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Sorrento, minorenne nei guai con la droga: 11 dosi in tasca e hashish negli hoverboard

Sorrento – Manca poco alle 21 quando la gazzella dei carabinieri di Sorrento imbocca via Sant’Aniello, strada isolata e interdetta al traffico veicolare. Il cielo coperto annuncia un temporale imminente, la pioggia bagna l’asfalto e scoraggia i passanti. La routine serale dei militari si interrompe bruscamente: in fondo alla via, un gruppo di cinque ragazzini tra i 15 e i 17 anni.

L’odore sospetto e la perquisizione in strada

I carabinieri si avvicinano al gruppo, che non si è accorto del loro arrivo. Scendendo dall’auto, l’aria umida amplifica un odore inconfondibile: spinello. I ragazzi appaiono agitati, in particolare il più grande, un 17enne. Parte la perquisizione: nelle sue tasche, 11 dosi di hashish, custodite in un sacchetto di nylon con chiusura a strappo.

Droga nascosta in casa, tra gli hoverboard

Il 17enne viene portato a Massa Lubrense per estendere i controlli nell’abitazione familiare. Sul patio, un portaombrelli e alcuni hoverboard attirano l’attenzione. Entrando nell’appartamento, sotto lo sguardo incredulo della madre, i militari perquisiscono la stanza del ragazzo.

Nella custodia degli hoverboard, altri 20 grammi di hashish, un piatto intriso della sostanza e un bilancino di precisione. Incensurato, il giovane è stato denunciato a piede libero e affidato ai genitori. Le indagini proseguono per chiarire i dettagli del traffico.

Napoli, addio a Gianfranco Caliendo: storica voce del gruppo Il Giardino dei Semplici

È morto a Napoli, all’età di 70 anni, Gianfranco Caliendo, storico frontman, chitarrista e autore de Il Giardino dei Semplici, gruppo simbolo della musica leggera italiana della cosiddetta generazione Beat.

L’annuncio della scomparsa è arrivato attraverso un commosso messaggio pubblicato sui social dal figlio Tiziano:

“Ciao papà. Ti aspetta il concerto più bello. Sarà meraviglioso, sarà perfetto. Il palco è tuo e ci sarà un pubblico infinito ad applaudirti. Tu, per me, rivivrai ogni volta che ascolteremo la tua voce e la tua musica. Ti voglio bene, Capellone”.

I funerali si terranno oggi, 1° aprile, alle ore 17 nella chiesa di Sant’Antonio di Fuorigrotta.

Una carriera tra successi e concerti

Con 14 album pubblicati, oltre 2.000 concerti e più di 4 milioni di dischi venduti, Il Giardino dei Semplici ha accompagnato generazioni di ascoltatori con una miscela di melodia italiana e sonorità mediterranee. Tra i brani più celebri figurano “M’innamorai”, “Tu, ca nun chiagne”, “Vai”, “Miele”, “Concerto in La Minore”, “Silvie” e “…E amiamoci”.

Il gruppo nacque nel 1974 a Napoli su iniziativa di Caliendo insieme al batterista Gianni Averardi. Alla formazione si unirono poi Andrea Arcella e Luciano Liguori.

Il progetto prese slancio grazie al sostegno dei produttori Giancarlo Bigazzi e Totò Savio, che portarono la band al debutto discografico nel 1975 con il singolo “M’innamorai”, subito seguito dal grande successo di “Tu, ca nun chiagne”, che conquistò il disco d’oro.

Il periodo d’oro e l’incidente prima di Sanremo

Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta Caliendo fu protagonista del periodo più fortunato della band. In quegli anni guidò il gruppo anche in momenti difficili, come il grave incidente stradale del 1977, avvenuto poco prima della partecipazione al Festival di Sanremo con il brano “Miele”. Nonostante le conseguenze dell’incidente, la band salì comunque sul palco del Teatro Ariston, confermando il forte legame con il pubblico.

Autore prolifico, Caliendo contribuì in modo decisivo all’evoluzione stilistica del gruppo, passando dal pop melodico alle sperimentazioni legate al Neapolitan Power, mantenendo sempre una cifra musicale romantica e riconoscibile.

L’addio al gruppo e la carriera solista

Nel 2012, dopo quasi quarant’anni di attività, lasciò Il Giardino dei Semplici per intraprendere un percorso solista, continuando a reinterpretare i successi storici e pubblicando nuovi lavori. Nel 2021 diede alle stampe l’autobiografia “Memorie di un capellone. Luci ed ombre di un successo anni ’70”, in cui raccontò la propria esperienza nel mondo della musica.

Le origini e gli inizi a Napoli

Nato a Firenze nel 1956, era nipote del musicista napoletano Eduardo Caliendo, con il quale iniziò gli studi musicali dopo il trasferimento a Napoli.

Appena tredicenne fondò nel 1969 il suo primo gruppo, Gli Stars 69, insieme ad amici del quartiere tra Vomero e Arenella. Negli anni successivi la band cambiò nome in I Diapason, esibendosi nei circoli cittadini e nei festival estivi della Campania.

Nel 1973 diede vita ai Gung, complesso residente al Queen Elizabeth, all’epoca una delle discoteche più frequentate di Napoli. L’anno successivo arrivò l’incontro decisivo con Averardi e la nascita de Il Giardino dei Semplici, il progetto destinato a segnare tutta la sua carriera.

L’impegno per i giovani musicisti

Negli ultimi anni Caliendo si era dedicato anche alla produzione musicale, fondando uno studio di registrazione, un’etichetta discografica e una scuola di musica, l’Accademia Caliendo, dove insegnava canto moderno e seguiva la formazione di giovani artisti.

Con la sua scomparsa se ne va una delle voci più riconoscibili della musica italiana degli anni Settanta, protagonista di una stagione che ha lasciato un segno profondo nella storia della canzone popolare.

Soccavo, ruba corrente anche dai domiciliari: denunciato

I Carabinieri della compagnia Bagnoli hanno messo in atto un’articolata operazione di controllo e perquisizione nel quartiere Soccavo, concentrando l’attenzione su un fenomeno ormai considerato dagli investigatori come “illegalità diffusa”.

Il bilancio finale è di sette persone denunciate, tutte finite al centro di un sistema in cui l’elusione delle regole sembra essere diventata una paradossale abitudine.

Il caso paradossale del 38enne ai domiciliari

Il dato più eclatante emerso durante le verifiche riguarda un 38enne già sottoposto agli arresti domiciliari in via Catone. L’uomo, nonostante la costante attenzione delle forze dell’ordine, aveva deciso di manomettere il proprio contatore di corrente.

A tradirlo, il caso: i militari si trovavano all’interno dell’appartamento quando è stata abbassata la leva del salvavita. La luce, tuttavia, non si è spenta e la televisione è rimasta accesa, rivelando l’allaccio abusivo.

La “scoperta” nella stessa strada

Nella medesima via, i carabinieri hanno individuato altre tre situazioni analoghe. Un uomo e due donne, tutti già noti alle forze dell’ordine, avevano manomesso i rispettivi contatori Enel. Per una delle due donne, inoltre, è scattata un’aggravante: si trovava già in regime di detenzione domiciliare, circostanza che rende ancora più grave l’illecito contestato.

Controlli anti-droga e locali sequestrati

Il bilancio dei sette denunciati si completa con un’altra operazione parallela. Nel corso dei controlli finalizzati al contrasto dello spaccio, i militari hanno sorpreso tre persone all’interno di un locale situato in via Anco Marzio. L’immobile, risultato già sequestrato perché in passato utilizzato come piazza di spaccio, era stato nuovamente occupato. Per i tre è scattata la denuncia.

Casavatore, si schianta con l’auto: muore 29enne di Casoria

Un altro giovane muore sull’asfalto del Napoletano. È accaduto nella notte a Casavatore, in via Taverna Rossa, al confine con San Pietro a Patierno, dove un 29enne originario di Casoria ha perso la vita in un incidente stradale che si è rivelato fatale.

