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Bonifici istantanei ancora più sicuri: dal 9 ottobre verifica in tempo reale dell’IBAN del beneficiario

Una piccola rivoluzione nella sicurezza bancaria è pronta a scattare il prossimo 9 ottobre. I bonifici istantanei – già diventati una realtà quotidiana per milioni di italiani – diventeranno non solo veloci, ma anche più sicuri. Le banche, infatti, saranno obbligate a verificare l’IBAN e l’identità del beneficiario prima che il cliente prema il fatidico “invia”.

Un passaggio in più, certo, ma anche un passo avanti fondamentale per ridurre il rischio di errori e – soprattutto – di frodi. Quante volte, nella fretta o per una distrazione, si è inserito un numero sbagliato? O peggio, si è caduti vittima di un raggiro digitale mascherato da pagamento legittimo?

Più controllo, meno rischi

Con le nuove regole, ogni bonifico – sia istantaneo che ordinario – sarà accompagnato da una verifica in tempo reale: il sistema bancario comunicherà se i dati coincidono con quelli registrati, se ci sono discrepanze o se non è stato possibile effettuare la verifica per motivi tecnici o conti bloccati. Un avviso tempestivo che permetterà al cliente di fermarsi, correggere o valutare l’operazione prima che il denaro prenda il volo e diventi, nella peggiore delle ipotesi, irrecuperabile.

Una tutela semplice ma cruciale, soprattutto in un’epoca in cui i truffatori si muovono con la stessa rapidità della tecnologia che dovremmo sfruttare a nostro vantaggio.

Una tecnologia che torna davvero utile

L’introduzione di questa misura rappresenta un’ulteriore evoluzione positiva di uno strumento – il bonifico istantaneo – che ha ridato potere agli utenti. Fino a pochi anni fa, trasferire denaro significava attendere almeno 24 o 48 ore, a volte anche più nei fine settimana o in occasione di controlli di sicurezza automatizzati. Oggi, grazie ai bonifici istantanei, possiamo gestire le nostre finanze quasi in tempo reale, spostando soldi con la stessa immediatezza con cui inviamo un messaggio.

Ma la velocità, si sa, può essere anche un’arma a doppio taglio. Da qui l’importanza di abbinarla a un controllo più attento, come quello che entrerà in vigore in autunno. È il giusto compromesso tra rapidità ed efficacia, tra tecnologia e responsabilità.

Conclusione

Questa novità non è un ostacolo, ma un potenziamento. È come mettere un airbag a un’auto da corsa: non rallenta il viaggio, ma protegge chi è al volante. In un mondo in cui tutto va veloce – compresi i rischi – ogni nuova barriera che tutela gli utenti è benvenuta. E se il futuro della finanza è digitale, allora è giusto che lo sia anche la sicurezza.

Napoli, sconfitta con il Brest: serve più concretezza per Conte

Castel di Sangro– Ancora un passo falso per il Napoli di Antonio Conte, che incassa una sconfitta per 2-1 contro il Brest nell’amichevole disputata allo stadio Teofilo Patini di Castel di Sangro.

I francesi, trascinati da un ispirato Ludovic Ajorque, autore di una doppietta in tre minuti (30’ e 33’ del primo tempo), hanno messo in evidenza le fragilità difensive degli azzurri. Nella ripresa, il gol di Lorenzo Lucca al 63’ ha riacceso le speranze partenopee, ma non è stato sufficiente a ribaltare il risultato.La prestazione del Napoli, nella terza amichevole precampionato, conferma un trend altalenante.

Dopo la sconfitta contro l’Arezzo (0-2) e la vittoria di misura contro il Catanzaro (2-1), gli azzurri mostrano ancora lacune da colmare.

Il Brest, squadra solida e ben organizzata, ha sfruttato al meglio le disattenzioni difensive del Napoli, con Ajorque che ha punito due errori in rapida successione. Se da un lato la reazione nella ripresa, guidata dal gol di Lucca, dimostra carattere, dall’altro evidenzia una mancanza di concretezza sotto porta e una fase difensiva ancora da registrare.

Il Napoli di Conte, in questa fase di preparazione, appare come un cantiere aperto. La mano dell’allenatore salentino, noto per la sua capacità di plasmare squadre solide e organizzate, non si vede ancora pienamente.

Ecco i principali punti critici emersi dalla partita

Fragilità difensive: La doppietta di Ajorque in pochi minuti evidenzia una mancanza di concentrazione e coordinamento nella retroguardia azzurra. Errori di posizionamento e letture sbagliate hanno permesso al Brest di colpire con facilità.
Soluzione: Conte dovrà lavorare sull’organizzazione difensiva, insistendo su meccanismi di pressing e scalate.

L’inserimento di nuovi elementi in difesa, se previsto, potrebbe richiedere tempo per trovare l’amalgama, ma un focus su automatismi e comunicazione può accelerare il processo.

Mancanza di incisività in attacco: Nonostante il gol di Lucca, il Napoli ha faticato a creare occasioni nitide. La dipendenza da singoli momenti di ispirazione, come il gol del giovane attaccante, evidenzia la necessità di un gioco offensivo più fluido.
Soluzione: Serve maggiore varietà nelle soluzioni offensive, con un coinvolgimento più attivo delle fasce e degli esterni. Conte potrebbe puntare su allenamenti specifici per migliorare la finalizzazione e il movimento senza palla, sfruttando al meglio le qualità di giocatori come Lucca.

Condizione fisica e mentale: In questa fase precampionato, il Napoli appare ancora lontano dalla forma ottimale. La reazione nella ripresa è un segnale positivo, ma la squadra sembra mancare di continuità nell’arco dei 90 minuti.
Soluzione: La preparazione atletica di Conte, notoriamente intensa, dovrebbe portare benefici nelle prossime settimane. Fondamentale sarà anche lavorare sull’aspetto mentale, infondendo fiducia a una squadra che sembra ancora alla ricerca della propria identità.

