Napoli, il pistolero del centro storico: «Ho sparato per difendermi»

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Giuseppe Del Gaudio

Napoli -Ha confessato di essere l’autore degli spari esplosi nella notte tra venerdì e sabato in via San Sebastiano, nel cuore del centro storico di Napoli. Giuseppe Muscariello, 19 anni, residente nel rione Sanità, si è presentato in Questura accompagnato dal proprio legale, l’avvocato Carla Maruzzelli, e davanti al pubblico ministero Cristina Curatoli e al dirigente della Squadra Mobile Mario Grassia ha ammesso le proprie responsabilità.

«Sono stato io a sparare», avrebbe dichiarato il giovane. «Avevo litigato con un ragazzo in un bar e lui, insieme ad altri amici, mi stava inseguendo per picchiarmi. Ho estratto la pistola e ho sparato in aria solo per riuscire a scappare. Soltanto il giorno dopo, leggendo le notizie su internet, ho saputo di aver ferito una persona innocente. Mi dispiace molto».

Il proiettile di rimbalzo che ha ferito un innocente

Secondo la ricostruzione investigativa, uno dei tre colpi calibro 9×21 esplosi dal giovane ha colpito lo spigolo di un edificio prima di rimbalzare e raggiungere al braccio Germano Saponara, 33 anni, originario di Altavilla Silentina, in provincia di Salerno, e impiegato a Napoli come barista.

L’uomo, che al momento della sparatoria era fuori servizio, è tuttora ricoverato in ospedale. Alcuni frammenti del proiettile hanno interessato anche un polmone, ma le sue condizioni non sono considerate gravi e non è in pericolo di vita.

Una lite nella movida degenerata in violenza

L’episodio sarebbe nato da una banale discussione all’interno di un locale, l’ennesima lite maturata durante una notte di movida nel centro cittadino.

Secondo il racconto del 19enne, tutto sarebbe partito da una provocazione culminata con due schiaffi ricevuti all’interno del bar. Muscariello, che secondo quanto emerso avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari per una precedente vicenda di furto, sarebbe quindi uscito dal locale cercando di allontanarsi dagli aggressori.

Una versione che, però, non convince pienamente gli investigatori, intenzionati a verificare ogni dettaglio della ricostruzione fornita dal giovane.

Le immagini delle telecamere e la caccia al complice

Gli agenti della Squadra Mobile erano già riusciti a identificare il presunto responsabile grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza e alla targa dello scooter utilizzato per la fuga.

Le telecamere avrebbero immortalato Muscariello mentre, dopo essere uscito dal locale, saliva come passeggero sul ciclomotore guidato da un amico. Poco dopo, durante la fuga verso piazza Bellini, avrebbe estratto la pistola facendo fuoco almeno tre volte.

Sul luogo della sparatoria la polizia scientifica ha sequestrato tre bossoli calibro 9×21 e repertato tracce di sangue utili alle indagini.

Il giovane ha escluso qualsiasi coinvolgimento del conducente dello scooter, sostenendo che l’amico ignorasse la presenza dell’arma. Una spiegazione che non convince gli investigatori, i quali sono già sulle sue tracce e ritengono che anche per lui possano scattare provvedimenti giudiziari.

Giuseppe Muscariello è detenuto nel carcere di Poggioreale, dove attende l’udienza di convalida davanti al gip.
Per il momento dovrà rispondere certamente di porto e detenzione illegale di arma da fuoco, mentre la qualificazione giuridica delle accuse relative al ferimento del barista è ancora al vaglio della magistratura. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica della sparatoria e individuare eventuali ulteriori responsabilità.

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