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Estrazioni del Lotto e 10eLotto di oggi: il numero 65 torna protagonista

Le estrazioni del Lotto e 10eLotto di oggi non sono passate inosservate. Alcuni numeri si sono ripetuti in più ruote, altri sembrano voler lanciare un messaggio ai più attenti appassionati: il 65, ad esempio, è stato il vero protagonista di questa tornata, uscito non solo sulla ruota di Bari, ma anche come Numero Oro nel 10eLotto. Ma non è stato l’unico a farsi notare. Ecco un’analisi approfondita e qualche curiosità che potrebbe sorprenderti.


 Lotto: i numeri delle ruote, tra ritorni e coincidenze

Ecco i numeri estratti oggi, ruota per ruota:

  • BARI: 65 – 06 – 49 – 14 – 01

  • CAGLIARI: 16 – 20 – 15 – 28 – 45

  • FIRENZE: 39 – 10 – 83 – 09 – 16

  • GENOVA: 52 – 74 – 79 – 63 – 59

  • MILANO: 44 – 88 – 57 – 34 – 80

  • NAPOLI: 20 – 29 – 78 – 84 – 79

  • PALERMO: 76 – 68 – 60 – 64 – 02

  • ROMA: 80 – 84 – 27 – 78 – 57

  • TORINO: 25 – 50 – 41 – 49 – 69

  • VENEZIA: 85 – 33 – 60 – 45 – 84

  • NAZIONALE: 05 – 02 – 64 – 79 – 37

 Le curiosità da non perdere:

  • Il 65, oltre a uscire su Bari, è stato scelto anche come Numero Oro nel 10eLotto. Un segnale? Fortuna raddoppiata?

  • Il 79 è apparso su ben tre ruote: Genova, Napoli e Nazionale. Un numero da tenere d’occhio.

  • Il 84 è stato estratto su tre ruote diverse: Napoli, Roma e Venezia. È uno di quei numeri che sembrano “voler parlare”.

  • Il 60 è comparso sia su Palermo che su Venezia, un altro caso di “doppia presenza”.

  • La ruota di Roma e quella di Napoli condividono il 84 e il 78. Un’inaspettata coincidenza tra due città storicamente rivali?


10eLotto: una combinazione carica di doppi e sorprese

I numeri vincenti del 10eLotto di oggi sono:

06 – 10 – 16 – 20 – 25 – 29 – 33 – 39 – 44 – 49 – 50 – 52 – 65 – 68 – 74 – 76 – 80 – 84 – 85 – 88

  • Numero Oro: 65

  • Doppio Oro: 65 – 06

Cosa colpisce?

  • Cinque numeri terminano con “0”: 10, 20, 50, 80, 60 (quest’ultimo presente nel Lotto).

  • Numeri in sequenza crescente e regolare come 44-49-50-52 o 74-76-80-84 fanno pensare a una forte coerenza numerica.

  • Ben 7 numeri si trovano anche nel Lotto di oggi, un ponte interessante tra i due giochi per chi ama giocare su entrambe le piattaforme.


 Il consiglio per i giocatori

Oggi è una di quelle giornate in cui vale la pena guardare più da vicino le coincidenze. Se sei un appassionato di statistiche, potresti voler puntare sui numeri ricorrenti o gemelli, come il 65 e il 84, nelle prossime estrazioni. E chissà, magari anche il 79, così onnipresente oggi, potrebbe portare fortuna ancora.

Erchie, bimbo di 7 anni rischia di annegare: salvato dal bagnino, ora è ricoverato al Santobono

Maiori– Un pomeriggio di mare nella splendida cornice della Costiera Amalfitana si è trasformato in dramma per una famiglia originaria della provincia di Napoli.

Un bambino di 7 anni ha rischiato di annegare sulla spiaggia di Erchie, frazione del comune di Maiori, ma è stato salvato grazie al tempestivo intervento del bagnino di uno dei lidi della zona.

Secondo una prima ricostruzione, il piccolo – che si trovava in acqua con i familiari – avrebbe improvvisamente accusato un malore, le cui cause sono ancora in fase di accertamento. In pochi istanti ha perso conoscenza ed è finito sott’acqua, tra il panico dei presenti.

Decisivo è stato l’intervento del bagnino di salvataggio, che si è tuffato e ha recuperato il bambino riportandolo a riva, dove ha praticato le prime manovre di soccorso, in attesa dell’arrivo dei sanitari.

Mobilitazione dei soccorsi e trasferimento in eliambulanza

Sul posto sono accorsi in pochi minuti i soccorritori: un’ambulanza della Croce Rossa da Cetara, una moto medica, agenti della Polizia Locale di Maiori e personale della Capitaneria di Porto. Vista la gravità della situazione, i medici hanno richiesto l’intervento dell’eliambulanza, che è atterrata in via straordinaria all’interno della cava di Erchie.

Il piccolo, stabilizzato e intubato sul posto, è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Santobono di Napoli, dove è attualmente ricoverato nel reparto di Rianimazione. Le sue condizioni restano critiche, ma stabili.

La sicurezza sulle spiagge: fondamentale la presenza di personale specializzato
L’episodio avvenuto sulla costa di Maiori evidenzia, ancora una volta, l’importanza cruciale della presenza di bagnini professionisti negli stabilimenti balneari. In casi come questo, dove ogni secondo è determinante, l’intervento immediato e competente di un addetto al salvataggio può fare la differenza tra la vita e la morte.

La stagione estiva, con migliaia di turisti e famiglie in spiaggia, impone standard di sicurezza elevati e personale addestrato. Il caso di Erchie, fortunatamente conclusosi con un salvataggio tempestivo, ricorda quanto sia indispensabile garantire un presidio costante del mare, non solo per far rispettare le regole ma per intervenire in situazioni di emergenza.

Le indagini per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto sono tuttora in corso, ma una cosa è certa: oggi a Erchie una tragedia è stata evitata grazie al sangue freddo e alla prontezza di un bagnino.

Cilento sotto choc per due episodi di violenza sulle donne: un arresto e un allontanamento

Salerno  – L’estate, tempo di ferie, di sole e di spensieratezza. Ma non per tutti. Mentre le spiagge del Cilento si riempiono di turisti, un’ombra cupa continua a insinuarsi nelle case e nelle strade: la violenza contro le donne.

A Marina di Camerota e Foria di Centola, due episodi distinti ma ugualmente gravi hanno squarciato il velo di silenzio, riportando alla luce un dramma che non va mai in vacanza. Un uomo allontanato con urgenza per violenze e minacce alla moglie, un altro arrestato per aver colpito una vicina con un bastone, causandole un trauma cranico.

Due storie, due comunità sconvolte, un unico denominatore: l’incapacità di spezzare una spirale di violenza che sembra intensificarsi proprio quando l’estate dovrebbe portare leggerezza.Partiamo da Marina di Camerota, dove i Carabinieri, su disposizione della Procura di Vallo della Lucania, hanno agito con tempestività nell’ambito del Codice Rosso.

 I due episodi a Marina di Camerota e nella frazione Foria di Centola

“Un uomo è stato allontanato con urgenza da casa dopo ripetuti episodi di violenza fisica e minacce nei confronti della moglie”, recita il comunicato. Ma non è tutto: il soggetto, incurante del divieto, avrebbe persino avuto l’ardire di aggredire la donna sul suo posto di lavoro.