Per cause ancora in corso di accertamento, il giovane — alla guida di una Fiat 600 — ha perso improvvisamente il controllo del veicolo, finendo violentemente contro un palo della luce. Un impatto devastante: il 29enne è deceduto sul colpo, senza lasciare scampo a qualsiasi tentativo di soccorso.

Aperta un’indagine per stabilire le cause dell’incidente

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della stazione locale, che hanno avviato i rilievi del caso. L’autovettura è stata sequestrata. La salma, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, è stata anch’essa posta sotto sequestro in attesa di autopsia, necessaria per chiarire l’esatta dinamica dei fatti.

L’ennesima vita spezzata sulle strade della provincia di Napoli, in un 2026 che si sta rivelando già drammaticamente costellato di tragedie asfalto.

Giugliano, ubriaco sfascia l’hotel, ruba sei birre e ne beve una mentre scappa: arrestato

Giugliano – Sembra la trama di un action-movie hollywoodiano di serie B: il teppista ubriaco, la distruzione selvaggia, la fuga rocambolesca e la battuta finale pronunciata con il fiatone. Invece è successo davvero, ma senza esplosioni né inseguimenti in auto. Solo un 26enne fuori controllo nella quieta campagna di Giugliano in Campania.

La devastazione all’hotel

Tutto è accaduto in via Carrafiello, una strada isolata nella frazione di Varcaturo. Il giovane, già visibilmente alterato dall’alcol, ha prima preso di mira la sala dell’hotel, distruggendo arredi e oggetti. Poi è passato al primo piano, dove ha danneggiato porte, vasi e pareti del corridoio.Non contento, si è scagliato contro il personale della reception, minacciando e aggredendo i dipendenti.

La fuga con il “tesoro”

Quando sono arrivati i Carabinieri della stazione di Giugliano, il 26enne ha deciso che era il momento di darsela a gambe. Prima di scappare, però, ha arraffato dal bar dell’hotel sei bottiglie di birra da 33 centilitri ciascuna.Inseguito dai militari, è stato raggiunto e bloccato poco dopo. Durante la breve fuga è riuscito comunque a stapparne e a bersi una.

Recuperate cinque delle sei birre, il giovane è stato arrestato per rapina aggravata e accompagnato in carcere. I Carabinieri hanno restituito il maltolto all’hotel, tranne la bottiglia che il 26enne aveva già fatto fuori.Una storia che, tolto il lato cinematografico, lascia soprattutto l’amaro in bocca: danni a una struttura ricettiva, personale aggredito e un giovane che, invece di una serata “da film”, si ritrova ora dietro le sbarre.

Napoli, nuova sparatoria in piazza Carolina: 16enne ferito alle gambe

Napoli – Il silenzio della notte a ridosso di Piazza del Plebiscito è stato squarciato ancora una volta dal rumore sordo dei colpi di pistola. Piazza Carolina, il “salotto” che dovrebbe essere blindato dalle telecamere e dalla vicinanza con i palazzi del potere, si conferma invece terra di frontiera.

Il bilancio di questa notte parla di un ragazzo di soli 16 anni trasportato d’urgenza al Vecchio Pellegrini con ferite d’arma da fuoco alle gambe.

L’agguato poco prima della mezzanotte

Secondo la prima ricostruzione fornita dalla vittima agli agenti del Commissariato San Ferdinando, il raid è scattato intorno a mezzanotte. Il sedicenne si trovava in compagnia di alcuni amici quando il gruppo è stato puntato da diversi giovani in sella a scooter di grossa cilindrata.

Senza troppi giri di parole, i sicari hanno estratto la pistola e hanno fatto fuoco ad altezza d’uomo, centrando il minorenne agli arti inferiori prima di dileguarsi nei vicoli adiacenti. I medici dell’ospedale Vecchio Pellegrini che lo hanno preso in cura hanno escluso il pericolo di vita, ma il messaggio impresso nel piombo è chiaro: in Piazza Carolina si spara ancora.

Il precedente: gli 11 minuti di terrore del dicembre scorso

Il ferimento di questa notte non è un fulmine a ciel sereno, ma l’ennesimo capitolo di una “guerra lampo” che ha il suo epicentro proprio in questa piazza. Solo quattro mesi fa, nella notte tra l’11 e il 12 dicembre 2025, Piazza Carolina fu teatro di un conflitto a fuoco spaventoso durato oltre dieci minuti.

In quell’occasione, un commando di giovanissimi dei Quartieri Spagnoli scatenò l’inferno contro i rivali del Pallonetto di Santa Lucia. Non fu una semplice “stesa” intimidatoria, ma un vero e proprio tentativo di omicidio collettivo a cui il gruppo contrapposto rispose armi in pugno, tra la folla terrorizzata della movida.

La scia di sangue, le indagini e gli arresti

Le indagini della DDA e della Procura per i Minorenni su quel drammatico precedente avevano portato, nel gennaio scorso, all’esecuzione di sette fermi (tra cui quattro minorenni).

L’ultimo dei “pistoleri”, un giovane legato ai clan del Pallonetto, era stato intercettato e ammanettato a Capodichino appena rientrato dalla Spagna. Gli inquirenti avevano allora delineato uno scenario di contrasti feroci per il controllo dello spaccio e del racket dell’alcol low-cost tra i rioni limitrofi.

Oggi, con i rilievi della Scientifica ancora in corso e i bossoli repertati sull’asfalto, il timore degli investigatori è che la tregua seguita a quegli arresti sia già finita. La Polizia sta ora setacciando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per capire se dietro il 16enne ferito si celi la nuova scintilla di una faida mai spenta tra le nuove leve della criminalità urbana.

Stato contro Nolan: il teatro civile chiude il Pagani Teatro Festival

Domenica 29 marzo si è conclusa la VI edizione del Pagani Teatro Festival, che dal 26 ottobre 2025 ha animato la scena dell’ Auditorium Sant’Alfonso Maria de’ Liguori con una serie di spettacoli di qualità, tenendo fede al fine solidale presente dalle origini della rassegna, per desiderio del patron Alfonso Giannattasio.

Il valore artistico delle proposte, e la vocazione sociale a sostegno di alcune significative cause del territorio, ne hanno decretato il successo e il forte consenso del pubblico, confermando il festival come un appuntamento di rilievo nel panorama del teatro amatoriale.

Per l’ultimo spettacolo, dedicato alla memoria di Gerardo Califano — amico della comunità scomparso prematuramente — l’intento benefico si è concretizzato nella devoluzione dell’incasso al Centro Oncologico dell’Ospedale “Andrea Tortora” di Pagani. A dare valore alla serata è stata la Compagnia dell’Eclissi di Salerno, che ha portato in scena con grande profondità espressiva Stato contro Nolan – Un posto tranquillo di Stefano Massini, per la regia di Marcello Andria.

Questa realtà teatrale ha dato prova della propria maturità artistica interpretando un testo intenso — approdato al circuito nazionale con la regia di Alessandro Gassman — con il quale è risultata vincitrice alla XXVIII edizione della Rassegna “Teatro in Sala”, organizzata dall’Associazione I Ragazzi di San Rocco di Sala Consilina, ottenendo anche il Premio della Giuria Popolare.

L’architettura drammaturgica della pièce, espressione compiuta di teatro civile, pur affrontando temi di forte attualità, è ambientata nell’America degli anni Sessanta. Nella rappresentazione del 29 marzo, la scenografia presente sul palco dell’Auditorium di Pagani, firmata da Alfredo Marino ed Emanuela Barone, ha proposto una ricostruzione storicamente accurata del tribunale dell’epoca, generando un impatto visivo ed emotivo capace di immergere lo spettatore in quello spazio e in quel tempo, quasi rendendolo parte delle dinamiche processuali.

La storia, ideata da Stefano Massini, si sviluppa come un’avvincente riflessione sul potere del linguaggio: al centro non c’è il giudizio su un uomo, ma il modo in cui i fatti vengono raccontati, distorti, amplificati fino a generare allarmismi, paure infondate e una “realtà interrotta” che finisce per sostituirsi alla verità.

