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Il tramonto a Posillipo: memorie e silenzi nel quartiere sospeso nel tempo

Un suono che apre il cuore

Il rumore lieve delle onde che si infrangono contro gli scogli, mischiato al canto indistinto di qualche gabbiano, accompagna il lento calare del sole su via Posillipo. È l’ora in cui il quartiere sembra sospeso, come in attesa di qualcosa che non ha fretta di arrivare. “Questa cosa qui la riconosci al volo”, dice una voce del posto, mentre indica una vecchia barca attraccata al molo, testimone silenziosa di tempi lontani.

Posillipo, un quartiere tra il mare e la memoria

Posillipo non è solo uno dei panorami più celebri di Napoli, ma un luogo dove la storia si intreccia con la vita quotidiana. Le sue stradine tortuose, i giardini nascosti e i balconi affacciati sul golfo raccontano storie di famiglie, di pescatori e artisti che hanno plasmato l’identità di questo quartiere unico.

Un dettaglio raro: il profumo del gelsomino

Camminando verso la collina, un profumo intenso di gelsomino avvolge l’aria, un dettaglio spesso trascurato dai turisti ma caro agli abitanti. È un odore che evoca notti d’estate passate in cortili illuminati solo dalla luce delle candele, mentre le voci di bambini giocano e risuonano tra i vicoli.

Ricordi d’infanzia tra vicoli e barche

Ricordo quando, da bambino, mio nonno mi portava a vedere il tramonto dalla Villa Rosebery. Seduti sulle pietre scavate dal tempo, guardavamo il sole sparire dietro il Vesuvio, mentre lui raccontava storie di un Napoli antica, fatta di semplicità e condivisione. Quei momenti rimangono impressi come una fotografia indelebile nella memoria collettiva del quartiere.

Il silenzio che parla

Il tramonto a Posillipo porta con sé un silenzio che non è vuoto, ma pieno di significato. È il silenzio delle chiacchiere sospese, dei negozi che chiudono lentamente, del mare che culla la sera. Un silenzio in cui si può ascoltare davvero il proprio respiro e quello del quartiere.

Il presente che convive con il passato

Oggi Posillipo mantiene il suo fascino antico, ma si confronta con una realtà in continua evoluzione. Nuove generazioni cercano di preservare le tradizioni, mentre il quartiere si apre a visitatori e nuove attività. Questo equilibrio delicato è la vera sfida di un luogo che vuole restare fedele a se stesso senza rinunciare al futuro.

Un’opinione misurata sul cambiamento

Se da un lato la modernità porta nuove opportunità, dall’altro è fondamentale non perdere quei dettagli che rendono Posillipo unico: i suoni, gli odori, i silenzi e le storie che ogni angolo racconta. Il rischio è che il quartiere diventi solo un’immagine da cartolina, priva di sostanza e calore umano.

Un invito a vivere Posillipo con calma

Consiglio a chiunque voglia scoprire Posillipo di farlo a piedi, preferibilmente al tramonto, ascoltando attentamente ogni suono e osservando ogni piccolo particolare. Solo così si può comprendere la profondità di un quartiere che vive sospeso tra memoria e contemporaneità.

Il valore della memoria collettiva

Posillipo è un esempio perfetto di come la memoria collettiva possa essere custodita non solo nei libri o nei musei, ma nella quotidianità di un luogo che continua a vivere attraverso i suoi abitanti e i loro ricordi.

Tra passato e futuro: Posillipo oggi

Il quartiere si affaccia su un futuro che sembra promettere una valorizzazione più consapevole della sua identità. Iniziative culturali e associazioni locali cercano di raccontare ulteriormente questa storia, invitando a non dimenticare mai le radici.

Perdersi nei dettagli

Ogni vicolo di Posillipo nasconde un piccolo segreto, ogni pietra è testimone di una vita passata ma ancora palpabile. È questo che rende il tramonto ancora più magico: la consapevolezza di abitare un tempo sospeso, dove passato e presente si incontrano.

Chiudere in un abbraccio di luce

Il sole che scende lentamente dietro la collina sembra abbracciare il quartiere in un caldo abbraccio, un invito a rallentare e a vivere con intensità ogni attimo. In questa luce dorata, Posillipo si racconta senza bisogno di parole, con il linguaggio universale della bellezza e della memoria.

Continua a seguire Napoli che si vive per altre storie che raccontano l’anima della città.
Per approfondimenti su altri quartieri e rituali napoletani visita Ritualità quotidiana a Napoli.

Serie: Napoli che si vive
Scopri con noi i quartieri, i suoni, gli odori e le memorie che rendono Napoli un luogo da vivere ogni giorno.

Estorsioni in videochiamata ad Acerra: «Qui pagano tutti», le richieste del killer Antonio Aloia

Acerra – “Mi riconosci? Ad Acerra pagano tutti. Ad agosto mi devi fare un regalo: ho saputo che stai facendo soldi e che stai aprendo un’altra scuola”.

È una delle frasi messe agli atti dell’inchiesta che ha portato all’arresto di quattro persone accusate di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, nell’ambito di un’indagine condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Antonio Aloia, 47 anni, avrebbe imposto il pagamento del pizzo a un imprenditore di Acerra operante nel settore delle scuole dell’infanzia, ricorrendo – mentre si trovava latitante – a videochiamate effettuate insieme ai complici per rafforzare le minacce e ottenere denaro. Un pressing costante, accompagnato dal richiamo esplicito all’appartenenza alla criminalità organizzata locale e alla “regola” del territorio: chi lavora deve pagare.

Oltre ad Aloia, il gip del Tribunale di Napoli Michaela Sapio ha disposto la custodia cautelare in carcere anche per Giovanni Tarantino, 45 anni, Pasquale Di Norcia, 41 anni, e Salvatore Giordano Pacilio, 56 anni. Per tutti l’accusa è di aver concorso nel tentativo di estorsione ai danni dell’imprenditore, costretto a subire pressioni e intimidazioni per poter proseguire la propria attività.

Antonio Aloia è il killer di Ottavio Colalongo

Il nome di Antonio Aloia compare però anche in un altro, ben più grave, fascicolo giudiziario. Proprio ieri, infatti, i carabinieri hanno notificato allo stesso Aloia l’ordinanza che lo indica come esecutore materiale dell’omicidio di Ottavio Colalongo, ucciso a Scisciano il 17 dicembre scorso. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Colalongo sarebbe stato prima ferito e poi finito con colpi di pistola alla testa mentre era già a terra.

Aloia era stato arrestato e tradotto in carcere lo scorso Natale, mettendo fine alla sua latitanza. Ora, mentre si stringe il cerchio giudiziario sull’omicidio di Scisciano, emergono anche i contorni di un sistema estorsivo che avrebbe colpito attività educative e imprenditoriali, considerate una fonte di guadagno sicura per il clan.

Due procedimenti distinti ma un filo comune, che per la Procura racconta la pervasività del controllo criminale sul territorio e il ruolo centrale attribuito ad Aloia nelle dinamiche violente ed estorsive dell’area a nord di Napoli.

