

Nella foto, un elemento rappresentativo della vicenda.
Con la quarta ondata di calore dell’estate, anche i delfini cercano un po’ di refrigerio. A Zoomarine, però, niente granite alla frutta o gelati tradizionali: il menù prevede speciali torte di ghiaccio ripiene di aringhe, sugarelli, capelin e altre prelibatezze a base di pesce.
Una merenda decisamente insolita per gli esseri umani, ma irresistibile per i nove delfini ospitati nel parco, che costituiscono il gruppo sociale più numeroso d’Italia.
Le immagini realizzate sott’acqua mostrano un vero e proprio assalto al buffet. C’è chi trascina la torta sul fondo della vasca, chi la rompe in tanti piccoli pezzi e chi preferisce collaborare, o competere, con gli altri componenti del gruppo per recuperare fino all’ultimo pesce rimasto intrappolato nel ghiaccio.
Le torte di ghiaccio fanno parte delle attività quotidiane di arricchimento ambientale organizzate per stimolare i delfini sia fisicamente sia mentalmente.
Non sono quindi soltanto un modo gustoso per affrontare le temperature estive. I blocchi ghiacciati invitano gli animali a esplorare, giocare, manipolare gli oggetti e interagire con gli altri componenti del gruppo.
Al refrigerio garantito da cubetti e ghiaccioli si aggiunge il controllo costante dell’acqua delle vasche. I sette milioni e mezzo di litri di acqua salata non superano mai i 28 gradi, restando all’interno dell’intervallo ideale per il benessere della specie, compreso tra 22 e 29 gradi.
Ogni delfino affronta il buffet ghiacciato in maniera diversa, rivelando carattere, abitudini e posizione all’interno del gruppo.
Paco e Leah, per esempio, quando ricevono cubetti e ghiaccioli preferiscono allontanarsi dagli altri, in particolare dagli esemplari più giovani. Cercano un angolo tranquillo della vasca dove poter manipolare il ghiaccio e gustare il pesce senza troppe interferenze.
Luna e Maya adottano invece una tattica più frenetica: cercano di conquistare il maggior numero possibile di torte, spostandosi rapidamente da un blocco all’altro.
Il più intraprendente sembra essere Indy. Dopo aver terminato velocemente la propria torta, si dirige verso quella di Zeus e prova a mangiare anche la sua porzione.
Zeus, dal carattere più pacifico, apparentemente non ne fa un dramma e lascia fare al compagno più esuberante. Thai, invece, ha sviluppato una particolare predilezione per i cubetti di dimensioni ridotte, che tenta di raccogliere tutti insieme in bocca.
In pratica, nel gruppo c’è chi vuole mangiare in santa pace, chi corre da una torta all’altra e chi, dopo aver ripulito il proprio piatto, controlla immediatamente quello del vicino.
«I nove delfini ospitati a Zoomarine vivono all’interno di un gruppo sociale articolato», spiega Andrea Velluti, keeper dei mammiferi marini. Il gioco e gli arricchimenti ambientali diventano così occasioni importanti per osservare e gestire relazioni, ruoli e gerarchie.
Anche la dieta viene adattata al periodo dell’anno e alle condizioni climatiche.
Durante la stagione calda vengono privilegiati pesci particolarmente apprezzati dai delfini, come aringa, spratto, capelin, melù e sugarello. Nei mesi più freddi viene invece introdotto anche lo sgombro, capace di assicurare un maggiore apporto energetico.
«La composizione della dieta è un altro degli accorgimenti che adottiamo in caso di temperature eccezionali, che purtroppo sono sempre più frequenti», sottolinea Velluti.
Le torte ghiacciate permettono quindi di unire alimentazione e arricchimento ambientale: per raggiungere il pesce, i delfini devono esplorare il blocco, romperlo, spostarlo e trovare la strategia più efficace. Il premio finale, evidentemente, vale ogni sforzo.
Dietro le immagini simpatiche dei delfini alle prese con torte e ghiaccioli al sapore di pesce si nasconde, però, un problema molto serio: il progressivo riscaldamento dei mari.
Il tursiope è considerato uno dei delfini più cosmopoliti e possiede una straordinaria capacità di adattamento. Anche per questo motivo è classificato nella categoria “a minor preoccupazione” della Lista Rossa della IUCN.
La capacità di adattarsi, tuttavia, non lo rende immune dalle conseguenze dei cambiamenti ambientali. Nei nostri mari i delfini devono confrontarsi con l’aumento delle temperature, la crescente pressione delle attività umane, la diminuzione delle risorse ittiche, l’inquinamento e il rischio di rimanere accidentalmente intrappolati negli strumenti utilizzati per la pesca.
Allo Zoomarine, intanto, la battaglia contro il caldo prosegue a colpi di cubetti e torte ghiacciate. E se Indy dovesse terminare ancora una volta la propria porzione troppo velocemente, Zeus farebbe bene a tenere d’occhio il suo dessert.
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