Un comportamento che non è solo violenza, ma sfida aperta alla dignità e alla sicurezza di una persona. La misura del divieto di avvicinamento, imposta con rigore, è un primo passo, ma lascia un interrogativo che brucia: quanto tempo ci vorrà prima che la vittima possa sentirsi davvero al sicuro?

E, soprattutto, perché questi episodi continuano a ripetersi con una frequenza che fa rabbrividire?A Foria di Centola, la storia si tinge di dettagli ancora più inquietanti. Un uomo è stato arrestato per aver perseguitato e colpito con un bastone una vicina di casa, causandole un trauma cranico.

Motivo? Banali dissidi di vicinato. Come se un diverbio possa giustificare il ricorso a un’arma improvvisata, come se la rabbia possa trasformarsi in un lasciapassare per ferire. Durante la perquisizione, i Carabinieri hanno trovato un pugnale artigianale e altri oggetti atti a offendere, un arsenale che parla di una violenza premeditata, non di un raptus.

È il ritratto di un’aggressività che cova, che si alimenta di rancori e che esplode contro chi, troppo spesso, è percepito come il bersaglio più facile: una donna.

Ma contro la violenza sulle donne, che strategia stiamo adottando? Il Codice Rosso è un’arma importante, certo, ma sembra un rigore tirato a porta vuota che, troppo spesso, finisce fuori. Gli interventi di Camerota e Foria dimostrano che le forze dell’ordine agiscono, ma il problema è a monte.

L’estate, con il suo carico di stress, di tensioni economiche e di convivenze forzate, sembra amplificare il fenomeno. Le ferie, che dovrebbero essere un momento di relax, diventano per molte donne un incubo: più tempo in casa, più occasioni di conflitto, più rischi di trovarsi intrappolate con un aguzzino.

E qui entra in gioco il mio punto di vista, con un pizzico di quella sana ironia napoletana che serve a non soccombere al peso della realtà. Non è accettabile che nel 2025, mentre programmiamo vacanze e postiamo foto al tramonto, ci sia ancora chi pensa che una donna sia un punching ball per sfogare le proprie frustrazioni.

Non è accettabile che una vicina debba temere per la sua vita per un litigio da cortile. E, permettetemi, non è accettabile che la risposta della società sia ancora così frammentata.

Servono scuole che insegnino il rispetto fin dall’infanzia, perché il problema non è solo di leggi, ma di cultura. E serve, soprattutto, che le vittime trovino il coraggio di denunciare, sapendo che non saranno lasciate sole.

Il Cilento, terra di bellezza e di cuore, non merita di essere macchiato da queste storie. Ma non possiamo limitarci a indignarci: ogni episodio è un campanello d’allarme, un invito a fare di più. La Procura di Vallo della Lucania sta facendo il suo, i Carabinieri pure. Ma noi? Come comunità, come tifosi della vita, come napoletani che sanno cosa significa lottare, cosa possiamo fare?

Forse iniziare a parlare, a non voltarci dall’altra parte, a non giustificare l’ingiustificabile. Perché “non si molla di un centimetro”. E contro la violenza sulle donne, non dobbiamo mollare mai.

Caserta, arrestati due “moderni” ladri di polli

Caserta– I moderni “ladri di polli” esistono ancora, e lavorano proprio dove rubano.
Non siamo nel Far West, ma nel 2024, eppure c’è ancora chi si organizza per far sparire polli a palate. Protagonisti di questa geniale operazione criminale?

Due dipendenti (o ex, a questo punto) di una nota catena di distribuzione, che invece di consegnare la merce ai supermercati, la caricavano sul loro furgone.

La geniale strategia: rubare dove lavori

I due – un 37enne addetto al carico e un 59enne complice con il furgone – pensavano di aver trovato il business perfetto: rubare polli confezionati direttamente dal magazzino di Carinaro (Caserta) e rivenderli chissà dove. Peccato che, a quanto pare, la società si fosse accorta che tonnellate di ali e cosce sparivano misteriosamente.

La Squadra Mobile di Caserta li ha beccati in flagrante: il più giovane spostava 20 colli di pollame (valore: qualche migliaio di euro) non verso i camion della distribuzione, ma sul furgone dell’amico, che poi usciva tranquillo dal magazzino. Furbata? Sì, ma non abbastanza.

Il blitz e il triste epilogo

Polizia pronta, blitz scattato, due arresti per appropriazione indebita e ricettazione, e la merce (per fortuna ancora surgelata) restituita al legittimo proprietario. Ora si indaga per capire da quanto tempo andava avanti questo “servizio di consegna alternativo” e quanti altri polli abbiano fatto la fine di volare via illegalmente.

Morale della favola? Se lavori in un magazzino di polli e inizi a sentirti un po’ troppo come il re del contrabbando, forse è meglio cambiare mestiere. Prima che la Polizia cambi i tuoi piani… in manette.

Politano sogna in grande: “Questo è il Napoli più forte in cui ho giocato”

Castel di Sangro – Il sole d’agosto scalda il ritiro del Napoli a Castel di Sangro, ma a infiammare i cuori dei tifosi ci pensano le parole di Matteo Politano, che ai microfoni di Sky Sport lancia un messaggio chiaro.

“Potenzialmente, questo è il Napoli più forte”. Parole pesanti come il Vesuvio, che accendono l’entusiasmo di una piazza già in fibrillazione per l’arrivo di un fuoriclasse come Kevin De Bruyne e per il ritorno di Antonio Conte, il condottiero che sembra nato per risvegliare gli animi partenopei.

Ma, come ogni napoletano sa, tra il dire e il fare c’è di mezzo il campo. E il campo, si sa, non mente mai.Politano, con il suo solito fare da ragazzo della porta accanto, non nasconde l’euforia per il nuovo corso azzurro.

“Ha portato grande entusiasmo e un nuovo stile di gioco. È silenzioso, ma è molto simpatico, in campo è veramente un campione assoluto, ma anche fuori”, dice di De Bruyne, il colpo da maestro di De Laurentiis che ha fatto sobbalzare dalla sedia anche i tifosi più scettici. E come dargli torto?

Uno come Kevin, con quel piede che dipinge calcio e una visione di gioco che sembra venire da un altro pianeta, è il tipo di acquisto che fa sognare in grande. Ma, attenzione, il rischio di montarsi la testa è dietro l’angolo.

Il Napoli degli ultimi anni ci ha insegnato che l’entusiasmo è un’arma a doppio taglio: ti porta in paradiso, ma può anche farti scivolare se non lo sostieni con i fatti.E poi c’è il capitolo dei nuovi arrivi.

Politano non lesina elogi per Lorenzo Lucca, il gigante che sembra un Lukaku 2.0: “Ha struttura, stazza, tiene su la squadra, è simile a Lukaku ed entrambi sono importantissimi per il nostro calcio”.

Qui, però, permettetemi una nota di prudenza da tifoso che ne ha viste tante. Lucca sarà anche un armadio a tre ante, ma il calcio di Conte richiede sacrificio e intelligenza tattica, non solo chili e centimetri.

E Lukaku? Beh, Romelu è una garanzia, ma guai a pensare che basti il suo nome per vincere. Serve fame, quella che Conte sta cercando di instillare a suon di allenamenti massacranti.

