Scommesse clandestine e riciclaggio per conto del clan D’Alessandro: scattano arresti e maxi-sequestri

Castellammare –  Un duro colpo agli interessi economico-finanziari della camorra è stato inferto all’alba di oggi, 24 luglio 2026, nel Napoletano. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, su delega e coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale partenopeo nei confronti di diversi indagati vicini o contigui al clan D’Alessandro, egemone sul territorio di Castellammare di Stabia.

I reati contestati a vario titolo dalla Procura disegnano un quadro di pervasiva penetrazione economica: associazione per delinquere, esercizio abusivo di gioco e scommesse, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, violazione della sorveglianza speciale ed estorsione, tutte fattispecie aggravate dal metodo mafioso e dall’obiettivo esplicito di agevolare la cosca stabiese.

Il business del gioco online e le società schermo

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori delle Fiamme Gialle, l’organizzazione aveva messo in piedi una struttura altamente sofisticata dedita alla raccolta illecita di scommesse su piattaforme telematiche. Per sfuggire ai controlli e ostacolare l’identificazione dei reali beneficiari dell’affare, il gruppo si serviva di schermi societari e attività fittiziamente intestate a terzi e prestanome.

I cospicui flussi finanziari generati dalle puntate clandestine venivano poi sistematicamente “ripuliti” e reimmessi nel circuito dell’economia legale attraverso complesse operazioni di autoriciclaggio.

Sigilli a imprese e negozi

Oltre ai provvedimenti restrittivi personali, l’autorità giudiziaria ha disposto ed eseguito il sequestro preventivo di numerose quote societarie, interi complessi aziendali ed esercizi commerciali riconducibili agli indagati o utilizzati per le attività illecite del clan.

Dalla Procura di Napoli si precisa che le misure cautelari sono state disposte nell’ambito della fase delle indagini preliminari: per tutti i soggetti coinvolti vale la presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza definitiva di condanna

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Pubblicato da
Giuseppe Del Gaudio

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