

Carcere di Salerno: una pianta per ogni detenuta nel giorno della Festa della Mamma
Salerno– Il lavoro come strumento di recupero e reinserimento sociale. È questo il principio alla base del protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune di Salerno e dalla Casa circondariale “Antonio Caputo”, che consentirà, in una prima fase, a sei persone detenute di svolgere lavori di pubblica utilità sul territorio cittadino.
L’accordo, firmato dal sindaco Vincenzo De Luca e dal direttore della Casa circondariale, Carlo Brunetti, punta a offrire ai detenuti un’opportunità concreta di responsabilizzazione attraverso attività di manutenzione del verde pubblico, decoro urbano e altri interventi a favore della collettività. Il progetto sarà avviato in forma sperimentale e successivamente ampliato.
L’iniziativa si inserisce nel percorso della giustizia riparativa e mira a coniugare sicurezza, inclusione sociale e riduzione della recidiva.
Nel corso della firma del protocollo, il sindaco Vincenzo De Luca ha ribadito che il carcere non può limitarsi a essere un luogo di detenzione, ma deve diventare anche uno spazio capace di favorire il recupero di chi dimostra la volontà di cambiare. Per questo, ha spiegato, è necessario affiancare al rigore nella repressione dei reati strumenti concreti di reinserimento fondati sul lavoro e sul senso di responsabilità.
Soddisfazione è stata espressa anche dal direttore della Casa circondariale, Carlo Brunetti, che ha definito l’accordo un passaggio storico per l’istituto penitenziario salernitano.
Per la prima volta, infatti, il carcere di Salerno sottoscrive una convenzione con il Comune per l’impiego di detenuti in lavori di pubblica utilità. Un’esperienza che consentirà ai partecipanti di restituire qualcosa alla comunità attraverso attività gratuite e rappresenterà anche un banco di prova in vista del loro futuro reinserimento nella società.
Durante la presentazione dell’iniziativa, l’assessora alle Politiche sociali, Paola De Roberto, ha inoltre annunciato l’apertura del primo centro totalmente pubblico di mediazione penale destinato sia ai minori sia agli adulti.
La struttura sarà realizzata grazie a un finanziamento ministeriale e rappresenterà un ulteriore tassello nelle politiche di giustizia riparativa già avviate sul territorio.
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