Aspetti positivi da valorizzare: Il gol di Lucca è un segnale incoraggiante. Il giovane attaccante, con la sua fisicità e il suo senso del gol, potrebbe diventare un’arma importante per Conte. Inoltre, la reazione nella ripresa dimostra che la squadra ha carattere e voglia di non arrendersi
Suggerimento: Puntare su Lucca come alternativa credibile in attacco e continuare a lavorare sul collettivo per trasformare la grinta in risultati concreti.

La sconfitta contro il Brest non deve allarmare, ma serve come monito per accelerare il processo di crescita. L’amichevole di domani mattina contro la Casertana, sempre a Castel di Sangro, rappresenta un’occasione per testare ulteriori soluzioni tattiche e dare minuti a chi ha giocato meno.

Conte, con la sua esperienza, ha le carte in regola per trasformare questo Napoli in una squadra competitiva, ma il tempo stringe: il precampionato è il momento per correggere gli errori e costruire una base solida per la stagione.

In conclusione, il ko contro il Brest evidenzia che il Napoli è ancora in fase di rodaggio, ma i segnali di reazione e il potenziale di alcuni singoli lasciano intravedere margini di miglioramento. Serve pazienza, ma anche determinazione per colmare le lacune e trasformare le idee di Conte in realtà sul campo.

Incidente sul raccordo Avellino-Salerno: auto si ribalta, tre feriti. Traffico in tilt per ore

Montoro – Paura nel pomeriggio di sabato sul raccordo autostradale Avellino-Salerno, dove un’auto con a bordo una famiglia – padre, madre e figlio – si è ribaltata dopo un violento testa-coda, finendo contro il guardrail all’altezza dello svincolo di Montoro nord.

L’impatto è stato violento, ma fortunatamente i tre occupanti sono sopravvissuti all’incidente. Tutti e tre sono rimasti feriti e sono stati trasportati in ospedale per accertamenti e cure. Le loro condizioni, secondo le prime informazioni, non sarebbero gravi.

L’incidente ha provocato lunghissime code in direzione Salerno, mandando in tilt il traffico lungo l’intero tratto interessato. Sul posto sono intervenute tempestivamente le pattuglie della Polizia Stradale, insieme alle squadre dell’Anas, per la gestione della viabilità e la rimozione del veicolo.

Resta da chiarire l’esatta dinamica dell’incidente: tra le ipotesi, una manovra brusca o l’asfalto reso viscido dal caldo. Le indagini sono in corso.

Napoli, pusher marocchino beccato in piazza San Francesco Di Paola

Napoli– Continua senza sosta l’attività di contrasto allo spaccio di droga nel cuore di Napoli. Ieri sera, la Polizia di Stato ha arrestato un 50enne di origine marocchina, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici.

L’uomo è stato colto in flagrante mentre cedeva sostanze stupefacenti in Piazza San Francesco di Paola.

L’operazione è scattata quando gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, impegnati nel consueto servizio di controllo del territorio, hanno notato uno scambio sospetto. Un soggetto, dopo aver passato una bustina a un’altra persona in cambio di denaro, si è accorto della presenza dei poliziotti e ha tentato la fuga. Nella concitazione del momento, ha lasciato cadere a terra il pacchetto.

Grazie al tempestivo intervento degli agenti, il 50enne è stato bloccato e perquisito. Addosso gli sono stati trovati 152 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, chiaro provento dell’attività illecita.

La bustina abbandonata a terra è stata recuperata, rivelando il suo contenuto: 30 involucri di cocaina. L’acquirente, invece, è riuscito a far perdere le proprie tracce.

Per il marocchino sono scattate le manette con l’accusa di spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. L’arresto conferma l’impegno delle forze dell’ordine nel contrastare il fenomeno della microcriminalità che, purtroppo, continua a colpire anche le zone centrali della città.

Giovanni Esposito e Susy Del Giudice: il trionfo di “Nero” tra premi, riconoscimenti e festival

Martedì 5 agosto, alle ore 21, il prestigioso FestivalSegreti d’Autore” accoglie due grandi protagonisti della scena artistica italiana: Giovanni Esposito e Susy Del Giudice, coppia nella vita e sul palco. L’evento si terrà nella suggestiva cornice di Palazzo Coppola a Valle/Sessa Cilento (SA), dove il pubblico potrà assistere a un incontro speciale, guidato da Nadia Baldi (direttrice artistica della rassegna) fondata da Ruggero Cappuccio ormai 15 anni fa.

Durante la serata, Nadia Baldi intervisterà i due attori, scoprendo le dinamiche di coppia che hanno caratterizzato il loro percorso artistico e personale. La coppia, nota per il loro sodalizio granitico nella vita e a teatro, sarà al centro dell’attenzione, e si parlerà anche della loro esperienza lavorativa sul set di “Nero”.

Alle 21.30, seguirà la proiezione di “Nero“, primo film da regista di Giovanni Esposito, che firma anche la sceneggiatura e interpreta il ruolo del protagonista. Al suo fianco, Susy Del Giudice veste i panni di Imma, sorella affetta da disturbi mentali, in un dramma intimo e potente che ha già conquistato l’attenzione della critica. II film racconta la storia di Nero, piccolo delinquente di mezza età disposto a tutto per prendersi cura della sorella, fino a una rapina che cambierà tutto.