“Il mister è sempre uguale, carico a pallettoni, ci fa fare tanta corsa, tanti allenamenti, sta bene ed è sereno”, racconta Politano con un misto di ammirazione e, forse, un pizzico di timore. Perché Conte non è solo un allenatore: è un martello pneumatico che non ti lascia respirare, ma che sa come trasformare un gruppo in una macchina da guerra.

Il punto, però, è questo: il Napoli sarà anche “potenzialmente” il più forte di sempre, ma il potenziale non porta scudetti. Due tricolori in tre anni sono un bottino che fa gonfiare il petto, ma il passato non segna gol. La Champions, il ritorno nella competizione che fa brillare gli occhi ai tifosi, è una prova del nove.

“Abbiamo un organico che può giocarsela con tutti”, dice Politano. E qui, da cronista e tifoso, non posso che annuire. La rosa è un mix di talento puro (De Bruyne, Noa Lang), fisicità (Lukaku, Lucca) e leadership (Di Lorenzo).

Ma il calcio non è una somma algebrica: serve amalgama, serve identità. E serve, soprattutto, non ripetere gli errori di quelle stagioni in cui il Napoli si è sciolto come neve al sole dopo un avvio promettente.Un pensiero va anche alla dirigenza.

De Laurentiis ha fatto un mercato da applausi, ma non dimentichiamo che il presidente ha il vizio di voler controllare tutto, a volte pure troppo. Conte è uno che non le manda a dire: se ADL inizierà a mettere becco negli spogliatoi, il rischio di scintille è alto. E noi tifosi, che viviamo di pane e pallone, non vogliamo rivivere i drammi delle gestioni passate, con allenatori spremuti e spogliatoi in subbuglio.

Domani c’è il test contro il Brest, un’amichevole che vale più di un semplice allenamento. Sarà l’occasione per vedere se questo Napoli è davvero pronto a fare il salto di qualità o se, per ora, siamo solo ubriachi di sogni.

Politano ci crede, Conte ci crede, i tifosi ci credono. Ma il calcio, come la vita a Napoli, è una questione di cuore e di sacrificio. E allora, forza ragazzi: fateci sognare, ma con i piedi per terra. Perché, come diciamo sotto il Vesuvio, “’a palla è rotonda, ma ‘a fatica è tanta”.

Multe fino a 35 mln o 7% fatturato; guai a identificazioni biometriche

Entrano in vigore da oggi, sabato 2 agosto, le sanzioni previste dal regolamento europeo conosciuto come AI Act. Per chi fa uso di sistemi di intelligenza artificiale considerati ad alto rischio, significa avere sulla testa una spada di Damocle che può arrivare fino a 35 milioni di euro (o il 7% del fatturato) come multa.

Sanzioni di questa portata “possono determinare la fine di una qualunque impresa anche di grande dimensioni”, avverte l’avvocato Roberto Sammarchi, specialista in diritto dell’informazione e comunicazione digitale, consulente della società bolognese Ex Machina Italia. Per questo, sottolinea Sammarchi parlando alla ‘Dire’, “c’è un tema di rilevante preoccupazione, ma anche fiducia in una gradualità e in un senso di prudenza nell’applicare i controlli e le sanzioni”.

Con la legge europea sull’intelligenza artificiale, approvata nella primavera 2024, la Ue è stata la prima al mondo a dotarsi di una normativa in materia. Un testo piuttosto complesso, di 145 pagine, che tra le altre cose “rompe il principio della neutralità tecnologica”, sottolinea Sammarchi. Vale a dire “non solo regola, ma definisce anche le tecnologie: entra nel merito su cosa è intelligenza artificiale e cosa no”.

Lo stesso regolamento europeo indica i sistemi di Ia ai quali si applica. Ad esempio, sono vietate le tecnologie per l’identificazione biometrica in spazi pubblici, così come sono considerati inaccettabili “sistemi che esercitano un controllo subliminale e che possono essere destinati al cosiddetto social scoring, quindi ad attività discriminatorie”, spiega Sammarchi. Ci sono però anche delle distorsioni.

“L’intelligenza artificiale può anche salvare vite umane- sottolinea il giurista- ma la norma europea considera questi stessi sistemi un rischio e non uno strumento per gestire il rischio”.

Quindi, ad esempio, i sistemi per la sicurezza sul lavoro che utilizzano l’Ia “vengono individuati come ad alto rischio, quindi sono sottoposti a forte regolazione e hanno alti costi”, segnala Sammarchi.

Come riassume Mariagrazia Argentieri di Ex Machina, sulla base delle norme contenute nell’AI Act “è un attimo passare da rischio limitato a rischio alto. Anche un sistema per le risorse umane può essere considerato a rischio se valuta i curriculum e seleziona le persone, escludendone alcune.

Ma se voglio usare l’intelligenza artificiale per categorizzare le persone in base alle loro competenze, questo invece viene considerato a rischio limitato”. In poche parole, afferma Argentieri, “bisogna capire l’obiettivo e stare attenti alla narrazione”, perché l’uso di determinate parole nella definizione di un progetto o di un modello di Ia fa scattare diverse categorie di rischio. E quindi per le imprese, che in base alla legge europea hanno anche l’obbligo di alfabetizzazione, “c’è un compito fondamentale anche degli esperti di comunicazione”.

Una prima parte dell’AI Act è entrata in vigore in Italia lo scorso 2 febbraio, per cui organizzazioni e imprese che utilizzano l’intelligenza artificiale dovrebbero già essersi dotate di procedure per valutare il rischio e identificare quali pratiche non possono essere iniziate o proseguite. “Questi adempimenti però sono passati un po’ sotto silenzio, non se n’è parlato tanto- rileva Sammarchi- e adesso c’è il secondo passaggio di applicazione del regolamento”.

Dal 2 agosto, con l’entrata in vigore delle sanzioni, le autorità nazionali sono infatti obbligate ad attivare anche i controlli. In Italia il disegno di legge delega al Governo in materia, attualmente al Senato, dovrebbe essere approvato intorno alla metà di settembre. Ma già sono state individuate l’Agenzia nazionale per la cybersicurezza e l’Agenzia Italia digitale come autorità di controllo.

A loro si affiancheranno anche altri soggetti che hanno funzione di vigilanza in settori specifici, come ad esempio la Consob, che estenderanno le loro competenze anche sull’Ia. In questo quadro conserverà comunque un ruolo centrale il Garante della privacy, per le implicazioni che ha l’intelligenza artificiale rispetto ai dati sensibili. E’ quindi “uno scenario di enorme complessità- sottolinea Sammarchi- è positivo non venga creata una nuova authority dedicata, ma questa costellazione di soggetti renderà difficile l’attività di controllo”.

Oltre alle sanzioni, dal 2 agosto scattano anche gli obblighi di documentazione, trasparenza e monitoraggio per tutti coloro che utilizzano o sviluppano sistemi di GPAI, ossia di intelligenza artificiale con finalità generali (come ad esempio i modelli linguistici).

E qui nasce un altro “enorme problema”, avverte il giurista, perché questi sistemi sono creati “per lo più Oltreoceano”, dove naturalmente le regole europee non si applicano. E quindi, pronostica Sammarchi, verrà rilasciata “una graduale e limitata documentazione da parte dei grandi player, e ce la dovremo far bastare.

