Quasi un anno dietro le sbarre per un crimine mai commesso. Si è conclusa con un’assoluzione piena, «perché il fatto non sussiste», l’odissea giudiziaria di Bourial Zakaria, 24enne di origine marocchina che era stato arrestato nel giugno del 2025 con la pesante accusa di rapina aggravata. Il Tribunale di Napoli ha disposto l’immediata scarcerazione dell’uomo, accogliendo le tesi della difesa e smascherando un impianto accusatorio basato su una ricostruzione dei fatti rivelatasi totalmente inattendibile.
La vicenda aveva preso il via in via Poerio, nella zona di Porta Capuana, dove la presunta vittima aveva indicato Zakaria ai carabinieri come l’uomo che, pochi giorni prima, lo avrebbe spintonato e bloccato con un braccio al collo per sottrargli il cellulare con l’aiuto di un complice. Tuttavia, durante il dibattimento, l’avvocato Gennaro Caracciolo è riuscito a ribaltare la narrazione, dimostrando che tra l’imputato e l’accusatore esisteva una conoscenza pregressa. Zakaria ha infatti rivelato di aver agito come «mediatore sentimentale» per aiutare l’uomo a risolvere una crisi con la moglie, chiedendo in cambio un compenso in denaro mai corrisposto.
Il cellulare, dunque, non sarebbe stato l’oggetto di una rapina violenta, ma una sorta di pegno prelevato dall’imputato a fronte del mancato pagamento per la consulenza prestata. A far crollare definitivamente la credibilità della persona offesa è stato un dettaglio surreale avvenuto proprio sotto gli occhi dei giudici: una volta entrata in aula, la presunta vittima ha rivolto un saluto affettuoso all’imputato, un gesto palesemente incompatibile con il trauma che avrebbe dovuto subire da parte di un rapinatore violento.
Il Tribunale, rilevando le evidenti contraddizioni e l’assenza di prove circa la violenza contestata, ha restituito la libertà al giovane, ponendo fine a una detenzione che lo ha visto pagare un prezzo altissimo per una vicenda che, secondo i magistrati, non ha mai avuto i connotati di un reato. Zakaria, pur avendo piccoli precedenti, esce pulito da una storia di ordinaria mala giustizia nata da una denuncia rivelatasi infondata.






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