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Droga in casa nel cuore di Napoli: arrestato 38enne con 45 grammi di cocaina

Napoli – Proseguono senza sosta i servizi straordinari della Questura di Napoli contro detenzione e spaccio di stupefacenti. Nel pomeriggio di ieri, gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato hanno arrestato un 38enne napoletano con precedenti, sorpreso nella sua abitazione di Corso Umberto I con un vero arsenale di droga pronta per la vendita.

Durante un controllo mirato, i poliziotti hanno rinvenuto 28 involucri di cocaina per un totale di circa 45 grammi, un involucro di ketamina da 10 grammi, un bilancino di precisione, 5.700 euro in banconote di vario taglio e materiale per il confezionamento.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato tratto in arresto per detenzione illecita ai fini di spaccio e posto a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Fico presenta in Aula la nuova Giunta: «Al servizio della Campania e dei suoi cittadini»

Napoli – Il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha illustrato oggi in Consiglio regionale la composizione della Giunta da lui nominata, presentandola come «chiara espressione delle diverse anime politiche della coalizione» che lo ha sostenuto alle elezioni dello scorso novembre.

Nel suo intervento in Aula, Fico ha voluto rimarcare con forza il legame con il territorio e il protagonismo delle forze politiche: «Sono fortemente convinto del ruolo centrale delle forze politiche – ha dichiarato – un convincimento che nasce dal mio percorso personale, iniziato proprio dalle istanze dei cittadini e dalla necessità di portare la loro voce nelle istituzioni».

Il governatore, eletto il 24 novembre 2025 con largo consenso alla guida di una ampia alleanza progressista (PD, M5S, Avanti Campania, Italia Viva, Alleanza Verdi e Sinistra e altre liste civiche), ha espresso piena fiducia nel team di governo: «Sono certo che i colleghi sapranno affiancarmi al meglio nella responsabilità di amministrare una regione importante e complessa come la nostra».

La Giunta – composta da dieci assessori, con Fico che ha riservato a sé le deleghe chiave di Sanità, Bilancio e Fondi europei – è stata concepita per rappresentare in modo equilibrato le varie componenti della maggioranza. «Abbiamo condiviso un progetto politico preciso – ha aggiunto il presidente – e ora siamo tutti al servizio della regione e dei suoi cittadini».

Fico ha quindi tracciato le linee guida dell’azione amministrativa nei prossimi mesi e anni. Tra le priorità indicate: il contrasto alle disuguaglianze sociali;
la tutela di ambiente e territorio;
la risoluzione delle criticità nella sanità;
un trasporto pubblico efficiente e moderno;
la valorizzazione delle aree interne;
la promozione delle eccellenze campane;
il sostegno alle imprese;
opportunità concrete per i giovani, con «un’idea reale di futuro».

Il presidente ha inoltre garantito un rapporto istituzionale corretto e collaborativo con l’intero Consiglio regionale: «La Giunta ispirerà la propria azione a una leale collaborazione con maggioranza e opposizione, perseguendo sempre e solo l’interesse collettivo».Nei prossimi giorni è in programma la prima convocazione operativa della Giunta per avviare l’iter della proposta di legge di bilancio, che sarà poi trasmessa all’Aula per l’approvazione.

«Si tratta della priorità assoluta dell’amministrazione regionale – ha concluso Fico – nell’interesse sia dell’esecutivo che del Consiglio». L’intervento è stato seguito con attenzione dai consiglieri, in una seduta che segna l’avvio formale della nuova legislatura dopo la lunga fase di insediamento post-elettorale.

Blitz antidroga a Marano: market della marijuana corre sui social

Marano – Prosegue senza sosta l’offensiva della Questura di Napoli contro il traffico di stupefacenti nell’hinterland. Nel pomeriggio di ieri, gli agenti della Squadra Mobile hanno smantellato una centrale dello spaccio attiva nel comune di Marano di Napoli, traendo in arresto un 42enne già noto alle forze dell’ordine per reati specifici.

Il controllo dei Falchi, nato da un’attività di osservazione mirata, è scattato all’interno dell’abitazione dell’uomo. Durante la perquisizione, i poliziotti hanno rinvenuto 104 involucri di marijuana, per un peso complessivo di circa 3,3 kg, oltre a tutto il materiale necessario per il pesaggio e il confezionamento delle dosi.

L’aspetto più rilevante dell’indagine riguarda però le modalità di smercio. L’attività investigativa ha permesso di accertare che l’uomo gestiva un vero e proprio “e-commerce della droga” attraverso un canale social dedicato. Su questa vetrina digitale la sostanza veniva pubblicizzata e venduta, una strategia pensata per minimizzare i contatti fisici e i rischi connessi allo scambio diretto tra venditore e acquirente in strada.

L’uomo è stato arrestato con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Salerno, base operativa in una roulotte fantasma: coppia nei guai a Mariconda

Salerno – Una roulotte parcheggiata tra i palazzi, trasformata in deposito per la refurtiva e probabile base d’appoggio per i raid notturni. È quanto hanno scoperto gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico (Upgsp) della Questura di Salerno, che hanno denunciato a piede libero una coppia di pluripregiudicati per ricettazione in concorso.

L’operazione è scattata nella tarda mattinata di ieri, intorno alle 12:00, quando alla sala operativa è giunta la segnalazione di alcuni residenti del quartiere Mariconda, insospettiti dalla presenza di due persone all’interno di una roulotte in sosta. Giunti sul posto, i poliziotti hanno identificato gli occupanti: un uomo di 32 anni e una donna di 34, entrambi già noti alle forze dell’ordine per numerosi precedenti.

La perquisizione del veicolo ha confermato i sospetti. All’interno dell’abitacolo gli agenti hanno rinvenuto scatoloni contenenti costosa rubinetteria, risultata essere il bottino di un furto messo a segno appena la notte precedente ai danni di un’auto parcheggiata nella stessa zona. La merce è stata immediatamente restituita alla legittima proprietaria, che aveva già sporto denuncia.

Guai in vista anche per il mezzo utilizzato dalla coppia: la roulotte, priva di targa identificativa, presentava il numero di telaio abraso e reso illeggibile, una tecnica tipicamente utilizzata per impedire l’identificazione di veicoli rubati. Il mezzo è stato posto sotto sequestro penale.

I due soggetti, oltre a ricevere il foglio di via per l’allontanamento dalla zona, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per ricettazione sia della merce che del veicolo stesso. Gli inquirenti mantengono ora il massimo riserbo: sono in corso accertamenti serrati per capire se la coppia sia la “mano” dietro l’escalation di finestrini infranti e furti nelle auto che sta esasperando i residenti di Mariconda nelle ultime settimane.

La fotografia storica di Napoli: immagini che raccontano la città

La fotografia storica di Napoli è un viaggio visivo che svela come la città sia cambiata nel tempo, rivelando non solo panorami iconici ma anche la vita quotidiana dei suoi abitanti, offrendo uno sguardo autentico su un passato che continua a influenzare il presente.

La fotografia storica Napoli è un patrimonio visivo straordinario che documenta l’evoluzione di una città tra le più affascinanti d’Italia. Attraverso immagini storiche di Napoli, possiamo osservare non solo i panorami mozzafiato del Golfo e del Vesuvio, ma anche i volti, le strade e le abitudini della popolazione in momenti chiave del passato. Queste fotografie sono molto più di semplici immagini: sono memorie vive che connettono presente e passato, restituendo un ritratto autentico della città partenopea.

Le collezioni fotografiche conservano fotografie che spaziano dal XIX secolo fino agli anni ’70 del Novecento, includendo vedute urbane, scene quotidiane e ritratti di personaggi diventati simboli della cultura napoletana. Molte di queste immagini sono oggi digitalizzate e accessibili online, arricchendo la nostra comprensione della storia cittadina.

Le origini e le immagini iconiche dell’Ottocento

Tra le immagini storiche di Napoli più celebri troviamo gli scatti realizzati da pionieri della fotografia come Giorgio Sommer, Alphonse Bernoud e lo studio di Giacomo Brogi. Questi fotografi hanno documentato Napoli tra la metà e la fine del XIX secolo, con vedute urbane, scorci panoramici e scene di vita quotidiana.

  • Giorgio Sommer fotografò Piazza Dante, via Mergellina, il lungomare e altre aree cittadine con una qualità tecnica e compositiva elevata, creando immagini che oggi sono preziosi documenti storici.
  • Alphonse Bernoud è noto per immagini come il venditore di chiocciole e la Strada Marina, che catturano attimi di vita popolare napoletana negli anni 1860-1870.
  • Giacomo Brogi, attivo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, realizzò album con panorami dal Vomero e dal Golfo di Napoli, includendo Ischia e Capri tra gli scorci più suggestivi.

Queste fotografie, spesso diffuse anche come cartoline d’epoca, sono state fondamentali per fissare nell’immaginario collettivo l’aspetto di una Napoli preindustriale, fatta di strade, piazze e tradizioni popolari.

Il Novecento in bianco e nero: la città e la società

La fotografia storica Napoli del Novecento assume una dimensione fortemente sociale e documentaria. Negli anni ’20 fino ai ’70, Napoli vive profonde trasformazioni urbanistiche e culturali, che vengono catturate nelle fotografie in bianco e nero dell’epoca.

Una delle raccolte più straordinarie è l’Archivio Carbone, fondato dal fotografo Riccardo Carbone. Con oltre 500.000 negativi e lastre, questo archivio conserva immagini che raccontano eventi pubblici, scene di vita quotidiana, ritratti di personaggi e momenti storici: dai scugnizzi nei vicoli al saluto degli emigranti al molo, passando per immagini di Sophia Loren al Molo Beverello nel 1956 con il Maschio Angioino sullo sfondo.

Alcune fotografie dell’archivio mostrano Piazza del Plebiscito e la vecchia stazione di Piazza Garibaldi, luoghi che hanno cambiato volto nel corso dei decenni e che oggi restituiscono un’immagine di Napoli fortemente radicata nella memoria collettiva.

Queste immagini non sono solo documenti visivi, ma veri e propri racconti per immagini della città e della società napoletana del Novecento, dai mestieri tradizionali alle trasformazioni urbane postbelliche.

Archivi, progetti di conservazione e futuro della memoria visiva

Il futuro della fotografia storica Napoli passa inevitabilmente attraverso la digitalizzazione e la valorizzazione degli archivi fotografici. L’Archivio Carbone, ad esempio, ha già reso disponibili online migliaia di fotografie grazie a progetti di crowdfunding per salvare e digitalizzare negativi spesso a rischio di degrado.

Oltre a questo, istituzioni come musei e società storiche stanno lavorando per promuovere collezioni fotografiche attraverso mostre e iniziative culturali. Il PAN – Palazzo delle Arti di Napoli, per esempio, ospita regolarmente esposizioni che includono anche opere fotografiche che raccontano l’evoluzione visiva della città.

Inoltre, importanti raccolte sono conservate in archivi storici, come quello della Società Napoletana di Storia Patria, dove fotografie di monumenti, piazze e vie storiche vengono studiate e catalogate per ricerche e pubblicazioni.

La sfida oggi è rendere questi materiali sempre più accessibili al grande pubblico, sia attraverso piattaforme digitali sia grazie a iniziative educative che coinvolgano scuole, appassionati e studiosi.

Caso Compass Group: il Prefetto di Napoli blinda i servizi essenziali all’Aeroporto Ugo Niutta

Napoli – La cucina di un aeroporto militare non è solo una questione di pasti, ma un ingranaggio fondamentale per la sicurezza del territorio. È questo il concetto emerso con forza durante il vertice convocato a Palazzo di Governo dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, per affrontare lo stato di agitazione dei dipendenti della Compass Group S.p.A., l’azienda che gestisce l’appalto della ristorazione presso il Comando Aeroporto “Ugo Niutta” di Capodichino.

