Il boss Salvatore Fido gestiva il contrabbando di carburanti per il clan Mazzarella

napoli –  – Non più soltanto piazze di spaccio o estorsioni porta a porta. L’ultima frontiera degli affari illeciti per la criminalità organizzata napoletana passa per i condotti dei depositi di carburante. Un business pulito all’apparenza, ma capace di muovere milioni di litri di prodotti energetici in totale evasione fiscale, trasformando l’«oro nero» in una vera e propria miniera d’oro per le casse dei clan.

A mettere a segno il colpo d’arresto contro l’organizzazione è stata la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Caserta, nell’ambito di un’imponente operazione diretta e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (Area 1, sotto la guida del procuratore aggiunto Sergio Amato).

Il dispositivo cautelare emesso dal Tribunale del Riesame di Napoli è divenuto definitivo lo scorso 15 luglio 2026 a seguito della pronuncia della Corte di Cassazione, che ha rigettato i ricorsi e aperto le porte del carcere per i vertici della filiera illecita.

La mappa del traffico e la resa dopo la fuga in Grecia

L’inchiesta degli inquirenti ha ricostruito la struttura di un sodalizio capillarmente radicato in Campania e dotato di una rete logistica di prim’ordine. La banda manteneva canali diretti con fornitori di carburante sia nazionali che comunitari.

Il prodotto energetico, importato senza versare un euro di accise o IVA, veniva stoccato e immesso sul mercato attraverso distributori stradali e depositi commerciali compiacenti, pronti a vendere la merce “in nero” al riparo da ogni controllo dell’erario.I numeri contabili accertati dalla Finanza delineano un’operazione finanziaria di proporzioni enormi: durante le fasi investigative sono stati posti sotto sequestro 133.796 litri di carburante, ma la portata della frode accertata supera i 10,1 milioni di litri sottratti al fisco, per un danno erariale stimato in quasi 8 milioni di euro tra accise ed IVA evase.

Al centro dell’ordinanza figurano tre volti noti della mappa criminale partenopea: Salvatore Fido, detto ‘o chiò, elemento di vertice del clan Mazzarella; Gabriele Amodio, figlio del ras Clemente Amodio (a entrambi è contestata l’associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di carburanti con l’aggravante mafiosa); e Giuseppe Savino, vicino ai quadri del clan Formicola e indagato per associazione di tipo mafioso.

Mentre per i primi due l’esecuzione dell’ordinanza è stata immediata, Savino ha tentato un’ultima via di fuga verso la Grecia nel tentativo di sottrarsi al Mandato di Arresto Europeo (MAE). La sua latitanza si è però conclusa il 25 agosto scorso, con la resa spontanea del ricercato ai cancelli del carcere di Secondigliano.

Il profilo criminale: chi è Salvatore Fido ‘o chiò

Tra le figure emerse nell’inchiesta, il nome di maggiore spessore strategico e criminale è indubbiamente quello di Salvatore Fido, conosciuto nell’ambiente di San Giovanni a Teduccio con lo pseudonimo di ‘o chiò.Nonostante la giovane età — classe 1987 — Fido ha ricoperto per anni il ruolo di reggente e braccio operativo della cosca dei Mazzarella.

Considerato un profilo di alta caratura e dalla spiccata operatività militare e strategica, ‘o chiò salì alla ribalta delle cronache giudiziarie nell’autunno del 2018.All’epoca, dopo mesi di irreperibilità segnati da continui spostamenti per sfuggire alle forze dell’ordine, gli agenti della Squadra Mobile di Napoli e dello SCO lo scovarono all’interno di una villetta bunker a Giugliano in Campania.

Gli investigatori lo indicavano come uno dei registi della sanguinosa faida contro il clan Rinaldi di San Giovanni a Teduccio, orchestratore delle famigerate “stese” di camorra tra le vie del centro storico e dell’area orientale di Napoli.

Capace di transitare dalle fasi più violente del controllo del territorio ai complessi canali del business finanziario, la figura di Fido testimonia la metamorfosi del clan Mazzarella: una struttura che, pur non abbandonando la presenza militare sulle strade, ha saputo diversificare le proprie entrate investendo capitali illeciti nei mercati legali a sovra-profitto, come quello dei prodotti petroliferi e delle frodi carosello.

L’ennesima conferma di come l’«oro nero» sia diventato uno degli asset preferiti dalle nuove mafie d’affari.

RIPRODUZIONE RISERVATA
Condivid
Pubblicato da
Giuseppe Del Gaudio

Ultime Notizie

Oroscopo oggi 8 settembre 2026 a cura di Paolo Tedesco

Ecco le previsioni astrologiche per martedì 8 settembre 2026, segno per segno. Le stelle di… Leggi tutto

8 Settembre 2026 - 06:10

De Laurentis alla Schlein: «E’ inguardabile». Il Pd lo attacca: «Parole misere e maschiliste»

È bastata una frase attribuita ad Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, per accendere una… Leggi tutto

7 Settembre 2026 - 21:42

Lavitola, la ex chiude ogni porta: «Niente domiciliari da me, pronta a parlare con i pm»

Roma - 'Meu amor', l'estetista brasiliana, è un prezzo che Valter Lavitola non aveva messo… Leggi tutto

7 Settembre 2026 - 21:29

Martina Franca, uomo armato di spranga bloccato dai residenti: 4 feriti

Mattinata di paura a Martina Franca, nei pressi di Palazzo Ducale, dove un cittadino di… Leggi tutto

7 Settembre 2026 - 21:05

Vacanze fantasma a Napoli e provincia, la mappa delle truffe si allarga

Si allarga a macchia d’olio il fronte dei turisti rimasti a terra dopo avere pagato… Leggi tutto

7 Settembre 2026 - 20:09

Tony Colombo atteso all’Ippodromo di Agnano: oltre 20mila biglietti venduti

Il concerto del 12 settembre 2026 si annuncia come il più importante della carriera del… Leggi tutto

7 Settembre 2026 - 20:05