Sul banco degli imputati siede Herbert Nolan, direttore di una testata giornalistica di una piccola contea statunitense, accusato di aver alterato la realtà di un fatto di cronaca avvenuto sul territorio. Un omicidio, frutto di una tragica valutazione errata secondo le dure accuse del Procuratore distrettuale Eleanor Elisabeth Miles — figura determinata e agguerrita — diventa per Nolan l’occasione di diffondere notizie che di fatto intimoriscono la comunità, spingendola a rifornirsi di armi in modo ingiustificato. Gli articoli del giornale, opportunamente orientati in tal senso, finiscono così per favorire la fabbrica armiera di cui lo stesso Nolan è azionista.

La regia di Marcello Andria ha conferito allo spettacolo una forte e riconoscibile identità, grazie alla rigorosa alternanza degli elementi in scena e al ritmo preciso, perfettamente armonico, degli attori. Un ritmo che è apparso coerente e impeccabile rispetto agli spazi abitati e alla direzione scenica.

Ogni parola, ogni gesto, ha trovato una vibrante e lucida profondità, culminando nel giusto respiro. La cura del dettaglio ha restituito pieno valore agli accesi dialoghi, finemente interpretati da attori capaci di dosare con equilibrio intelligenza narrativa e sensibilità scenica.

Il nucleo dello spettacolo ha reso evidente un affascinante processo al linguaggio, trasformandolo in un’indagine sulla responsabilità che esso comporta. Il serrato dibattimento tra le parti ha mostrato come le sfumature, gli eccessi interpretativi della comunicazione, i toni, le metafore, gli aggettivi e, ancor più, le omissioni applicate con astuzia possano deformare i fatti, costruire un nemico e minare la realtà. Ne derivano ripercussioni profonde sulla fragilità della popolazione di un “posto tranquillo”, lasciando spazio all’ambizione sfrenata, all’arroganza, alla vanità.

La verità diventa così “malleabile”, l’informazione si trasforma in una sorta di letteratura che non illumina, ma inganna con un potere subdolo. Lo spettacolo, in definitiva, fa rimbalzare nel presente una traccia del passato, richiamando l’annosa questione delle fake news. Lo fa attraverso le figure iconiche dei protagonisti, ciascuno con il proprio lato confuso oppure oscuro.

Sul palco si sono avvicendate una serie di figure emblematiche — il giornalista ambizioso, il testimone travolto dalla paura collettiva, il pastore che interpreta la colpa come fatto comunitario, l’imprenditore che giustifica la violenza come bisogno primario — a dimostrazione di come la parola possa deformare la realtà.

Attraverso le loro testimonianze, il testo di Massini innesca, quasi imponendola, un’urgente riflessione sui temi della fragilità, mediata da autoinganni e interessi, che culmina nel monologo di Nolan, dove la paura non è creata, ma abilmente assecondata.

Complimenti dunque al regista e agli attori che hanno costruito e calcato la scena con una maturità impressionante: Felice Avella, Maurizio Barbuto, Marco De Simone, Marika De Vita, Lea Di Napoli, Ernesto Fava, Gerarda Mariconda, Alfredo Marino, Enzo Tota. Ciascuno ha dato voce, con autentica professionalità, al proprio complesso personaggio, rendendolo memorabile. Lo ha fatto senza mai cadere nel caos, favorendo la comprensione della natura ironica, realistica, filosofica e talvolta persino sacra dei ruoli, interpretandone la logica, il magnetismo, la spietatezza, la fragilità e anche l’eleganza, mentre su tutti aleggia la presenza di un giudice autorevole e giusto.

Il risultato è un insieme di tasselli che, richiamando i grandi film giudiziari americani e investendoli di una cifra umana più definita e riconoscibile, sembra lasciare al pubblico la facoltà di porsi un interrogativo inquietante: chi ha davvero il diritto di raccontare la vita degli altri? E, soprattutto, quanto è sottile il confine tra narrare fedelmente ed edulcorare il racconto?

Questo spettacolo ha ricordato quanto il teatro possa essere luogo di ascolto e di responsabilità. Il Pagani Teatro Festival , con il suo nutrito cartellone di eventi, ha aggiunto rilevante senso a questa funzione, restituendo alla comunità uno sguardo più lucido sul presente.

Napoli, assistente sociale aggredito con bastoni durante un controllo nel campo di via del Riposo

Napoli – Un assistente sociale del Comune di Napoli, di circa 60 anni, è stato aggredito con bastoni mentre si trovava all’interno del campo di via del Riposo per un controllo di routine. L’episodio si è verificato durante un sopralluogo finalizzato a verificare la frequenza scolastica dei bambini e la regolarità delle presenze nell’area.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la violenza sarebbe scoppiata dopo che il dipendente comunale ha chiesto a una persona non censita all’interno del campo di fornire le proprie generalità. A quel punto sarebbe stato accerchiato e colpito più volte con bastoni.

Il controllo e poi l’aggressione

L’assistente sociale ha riportato diverse contusioni e una distorsione al collo. Soccorso e trasportato all’ospedale Vecchio Pellegrini, è stato medicato e successivamente dimesso con una prognosi di circa sette giorni.

Sull’episodio è intervenuto anche il presidente della Commissione Sicurezza e Legalità della Municipalità, Michele Tortora, che ha espresso solidarietà al dipendente aggredito. Un messaggio condiviso da tutti i consiglieri della commissione, che hanno condannato l’episodio e manifestato vicinanza al lavoratore comunale.

Camorra, Chantal: la prestanome spagnola del clan dei Casalesi

Filippo Capaldo, il nipote prediletto del boss Michele Zagaria, non ha scelto un esilio dorato a Tenerife per riposare. È lì per investire. Il meccanismo scoperto dai ROS è un capolavoro di ingegneria finanziaria illecita che tocca tre continenti. Al centro di tutto, un appartamento di lusso a Dubai, nel complesso Aykon City 2, Torre C.

Il meccanismo scoperto dai ROS di Napoli è raffinato e raccontato nelle 600 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Fabio Provvisier che ha portato 19 tra boss e affiliati in carcere e 4 ai domiciliari mentre altri 21 tra faccendieri e prestanome sono indagati a piede libero.

Si finge una vendita per giustificare il rientro di capitali sporchi. Entrano in gioco Vincenzo Pellegrino e il cognato Armando Orlando (legato al clan Polverino). Orlando versa 200.000 euro a Pellegrino come “caparra” per l’acquisto della casa di Capaldo a Dubai. L’affare, ovviamente, non si concluderà mai, ma i soldi ora sono nel circuito legale.

Il piano è semplice: fingere la vendita dell’immobile di Dubai per giustificare il passaggio di denaro contante verso le attività spagnole. Vincenzo Pellegrino e Armando Orlando (vicino ai Polverino di Marano) sono gli attori di questa pantomima.

La “pezza a colori” dei contratti falsi

Il 26 dicembre 2023, Pellegrino e Orlando discutono su come giustificare i 100.000 euro inviati a Capaldo per ristrutturare il suo bar, l'”Enza Oro Cafe”.

Pellegrino: “Dobbiamo fare le cose allineate e coperte, che non dobbiamo andare con la capa nella cascetta!”
Orlando: “Filippo aspetta notizie sulla casa… se i soldi non arrivano, mo’ te li faccio mandare io dove vuoi tu… li faccio mettere dentro una borsa.”
Pellegrino: “Da 470 [mila euro] cerchiamo di inventarci una causale… tanto noi teniamo la ‘pezza a colori’ [il contratto falso].”

Il clan utilizza immobili di lusso a Dubai come garanzia per far girare capitali illeciti. Attraverso finti contratti di compravendita, i soldi sporchi vengono bonificati a società spagnole per aprire lounge bar e ristoranti.

Gli inquirenti hanno scoperto che il boss ha affidato il 70% della sua agenzia immobiliare spagnola a una donna descritta come “scaltra e pericolosa”: Chantal.

