Napoli – Quaranta cani rischiano di perdere la loro casa dopo circa 25 anni. È l’allarme lanciato da enJOY4all APS per il futuro del Rifugio La Fenice, realtà che da un quarto di secolo opera a Ponticelli, in via Virginia Wolf, accogliendo e assistendo animali provenienti da situazioni di abbandono e grave disagio.
La vicenda è legata a un provvedimento di sgombero notificato dal Comune di Napoli lo scorso 11 agosto, con termine fissato al 31 agosto. A preoccupare l’associazione, però, non è soltanto il destino della struttura, ma soprattutto quello dei 40 animali che attualmente vi vivono.
Nessuna sistemazione indicata per i 40 animali
Secondo quanto riferito da enJOY4all APS, nel provvedimento non sarebbe indicata una soluzione alternativa per gli animali. Non viene individuato, in particolare, un rifugio comunale nel quale trasferirli né una struttura temporanea in grado di accoglierli in attesa di una sistemazione definitiva.
Per l’associazione si tratta di un elemento centrale della vicenda. Il trasferimento, infatti, non può essere considerato una semplice operazione logistica: molti dei cani presenti nella struttura sono anziani, malati, fobici o presentano difficoltà comportamentali che richiedono cure, attenzioni e una gestione specifica.
«Non sono semplicemente 40 cani da spostare»
È proprio su questo aspetto che enJOY4all APS concentra il proprio appello alle istituzioni. «Non sono semplicemente 40 cani da spostare», sottolinea l’associazione, ricordando che alcuni animali hanno trascorso gran parte della loro vita all’interno del rifugio.
Un eventuale trasferimento dovrebbe quindi garantire la continuità delle cure, condizioni adeguate e personale in grado di gestire le diverse esigenze degli animali.
Da qui le domande poste dall’associazione: dove saranno trasferiti i 40 cani? Quale struttura potrà accoglierli? Chi si occuperà degli animali più anziani, malati o con particolari problematiche comportamentali?
L’appello: «Prima dello sgombero deve esserci una soluzione»
enJOY4all APS precisa di non voler entrare nel merito delle questioni amministrative e giuridiche, che saranno affrontate anche attraverso il ricorso annunciato dall’associazione. Il nodo, secondo l’organizzazione, è però quello di evitare che una vicenda amministrativa si trasformi in un’emergenza per il benessere di 40 animali.
Per questo viene chiesta alle istituzioni la sospensione del procedimento di sgombero, insieme all’apertura immediata di un tavolo tecnico con il Comune di Napoli.
L’associazione chiede inoltre di individuare una soluzione concreta e sicura per tutti gli animali, di chiarire il loro destino prima di qualsiasi eventuale sgombero e di avviare un confronto con le associazioni coinvolte e con gli altri soggetti istituzionali competenti.
La manifestazione del 4 settembre
Intanto enJOY4all APS ha rivolto un appello alle testate giornalistiche locali e regionali affinché seguano la vicenda e conoscano direttamente la situazione del Rifugio La Fenice.
Il primo appuntamento pubblico è fissato per venerdì 4 settembre alle 17.30, quando all’esterno della struttura si terrà una manifestazione per richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sul futuro dei 40 animali.
«Non chiediamo privilegi. Chiediamo che prima di qualsiasi sgombero venga considerato ciò che accadrà concretamente a 40 animali, molti dei quali anziani e con necessità specifiche», afferma Hilary Di Leva. «Se viene chiesto di liberare un’area, è necessario sapere anche dove potranno essere accolti gli animali che oggi vivono lì. Dietro ogni numero c’è una vita, una storia e una responsabilità».
L’associazione invita quindi giornalisti, fotografi e operatori televisivi a partecipare alla manifestazione del 4 settembre per documentare la situazione e dare voce a una vicenda che, senza una soluzione alternativa, rischia di trasformarsi in un’emergenza per 40 animali.




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