Il debutto registico di Giovanni Esposito non è passato inosservato: “Nero” è valso all’attore:

  • Partecipazione al 42° Torino Film Festival 
    Nero è stato presentato fuori concorso nella sezione Zibaldone al Torino Film Festival 2024

  • Premio a “Capri, Hollywood” 
    Esposito è stato premiato per il suo debutto alla regia con Nero durante l’edizione n. 29 del festival «Capri, Hollywood»

  • Candidatura ai Nastri d’Argento 2025 – Miglior regista esordiente
    È stato ufficialmente candidato nella categoria Miglior regista esordiente per Nero
  • Premio al Cremano Film Festival (31 maggio 2025)
    Ha ricevuto un premio per la sua regia d’esordio alla serata finale del Cremano Film Festival 2025
  • Ischia Family Award 2025 (Ischia Global Film & Music Festival, 12 luglio 2025)
    Premiato con l’Ischia Family Award 2025, durante l’edizione del festival di Ischia i

  • Targa di gratitudine + Trofeo “Venere Sinuessa” (Mondragone)
    Ha ricevuto una targa dal Comune di Mondragone (Cinema Ariston e bar Kromosoma) e il Trofeo “Venere Sinuessa” dall’Associazione Riviera Domitia per le riprese effettuate sul territorio.

E all’attrice Susy Del Giudice :

  • Premio al Cremano Film Festival
    Riceve un premio per la sua interpretazione nel ruolo di Imma durante la serata finale del Cremano Film Festival.

  • Ischia Art Award 2025 (Ischia Global Film & Music Festival) 
    Onorata con l’Ischia Art Award 2025, assegnato durante lo stesso festival di Ischia dove era presente insieme a Esposito ischiaglobal.com.

  • Targa di gratitudine + Trofeo “Venere Sinuessa” (Mondragone)
    Ha ricevuto anch’essa la targa di riconoscimento dal Comune di Mondragone e il Trofeo “Venere Sinuessa” dall’Associazione Riviera Domitia

Non perdete l’occasione di incontrare Giovanni Esposito e Susy Del Giudice e di scoprire di più sulla loro esperienza lavorativa sul set di “Nero”. La serata sarà un’occasione unica per conoscere meglio i due attori e il loro lavoro.

Aversa, ritrovato minorenne scomparso da due settimane: viveva in un edificio diroccato

Dopo quattordici giorni di ricerche, la Polizia di Stato ha ritrovato Anthony Gaezza della Volpe, il ragazzino di Aversa che aveva lasciato la sua abitazione senza dare più notizie alla famiglia.

A condurre all’esito positivo delle indagini è stata la Squadra Volante del Commissariato di Aversa, che ieri pomeriggio ha individuato il minore mentre entrava in un immobile abbandonato e pericolante, nascosto tra impalcature e macerie.

Gli agenti, seguendo un intuizione, lo hanno visto aggirarsi nei pressi della struttura fatiscente e, superando inferriate e cumuli di detriti, lo hanno finalmente rintracciato in mezzo a sporcizia e rovine.

Il giovane, seppur provato, è risultato in condizioni fisiche non critiche ed è stato immediatamente affidato a una struttura protetta, dove potrà ricevere assistenza.

La scomparsa risaliva al 17 luglio, quando i genitori, non avendo più sue notizie, avevano sporto denuncia per allontanamento volontario. Da quel momento, le ricerche si erano intensificate, con la polizia che ha setacciato la zona, fino all’individuazione del rifugio improvvisato del ragazzo.

Un finale fortunato, ma che lascia domande

Il ritrovamento riapre il dibattito sulle ragioni che spingono i minori a fuggire di casa e sui rischi che corrono una volta per strada. Vivere in un edificio pericolante, esposto a intemperie e degrado, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

Ora, oltre alle cure materiali, per Anthony sarà fondamentale un percorso di sostegno psicologico e familiare, perché dietro una fuga spesso si nascondono fragilità che vanno comprese, non solo risolte.

Una storia a lieto fine, ma che serve da monito – perché nessun ragazzo dovrebbe mai sentirsi costretto a cercare rifugio tra le macerie.

Napoli, parcheggiatore abusivo, sfonda il vetro di un’auto sotto gli occhi delle telecamere

Napoli– Vetri infranti, auto vandalizzate e cittadini terrorizzati. È il volto sempre più inquietante del fenomeno dei parcheggiatori abusivi, una vera e propria piaga che infesta le strade di Napoli.

L’ultimo episodio è stato immortalato dalle telecamere di sorveglianza di un negozio: un uomo si avvicina a un’auto parcheggiata, si guarda intorno e spacca con violenza il vetro laterale del veicolo, per poi dileguarsi.

Il gesto, probabilmente punitivo o predatorio, è l’ennesima prova di quanto il controllo abusivo del territorio da parte di questi soggetti sia diventato aggressivo e fuori controllo.

Le immagini del danneggiamento sono state inviate al deputato di Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli, da tempo impegnato in una campagna di denuncia contro i parcheggiatori abusivi.

“Sono sempre più sfacciati, minacciano chi non paga e danneggiano le vetture. È inaccettabile che i cittadini debbano vivere sotto ricatto in casa propria”, ha commentato Borrelli, rilanciando l’allarme su via Duomo, via Marina e l’area attorno all’ospedale Loreto Mare, zone segnalate come veri e propri epicentri del degrado urbano.

Il racconto di una cittadina: “Ho denunciato tutto, ma è ancora in giro”

Una cittadina racconta: “Anche a me hanno rotto il vetro. Ho denunciato tutto, ma temo che sia ancora in giro. Il modus operandi è lo stesso di un altro episodio avvenuto poco distante. Via Marina è ormai ostaggio di parcheggiatori, tossicodipendenti e senzatetto. Noi paghiamo le strisce blu, ma le auto ce le distruggono lo stesso”.