Ma con questo inferno regolatorio- afferma il giurista- siamo comunque esposti e sarà nostro onere verso clienti e come utilizzatori europei avere un’informazione completa. Questa sarà la grande sfida”.

Anche perché l’alternativa è “impedire che i provider americani operino in Europa- segnala Sammarchi- ma di questa tecnologia abbiamo bisogno e mi sembra comunque complicato nell’ambito della trattativa dei dazi e degli accordi commerciali” tra Usa e Ue. Il rischio però è che si finisca per “morire di regolamenti in Europa su una tecnologia non europea. Ed è un paradosso”, ragiona l’esperto.

Sarebbe quindi utile avere a livello europeo “uno strato di soggetti che sviluppano competenze su Ia e creano valore in Europa. Non solo grandi player europei, anche medi e piccoli. Serve una vera e propria catena del valore che assicuri la sovranità tecnologica, l’unica via per avere anche il controllo”. E a questo naturalmente si lega anche un “enorme problema politico riguardante il governo di questa tecnologia”, rimarca il giurista.

Sullo sfondo, sottolinea infatti rileva Sammarchi, “resta un grande senso di preoccupazione” anche per quanto riguarda la sicurezza dei dati. “C’è un grave problema di fiducia- spiega l’esperto- perché un’impresa che inizia propri progetti che contengono segreti industriali, avvalendosi di tecnologie su cui non c’è controllo, ha grande cautela. Anche per questo sono fondamentali i player intermedi a livello europeo”.

Il problema della governance dei dati “è quello più sentito dalle imprese- conferma Argentieri- è la preoccupazione più grande”. Per questo, “sempre più aziende sono interessate a soluzioni che limitano il rischio sui dati”. Ad esempio “chiedono sistemi di LLM che restano in casa per tenere i dati protetti: li acquistano, li installano e così non interrogano più i grandi provider”. In poche parole, chiosa Argentieri, “le aziende non si vogliono bloccare, ma i problemi normativi restano”.

Casal di Principe, aggredisce la madre 76enne per soldi da giocare alle slot: arrestato 50enne

Casal di Principe  – Un trauma cranico, una casa a soqquadro e una vita spezzata dall’ossessione del gioco. È l’ennesimo dramma della ludopatia, quello consumatosi ieri a Casal di Principe, dove un uomo di 50 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato per aver aggredito la madre 76enne, colpevole solo di non aver voluto – o potuto – dargli altri soldi da buttare nelle slot machine.

I poliziotti della Squadra Volante del commissariato locale sono intervenuti dopo una segnalazione per lite familiare, ma quello che hanno trovato è stato peggiore di ogni aspettativa. L’anziana, in stato di shock, mostrava i segni di una violenta colluttazione: lividi, graffi e, soprattutto, un trauma cranico causato dalle percosse ricevute dal figlio.

Gli investigatori, scavando nella vicenda, hanno scoperto che non si trattava di un episodio isolato. Quella donna, per mano dello stesso figlio, aveva già subito altre violenze, fisiche e psicologiche, tutte legate alla stessa, tragica ragione: la sua dipendenza dal gioco d’azzardo.

La vittima è stata trasportata d’urgenza all’ospedale, mentre il 50enne, con le mani ancora sporche di quell’unico crimine che non perdona – il tradimento di un figlio verso la propria madre – è stato arrestato per estorsione e maltrattamenti in famiglia e rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

La piaga sociale della ludopatia

Quello di Casal di Principe non è un caso isolato, ma l’ultimo anello di una catena di tragedie che vede la Campania, e non solo, fare i conti con un’emergenza sempre più drammatica. La dipendenza da gioco, spesso sottovalutata, diventa un mostro che divora risparmi, rapporti familiari e, in casi come questo, persino la dignità e la sicurezza delle persone più indifese.

Secondo gli ultimi dati, in Italia sono oltre un milione i giocatori patologici, molti dei quali arrivano a perdere tutto: lavoro, affetti, futuro. E quando i soldi finiscono, spesso la disperazione si trasforma in violenza. Le cronache locali, purtroppo, raccontano sempre più spesso di figli che derubano i genitori, mariti che svuotano i conti delle mogli, padri che lasciano le famiglie sul lastrico pur di inseguire l’illusione di una vincita che non arriverà mai.

Serve una risposta

Mentre l’anziana di Casal di Principe tenta di riprendersi dal trauma, fisico e morale, la domanda che resta è: cosa si sta facendo per aiutare chi è caduto nella trappola della ludopatia? I centri di ascolto e le terapie esistono, ma spesso arrivano troppo tardi, quando ormai il danno è fatto.

Servirebbero controlli più severi sulle sale giochi, campagne di prevenzione più incisive e, soprattutto, un supporto concreto per le famiglie che si trovano a vivere l’inferno di una dipendenza che non risparmia nessuno.

Perché dietro a ogni slot machine c’è una storia che potrebbe finire male. E questa volta, purtroppo, è successo davvero.

Torre Annunziata, crolla il controsoffitto nella postazione 118: medico salvo per miracolo

Un crollo improvviso, sfiorata la tragedia. È quanto accaduto nella tarda mattinata di oggi all’interno della postazione del 118 di Torre Annunziata, dove il controsoffitto della stanza riservata al medico di turno ha improvvisamente ceduto.

Solo per un caso fortuito il professionista è riuscito a mettersi in salvo pochi istanti prima che parte del solaio crollasse rovinosamente al suolo.

A lanciare l’allarme è stata l’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”, che ha diffuso le immagini del disastro sui propri canali social. Secondo quanto riportato, il medico avrebbe percepito strani scricchiolii provenire dal soffitto e, insospettito, avrebbe deciso di lasciare la stanza.

Una decisione che si è rivelata provvidenziale: poco dopo, infatti, la struttura ha ceduto, collassando in parte sulla zona destinata al riposo del personale sanitario.

Una tragedia evitata, ma solo per caso

La postazione del 118 si trova in un edificio già segnalato da tempo per gravi carenze strutturali. Non è la prima volta, infatti, che emergono criticità sulle condizioni delle sedi in cui operano gli equipaggi del servizio di emergenza.

Dopo il crollo, la struttura è stata immediatamente evacuata e l’area transennata. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, i tecnici comunali e le forze dell’ordine, che stanno verificando le cause del cedimento e, soprattutto, valutando la stabilità dell’intero edificio.

Nel frattempo, per garantire la continuità del servizio, le attività della postazione sono state temporaneamente trasferite in altra sede. Un intervento d’urgenza che ha evitato l’interruzione delle operazioni di soccorso sul territorio.

L’allarme degli operatori: “Lavoriamo in condizioni inaccettabili”

L’episodio riaccende i riflettori sulle condizioni in cui spesso si trovano a operare i professionisti del 118 in Campania. «Da tempo segnaliamo le criticità delle strutture, ma siamo inascoltati», denuncia l’associazione Nessuno tocchi Ippocrate, che da anni si batte per la tutela del personale sanitario.

«Non si tratta di un caso isolato. Questa volta è andata bene, ma la prossima potrebbe non esserci il tempo di uscire da una stanza che ti crolla addosso».

Le indagini per accertare eventuali responsabilità sono in corso, ma il problema è ormai strutturale. La manutenzione ordinaria e straordinaria delle sedi operative appare del tutto inadeguata, con il personale costretto spesso a lavorare in condizioni di rischio, in edifici obsoleti e mal tenuti.