Il 1° gennaio 2024, Vincenzo Pellegrino e Armando Orlando si lasciano andare a confidenze pesantissime sulla gestione sentimentale-imprenditoriale di Capaldo.

Il fascino pericoloso della prestanome

Orlando: “Quella sta con lui… io la conosco da vent’anni. È una bella donna, ma è una ‘figlia di cantero’ [una vecchia volpe]. Commercialmente è fortissima, mo’ se l’è messa dentro all’agenzia.”
Pellegrino: “Ma Cristina? Quella che c’era prima?”
Orlando: “Cristina ci sta ancora, ma a questa qua [Chantal] ha dato il 70%! Quella fa tutto lei. Io glielo dissi a Filippo: ‘Non è buono che mischi il lavoro con altre cose’. Questa entra in tutte le parti, conosce tutti a Tenerife. Il padre ha costruito mezza isola prima di morire.”
Pellegrino: “Alla faccia… ma quanti anni tiene? Cinquanta? Se li porta bene… Però Armando, dacci un’occhiata tu. Filippo è mio cognato, gli voglio bene, ma questa è pericolosa.”
Orlando: “È una megalomane, si è mangiata tutto quello che aveva il padre. Mo’ speriamo che ‘storta va, diritta viene’, ma quella è un pericolo per tutti noi.”

Chantal non ha il padre, è originaria di Genova ma è cresciuta a Tenerife e conosce tutti. È il volto pulito che può muoversi dove un Capaldo verrebbe subito fermato. Ma è anche una donna che “si è mangiata tutto” e che potrebbe rappresentare il punto di rottura per l’intero clan.

Il magistrato è convinto: intestare quote a donne come Chantal o alla moglie (titolare formale di altre società come la Enza Oro Cafe) serve a creare una nebulosa impenetrabile. Chantal, con la sua rete di contatti locali a Tenerife, è lo scudo perfetto per le operazioni immobiliari del clan.

Filippo Capaldo ha blindato i suoi asset immobiliari intestandoli a figure femminili del suo entourage sentimentale. Chantal, l’attuale favorita, gestisce il 70% degli affari, scatenando le preoccupazioni dei soci del clan per la troppa esposizione.

 

Napoli, colpo alla Credem alla Riviera di Chiaia: caccia alla banda

Napoli – Un colpo studiato nei minimi dettagli, ma non privo di imprevisti. È di circa 100mila euro il bottino portato via dalla filiale Credem della Riviera di Chiaia, presa di mira nella notte da una banda che è riuscita a introdursi nei locali sfruttando i lavori di ristrutturazione in corso.

I malviventi hanno approfittato dei cantieri aperti per aggirare i sistemi di sicurezza e penetrare all’interno dell’istituto di credito senza forzare ingressi principali, eludendo così eventuali controlli esterni. Una volta dentro, si sono diretti con precisione verso l’area del Bancomat, riuscendo a svuotarlo completamente.

Durante le operazioni, però, qualcosa sembra essere andato storto. Sul pavimento della filiale sono state rinvenute alcune tracce di sangue, elemento che potrebbe rivelarsi decisivo per le indagini.

Non è escluso che uno dei componenti della banda si sia ferito durante il colpo, forse nel maneggiare attrezzature o nel tentativo di forzare i dispositivi.

Sul caso indagano le forze dell’ordine, che hanno immediatamente avviato la caccia alla gang. Al vaglio ci sono le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e degli esercizi commerciali vicini, nella speranza di ricostruire i movimenti dei responsabili prima e dopo il furto.

Uno dei banditi è rimasto ferito

Gli investigatori puntano anche sull’analisi delle tracce ematiche repertate all’interno della filiale, che potrebbero fornire elementi utili per identificare almeno uno dei ladri attraverso il DNA.

Non si esclude che si tratti di una banda specializzata in colpi agli sportelli automatici, capace di sfruttare vulnerabilità temporanee come quelle legate ai lavori in corso. Intanto, nel quartiere Chiaia cresce la preoccupazione tra residenti e commercianti, mentre prosegue serrata la ricerca dei responsabili.

Oroscopo di oggi 1 aprile 2026 di Paolo Tedesco

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Mercoledì 1 aprile 2026. Il primo giorno del mese si apre all’insegna del Pesce d’Aprile, un invito a non prendersi troppo sul serio. Le stelle ci suggeriscono di usare l’ironia come balsamo per le tensioni quotidiane, ma senza dimenticare che ogni scherzo, per essere riuscito, richiede tempismo e sensibilità. Vediamo come i pianeti influenzeranno la tua giornata.

ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

Amore: Oggi la tua solita impulsività lascia spazio alla concretezza. Un gesto pratico varrà più di mille parole. Se qualcuno ti fa uno scherzo, giocalo con spirito sportivo per riaccendere la complicità .
Lavoro: È la giornata ideale per mettere ordine. La tua efficienza non passerà inosservata ai superiori, a patto che tu riesca a moderare l’impulsività nelle comunicazioni scritte .
Salute: Attenzione alla digestione. Evita pasti consumati di fretta, il tuo stomaco ti chiede calma.
Finanze: Giornata favorevole per fare il punto della situazione, ma evita investimenti azzardati dettati dall’entusiasmo del momento.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Ariete, la fretta è cattiva consigliera oggi. Un passo alla volta, e vedrai che la vetta è più vicina di quanto pensi.”

TORO (20 aprile – 20 maggio)

Amore: La Luna accende il romanticismo. Se sei single, un incontro fortuito potrebbe avere risvolti seri. Se sei in coppia, cerca di non essere permaloso se il partner si lascia andare a uno scherzo .
Lavoro: Sei in una botte di ferro. La tua creatività è supportata da una logica ferrea. Approfittane per chiudere accordi importanti e pianificare il budget del mese con il solito pragmatismo .
Salute: Vitalità ai massimi. Dedicati a un hobby che rigenera lo spirito.
Finanze: Momento ideale per pianificare investimenti a lungo termine e valutare spese che migliorano la qualità della vita.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Toro, la tua forza sta nella costanza. Non temere gli scherzi del destino, oggi hai le spalle coperte.”

GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

Amore: Piccole tensioni familiari richiedono la tua diplomazia. La tua parlantina vivace sarà la chiave per trasformare un malinteso in una risata .
Lavoro: Meglio volare basso. Non è il giorno adatto per grandi annunci. Concentrati sul lavoro arretrato e sulle relazioni pubbliche, dove il tuo carisma farà la differenza .
Salute: Ti senti sotto pressione. Un bagno caldo o una camminata ti aiuteranno a ritrovare la calma.
Finanze: Attenzione alle spese futili. Oggi potresti essere tentato da acquisti impulsivi per noia.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Gemelli, la tua mente è brillante ma dispersiva. Anziché inseguire mille farfalle, costruisci un bel giardino.”

CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

Amore: Comunicazione fluida. È il giorno perfetto per chiarire un dubbio o per una dichiarazione. Dimostra l’affetto prendendoti cura del benessere della persona amata .
Lavoro: Scambi proficui. Un collega potrebbe darti la soluzione a un problema arretrato. Concentrati sulle pratiche da smaltire per iniziare aprile con la scrivania pulita .
Salute: Ottima forma. Ti senti scattante, una camminata veloce sarà un toccasana.
Finanze: Attenzione concreta alle risorse. Vuoi vedere riconosciuti i tuoi meriti economici, ma procedi con calma.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Cancro, non nasconderti nel guscio oggi. Le parole che hai paura di dire sono proprio quelle che ti libereranno.”

LEONE (23 luglio – 22 agosto)

Amore: Attenzione alla possessività. Cerca di non soffocare il partner con richieste e concediti del sano distacco. Un trigono di Fuoco ti rende passionale, ma lascia spazio alla leggerezza .
Lavoro: Occhio alle spese. Potresti essere tentato da un investimento azzardato: meglio attendere. L’entusiasmo è giusto per guidare i colleghi, ma non esagerare con lo stile .
Salute: Concentrati sulla postura. La schiena risente della stanchezza accumulata.
Finanze: Pericolo di esborsi eccessivi per apparire. Frena l’orgoglio e rifletti prima di firmare.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Leone, il palcoscenico è tuo, ma oggi non c’è bisogno di fare il leone da circo. Un ruggito sommesso basta per farsi rispettare.”

VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

Amore: Con la Luna nel segno, sei radioso. La tua eleganza naturale attira attenzione. Tuttavia, potresti sentire il bisogno di ritirarti nel tuo spazio per decantare le emozioni .
Lavoro: Sei il punto di riferimento. La tua precisione sfiora la perfezione. Approfittane per i compiti più ostici e per organizzare l’agenda delle prossime settimane .
Salute: Ti senti rigenerato. Ideale per iniziare un nuovo percorso di benessere o una dieta equilibrata.
Finanze: Fase di rielaborazione. Meglio lavorare dietro le quinte e sistemare i dettagli logistici prima di muoverti.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Vergine, il perfezionismo è un dono, ma oggi concediti una piccola imperfezione. Ti renderà umano e magnetico.”

BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

Amore: Preferisci stare per conto tuo a riflettere. Concediti i tuoi spazi, il partner capirà. La comunicazione è fluida, ma oggi hai bisogno di silenzio per ritrovare l’equilibrio .
Lavoro: Lavora nell’ombra. Ci sono situazioni che evolvono a tuo favore, ma la discrezione è la tua arma migliore. Gestisci molteplici impegni con la solita grazia .
Salute: Stanchezza psicofisica. Cerca di andare a letto presto e stacca il telefono.
Finanze: Ottima giornata per chiudere piccoli accordi vantaggiosi e ampliare la rete di contatti.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Bilancia, l’armonia si trova anche nel silenzio. Non devi sempre mediare: a volte, basta ascoltare te stesso.”

SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

Amore: Grande feeling con gli amici e i contatti sociali. Se sei single, una uscita di gruppo potrebbe riservarti una sorpresa. In coppia, cerchi gesti concreti che diano sicurezza .
Lavoro: I progetti a lungo termine sono favoriti. La tua visione del futuro è lucida. Concentrati sulla gestione del portafoglio e sulla ricerca di stabilità economica .
Salute: Energia in ripresa. Ti senti motivato e pronto a rimetterti in gioco sul piano sportivo.
Finanze: Lucido nell’analizzare le risorse. Giornata ideale per pianificare investimenti sicuri.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Scorpione, la tua intensità oggi è una calamita. Usala per attrarre ciò che vuoi, non per fissarti su ciò che ti manca.”

SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

Amore: La Luna ti mette alla prova sulle responsabilità. Qualcuno potrebbe chiederti un impegno che non ti senti ancora di dare. Sei affascinante e diretto, ma attento a non travolgere .
Lavoro: Sotto i riflettori. I tuoi successi sono evidenti, ma tieni a bada l’orgoglio per non indisporre i colleghi. Fissa obiettivi ambiziosi, hai una grinta eccezionale .
Salute: Nervosismo diffuso. Scarica la tensione con attività fisica intensa o musica energica.
Finanze: La spinta vitale ti dà un vantaggio competitivo, ma evita di osare troppo con investimenti rischiosi.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Sagittario, la freccia punta in alto, ma assicurati che la corda non sia troppo tesa. La pazienza è la tua vera avventura oggi.”

CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

Amore: Orizzonti larghi. Hai voglia di evadere dalla routine con il partner. Pianifica un weekend fuori porta o una serata diversa per ritrovare l’intimità .
Lavoro: Ottime prospettive per chi lavora con l’estero o con la formazione. La tua competenza viene premiata. Preferisci operare con discrezione, preparando il terreno per successi futuri .
Salute: Ti senti forte e centrato. Il contatto con la natura sarà la tua medicina.
Finanze: Non è il giorno per esporsi in prima linea. Chiudi le pratiche noiose che richiedono concentrazione.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Capricorno, la montagna si scala un passo alla volta. Oggi fermati a guardare il panorama: i risultati che vedi sono frutto del tuo duro lavoro.”

ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

Amore: Emozioni profonde e un pizzico di mistero. Sei più magnetico del solito. L’amore sboccia nei progetti condivisi e nelle serate in compagnia di persone fidate .
Lavoro: Questioni economiche in primo piano. È il momento di rivedere i conti o chiudere pendenze finanziarie in sospeso. Il lavoro di squadra ti regala grandi soddisfazioni .
Salute: Possibili fastidi articolari. Non forzare i movimenti, concediti dello stretching.
Finanze: La tua visione innovativa ti aiuta a trovare soluzioni brillanti, ma confrontati con esperti prima di decidere.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Acquario, la tua originalità è un superpotere. Oggi, però, assicurati che le tue idee siano comprese prima di lanciarle nel mondo.”

PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

Amore: Luna opposta: giornata di confronti. Non scappare dalle discussioni, affrontale con dolcezza. Usa la tua sensibilità per evitare che i piccoli malintesi crescano .
Lavoro: C’è bisogno di chiarezza. Metti i puntini sulle “i” se senti che qualcuno sta invadendo il tuo campo.
Salute: Un po’ di fiacca. Non pretendere troppo da te stesso; concediti una pausa rigenerante.
Finanze: Attenzione alle illusioni. Il Pesce d’Aprile potrebbe farti cadere in trabocchetti finanziari se non stai attento ai dettagli.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Pesci, il tuo istinto ti guida, ma oggi porta con te un po’ di razionalità in più. Nuota nella corrente, ma tieni gli occhi aperti.”

Cosa ci riservano le stelle mercoledì 1 aprile 2026?

Cari amici, il 1 aprile ci ricorda che la vita è anche un gioco. Tuttavia, l’astrologia non è mai uno scherzo: è uno strumento di consapevolezza. Oggi il cielo ci invita a trovare un equilibrio sottile tra la leggerezza del Pesce d’Aprile e la concretezza che questo nuovo mese richiede.

L’energia è dinamica, propizia per chi ha il coraggio di innovare (specialmente Gemelli e Acquario), ma richiede prudenza a chi è tentato dall’impulsività (Ariete e Leone). Il consiglio universale è di usare l’ironia per disinnescare le tensioni, ma senza mai deridere i sentimenti altrui. Le stelle ci spingono a guardare avanti con ottimismo, ricordandoci che ogni giorno, anche il primo di aprile, è una pagina bianca da scrivere con responsabilità e, perché no, con un sorriso.

Buon inizio di mese a tutti!

Oppido si difende davanti al gip: «Foto e video confermano la corretta sequenza dei tempi»

Napoli –  Fotografie, video e una ricostruzione temporale che, secondo la difesa, smentirebbe l’impianto accusatorio della Procura. Si è difeso così davanti al gip del Tribunale di Napoli, Mariano Sorrentino, il cardiochirurgo Guido Oppido, comparso per l’interrogatorio preventivo nell’ambito dell’inchiesta sul trapianto di cuore fallito del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni morto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi.

Assistito dagli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes, Oppido ha respinto le accuse di omicidio colposo e soprattutto di falso nella cartella clinica, contestazione sulla quale si fonda anche la richiesta di misura interdittiva avanzata dalla Procura di Napoli.

La linea difensiva

Al centro della difesa del primario c’è la scansione esatta dei tempi in sala operatoria il 23 dicembre 2025, giorno dell’intervento. Secondo quanto sostenuto dai legali, agli atti ci sono fotografie che documenterebbero l’arrivo del nuovo cuore in sala operatoria alle 14:26, mentre un video attesterebbe che l’espianto dell’organo del piccolo Domenico è avvenuto alle 14:34.

Per la difesa, si tratta di elementi incompatibili con l’ipotesi accusatoria secondo cui il clampaggio dell’aorta e l’inizio della cardiectomia sarebbero stati anticipati rispetto all’arrivo del cuore proveniente da Bolzano. “Nessuno ha comunicato al dottor Oppido che il cuore era danneggiato e non spettava a lui controllare”, hanno ribadito i difensori.

