I quattro sospettati coinvolti nell’attentato alla villetta di Ranucci hanno richiesto un confronto con la Dda di Roma dopo mesi di silenzio, in seguito alle dichiarazioni di un terzo coinvolto.


Gli indagati per l’attentato a Ranucci chiedono di essere interrogati
Dopo un lungo periodo di silenzio, i difensori dei quattro sospettati accusati di aver piazzato un ordigno fuori dalla villetta di Ranucci hanno formalmente chiesto di essere interrogati dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.
Fino ad ora, i quattro indagati si erano avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande degli inquirenti. La richiesta di confronto arriva a seguito della recente confessione di un altro coinvolto nell’inchiesta, l’imprenditore Lavitola, che ha sostenuto di aver inviato i quattro per un’azione dimostrativa, spiegando che non si sarebbe trattato di una bomba ma di colpi di pistola sparati contro il muro dell’abitazione.
Non è escluso che i sospettati intendano chiarire la natura del mandato ricevuto e le modalità dell’azione. L’iniziativa apre quindi una nuova fase nel procedimento, che potrebbe fornire ulteriori elementi sulle dinamiche e le responsabilità dell’attentato.
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