Caserta, fermata auto sospetta nella notte: trovati attrezzi da scasso, quattro denunciati

Si aggiravano nella notte per le strade di Caserta con un carico che non lasciava spazio a dubbi. È finito con quattro denunce e un sequestro penale l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Caserta, che durante un servizio di pattugliamento hanno intercettato un’auto sospetta evitando possibili conseguenze ben più gravi.

L’attenzione dei militari è stata attirata da una Fiat Punto con a bordo quattro persone che percorreva via delle Querce con movimenti anomali. Un dettaglio sufficiente a far scattare il controllo. Durante le verifiche, l’intuizione dei Carabinieri ha trovato immediata conferma: all’interno del veicolo sono stati rinvenuti numerosi strumenti riconducibili ad attività illecite, tipici delle intrusioni notturne e delle forzature.

Il materiale sequestrato, nel suo insieme, ha delineato un quadro inquietante e ha rafforzato i sospetti su un possibile utilizzo imminente. Alla luce di quanto emerso, i quattro occupanti dell’auto, di età compresa tra i 21 e i 40 anni, tutti provenienti dal Napoletano e già noti alle forze dell’ordine, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà per porto di oggetti atti ad offendere e per il possesso ingiustificato di strumenti da scasso.

Il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro penale, mentre nei confronti dei quattro è stata avanzata anche la proposta di foglio di via obbligatorio, misura finalizzata a rafforzare la sicurezza urbana e a prevenire ulteriori episodi sul territorio. L’Autorità Giudiziaria è stata tempestivamente informata dalla Sezione Radiomobile della Compagnia di Caserta, che ha seguito tutte le fasi dell’operazione.

Ancora una volta, un controllo apparentemente di routine si è rivelato decisivo, confermando l’importanza della vigilanza notturna e della presenza costante delle forze dell’ordine come argine concreto contro i reati predatori.

Aiuto Malasanità tra i migliori esperti in Italia nel 2026: arriva l’Encomio del CUIRIF

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Roma, gennaio 2026 – Nel mese di dicembre 2025, Aiuto Malasanità ha ricevuto l’Encomio Solenne dal CUIRIF – Centro Universitario Internazionale di Ricerca e Innovazione. Questo riconoscimento istituzionale premia l’attività svolta nel campo della responsabilità medica, dell’etica della cura e della tutela dei pazienti, consolidando il ruolo della realtà tra i migliori esperti in malasanità in Italia per il 2026.

L’Encomio è stato conferito a seguito di una valutazione che ha considerato non solo i risultati ottenuti, ma anche il metodo di lavoro e l’approccio interdisciplinare adottati. Come evidenziato dal Presidente del CUIRIF, Paolo Cancelli, il riconoscimento intende valorizzare i percorsi professionali capaci di integrare rigore scientifico, responsabilità giuridica e attenzione agli aspetti etici e sociali legati alla salute.

Il CUIRIF, ente attivo nella ricerca e nella formazione, ha riconosciuto in particolare l’impegno di Aiuto Malasanità nella promozione della responsabilità medica come principio a tutela dei diritti dei pazienti e della correttezza dei percorsi di cura. Fondamentale è stata l’attenzione alla trasparenza sanitaria e all’etica, elementi centrali in un ambito che incide profondamente sulla vita delle persone e delle famiglie.

L’attestazione si inserisce in un contesto accademico e di ricerca, riconoscendo la capacità di coniugare il rigore giuridico con l’analisi scientifica e le implicazioni umane delle vicende trattate. L’Encomio Solenne non ha natura commerciale, ma rappresenta un’attestazione istituzionale basata su criteri di qualità, coerenza e impatto sociale. Il documento ufficiale è verificabile e consultabile a garanzia di una comunicazione trasparente, ed è inserito nella sezione Riconoscimenti del sito ufficiale di Aiuto Malasanità, l’archivio che raccoglie le attestazioni conferite nel tempo.

Contenuti di riferimento

Ponticelli, maxi sequestro di droga: 3 arresti. Marijuana nascosta nel distributore automatico

Napoli – Un carico di droga in arrivo dalla Spagna, destinato al mercato napoletano, è stato intercettato dalla Polizia di Stato che ha arrestato tre uomini, di 31, 39 e 52 anni, tutti napoletani e già noti alle forze dell’ordine.

L’operazione è scattata nella giornata di ieri al termine di un’attività info-investigativa condotta dai Falchi della Squadra Mobile, che avevano individuato un deposito di una ditta di spedizioni, nel quartiere orientale della città, come punto di consegna dello stupefacente.

Durante il servizio di osservazione, gli agenti hanno notato i tre sospettati arrivare sul posto a bordo di altrettante autovetture e intrattenersi in colloqui ritenuti sospetti. Il controllo è scattato immediatamente.

Sequestrati 43 chilogrammi di marijuna proveniente dalla Spagna

Il 52enne è stato trovato in possesso della documentazione di trasporto relativa a un collo di 300 chilogrammi proveniente dalla Spagna e di una chiave. All’interno della sua auto, invece, sono state rinvenute 41 buste di marijuana per un peso complessivo di circa 43 chilogrammi.

Addosso agli altri due uomini, i poliziotti hanno sequestrato 8.800 euro al 39enne e 1.500 euro al 31enne, in contanti e in banconote di vario taglio.

L’ispezione è poi proseguita all’interno del deposito, dove su una pedana di legno è stato individuato un distributore automatico di bevande con scritte in lingua spagnola. Al suo interno era occultata un’ulteriore parte dello stupefacente.

Al termine degli accertamenti, i tre uomini sono stati arrestati con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e condotti a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Juventus-Napoli, bianconeri favoriti secondo i bookmakers: le quote del big match

Juventus-Napoli non è mai una partita come le altre. È una sfida che attraversa stagioni, allenatori e generazioni di tifosi, e che anche questa volta arriva carica di significati. Domenica alle 18, all’Allianz Stadium di Torino, le due squadre si affrontano in uno scontro diretto che può dire molto sul futuro del campionato.

Sulla panchina e in campo riaffiorano incroci e storie pesanti. Spalletti e Conte ritrovano pezzi del loro passato in una partita che vale più dei tre punti, soprattutto in una fase della stagione in cui ogni risultato può indirizzare obiettivi e ambizioni. Il fattore campo, però, pesa e secondo i bookmaker è la Juventus a partire con un leggero vantaggio.

Le quote parlano chiaro: la vittoria bianconera è considerata l’esito più probabile, mentre il successo del Napoli è visto come l’opzione meno scontata. Anche l’ipotesi del pareggio resta sullo sfondo, segno di una partita che sulla carta potrebbe essere più tattica che spettacolare. Le previsioni raccontano infatti un match bloccato, con pochi gol e grande attenzione difensiva, dove l’Under appare più probabile dell’Over.

Le sensazioni sono quelle di una gara chiusa, nervosa, giocata sui dettagli, in cui non è affatto scontato che entrambe le squadre riescano a trovare la via della rete. Non a caso, il risultato più accreditato è un successo di misura, l’1-0, che rispecchia l’idea di una sfida risolta da un episodio più che da un dominio netto.

Quote e numeri, però, non tengono conto della storia e del peso emotivo di Juventus-Napoli. Perché quando questa partita va in scena, le statistiche spesso restano fuori dallo stadio e a decidere sono tensione, orgoglio e capacità di reggere la pressione.

Frode Iva a Napoli, quattro condanne e sette patteggiamenti: coinvolti anche pubblici ufficiali

Si chiude con quattro condanne e sette patteggiamenti uno dei capitoli più delicati dell’inchiesta sulla frode carosello dell’Iva che ha scosso Napoli e acceso i riflettori sul coinvolgimento di pubblici ufficiali infedeli. L’indagine, coordinata dalla Procura europea e condotta con il supporto della Guardia di Finanza di Napoli, ha fatto emergere un sistema criminale strutturato, capace di eludere sistematicamente il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto nel commercio di prodotti elettronici.

L’8 gennaio scorso il Tribunale di Napoli ha condannato un commercialista e tre imprenditori a pene comprese tra i sei e i dieci anni di reclusione. Contestualmente è stata disposta la confisca di circa tre milioni di euro, già sequestrati, quale recupero delle imposte evase. Nel procedimento è stato invece assolto un appartenente alla Guardia di Finanza, la cui posizione è risultata estranea alle responsabilità contestate.

Parallelamente, altri sette imputati hanno scelto la strada del patteggiamento, con pene ormai definitive. Tra questi figurano tre finanzieri e un dirigente dell’Agenzia delle Entrate, condannati a pene che arrivano fino a quattro anni e mezzo di reclusione. Secondo l’accusa, avrebbero ricevuto tangenti per rallentare procedimenti penali e controlli fiscali, ostacolare il recupero dei crediti erariali e accedere illegalmente a informazioni riservate contenute nelle banche dati giudiziarie e di polizia.

Hanno patteggiato anche un altro commercialista, un collaboratore del gruppo e un intermediario della frode, confermando l’esistenza di una rete trasversale in grado di muoversi tra imprese, professionisti e apparati pubblici. Un sistema che, per gli inquirenti, ha potuto prosperare proprio grazie alla complicità di chi avrebbe dovuto vigilare.

L’indagine rappresenta l’epilogo giudiziario di una maxi operazione avviata nel marzo 2023, quando furono arrestate dodici persone ed eseguiti sequestri per circa otto milioni di euro. Il meccanismo fraudolento, attivo tra il 2017 e il 2022, avrebbe coinvolto circa 170 società cartiere distribuite in diversi Paesi europei, generando un volume di crediti Iva fittizi stimato fino a 200 milioni di euro.

Un colpo durissimo alle casse pubbliche e alla credibilità delle istituzioni, che l’intervento della Procura europea ha contribuito a portare alla luce. Un’indagine che dimostra come la frode fiscale su larga scala non sia solo un reato economico, ma un attacco diretto alla fiducia dei cittadini e al corretto funzionamento dello Stato.

Maltempo in arrivo in Campania, scatta l’allerta gialla per rischio idrogeologico

Il maltempo torna a farsi sentire in Campania e la Protezione Civile regionale corre ai ripari. Dalla mezzanotte e per l’intera giornata di domani, sabato 24 gennaio, è stata diramata un’allerta meteo di colore giallo che interessa gran parte del territorio regionale, con particolare attenzione al rischio idrogeologico localizzato.

Secondo le previsioni, sono attese precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, con possibili fenomeni intensi concentrati in brevi periodi di tempo. Una condizione che potrebbe determinare disagi soprattutto nelle aree più fragili dal punto di vista idrogeologico, dove il terreno già saturo fatica ad assorbire nuove piogge.

L’allerta riguarda vaste porzioni della Campania, dalla Piana campana all’area metropolitana di Napoli, passando per le isole, la zona vesuviana, l’Alto Volturno, il Matese, la Penisola sorrentina e amalfitana, fino ai Monti di Sarno, ai Picentini e alle aree del Tusciano e dell’Alto Sele. In questi territori non si escludono allagamenti, l’innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua con possibili inondazioni, oltre a cadute di massi e frane legate alla fragilità dei suoli.

La Protezione Civile ha invitato le autorità locali ad attivare i Centri Operativi Comunali e ad adottare tutte le misure necessarie per prevenire e contenere eventuali criticità, monitorando costantemente l’evoluzione delle condizioni meteorologiche. L’appello alla prudenza è rivolto anche ai cittadini, chiamati a prestare particolare attenzione negli spostamenti e nelle aree a rischio durante le ore di pioggia più intensa.

Castel Volturno, fermato nella notte con un SUV rubato: denunciato un 60enne

Nel silenzio della notte, quando le strade si svuotano e i dettagli contano più che mai, i Carabinieri restano in prima linea. È quanto accaduto a Castel Volturno, lungo via Regina Margherita, dove un controllo scattato da una semplice segnalazione si è trasformato in un intervento decisivo contro i reati predatori.

Tutto ha avuto origine da una chiamata giunta al Numero Unico di Emergenza 112, che segnalava la presenza di un’autovettura sospetta parcheggiata nei pressi della banchina fluviale. I militari del Reparto Territoriale di Mondragone sono intervenuti immediatamente, individuando un SUV di grossa cilindrata con a bordo due persone.

Durante le verifiche, i Carabinieri hanno riscontrato incongruenze tra i dati della targa e il numero di telaio del veicolo. Un’anomalia che ha fatto scattare ulteriori accertamenti attraverso le banche dati e i riscontri tecnici, dai quali è emerso che l’auto risultava provento di furto. Il mezzo era stato infatti denunciato come rubato presso la Stazione dei Carabinieri di Casoria, in provincia di Napoli.

Alla luce degli elementi raccolti, il conducente, un 60enne del Napoletano già noto alle forze dell’ordine, è stato accompagnato presso gli uffici dell’Arma per le formalità di rito e denunciato in stato di libertà per reati legati alla ricettazione e al riciclaggio. Il SUV è stato sottoposto a sequestro penale e affidato a una ditta autorizzata, interrompendo così il tentativo di reimmissione illecita del veicolo nel circuito legale.

L’Autorità Giudiziaria è stata informata dalla Tenenza dei Carabinieri di Castel Volturno, che ha coordinato le attività. Ancora una volta, un controllo apparentemente ordinario ha dimostrato l’importanza della vigilanza costante sul territorio, fatta di attenzione, prontezza operativa e capacità di cogliere segnali che, anche nel buio, fanno la differenza per la sicurezza dei cittadini.

