INCASTRATO PERNASETTI

Er palletta della banda della Magliana torna in carcere

Il braccio destro di 'Renatino' De Pedis gestiva il narcotraffico a Roma dal ristorante a Testaccio grazie all'appoggio del clan Senese
Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...
Er palletta della banda della Magliana torna in carcere

Droga e armi: torna in carcere ‘Er Palletta’ della Banda della Magliana, l’uomo di fiducia del boss Enrico De Pedis, detto Renatino.

Tra le 13 persone arrestate dai Carabinieri questa mattina, su mandato della Dda di Roma, c’è anche Raffaele Pernasetti, Er Palletta, classe 1950. Secondo quanto emerge dall’ordinanza emessa dal gip della Capitale, il 75enne si occupava del narcotraffico procurando per l’organizzazione criminale la droga e in particolare hashish e cocaina.

Dalle carte dell’indagine emerge che l’ex  Magliana aveva legami con gruppo di narcotrafficanti di San Basilio guidato da Rosario Morando, ritenuto dagli inquirenti esponente della famiglia di ‘ndrangheta di Platì.

Pernasetti, secondo gli inquirenti, frequentava quasi quotidianamente un ristorante di Testaccio scoprendo i vertici dell’organizzazione che operava nel quartiere del Trullo, area sud di Roma. A capo della struttura c’era il quarantenne Manuel Severa. Il gip scrive che l’indagato “gestiva la compravendita della droga mentre Pernasetti aveva il ruolo di intermediario per l’acquisto e il rifornimento, svolgendo la funzione di broker e sfruttando la sua vasta rete di conoscenza nel settore del narcotraffico, in cui godeva della fiducia e rispetto, conquistati nel corso degli anni”.

Er palletta ritorna all’attività criminale grazie all’appoggio dei Senese e della ‘ndrangheta

Secondo gli inquirenti Pernasetti, grazie alla sua vicinanza con alcuni autorevoli esponenti del clan Senese e di una cosca della ‘ndrangheta, avrebbe favorito l’attività di approvvigionamento della droga che veniva smerciata nelle piazze di spaccio dei quartieri Trullo, Corviale, Magliana Nuova, Monteverde Nuovo e Garbatella.

Er Palletta, dopo una lunga detenzione, una volta tornato in libertà ha ottenuto il benestare dal clan Senese a operare a Trastevere e Testaccio, diventando così il leader della cosiddetta batteria dei testaccini. La sua influenza, però, aveva propaggini anche alla Magliana e al Trullo dove governava i traffici illeciti tra gli anni Ottanta e Novanta.

Il luogo prescelto per gli incontri era il ristorante del fratello ‘Aio e Oio de casa mia’ a Testaccio dove faceva il cuoco. Proprio quel ristorante, secondo gli investigatori era anche il quartier generale dei suoi affari e lì gli investigatori hanno piazzato telecamere nascoste e microspie.

Nell’ordinanza viene ricostruito il curriculum criminale di Er Palletta che negli anni ’70 si unì alle batterie di rapinatori legate al boss Enrico De Pedis, detto Renatino, di cui divenne l’uomo di fiducia. Il gruppo operava nel quartieri di Trastevere, Testaccio, Torpignattara e Centocelle. Dal punto di vista giudiziario, nel 1998, dopo le dichiarazioni del pentito Maurizio Abbatino, nel processo di secondo grado contro la Banda, la Prima Corte D’Assise di Appello di Roma ha condannato Pernasetti all’ergastolo: sospettato di sette omicidi, venne poi condannato in primo grado a quattro ergastoli; per tre di questi assolto in Appello. La sua figura ha asciato un segno nell’immaginario collettivo: Pernasetti è infatti ritenuto tra le fonti di ispirazione del personaggio del ‘Botola’ in ‘Romanzo criminale’.

La base operativa di Persetti nel ristorante ‘Aio e oio de casa mia’ a Testaccio

Uscito dal carcere lavorava nel ristorante di famiglia a Testaccio, da lì – secondo quanto emerso – il 75enne si era rimesso in affari procurando all’organizzazione di Rosario Morando, hashish e cocaina.

Stamane i carabinieri del nucleo investigativo di Roma hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della procura capitolina.

Dall’omicidiio di Molè a Corviale agli arresti: la Dda stringe il cerchio

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico, cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi e munizioni da guerra, ricettazione, lesioni personali gravi, estorsione, tentata rapina e tentato omicidio, alcuni dei quali aggravati dall’aver agito con modalità mafiose. A capo dell’organizzazione finalizzata allo spaccio ci sarebbe, oltre all’ex boss Pernasetti, un altro personaggio storico della mala romana, Manuel Severa detto ‘il matto’, del Trullo, già arrestato dagli stessi carabinieri, poiché indiziato di essere uno dei mandanti dell’omicidio di Cristiano Molè, avvenuto con modalità mafiose il 15 gennaio 2024 nel quartiere di Corviale, dove furono arrestati i fratelli Emanuele e Marco Mattiacci, di 35 e 28 anni, con uno dei loro fiancheggiatori, Manolo Bardeglinu, di 39 anni.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le armi al gruppo di fuoco vennero fornite da Stefano Frignani, di 58 anni. Accusati di aver agito in concorso con Casamatta, oggi collaboratore di giustizia, Manuel Severa, detto “il matto”, Simone Di Matteo e Fabio Postumi. L’esecutore materiale dell’omicidio Molè, avvenuto davanti al Serpentone, è stato lo stesso Casamatta, con Di Matteo, mentre Postumi guidava la loro auto. Nel corso del blitz di questa mattina sono stati sequestrati diversi quantitativi di droga e armi.

RIPRODUZIONE RISERVATA
Shorts
● LIVE
Ultime notizie
Ultimo aggiornamento 13:52
19/04/2026 13:52

Omicidio Ascione: quella verità a metà che protegge i " colonnelli " di Ponticelli

19/04/2026 13:46

Maddaloni, si barrica in casa dopo un inseguimento: arrestato 49enne

19/04/2026 11:53

Truffa anziano in provincia di Bergamo: arrestato 20enne di Sant'Antimo

PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA