

Il porto turistico di Lacco Ameno
Ischia – Una gestione dell’approdo turistico che, secondo la Procura regionale della Corte dei Conti della Campania, avrebbe prodotto un ingente danno alle casse pubbliche. È questa l’ipotesi al centro dell’atto di citazione notificato dalla magistratura contabile nei confronti della società che ha gestito il porto turistico del Comune di Lacco Ameno e dell’amministratore pro tempore.
Il fascicolo, coordinato dal procuratore regionale Giacinto Dammicco e dal vice procuratore generale Miranda, quantifica il presunto danno erariale in 1.764.965 euro, somma che la Procura ritiene sia stata sottratta alle finanze comunali attraverso il mancato pagamento dei canoni concessori e di altre somme dovute per l’utilizzo del bene demaniale. Le indagini sono state svolte con il supporto della Guardia di Finanza della Compagnia di Ischia.
Il cuore dell’azione risarcitoria riguarda la gestione di un’area demaniale marittima di oltre 56 mila metri quadrati, destinata all’approdo turistico del Comune di Lacco Ameno.
Secondo l’impianto accusatorio della Procura contabile, la concessionaria avrebbe omesso di versare per anni i canoni annuali previsti dalla concessione, proseguendo inoltre nell’utilizzo dell’area anche in assenza di un valido titolo autorizzativo.
A queste contestazioni si aggiunge un ulteriore capitolo economico: il Comune avrebbe continuato a sostenere direttamente i costi delle utenze idriche ed elettriche dell’approdo senza ottenere il rimborso da parte del gestore privato. Una situazione che, secondo gli inquirenti contabili, avrebbe determinato un progressivo impoverimento delle casse comunali.
La citazione davanti alla Corte dei Conti rappresenta l’ultimo sviluppo di una vicenda amministrativa iniziata diversi anni fa e culminata con il ritorno della gestione dell’approdo nelle mani del Comune.
Nel corso del 2024 il Comune di Lacco Ameno è infatti tornato formalmente titolare della concessione demaniale marittima relativa al porto turistico, avviando successivamente una gestione pubblica dell’approdo, con nuovi regolamenti, bandi e assegnazioni dei posti barca per residenti e operatori del noleggio. La concessione comunale è oggi vigente fino al settembre 2028.
L’attuale organizzazione del porto, completamente ridefinita dall’amministrazione comunale, rappresenta di fatto il punto di arrivo di una lunga fase di contenziosi e verifiche sulla precedente gestione privata.
Va precisato che il procedimento davanti alla Corte dei Conti è di natura risarcitoria e non penale.
L’obiettivo della Procura contabile è ottenere la condanna dei convenuti al risarcimento del presunto danno economico arrecato all’ente pubblico.
Sarà ora la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Campania a valutare la fondatezza delle contestazioni, l’eventuale sussistenza della responsabilità amministrativa e la quantificazione definitiva del danno.
La società concessionaria e il suo amministratore potranno costituirsi in giudizio e presentare le proprie difese prima della decisione dei magistrati contabili.
L’inchiesta contabile assume particolare rilievo perché riguarda uno dei principali asset economici dell’isola d’Ischia. L’approdo turistico di Lacco Ameno rappresenta infatti una struttura strategica per il turismo nautico e per l’economia locale.
Proprio per questo la Procura della Corte dei Conti ha concentrato l’attenzione sul corretto utilizzo del bene demaniale e sul rispetto degli obblighi economici previsti dalla concessione, ritenendo che l’eventuale mancato incasso dei canoni e delle indennità abbia prodotto un significativo pregiudizio finanziario per il Comune.
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