Omicidio Ornella Pinto. “L’ho uccisa per un raptus. Ero a casa con lei”.
Ha confessato l’ex compagno della donna uccisa il 13 marzo scorso, ma ha cambiato versione dei fatti dopo tre interrogatori. Lo avrebbe fatto, secondo la procura e l’avvocato della famiglia Pinto, per evitare di essere condannato all’ergastolo per la contestazione dell’aggravante della premeditazione.
Questa mattina nell’aula 115 del Palazzo di Giustizia, Giuseppe Iacomino ha reso dichiarazioni spontanee. L’uomo ha preso la parola, spiegando che quella mattina dell’omicidio aveva raggiunto la casa della sua ex compagna Ornella Pinto e l’aveva svegliata mentre dormiva nella stanzetta del figlio, poi di essersi spostato nella stanza da letto per un chiarimento e da li’ in cucina dove avrebbe preso un coltello dalla cucina, mai trovato, e l’avrebbe accoltellata “in preda a un raptus”.
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Per la Procura, invece Iacomino l’avrebbe uccisa, sorprendendola all’alba, dato che aveva le chiavi di casa, e usando un coltello che aveva portato con se’ prendendolo da un albergo dove lavorava.
In breve
Omicidio Ornella Pinto, clamoroso cambio di versione in aula di #GiuseppeIacomino: "Presi il coltello trovato in cucina, ero in preda a un raptus. nessuna premeditazione"
- Ha confessato l'ex compagno della donna uccisa il 13 marzo scorso, ma ha cambiato versione dei fatti dopo tre interrogatori.
- Lo avrebbe fatto, secondo la procura e l'avvocato della famiglia Pinto, per evitare di essere condannato all'ergastolo per la contestazione…
- Questa mattina nell'aula 115 del Palazzo di Giustizia, Giuseppe Iacomino ha reso dichiarazioni spontanee.
Domande chiave
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Omicidio Ornella Pinto, clamoroso cambio di versione in aula di #GiuseppeIacomino: "Presi il coltello trovato in cucina, ero in preda a un raptus. nessuna premeditazione"
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Ha confessato l'ex compagno della donna uccisa il 13 marzo scorso, ma ha cambiato versione dei fatti dopo tre interrogatori.
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Lo avrebbe fatto, secondo la procura e l'avvocato della famiglia Pinto, per evitare di essere condannato all'ergastolo per la contestazione dell'aggravante della premeditazione.









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