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Zone rosse a Napoli, sicurezza e fragilità urbane: la sfida di Porta Nolana e della Sanità

Napoli– Porta Nolana e il rione Sanità si avviano a diventare le nuove zone rosse della città. La decisione non è ancora formalizzata, ma l’orientamento emerso dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica lascia pochi dubbi: il provvedimento è in fase avanzata di istruttoria e potrebbe essere adottato già nelle prossime ore.

Lo ha confermato il prefetto Michele di Bari, spiegando che si sta lavorando alla definizione puntuale delle perimetrazioni stradali interessate. Un passaggio tecnico, ma decisivo, che precede l’adozione di misure straordinarie di controllo e limitazione della presenza in aree considerate particolarmente esposte a fenomeni di illegalità e degrado.

La scelta di intervenire su Porta Nolana e sulla Sanità non arriva a sorpresa. Si tratta di due quartieri ad alta densità sociale, attraversati da criticità storiche che intrecciano sicurezza, marginalità e pressione economica.

Tuttavia, la proclamazione di una zona rossa solleva interrogativi che vanno oltre l’urgenza dell’ordine pubblico: fino a che punto strumenti emergenziali possono incidere su problemi strutturali senza accompagnarsi a politiche di rigenerazione urbana e inclusione sociale?

Nel breve periodo, l’obiettivo è chiaro: rafforzare i controlli, presidiare il territorio, intervenire sui pubblici esercizi e sulle attività di intrattenimento considerate a rischio. Nel medio e lungo termine, però, resta aperta la questione più complessa: evitare che la sicurezza diventi l’unica lente attraverso cui leggere e governare pezzi cruciali della città.

La riunione del Comitato convocata per domani rappresenterà dunque non solo un passaggio amministrativo, ma anche un banco di prova per l’equilibrio tra legalità, diritti e coesione urbana in una Napoli che continua a muoversi sul crinale tra emergenza e riforma.

Controlli a tappeto nei cantieri di Parete, una denuncia e migliaia di euro di sanzioni

Il cantiere edile di via della Repubblica a Parete ha visto questa mattina, 21 gennaio 2026, una presenza inusuale: tra impalcature e tavole di legno, i Carabinieri della locale Stazione si sono affiancati ai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Caserta e ai funzionari dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro per un controllo incrociato sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’operazione, condotta senza clamore ma con grande attenzione ai dettagli, ha puntato l’obiettivo su una ditta operante nel settore edile e dei servizi, attiva sul territorio. I controlli hanno permesso di identificare quattro lavoratori, tutti regolarmente assunti: un dato che sottolinea come le ispezioni non siano finalizzate a una “caccia alle streghe”, ma a garantire la tutela e la prevenzione degli incidenti sul lavoro.

L’attenzione dei militari si è poi concentrata sugli aspetti strutturali del cantiere, dove sono emerse criticità legate alla sicurezza del ponteggio. In particolare, sono state rilevate violazioni relative allo spazio tra la struttura e l’opera edilizia e all’assenza o incompletezza dei parapetti di protezione. Dettagli tecnici che, in ambito lavorativo, possono rappresentare fattori di rischio concreti per chi opera in quota.

A seguito delle irregolarità riscontrate, sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di 5.695,38 euro. Il rappresentante legale della cooperativa è stato deferito in stato di libertà, come previsto dalla normativa vigente. Le autorità amministrative e giudiziarie sono state formalmente informate dei risultati dell’ispezione.

Tangenziale di Napoli, Salvini: «Puntiamo a ridurre i profitti dei concessionari»

Napoli– Il caso della Tangenziale di Napoli approda nell’Aula di Montecitorio, portando con sé il carico di tensioni di un’intera provincia. Durante il Question Time, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha risposto alle interrogazioni sul contestato sistema di pedaggio che grava su una delle arterie più trafficate d’Europa, definendo i margini di manovra del governo come strettamente limitati da vincoli del passato.

L’eredità del 2009 e lo scudo della convenzione

Secondo il Ministro, l’attuale assetto tariffario non è frutto di decisioni recenti, ma di una convenzione stipulata nel 2009 e approvata l’anno successivo. Un accordo “blindato” che ha una validità residua di oltre un decennio, essendo prevista la scadenza solo nel 2037.

«Qualunque proposta destinata a incidere sul modello di pedaggio cambierebbe la convenzione in corso», ha spiegato Salvini, sottolineando come il tratto di appena 20 chilometri sia regolato da norme che rendono complesso un intervento strutturale immediato senza incorrere in contenziosi con il concessionario.

La rivolta del territorio: un Capodanno amaro per i pendolari

Le parole del Ministro arrivano però in un clima di estrema esasperazione. Dal 1° gennaio di quest’anno, infatti, è scattato l’ennesimo aumento del pedaggio, una doccia fredda che ha colpito migliaia di lavoratori, studenti e famiglie che quotidianamente utilizzano l’asse viario per spostarsi tra Napoli e la sua provincia.

I comitati civici e le associazioni di cittadini di tutta l’area metropolitana hanno dato vita a una mobilitazione permanente. Le proteste, che si sono moltiplicate nelle ultime settimane, denunciano come il pedaggio della Tangenziale sia diventato un “balzello insostenibile” per un servizio spesso rallentato da cantieri e traffico congestionato. I disagi non sono solo economici: il rincaro sta spingendo molti automobilisti a riversarsi sulla viabilità ordinaria, paralizzando i quartieri cittadini e i comuni limitrofi.