La rabbia dei residenti cresce, mentre le istituzioni faticano a rispondere con forza a un fenomeno che non è solo fastidioso, ma criminale. I parcheggiatori abusivi, in molti casi, si comportano da veri estorsori, imponendo “tariffe” per la sosta anche in aree regolamentate e minacciando ritorsioni in caso di rifiuto.

“Serve un piano straordinario di controlli, pattugliamenti continui e tolleranza zero. Non possiamo più tollerare che Napoli sia ostaggio di bande di abusivi che seminano terrore tra chi vuole semplicemente parcheggiare l’auto in pace”, ha concluso Borrelli.

Nel frattempo, la città resta sospesa tra l’impotenza delle forze dell’ordine, le denunce dei cittadini e un degrado urbano che rischia di diventare irreversibile se non affrontato con misure urgenti e coordinate.

Ercolano, arrestato il “pusher benestante”: stupefacenti e 15mila euro in casa

Ercolano – Droga in auto, droga in casa. E un’ingente somma di denaro la cui provenienza resta tutta da chiarire. È finito in manette Gennaro D’Antonio, 60 anni, di Ercolano, già noto alle forze dell’ordine, arrestato dai carabinieri della locale tenenza con l’accusa di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio.

Il fermo è avvenuto durante un normale posto di controllo stradale. I militari hanno notato qualcosa di sospetto nell’atteggiamento dell’uomo e hanno deciso di perquisire la sua utilitaria.

All’interno dell’abitacolo sono state trovate 26 dosi di cocaina pronte per essere vendute e circa 800 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Il controllo è poi proseguito nell’abitazione di D’Antonio, dove i carabinieri hanno rinvenuto altri 82 grammi della stessa sostanza, già suddivisi in 16 involucri. E, soprattutto, oltre 15mila euro in contanti, sui quali l’uomo non ha saputo fornire spiegazioni plausibili.

Tutto è stato sequestrato. Per il 60enne si sono aperte le porte del carcere: è stato arrestato e si trova ora in attesa di giudizio.

Ora le indagini dei carabinieri continuano per risalire ai suoi fornitori, al giro di clienti e per conto di chi spacciasse.

Poggiomarino, la violenza giovanile non si ferma: 14enne aggredito dal branco per una caduta in bici

Poggiomarino -.Un ragazzino di 14 anni è finito in ospedale, vittima di un’aggressione brutale da parte di un branco di coetanei. La sua unica colpa: essere caduto dalla bicicletta.

L’episodio, avvenuto nel tardo pomeriggio di sabato a Largo Fiera, è stato l’ennesima dimostrazione di una escalation di violenza che, secondo le denunce di politici e cittadini, sta diventando un’emergenza.

Il 14enne, che stava pedalando in compagnia di amici, è scivolato e caduto. Un altro gruppo di ragazzini, notando la scena, ha iniziato a deriderlo. Dalle offese verbali si è passati rapidamente alle mani: il branco ha colpito il malcapitato con pugni e calci, arrivando a usare persino il casco di uno di loro che era in motorino.

Gli amici della vittima, spaventati, sono fuggiti, lasciando il 14enne da solo a subire la violenza.

Soccorso da alcuni passanti, il giovane è stato poi raggiunto dai genitori che lo hanno portato al pronto soccorso dell’ospedale di Sarno. La diagnosi è di trauma cranico e diverse lesioni. L’aggressione è stata subito denunciata ai carabinieri, che hanno avviato le indagini.

La denuncia di Borrelli e l’allarme dei cittadini

La vicenda ha scatenato la dura reazione del deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che ha puntato il dito contro la crescente criminalità giovanile.

“Sono preoccupato dall’esplosione di violenza che a Poggiomarino vede protagonisti spesso i giovanissimi,” ha dichiarato Borrelli, citando altri episodi recenti, tra cui l’accoltellamento di un 52enne e diverse risse tra baby gang.

“Una deriva che va arginata immediatamente prima che accada l’irreparabile. Serve un maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine ma anche il coinvolgimento delle famiglie che devono essere responsabilizzate nei confronti dei comportamenti criminali dei loro figli.”

Anche la zia del ragazzino aggredito, che ha preferito mantenere l’anonimato, ha espresso il suo profondo timore. “Mio nipote adesso sta meglio – ha detto – ma non sono le ferite esterne quelle che rimangono, sono quelle nell’animo. Io ho due figli di 17 e 15 anni e ho paura di farli uscire in questo clima.”

La donna ha parlato di una comunità impaurita e ha sottolineato come la violenza si stia diffondendo a macchia d’olio, alimentata da problemi sociali e una “mancanza totale di integrazione con gli stranieri”.

Le parole della zia e del deputato Borrelli risuonano come un campanello d’allarme, evidenziando una situazione che sembra sfuggire di mano.

L’aggressione al 14enne non è un fatto isolato, ma l’ennesima conferma di un fenomeno che richiede interventi urgenti e mirati, non solo a livello di sicurezza ma anche sociale e familiare. La comunità di Poggiomarino si interroga ora su come fermare questa ondata di violenza, prima che la situazione degeneri ulteriormente.

Ischia, caso mediatico e giudiziario: arrestato uomo a bordo di imbarcazione sequestrata. Ma la difesa parla di “altra verità”

Le acque di Ischia questa mattina sono state scenario di un episodio destinato a far discutere, tra versioni contrastanti e un arresto che rischia di trasformarsi in un vero e proprio caso giudiziario.

Protagonista involontario un 37enne napoletano, finito in manette dopo un inseguimento via mare che secondo la ricostruzione ufficiale sarebbe culminato con lo speronamento di un acquascooter della polizia.

Ma la difesa promette battaglia, annunciando di possedere un video che ribalterebbe completamente la dinamica dei fatti.