Il nodo della sicurezza nazionale

Al tavolo, che ha visto la partecipazione del Comandante dell’Aeroporto, il Colonnello Massimo Maieron, dei vertici aziendali e delle sigle sindacali Fisascat Cisl, Uiltucs e Ugl, è emersa una priorità assoluta: la continuità operativa.

Il Colonnello Maieron ha infatti ribadito che il servizio mensa deve essere classificato come servizio pubblico essenziale. Senza il supporto logistico della ristorazione, rischierebbero di incepparsi attività vitali come l’operazione “Strade Sicure” e il servizio di elitrasporto d’emergenza, che proprio dal “Niutta” garantisce interventi salvavita h24.

La mediazione della Prefettura

Per evitare che futuri scioperi possano paralizzare la base militare, la Prefettura ha ufficialmente invitato le parti a siglare un accordo interno per il rispetto dei livelli minimi di prestazione. L’obiettivo è creare uno scudo normativo che tuteli la funzionalità del Comando, indipendentemente dall’andamento della vertenza sindacale.

Lavoro e dignità: la questione economica

Non c’è però solo la sicurezza al centro del dibattito. Il cuore della protesta riguarda le condizioni economiche dei lavoratori. I sindacati hanno sollevato forti critiche sulla gestione dei salari e dei carichi di lavoro, ritenuti non adeguati alle responsabilità richieste in un contesto così delicato.

Il Prefetto di Bari ha accolto queste preoccupazioni, sottolineando la necessità di un approfondimento ispettivo e negoziale per verificare la congruità del trattamento economico dei dipendenti. La riunione non è stata dunque un punto d’arrivo, ma l’inizio di un percorso di monitoraggio che vedrà le parti tornare a confrontarsi a breve.

Al momento lo stato di agitazione permane, ma l’apertura di un canale di dialogo diretto in Prefettura segna un passo avanti verso una soluzione che sappia coniugare i diritti dei lavoratori con le esigenze inderogabili della difesa e della pubblica utilità.

America’s Cup 2027 a Napoli, prima regata il 10 luglio: sarà l’apertura del match per il trofeo

Napoli ospiterà la prima regata della 38esima edizione dell’America’s Cup il 10 luglio 2027. L’annuncio è arrivato da Grant Dalton, amministratore delegato di Emirates Team New Zealand e di America’s Cup Events, durante la presentazione ufficiale dell’America’s Cup Partnership e dei team in gara per la Louis Vuitton America’s Cup 2027, tenuta a Palazzo Reale.

La prova inaugurale aprirà il match finale che assegnerà il trofeo: in acqua ci saranno i campioni in carica di Team New Zealand e l’equipaggio che uscirà vincitore dalle regate di qualificazione.

Sulla tappa napoletana punta molto anche Luna Rossa. “Penso che l’America’s Cup a Napoli sarà qualcosa di unico, come unica al mondo è la città di Napoli”, ha detto Max Sirena, ceo del team italiano. Sirena ha ricordato le regate già disputate in città tra il 2012 e il 2013 e ha sottolineato l’impatto atteso sul pubblico: “Sarà qualcosa di unico in termini di pubblico, perché i napoletani sono unici”. Poi l’appello: “Avremo tanta pressione addosso ed è fondamentale che tutta Napoli faccia il tifo per Luna Rossa e non per New Zealand”. Il team, ha aggiunto, sta valutando un ritorno in primavera “per prendere confidenza” prima dell’avvicinamento definitivo alle regate.

A margine dell’evento, il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha spiegato le ragioni della scelta del Golfo di Napoli: “Viene da tutto quello che la natura offre qui, ma anche da quello che l’umanità di Napoli offre”. Per Abodi l’America’s Cup rappresenta “l’amore che questa città e l’Italia hanno per il mare” ed è anche un simbolo del rapporto tra competenza umana e innovazione: “È l’emblema della relazione tra l’essere umano e la tecnologia”.

Il ministro ha inoltre inserito l’America’s Cup in un percorso più ampio di grandi eventi sportivi in Italia nei prossimi anni, indicandoli come leva di promozione e “investimenti ad ottimo rendimento” per qualità degli appuntamenti e dell’organizzazione.

“Oggi parte una grande avventura internazionale che vede la nostra città al centro”, ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi. “È un’occasione unica di crescita e di opportunità di lavoro, quindi una grande sfida”. Sul fronte organizzativo, Manfredi ha assicurato che i lavori “stanno procedendo con grande regolarità” e che i tempi saranno rispettati: “Un voto? Siamo oltre la sufficienza”.

Calciomercato Napoli, la Figc frena: regole modificabili solo con l’unanimità della Serie A

Roma– Per modificare in corsa le regole del calciomercato invernale serve l’unanimità della Serie A. È questa la linea emersa dal consiglio straordinario della Figc, riunito questa mattina in videocollegamento, convocato per esaminare la richiesta urgente avanzata dalla Lega di A sulla norma dell’indice del costo del lavoro allargato.

La posizione dei club di massima serie, formalizzata nell’assemblea di ieri, è netta: ampliare il numeratore dell’indice includendo anche le riserve di liquidità accantonate dalle società, attualmente escluse dal calcolo. Una modifica che avrebbe effetti immediati sul mercato, come nel caso del Napoli, oggi vincolato a operare a saldo zero per il superamento della soglia dello 0,8 prevista dalla normativa vigente. Con l’inclusione delle riserve, tale limite verrebbe meno.

La richiesta non riguarda un singolo club ma l’intero sistema Serie A e, nella sostanza, è stata giudicata condivisibile anche dal consiglio federale. Tuttavia, la Figc ha chiarito di non poter intervenire sulle Norme Organizzative Interne Federali (Noif) senza una copertura politica totale da parte della Lega.

Da qui la richiesta formale rivolta alla Serie A: raccogliere la rinuncia preventiva a qualsiasi azione futura nei confronti del consiglio federale da parte delle società che, nell’assemblea di ieri, si sono astenute o hanno votato contro. Il quadro delle posizioni è infatti frammentato: 16 club favorevoli, tre astenuti (Roma, Inter e Juventus) e uno contrario (Milan).