L’obiettivo del MIT: colpire la remunerazione, non le tasche

Nonostante i vincoli contrattuali, Salvini ha tracciato una possibile via d’uscita nelle trattative con Autostrade per l’Italia (Aspi). L’intenzione dichiarata dal Ministero non è quella di eliminare il pedaggio (ipotesi che richiederebbe una rescissione onerosa), ma di intervenire sui margini di guadagno della società di gestione.

«L’obiettivo chiaro è ridurre al massimo il tasso di remunerazione dei concessionari», ha affermato il titolare del MIT. La strategia del governo sarebbe dunque quella di comprimere i profitti extra dei privati per riuscire a mantenere inalterati i pedaggi nel prossimo futuro, cercando di frenare quella spirale di aumenti che sta esasperando il capoluogo campano. Resta da capire se questa mossa sarà sufficiente a placare la protesta di una piazza che chiede, a gran voce, l’abolizione definitiva di quello che viene considerato il pedaggio più ingiusto d’Italia.

Alife, scoperto autore dell’abbandono di rifiuti in zona agricola: denunciato e patente sospesa

I Carabinieri Forestale del Nucleo di Alife hanno individuato l’autore di un abbandono di rifiuti urbani in una zona agricola isolata del comune, grazie a un’attività di monitoraggio mirata contro il fenomeno degli scarichi illegali nelle aree rurali, fluviali e montane del territorio.

L’operazione, volta a contrastare gli abbandoni incontrollati di rifiuti nelle zone meno controllate del Volturno e dell’agro alifano, ha portato all’identificazione di un soggetto sorpreso mentre scaricava rifiuti non pericolosi utilizzando un veicolo di proprietà.

Il responsabile è stato denunciato in stato di libertà per abbandono di rifiuti sul suolo, e nei suoi confronti è stata attivata la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Caserta per la sospensione della patente di guida, che potrà essere sospesa da uno a quattro mesi secondo la normativa vigente.

L’intervento rientra nel più ampio piano di prevenzione e repressione degli illeciti ambientali promosso dai Carabinieri Forestale per tutelare il territorio e garantire la legalità nelle aree rurali e protette del Casertano.

Motore acquistato online, ma è una truffa: denunciata una donna

Pensava di aver trovato l’occasione giusta per rimettere in strada la propria auto, invece si è ritrovato senza motore e con mille euro in meno sul conto. È la disavventura capitata a un automobilista di Montoro, in provincia di Avellino, vittima di una truffa messa a segno attraverso il web.

L’uomo aveva risposto a un annuncio pubblicato su un sito di compravendita online, nel quale veniva proposto un motore per auto a un prezzo ritenuto conveniente. La venditrice si era presentata come titolare di una società specializzata nella rivendita di parti meccaniche, fornendo rassicurazioni sulla serietà dell’operazione. Dopo il contatto, la vittima ha effettuato un bonifico da mille euro, convinta di concludere un acquisto regolare.

Il motore, però, non è mai arrivato. A quel punto l’acquirente ha capito di essere stato raggirato e si è rivolto ai carabinieri, presentando denuncia. Le indagini avviate dai militari dell’Arma hanno permesso di risalire all’identità della donna che aveva pubblicato l’annuncio e che si era finta imprenditrice del settore.

La presunta truffatrice è stata identificata e denunciata. L’episodio riaccende l’attenzione sui rischi degli acquisti online e sull’importanza di verificare con cura l’affidabilità di chi vende, soprattutto quando dietro un annuncio si nascondono società inesistenti e promesse che svaniscono dopo un clic.

Benevento, accoltella un coetaneo: arrestato un 21enne del posto

È un ventunenne di Benevento il giovane arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver accoltellato un suo coetaneo in città. Il ragazzo deve rispondere del reato di lesioni personali aggravate dall’uso di un’arma da taglio, al termine di un’indagine che ha ribaltato completamente la prima ricostruzione dei fatti.

L’inchiesta dei militari dell’Arma è partita il 2 gennaio scorso, quando la vittima si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale di Benevento con una ferita da arma da taglio sotto la scapola. Il giovane è rimasto ricoverato per alcuni giorni e, in un primo momento, aveva raccontato che l’aggressione si era verificata nel centro abitato e che l’autore fosse un uomo di origine straniera.

Gli accertamenti successivi hanno però smontato quella versione. Attraverso l’analisi dei filmati di videosorveglianza e una serie di riscontri investigativi, i carabinieri hanno ricostruito una dinamica diversa, collocando l’episodio in un altro quartiere della città e individuando come responsabile un ventunenne beneventano, già sottoposto a una misura restrittiva con permesso.

Sulla base degli elementi raccolti, per il giovane è scattato l’arresto. L’indagine ha consentito di fare piena luce su un episodio che aveva inizialmente sollevato timori e sospetti infondati, restituendo un quadro più preciso di quanto accaduto.

Ottaviano, blitz antidroga dei carabinieri: arrestato 43enne con cocaina e contanti

Blitz antidroga a Ottaviano, dove i carabinieri della stazione locale, affiancati dai militari del nucleo cinofili di Sarno, hanno fatto scattare una perquisizione all’interno dell’abitazione di un 43enne già noto alle forze dell’ordine. L’operazione si è conclusa con l’arresto dell’uomo e il sequestro di droga e denaro contante ritenuto provento dell’attività illecita.

Nel corso delle ricerche i militari dell’Arma hanno rinvenuto circa 80 grammi di cocaina, già suddivisa e pronta per essere immessa sul mercato, oltre a 4mila euro in contanti. All’interno dell’appartamento sono stati sequestrati anche bilancini e materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi, elementi che hanno rafforzato l’ipotesi di un’attività di spaccio ben avviata.

Al termine degli accertamenti l’uomo è stato arrestato e trasferito in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio e di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti messo in campo dai carabinieri nell’area vesuviana.

Telemedicina e sanità di comunità, confronto all’ASL Salerno su equità e innovazione

La sanità del futuro passa dalla tecnologia, ma soprattutto dalle persone. È questo il messaggio emerso dal convegno “Attività innovative in sanità: conosciamo la telemedicina”, ospitato nella Sala “Piro” della sede dell’ASL Salerno di Nocera Inferiore e promosso dal Consiglio Regionale della Campania dell’Ordine degli Assistenti Sociali. Un appuntamento che ha riunito operatori sanitari e sociali, professionisti e rappresentanti delle istituzioni per discutere di innovazione, equità e nuovi modelli di cura.

A fare gli onori di casa è stata la UOC Governance dei Processi di Telemedicina e Intelligenza Artificiale dell’ASL Salerno, guidata da Antonio Coppola, che nel suo intervento ha rimarcato la portata sociale delle nuove tecnologie applicate alla sanità. «La telemedicina non è solo una questione tecnologica, ma un vero e proprio strumento di giustizia sociale. Significa portare la cura dove prima c’erano distanze, barriere e disuguaglianze», ha spiegato Coppola, sottolineando come l’obiettivo sia «costruire una sanità più vicina alle persone, più accessibile e più equa».

Nel corso del confronto è emersa con forza l’esigenza di integrare strumenti digitali, territorio e servizi sociosanitari per rispondere alle grandi sfide del presente, dall’invecchiamento della popolazione alla gestione delle cronicità e delle fragilità sociali. «Stiamo lavorando a un modello di sanità di comunità in cui telemedicina, intelligenza artificiale e rete sociale camminano insieme», ha aggiunto Coppola, chiarendo che «la tecnologia deve essere al servizio della relazione di cura, non sostituirla».

Un passaggio centrale del dibattito ha riguardato il ruolo degli Assistenti Sociali, indicati come figure chiave per evitare che l’innovazione resti appannaggio di pochi. «Senza il loro apporto il rischio è che l’innovazione resti per pochi. Con loro, invece, la telemedicina diventa uno strumento di prossimità, di accompagnamento e di tutela dei diritti», ha affermato il direttore della UOC.

L’iniziativa si colloca nel percorso di attuazione della Missione 6 del PNRR e rafforza il posizionamento dell’ASL Salerno come punto di riferimento regionale sui temi della sanità digitale e dell’integrazione sociosanitaria. Un ruolo che, come ribadito in chiusura, nasce dal territorio e dal dialogo tra competenze diverse. «Ospitare questo convegno nella nostra sede di Nocera significa ribadire che l’innovazione parte dai territori e cresce grazie al confronto tra professionisti, istituzioni e comunità. È così che si costruisce una sanità moderna, ma soprattutto giusta», ha concluso Coppola.

Rifiuti dalle isole del Golfo, riparte il servizio: vertice in Prefettura per superare l’emergenza

La macchina del trasporto dei rifiuti solidi urbani dalle isole del Golfo di Napoli torna a muoversi, ma l’allerta resta alta. Nella mattinata odierna, in Prefettura a Napoli, si è svolta una nuova riunione di aggiornamento convocata dal prefetto Michele di Bari per fare il punto sulle criticità legate al trasferimento dei rifiuti da Ischia e Procida verso la terraferma.

All’incontro, che ha fatto seguito a quelli già tenuti nei giorni scorsi, hanno partecipato i rappresentanti istituzionali dei comuni interessati, i vertici regionali del settore rifiuti e della mobilità, oltre ai comandanti degli uffici circondariali marittimi. Un confronto necessario per gestire una situazione che, negli ultimi giorni, aveva assunto i contorni di una vera emergenza.

Nel corso della riunione, il comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Ischia ha comunicato che la società Traspemar ha annunciato la ripresa del servizio a partire dalla notte scorsa. Una notizia accolta con favore dai presenti, che hanno sottolineato come il contributo straordinario garantito in questi giorni da Medmar, con una corsa supplementare, abbia consentito di mantenere la situazione sotto controllo.

Secondo quanto emerso dal tavolo prefettizio, la ripartenza delle attività da parte di Traspemar dovrebbe consentire il progressivo rientro dell’emergenza. Resta però aperta una questione più ampia, legata alle fragilità strutturali del sistema di trasporto dei rifiuti dalle isole, che rende necessario un approfondimento tecnico e l’individuazione di soluzioni definitive.