Tutto ha inizio quando gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – Sezione Mare, insieme alla Capitaneria di Porto, notano un’imbarcazione sottoposta a sequestro amministrativo che lascia illegalmente gli ormeggi nella baia di San Francesco.

Nonostante i ripetuti ordini di fermarsi, il natante prosegue la sua corsa verso il largo, costringendo le moto d’acqua della polizia e una motovedetta della Guardia Costiera a un vero e proprio blitz marittimo.

Per la polizia l’uomo ha speronato volontariamente l’agente sulla moto d’acqua

Secondo la versione delle forze dell’ordine, l’uomo avrebbe deliberatamente speronato un acquascooter, facendo cadere in acqua l’agente che lo pilotava e costringendolo al ricovero all’ospedale Rizzoli.

Il quadro giuridico è pesante: resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento di beni dello Stato, violazione dei sigilli e inosservanza delle norme di navigazione. Ma la difesa, affidata agli avvocati Sergio Pisani e Marco Cioffi, parla di un’altra verità.

“Il nostro assistito stava trasmettendo in diretta Facebook tutta la scena – spiegano i legali all’ANSA – e quelle immagini mostrano una dinamica completamente diversa”. Il video, che verrà depositato domani presso il Tribunale di Napoli, mostrerebbe secondo loro un impatto frontale con la moto d’acqua della polizia, con la musica di sottofondo a documentare la normale navigazione fino al momento dello scontro.

Gli avvocati dell’arrestato parlano di un video che mostra altro

“È preoccupante che si sia arrivati all’arresto con questa ricostruzione – affermano i difensori – faremo di tutto per far emergere la verità”. Una promessa che trasforma quello che poteva sembrare un normale episodio di contrasto all’illecito amministrativo in un potenziale giallo giudiziario, con verità forse non ancora del tutto emerse.

 

Ancora multe ai locali della movida del Vomero

Continuano i controlli nei locali della “movida” nel quartiere Vomero. Anche la scorsa notte le forze dell’ordine in azione per assicurare la tutela dei consumatori soprattutto dei giovani che si riversano per le strade notte tempo e che consumano senza badare troppo alla qualità di quello che gli viene servito.

Ieri sera infatti sono stati controllati 13 esercizi commerciali; ad alcuni dei titolari sono state contestate non conformità significative, imposte prescrizioni per violazioni di varia natura, elevando sanzioni amministrative per un totale complessivo di 2.860 euro; ancora, in un’attività commerciale è stato sorpreso un lavoratore non in regola.

Scoperto anche un lavoratore in nero

L’operazione rientra nell’ambito dei servizi predisposti dalla Questura di Napoli ed è stato svolto dagli agenti dei Commissariati Secondigliano, Arenella, Nuovo Palazzo di Giustizia unitamente ai militari della Guardia di Finanza, al personale della Polizia Locale, dell’ASL NA1 Centro e dell’Ispettorato del Lavoro.

I controlli sono stati effettuati in particolare a San Martino, nelle vie Giordano, Falcone, Scarlatti e nelle piazze Medaglie D’Oro e Vanvitelli.
Nel corso del servizio, gli operatori hanno identificato complessivamente 79 persone, controllato 28 veicoli e contestato 6 violazioni del Codice della Strada.

 

Forio, follia in mare: tenta la fuga con un’imbarcazione sotto sequestro. Arrestato 37enne di Napoli

Forio d’Ischia– Ha tentato di fuggire in mare a bordo di un’imbarcazione già sottoposta a sequestro amministrativo, ignorando l’alt delle forze dell’ordine e speronando uno degli acquascooter della polizia.

È accaduto nella tarda serata di ieri nella baia di San Francesco, a Forio, dove un 37enne napoletano è stato arrestato dalla Polizia di Stato con le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

L’uomo è stato inoltre denunciato per danneggiamento di beni dello Stato, violazione dei sigilli e inosservanza delle norme sulla sicurezza della navigazione.

Il tentativo di fuga si è consumato sotto gli occhi degli agenti della Sezione Mare dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e del personale della Capitaneria di Porto, impegnati in un servizio di vigilanza costiera nello specchio d’acqua antistante Forio.

Alla vista dell’imbarcazione, già sequestrata, che prendeva il largo, è scattato l’intervento: acqua scooter e motovedette si sono lanciati all’inseguimento. Ma il 37enne, incurante delle intimazioni, ha proseguito a velocità sostenuta, fino a urtare violentemente uno degli acquascooter, causando la caduta in mare di un agente.

Il 37enne nella fuga ha travolto un’acqua scooter della polizia ferendo un agente

Il fuggitivo è stato subito bloccato e l’imbarcazione nuovamente posta sotto sequestro. L’agente ferito è stato trasportato all’ospedale Rizzoli per ricevere le cure necessarie.

L’episodio, definito dagli inquirenti come di estrema gravità, mette in luce i rischi legati ai controlli sulla sicurezza in mare, specie nel pieno della stagione estiva, e conferma l’importanza della presenza delle forze dell’ordine nei tratti di costa più frequentati.

Il 37enne è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Fiat Grande Panda, tra high-tech e carro attrezzi: benvenuti nel futuro dell’auto nuova

La tecnologia fa passi da gigante, l’elettrico è il futuro, le emissioni devono calare e le auto devono essere “intelligenti”. Ma quando la tua nuovissima Fiat Grande Panda finisce sul carro attrezzi al primo giro, un dubbio ti viene: non è che forse stavamo meglio quando stavamo… a carburatore?