Le accuse della Procura

La Procura di Napoli, con il procuratore aggiunto Antonio Ricci e il sostituto Giuseppe Tittaferrante, ipotizza che la cartella clinica relativa all’intervento sia stata modificata, in particolare per quanto riguarda l’orario del clampaggio aortico, indicato come momento iniziale della cardiectomia.

Secondo gli inquirenti, l’espianto del cuore nativo del piccolo sarebbe stato avviato prima che il nuovo organo fosse effettivamente disponibile e prima ancora che, all’apertura del box frigo arrivato da Bolzano, ci si rendesse conto che il cuore era inutilizzabile. Diversi testimoni lo avrebbero descritto come un “blocco di ghiaccio”.

Il nodo dei tempi

Uno degli aspetti centrali dell’inchiesta riguarda proprio la compatibilità tra gli orari riportati nella cartella clinica e le immagini video acquisite. In base alla ricostruzione dell’accusa, se davvero il clampaggio fosse avvenuto alle 14:16, come annotato nella documentazione sanitaria, non sarebbe stato possibile che alle 14:34 il cuore espiantato fosse ancora pulsante.

È su questa incongruenza che si concentra il sospetto di una successiva correzione della cartella. Ma per Oppido e i suoi legali quel video, al contrario, confermerebbe la versione sempre fornita dal cardiochirurgo: l’équipe avrebbe atteso l’arrivo del box con l’organo in sala operatoria prima di procedere alla cardiectomia.

“La ricostruzione dei fatti — hanno sottolineato gli avvocati Manes e Sorge — risulta assolutamente convalidata dagli elementi di prova documentale storica portati all’attenzione del giudice”.

L’altra posizione: Bergonzoni

Nelle stesse ore si è svolto anche l’interrogatorio preventivo di Emma Bergonzoni, seconda operatrice di Oppido, anche lei indagata per falso e omicidio colposo. Assistita dall’avvocato Vincenzo Maiello, la dottoressa ha risposto alle domande del gip, della Procura e della difesa per oltre tre ore.

Secondo il suo legale, Bergonzoni ha ricostruito “con sofferenza emotiva ma con grande lucidità” tutte le fasi dell’intervento, rivendicando la correttezza di quanto riportato nella cartella clinica. Maiello ha inoltre sostenuto che diverse dichiarazioni testimoniali raccolte finora non corrisponderebbero alla reale sequenza degli accadimenti.

Attesa per la decisione

Ora la decisione passa al gip, che nei prossimi giorni dovrà pronunciarsi sulla richiesta di sospensione dalla professione medica avanzata nei confronti di Oppido.
L’inchiesta resta concentrata su uno snodo decisivo: stabilire se il tragico esito dell’intervento sia stato accompagnato anche da una alterazione successiva della documentazione clinica, oppure se i materiali acquisiti — come sostiene la difesa — dimostrino la correttezza dell’operato dei medici e della sequenza degli eventi.

Foca monaca, nuovo avvistamento a Punta Campanella

Un nuovo avvistamento della foca monaca nelle acque dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. L’animale è stato osservato nei giorni scorsi in piena zona B di riserva, nei pressi dell’isolotto dell’Isca.

A documentare la presenza dell’esemplare è un breve video girato dall’alto dai proprietari dell’isolotto: la foca emerge per pochi secondi dalla superficie dell’acqua, probabilmente mentre era impegnata in attività di caccia, per poi scomparire di nuovo tra le onde.

Il secondo avvistamento del 2026

Si tratta del secondo avvistamento registrato in Costiera nel 2026. Il primo risale a poche settimane fa, quando l’animale era stato osservato al largo di Praiano con una spettacolare apparizione subacquea nella ZSC “Fondali marini di Punta Campanella e Capri”, zona speciale di conservazione.

Con questo episodio salgono a 21 gli avvistamenti registrati dal 2025 tra l’Area Marina Protetta di Punta Campanella e la ZSC.

Segnalazioni analoghe sono arrivate anche da altre zone della Campania: dal litorale di Castel Volturno fino al Cilento, passando per Ischia nell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno e per il tratto meridionale della Costiera Amalfitana. Una presenza che appare sempre più frequente nel mare regionale, con particolare concentrazione proprio nell’area di Punta Campanella.

Gli esperti: possibile ritorno della specie

«Negli anni Ottanta del secolo scorso si riteneva che questo splendido animale, la foca monaca, fosse destinato irrimediabilmente all’estinzione nel Mediterraneo», spiega Pierluigi Capone, direttore dell’Area Marina Protetta Punta Campanella.

«Gli avvistamenti dell’ultimo anno dimostrano invece che fortunatamente ci si sbagliava e che esiste la possibilità che questa meraviglia della natura possa tornare a riprodursi anche nel nostro mare».

Secondo Capone, l’ente valuterà con Ispra e con le altre aree protette della Campania — in particolare Regno di Nettuno e Parco nazionale del Cilento — come rafforzare le attività di monitoraggio e studio del fenomeno, che sta assumendo un’importanza crescente.

L’appello ai cittadini: segnalare gli avvistamenti

Sulla stessa linea anche il presidente dell’Area Marina Protetta, Lucio Cacace.

«Come lo scorso anno, gli avvistamenti continuano a susseguirsi. È una notizia meravigliosa e ci spinge a proseguire nelle azioni di tutela e monitoraggio», sottolinea. «Invitiamo tutti coloro che vivono il mare — pescatori, diportisti e diving — a segnalare eventuali incontri. Crediamo molto nella Citizen Science, la scienza partecipata dai cittadini, fondamentale per la salvaguardia e la ricerca delle specie a rischio».

Le regole da seguire in caso di incontro

L’Area Marina Protetta ribadisce infine alcune semplici regole di comportamento in caso di avvistamento della foca monaca: mantenere sempre la distanza dall’animale, rallentare o spegnere il motore dell’imbarcazione, evitare rumori e non tentare in alcun modo di avvicinarsi o interagire con l’esemplare.

Comportamenti fondamentali per garantire la tranquillità di una delle specie più rare e preziose del Mediterraneo.

 Per segnalare avvistamenti in zona, taggare o inviare un messaggio alle pagine social dell’Amp Punta Campanella o una mail a rl.testa@puntacampanella.org
Per altri avvistamenti contattare Foca monaca ISPRA

Controlli interforze a Porta Nolana: identificate 70 persone

Napoli – Intensificati i controlli nel cuore del quartiere Mercato-Vicaria. Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, con il supporto dell’Asl, hanno setacciato ieri Porta Nolana, piazza Mancini e le vie limitrofe per contrastare degrado e irregolarità.

Nel corso del servizio straordinario disposto dalla Questura di Napoli, gli agenti dei Commissariati Vicaria-Mercato e San Giovanni-Barra, insieme ai militari dell’Arma e alle Fiamme Gialle, hanno identificato 70 persone, controllato 10 veicoli e verificato 3 attività commerciali.A carico di alcuni titolari sono emerse diverse violazioni, che hanno portato all’elevazione di sanzioni amministrative per un totale di 5.000 euro.

Particolarmente grave la situazione di un esercizio commerciale, chiuso immediatamente per gravi carenze igienico-sanitarie.L’operazione si inserisce nella più ampia strategia di presidio del territorio voluta dalla Questura per riportare ordine e legalità in una delle zone storicamente più delicate del centro cittadino.

Napoli, guardia giurata si suicida in casa: aveva 45 anni

Napoli – Ancora una tragedia nel comparto della vigilanza privata a Napoli. Nella notte, una guardia giurata si è tolta la vita all’interno della propria abitazione, utilizzando l’arma in dotazione. La vittima è M. B., classe 1979, dipendente dell’Ivp Istituto di Vigilanza Prestige.

Secondo le prime ricostruzioni, il gesto sarebbe maturato in un contesto personale e lavorativo complesso. Una condizione segnata da precarietà, turni particolarmente gravosi e difficoltà esistenziali che, nel tempo, avrebbero inciso profondamente sul suo equilibrio.
Immediata la reazione dell’Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate.