Avellino, scoperto centro estetico abusivo a Sirignano: denunciata la titolare

Un centro estetico completamente abusivo, attivo all’interno di un’abitazione privata e privo di qualsiasi autorizzazione fiscale e professionale, è stato scoperto a Sirignano, in provincia di Avellino, dai militari della Guardia di Finanza. L’intervento rientra nei controlli economici del territorio finalizzati al contrasto dell’abusivismo commerciale e della concorrenza sleale.

Durante l’accesso, i finanzieri del Gruppo di Avellino hanno accertato che la titolare, pur avendo formalmente cessato l’attività, aveva allestito nella propria casa un vero e proprio centro estetico, dotato di attrezzature professionali per trattamenti di viso e corpo. Al momento del controllo, la donna stava eseguendo una manicure su una cliente, confermando la piena operatività dell’attività svolta in nero e in totale evasione d’imposta.

Gli accertamenti sono stati rafforzati dall’analisi incrociata delle banche dati fiscali e dal materiale extracontabile rinvenuto all’interno dell’abitazione, tra cui schede personali dei clienti, un’agenda con appuntamenti fissati e ricevute per l’acquisto di prodotti e materiali estetici. Elementi che hanno permesso di dimostrare la continuità dell’esercizio abusivo della professione.

Nel corso dell’ispezione è emerso anche un profilo particolarmente grave legato alla tutela della salute pubblica. I militari hanno infatti rinvenuto numerosi flaconi di gel per unghie contenenti TPO, una sostanza chimica vietata nell’Unione Europea dal primo settembre scorso perché classificata come cancerogena, tossica e pericolosa per l’uomo. Un dettaglio che ha fatto scattare il sequestro immediato dell’intero centro estetico, delle attrezzature e dei prodotti utilizzati.

La titolare è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Avellino per detenzione di materiale pericoloso per la salute umana. Come previsto dalla legge, la sua eventuale responsabilità sarà definitivamente accertata solo con una sentenza irrevocabile di condanna. L’operazione conferma l’impegno quotidiano della Guardia di Finanza nella tutela del mercato, dei consumatori e delle imprese che operano nel rispetto delle regole, contrastando fenomeni di abusivismo che danneggiano l’economia e mettono a rischio la sicurezza dei cittadini.

Cinque rapine in una manciata di minuti: incastrato il ladro seriale dei distributori della zona vesuviana

Tutto è iniziato all’alba del 24 settembre scorso. Una sequenza impressionante di colpi, messi a segno uno dopo l’altro con una rapidità che ha lasciato poco spazio di manovra alle vittime.

Cinque rapine in pochi minuti, un vero e proprio “raid” che ha attraversato Torre del Greco, Torre Annunziata, Boscoreale e Boscotrecase. Oggi, quel cerchio investigativo si è definitivamente chiuso.

L’uomo accusato di aver seminato il panico tra distributori di benzina e farmacie è un 48enne di Torre Annunziata. Per lui, la mattinata odierna ha segnato la notifica di una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale oplontino su richiesta della Procura.

Un provvedimento che lo raggiunge direttamente nel carcere di Poggioreale, dove si trovava già ristretto proprio per i primi sviluppi di questa vicenda.

La cronologia dei colpi

L’indagine è stata un lavoro di squadra tra gli agenti del Commissariato di Polizia di Torre Annunziata e i Carabinieri della Stazione di Trecase. Fin dai primi momenti, la dinamica è apparsa chiara: un unico uomo armato che, spostandosi rapidamente tra i comuni limitrofi, colpiva obiettivi diversi con lo stesso modus operandi.

Grazie a un’analisi meticolosa (“certosina”, come definita dagli inquirenti) delle immagini di videosorveglianza pubblica, la Polizia era riuscita a intercettare il sospettato già il giorno stesso dei primi colpi, avvenuti ai danni di due distributori tra Torre Annunziata e Torre del Greco, facendolo scattare l’arresto in flagranza.

Le prove decisive

Ma il lavoro degli inquirenti non si è fermato lì. Mentre il 48enne era già dietro le sbarre, Carabinieri e Polizia hanno continuato a scavare per collegarlo agli altri tre episodi rimasti “scoperti”: due assalti ad altrettante pompe di benzina e uno, particolarmente odioso, ai danni di una farmacia di Boscotrecase.

A inchiodarlo definitivamente sono stati tre elementi chiave:

Il riconoscimento oculare: Il titolare della farmacia ha identificato l’autore con certezza.

Il mezzo di trasporto: I riscontri tecnici sul veicolo utilizzato per la fuga durante i colpi.

L’abbigliamento: Gli abiti indossati durante le rapine, immortalati dalle telecamere, che corrispondevano perfettamente a quelli in possesso dell’indagato.

Con questa nuova ordinanza, la Procura mette un punto fermo su una mattinata di violenza che aveva scosso l’intera area vesuviana, confermando la gravità degli indizi a carico dell’uomo, accusato di rapina aggravata dall’uso di armi da fuoco.

Blitz in Terra dei Fuochi: sequestrate discariche abusive in 4 comuni del Casertano

Caserta– All’alba di oggi, i Carabinieri hanno condotto un vasto intervento anti-discariche abusive tra Mondragone, Castel Volturno, Carinola e Francolise, nel cuore della cosiddetta Terra dei Fuochi.

L’operazione, inserita nel piano di controlli straordinari contro lo smaltimento illecito di rifiuti, ha portato al sequestro preventivo di diverse aree trasformate in vere e proprie discariche a cielo aperto e alla denuncia di responsabili per violazioni ambientali.

A Mondragone, lungo la via Domitiana – nei pressi dell’ex complesso industriale IDAC e del mercato ortofrutticolo – è stata scoperta un’ampia discarica abusiva su terreno comunale: circa 300 m² occupati da cumuli di plastica, metalli e rifiuti solidi urbani. L’area è stata posta sotto sequestro e affidata in custodia all’amministrazione comunale per le operazioni di bonifica. Stessa sorte per ulteriori accumuli rinvenuti tra la località Stercolilli e la rotatoria di Bagnara, per un totale di circa 150 m² lungo i margini stradali.

A Castel Volturno i militari hanno individuato, all’interno di una proprietà privata, una discarica stratificata nel tempo: 600 m² coperti da materiali ferrosi di origine meccanica, plastiche e scarti vari. Il proprietario è stato deferito all’Autorità Giudiziaria

.A Carinola, nella frazione Santa Croce, i Carabinieri della locale Stazione hanno ispezionato un’attività produttiva: l’area di circa 400 m² presentava gravi irregolarità ambientali, tra cui l’assenza di autorizzazioni per le emissioni in atmosfera e depositi incontrollati di macchinari dismessi, plastiche e contenitori di vernici. L’intero sito è finito sotto sequestro.

Infine, a Francolise – frazione Sant’Andrea del Pizzone – in un fondo agricolo è emerso uno sversamento illecito di rifiuti non pericolosi: teli plastici, canaline per irrigazione, reti agricole e carcasse di mezzi agricoli abbandonati su circa 650 m² di terreno. Anche qui è scattato il sequestro dell’area.

