Malè – “Per quanto riguarda l’inchiesta, quello che si è cercato di verificare sono stati i permessi: forse non c’erano tutti i permessi validi ed è per questo che in questo momento, le autorità hanno chiesto alle imbarcazioni di fermare tutte le operazioni per poter portare avanti l’inchiesta”. Lo ha dichiarato il portavoce del governo delle Maldive Mohammed Hussain Sharif a Rainews24, in merito alla tragedia avvenuta il 14 maggio scorso nelle acque delle Maldive.
L’inchiesta viaggia parallela alle operazioni per recuperare i corpi degli altri quattro sub rimasti intrappolati a oltre 50 metri di profondità in un tunnel. Ad occuparsi delle ricerche e del recupero che avverrà in due giorni è l’associazione Dan Europe, che ha messo a disposizione tre esperti internazionali finlandesi che, con strumenti all’avanguardia, hanno individuato ieri i sub deceduti.
Recupero dei corpi e priorità della sicurezza della squadra di esperti
“Si tratta effettivamente di un’immersione complessa, ormai sappiamo tutti perché ci sono stati tanti articoli. All’interno della grotta la profondità scende ancora e quando si ha a che fare con ambienti ostruiti, buio, possibilità di scarsa visibilità, chiaramente le operazioni diventano complesse” e “per noi la sicurezza è la priorità numero uno, quindi la squadra di soccorsi sa che questa deve essere la priorità anche per loro e non mettersi in pericolo”. Lo ha detto Laura Marroni, vicepresidente e Ceo della fondazione privata Dan Europe. “Siamo fiduciosi di aver inviato professionisti altamente qualificati che pensano alla sicurezza dei soccorritori prima di qualsiasi altra cosa”.






Ho leggo l’articolo e mi pare che la questione dei permessi sia impurtante ma non l’unica, i soccorsi dovrebber esser piu coordinati però pare che le imbarcazioni sono state fermate subit0 senza spiegazion chiare,la grotta era strett a con poca visibilita e le operazion son molto complesse; spero che linchiesta chiarisca responsabilita e le procedure di recupri sian messe in ordine