Il presidente, Giuseppe Alviti, parla di “una giornata molto triste per l’intera categoria”, sottolineando come le guardie giurate siano “vittime due volte: di un sistema che non le tutela adeguatamente e delle condizioni lavorative spesso insostenibili”.

L’associazione torna a chiedere con forza una riforma strutturale del settore, sia sul piano giuridico che economico e sociale. Al centro delle rivendicazioni, maggiori tutele per i lavoratori e controlli più stringenti sulle aziende, alcune delle quali – denuncia Alviti – sottoporrebbero i dipendenti, guardie giurate e personale fiduciario, a condizioni assimilabili allo sfruttamento.

Un episodio che riaccende i riflettori su un comparto spesso invisibile, ma essenziale, e sulle criticità che da anni attendono risposte concrete.

Scampia, l’agguato nel bagno della scuola: 14enne accoltellato «per gioco»

Napoli  – Non è stata una bravata e nemmeno la tragica conclusione di un gioco tra adolescenti finito fuori controllo. Le modalità raccontano un’altra storia: quella di un agguato in piena regola, orchestrato con una freddezza che spaventa, tra le mura dell’istituto scolastico “Pontano delle Arti e dei Mestieri” di Scampia.

Un quattordicenne è rimasto ferito alla gamba, colpito da un fendente sferrato da un ragazzo poco più grande di lui, un diciassettenne che sembra aver già assimilato codici da criminale consumato.

La trappola nei bagni

Tutto accade lunedì pomeriggio. La vittima viene attirata nei bagni della scuola con una scusa banale. Ad attenderlo c’è un “comitato d’accoglienza” composto da diversi coetanei. Il leader del gruppo, 17 anni, inizia a far roteare una lama a farfalla, mimando un’aggressione con movimenti esperti.

Dalle finte, però, si passa rapidamente ai fatti: un colpo secco raggiunge il quattordicenne alla gamba. Il fuggi fuggi è generale, mentre il giovane ferito viene trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli. Per lui la prognosi è di sette giorni, ma il danno psicologico e sociale è incalcolabile.

La rete di copertura e il ritrovamento dell’arma

A rendere il quadro ancora più inquietante è la dinamica del post-agguato. Gli investigatori dell’Arma, grazie alla collaborazione della dirigenza scolastica, hanno scoperto una vera e propria rete di protezione. Mentre i Carabinieri perquisivano la stanza del diciassettenne – trovando un coltello a serramanico tra la biancheria, risultato però non compatibile con la ferita – un altro complice, appena quindicenne, si premurava di far sparire l’arma del delitto.

La lama a farfalla, ancora sporca di sangue, è stata ritrovata nascosta in un canale di scolo presso gli uffici dell’Ottava Municipalità, celata sotto un listello di legno. Un dettaglio che per gli inquirenti conferma la premeditazione: non si agisce così dopo un incidente casuale.

Bullismo e “Cultura del coltello”

I militari hanno sequestrato gli smartphone dei ragazzi coinvolti. Il sospetto è che non si tratti di un episodio isolato, ma dell’apice di una serie di atti di bullismo ai danni della vittima. Il diciassettenne è stato denunciato per lesioni personali e porto abusivo di arma, mentre il quindicenne dovrà rispondere di favoreggiamento.

L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle scuole di frontiera. Scampia, quartiere che sta faticosamente cercando di cambiare pelle attraverso la riqualificazione, si ritrova ancora una volta a fare i conti con la “cultura del coltello”.

Le reazioni istituzionali

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, si è recato immediatamente sul posto insieme ai vertici delle forze dell’ordine: «Ciò che è accaduto stupisce per la ferocia e l’istinto – ha dichiarato – è un episodio di una gravità inaudita che impone una riflessione collettiva, a partire dalle famiglie».

Dalla politica arrivano condanne durissime. Se il deputato Francesco Borrelli punta il dito contro le dinamiche criminali radicate tra i giovanissimi, la Lega, con Severino Nappi, torna a chiedere contromisure drastiche: «Serve un’azione decisa, gli istituti a rischio devono poter utilizzare metal detector mobili per proteggere studenti e personale».

Nas, ispezione alla mensa del Cardarelli: le criticità erano già state superate

Napoli – Le criticità rilevate dai carabinieri del Nas alla mensa dell’ospedale Cardarelli di Napoli appartengono ormai al passato. A darne notizia è la stessa azienda ospedaliera, che in una nota ufficiale ha fatto chiarezza sugli esiti dei controlli effettuati nei giorni scorsi.

L’ispezione e la risoluzione

Il 2 marzo scorso, i militari del Nucleo antisofisticazioni avevano effettuato un sopralluogo presso la ditta incaricata della preparazione dei pasti destinati al nosocomio. Nel corso dell’ispezione, era stata accertata la presenza di formiche provenienti da un’intercapedine in uno dei locali del centro di preparazione.

Secondo quanto ricostruito dall’azienda ospedaliera, però, già l’11 marzo lo stesso nucleo investigativo dei carabinieri ha verificato il superamento delle criticità segnalate.

La gestione dei pasti

“Le attività di preparazione dei pasti – si legge nella nota diffusa dal Cardarelli – avvengono in locali che sono all’interno dell’ospedale ma sono totalmente gestite dalla ditta appaltatrice”. L’azienda sottolinea inoltre di seguire “con la massima attenzione” i servizi di ristorazione, specificando di aver “già fatto ricorso alle penali previste dal contratto nei casi di inadempienze o ritardi nella consegna dei pasti”.

Calzaturificio a fuoco per un’eredità contesa

Bagnocavallo – Non è stato un corto circuito, né una tragica fatalità. Dietro l’inferno di fuoco che nella notte tra il 7 e l’8 dicembre scorsi ha divorato il calzaturificio “Emanuela” di Bagnacavallo, c’era un piano lucido, alimentato da un risentimento sordo e da una battaglia legale per una casa.

Questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Lugo hanno messo la parola fine alle indagini, eseguendo tre ordinanze di custodia cautelare che delineano i contorni di una ritorsione familiare finita nel peggiore dei modi.

Una notte di fuoco e macerie

Erano da poco passate le ore piccole dell’Immacolata quando le fiamme hanno avvolto il capannone di via della Cooperazione. Un incendio di proporzioni vaste, concentrato nel cuore pulsante dell’azienda: il magazzino delle materie prime.

I Vigili del Fuoco hanno lottato ore per domare il rogo, ma il bilancio finale è stato devastante. Cinquecentomila euro di danni tra pelli, tessuti e strutture compromesse, oltre al trauma dell’interruzione forzata della produzione per una realtà storica del territorio ravennate.

I rilievi tecnici, coordinati dal Pubblico Ministero Angela Scorza, non hanno lasciato spazio a dubbi: le tracce di liquido accelerante trovate tra i detriti hanno confermato la natura dolosa del rogo. Da lì è partita la caccia ai responsabili.

L’ombra del testamento: il movente

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, accolta dal Gip Federica Lipovscek, la mente del raid sarebbe una donna di 41 anni di origine marocchina, residente a Fusignano. Il movente affonda le radici in una dolorosa e tossica vicenda familiare.

La donna era stata la compagna del fratello della titolare del calzaturificio. Alla morte dell’uomo, però, l’eredità era diventata un campo di battaglia: il defunto aveva infatti lasciato l’appartamento di famiglia al padre e alla sorella, escludendo la compagna.

Un testamento che la 41enne aveva tentato invano di impugnare per via legale. Con la sconfitta in tribunale era arrivata anche la procedura di sfratto, la cui udienza decisiva si sarebbe dovuta tenere pochi giorni dopo l’incendio. Quell’appartamento “negato” sarebbe diventato l’ossessione che ha armato la mano della donna, decisa a colpire la ex cognata nel suo bene più prezioso: l’azienda.

Il blitz e i complici

L’operazione di questa mattina ha visto i militari del Norm di Lugo agire in sinergia con i colleghi di Vibonati (Salerno). Tre i destinatari delle misure:

La donna, 41 anni, è finita ai domiciliari poiché in stato di gravidanza.

