Benevento – Il noto pregiudicato di Arpaia è di nuovo un uomo completamente libero.Vincenzo D’Onofrio, noto alle cronache come “O’ Mangiavatt”, 58 anni, residente ad Arpaia e custode del cimitero comunale, torna a essere un uomo totalmente libero.
Il Tribunale di Sorveglianza ha disposto la cessazione della pericolosità sociale e della misura di sicurezza della detenzione in casa di lavoro, equiparabile a tutti gli effetti a un regime carcerario. La decisione è arrivata accogliendo le argomentazioni del difensore, l’avvocato Vittorio Fucci.D’Onofrio, in passato indicato dalla Direzione Distrettuale Antimafia come appartenente al clan Pagnozzi, è un personaggio ricorrente nelle pagine di cronaca del Sannio.
Tra i procedimenti più rilevanti che lo hanno visto coinvolto figurano:l’indagine sulle presunte assunzioni illecite al Comune di Arpaia e su una serie di concussioni legate al cimitero, che coinvolse anche esponenti apicali dell’amministrazione locale. In quel processo D’Onofrio fu assolto con formula piena;
l’accusa di estorsioni aggravate dal metodo mafioso commesse tra Airola e altre zone del Sannio, in concorso con Clemente Caliendo di San Martino Valle Caudina. Anche in questo caso venne escluso l’aggravante mafioso;
l’operazione “Ponte di Ferro” del 2018, con cui la Dda ricostruì i nuovi equilibri e i contrasti tra i clan Massaro e Pagnozzi. Anche qui D’Onofrio ottenne l’assoluzione piena.
In tutti questi procedimenti le tesi difensive dell’avvocato Fucci furono accolte. Con l’ultimo provvedimento del Tribunale di Sorveglianza si chiude anche l’ultimo vincolo restrittivo: la pericolosità sociale è cessata e la casa di lavoro non grava più su di lui.




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