettere fine al degrado delle strade e restituire sicurezza e dignità ai cittadini. La prossima mossa spetta al Comune, chiamato a rispondere con fatti concreti per evitare che il dramma di ieri si trasformi nel preludio di una tragedia annunciata.

Caserta, attrezzature rubate confiscate e donate alla Protezione Civile

Caserta  Attrezzature per la cura del verde, oggetto di un furto e pronte per essere immesse sul mercato in modo fraudolento, sono state confiscate e devolute alla Protezione Civile dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, su autorizzazione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Il sequestro è avvenuto nel corso di un’operazione mirata contro i reati contro il patrimonio condotta dai militari della Tenenza di Sessa Aurunca, che hanno individuato presso un commerciante di Teano un’ingente quantità di materiali rubati, tra cui decespugliatori, motoseghe, tagliasiepi, elettroseghe, oltre a oli combustibili e accessori vari. Il valore complessivo della refurtiva ammonta a diverse migliaia di euro.

La merce, sottratta a una nota azienda produttrice del settore, era pronta per essere rivenduta illegalmente. Dopo la confisca, il materiale è stato consegnato ufficialmente alla Protezione Civile locale, grazie a un’azione congiunta all’insegna della solidarietà e della cooperazione istituzionale.

L’attrezzatura sarà ora impiegata per potenziare i servizi offerti alla collettività, contribuendo a ridurre i costi di gestione delle attività quotidiane della Protezione Civile.

Parole di ringraziamento sono giunte dal presidente dell’Ente, che ha espresso sincero apprezzamento per l’attenzione e la disponibilità dimostrate ancora una volta dalle Fiamme Gialle, sottolineando il valore concreto della sinergia tra Istituzioni a servizio del territorio.