In tutti i casi i Carabinieri hanno informato immediatamente la Procura competente, procedendo alle denunce previste dalla normativa sui rifiuti e sulla tutela ambientale.L’intervento del 22 gennaio rappresenta l’ennesimo segnale di una presenza costante dello Stato sul territorio: controlli mirati, conoscenza capillare del contesto locale e azione decisa contro chi continua a deturpare il paesaggio e a mettere a rischio la salute dei cittadini in una delle zone più sensibili della Campania.

Torre del Greco, tiro al bersaglio contro le telecamere di sicurezza: nove denunce, coinvolti anche minori

Torre del Greco – Non una partita di calcio improvvisata, ma un vero e proprio tiro al bersaglio contro lo Stato. Sono nove le persone deferite all’autorità giudiziaria dai Carabinieri della compagnia di Torre del Greco, ritenute responsabili di danneggiamento aggravato ai danni del patrimonio comunale.

Si tratta di un gruppo eterogeneo composto da adulti e giovanissimi: l’età degli indagati oscilla infatti tra i 45 e i 14 anni, con il coinvolgimento persino di un ragazzino che, all’epoca dei fatti, aveva appena 13 anni (e per questo non imputabile, ma segnalato).

La dinamica e i raid

Le indagini dei militari dell’Arma hanno fatto luce su tre distinti episodi avvenuti lo scorso anno, precisamente il 30 settembre, il 3 ottobre e il 13 novembre 2025. Teatro dei danneggiamenti, le strade tra via XX Settembre e via Napoli.

Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo agiva in concorso utilizzando palloni da calcio come “armi” improprie: calci violenti e mirati con l’obiettivo preciso di distruggere o mettere fuori uso le telecamere di videosorveglianza installate dal Comune per garantire la sicurezza urbana.

Le indagini: traditi dai social

A incastrare il branco è stata una meticolosa attività di indagine condotta dai Carabinieri, che hanno utilizzato le stesse tecnologie che i vandali cercavano di distruggere. I militari hanno incrociato i frame sopravvissuti delle registrazioni video con le foto pubblicate sui profili social network dei sospettati.

Un lavoro di comparazione certosino: a non lasciare scampo agli indagati sono stati i dettagli inequivocabili, come i tatuaggi e la fisionomia dei volti, che hanno permesso di dare un nome e un cognome a tutti i partecipanti ai raid.

In un contesto in cui il presidio del territorio e la videosorveglianza rappresentano strumenti imprescindibili per la legalità, l’operazione dell’Arma pone fine a una serie di atti vandalici che avevano rischiato di creare zone d’ombra nel centro cittadino.

Sant’Agnello, minorenne perde 800 euro nel centro scommesse e minaccia suicidio: centro chiuso

Sant’Agnello- I fatti risalgono a qualche mese fa, ma solo ora si sono conclusi gli accertamenti amministrativi e penali. È una mattina di maggio quando i Carabinieri della Compagnia di Sorrento intervengono in un centro scommesse di Sant’Agnello a seguito di una lite tra due donne.

Da un lato l’impiegata dell’agenzia, dall’altro una madre visibilmente scossa. Bastano pochi minuti ai militari per ricostruire l’accaduto. Dagli accertamenti emerge che un ragazzo di 17 anni aveva effettuato scommesse online attraverso il centro, perdendo somme fino a maturare un debito di circa 800 euro.

Il minorenne, dopo le perdite, avrebbe riferito all’impiegata di doversi recare a un vicino sportello bancomat per prelevare il denaro necessario a saldare il conto, lasciando un recapito telefonico. Tuttavia, al centro scommesse non sarebbe mai più tornato.

Nel frattempo il telefono del ragazzo inizia a squillare insistentemente. Messo alle strette e temendo le conseguenze, il giovane si rifugia dalla madre e, in preda alla disperazione, arriva a minacciare gesti estremi qualora il debito non fosse stato pagato. A quel punto la donna si reca al centro scommesse, dando origine alla discussione che porta all’intervento dei Carabinieri.

Le verifiche confermano che le scommesse erano state effettivamente effettuate da un minorenne, in violazione della normativa vigente. Scatta così la segnalazione all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che al termine dell’istruttoria emette il provvedimento sanzionatorio.

Per l’agenzia di scommesse una multa di 6.666 euro e la chiusura temporanea dell’attività dal 26 gennaio al 4 febbraio, per mancato rispetto delle disposizioni a tutela dei minori nel gioco d’azzardo.

Agerola, i truffatori inviano il taxi per prelevare la pensionata con i gioielli

Agerola– Un tempestivo intervento dei Carabinieri ha sventato ieri pomeriggio ad Agerola, in provincia di Napoli, una raffinata truffa ai danni di una pensionata 62enne romana, che stava per essere derubata di contanti e gioielli.

La dinamica, ricostruita dalle forze dell’ordine, è quella del classico “falso carabiniere”, ma con un dettaglio organizzativo inquietante: i truffatori avevano prenotato un taxi per prelevare la vittima.

Tutto è iniziato con una telefonata al figlio 32enne della donna. Un uomo, fingendosi un militare dell’Arma, lo ha convinto a recarsi urgentemente in caserma a Positano per un presunto interrogatorio in merito a una rapina.

Finta convocazione in caserma al figlio

Appena il figlio è uscito di casa, è toccato alla madre. Un altro complice l’ha chiamata, sostenendo che il figlio fosse rimasto coinvolto in un grave incidente stradale. Per “aiutarlo”, le è stato ordinato di raccogliere tutti i suoi risparmi e i preziosi di casa.

Per rendere il tutto più credibile e rapido, il malvivente le ha annunciato che un taxi, già prenotato, sarebbe passato a prelevarla per condurla in un luogo “sicuro” dove avrebbe potuto consegnare il tutto.

Il piano stava per compiersi, ma è stato frustrato dall’intuito di una nipote della donna, che ha percepito l’anomalia della situazione e ha immediatamente allertato i veri carabinieri.

I militari sono intervenuti presso l’abitazione della pensionata proprio mentre la truffa era in atto, mettendola in salvo e avviando tutte le indagini del caso per risalire all’identità della banda.

Le investigazioni sono ora concentrate sulle telefonate e sulla corsa del taxi, per individuare e catturare i responsabili di un tentativo di frode che sfrutta la paura e l’amore familiare, braccando con tecniche sempre più sofisticate le vittime più vulnerabili.

Acerra, estorsione a un imprenditore: 4 arresti

Acerra – Quattro persone sono state arrestate ad Acerra con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e della Stazione di Acerra hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tra luglio e ottobre 2025 gli indagati avrebbero più volte minacciato un imprenditore del territorio, evocando la propria appartenenza alla criminalità organizzata locale. L’imprenditore stava realizzando lavori a una scuola dell’infanzia.