La palla torna ora al presidente della Lega di A, Ezio Simonelli. Solo in presenza dell’unanimità dei club potrà riportare il tema all’attenzione della Figc e aprire la strada a una modifica immediata delle regole del mercato. In caso contrario, ogni intervento slitterà ai tempi ordinari della riforma regolamentare.

Fiumi di droga sotto l’ombrello dei Mazzarella: la Dda chiede 228 anni di carcere

Napoli -Dopo le confessioni secche, i memoriali difensivi depositati agli atti e gli appelli alla clemenza, il processo di primo grado sul vasto traffico di stupefacenti che avrebbe attraversato l’area orientale di Napoli entra nella sua fase decisiva.

Davanti al gip Bardi, nel procedimento celebrato con rito abbreviato, 14 imputati su 21 hanno ammesso le proprie responsabilità, puntando al riconoscimento delle attenuanti generiche e a una riduzione di pena.

Hanno confessato: Raffaele Anastasio, Fabio Annunziata, Antonio Baia, Clemente Correale, Enzo Cuozzo, Roberto De Bernardo, Rosario De Bernardo, Clemente Di Cicco, Salvatore Esposito, Alessandro Lanzone, Salvatore Lanzone, Michele Mazzarella, Carmela Miranda e Francesco Scurti.

Due associazioni, un solo padrone: il clan Mazzarella

L’indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna ha svelato l’esistenza di due distinte associazioni criminali, formalmente autonome ma entrambe riconducibili al clan Mazzarella, attive nel traffico di droga e nelle estorsioni.

Al centro del sistema, come ricostruito nelle oltre 250 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Leda Rossetti, c’è Michele Mazzarella, detenuto nel carcere di Siracusa, ritenuto il garante del monopolio criminale sull’area vesuviana.

Dal carcere, secondo l’accusa, Mazzarella autorizzava le piazze di spaccio, gestiva i canali di approvvigionamento e incassava pagamenti settimanali destinati al sostentamento del clan e dei detenuti.

La piazza di spaccio del Parco Fiordaliso

Cuore operativo del traffico era il Parco Fiordaliso di via San Sossio a Somma Vesuviana, dove venivano smerciate cocaina, crack, kobret, hashish e marijuana.

La piazza era gestita da Rosario De Bernardo, fratello di Vincenzo “Pisello”, ucciso in un agguato di camorra nel 2015. Dopo l’arresto di Salvatore Di Caprio, detto Totore, la gestione viene riorganizzata con il placet di Mazzarella, arrivato — secondo gli atti — al termine di una lunga videochiamata dal carcere.

Accanto a De Bernardo operano Clemente Correale e il nipote Roberto De Bernardo, mentre altri spacciatori, pur gestendo piazze autonome, versavano una tangente settimanale tra i 400 e i 500 euro o si rifornivano stabilmente dal gruppo dominante.

Il clan Anastasio e il “filo diretto” con il boss

Parallelamente emerge il clan Anastasio, attivo a Sant’Anastasia e guidato da Raffaele Anastasio, detto Felice. Anche questo gruppo opera con il consenso dei Mazzarella, con cui — come emerge dalle intercettazioni — mantiene un “telefono diretto”.

Il sodalizio si occupa non solo di droga, ma anche di estorsioni, assistenza agli affiliati detenuti e controllo del territorio. Emblematico il summit del 6 febbraio 2024, intercettato nell’abitazione di Rosario De Bernardo, in cui Anastasio definisce i Mazzarella “la Famiglia” e “i fratelli nostri”.

Una struttura verticistica e intimidatoria

Secondo la Dda, si tratta di una struttura camorristica stabile, gerarchica e intimidatoria, capace di imporre regole, risolvere conflitti e persino dirimere controversie private, come dimostrano alcune registrazioni ambientali.

Il carisma di Anastasio e il ruolo apicale dei vertici emergono anche dai rituali mafiosi documentati, tra cui il “bacio sulla bocca” tra affiliati, gesto simbolico tipico della tradizione camorristica.

Le richieste del pm Visone: 228 anni di carcere

Al termine della requisitoria, il pm Visone della Dda di Napoli ha formulato richieste di condanna per complessivi oltre 228 anni di reclusione,

Elenco delle singole richieste di condanna

  • ANASTASIO Raffaele, detto “Felice”9 anni

  • ANNUNZIATA Fabio, detto “Masaniello”18 anni

  • BAIA Antonio8 anni

  • BARRA Antonio10 anni e 8 mesi

  • BOVA Rosa12 anni

  • BUONOCORE Ferdinando, detto “Bombolone”8 anni

  • CILIBERTI Luigi8 anni

  • CIVITA Fabio, detto “Zoccola nera”12 anni

  • CORREALE Clemente13 anni e 4 mesi

  • CUOZZO Enzo5 anni e 4 mesi

  • DE BERNARDO Roberto8 anni

  • DE BERNARDO Rosario18 anni

  • DI CAPRIO Salvatore, detto “Totore”18 anni

  • LANZONE Alessandro6 anni e 6 mesi

  • LANZONE Salvatore7 anni e 10 mesi

  • MARTINIELLO Carmine, detto “’o Cavallaro”12 anni

  • MAZZARELLA Michele, detto “’O Fenomeno”18 anni

  • MENNA Antonio8 anni

  • MIRANDA Carmela18 anni e 4 mesi

  • SCURTI Francesco9 anni

  • ESPOSITO Salvatore, detto “Cioccolata”

Totale richieste di condanna: 228 anni di reclusione

Nel collegio difensivo gli avvocati Sergio Lino Morra, Domenico Dello Iacono, Giuseppe Milazzo, Immacolata Romano, Rosario Arienzo, Antonio Sorbilli e Leopoldo Perone

 

(nella foto da sinistra in alto Michele Mazzarella o’ fenomeno, Raffaele Anastasio, Roberto De Bernardo e Rosario De Bernardo; in basso sempre da sinistra Salvatore Esposito, Francesco Scurti, Clemente Di Cicco e Carmela Miranda)

Mariani fischia il big match Juventus-Napoli, Colombo all’Olimpico per Roma-Milan

Roma – La 22ª giornata di Serie A 2025/26 si annuncia ricca di spunti arbitrali di primo piano. L’Associazione Italiana Arbitri ha diramato le designazioni ufficiali: tra i match clou spiccano Juventus-Napoli, affidato a Maurizio Mariani della sezione di Aprilia, in programma domenica 25 gennaio alle ore 18.00, e Roma-Milan, diretta da Andrea Colombo di Como, in calendario alla stessa giornata ma con calcio d’inizio alle 20.45.