Un 54enne nato a San Marzano sul Sarno (SA) e residente a Napoli, per il quale si sono aperte le porte del carcere.

Un 42enne nato a Manfredonia (FG) e residente a Cartoceto (PU), anch’egli tradotto in carcere.

I due uomini sono ritenuti gli esecutori materiali del rogo, “arruolati” o convinti dalla donna per mettere in atto la spedizione punitiva.

Un danno che va oltre il denaro

Oltre alla distruzione dei materiali e ai danni strutturali, l’inchiesta sottolinea la gravità del gesto sotto il profilo economico e sociale. Il calzaturificio “Emanuela” rappresenta una fonte di reddito per numerose famiglie della zona; l’interruzione della produzione ha messo a rischio contratti e forniture in un periodo cruciale dell’anno.

Le indagini dei Carabinieri hanno incrociato testimonianze, tabulati telefonici e immagini di videosorveglianza, chiudendo il cerchio su quello che il Gip ha definito un grave quadro indiziario di “risentimento e intenti di vendetta”. Ora la parola passa alle aule di tribunale, le stesse dove quella contesa ereditaria aveva iniziato a trasformarsi in una miccia pronta a esplodere.

Napoli, la famiglia di Domenico Caliendo non sarà alla commemorazione al Monaldi

La famiglia Caliendo-Mercolino e il direttivo della Fondazione Domenico Caliendo non prenderanno parte alla cerimonia di commemorazione in onore di Domenico, prevista per domani, martedì 1 aprile, all’ospedale Monaldi di Napoli. La decisione è stata resa nota attraverso un comunicato ufficiale.

Nella nota, i familiari spiegano di aver scelto di non aderire all’invito anche alla luce delle dichiarazioni circolate nei giorni scorsi a mezzo stampa. Per questo motivo, né la famiglia né i rappresentanti della Fondazione saranno presenti all’iniziativa organizzata presso il presidio ospedaliero napoletano.

Pur esprimendo apprezzamento per la commemorazione, la famiglia ha precisato di volersi riservare ulteriori interlocuzioni con lo staff dell’Azienda ospedaliera dei Colli soltanto dopo l’ 8 aprile. In quella data, infatti, l’avvocato Francesco Petruzzi, su delega della famiglia Caliendo, incontrerà i vertici del Monaldi.

La scelta segna dunque una presa di distanza rispetto all’appuntamento di domani, rinviando a un momento successivo ogni eventuale confronto diretto con la struttura sanitaria.

Slot online e gioco responsabile: le piattaforme ADM sono la base del positive play

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Le slot online sono al centro di un acceso dibattito: da un lato suscitano entusiasmo e curiosità, dall’altro sollevano preoccupazioni legate ai rischi del gioco e alla gestione delle piattaforme. Tuttavia, esiste un approccio al gioco che permette di divertirsi in modo sicuro senza incorrere in pericoli: si chiama positive play.

Cos’è il positive play?

Il positive play è un insieme di linee guida, valori e strumenti concreti volti a creare un ambiente di gioco inclusivo, controllato, sicuro e rispettoso, che favorisca un approccio sano e responsabile ai vari intrattenimenti online.

Dalla prevenzione alla gestione: una nuova cultura del gioco

Lo studio condotto da Delfabbro, King e Georgiou sul positive play in ambito betting parte dalla premessa fondamentale per cui conoscere i rischi del gioco non è sufficiente ad esserne immuni. Per esserlo è necessario proteggersi munendosi dei giusti strumenti. Molti giocatori sono perfettamente consapevoli dei potenziali danni, eppure faticano a tradurre questa consapevolezza in comportamenti concreti.

Il positive play nasce proprio per colmare questo divario, spostando l’attenzione dalla teoria alla pratica quotidiana mediante un modello comportamentale strutturato, che può essere applicato anche da chi non presenta profili di rischio clinico. Un cambio di prospettiva significativo, che trasforma il gioco responsabile in uno stile di approccio personale.

Positive Play Scale: misurare il gioco consapevole

Alla base della misurazione, per tracciare una strada univoca e rendere operativo questo concetto, i ricercatori hanno sviluppato la Positive Play Scale (PPS), uno strumento che individua quattro aree chiave su cui lavorare.

  • La prima è onestà e controllo: riconoscere lucidamente i propri comportamenti di gioco, senza minimizzare né razionalizzare.
  • La seconda è il pre-commitment, ovvero la capacità di fissare in anticipo limiti precisi di tempo e denaro, prima ancora di iniziare una sessione.
  • La terza dimensione è la responsabilità personale, intesa come piena consapevolezza del proprio ruolo nelle scelte di gioco.
  • La quarta è l’alfabetizzazione sul gioco: capire davvero come funzionano le probabilità, liberandosi dalle distorsioni cognitive che portano a sopravvalutare le chance di vincita.

Queste quattro dimensioni non sono indipendenti: si rafforzano a vicenda e, insieme, costruiscono un approccio al gioco radicalmente diverso da quello impulsivo o emotivo.

Perché scegliere una piattaforma ADM non è una formalità

Applicare i principi del positive play richiede un ambiente che li renda possibili: è necessario partire da piattaforme di slot online certificate ADM. Ovvero tutte quelle piattaforme che sono in conformità con le normative dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Questi sistemi garantiscono le condizioni tecniche che permettono al giocatore di mettere in pratica il pre-commitment in modo concreto.

Le piattaforme ADM sono tenute a offrire strumenti di autoregolazione integrati: limiti di deposito, limiti di perdita, timer di sessione, opzioni di autoesclusione. Questi meccanismi trasformano le intenzioni del giocatore in azioni verificabili, riducendo la distanza tra il “voglio giocare responsabilmente” e il farlo davvero. In assenza di questi strumenti, come accade sulle piattaforme non regolamentate, anche il giocatore più motivato si trova a operare senza rete.

Cosa dicono i dati sul positive play e i danni da gioco

Secondo quanto riportato dai risultati dello studio, i livelli più alti di positive play corrispondono a una minore incidenza di danni legati al gioco. Ma c’è un dettaglio importante. Non tutte le componenti del modello pesano allo stesso modo. Sono soprattutto le dimensioni comportamentali di controllo, onestà e pre-commitment a spiegare la riduzione più significativa del danno, più della semplice consapevolezza teorica.

Questo significa che fissare un limite di spesa prima di giocare a una slot vale più di qualsiasi avvertimento letto dopo. E vale ancora di più se la piattaforma utilizzata rende quel limite vincolante e non aggirabile con un clic.

Il coinvolgimento inteso come segnale, non come obiettivo

Uno degli aspetti più interessanti della ricerca riguarda il rapporto tra emozioni e rischio. I giocatori con profili di rischio più elevato tendono a descrivere il gioco in termini di forte eccitazione, coinvolgimento profondo e senso di gratificazione. In apparenza, suonano come effetti positivi. In realtà, lo studio li associa negativamente al positive play: quando il gioco viene vissuto con quella intensità, il rischio di perdere il controllo cresce in modo rilevante.

Per i giocatori problematici, queste sensazioni riflettono un bisogno sempre più pressante di giocare, che tende a tradursi in costi e, soprattutto, danni esponenzialmente maggiori di partita in partita. Il positive play non punta ad amplificare queste emozioni, ma a ricondurre il gioco a una dimensione equilibrata, in cui il divertimento rimane tale senza trasformarsi in una fonte di disagio.

Un insieme di abitudini, non solo intenzioni

Il contributo più pratico della ricerca sta nell’aver definito il gioco responsabile come un insieme di comportamenti misurabili, modificabili, tangibili, senza lasciare il destino delle persone alle buone intenzioni. Per chi gioca alle slot online, questo si traduce in abitudini comportamentali ben precise: definire un budget prima di accedere alla piattaforma, utilizzare i timer messi a disposizione, non inseguire le perdite, non considerarlo un modo per guadagnare.