

Un drone di ultima generazione
Napoli – La Polizia penitenziaria ha intercettato e neutralizzato ieri un drone di ultima generazione diretto verso il carcere di Napoli-Poggioreale. Gli agenti sono riusciti a recuperare il carico – 300 grammi di hashish e uno smartphone – ma il velivolo si è riattivato ed è fuggito. Lo rende noto l’Uspp.
Nel corso di una perquisizione effettuata nel reparto di alta sicurezza «Avellino» sono stati inoltre trovati e sequestrati altri quattro smartphone.
«È senza sosta la guerra contro l’hi-tech messa in campo dalla criminalità organizzata – commentano il presidente dell’Uspp Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio – costantemente impegnata nel trovare soluzioni sempre più avveniristiche per superare i sistemi di sicurezza. E tutto questo avviene in un carcere, lo ricordiamo, dove manca personale e dove ci sono ben 2300 detenuti».
«Ma la professionalità e l’attenzione dimostrata dalla polizia penitenziaria del carcere di Poggioreale – sottolineano i due sindacalisti – rimane un presidio fondamentale a tutela della sicurezza».
L’episodio di ieri si inserisce in una sequenza ormai frequente di incursioni aeree sulla città di Napoli dirette verso gli istituti penitenziari, in particolare Poggioreale.
Solo il 2 ottobre era stato neutralizzato un sofisticato drone europeo di grandi dimensioni, del valore stimato di circa 10mila euro, che trasportava un chilogrammo di droga (hashish, cocaina e marijuana), un bilancino di precisione e ben 15 smartphone completi di cavi e alimentatori.
Il 9 settembre un altro velivolo era stato abbattuto con a bordo un iPhone di ultima generazione e 150 grammi di hashish. Il 19 settembre i Carabinieri avevano arrestato tre persone (un 40enne di Boscoreale e due giovani) sorprese mentre tentavano di far arrivare droga nel penitenziario con un drone attrezzato con nastro adesivo e filo da pesca.
Nei mesi precedenti si erano registrati interventi multipli, con sequestri di diversi droni, decine di cellulari e chili di stupefacenti durante controlli perimetrali.
Moretti e Auricchio ricordano che «è sempre più urgente il potenziamento dei sistemi di controllo perimetrali e l’impiego di adeguati strumenti antidrone, a cui si deve affiancare il rafforzamento della pianta organica: solo così si può consentire alla Polizia Penitenziaria di poter fronteggiare adeguatamente le nuove modalità di introduzione di droga e cellulari nelle carceri».
A Poggioreale, con circa 2300 detenuti e un deficit strutturale di organico intorno alle 200 unità, gli agenti riescono a mantenere ordine e sicurezza interna solo a costo di grandi sacrifici, mentre la criminalità organizzata continua a investire in tecnologie sempre più sofisticate per aggirare le mura.
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