Per il big match di Torino, Mariani sarà coadiuvato dagli assistenti Tegoni e Berti, dal quarto ufficiale Marchetti e dalla cabina Var composta da Doveri e Di Paolo. Una sestina di provata esperienza per una gara che potrebbe pesare sulla corsa scudetto e sulle ambizioni europee.

All’Olimpico, invece, Colombo guiderà Roma-Milan con l’ausilio dei guardalinee Perrotti e Rossi, del quarto uomo Zufferli e degli addetti Var Di Bello e Abisso.Ad aprire il programma del turno sarà l’anticipo di venerdì 23 gennaio: Inter-Pisa (ore 20.45) affidato a Matteo Marcenaro di Genova

.Ecco il quadro completo delle designazioni per la 22ª giornata:

Venerdì 23 gennaio
Inter – Pisa (ore 20.45) → Marcenaro (Genova)
Sabato 24 gennaio
Como – Torino (ore 15.00) → Feliciani (Teramo)
Fiorentina – Cagliari (ore 18.00) → Guida (Torre Annunziata)
Lecce – Lazio (ore 20.45) → Chiffi (Padova)
Domenica 25 gennaio
Sassuolo – Cremonese (ore 12.30) → Collu (Cagliari)
Atalanta – Parma (ore 15.00) → Sacchi (Macerata)
Genoa – Bologna (ore 15.00) → Maresca (Napoli)
Juventus – Napoli (ore 18.00) → Mariani (Aprilia)
Roma – Milan (ore 20.45) → Colombo (Como)
Lunedì 26 gennaio
Verona – Udinese (ore 20.45) → Manganiello (Pinerolo)

Le scelte del designatore Rocchi puntano su direttori di gara abituati ai grandi palcoscenici per le sfide decisive del weekend, con particolare attenzione ai due posticipi di domenica che promettono scintille.

Napoli, maxi-riciclaggio da 60 milioni: 5 arresti, in manette anche un carabiniere e un vigile urbano

Napoli – Un sistema complesso di “underground banking” per ripulire denaro sporco e frodare il fisco, protetto da insospettabili divise. È quanto emerso da un’indagine della Procura partenopea che ha portato all’arresto di cinque persone, finite ai domiciliari con l’accusa di emissione di fatture per operazioni inesistenti e riciclaggio.

Tra i destinatari dell’ordinanza cautelare, firmata dal Gip del Tribunale di Napoli, figurano anche un appartenente all’Arma dei Carabinieri e un agente della Polizia Locale di Napoli.

Il blitz e i sequestri

L’operazione è stata condotta dai finanzieri del Nucleo speciale Polizia Valutaria, supportati dal Comando provinciale di Napoli. Scattate all’alba anche 14 perquisizioni tra abitazioni private e attività commerciali in diverse zone della Campania. Fondamentale l’apporto delle unità cinofile: grazie al fiuto dei “cash dog” delle Fiamme Gialle sono stati scovati e sequestrati 230mila euro in contanti, parte dei quali abilmente occultati per sfuggire ai controlli.

Il meccanismo della frode

Al centro dell’inchiesta un giro d’affari illecito stimato in circa 60 milioni di euro di valore nominale. Il sistema ruotava attorno a una società “schermo”, formalmente attiva nel commercio di materiali ferrosi ma di fatto una vera e propria “cartiera”. Il meccanismo era collaudato: le aziende che necessitavano di liquidità in nero effettuavano bonifici alla società schermo a fronte di fatture false.

La rotta dei soldi

Una volta ricevuto il denaro “pulito” tramite bonifico, la cartiera lo dirottava immediatamente verso conti correnti esteri situati in Belgio, Germania, Lussemburgo, Bulgaria e Olanda.

Da lì, attraverso circuiti finanziari paralleli e non tracciabili, il denaro faceva ritorno in Italia sotto forma di contante. Le somme venivano infine restituite agli imprenditori coinvolti, decurtate di una “commissione” trattenuta dall’organizzazione per il servizio di lavaggio.

Pusher insospettabile arrestato tra Giugliano e Varcaturo

Giugliano – Continua senza sosta l’offensiva dei Carabinieri contro il traffico di droga sul litorale, un fronte sempre più segnato dalla presenza di pusher insospettabili, spesso incensurati e lontani dai contesti criminali tradizionali.

Un fenomeno in forte crescita, confermato dai numerosi arresti effettuati negli ultimi mesi tra Giugliano, Varcaturo e Castel Volturno.

L’ultimo intervento è stato condotto dai militari della sezione operativa della Compagnia di Giugliano in Campania, che hanno arrestato un 41enne del posto, senza precedenti penali, al termine di un’attività di controllo mirata.

La perquisizione mirata a Varcaturo

La perquisizione nella sua abitazione di Varcaturo ha portato al rinvenimento di un panetto di hashish da 40 grammi, oltre a una busta contenente altri 18 grammi della stessa sostanza. Sequestrate anche alcune dosi di cocaina e marijuana, due bilancini di precisione e 615 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Gli accertamenti sono poi proseguiti in una seconda abitazione dell’uomo, situata a Castel Volturno, nel parco Green Village, dove i Carabinieri hanno trovato altri 18 grammi di hashish, tre bilancini e materiale per il confezionamento della droga, confermando un’attività organizzata e continuativa.

