SCONTRO SUL PIANO RIASSETTO

Carenza di organico e tagli ai turni di notte: è guerra aperta tra i sindacati e i vertici dell’Asl

Nursing Up e CSA diffidano la direzione generale: «A rischio la sicurezza dei pazienti negli ospedali». Chiesto il blocco immediato delle riorganizzazioni estive.
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Napoli– Una nuova e profonda frattura rischia di paralizzare l’assistenza negli ospedali della principale azienda sanitaria del Mezzogiorno. È scontro aperto tra la direzione dell’ASL Napoli 1 Centro e le rappresentanze dei lavoratori dell’area sanitaria.

Al centro della tempesta c’è il nuovo piano aziendale di riassetto e ottimizzazione dei turni per infermieri, ostetriche e operatori socio-sanitari (OSS), calato dall’alto proprio nei giorni clou della pausa estiva e destinato a ridisegnare gli assetti dei presidi chiave della città: dall’Ospedale del Mare al San Giovanni Bosco, dal San Paolo ai Pellegrini, fino al Loreto Nuovo e al Capilupi di Capri.

La risposta delle sigle Nursing Up e CSA non si è fatta attendere ed è arrivata sotto forma di un durissimo sollecito con diffida formale inviato ai vertici aziendali. I sindacati contestano la decisione dell’ASL di proseguire nella rimodulazione degli orari di servizio ignorando le formali richieste di sospensione avanzate già all’inizio di agosto.

Una manovra calata “d’imperio” nel pieno delle ferie estive

La prima criticità sollevata dai rappresentanti dei lavoratori riguarda la tempistica e le modalità di attuazione. Imporre ai coordinatori infermieristici la riorganizzazione dei prospetti orari per il mese di settembre a metà agosto significa – denunciare i sindacati – mandare in corto circuito la gestione del personale.

«Si tratta di un’imposizione calata d’imperio nel pieno della stagione estiva – tuonano le organizzazioni sindacali – un periodo riservato al recupero delle energie psicofisiche del personale, garantito dalla Costituzione. Procedere in questo modo non fa che alimentare un clima di forte fibrillazione e generare un elevatissimo livello di stress lavoro-correlato su operatori già provati da anni di croniche carenze organiche e da turni estenuanti».

Tagli lineari senza distinzione tra Pronto Soccorso e reparti ordinari

Ciò che i sindacati definiscono un grave errore strategico è l’applicazione di una misura rigida ed omogenea sull’intera rete aziendale. Il piano di razionalizzazione dell’ASL non farebbe alcuna distinzione tra le strutture dotate di Dipartimenti di Emergenza ed Accettazione (DEA) e Pronto Soccorso operativi H24 e gli altri presidi territoriali.

Un’equiparazione giudicata «illogica», che ignora i reali carichi di lavoro, la complessità assistenziale e l’imprevedibilità dell’emergenza-urgenza. Per le parti sociali, la dirigenza aziendale dovrebbe concentrarsi sulla lotta agli sprechi e sul potenziamento della sanità territoriale, anziché attuare tagli lineari che finiscono per depotenziare la rete ospedaliera, oggi ancora unico baluardo e risposta concreta ai bisogni di salute dei cittadini.

Notturni sguarniti: pericolo per la salute degli operatori e per i pazienti

L’aspetto più allarmante denunciato dalle sigle sindacali riguarda la contrazione del personale nelle ore notturne. Diminuire gli operatori in servizio di notte significa, da un lato, accelerare il logoramento psicofisico e il rischio usura di un lavoro che altera già profondamente i ritmi circadiani; dall’altro, esporre gli ammalati a pericoli gravissimi.

I sindacati richiamano la letteratura scientifica internazionale: ridurre gli infermieri di turno la notte provoca una diretta correlazione con l’aumento della mortalità intraospedaliera, un ritardo nell’intercettare complicanze cliniche improvvise e un incremento delle infezioni correlate all’assistenza. Depotenziare i reparti di notte significa, in sintesi, abbassare l’asticella dei livelli minimi di sicurezza delle cure.

La minaccia di mobilitazione e il rischio di un’ulteriore fuga dagli ospedali

Il quadro delineato dai rappresentanti dei lavoratori prefigura un effetto domino devastante per la tenuta stessa del Servizio Sanitario Nazionale. L’assenza di tutele, la gravosità dei turni e il peggioramento delle condizioni di lavoro sono la molla che spinge sempre più professionisti a rassegnare le dimissioni o a cercare impiego altrove, alimentando l’ormai drammatico fenomeno dell’abbandono delle corsie pubbliche.

Da qui l’ultimatum inviato a Via Altamura: Nursing Up e CSA sollecitano la convocazione immediata della RSU e dei sindacati per l’apertura di un tavolo di confronto contrattualmente dovuto. In mancanza del blocco immediato del provvedimento e dell’avvio delle trattative, le organizzazioni sindacali si dicono pronte ad attivare ogni forma di mobilitazione e tutela legale a salvaguardia della salute dei lavoratori e della sicurezza dei cittadini.

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