Proprio in quest’ottica, i comuni dell’isola d’Ischia hanno annunciato l’intenzione di riunirsi nei prossimi giorni per un incontro dedicato esclusivamente alla gestione del servizio. Dal canto suo, il direttore generale del Ciclo Integrato dei Rifiuti della Regione Campania, Antonello Barretta, ha spiegato che la questione sarà sottoposta all’Ato Napoli 2, con l’obiettivo di attivare una gestione sovracomunale capace di garantire maggiore stabilità al sistema.

La Direzione Generale Mobilità della Regione Campania ha infine manifestato la propria disponibilità a verificare le condizioni per un eventuale ampliamento del trasporto merci via mare, soluzione che potrebbe includere, a determinate condizioni, anche il trasferimento dei rifiuti solidi urbani non pericolosi. Un’ipotesi che apre a nuovi scenari, ma che richiederà valutazioni puntuali e scelte condivise.

Ferì coetaneo con un colpo di pistola a Scafati: arrestato 21enne per tentato omicidio

Un diverbio nato per motivi banali, degenerato in pochi istanti in un episodio di violenza estrema. È questo il quadro che emerge dall’inchiesta condotta dai carabinieri su quanto accaduto a Scafati, dove un 21enne del posto è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio.

I militari della Tenenza di Scafati hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Nocera Inferiore, su richiesta della Procura competente. Il provvedimento fa riferimento ai fatti avvenuti nella serata del 3 gennaio scorso, quando una lite tra giovani, scoppiata per ragioni ritenute futili, sarebbe improvvisamente degenerata.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 21enne avrebbe estratto una pistola ed esploso un colpo, ferendo un ragazzo di 20 anni al fianco sinistro. Il proiettile ha raggiunto la vittima in una zona delicata del corpo, rendendo necessario l’immediato intervento dei soccorsi e facendo temere conseguenze ben più gravi.

Le indagini, avviate subito dopo l’accaduto, hanno consentito di raccogliere elementi ritenuti sufficienti per configurare il reato di tentato omicidio. Sulla base di questi riscontri, l’autorità giudiziaria ha disposto la misura cautelare in carcere nei confronti del giovane, ora a disposizione della magistratura.

Capodrise, minaccia la madre con un coltello: arrestato 40enne

Momenti di paura e tensione nella tarda serata del 20 gennaio a Capodrise, nel Casertano, dove i carabinieri sono intervenuti per fermare una grave vicenda di violenza domestica consumata all’interno di un’abitazione privata. A finire in manette è stato un uomo di 40 anni, arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia dopo aver minacciato la madre convivente con un coltello da cucina.

L’allarme è scattato attraverso una chiamata al Numero Unico Europeo di Emergenza 112, che segnalava una situazione di pericolo imminente. Sul posto sono arrivati in pochi minuti i militari della Sezione Radiomobile e della Compagnia di Marcianise, che hanno trovato la donna in evidente stato di agitazione. Secondo quanto ricostruito, la vittima sarebbe stata sottoposta da oltre un anno a comportamenti vessatori e minacce ripetute da parte del figlio.

Nel corso dell’ennesimo episodio di violenza, l’uomo avrebbe impugnato un grosso coltello, minacciando di uccidere la madre e creando un clima di terrore che ha reso necessario l’intervento immediato delle forze dell’ordine. L’arma è stata sequestrata e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per le successive procedure.

Durante gli accertamenti, i carabinieri hanno acquisito anche alcuni video pubblicati sui social network, nei quali sarebbero state documentate le minacce rivolte alla donna. Il materiale è stato trasmesso alla Procura di Santa Maria Capua Vetere ed è ora al vaglio degli inquirenti.

Alla luce del quadro emerso, il 40enne è stato arrestato in flagranza per maltrattamenti in famiglia, reato previsto dall’articolo 572 del Codice Penale. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove resterà in attesa dell’udienza di convalida. La vittima è stata invece indirizzata ai centri antiviolenza del territorio, come previsto dalla normativa, per ricevere supporto, assistenza e tutela in un percorso di protezione.

San Nicola la Strada, 17enne arrestato con 413 grammi di hashish

San Nicola la Strada– Una serata di pattugliamento di routine si è trasformata in un’azione serrata, con inseguimento e blitz finale, culminata con l’arresto di un minorenne pesantemente coinvolto nel giro della droga. Protagonisti i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Caserta, che hanno messo fine all’ultima fuga di un 17enne.

Tutto ha inizio intorno alle 23:10 di ieri sera, mentre la volante percorreva le vie adiacenti a piazza Municipio. Dall’abitacolo, i militari notano un movimento sospetto nello specchietto retrovisore: un giovane, scorta l’auto di servizio, cambia improvvisamente direzione e si rifugia frettolosamente nel parcheggio di una farmacia. Un gesto che non passa inosservato.

I Carabinieri, sospettando un tentativo di elusione del controllo, eseguono un breve giro dell’isolato e fanno ritorno sul posto. Il ragazzo è ancora lì. Appena uno dei militari scende per l’identificazione di rito, scatta la reazione: il 17enne parte di corsa, innescando un concitato inseguimento a piedi attraverso il cuore cittadino.

La corsa pazza si snoda tra piazza Municipio e via Santa Croce, fino a quando il fuggiasco, nella disperazione, si infila in un vicolo laterale. Per guadagnare tempo, scala un alto cancello e si getta all’interno di un parco condominiale. Durante la fuga, compie un gesto rivelatore: lancia a terra alcuni involucri. Ma la manovra è vana. I Carabinieri, pochi istanti dopo, lo bloccano nei garage dello stesso stabile, senza via di scampo.