Il 41enne è stato arrestato e condotto nel carcere di Poggioreale, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’operazione si inserisce in un più ampio quadro di repressione dello spaccio “di prossimità”, che vede sempre più spesso protagonisti soggetti apparentemente insospettabili, senza precedenti e inseriti nel tessuto civile, un modello criminale che rende più complesso il lavoro investigativo ma che le forze dell’ordine stanno contrastando con controlli capillari e mirati.

Il fenomeno dello speccio domestico

Ma il dato che più preoccupa investigatori e inquirenti è il profilo dell’arrestato, che ricalca quello di molti altri fermati negli ultimi mesi: persone senza precedenti, spesso con un lavoro regolare, residenti in contesti civili e apparentemente lontani dal mondo dello spaccio.

Solo nelle recenti operazioni condotte tra Giugliano, Qualiano, Varcaturo e Castel Volturno, i Carabinieri e la Polizia hanno arrestato diversi pusher “insospettabili”, trovati in possesso di droga custodita in abitazioni private, garage o seconde case, con bilancini, contanti e materiale per il confezionamento. Un modello che punta sulla mimetizzazione sociale e su un giro di clientela ristretto ma costante.

Si tratta di uno spaccio domestico, silenzioso, che riduce i rischi legati alle piazze tradizionali e rende più complessa l’attività investigativa. Proprio per questo, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli mirati, basati su attività info-investigative e perquisizioni mirate.
L’arresto del 41enne di Giugliano si inserisce dunque in una strategia repressiva più ampia, volta a colpire non solo i grandi traffici, ma anche quella rete diffusa e sommersa di piccoli spacciatori che, approfittando della propria “normalità”, alimentano quotidianamente il mercato della droga sul territorio.

Lancia bottiglie contro auto in sosta a Portici: arrestato 54enne

Portici  – Nella notte tra martedì e mercoledì, i carabinieri della stazione di San Giorgio a Cremano hanno arrestato Luciano Vollaro, 54 anni, già noto alle forze dell’ordine, per lancio di bottiglie contro auto in sosta e resistenza a pubblico ufficiale.

L’allarme è scattato intorno all’1.20 in via della Libertà, dove la centrale operativa ha segnalato un uomo intento a danneggiare veicoli parcheggiati. I militari sono intervenuti rapidamente, rintracciando Vollaro al civico 335: visibilmente alterato, probabilmente per abuso di alcol o droga, l’uomo ha immediatamente aggredito verbalmente una carabiniere donna con frasi sessiste e ingiuriose.

Giunta sul posto una seconda pattuglia della tenenza di Ercolano, Vollaro ha tentato di colpire i carabinieri e di darsi alla fuga. Bloccato dopo una colluttazione, è stato arrestato e condotto in caserma. Le indagini proseguono per chiarire le motivazioni del gesto e verificare eventuali ulteriori responsabilità.

Poggiomarino, sequestrato autolavaggio: scarichi illegali nel Sarno

Poggiomarino – Un autolavaggio di Poggiomarino è stato posto sotto sequestro dalla Polizia Metropolitana di Napoli per aver scaricato illegalmente acque reflue inquinanti direttamente nella rete fognaria, peggiorando la già critica situazione del fiume Sarno.

L’azione, eseguita ieri dall’Unità Speciale Emergenza Sarno (USES), è scattata in coordinamento con la Procura di Torre Annunziata e con il supporto tecnico dei specialisti della GORI. I controlli hanno rivelato una frode ambientale ben organizzata.

Nonostante l’officina fosse dotata di un regolare impianto di depurazione e di una vasca di raccolta, gli agenti hanno accertato che il gestore utilizzava scientemente un sistema di “bypass”. Questo dispositivo, azionato volontariamente, permetteva di deviare il flusso delle acque di lavaggio, evitando completamente il passaggio nel depuratore. I reflui, così carichi di sostanze inquinanti, venivano quindi convogliati senza alcuna autorizzazione negli scarichi fognari, con un chiaro danno per l’ecosistema.

“Lo scopo del sequestro preventivo è duplice: impedire la continuazione del reato ed evitarne l’aggravamento delle conseguenze”, hanno spiegato dalla Polizia Metropolitana.

L’operazione si inquadra nel più ampio “Protocollo Sarno”, un piano d’intesa siglato a dicembre 2025 da tre Procure della Repubblica (Avellino, Nocera Inferiore, Torre Annunziata), dalle Procure Generali di Napoli e Salerno, dall’ARPAC e da tutte le forze di polizia ambientali. L’obiettivo è una repressione coordinata e severa dei crimini che da decenni affliggono il corso d’acqua, considerato il più inquinato d’Europa.

La lotta per la bonifica del Sarno, dunque, prosegue con azioni mirate sul territorio, colpendo quelle attività che, eludendo le norme, continuano a minacciare la salute del fiume e dell’intero territorio.

Caivano, inseguimento in diretta con le telecamere: arrestati due presunti pusher

Caivano – Tentano la fuga, ma vengono “seguiti” dalle telecamere comunali e raggiunti dai carabinieri. Due uomini, già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati a Caivano nell’ambito di un’operazione scattata dopo la segnalazione di un militare della locale compagnia, libero dal servizio.

Secondo quanto ricostruito, il carabiniere ha notato due giovani a bordo di una Fiat Panda nei pressi del Municipio. L’auto si sarebbe avvicinata a un terzo ragazzo, visto rovistare all’interno di un cestino portarifiuti.

Quando i tre si sarebbero accorti della presenza del militare, nonostante fosse in abiti civili, la Panda è ripartita di scatto mentre il terzo soggetto è fuggito a piedi.

Nel cestino i militari avrebbero poi rinvenuto 91 grammi di cocaina. A quel punto è scattato l’allarme alla centrale operativa e la stazione dei carabinieri di Caivano ha avviato le ricerche, puntando anche sul sistema di videosorveglianza comunale: dalle immagini l’utilitaria è stata intercettata mentre percorreva le strade del centro e, grazie al coordinamento in tempo reale con chi monitorava i filmati, è stata agganciata e fermata.

