

I danni causati dall'incendio al parco di Longola
Poggiomarino – Dalle parole al teatro, dalla musica alla memoria di un territorio che non vuole arrendersi. È questo il significato di “Quotidiane Ispirazioni”, lo spettacolo che domenica 13 settembre, alle 20, vedrà protagonisti Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo nello scenario del Parco Archeologico Naturalistico di Longola, a Poggiomarino.
Un appuntamento che va oltre la dimensione dello spettacolo e che, dopo gli incendi dolosi che nel giugno scorso hanno colpito il sito, diventa anche un segnale di resistenza culturale e di riappropriazione di uno spazio considerato patrimonio dell’intera comunità.
L’iniziativa rientra nel progetto “La città invisibile”, promosso dal Comune di Poggiomarino con il sostegno della Città Metropolitana di Napoli. L’ingresso sarà libero, fino a esaurimento dei posti disponibili, e l’obiettivo è riportare cittadini e visitatori dentro un luogo che nelle ultime settimane è stato inevitabilmente associato alle immagini della devastazione provocata dai roghi.
Di Leva e Pantaleo accompagneranno il pubblico in un viaggio poetico e civile costruito attorno alle ispirazioni quotidiane delle persone comuni, trasformando parole e musica in una riflessione sulla dignità del lavoro, sulla memoria dei luoghi e sulla capacità delle comunità di riconoscersi nelle proprie radici.
È proprio questo intreccio tra cultura e territorio a rendere particolarmente significativo l’appuntamento di domenica. Longola non sarà soltanto la cornice dello spettacolo, ma parte integrante del racconto: un luogo nel quale il passato archeologico incontra il presente e nel quale la cultura può diventare anche uno strumento per ricostruire un senso di appartenenza.
Gli artisti hanno accolto l’invito della Commissione Straordinaria che attualmente amministra il Comune di Poggiomarino, scegliendo di mettere la propria presenza al servizio di un messaggio preciso: Longola deve tornare a essere vissuta, conosciuta e riconosciuta come patrimonio collettivo.
L’iniziativa arriva in una fase ancora delicata. Le aree danneggiate dagli incendi dello scorso giugno sono infatti tuttora interessate dal sequestro e non è ancora possibile stabilire con certezza quando il Parco potrà tornare alla piena operatività. Restano da valutare i danni e da definire tempi e modalità degli interventi necessari per il ripristino delle strutture.
Ma proprio l’incertezza sul futuro immediato del sito rende ancora più importante il segnale affidato all’appuntamento del 13 settembre. Riportare la cultura a Longola significa evitare che il luogo venga consegnato soltanto alla memoria dell’atto vandalico e dell’incendio, restituendogli invece la sua funzione naturale di spazio di incontro, conoscenza e partecipazione.
«L’impegno che abbiamo assunto all’indomani degli eventi delittuosi di mantenere alta l’attenzione sul patrimonio culturale di Longola – spiega Gabriella D’Orso, presidente della Commissione Straordinaria – si manifesta anche con la promozione di eventi culturali, di occasioni di dialogo e di momenti di partecipazione della comunità».
Nelle parole della presidente della Commissione Straordinaria c’è anche una precisa idea di rilancio: «Vivere il Parco archeologico significa ravvivare la coscienza di tutti in un simbiotico momento di appartenenza al territorio, momento che è, insieme, passato, presente e futuro di una città che vuole legarsi alle sue radici e consolidarsi in esse per un’identità culturale che può dare senso a programmi di largo respiro».
Il percorso, dunque, non si esaurisce nell’evento di domenica. L’appuntamento con Di Leva e Pantaleo viene inserito in una strategia più ampia che punta a mantenere alta l’attenzione su Longola mentre prosegue il lavoro per comprendere l’entità dei danni e programmare il recupero.
«È ovvio che, con il sequestro delle aree danneggiate ancora in atto, la piena ripresa delle attività del Parco non è ancora definibile nei tempi – sottolinea D’Orso – ma possiamo assicurare che resta altissima la nostra attenzione per il ripristino delle strutture danneggiate».
Sul futuro del sito si guarda anche alla collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei e con il suo direttore, Gabriel Zuchtriegel. Il Comune di Poggiomarino ha annunciato di voler affiancare al progetto di recupero anche un contributo economico, lavorando in sinergia con la struttura archeologica pompeiana.
È un passaggio importante perché lega il destino di Longola a una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio archeologico dell’area vesuviana. E mentre gli interventi sulle parti danneggiate dovranno seguire il loro percorso tecnico e amministrativo, la cultura può già svolgere un’altra funzione: riaccendere l’attenzione su Longola prima ancora che siano completamente ripristinate le ferite lasciate dagli incendi.
Domenica sera, dunque, il teatro entrerà nel Parco e le parole di Di Leva e Pantaleo incontreranno la storia millenaria del sito. Un modo per ricordare che un patrimonio archeologico non vive soltanto attraverso i reperti e le strutture che lo compongono, ma anche attraverso le persone che lo frequentano, lo conoscono e lo sentono proprio. E che, dopo il fuoco, la prima forma di rinascita può essere proprio quella di tornare a esserci.
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