Recuperati gli involucri abbandonati, il quadro diventa immediatamente chiaro: contengono hashish. La successiva perquisizione personale al giovane conferma l’ipotesi peggiore: addosso a lui viene trovato un altro panetto della stessa sostanza. Portato in Caserma per gli accertamenti, il quantitativo totale sequestrato fa scalpore: 413 grammi di hashish, suddivisi in più panetti, un peso che esclude l’uso personale e punta dritto allo spaccio.

Per i militari non ci sono dubbi: il comportamento del giovane, con una fuga spericolata che ha messo a rischio la sua incolumità, quella dei Carabinieri e di eventuali passanti, aggrava la posizione. Viene così arrestato in flagranza per detenzione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio e per resistenza a pubblico ufficiale.

Trattandosi di minorenne, scattano immediatamente le procedure dedicate. Avvisati i genitori e l’Autorità Giudiziaria minorile, su disposizione del Pubblico Ministero del Tribunale per i Minorenni di Napoli, il 17enne è stato trasferito al Centro di Prima Accoglienza Minori “Colli Aminei” di Napoli, dove resterà a disposizione della magistratura.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio attivato dall’Arma per contrastare il fenomeno dello spaccio, con particolare attenzione alle zone urbane frequentate da giovani e famiglie, per garantire sicurezza e decoro.

Siamo prigionieri del traffico: la Campania soffocata dai cantieri diurni

Ogni mattina è sempre la stessa storia. Si esce di casa con dieci minuti di anticipo e si arriva con mezz’ora di ritardo. Code improvvise, strade chiuse senza preavviso, corsie dimezzate, semafori temporanei che bloccano interi quartieri. E sempre per gli stessi motivi: rifacimento dell’asfalto, scavi per la fibra ottica, lavori sulle reti idriche, interventi sull’elettricità. Tutte opere necessarie, nessuno lo mette in dubbio. Ma il modo in cui vengono fatte è diventato insostenibile.

Il paradosso è che questi cantieri vengono quasi sempre aperti di giorno, spesso proprio negli orari di punta. Quando le persone vanno a lavorare, accompagnano i figli a scuola, rientrano a casa. Come se l’obiettivo non fosse ridurre il disagio, ma moltiplicarlo.

In tante città europee, da anni, questo problema è stato affrontato in modo diverso: i lavori più invasivi si fanno di notte. L’asfalto si posa quando le strade sono vuote, gli scavi si organizzano quando il traffico è minimo. È una scelta che non nasce dal lusso, ma dal rispetto per la collettività.

E allora viene naturale chiedersi: perché qui no? Dov’è il controllo? Dov’è la pianificazione? Possibile che nessun funzionario abbia il compito di dire: “Questo lavoro di giorno non si può fare”?

C’è chi risponde parlando di costi, di straordinari, di turni notturni. Ma è una giustificazione fragile. Ci sono mestieri che per loro natura prevedono il lavoro notturno. Un medico del pronto soccorso non chiude alle 20.

I vigili del fuoco non rimandano un incendio al mattino. Le forze dell’ordine non scelgono l’orario della sicurezza. Esistono lavori che non possono permettersi di guardare l’orologio, perché il servizio che svolgono è essenziale. La gestione delle strade, in una regione come la Campania, dovrebbe essere considerata allo stesso modo.

E la prova che “si può fare” l’abbiamo già avuta.
Nella zona del cimitero di Boscoreale, la scorsa estate, molti automobilisti rimasero sorpresi vedendo operai al lavoro di notte. Un’immagine quasi insolita, che però raccontava un modello virtuoso: strade libere di giorno, cantieri operativi di notte, disagi ridotti al minimo.
Un ricordo che oggi suona amaro, perché proprio nella stessa zona, in questi giorni, si stanno rifacendo tratti di asfalto in pieno giorno, bloccando il traffico per centinaia di metri.

È questo che fa arrabbiare. Non i lavori in sé, ma l’incoerenza.
Non l’idea di migliorare le strade, ma il modo in cui si sacrifica la vita quotidiana delle persone per farlo.

Un tempo, in Campania, i grandi lavori pubblici avevano quasi un’aura epica. Si parlava di “opere” come di qualcosa che avrebbe cambiato il volto del territorio. Oggi, invece, il cantiere è diventato sinonimo di paralisi, confusione, improvvisazione. Un simbolo non di progresso, ma di disordine.

Forse basterebbe poco per cambiare tutto: una regola chiara, semplice, applicata davvero.
I lavori che impattano pesantemente sulla viabilità si fanno di notte. Punto. Non per eroismo, non per sacrificio, ma per rispetto. Perché il tempo delle persone vale quanto l’asfalto nuovo che stiamo stendendo.

Europei 2032, Abodi pone l’ultimatum a Napoli: Cinque mesi per decidere sul Maradona

Napoli – Il tempo delle attese è finito, ora servono scelte concrete. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi lancia un avvertimento inequivocabile a Napoli in vista degli Europei di calcio 2032: entro cinque mesi la città dovrà presentare progetti chiari e un quadro economico definito per lo stadio Maradona, altrimenti rischierà di essere esclusa dalla competizione.

