Castellammare, pubblicato il Decreto di scioglimento dell’amministrazione comunale

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Giuseppe Del Gaudio

Castellammare, la Camorra firma lo “scioglimento bis”: troppi legami, il Comune torna ai Commissari
A soli due anni dalla fine del precedente periodo straordinario, il Comune di Castellammare di Stabia torna nuovamente sotto il controllo dello Stato. Con Decreto del Presidente della Repubblica, adottato su proposta del Ministro dell’Interno previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, il consiglio comunale eletto nel giugno 2024 è stato sciolto ai sensi dell’art. 143 del Tuel.

La gestione dell’ente locale è stata affidata per 18 mesi a una Commissione straordinaria composta dal prefetto a riposo Dario Caputo, dal viceprefetto Mara Moscato e dal dirigente di pubblica sicurezza Maurizio Vallone.

La relazione del Viminale, basata sulle risultanze dell’accesso ispettivo disposto dal Prefetto di Napoli ed estesa all’intero andamento gestionale dell’ente, traccia un quadro sconfortante: la “rigenerazione formale” scaturita dalle ultime urne non ha prodotto alcuna reale discontinuità con il passato, lasciando intatti i circuiti di permeabilità e condizionamento da parte delle consorterie camorristiche egemoni sul territorio.

Parenti “scomodi”, candidati arrestati e l’ombra del clan sui seggi

Le indagini della commissione d’accesso mettono a nudo una preoccupante continuità soggettiva e relazionale con la consigliatura già sciolta per mafia nel febbraio 2022. Tra le fila dei consiglieri eletti e dei candidati figura un fitto reticolo di parentele, contiguità e frequentazioni con elementi di vertice della criminalità organizzata.

Un condizionamento che il Viminale definisce «del tutto trasversale», capace di toccare sia la maggioranza che la minoranza. Emblematico il caso di un consigliere di opposizione la cui lista vedeva tra i sottoscrittori stretti parenti di un boss locale. Ma il quadro si aggrava ulteriormente con le vicende giudiziarie: due candidati delle ultime amministrative (uno dei quali eletto e poi dimessosi) sono rimasti coinvolti in un’inchiesta antimafia culminata nell’ottobre 2025 con l’arresto ai domiciliari per il candidato non eletto.

L’incapacità dell’amministrazione di erigere schermi protettivi contro il crimine si è palesata anche sul piano simbolico. La relazione evidenzia con severità quanto accaduto durante i festeggiamenti per la squadra di calcio cittadina: in quell’occasione, esponenti di spicco della tifoseria ultras — contigui alla camorra e destinatari di Daspo urbani — sono stati fatti salire sul palco istituzionale, davanti alla cittadinanza, per consegnare una targa a un calciatore.

Una “legittimazione sociale” da cui il sindaco ha preso le distanze solo dopo il clamore mediatico, condotta che il Ministero liquida come segno di grave «superficialità».

Sgomberi bloccati, “pratiche in sospeso” e la mappa degli appalti pilotati

Se la politica appare permeabile, l’apparato burocratico e tecnico si è rivelato debole e privo di presidi di vigilanza. Negli uffici tecnici e urbanistici sono emersi gravi cortocircuiti: condivisione impropria di credenziali informatiche dirigenziali, assenza di tracciabilità delle presenze e persino la figura di un tecnico esterno — legato a un clan e successivamente arrestato — la cui firma continuava a circolare nelle pratiche comunali anche dopo la sua carcerazione.

Tra gli episodi più emblematici citati nella relazione spicca il caso di un permesso di costruire in sanatoria a favore della moglie di un pregiudicato per associazione mafiosa ed estorsione: la pratica era rimasta congelata durante i due anni di gestione commissariale (2022-2024), per poi essere ripescata e approvata a tempo di record pochi mesi dopo l’insediamento della nuova giunta.

Sul fronte dei contratti pubblici, la Commissione d’accesso ha riscontrato il ricorso sistematico e artificioso agli affidamenti diretti, motivati da “rapporti di fiducia” piuttosto che dalla trasparenza e dalla rotazione:
Rifiuti e pulizia: l’assegnazione per la fornitura di materiale per la raccolta differenziata, nata come sperimentale nel 2023, è stata prorogata direttamente nel 2024 e 2025 a due ditte distinte ma riconducibili alla stessa famiglia, legata a contesti criminali vicini al clan dei Casalesi.

Onoranze funebri: un settore storicamente monopolizzato dalle cosche, dove il Comune ha continuato ad affidare i servizi funebri per indigenti a società poi colpite da interdittiva antimafia nel marzo 2026.
Mense e spiagge: dall’appalto della refezione scolastica (con dipendenti imparentati con pregiudicati ed ex titolari indagati per estorsione) fino ai servizi per la spiaggia libera e l’assistenza in ambulanza affidata a ditte raggiunte da provvedimenti interdittivi.

A completare la situazione patologica vi è il completo stallo nella tutela del patrimonio pubblico: gli sgomberi degli immobili comunali abusivamente occupati, avviati dai Commissari Straordinari nel biennio precedente, sono stati rallentati o del tutto bloccati dalla giunta ordinaria, lasciando la gestione delle case popolari esposta a logiche di consenso elettorale e controllo sociale da parte dei clan.

Per tutte queste ragioni, lo Stato è dovuto intervenire ancora una volta per azzerare gli organi politici, con l’obiettivo di avviare nei prossimi 18 mesi un’opera profonda di risanamento e bonifica della macchina amministrativa stabiese.

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Giuseppe Del Gaudio

Giuseppe Del Gaudio, giornalista professionista dal 1991. Amante del cinema d'azione, sport e della cultura Sud Americana. Il suo motto: "lavorare fa bene, il non lavoro: stanca"

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