Si cerca il terzo complice fuggito a piedi

In auto c’erano Antonio Serrao, 33 anni, di Caivano, e Carmine Junior Squaglione,
24 anni, di Crispano. I due sono stati arrestati e condotti in carcere; sequestrati anche
755 euro, ritenuti provento dell’attività di spaccio. Sono in corso accertamenti per identificare il terzo complice fuggito.

Napoli, vendono casa a insaputa del proprietario, ma allo scambio dei soldi trovano i Carabinieri

Napoli – Se il Principe De Curtis fosse ancora tra noi, probabilmente citerebbe i due protagonisti di questa vicenda per violazione del copyright su Totòtruffa ’62. La sceneggiatura era perfetta, il casting pure, mancava solo il lieto fine (per loro).

A Fuorigrotta è andata in scena una commedia degli equivoci che ha del paradossale: un appartamento venduto, rogitato e trascritto senza che il legittimo proprietario ne sapesse assolutamente nulla.

Il copione è stato scritto da un 44enne napoletano, Pasquale Presutto, inquilino dell’appartamento in questione in via Cariteo, all’ombra dello stadio Maradona. Pagava l’affitto regolarmente dal 2022, un dettaglio che deve aver rassicurato il vero padrone di casa, un 79enne residente nella “bene” Chiaia.

La scusa della ristrutturazione per avere i documenti della casa

Con la scusa di voler effettuare alcune ristrutturazioni, l’inquilino modello si è fatto consegnare tutta la documentazione dell’immobile: documenti, dati catastali, identità. Un kit completo per il disastro.

Qui entra in gioco il genio criminale – o la follia, a seconda dei punti di vista. Il 44enne recluta Nicola Criscuolo, classe ’56, un 71enne che non ha solo il compito di fare il palo, ma di recitare la parte della vita.

Il motivo? Una somiglianza impressionante con il vero proprietario 79enne. Con una carta d’identità clonata e la faccia tosta di un attore consumato, la coppia mette l’appartamento sul mercato.

Il prezzo è di quelli da “Black Friday” immobiliare: 145mila euro. Trovati subito due acquirenti, convinti di aver fatto l’affare del secolo, si va dal notaio. Tutto liscio come l’olio: rogito firmato, strette di mano, e un primo acconto di 95mila euro incassato. La casa, tecnicamente, cambia proprietario all’insaputa di quello vero. Un capolavoro burocratico.

Ma il diavolo, si sa, fa le pentole e dimentica i coperchi, o in questo caso, le visure. Il nipote del 79enne, parlando con lo zio delle famose ristrutturazioni dell’inquilino, sente puzza di bruciato. Fa un controllo al catasto e scopre l’impensabile: la casa dello zio non è più dello zio.

Scatta l’allarme. Il notaio, che fino a quel momento era stato un involontario spettatore pagante della farsa, si precipita dai Carabinieri della stazione di Chiaia. Insieme, organizzano l’ultimo atto della recita. All’appuntamento per il saldo finale di 50mila euro, nello studio del professionista, si presentano due nuovi “collaboratori”. Non sono praticanti alle prime armi, ma militari dell’Arma in borghese.

Quando i truffatori allungano le mani verso il saldo, invece degli assegni trovano le manette. La perquisizione restituisce il kit del perfetto truffatore: cellulari, appunti, documenti notarili e le carte d’identità contraffatte. Presutto e Criscuolo sono finiti agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. La vendita è annullata, la casa è salva, e Totò, da lassù, si sarà fatto sicuramente una risata.

Casalnuovo, sorpreso nel parco con i «ferri del mestiere»: arrestato 36enne in libertà vigilata

Casalnuovo – Non è bastata la misura della libertà vigilata a tenere lontano dai guai un 36enne del Napoletano, finito nuovamente in manette nella mattinata di mercoledì 21 gennaio.

I Carabinieri lo hanno intercettato a Casalnuovo, mentre si aggirava con fare sospetto all’interno di un parco residenziale della zona.

L’uomo, identificato come Umberto Di Napoli, era già riuscito a mettere a segno un colpo poco prima del fermo. Durante la perquisizione, i militari dell’Arma hanno rinvenuto diversi arnesi atti allo scasso e il provento del furto: una batteria per auto, smontata poco distante da una vettura in sosta.

Nonostante il regime di sorveglianza a cui era sottoposto, il 36enne è tornato in azione, venendo però tradito dal tempestivo intervento delle forze dell’ordine.

Per l’uomo sono scattate immediatamente le manette con l’accusa di furto aggravato. La refurtiva è stata recuperata, mentre gli attrezzi da scasso sono finiti sotto sequestro.

Camorra, giudizio immediato per i vertici del clan D’Alessandro: processo l’8 aprile

Arriva il giudizio immediato per il “blitz” che l’11 novembre scorso ha colpito i vertici del clan D’Alessandrodi Castellammare di Stabia. Il provvedimento è firmato dal giudice per le indagini preliminari Anna Tirone, che – accogliendo la richiesta della Direzione distrettuale antimafia – ha disposto il salto dell’udienza preliminare, ritenendo “evidente” la prova e non necessari ulteriori approfondimenti investigativi “allo stato”.

Il processo partirà l’8 aprile prossimo davanti al Tribunale di Torre Annunziata, in composizione collegiale, con un calendario che si annuncia ad alta tensione per la portata delle contestazioni.

Il capo principale è l’associazione di tipo mafioso, con l’aggravante dell’associazione “armata”, e con l’attribuzione a Pasquale D’Alessandro, Vincenzo D’Alessandro e Paolo Carolei del ruolo di promotori/organizzatori/direttori del sodalizio.