Uno dei quattro era latitante all’epoca delle minacce

L’obiettivo, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, era ottenere somme di denaro in cambio della “possibilità” di continuare a lavorare senza ritorsioni. Uno dei quattro, all’epoca dei fatti contestati, risulta essere stato latitante. Si tratta del ras Antonio Aloia colpito da una nuova ordinanza cautelare nella giornata di ieri nell’inchiesta per l’omicidio di Ottavio Colalongo ucciso a Scisciano nel dicembre scorso.

Casoria, crolla il palazzo di via Cavour: l’evacuazione tempestiva ha evitato la strage

Casoria – Una tragedia sfiorata, evitata solo grazie alla prontezza dei soccorsi e a un pizzico di fortuna.

In via Cavour, nel cuore di Casoria, un edificio è crollato nelle prime ore di oggi. Il bilancio, che poteva essere drammatico, parla fortunatamente di zero feriti: il palazzo era stato infatti sgomberato in via precauzionale dai Vigili del Fuoco meno di 24 ore prima.

L’allarme e l’evacuazione

Tutto era iniziato nella giornata di ieri, quando un forte boato aveva scosso il quartiere, mettendo in allerta i residenti. L’immediato intervento dei Vigili del Fuoco e il monitoraggio dei tecnici avevano spinto il Sindaco a disporre lo sgombero d’urgenza di circa venti nuclei familiari.

Le persone coinvolte hanno trovato riparo presso amici e parenti, mentre l’area veniva transennata con la chiusura di due arterie stradali limitrofe.

Le cause: il giallo della condotta idrica

Secondo le prime ricostruzioni, il cedimento strutturale sarebbe stato innescato dalla rottura di una condotta idrica sotterranea. L’infiltrazione d’acqua avrebbe compromesso la stabilità delle fondamenta, portando al collasso odierno. Il crollo ha causato l’immediata interruzione dell’erogazione dell’acqua in tutta la zona circostante.

L’intervento della Regione Campania

La macchina dei soccorsi istituzionali si è messa in moto istantaneamente. La Protezione Civile della Regione, d’intesa con il presidente Roberto Fico, ha inviato sul posto due autobotti da 15mila litri gestite da SMA Campania per sopperire alla mancanza d’acqua.

“Siamo sul posto per seguire da vicino l’evolversi della situazione e fornire il massimo supporto all’amministrazione comunale e ai cittadini coinvolti”, ha dichiarato l’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, giunta in via Cavour per coordinare gli interventi.

Al momento i tecnici sono al lavoro per mettere in sicurezza i resti dell’edificio e valutare l’agibilità dei palazzi confinanti, mentre si attende il ripristino della normale fornitura idrica per la cittadinanza.

Santa Maria Capua Vetere, il boss decideva tutto: droga, alloggi e punizioni

Nel rione popolare ex Iacp di Santa Maria Capua Vetere, le cosiddette Palazzine, nulla si muoveva senza il via libera del capo. Non solo la droga, ma anche le case, le persone, persino le vite.

A comandare era Vincenzo Santone, detto ’o Zuppariell, 41 anni, indicato dagli inquirenti come il vertice assoluto del sodalizio criminale sgominato da Polizia di Stato e Direzione distrettuale antimafia di Napoli con un maxi blitz che ha portato a 17 misure cautelari (tre a carico di minorenni) e due arresti in flagranza per droga e armi.

Un’operazione imponente, con oltre 140 poliziotti impegnati, presentata nel corso di una conferenza stampa in Procura a Napoli alla presenza del procuratore Nicola Gratteri, del procuratore aggiunto Michele Del Prete, della procuratrice per i minorenni Patrizia Imperato, del questore di Caserta Andrea Grassi e del capo della Squadra Mobile Massimiliano Russo.

Il capo e il sistema delle quote

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Santone si comportava come un vero e proprio boss di camorra, esercitando un controllo capillare sulle piazze di spaccio del territorio sammaritano. Il meccanismo era semplice quanto feroce:

la droga doveva essere acquistata esclusivamente da lui;

ogni pusher era obbligato a versare una quota fissa, quantificata in 200 euro a settimana, destinata – ufficialmente – al mantenimento degli affiliati detenuti;

in alternativa, chi non versava il denaro doveva rifornirsi di stupefacente a prezzi maggiorati.

«A questo diktat – ha spiegato in conferenza stampa il dirigente della Mobile Massimiliano Russo – l’alternativa era la morte». Una frase che restituisce la cifra del clima che si respirava nel rione.

Le case popolari come premio di fedeltà

Ma il potere di Santone non si fermava allo spaccio. Dalle indagini emerge un ulteriore elemento inquietante: l’assegnazione degli alloggi popolari. Le abitazioni libere o occupate abusivamente nelle Palazzine Iacp venivano distribuite secondo i desiderata del capo, che decideva chi doveva entrare e chi, invece, doveva andarsene.

Un controllo che passava anche attraverso la moglie, utilizzata – secondo gli inquirenti – come intermediaria, e che trasformava le case popolari in strumenti di consenso e di dominio, riservate agli affiliati più fidati o alle famiglie ritenute “affidabili”.

L’omicidio di Emanuele Nebbia

In questo contesto di sopraffazione si inserisce l’omicidio di Emanuele Nebbia, 26 anni, ucciso con un colpo di pistola alla tempia la notte di Capodanno 2024, pochi minuti dopo la mezzanotte, mentre stava festeggiando l’arrivo del nuovo anno nel cortile di casa facendo esplodere fuochi d’artificio.

Un delitto efferato che, secondo la Dda, aveva un obiettivo preciso: punire chi aveva osato ribellarsi. Nebbia, infatti, avrebbe tentato di rendersi autonomo nella gestione della sua piazza di spaccio, cercando canali di approvvigionamento alternativi e sottraendosi al monopolio imposto da Santone.

Per l’omicidio, il boss è indagato come esecutore materiale, insieme a Luigi Martucci, 21 anni, detto ’o Mucill, e a Nicola Marino, 19enne già detenuto, accusati di averlo coperto e di essersi occupati dell’occultamento della pistola calibro 7,65 utilizzata per l’agguato. Per entrambi è stata disposta la custodia cautelare in carcere dal gip Finamore del Tribunale di Napoli.

«Ci prendiamo le loro case»

Le intercettazioni raccontano anche il dopo omicidio. Santone, dalle conversazioni captate, manifestava la volontà di cacciare la famiglia Nebbia dal rione per occupare le loro abitazioni e rafforzare ulteriormente il controllo del territorio.

«Ci prendiamo la casa al primo piano… la devo sfondare io stesso, faccio mettere Barbara dentro con la creatura», dice in un colloquio dal carcere. Un linguaggio brutale, che restituisce la totale assenza di freni e la convinzione di poter disporre delle persone e delle case come fossero proprietà privata del clan.

La compagna e il legame con i Belforte

A sostenere Santone nella gestione quotidiana del gruppo criminale ci sarebbe stata la compagna Giulia Buonpane, figlia di Nicola, ras del clan Belforte di Marcianise, detenuto a Tempio Pausania, in Sardegna. Secondo l’accusa, la donna avrebbe avuto un ruolo operativo: dal taglio e occultamento della droga alla contabilità delle piazze di spaccio.