Una questione di sicurezza pubblica

L’incidente di Torre Annunziata non può essere archiviato come un fatto fortuito: è il sintomo evidente di un sistema che fa acqua da tutte le parti. Gli operatori sanitari, già sottoposti a carichi di lavoro pesanti, devono poter contare su ambienti sicuri, funzionali e dignitosi.

Quanto accaduto oggi è l’ennesimo campanello d’allarme: è tempo che le istituzioni locali e regionali affrontino con urgenza il tema della sicurezza delle postazioni sanitarie, prima che accada l’irreparabile.

Pomigliano, lavoravano in nero mentre percepivano Naspi e pensione: denunciati

Dietro le apparenze di una normale attività di ristorazione, si nascondeva una doppia frode: due persone sono state scoperte a lavorare in nero in una pizzeria di Pomigliano d’Arco, pur percependo regolarmente l’indennità di disoccupazione e la pensione.

Ma il caso, per le autorità, non è soltanto l’ennesimo episodio di lavoro sommerso. Si tratta di una vera e propria truffa ai danni dello Stato.

È quanto emerso dai controlli condotti il 1° agosto dall’Ispettorato del Lavoro, in collaborazione con la polizia municipale, in diversi esercizi commerciali del comune alle porte di Napoli.

A finire nel mirino degli ispettori un 26enne di Sant’Antimo, risultato beneficiario della Naspi, e una 74enne di Sant’Anastasia, regolarmente pensionata. Entrambi lavoravano senza contratto in una nota pizzeria della zona, in piena violazione delle norme sul lavoro e sull’accesso ai benefici assistenziali.

Non solo “nero”, ma un sistema organizzato

I due sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per indebita percezione di erogazioni pubbliche. Una vicenda che apre interrogativi più profondi su un sistema che, da semplice sommerso, rischia di configurarsi come meccanismo strutturato di elusione e truffa, con complicità più o meno dirette da parte dei datori di lavoro

. Il danno non è solo economico, ma sociale: sottrae risorse pubbliche e mina la fiducia nelle istituzioni, alimentando una concorrenza sleale che penalizza le imprese oneste e chi rispetta le regole.

Sanzioni e sospensioni per tre attività

Nel corso della stessa operazione sono stati scoperti oltre dieci lavoratori in nero in diverse attività tra cui, oltre alla pizzeria, anche un centro estetico e un negozio di abbigliamento. A queste attività è stata disposta la sospensione immediata. Le sanzioni amministrative ammontano a circa 38.000 euro.

Tra i lavoratori irregolari identificati figura anche un cittadino straniero senza permesso di soggiorno, già noto alle forze dell’ordine per essere stato denunciato mesi fa per macellazione abusiva di cinghiali in un edificio privato di Pomigliano.

Controlli estesi e riscontri urbanistici

Oltre alle violazioni sul fronte del lavoro, durante i controlli sono emersi anche abusi edilizi in alcuni locali adibiti ad attività commerciali. Strutture modificate senza autorizzazioni, spesso per aumentare spazi destinati alla produzione o al servizio, in violazione delle normative urbanistiche e di sicurezza.

Un fenomeno sistemico che richiede risposte forti

I dati confermano un trend preoccupante: in troppi casi, il lavoro nero non è solo frutto di necessità o superficialità, ma parte di strategie deliberate per aggirare le leggi, sfruttare la manodopera e incassare benefit pubblici non dovuti.

La presenza di beneficiari di Naspi e pensionati impiegati in nero, spesso con la complicità dei datori di lavoro, rappresenta una doppia beffa per lo Stato e per i cittadini che rispettano le regole.

Serve, ora più che mai, una stretta non solo nei controlli, ma anche nella trasparenza e digitalizzazione dei rapporti di lavoro, nella tracciabilità dei contratti e nell’incrocio sistematico delle banche dati tra INPS, Agenzia delle Entrate e Ispettorato del Lavoro.

Perché quando si ruba al lavoro e allo Stato, non si parla più solo di irregolarità: si parla di truffa. E va trattata come tale.

Napoli, minorenni in scooter senza casco

Napoli – Continuano ad arrivare al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli numerose segnalazioni video che mostrano genitori irresponsabili trasportare i propri figli, anche molto piccoli, in sella di scooter senza alcuna protezione.

I filmati, ripresi da alcuni automobilisti, documentano una serie di comportamenti pericolosissimi sia nel traffico cittadino che su strade ad alta velocità.

La galleria degli orrori e le segnalazioni da Napoli e Bari

I “video della vergogna” ricevuti da Borrelli dipingono un quadro allarmante. In un filmato girato a Capodimonte, si vedono due giovani genitori sfrecciare in scooter con una bambina piccolissima che dorme in braccio alla madre, tutti e tre rigorosamente senza casco.

In un’altra ripresa, uno scooter con due adulti e una bambina a bordo procede a velocità sostenuta sulla Tangenziale di Napoli, senza che nessuno indossi il casco. Ancora, in via Foria, un bambino “penzola” dal mezzo aggrappato alla madre.

La situazione non è limitata al capoluogo campano: da Bari arriva il video di un padre che mette alla guida di un potente motociclo il figlio di pochi anni, filmandolo mentre guida.

L’appello di Borrelli: “Genitori sciagurati, servono sanzioni e servizi sociali”

Il deputato ha duramente commentato l’accaduto: “Genitori sciagurati trasportano i figli senza alcuna protezione, incuranti di mettere a rischio la loro vita. Ciò accade non solo nelle strade cittadine ma, addirittura, in quelle ad alto scorrimento, a velocità incompatibile con la sicurezza stradale”.

Di fronte a una situazione così diffusa e pericolosa, Borrelli chiede misure drastiche: “Ritengo che sia necessario intervenire non solo sanzionando i genitori irresponsabili ai sensi del codice della strada, ma facendo intervenire d’ufficio i servizi sociali.

Abbiamo il dovere di tutelare l’incolumità di bimbi che, di certo, non hanno chiesto di salire in sella agli scooter e che non possono essere a conoscenza di quello che rischiano”. La battaglia di Borrelli per la sicurezza stradale, a difesa delle vittime, si concentra ora sulla tutela dei più vulnerabili, i minori, esposti a rischi incalcolabili per l’irresponsabilità dei propri genitori.

Napoli, pakistano ricercato: arrestato all’aeroporto di Capodichino

napoli – La Polizia di Stato ha arrestato un 28enne di nazionalità pakistana all’aeroporto di Napoli-Capodichino, destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità tedesche per reati di natura sessuale.

L’operazione è avvenuta nei giorni scorsi durante i controlli di routine effettuati dagli agenti della Polizia di Frontiera Aerea sullo scalo partenopeo.Nel corso delle verifiche documentali sui passeggeri in arrivo, gli agenti hanno identificato l’uomo, accertando la sua posizione di ricercato internazionale.

Il provvedimento, emesso dalla Germania, ha portato all’arresto provvisorio del giovane, in attesa delle procedure per la consegna alle autorità tedesche.L’intervento si inserisce nell’attività di monitoraggio costante svolta dalla Polizia di Frontiera, che garantisce sicurezza e legalità in uno degli scali aeroportuali più strategici del Sud Italia.

