

nella foto il carcere di poggioreale
Napoli – Venti cellulari di ultima generazione sono stati sequestrati dalla Polizia Penitenziaria nel carcere di Poggioreale, a Napoli. I telefoni sono stati rinvenuti nel corso di controlli svolti in tre diversi padiglioni dell’istituto: Salerno, Milano e Firenze.
A rendere noto il sequestro è l’Unione sindacati di polizia penitenziaria. L’episodio si inserisce nel quadro dei ripetuti ritrovamenti di cellulari, droga e altri oggetti vietati all’interno della casa circondariale napoletana.
I dispositivi sono stati individuati durante le attività di controllo del personale in servizio. Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle modalità con cui i telefoni sarebbero stati introdotti nell’istituto né su eventuali provvedimenti adottati nei confronti dei detenuti coinvolti.
Il ritrovamento riporta al centro il tema delle comunicazioni non autorizzate dalle sezioni detentive, considerate un nodo sensibile per la sicurezza interna e per i possibili contatti con l’esterno.
Per il presidente nazionale dell’Uspp, Giuseppe Moretti, e per il segretario regionale campano, Ciro Auricchio, il sequestro rappresenta «l’ennesima dimostrazione della professionalità, della determinazione e del senso dello Stato della Polizia Penitenziaria», impegnata a garantire sicurezza e legalità in condizioni operative difficili.
«Ogni telefono sequestrato è un canale illecito sottratto alla criminalità – sottolineano i due rappresentanti sindacali –. Significa interrompere le comunicazioni con l’esterno e impedire possibili attività delittuose. Significa anche riaffermare il controllo dello Stato all’interno delle carceri».
Accanto al plauso al personale, il sindacato rilancia l’allarme sulle carenze di organico e sulla necessità di strumenti tecnologici più efficaci. Secondo l’Uspp, a Poggioreale mancherebbero circa 200 agenti.
Moretti e Auricchio chiedono investimenti per intercettare cellulari e droni, sempre più spesso indicati come possibili vettori per l’introduzione di materiale illecito. «L’abnegazione degli agenti non può sostituire gli investimenti dello Stato», affermano, rivolgendo infine un riconoscimento al personale impegnato quotidianamente nel carcere.
Il nuovo sequestro arriva dopo una serie di episodi registrati negli istituti penitenziari campani tra giugno e i primi giorni di agosto:
Giugno, Poggioreale: secondo il bilancio reso noto dall’Uspp l’11 luglio, nel solo mese di giugno sono stati sequestrati 76 cellulari, intercettati sei droni e recuperati circa 2,5 chili di hashish.
23 luglio, Poggioreale: è stato segnalato il sequestro di altri undici cellulari nel carcere napoletano.
29 luglio, Secondigliano: la Polizia Penitenziaria ha effettuato sequestri di cellulari, alcuni dei quali sarebbero stati occultati negli slip.
2 agosto, Poggioreale: un drone è riuscito a consegnare 600 grammi di hashish in una cella prima dell’intervento degli agenti; durante i controlli è stato rinvenuto anche un secondo quantitativo di 400 grammi in un’altra cella.
3 agosto, Benevento: una trentina di detenuti del reparto di media sicurezza ha devastato una sezione; i disordini sono rientrati in serata dopo l’intervento di negoziatori e personale di supporto.
4 agosto, Avellino: durante il sequestro di due smartphone con schede telefoniche, tre agenti della Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti in un’aggressione, secondo quanto riportato dalla stampa locale.
ùIl quadro resta segnato anche dalle condizioni strutturali e dal sovraffollamento: dopo una visita del 29 luglio, la Camera penale di Napoli ha segnalato carenze igienico-strutturali in alcuni padiglioni di Poggioreale e difficoltà di gestione legate alla popolazione detenuta oltre la capienza dell’istituto
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