Un legame familiare che, per gli inquirenti, rafforzava il peso criminale del sodalizio e i suoi collegamenti con ambienti camorristici strutturati del Casertano.

Minorenni arruolati come “carne da macello”

Tra gli arrestati figurano anche tre minorenni, per i quali ha proceduto la Procura minorile di Napoli. Un dato che ha spinto il procuratore Nicola Gratteri a sottolineare un fenomeno sempre più diffuso: l’uso sistematico di giovanissimi da parte dei clan.

«Il minore rischia meno dal punto di vista normativo ed è più facilmente influenzabile – ha spiegato – viene arruolato come carne da macello, usato per trasportare droga, armi o persino per uccidere».

La risposta dello Stato

Il blitz ha posto fine a una stagione di violenze che, tra la fine del 2023 e il 2024, aveva visto susseguirsi stese, tentati omicidi e l’uccisione di Nebbia, alimentando paura e tensione nel rione.

«La comunità sammaritana era giustamente preoccupata – ha ricordato il questore Andrea Grassi –. Operazioni come questa dimostrano la sinergia tra autorità giudiziaria e forze di polizia e incidono concretamente sulla percezione della sicurezza».

Un colpo duro a un gruppo che aveva trasformato un quartiere popolare in un feudo criminale, dove a decidere tutto – dalla droga alle case, fino alla vita o alla morte – era un solo uomo. Vincenzo Santone.

Il racket del clan Rea-Veneruso: ordini dal carcere e pizzo agli imprenditori

Napoli – Tra paura, silenzi e ammissioni parziali delle vittime, i carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno dato esecuzione a una nuova ordinanza cautelare nei confronti di esponenti del clan Rea-Veneruso, sodalizio criminale operante da anni tra Casalnuovo e Volla.

Sei le misure eseguite nei confronti di soggetti già noti alle forze dell’ordine, oggi gravemente indiziati, a vario titolo, del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Quattro degli indagati si trovavano già detenuti al momento dell’esecuzione del provvedimento.

Al vertice dell’organizzazione, secondo l’impianto accusatorio, resta Francesco Rea, alias ’o pagliesco, ritenuto il capo promotore del clan e considerato dagli investigatori il vero dominus del malaffare nella zona da quasi trent’anni, capace di impartire ordini anche dal carcere.

Il contesto criminale

L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo, si inserisce nel filone già avviato dopo l’omicidio di Pasquale Manna, alias Pasqualino, ucciso il 2 marzo 2023 da una coppia di sicari tra Volla e Casalnuovo.

Proprio seguendo la scia di quell’agguato, che aveva già portato all’arresto di Rea e di altri presunti gregari, gli investigatori hanno documentato una serie di episodi estorsivi consumati ai danni di imprenditori locali, in particolare nel settore edilizio e della distribuzione di bevande.

Il pizzo agli imprenditori

Secondo quanto emerso, le vittime sarebbero state costrette a versare somme di denaro per poter continuare a lavorare “senza problemi”. In almeno un caso, un imprenditore edile avrebbe consegnato mille euro agli emissari del clan. Non solo: lo stesso costruttore sarebbe stato destinatario di una richiesta ben più onerosa, una tangente da 20mila euro, presentata come “quota proporzionale ai guadagni”.

Pretese analoghe sarebbero state avanzate anche nei confronti di un imprenditore della distribuzione di bibite e alcolici, segno di un controllo capillare del territorio e delle attività economiche.

Fondamentali, per la ricostruzione dei fatti, le intercettazioni telefoniche e ambientali, che hanno consentito di fotografare pressioni, lamentele e vere e proprie minacce.
Le intercettazioni e l’omertà

Emblematico uno sfogo captato il 25 luglio: l’imprenditore edile, esasperato dal pressing di Felice Romano – su input di Fabio Luino – prova a ribellarsi, parlando di “regalo per quieto vivere” e contestando l’obbligo di pagare somme non dovute.

Pochi giorni dopo, convocato in caserma, l’uomo ammette di aver pagato il pizzo. Una scelta che scatena la reazione del figlio, intercettato mentre rimprovera duramente il padre nella sala d’attesa dei carabinieri: un dialogo che restituisce in modo plastico il clima di omertà e paura ancora diffuso. “La bocca la devi tenere chiusa”, è il monito che sintetizza una cultura del silenzio difficile da scalfire.

Il nodo dell’omicidio Manna

Sul fondo dell’inchiesta resta l’ombra dell’omicidio di Pasquale Manna. A fornire nuovi elementi è stato il collaboratore di giustizia Giovanni Braccia, ex esponente del clan De Micco di Ponticelli.

Secondo il suo racconto, messo a verbale il 6 febbraio scorso, Rea – appena tornato in libertà – avrebbe preteso il pagamento delle somme estorsive non solo dagli imprenditori, ma anche da esponenti interni al clan. Manna, però, si sarebbe rifiutato di pagare, e proprio questo diniego gli sarebbe costato la vita.

Nelle prossime ore i sei indagati compariranno davanti al gip Donatella Bove per l’interrogatorio di garanzia. Resta ferma, per tutti, la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Le indagini, tuttavia, non si fermano. Gli inquirenti non escludono ulteriori sviluppi e nuovi scenari investigativi, mentre emerge con forza un dato: ancora oggi molte vittime di estorsione preferiscono pagare e negare l’evidenza, raccontando che quell’obolo è solo “carità”.

I sei indagati

Francesco Rea, alias ’o pagliesco, ritenuto capo promotore del clan Rea-Veneruso
Fabio Luino, cognato di Rea
Antonio Laurato, figlio dell’ex compagna di Rea, indicato come proconsole del boss
Domenico Raccioppoli
Felice Romano, alias ’o barbier
Antonio De Luca, alias ’o chiattone, suocero di Fabio Luino

(nella foto da sinistra il boss Francesco Rea,  Fabio Luino, Felice Romano, Antonio Laurato, Domenico Raccioppoli e Antonio De Luca)

Oroscopo del giorno: venerdì 23 gennaio 2026 Previsioni di Paolo Tedesco

3

Le stelle di questo venerdì dipingono una giornata dalle due anime. Da un lato, l’energia è pratica e costruttiva, spinta da Marte in Ariete e da una Luna in aspetto armonico, che invita a concretizzare, a chiudere questioni in sospeso e a lavorare con determinazione. Dall’altro, Venere in Pesci soffia un vento di sogni, compassione e ideali, chiedendoci di non perdere di vista la poesia delle connessioni umane e l’ascolto del cuore.

ARIETE
Amore: La Luna in Trigono accende la passione. Ottima giornata per un appuntamento romantico o per chiarire sentimenti in sospeso.
Lavoro: Marte ti dà carica. Progetti in fase di stallo potrebbero sbloccarsi all’improvviso. Sii deciso.
Salute: Attenzione alla testa e alle tensioni muscolari. Una breve pausa meditativa ti aiuterà.
Finanze: Un piccolo imprevisto potrebbe richiedere una spesa extra. Non agire d’impulso negli acquisti.
Consiglio di Paolo Tedesco: Non bruciare le tappe. La costanza oggi vince sulla fretta.

TORO
Amore: Venere nel tuo settore sociale favorisce incontri piacevoli. Per le coppie, serata di complicità in casa.
Lavoro: Colleghi collaborativi. Ideale per lavori di squadra o per chiudere accordi in ambiente rilassato.
Salute: Cerca di bilanciare i piaceri della tavola. Una lunga passeggiata rigenererà corpo e mente.
Finanze: Situazione stabile. Evita di prestare denaro senza una garanzia scritta.
Consiglio di Paolo Tedesco: Fidati del tuo fiuto pratico, ma non diventare diffidente.

GEMELLI
Amore: Mercurio favorisce le comunicazioni dal cuore. Dì ciò che senti, parole sincere saranno apprezzate.
Lavoro: Giornata dinamica, piena di scambi e nuove idee. Attenzione alle distrazioni.
Salute: Il sistema nervoso è sotto pressione. Ritmo troppo serrato? Fai un respiro profondo.
Finanze: Possibile occasione interessante da un contatto. Valuta, ma non decidere oggi.
Consiglio di Paolo Tedesco: Metti ordine nei pensieri prima di parlare. Chiarezza è potere.

CANCRO
Amore: L’atmosfera è tenera e protettiva. Per i single, un’attrazione potrebbe nascere in un luogo familiare.
Lavoro: Iscrizioni o pratiche burocratiche vanno a buon fine. Buon momento per sistemare le cose in sospeso.
Salute: Le emozioni influenzano lo stomaco. Cibi semplici e caldi saranno i tuoi alleati.
Finanze: Qualche spesa per la casa è prevista. Cerca offerte, ne troverai.
Consiglio di Paolo Tedesco: Lascia che l’intuito guidi le tue scelte, ma tieni i piedi per terra.

LEONE
Amore: Splendi e attiri sguardi. Se sei impegnato, una sorpresa del partner ti farà sentire amato.
Lavoro: Fase creativa al top. Esponi le tue idee senza timore, saranno notate.
Salute: Energia in ripresa. Approfittane per iniziare un’attività fisica che ti diverte.
Finanze: Piccola entrata inaspettata (rimborso, vincita minima). Goditela senza sensi di colpa.
Consiglio di Paolo Tedesco: La generosità è una tua dote, ma oggi non esagerare con i regali.

VERGINE
Amore: Giornata più razionale che passionale. Cerca connessioni mentali stimolanti, l’amore fiorirà dopo.
Lavoro: Efficienza massima. Ideale per analisi, pianificazione e lavoro di precisione.
Salute: Attenzione a posture sbagliate alla scrivania. Stretching e pause frequenti.
Finanze: Gestione oculata e risparmio. Ottimo giorno per fare un bilancio mensile.
Consiglio di Paolo Tedesco: Non cercare la perfezione in ogni dettaglio. A volte “buono” è abbastanza.

BILANCIA
Amore: Armonia e desiderio di pace. Perdona un piccolo screzio passato e ritrova l’equilibrio.
Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose oggi. Mediazione riuscita in vista.
Salute: Il benessere mentale passa attraverso l’estetica. Circondati di bellezza.
Finanze: Investire in qualcosa di bello per te o la casa potrebbe valere la pena.
Consiglio di Paolo Tedesco: Cerca il punto di incontro, ma non annullare le tue esigenze.

SCORPIONE
Amore: Intensità in aumento. Sessualità e profondità emotiva in primo piano. Confessioni importanti possibili.
Lavoro: Uno sguardo penetrante ti aiuta a scoprire verità nascoste. Utile per trattative.
Salute: Energia potente. Attività fisica intensa può essere un ottimo sfogo.
Finanze: Situazioni finanziarie complesse (debiti, prestiti) possono fare un passo avanti.
Consiglio di Paolo Tedesco: Trasforma la tua forza interiore in azione costruttiva, non in sospetto.

SAGITTARIO
Amore: Ottimismo e avventura. Incontri possibili in contesti internazionali o culturali.
Lavoro: Prospettive di ampliamento. Una proposta che coinvolge viaggi o formazione è alle porte.
Salute: Il buon umore è la tua migliore medicina. Attenzione a strappi muscolari negli sport.
Finanze: Investire in conoscenza (corso, libro) sarà fruttuoso.
Consiglio di Paolo Tedesco: Segui il tuo entusiasmo, ma verifica le informazioni prima di partire.

CAPRICORNO
Amore: I sentimenti sono profondi e seri. Un gesto di responsabilità verso il partner rafforza il legame.
Lavoro: Dedizione e ambizione danno frutti. Riconoscimento da una figura autorevole possibile.
Salute: Attenzione a ossa e articolazioni. Un integratore di calcio e magnesio potrebbe aiutare.
Finanze: Pianificazione a lungo termine dà sicurezza. Ottimo giorno per parlare con un consulente.
Consiglio di Paolo Tedesco: La tua perseveranza è ammirevole, ma concediti un attimo di leggerezza.

ACQUARIO
Amore: L’amicizia è la base. Una conoscenza può trasformarsi in qualcosa di più. Aria di rinnovamento.
Lavoro: Idee innovative e rivoluzionarie sono ben accolte. Collabora con menti affini.
Salute: Benessere collegato alla libertà. Stare in spazi aperti ti ricarica.
Finanze: Qualcosa di inatteso riguardo a progetti collettivi o tecnologici.
Consiglio di Paolo Tedesco: La tua visione unica è un dono. Condividila con il mondo.

PESCI
Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. Una connessione spirituale con qualcuno è possibile.
Lavoro: Intuizione fiorente. Lavori creativi, artistici o di aiuto vanno a gonfie vele.
Salute: Ricorda di ancorarti al presente. Troppa evasione può stancare la mente.
Finanze: Un gesto di generosità verso una buona causa ti ripagherà in serenità.
Consiglio di Paolo Tedesco: La compassione è la tua forza. Proteggi i tuoi confini mentre doni.

 Cosa ci riservano le stelle venerdì 23 gennaio 2026?

Il consiglio astrologico unificante che emerge è un invito all’equilibrio: agire con decisione nel mondo tangibile (lavoro, finanze) senza però spegnere la voce dell’intuito e delle emozioni (amore, salute). È una giornata in cui un gesto pratico può essere carico di sentimento, e un sogno può trovare il primo passo per realizzarsi.

Paolo Tedesco ricorda: “Le stelle suggeriscono, non comandano. Venerdì 23 ci offre un’enerzia attiva ma non aggressiva, sensibile ma non lacrimosa. Usiamo questa miscela per avanzare con passo sia fermo che leggero, costruendo il futuro senza dimenticare la maglia del presente.”

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