È successo davvero. Come già riportato da alcuni utenti e testimoniato dal gruppo Facebook Auto Elettriche Club Italia, la tanto attesa Fiat Grande Panda – ordinabile dallo scorso gennaio – ha finalmente iniziato a circolare sulle nostre strade. Un vero evento, visti i ritardi nella produzione (pare anche per una questione di visti sbagliati: nemmeno l’auto è riuscita a entrare in Italia senza fare fila).

Ma l’entusiasmo di un neo-proprietario si è spento velocemente, come la batteria della sua prima auto elettrica: “Primo giro in autostrada… si e no 160km di autonomia, è normale?”, si è chiesto – forse retoricamente – dopo aver vissuto un’esperienza che definire amara è un eufemismo.

E in effetti, se la casa dichiara 320 km di autonomia, scoprire che in autostrada non si va oltre i 160 km non è proprio il massimo. Ma chi conosce l’elettrico sa che le autostrade sono la kryptonite delle batterie: la velocità costante delle termiche qui non aiuta, anzi, nelle EV è un salasso energetico.

Come se non bastasse, lo sfortunato proprietario ha anche forato una gomma. Nulla che c’entri con Fiat, ovviamente, ma la sfortuna quando arriva non bussa. Con tanto di foto sul carro attrezzi a immortalare il “battesimo della strada” di questa Panda hi-tech.

Ora, la domanda sorge spontanea: com’è possibile che un’auto nuova, moderna, frutto di anni di ricerca, sia meno affidabile meccanicamente di quelle vecchie, rumorose e puzzolenti di 20 anni fa?

Lo abbiamo chiesto – informalmente – a diversi rivenditori: la risposta è un misto tra rassegnazione e cinismo. “Capita spesso,” ci dicono, “che auto nuove fiammanti tornino in assistenza dopo pochi giorni… a volte dopo poche ore. E non per sciocchezze. Eppure sono nuove, dovrebbero garantire tranquillità, no?”

E invece no. Perché oggi l’auto non si costruisce per durare, ma per essere sostituita. Una logica che non guarda alla qualità, ma al ciclo di consumo. E la tecnologia, invece di risolvere problemi, finisce per crearne altri: sensori, centraline, software, aggiornamenti OTA… e un errore può spegnerti l’auto come se fosse uno smartphone.

Una volta compravi una macchina per stare tranquillo almeno 10 anni. Oggi la compri e speri solo che non ti lasci a piedi mentre la stai guidando verso casa. E la cosa preoccupante è che questa situazione non fa distinzioni di prezzo: che tu abbia una Panda o un SUV da 70.000 euro, il rischio di restare fregato è democraticamente distribuito.

Insomma, la Grande Panda di questo articolo è solo la punta dell’iceberg. La scommessa è ormai chiara: o la tecnologia ci renderà la vita più facile, o continueremo a fare chilometri… in attesa del carro attrezzi.

Travolto da un’auto mentre era in bici elettrica: grave un trentenne a Sapri

Sapri – È ricoverato in gravi condizioni un giovane di 30 anni, travolto nella notte tra sabato e domenica mentre si trovava in sella alla sua bici elettrica nel centro cittadino.

L’incidente è avvenuto attorno alle 3.30, lungo una strada del cuore di Sapri, sul Golfo di Policastro. Il ragazzo, residente nella cittadina cilentana, è stato investito da un’auto guidata da un suo coetaneo, anche lui del posto.

L’impatto è stato violento. Il trentenne ha riportato gravi traumi, compresi colpi alla testa, ed è attualmente ricoverato in terapia intensiva all’ospedale dell’Immacolata. I medici stanno valutando un eventuale trasferimento in un centro specializzato. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri, che stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dello scontro.

Una domenica nera per chi va in bici

L’episodio arriva nel corso di una domenica che ha già il peso di una strage sulle spalle: in Puglia, tre ciclisti sono morti in poche ore, investiti da auto in diverse località della provincia di Bari. Una tragedia che riaccende l’attenzione sulla scarsa sicurezza di chi si muove su due ruote, siano esse bici tradizionali, elettriche o monopattini.

Gli utenti più vulnerabili della strada – ciclisti, pedoni, conducenti di mezzi leggeri elettrici – continuano a pagare un prezzo altissimo. Nel solo 2024, secondo i dati provvisori delle associazioni per la mobilità sostenibile, sono già decine i morti in sella a biciclette o monopattini elettrici.

Mobilità leggera, sicurezza pesante

Il caso di Sapri, pur con dinamiche ancora da chiarire, riporta alla ribalta il tema delle regole, della prudenza e delle infrastrutture. Le bici elettriche, sempre più diffuse anche nei piccoli centri, impongono nuove riflessioni sulla convivenza tra mezzi diversi nello spazio stradale.

Servono piste ciclabili, segnaletica adeguata, controlli ma anche una cultura della sicurezza condivisa. Perché ogni incidente non è solo una tragica fatalità: è spesso il risultato di scelte, omissioni e sottovalutazioni che si sommano.

E mentre un trentenne lotta per la vita a Sapri, l’Italia si interroga – ancora una volta – su quanto valga davvero la vita di chi sceglie di muoversi in modo più sostenibile.

Napoli, la strage degli operai al rione Alto e quelle saldature sul montacarichi

Napoli – Una saldatura spezzata, alcuni perni di ancoraggio che si sarebbero svitati a mano. Si concentrano su questi particolari le indagini degli inquirenti per far luce sull’ennesima tragedia sul lavoro avvenuta a Napoli.

Ieri mattina, nel Rione Alto, si sono svolti gli accertamenti irripetibili disposti dalla Procura sul montacarichi dal quale lo scorso 25 luglio sono precipitati nel vuoto tre operai: Ciro Pierro, Vincenzo Del Grosso e Luigi Romano.