“Le scelte spettano al sindaco Manfredi e al presidente De Laurentiis. Noi siamo a supporto, ma gli interpreti della prospettiva sono loro”, ha dichiarato Abodi a margine della presentazione dell’America’s Cup Partnership a Palazzo Reale. Il ministro ha poi precisato: “Ci aspettiamo soluzioni perché il tempo dell’attesa sta finendo. Saranno scelte di merito, non basate sulle relazioni personali”.

Il nodo della doppia progettualità

La questione si complica per la possibile sovrapposizione tra il progetto di ristrutturazione del Maradona e l’ipotesi di un nuovo stadio avanzata dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. “Faccio fatica a immaginare due progettualità divergenti o che si ignorino”, ha sottolineato Abodi, richiamando alla necessità di “armonia” tra Comune e società calcistica.

Il ministro ha ricordato che il Comune di Napoli ha già manifestato formalmente interesse a partecipare alla selezione, ma ha evidenziato un paradosso: “Voi pensate che Napoli possa avere due stadi? Verrà valutato tutto ciò che sarà formalmente definito dalla città candidata, perché la candidatura viene dalla città”.

Febbraio, mese decisivo

A sciogliere i nodi definitivi sarà chiamato Massimo Sessa, che a febbraio riceverà la nomina definitiva a super commissario per Euro 2032. “Da lui ci aspettiamo le decisioni definitive sugli stadi”, ha anticipato Abodi.

La deadline di giugno non ammette deroghe: “Fra cinque mesi le carte dovranno parlare chiaramente. Dovranno essere pronti non solo i progetti ma anche il quadro economico, altrimenti andrà avanti il progetto più qualificato”. I cinque stadi italiani che ospiteranno gli Europei verranno selezionati dalla Federcalcio “sulla base di fatti oggettivi: qualità dell’infrastruttura, della progettualità e collaborazione tra club e Comune”.

Sul sindaco Manfredi, Abodi ha riconosciuto “caratteristiche di equilibrio e prudenza”, ma ha ammonito: “Bisogna essere pragmatici. Il tempo scorre velocemente e ce n’è sempre meno”.

Sergio Assisi al New Teatro Troisi con Mi dimetto da uomo

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Prosegue la stagione del New Teatro Troisi di Napoli con Sergio Assisi, protagonista di Mi dimetto da uomo, spettacolo scritto dallo stesso attore insieme a Simone Repetto, che ne firma anche la regia. In scena, accanto ad Assisi, Giuseppe Cantore, in un allestimento che intreccia parola, corpo e pensiero nello spazio di via Leopardi diretto da Pino Oliva.

In programma dal 22 al 25 gennaio e dal 29 gennaio al 1° febbraio (feriali ore 21, sabato doppio appuntamento alle 18 e alle 21, domenica ore 18), lo spettacolo porta sul palco un’umanità disorientata, smarrita, privata di punti di riferimento etici ed emotivi. Assisi dà voce a un racconto a cuore aperto, sospeso tra narrazione e satira di costume, incarnando la figura di un giullare moderno: ironico e spietato, leggero e profondo, capace di far sorridere e, subito dopo, di colpire nel segno.

Il dialogo diretto con il pubblico diventa lo strumento per scandagliare abitudini, speranze, sogni e miserie contemporanee. In un mondo dominato da egoismi e fragilità, il protagonista tenta di aggrapparsi alla bellezza, all’amore, alla poesia, come ultimi appigli verso l’alto. Ma proprio questi valori, continuamente messi alla prova, conducono a una domanda centrale e disturbante: è ancora possibile restare uomini?

A incrinare ogni certezza irrompe una presenza inattesa: uno spiritello caustico e implacabile, che interviene per correggere, smascherare e irridere, costringendo il protagonista a confrontarsi con una verità amara, senza sconti né consolazioni.

Volto amato del cinema, della televisione e del teatro, Sergio Assisi vanta una carriera che attraversa titoli popolari e di qualità, da Guardiani delle nuvole a Capri, da Elisa di Rivombrosa 2 a Il commissario Nardone, fino a L’Allieva 3 e Gloria, accanto a Sabrina Ferilli e Massimo Ghini, oltre ai film A Napoli non piove mai e Il mio regno per una farfalla. Al Troisi, però, Assisi sceglie il rischio del teatro vivo, quello che non rassicura ma interroga, lasciando lo spettatore solo davanti alle proprie domande.

Droga in casa nel cuore di Napoli: arrestato 38enne con 45 grammi di cocaina

Napoli – Proseguono senza sosta i servizi straordinari della Questura di Napoli contro detenzione e spaccio di stupefacenti. Nel pomeriggio di ieri, gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato hanno arrestato un 38enne napoletano con precedenti, sorpreso nella sua abitazione di Corso Umberto I con un vero arsenale di droga pronta per la vendita.

Durante un controllo mirato, i poliziotti hanno rinvenuto 28 involucri di cocaina per un totale di circa 45 grammi, un involucro di ketamina da 10 grammi, un bilancino di precisione, 5.700 euro in banconote di vario taglio e materiale per il confezionamento.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato tratto in arresto per detenzione illecita ai fini di spaccio e posto a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Fico presenta in Aula la nuova Giunta: «Al servizio della Campania e dei suoi cittadini»

Napoli – Il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha illustrato oggi in Consiglio regionale la composizione della Giunta da lui nominata, presentandola come «chiara espressione delle diverse anime politiche della coalizione» che lo ha sostenuto alle elezioni dello scorso novembre.