 Le contestazioni ai tre capi promotori

Nel decreto vengono ricostruiti, in dettaglio, i settori economici e i contesti territoriali in cui il clan avrebbe esercitato la propria forza intimidatrice: dalle estorsioni ai cantieri edili, fino al controllo di attività considerate strategiche sul territorio stabiese. Tra gli esempi indicati negli atti compaiono riferimenti a interessi su servizi e forniture (come la gestione di attività economiche connesse a lavori e appalti), oltre a presunte pressioni e “pizzo” su imprenditori, anche attraverso intermediari.

Le carte descrivono una presunta “regia” operativa fatta di incontri in bar e locali della città, con modalità finalizzate – secondo l’accusa – a eludere intercettazioni (telefoni lasciati lontani, conversazioni sussurrate).

In più passaggi, gli inquirenti attribuiscono ruoli specifici: chi avrebbe gestito la cassa e la ripartizione del denaro, chi avrebbe curato la riscossione delle estorsioni e il monitoraggio dei cantieri, e chi avrebbe fatto da raccordo logistico e operativo per le “azioni” sul territorio.

Il decreto richiama anche episodi e circostanze che, sempre secondo l’impostazione accusatoria, delineerebbero l’operatività del clan tra il 2023 e la fine del 2024, con l’indicazione di singole vicende estorsive e di condotte ritenute funzionali al controllo del territorio.

Tra gli elementi probatori valorizzati compaiono informative, intercettazioni telefoniche e ambientali, acquisizioni video e verbali di sommarie informazioni/testimonianze, oltre a interrogatori di collaboratori di giustizia.

Imputazioni e punti chiave

Contestata l’associazione mafiosa con aggravante dell’associazione armata e, per alcuni, del ruolo direttivo.

Contestati reati-fine con “metodo mafioso” e finalità di agevolazione del clan soprattutto in materia estorsiva; tra i capi compare anche un episodio di droga  e una contestazione sulla violazione di prescrizioni della sorveglianza speciale .

Processo fissato: 8 aprile 2026, ore 11, Tribunale di Torre Annunziata (collegiale, collegio C).

Elenco dei 11 imputati

Pasquale D’Alessandro, nato a Vico Equense il 27.08.1970

Vincenzo D’Alessandro, nato a Vico Equense il 15.02.1976.

Paolo Carolei, nato a Castellammare di Stabia il 13.12.1971.

Michele Abbruzzese, nato a Castellammare di Stabia il 12.07.1958.

Giovanni D’Alessandro, nato a Vico Equense il 16.09.1972.

Antonio Salvato, nato a Castellammare di Stabia il 19.02.1979.

Biagio Maiello, nato a Piano di Sorrento il 22.06.2001.

Massimo Mirano, nato a Castellammare di Stabia il 10.11.1969.

Petronilla Schettino, nata a Vico Equense il 05.07.1962.

Giuseppe Oscurato, nato a Castellammare di Stabia il 18.03.1992.

Catello Iaccarino, nato a Vico Equense il 29.07.1995.

Molto nutrito l’elenco degli avvocati difensori: Renato D’Antuono, Antonio De Martino, Raffaele Chiummariello, Francesco Romano, gennaro Somma, Francesco Schettino e Ferdinando Striano

(nella foto la zona di Scanzano e da sinistra in alto Pasquale D’Alessandro, Enzo D’Alessandro, Paolo Carolei, Giovannone D’Alessandro, e Massimo Mirano, in basso sempre da sinistra Antonio Salvato, Biagio Maiello, Catello Iaccarino, Giuseppe Oscurato e Petronilla Schettino)

Rapina lampo all’Md di San Giovanni a Teduccio: 400 euro il bottino

Napoli – Colpo fulmineo ieri pomeriggio nel supermercato Md di corso San Giovanni a Teduccio, periferia orientale della città. Un bandito solitario, armi in pugno, ha fatto irruzione nei locali intorno alle 17, costringendo una cassiera a consegnargli l’incasso del momento.

Il bottino ammonta a appena 400 euro. Dopo aver arraffato il denaro, il rapinatore si è dileguato a piedi, seminando il panico tra clienti e personale ma senza ferire nessuno.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato San Giovanni a Teduccio, che hanno raccolto le testimonianze dei presenti e acquisito le registrazioni delle telecamere interne del supermercato. Non si esclude un aiuto decisivo dai filmati degli “occhi elettronici” installati lungo il corso.

Gli investigatori ipotizzano la presenza di un complice: un secondo uomo potrebbe aver guidato il mezzo usato per la fuga. L’Md di corso San Giovanni, tra l’altro, era già stato preso di mira in passato da malviventi.

Le indagini proseguono a ritmo serrato per identificare il responsabile.

Ottaviano: sequestrati droga e armi, nei guai due giovani

Ottaviano – Prosegue senza sosta l’offensiva dello Stato contro l’illegalità diffusa nell’area vesuviana. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno intensificato i controlli nel Comune di Ottaviano, attuando un piano di monitoraggio economico del territorio nato dalle recenti direttive del Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, durante l’ultimo Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

Il blitz e i numeri L’operazione, che ha visto impegnati gli uomini della Compagnia di Ottaviano e i “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego di Napoli, si è avvalsa anche del fiuto delle unità cinofile. Il bilancio complessivo parla di 82 persone identificate e 78 veicoli ispezionati, a testimonianza di un presidio capillare delle principali arterie stradali della zona.

Armi e droga nell’auto L’episodio più critico è avvenuto durante il controllo di un’utilitaria con a bordo due ragazzi, tra cui un minorenne. L’atteggiamento sospetto dei giovani ha spinto le Fiamme Gialle a una perquisizione approfondita, che ha portato al rinvenimento di:

Una pistola scacciacani priva del tappo rosso (modificata per apparire un’arma reale);

Un bastone metallico atto a offendere;

Diverse dosi di sostanza stupefacente.

I provvedimenti Oltre al sequestro delle armi e della droga, i militari hanno messo i sigilli anche al veicolo, risultato privo di copertura assicurativa. Per i due giovani è scattato il deferimento alle autorità competenti per possesso di stupefacenti e porto abusivo di armi.

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