L’arresto conferma l’efficacia dei controlli e il ruolo cruciale delle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità transnazionale.

Avellino, in auto nel cuore della notte: cinque pregiudicati fermati a Ospedaletto d’Alpinolo

Cinque persone, tutte residenti a Napoli e con precedenti per furti in abitazione e truffe ai danni di anziani, sono state fermate dai carabinieri nel cuore della notte a Ospedaletto d’Alpinolo, in provincia di Avellino.

Si aggiravano a bordo di un’auto nel centro del paese senza fornire spiegazioni convincenti sulla loro presenza, né alcuna giustificazione compatibile con motivi di lavoro o altre necessità.

I militari della compagnia locale, insospettiti dall’atteggiamento dei fermati e visti i loro precedenti penali, hanno immediatamente avviato le procedure per l’emissione del foglio di via obbligatorio: una misura di prevenzione fondamentale per contrastare la reiterazione di condotte illecite, in particolare in contesti territoriali sensibili come quelli dell’hinterland irpino.

L’allarme truffe agli anziani: un fenomeno in crescita

L’intervento dei carabinieri si inserisce in un contesto più ampio e allarmante: l’aumento costante delle truffe e dei furti ai danni di anziani, spesso soli e più vulnerabili. Vittime scelte con cura, alle quali viene carpita la fiducia con astuzie spietate: finti tecnici, falsi incidenti, sedicenti forze dell’ordine.

Le modalità sono sempre più raffinate, ma l’obiettivo resta lo stesso: derubare chi meno può difendersi.

I cinque fermati – tutti tra i 20 e i 40 anni – risultano infatti già noti alle forze dell’ordine per reati specifici contro il patrimonio, consumati prevalentemente ai danni di persone in età avanzata. Il loro spostamento in piena notte in una zona residenziale a bassa densità abitativa, lontano dai loro domicili, ha rafforzato i sospetti degli investigatori.

La prevenzione come strumento di tutela

La proposta di foglio di via obbligatorio – misura che vieta la permanenza nel comune per un determinato periodo – rappresenta un mezzo di difesa immediato, utile a tutelare le comunità locali, soprattutto in aree interne dove spesso vivono anziani soli e dove è più difficile intervenire in tempi rapidi in caso di truffa o furto.

Operazioni come quella di Ospedaletto d’Alpinolo dimostrano quanto sia fondamentale l’attività di controllo preventiva delle forze dell’ordine, non solo per reprimere ma anche per anticipare le mosse di chi vive di espedienti e raggiri. E rafforzano il messaggio che la tutela degli anziani non può essere solo un dovere morale, ma una priorità operativa.

Intanto, resta alta l’attenzione sull’intero territorio irpino: l’azione delle forze dell’ordine proseguirà con controlli mirati e una presenza costante, soprattutto nei piccoli centri dove i malintenzionati cercano spesso di agire nel silenzio e nella fiducia della gente.

Salerno, si ribalta cestello elevatore: tre operai feriti. L’estate nera dei lavori in quota

Montecorvino Pugliano  – Un altro giorno, un altro incidente sul lavoro. Tre operai – di 29, 42 e 50 anni – sono rimasti feriti oggi mentre effettuavano manutenzione a un’insegna pubblicitaria a Montecorvino Pugliano, nel Salernitano.

Il cestello elevatore su cui lavoravano, a soli 1,5 metri d’altezza, si è improvvisamente ribaltato, scaraventandoli a terra.

I soccorsi sono arrivati immediatamente: i sanitari del 118 hanno trasportato i tre in ospedale con prognosi rispettivamente di 10, 20 e 30 giorni. Sul posto anche i carabinieri della Compagnia di Battipaglia, impegnati a ricostruire la dinamica dell’incidente.

L’estate degli incidenti

Quello di oggi è solo l’ultimo di una lunga serie di incidenti che sta segnando questa estate, soprattutto per gli operai impegnati in lavori in quota con montacarichi e cestelli elevatori.

Ogni incidente solleva le stesse domande: I dispositivi di sicurezza erano a norma?
Gli operai avevano ricevuto una formazione adeguata?
Perché continuano a verificarsi questi incidenti nonostante le normative sempre più stringenti?

“Molti di questi incidenti potrebbero essere evitati con una manutenzione regolare delle attrezzature e una formazione più rigorosa”, spiega l’ing. Marco Rossi, esperto di sicurezza sul lavoro. “Il problema è che spesso si lavora in fretta, si tagliano i tempi, si risparmia sulla sicurezza”.

Mentre le indagini proseguono, i tre operai di oggi dovranno affrontare settimane di convalescenza. Le loro storie si aggiungono al triste bollettino di un’estate che sta diventando la peggiore degli ultimi anni per gli incidenti sul lavoro in Campania.

La domanda che resta è: quando si comincerà davvero a mettere la sicurezza al primo posto? O dovremo continuare a contare vittime e feriti, uno dopo l’altro?

Tentano di portare stupefacenti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: arrestate madre e figlia incinta

Santa Maria Capua Vetere– Un grave episodio di tentato spaccio di droga ha scosso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, dove una madre e la figlia, quest’ultima in stato di gravidanza, sono state arrestate per aver cercato di introdurre 300 grammi di hashish all’interno dell’istituto penitenziario.

Le due donne, che si erano presentate per un colloquio con un detenuto, sono state scoperte grazie all’infallibile fiuto del cane antidroga Airon, in forza al distaccamento cinofilo di Avellino.L’operazione, condotta con professionalità dagli agenti della polizia penitenziaria, ha portato all’arresto immediato delle due protagoniste.

La madre è stata trasferita in carcere, mentre la figlia, in considerazione della sua gravidanza, è stata posta agli impatience agli arresti domiciliari. La gravità del gesto, già di per sé rilevante per il contesto carcerario, assume contorni ancora più inquietanti alla luce della condizione della figlia incinta, un dettaglio che sottolinea la spregiudicatezza dell’azione.

I sindacalisti della polizia penitenziaria, Ciro Auricchio (segretario regionale Uspp) e Giuseppe Moretti (presidente nazionale Uspp), hanno elogiato l’operato degli agenti e del cane Airon, definito “un incubo per gli spacciatori”. In una nota congiunta, i due hanno sottolineato la professionalità del corpo di polizia penitenziaria, che, nonostante il deficit di 70 unità e le difficoltà legate al piano ferie estivo, continua a garantire ordine e sicurezza all’interno del carcere.

“Questa brillante operazione dimostra l’alta specializzazione e lo spirito di sacrificio dei nostri agenti,” hanno dichiarato.L’episodio solleva interrogativi sulla facilità con cui la criminalità tenta di infiltrarsi nelle strutture penitenziarie, sfruttando anche situazioni delicate come quella di una gravidanza.

La vicenda, che ha visto protagoniste due donne legate da un vincolo familiare, evidenzia la necessità di rafforzare i controlli e il ruolo cruciale delle unità cinofile nel contrastare il traffico di droga all’interno delle carceri.

Napoli, turista derubata a Corso Umberto I: arrestati due migranti con precedenti

Napoli – Non è stato solo un colpo di fortuna a smascherare i due ladri che ieri pomeriggio hanno derubato una turista in pieno Corso Umberto I, ma il lavoro costante della Squadra Mobile della Polizia di Stato.

