Prato – «Ho fiducia nell’operato della magistratura. Tuttavia, auspico che, in presenza di un’evidente causa di giustificazione della condotta del mio assistito, venga applicata la nuova disciplina introdotta dal Decreto Sicurezza».
Lo afferma l’avvocato Vittorio Luigi Fucci, difensore di fiducia del poliziotto penitenziario sannita in servizio nel carcere di Prato, coinvolto nell’inchiesta aperta dopo gli spari avvenuti al pronto soccorso e indagato per tentato omicidio.
Il riferimento alla nuova normativa
Il legale richiama le modifiche apportate all’articolo 335 del Codice di procedura penale dalla legge n. 54 del 24 aprile 2026, indicata come nuovo Decreto Sicurezza.
Secondo quanto evidenziato dalla difesa, l’introduzione del comma 1-bis.1 prevede l’annotazione preliminare nel modello 45-bis: un passaggio che, in determinate circostanze, può evitare l’automatica iscrizione dell’operatore nel registro degli indagati quando l’atto compiuto durante il servizio faccia presumere l’esistenza di una causa di giustificazione.
«È proprio quanto ritengo possa emergere nel caso in esame», sostiene Fucci, riferendosi alla condotta dell’agente.
“Riforma radicale per chi opera in servizio”
L’avvocato Fucci rilancia inoltre il tema delle garanzie per gli appartenenti alle forze dell’ordine impegnati in situazioni operative delicate.
«In ogni caso, credo sia necessaria una riforma radicale, capace di tutelare maggiormente le forze dell’ordine che agiscono in presenza di evidenti cause di giustificazione», conclude il legale.
L’interrogatorio nelle prossime ore
Nelle prossime ore il poliziotto penitenziario sarà sentito nell’ambito dell’attività investigativa. L’agente sarà assistito dagli avvocati Vittorio Luigi Fucci e Giuseppe Vittorio Fucci.
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