Nel suo intervento in Aula, Fico ha voluto rimarcare con forza il legame con il territorio e il protagonismo delle forze politiche: «Sono fortemente convinto del ruolo centrale delle forze politiche – ha dichiarato – un convincimento che nasce dal mio percorso personale, iniziato proprio dalle istanze dei cittadini e dalla necessità di portare la loro voce nelle istituzioni».

Il governatore, eletto il 24 novembre 2025 con largo consenso alla guida di una ampia alleanza progressista (PD, M5S, Avanti Campania, Italia Viva, Alleanza Verdi e Sinistra e altre liste civiche), ha espresso piena fiducia nel team di governo: «Sono certo che i colleghi sapranno affiancarmi al meglio nella responsabilità di amministrare una regione importante e complessa come la nostra».

La Giunta – composta da dieci assessori, con Fico che ha riservato a sé le deleghe chiave di Sanità, Bilancio e Fondi europei – è stata concepita per rappresentare in modo equilibrato le varie componenti della maggioranza. «Abbiamo condiviso un progetto politico preciso – ha aggiunto il presidente – e ora siamo tutti al servizio della regione e dei suoi cittadini».

Fico ha quindi tracciato le linee guida dell’azione amministrativa nei prossimi mesi e anni. Tra le priorità indicate: il contrasto alle disuguaglianze sociali;
la tutela di ambiente e territorio;
la risoluzione delle criticità nella sanità;
un trasporto pubblico efficiente e moderno;
la valorizzazione delle aree interne;
la promozione delle eccellenze campane;
il sostegno alle imprese;
opportunità concrete per i giovani, con «un’idea reale di futuro».

Il presidente ha inoltre garantito un rapporto istituzionale corretto e collaborativo con l’intero Consiglio regionale: «La Giunta ispirerà la propria azione a una leale collaborazione con maggioranza e opposizione, perseguendo sempre e solo l’interesse collettivo».Nei prossimi giorni è in programma la prima convocazione operativa della Giunta per avviare l’iter della proposta di legge di bilancio, che sarà poi trasmessa all’Aula per l’approvazione.

«Si tratta della priorità assoluta dell’amministrazione regionale – ha concluso Fico – nell’interesse sia dell’esecutivo che del Consiglio». L’intervento è stato seguito con attenzione dai consiglieri, in una seduta che segna l’avvio formale della nuova legislatura dopo la lunga fase di insediamento post-elettorale.

Blitz antidroga a Marano: market della marijuana corre sui social

Marano – Prosegue senza sosta l’offensiva della Questura di Napoli contro il traffico di stupefacenti nell’hinterland. Nel pomeriggio di ieri, gli agenti della Squadra Mobile hanno smantellato una centrale dello spaccio attiva nel comune di Marano di Napoli, traendo in arresto un 42enne già noto alle forze dell’ordine per reati specifici.

Il controllo dei Falchi, nato da un’attività di osservazione mirata, è scattato all’interno dell’abitazione dell’uomo. Durante la perquisizione, i poliziotti hanno rinvenuto 104 involucri di marijuana, per un peso complessivo di circa 3,3 kg, oltre a tutto il materiale necessario per il pesaggio e il confezionamento delle dosi.

L’aspetto più rilevante dell’indagine riguarda però le modalità di smercio. L’attività investigativa ha permesso di accertare che l’uomo gestiva un vero e proprio “e-commerce della droga” attraverso un canale social dedicato. Su questa vetrina digitale la sostanza veniva pubblicizzata e venduta, una strategia pensata per minimizzare i contatti fisici e i rischi connessi allo scambio diretto tra venditore e acquirente in strada.

L’uomo è stato arrestato con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Salerno, base operativa in una roulotte fantasma: coppia nei guai a Mariconda

Salerno – Una roulotte parcheggiata tra i palazzi, trasformata in deposito per la refurtiva e probabile base d’appoggio per i raid notturni. È quanto hanno scoperto gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico (Upgsp) della Questura di Salerno, che hanno denunciato a piede libero una coppia di pluripregiudicati per ricettazione in concorso.

L’operazione è scattata nella tarda mattinata di ieri, intorno alle 12:00, quando alla sala operativa è giunta la segnalazione di alcuni residenti del quartiere Mariconda, insospettiti dalla presenza di due persone all’interno di una roulotte in sosta. Giunti sul posto, i poliziotti hanno identificato gli occupanti: un uomo di 32 anni e una donna di 34, entrambi già noti alle forze dell’ordine per numerosi precedenti.

La perquisizione del veicolo ha confermato i sospetti. All’interno dell’abitacolo gli agenti hanno rinvenuto scatoloni contenenti costosa rubinetteria, risultata essere il bottino di un furto messo a segno appena la notte precedente ai danni di un’auto parcheggiata nella stessa zona. La merce è stata immediatamente restituita alla legittima proprietaria, che aveva già sporto denuncia.

Guai in vista anche per il mezzo utilizzato dalla coppia: la roulotte, priva di targa identificativa, presentava il numero di telaio abraso e reso illeggibile, una tecnica tipicamente utilizzata per impedire l’identificazione di veicoli rubati. Il mezzo è stato posto sotto sequestro penale.