Un 38enne marocchino e un 41enne tunisino, entrambi già noti alle forze dell’ordine per reati analoghi, sono stati bloccati dopo un inseguimento e una colluttazione nei vicoli del centro storico.

La dinamica del furto

I due, con movimenti studiati, seguivano da qualche minuto due turiste quando, approfittando della folla, il marocchino ha infilato la mano nello zaino di una di loro, rubando un borsello mentre il complice tunisino faceva da palo.

I Falchi della Mobile, però, li avevano già notati: il loro comportamento sospetto, gli sguardi guardinghi, la scelta di aggirarsi in una zona ad alto flusso turistico avevano insospettito gli agenti.

Vistisi scoperti, i due hanno tentato la fuga, perdendosi tra i vicoli di Napoli, ma i poliziotti li hanno raggiunti e, dopo un breve ma intenso scontro fisico, li hanno fermati. Il maltolto è stato immediatamente restituito alla turista, scossa ma incolume.

Un problema strutturale nel centro storico

Quello di ieri non è un episodio isolato. Il centro di Napoli, soprattutto in zone come Corso Umberto I, Piazza Garibaldi e i Quartieri Spagnoli, è da tempo teatro di furti ai danni di turisti, spesso commessi da cittadini stranieri con precedenti per crimini contro il patrimonio.

Molti di loro sfruttano l’affollamento delle strade e la disattenzione dei visitatori per agire indisturbati, operando in piccoli gruppi con tattiche collaudate.

Le forze dell’ordine, pur intensificando i controlli, faticano a contenere il fenomeno. La rapidità con cui questi furti vengono eseguiti e la facilità con cui i ladri si mimetizzano tra la folla rendono difficile una prevenzione efficace.

Cosa si può fare?

Al di là degli arresti, che pure sono frequenti, servirebbero misure più incisive:

Maggiore presenza di polizia in borghese in punti strategici, per cogliere sul fatto i ladri prima che agiscano.
Collaborazione con gli esercizi commerciali, spesso testimoni involontari di questi furti, per creare una rete di allerta rapida.

Campagne di informazione ai turisti, che spesso non sono consapevoli dei rischi e trasportano borse e zaini in modo poco sicuro.

Intanto, i due arrestati di ieri sono già stati portati in carcere in attesa del processo. Ma per ogni ladro fermato, c’è il timore che altri siano pronti a prendere il suo posto. La sfida per Napoli è trovare un equilibrio tra accoglienza turistica e sicurezza, prima che la reputazione della città ne risenta ulteriormente.

Operai morti a Napoli, la prima svolta nelle indagini: sotto accusa una saldatura e il serraggio dei perni

Napoli – Un tubo spezzato nel punto di una saldatura e una serie di perni forse serrati in modo inadeguato: è su questi due elementi tecnici che si concentra la prima vera svolta nell’inchiesta sulla tragedia avvenuta il 25 luglio scorso al Rione Alto di Napoli, dove tre operai hanno perso la vita precipitando da un ponteggio montacarichi crollato al sesto piano di una palazzina in via San Giacomo dei Capri.

Le verifiche tecniche irripetibili ordinate dalla Procura di Napoli sono iniziate questa mattina, alla presenza dei consulenti delle parti coinvolte e degli avvocati difensori degli indagati.

Sotto osservazione c’è un tubo di sezione diversa rispetto agli altri, spezzato nel punto in cui è visibile una saldatura. Una anomalia che potrebbe rivelarsi determinante nel ricostruire le cause del cedimento strutturale. Al vaglio anche le condizioni e il corretto serraggio dei perni che dovevano garantire la stabilità del montacarichi.

L’indagine con le verifiche tecniche

Le indagini, coordinate dai pubblici ministeri, stanno seguendo più piste: dalla qualità dei materiali impiegati alle responsabilità nella catena di controllo.

Presenti agli accertamenti anche i consulenti e i legali dei soggetti attualmente iscritti nel registro degli indagati: l’imprenditore Pietroluongo (difeso dall’avvocato Zollo), l’imprenditore Napolitano (difeso da Fusco), l’amministratore del condominio (difeso da Ferraro) e il direttore dei lavori (assistito dagli avvocati Floccher e Anzelmo). Le parti offese sono rappresentate dagli avvocati Amedeo Di Pietro e Luigi Cinque.

Intanto l’intera area attorno al cantiere è stata transennata fin dalle prime ore del mattino. L’accesso a veicoli e pedoni è stato vietato per garantire la sicurezza e l’integrità degli accertamenti. L’area sarà riaperta solo al termine delle operazioni, che si preannunciano complesse e delicate.

Un furto che fa male due volte

Ma alla tragedia si aggiunge un altro episodio che lascia sgomenti. Carmen Martucci, compagna di Vincenzo Del Grosso – uno dei tre operai deceduti – è stata contattata dal commissariato Stella per formalizzare una denuncia: durante il fine settimana, la casa della vittima, nel quartiere Sanità, è stata svaligiata.

I ladri hanno portato via gli attrezzi da lavoro di Vincenzo e persino alcuni generi alimentari contenuti in un pacco ritirato in chiesa.

«È un atto vile – ha dichiarato l’avvocato Gianluca Zanfardino – che si accanisce contro chi ha già perso tutto. Un gesto che racconta un degrado non solo sociale, ma anche morale». Un episodio che getta un’ombra ancora più cupa su una vicenda che ha già sollevato interrogativi gravi sulla sicurezza nei cantieri e sulle condizioni di lavoro.

Domande che non si possono eludere

La tragedia del Rione Alto non è un caso isolato, la scorsa settimana nel giro di 48 ore ci sono stati altri due incidenti sul lavoro tra Napoli e la provincia con altri tre operai feriti, ma il sintomo di un problema più profondo.

In un settore come quello edilizio, troppo spesso affidato a subappalti e logiche di risparmio estremo, la sicurezza diventa un optional. E in mancanza di controlli severi e regole rispettate, a pagare sono sempre gli ultimi: i lavoratori, le loro famiglie, le comunità.

Napoli, ancora una volta, si trova a piangere vittime sul lavoro. Ma il tempo del lutto non può diventare quello dell’oblio. Le indagini dovranno chiarire ogni responsabilità, senza scorciatoie.

Ma serve anche un segnale forte da parte delle istituzioni: più controlli, più trasparenza, più formazione. Perché morire sul lavoro, nel 2025, è qualcosa che questo Paese non può più permettersi di considerare “un incidente”.

Napoli, maxi operazione a Forcella nel settore food: sequestrati 45 chili di alimenti senza tracciabilità

In una città come Napoli, dove l’identità culturale si intreccia con quella gastronomica, garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti offerti ai cittadini e ai tantissimi turisti è più che una necessità: è una priorità.

Lo dimostra il blitz interforze condotto nelle scorse ore nel cuore del centro storico, nel quartiere San Lorenzo – Forcella, lungo via Pietro Colletta.

Un’operazione mirata a verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie, amministrative e lavorative in diverse attività della ristorazione, proprio in uno dei periodi dell’anno più delicati per l’equilibrio tra offerta commerciale e afflusso turistico.

