

Castellammare serve una sede per l'Associazione l'Aliante
L’Associazione L’Aliante, che dal 2001 a Castellammare di Stabia lavora per il miglioramento delle autonomie di giovani e adulti con disabilità attraverso percorsi terapeutici fondati sull’arte, lancia un nuovo, accorato appello alle istituzioni affinché venga finalmente risolta l’annosa questione della sede mancante.
Dopo il Covid, quando lo spazio utilizzato è stato dichiarato inagibile, il Comune non ha più garantito una struttura alternativa, costringendo l’associazione ad operare in condizioni di precarietà. La presidente, Annamaria Auricino Santoro, madre di uno dei giovani de L’Aliante, si rivolge ora ai commissari prefettizi insediatisi alla guida della città, chiedendo che venga riconosciuta la necessità — e il diritto — di un luogo stabile dove proseguire le attività. Musicoterapia, arteterapia, teatro – il fulcro del progetto portato avanti dall’associazione – sono fondamentali per la qualità di vita dei partecipanti; sono strumenti che permettono di comunicare, crescere, mantenere competenze e relazioni.
Senza una sede, l’impegno profuso in questi anni rischia di essere vanificato, privando i beneficiari di una risorsa che ha sostenuto il loro cammino di benessere.
«Adesso vorremmo proseguire il nostro percorso con entusiasmo e passione, ma soprattutto in un luogo ad hoc», ha affermato la presidente Auricino all’indomani del recital portato in scena dai componenti dell’associazione presso l’Hotel Miramare di Castellammare, nel maggio di quest’anno, ricevendo il pieno e favorevole riscontro del numeroso pubblico presente.
Per le prove dello spettacolo – che ha messo in luce la grande motivazione e determinazione dei suoi interpreti – è stata utilizzata una stanza dello studio professionale della presidente, lo stesso spazio che oggi funge da punto d’appoggio per le attività.
Una soluzione provvisoria che però non può sostituire a lungo la necessità di una sede capace di offrire continuità e dignità al lavoro di questo gruppo di volenterosi. Un’attività del genere meriterebbe spazi adeguati, con una capienza utile ad accogliere anche altri che ne avessero bisogno. Negarli, non dare ascolto a questa esigenza, continuare ad ignorarne il valore, equivarrebbe a neutralizzare gli sforzi di chi, con convinzione ed abnegazione, ha intravisto in questa esperienza una possibilità di riscatto — anche sociale — per i propri congiunti.
L’appello della presidente Auricino attende una risposta concreta; non è più tempo di promesse. Occorre che la comunità di Castellammare non dimentichi queste persone e, soprattutto, non perda l’occasione di dimostrare che la fragilità è una responsabilità condivisa. Solo così potrà affermarsi — al di là delle problematiche che spesso ne oscurano la ribalta — come una comunità giusta, animata da valori vivi che ne orientano gli orizzonti.
Chi desidera sostenere l’associazione L’Aliante può scrivere a: assoaliante@gmail.com
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