I PFAS sono difficili da eliminare dall’acqua perché la loro struttura chimica li rende molto stabili. Una revisione di ricercatori della Tohoku University, pubblicata nel 2026 su ACS Materials Au, analizza quali caratteristiche molecolari possono aiutare a progettare adsorbenti più selettivi ed efficienti.
Perché i PFAS sono così persistenti
Con l’acronimo PFAS si indica una grande famiglia di sostanze per- e polifluoroalchiliche, impiegate per decenni in applicazioni che richiedono resistenza all’acqua, ai grassi, al calore o agli agenti chimici. Rivestimenti, schiume antincendio, tessuti tecnici e alcuni processi industriali ne hanno favorito la diffusione.
Il legame tra carbonio e fluoro è tra i più forti della chimica organica. Per questo molti PFAS si degradano lentamente nell’ambiente e possono spostarsi attraverso il suolo e le acque. La loro presenza non implica automaticamente un rischio identico per ogni composto o concentrazione, ma l’esposizione prolungata ad alcuni PFAS è stata associata a effetti avversi studiati dalle autorità sanitarie.
La difficoltà non riguarda soltanto la distruzione della molecola. Prima ancora, occorre separarla dall’acqua senza trasferire il contaminante in un altro rifiuto difficile da gestire.
Che cosa significa adsorbire un contaminante
Un adsorbente è un materiale solido sulla cui superficie le molecole possono trattenersi. Il fenomeno è diverso dall’assorbimento: in questo secondo caso la sostanza penetra nel volume del materiale, mentre nell’adsorbimento prevalgono le interazioni superficiali.
Il carbone attivo granulare e quello in polvere sono già utilizzati nel trattamento delle acque. Possono però funzionare in modo diverso a seconda della lunghezza della catena fluorurata, della presenza di gruppi chimici terminali, del pH, della materia organica e della competizione con altri contaminanti.
Un materiale che cattura bene un PFAS in acqua pura può quindi perdere efficienza in un impianto reale. La progettazione razionale degli adsorbenti mira proprio a ridurre questa distanza tra il risultato di laboratorio e le condizioni operative.
Le proprietà molecolari più importanti
La revisione esamina il ruolo combinato di struttura dell’adsorbente e struttura dei PFAS. Una superficie con pori della dimensione adatta può aumentare il contatto con le molecole, ma la sola area superficiale non basta. Conta anche la chimica della superficie e il modo in cui le cariche elettriche interagiscono.









