Chat WhatsApp svela i ritocchi al diario clinico per coprire l’errore sul cuore congelato: spuntano 4 versioni del trapianto di Domenico

Napoli – Una vera e propria «marcia di avvicinamento» durata oltre due giorni per concordare la versione definitiva del diario clinico. È quanto emerso dall’analisi delle chat sui telefoni dei medici coinvolti nel drammatico caso di Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni e mezzo deceduto nel febbraio 2026 nella terapia intensiva dell’ospedale Monaldi di Napoli, a seguito di un trapianto di cuore fallito eseguito il 23 dicembre 2025.

Per la Procura di Napoli (con il pm Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci) e per i carabinieri del NAS guidati dal colonnello Alessandro Cisternino, le chat scambiate tra i chirurghi costituiscono la prova regina della falsificazione dell’atto medico.

Le quattro versioni inviate al primario

Attraverso lo scambio di messaggi su WhatsApp tra la dottoressa Emma Bergonzoni (secondo operatore) e la specializzanda Mariangela Addonizio (terzo operatore), gli inquirenti hanno ricostruito la preparazione del referto operatorio datato 26 dicembre 2025. I messaggi, poi inoltrati al primo operatore Guido Oppido, rivelano l’esistenza di quattro distinte stesure:

Prima e seconda versione: l’inizio della cardiectomia (la rimozione del cuore malato del piccolo) viene fatto coincidere temporalmente con l’arrivo a Napoli dell’équipe proveniente da Bolzano.

Terza e quarta versione: la cronologia cambia. L’asportazione del cuore viene spostata in avanti, facendola partire solo nel momento in cui il nuovo organo viene estratto dal frigo-box.

Una modifica fondamentale secondo gli inquirenti: allineare l’avvio della procedura all’apertura del contenitore — poi rivelatosi inadeguato e fuori dalle linee guida, causa del congelamento dell’organo — serviva a giustificare e “Aggiustare” i tempi della catena di interventi.

Il quadro cautelare e il nodo del Riesame

Il GIP Mariano Sorrentino ha ritenuto la documentazione alterata, disponendo la misura dell’interdizione dalla professione per la durata di un anno nei confronti di Guido Oppido ed Emma Bergonzoni. L’attenzione si sposta ora sul prossimo 11 settembre, data in cui il Tribunale del Riesame di Napoli si esprimerà sull’appello presentato dai legali dei medici coinvolti.

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Giuseppe Del Gaudio

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