Il cestello si è ribaltato mentre i tre lavoratori stavano trasportando materiale bituminoso sul tetto di un edificio in via San Giacomo dei Capri. Un volo di oltre 20 metri che non ha lasciato scampo. L’impianto di sollevamento, ieri, è stato finalmente rimosso grazie a una gru speciale e sarà ora sottoposto a ulteriori analisi.

I nodi tecnici sotto la lente della Procura

I rilievi tecnici, eseguiti alla presenza dei consulenti della Procura e delle difese, hanno evidenziato elementi che potrebbero rivelarsi determinanti. In particolare, gli inquirenti – coordinati dal pm Stella Castaldo e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci – stanno esaminando un tubo spezzato in corrispondenza di una saldatura e il serraggio dei perni che avrebbero dovuto garantire la stabilità della struttura.

Alcuni di questi perni, stando a quanto emerso, potevano essere svitati a mano, senza alcun attrezzo. Un dettaglio inquietante che rafforza i sospetti di gravi carenze strutturali e di sicurezza.

I consulenti hanno ora 90 giorni di tempo per depositare le loro conclusioni. Intanto, la Polizia Scientifica e l’Ispettorato del Lavoro hanno acquisito la documentazione tecnica relativa all’impianto, mentre resta ancora da chiarire chi abbia eseguito il montaggio del cestello elevatore.

Irregolarità contrattuali e assenza di dispositivi di sicurezza

A rendere la vicenda ancora più drammatica sono le irregolarità emerse nelle ore successive alla tragedia: dei tre operai, solo Antonio Pierro risultava regolarmente assunto. Luigi Romano e Vincenzo Del Grosso, invece, lavoravano in nero. Inoltre, nessuno dei tre indossava imbracature o sistemi di protezione, nonostante l’altezza elevata e la natura del lavoro.

Un quadro sconfortante, che riporta drammaticamente al centro dell’attenzione il tema delle morti bianche, con dati in costante crescita e troppo spesso legati alla mancanza di sicurezza, formazione e legalità nei cantieri.

Una tragedia simbolo delle falle nel sistema

L’incidente del Rione Alto è solo l’ultimo di una lunga serie di drammi sul lavoro che, troppo spesso, avvengono tra l’indifferenza e la superficialità. La sicurezza nei cantieri dovrebbe essere una priorità assoluta, ma continua a essere sacrificata in nome del risparmio, della fretta o dell’illegalità.

Il processo aperto dalla magistratura sarà fondamentale per accertare le responsabilità, ma anche per mandare un messaggio forte: la sicurezza non può essere un optional. Nessun lavoratore dovrebbe morire mentre cerca di guadagnarsi da vivere.

 

Auto travolge gruppo di ciclisti in provincia di Bari: 3 morti

Un’altra mattina di sangue sulle strade pugliesi. Tre ciclisti del gruppo Ciclo Avis di Andria hanno perso la vita oggi, intorno alle 8.30, dopo essere stati travolti da una Lancia Delta lungo la provinciale 231, nel territorio di Terlizzi.

Un dramma che si è consumato in pochi attimi: l’auto, diretta verso Bari, avrebbe perso aderenza o controllo per cause ancora da chiarire, piombando sul gruppo di cinque ciclisti che pedalavano sul margine della carreggiata. Due sono riusciti a evitare l’impatto per un soffio, ma per gli altri tre non c’è stato scampo: morti sul colpo, senza che i soccorsi potessero fare nulla.

Il conducente, che si è fermato qualche decina di metri più avanti, è ora al centro delle indagini dei carabinieri della tenenza di Terlizzi e della compagnia di Molfetta, affiancati dalla polizia locale. Intanto, la strada è stata chiusa per i rilievi, lasciando un vuoto ancora più grande: quello di tre vite spezzate mentre facevano quello che amavano.

Un bollettino che si ripete

Quella di Terlizzi non è una tragedia isolata, ma l’ennesima di una lunga scia di incidenti che, soprattutto nei fine settimana, trasformano le strade in trappole mortali per i ciclisti. Sempre più spesso, gruppi di appassionati vengono travolti da auto fuori controllo, distrazioni al volante o infrastrutture inadeguate.

E mentre si moltiplicano gli appelli per piste ciclabili protette e maggiore sicurezza, il bilancio continua a salire.

Cosa serve ancora perché si intervenga? Multe più severe? Controlli serrati? O forse, semplicemente, un po’ più di attenzione da parte di tutti, perché nessuno dovrebbe morire per una pedalata domenicale.

Blitz a Ponticelli: arrestate due donne pusher

Napoli- Operazione antidroga dei carabinieri nel quartiere di Ponticelli dove in manette sono finte due donne spuher legate da vincoli di parentela.

Si tratta di Giuseppina Lombardo di 70 anni e Anna Scialpi di 31. Le due donne erano monitorate da tempo dai carabinieri che avevano notato in via via continuo di persone dalla loro abitazione.

I carabinieri hanno atteso il momento opportuno per entrare in azione sicuri che nel fine settimane le due spacciatrici avesse in casa un carico di droga da rivendere. E così è stato,

Nel corso di una perquisizione nella loro abitazione, i militari hanno rinvenuto 167 grammi di cocaina e poco più di un chilo di hashish. Gli stupefacenti erano in una scatola, nascosta in camera da letto.

La droga nascosta in una scatola nella camera da letto

Con la droga anche un bilancino e materiale per confezionare le dosi. Le due donne sono state portate in carcere, in attesa di giudizio.

 

Giugliano finge di essere in un’auto delle forze dell’ordine per farsi largo nel traffico: denunciato

Giugliano – C’è chi, per aggirare il traffico del sabato sera, ricorre alla pazienza. E poi c’è chi sceglie soluzioni decisamente meno ortodosse, come il 34enne napoletano che ha pensato bene di riprodurre una sirena da auto di forze dell’ordine a tutto volume dallo stereo della sua auto, sperando così di aprirsi la strada tra le auto incolonnate.

