Categorie: Salute

Payback dispositivi medici, Conflavoro PMI Sanità chiede lo stop: «Così pagano le imprese»

ROMA. “Un sistema, due pesi. E a pagare sono sempre le imprese”. Lo dichiara, in una nota, Gennaro Broya de Lucia, presidente nazionale di Conflavoro PMI Sanità, principale punto di riferimento associativo delle oltre 4.000 piccole e medie imprese del medtech italiano, che rappresenta un comparto da circa 134.000 lavoratori. “A un anno dalle prime azioni di payback sui dispositivi medici – sbotta Broya de Lucia – il Governo non può più rinviare un intervento deciso. Questo meccanismo continua a scaricare sulle aziende il costo di un problema che nasce altrove: tetti di spesa regionali evidentemente inadeguati rispetto al reale fabbisogno degli ospedali”.

Per il presidente di Conflavoro PMI Sanità “è inaccettabile che lo stesso obbligo di ripianare il 50% dello sforamento produca effetti così diversi tra comparti. Nel farmaceutico l’impatto è più contenuto, mentre nel settore dei dispositivi medici può arrivare a livelli insostenibili per imprese, spesso PMI, che operano con margini completamente differenti e che rischiano di vedersi sottrarre quote rilevanti del proprio fatturato”.

Da qui l’appello al Governo di “bloccare il payback sui dispositivi medici e di impedire nuovi oneri per le annualità successive al 2018, avviando finalmente il superamento di un meccanismo che non può rappresentare una soluzione strutturale per il finanziamento della sanità pubblica”. Nelle more della sua eliminazione, servono almeno criteri equi e tutele analoghe a quelle già riconosciute ad altri comparti”. Secondo Broya de Lucia: “non si possono mettere sullo stesso piano multinazionali e piccole e medie imprese distributrici, ignorando dimensioni, margini e capacità economiche profondamente diverse. Serve una franchigia reale per proteggere le micro e piccole aziende e un sistema di ripartizione dell’onere proporzionato alla realtà di mercato e riavviare subito il tavolo sulla governance così come il confronto interministeriale”.

“La sostenibilità del Servizio sanitario nazionale – conclude il presidente di Conflavoro PMI Sanità – non si costruisce penalizzando le imprese che ogni giorno garantiscono agli ospedali tecnologie, assistenza, innovazione e continuità delle forniture. Difendere il comparto dei dispositivi medici significa difendere occupazione, ricerca e qualità delle cure per i cittadini italiani. Il Governo intervenga ora”.

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Pubblicato da
Vincenzo Scarpa
Tags: ItaliaNapoli

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