Controlli congiunti tra Polizia Locale, Asl, Ispettorato del lavoro, Abc ed Enel
L’intervento, condotto in orario serale e notturno, ha visto impegnati il Reparto Investigativo Ambientale ed Emergenze Sociali della Polizia Locale di Napoli, il personale dell’ASL Napoli 1 Centro – Servizi SIAN e SPSAL, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, Abc Napoli ed Enel Distribuzione.

I controlli hanno portato alla luce gravi violazioni, con sanzioni complessive per oltre 11.700 euro. In particolare, sono stati accertati:

Occupazione abusiva di suolo pubblico

Somministrazione non autorizzata

Pubblicità irregolare

Gestione impropria dei rifiuti

Sequestrati 45 chili di alimenti non tracciati

Il dato più allarmante arriva però dal fronte della sicurezza alimentare: sequestrati oltre 45 chili di alimenti privi di tracciabilità, o non conformi alle norme sull’autocontrollo. Un elemento critico, inaccettabile per una città che fa della tradizione culinaria uno dei suoi principali attrattori.

Il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione ha disposto la sospensione immediata della somministrazione in diversi esercizi commerciali, per l’assenza della necessaria Scia. Contestate inoltre sei non conformità igienico-sanitarie, con l’obbligo di regolarizzazione entro 30 giorni.

Sicurezza sul lavoro e collaboratori non registrati

Particolare attenzione è stata posta anche sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Servizio Prevenzione e Sicurezza, insieme agli altri enti ispettivi, ha effettuato accertamenti su sei lavoratori identificati, riscontrando – in un caso – l’assenza di documentazione per una collaboratrice. In due attività sono in corso ulteriori verifiche sugli orari di lavoro.

Le verifiche effettuate da Abc ed Enel hanno invece rilevato solo lievi irregolarità amministrative, già in fase di regolarizzazione e prive di rilevanza penale.

Turismo e qualità: Napoli non può permettersi passi falsi

L’operazione acquista un peso ancora maggiore nel contesto attuale: siamo nel pieno della stagione turistica, con migliaia di visitatori ogni giorno in città. Ristoranti, pizzerie e locali del centro storico sono tra le tappe obbligate per chi visita Napoli, e l’esperienza gastronomica rappresenta spesso il primo biglietto da visita della città.

Tutelare la salute dei consumatori, garantire la tracciabilità dei prodotti e il rispetto delle regole non è solo una questione di legalità, ma un investimento sulla reputazione della città.

Blitz come quello condotto a Forcella rappresentano un segnale chiaro: Napoli intende difendere la qualità della sua offerta e proteggere cittadini e turisti da chi specula sulla buona fede e sull’amore per la sua cucina.

Napoli, festa a Castel di Sangro: 5 mila tifosi celebrano gli azzurri

Ieri sera, Piazza del Plebiscito a Castel di Sangro (L’Aquila) si è trasformata in un mare azzurro, con circa 5.000 tifosi che hanno accolto con entusiasmo i giocatori del Napoli in ritiro nella cittadina abruzzese.

L’evento, condotto dallo speaker ufficiale del club, Daniele ‘Decibel’ Bellini, ha visto protagonisti Sam Beukema, Lorenzo Lucca, Amir Rrahmani e Luca Marianucci, che hanno risposto alle domande dei tifosi in un’atmosfera di grande partecipazione.

Tra gli ospiti presenti, l’europarlamentare Alessandro Ruotolo, il presidente della Fondazione Magna Carta Gaetano Quagliariello e lo scrittore Maurizio de Giovanni, che hanno arricchito l’evento con il loro contributo. “

La piazza piena di famiglie e tifosi è stata uno spettacolo emozionante, una vera festa che conferma il legame speciale tra il Napoli e i suoi supporter,” ha dichiarato il sindaco Angelo Caruso, sottolineando il successo di un appuntamento che ogni anno attira migliaia di appassionati.

Oggi, alle 11, il Palasport di Castel di Sangro ospiterà un altro momento significativo: la presentazione di un francobollo celebrativo dedicato al Napoli campione d’Italia 2024/2025, con l’inaugurazione di una gigantografia e un annullo filatelico speciale. All’evento parteciperanno il sottosegretario Fausta Bergamotto, rappresentanti della Regione Abruzzo e di Poste Italiane, ma non il presidente Aurelio De Laurentiis, assente per impegni lavorativi.

Dal punto di vista sportivo, il ritiro di Castel di Sangro rappresenta un’opportunità cruciale per Antonio Conteper amalgamare il gruppo e definire l’identità tattica della squadra. Tuttavia, il club deve affrontare alcune criticità: la rosa, nonostante i recenti acquisti, presenta ancora lacune in ruoli chiave come il terzino e l’ala, come emerso dalle ultime indiscrezioni di mercato. La dirigenza dovrebbe sfruttare l’energia positiva di eventi come quello di ieri per accelerare le operazioni di mercato, garantendo a Conte una squadra completa e competitiva prima dell’inizio della stagione.

Prospettive per il futuro

Il Napoli ha tutte le carte in regola per capitalizzare l’entusiasmo dei tifosi e il prestigio del titolo di campione d’Italia. La presentazione del francobollo è un ulteriore segnale del peso culturale e sociale del club, ma il vero successo dipenderà dalla capacità di trasformare questa passione in risultati concreti sul campo.

La dirigenza dovrebbe puntare su una comunicazione più diretta con i tifosi, coinvolgendo maggiormente i giocatori e il presidente in eventi pubblici, e su una strategia di mercato mirata per colmare le lacune della rosa. Con il supporto di una tifoseria così calorosa e l’esperienza di Conte, il Napoli può ambire a una stagione di vertice, ma serve uno sforzo ulteriore per essere all’altezza delle aspettative.

 

(la foto è tratta dal profilo facebook di Decibel Bellini)

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Escursionista precipita sul Monte Faito: drammatico salvataggio con l’elicottero

Una tranquilla escursione si è trasformata in un incubo per due giovani ieri pomeriggio sul Monte Faito, dove uno di loro è scivolato per diversi metri riportando ferite.

L’allarme è scattato quando il compagno, rimasto illeso, ha chiamato il 118 di Castellammare di Stabia, attivando immediatamente la macchina dei soccorsi.

In pochi minuti è entrata in azione una complessa operazione di salvataggio che ha coinvolto il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della Campania e l’elisoccorso 118 di Salerno. Mentre l’elicottero decollava dalla base, i tecnici del CNSAS raggiungevano la zona dell’incidente attraverso i sentieri di montagna.

 Allarme lanciato dall’amico che lo accompagnava

Il ferito, stabilizzato sul posto dai soccorritori, è stato poi agganciato alla fune dell’elicottero e trasportato d’urgenza all’ospedale di Salerno per le cure necessarie. Il compagno, seppur scosso dall’accaduto, è stato accompagnato a valle in sicurezza dalla squadra di soccorso alpino che lo ha assistito passo dopo passo nel percorso di rientro.

L’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza in montagna, soprattutto in questo periodo estivo che vede un aumento degli escursionisti occasionali.

I soccorritori ricordano l’importanza di affrontare i sentieri con equipaggiamento adeguato e massima prudenza, sottolineando come anche percorsi apparentemente semplici possano riservare insidie.

Mentre il giovane ricoverato combatte per la sua guarigione, la comunità escursionistica si stringe attorno alla famiglia, nella speranza che questo incidente serva da monito per tutti coloro che si avventurano in montagna senza la giusta preparazione.