Il suo piano, però, non è passato inosservato ai Carabinieri di Giugliano in Campania, che l’hanno fermato e denunciato per guida in stato di ebbrezza.

Secondo alcune teorie accademiche, l’alcol avrebbe favorito nei secoli la socialità umana, facilitando cooperazioni e legami. Ma nel caso del protagonista di questa vicenda, l’unico legame instaurato è stato quello con la giustizia.

Era notte inoltrata e l’uomo, in compagnia di quattro amici, si trovava alla guida della sua auto quando ha deciso di “improvvisarsi” mezzo di soccorso. Nessuna luce lampeggiante sul tetto, ma un inganno sonoro messo in scena grazie allo stereo dell’auto, probabilmente collegato via Bluetooth al cellulare.

Da lì, a volume massimo, la registrazione di una sirena d’emergenza: abbastanza realistica da trarre in inganno molti automobilisti, che gli hanno lasciato passare.

Il trucco ha però attirato l’attenzione di una vera pattuglia dei Carabinieri, impegnata nei controlli del fine settimana. Gli agenti, insospettiti dal comportamento del veicolo e dal suono che ne proveniva, hanno deciso di seguirlo. L’inseguimento è durato poco: una volta fermato, è stato chiaro che l’auto non aveva nulla a che vedere con le forze dell’ordine.

I militari hanno riscontrato che il suono proveniva proprio dall’impianto audio del veicolo. Nessun dispositivo d’emergenza, dunque, ma una vera e propria “beffa sonora” sparata dagli altoparlanti per ingannare il traffico.

Il conducente è stato sottoposto all’alcol test, risultando positivo. È così scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza, oltre a una sonora lezione su cosa non fare per evitare una coda.

Una trovata “geniale”, forse, ma solo per pochi secondi. Quanto basta per passare da finto agente a vero indagato.

Valle di Maddaloni, attimi di terrore ai Ponti della Valle: donna salvata dal suicidio

Valle di Maddaloni – Momenti di paura nella serata di ieri nel territorio di Valle di Maddaloni. Una donna di 36 anni, originaria di Maddaloni, in evidente stato di confusione, ha raggiunto l’Acquedotto Carolino con intenzioni suicide.

La giovane, salita sulla struttura, era sul punto di compiere un gesto estremo quando l’intervento tempestivo della Polizia di Maddaloni ha scongiurato la tragedia.

Gli agenti, con grande professionalità e sangue freddo, sono riusciti a fermare la 36enne, portandola in salvo. Sul posto è immediatamente arrivato anche un equipaggio del 118, allertati dalle forze dell’ordine.

Dopo aver prestato le prime cure, il personale medico ha trasferito d’urgenza la donna all’ospedale Moscati di Aversa per ulteriori accertamenti e trattamenti.

Un episodio drammatico che, grazie alla prontezza delle forze dell’ordine, si è concluso con un lieto fine. Tuttavia, resta l’amarezza per un luogo, i Ponti della Valle, che in passato è stato già scenario di episodi simili, richiamando l’attenzione sulla necessità di maggiore vigilanza e supporto.

Campi Flegrei, la terra torna a tremare: scossa di magnitudo 2.4 nella notte

Pozzuoli – Un risveglio improvviso nel cuore della notte per i residenti dei Campi Flegrei, dove la terra è tornata a tremare dopo giorni di relativa calma.

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.4, con epicentro in via Solfatara, ha tenuto sveglie numerose persone nella notte, riaccendendo l’attenzione sul fenomeno del bradisismo che da mesi sta interessando l’intera area.

Il sisma è stato registrato alle 00:45 a una profondità di 2,6 chilometri. La magnitudo, pur non essendo elevata, è stata sufficiente per essere distintamente avvertita dalla popolazione. “È stato un movimento ondulatorio”, raccontano in molti sui gruppi di quartiere, dove si sono susseguite le segnalazioni da diverse aree colpite dal bradisismo.

La scossa è stata percepita non solo a Pozzuoli, Bacoli e Quarto, ma anche in diversi quartieri di Napoli, come Fuorigrotta, Bagnoli, Soccavo e Pianura. Un’ulteriore prova della vasta area interessata dal fenomeno e della sua imprevedibilità.

L’Osservatorio Vesuviano ha confermato uno sciame sismico in corso, rilevando in via preliminare 8 scosse con magnitudo superiore a 0.0, di cui quella di 2.4 è stata la più forte.

Poi ci sono state altre due scosse  all’,1,54 e alle 2,53 di magnitudo 1.0 e 1.3 non avvertite dalla popolazione ma che confermazione il movimento sismico in corso.

Il sindaco di Pozzuoli, in un comunicato diffuso alla cittadinanza, ha rassicurato che l’amministrazione comunale e la Protezione Civile stanno monitorando costantemente la situazione.

“L’Amministrazione Comunale insieme alla Protezione Civile del comune di Pozzuoli segue da vicino l’evolversi dello sciame sismico in atto e fornirà successivi aggiornamenti fino a conclusione del fenomeno”, si legge nella nota, che fornisce anche numeri utili per eventuali segnalazioni di danni e disagi.

La scossa di stanotte, sebbene non abbia causato danni a persone o cose, riporta in primo piano l’ansia e la preoccupazione dei cittadini dei Campi Flegrei, che convivono quotidianamente con i tremori del sottosuolo. Il fenomeno, infatti, non sembra voler concedere una tregua definitiva, obbligando i residenti a una costante e difficile convivenza con l’instabilità della propria terra.