I due soggetti, oltre a ricevere il foglio di via per l’allontanamento dalla zona, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per ricettazione sia della merce che del veicolo stesso. Gli inquirenti mantengono ora il massimo riserbo: sono in corso accertamenti serrati per capire se la coppia sia la “mano” dietro l’escalation di finestrini infranti e furti nelle auto che sta esasperando i residenti di Mariconda nelle ultime settimane.

La fotografia storica di Napoli: immagini che raccontano la città

La fotografia storica di Napoli è un viaggio visivo che svela come la città sia cambiata nel tempo, rivelando non solo panorami iconici ma anche la vita quotidiana dei suoi abitanti, offrendo uno sguardo autentico su un passato che continua a influenzare il presente.

La fotografia storica Napoli è un patrimonio visivo straordinario che documenta l’evoluzione di una città tra le più affascinanti d’Italia. Attraverso immagini storiche di Napoli, possiamo osservare non solo i panorami mozzafiato del Golfo e del Vesuvio, ma anche i volti, le strade e le abitudini della popolazione in momenti chiave del passato. Queste fotografie sono molto più di semplici immagini: sono memorie vive che connettono presente e passato, restituendo un ritratto autentico della città partenopea.

Le collezioni fotografiche conservano fotografie che spaziano dal XIX secolo fino agli anni ’70 del Novecento, includendo vedute urbane, scene quotidiane e ritratti di personaggi diventati simboli della cultura napoletana. Molte di queste immagini sono oggi digitalizzate e accessibili online, arricchendo la nostra comprensione della storia cittadina.

Le origini e le immagini iconiche dell’Ottocento

Tra le immagini storiche di Napoli più celebri troviamo gli scatti realizzati da pionieri della fotografia come Giorgio Sommer, Alphonse Bernoud e lo studio di Giacomo Brogi. Questi fotografi hanno documentato Napoli tra la metà e la fine del XIX secolo, con vedute urbane, scorci panoramici e scene di vita quotidiana.

  • Giorgio Sommer fotografò Piazza Dante, via Mergellina, il lungomare e altre aree cittadine con una qualità tecnica e compositiva elevata, creando immagini che oggi sono preziosi documenti storici.
  • Alphonse Bernoud è noto per immagini come il venditore di chiocciole e la Strada Marina, che catturano attimi di vita popolare napoletana negli anni 1860-1870.
  • Giacomo Brogi, attivo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, realizzò album con panorami dal Vomero e dal Golfo di Napoli, includendo Ischia e Capri tra gli scorci più suggestivi.

Queste fotografie, spesso diffuse anche come cartoline d’epoca, sono state fondamentali per fissare nell’immaginario collettivo l’aspetto di una Napoli preindustriale, fatta di strade, piazze e tradizioni popolari.

Il Novecento in bianco e nero: la città e la società

La fotografia storica Napoli del Novecento assume una dimensione fortemente sociale e documentaria. Negli anni ’20 fino ai ’70, Napoli vive profonde trasformazioni urbanistiche e culturali, che vengono catturate nelle fotografie in bianco e nero dell’epoca.

Una delle raccolte più straordinarie è l’Archivio Carbone, fondato dal fotografo Riccardo Carbone. Con oltre 500.000 negativi e lastre, questo archivio conserva immagini che raccontano eventi pubblici, scene di vita quotidiana, ritratti di personaggi e momenti storici: dai scugnizzi nei vicoli al saluto degli emigranti al molo, passando per immagini di Sophia Loren al Molo Beverello nel 1956 con il Maschio Angioino sullo sfondo.

Alcune fotografie dell’archivio mostrano Piazza del Plebiscito e la vecchia stazione di Piazza Garibaldi, luoghi che hanno cambiato volto nel corso dei decenni e che oggi restituiscono un’immagine di Napoli fortemente radicata nella memoria collettiva.

Queste immagini non sono solo documenti visivi, ma veri e propri racconti per immagini della città e della società napoletana del Novecento, dai mestieri tradizionali alle trasformazioni urbane postbelliche.

Archivi, progetti di conservazione e futuro della memoria visiva

Il futuro della fotografia storica Napoli passa inevitabilmente attraverso la digitalizzazione e la valorizzazione degli archivi fotografici. L’Archivio Carbone, ad esempio, ha già reso disponibili online migliaia di fotografie grazie a progetti di crowdfunding per salvare e digitalizzare negativi spesso a rischio di degrado.

Oltre a questo, istituzioni come musei e società storiche stanno lavorando per promuovere collezioni fotografiche attraverso mostre e iniziative culturali. Il PAN – Palazzo delle Arti di Napoli, per esempio, ospita regolarmente esposizioni che includono anche opere fotografiche che raccontano l’evoluzione visiva della città.

Inoltre, importanti raccolte sono conservate in archivi storici, come quello della Società Napoletana di Storia Patria, dove fotografie di monumenti, piazze e vie storiche vengono studiate e catalogate per ricerche e pubblicazioni.

La sfida oggi è rendere questi materiali sempre più accessibili al grande pubblico, sia attraverso piattaforme digitali sia grazie a iniziative educative che coinvolgano scuole, appassionati e studiosi.

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